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lunedì 25 giugno 2018

Salvini: Multe a chi Acquista dagli Ambulanti in Spiaggia

vietati anche massaggi e tattoo

 vietati anche massaggi e tattoo

Multe a chi acquista dai venditori ambulanti capi falsi, ma anche chi paga per ottenere un massaggio o un tatuaggio praticati sulla spiaggia. È quanto prevede la direttiva del ministero dell'interno «Spiagge sicure» destinata alle varie prefetture che sarà pronta a fine mese e lo staff del Viminale sta definendo le linee guide volute dal ministro dell'interno e vicepremier» Matteo Salvini.

Al centro del progetto - si legge - c'è il rafforzamento della collaborazione tra forze dell'ordine e la polizia municipale delle zone balneari. E proprio per andare incontro alle esigenze dei sindaci, che avrebbero difficoltà ad attingere dalle casse comunali per potenziare gli organici dei vigili urbani, Salvini pensa di ricorrere ai fondi europei della legalità. Una possibilità per la verità tutta da verificare visto che nessun paese Ue attinge a quei fondi per pagare
 gli straordinari alle forze dell'ordine.

Il grido di allarme era stato lanciato lo scorso 13 giugno dalla Confesercenti, che ha denunciato un giro di affari di 22 miliardi di euro nell'abusivismo dei settori del commercio e del turismo, in un appuntamento a cui aveva partecipato il ministro. Salvini punta «non solo a presidiare i litorali italiani dall'assalto dei venditori ambulanti abusivi, ma anche a monitorare chi affitta loro alloggi e magazzini per la merce.

Cocco bello, cocco fresco


Ed il Venditore di COCCO Fresco ???
COME FACCIAMO ???

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Previsioni per il 2018



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venerdì 18 settembre 2015

Ucraina Vieta l’Ingresso a Berlusconi per 3 Anni



Ucraina vieta l’ingresso a Berlusconi per 3 anni
La decisione del Consiglio per la sicurezza di Kiev dopo la visita dell’ex premier in Crimea

L’Ucraina ha dichiarato oggi Silvio Berlusconi «persona non grata» a seguito della sua recente visita
nella penisola di Crimea, dove aveva incontrato il presidente russo Vladimir Putin. Per decisione del
Servizio di sicurezza dell’Ucraina (Sbu), Berlusconi non potrà recarsi nel Paese per tre anni.
 Kiev considera la Crimea un territorio occupato dalle truppe russe da marzo 2014 e dice di avere preso questa decisione per motivi di sicurezza. Berlusconi, che ha sempre difeso l’annessione russa della Crimea e ha criticato le sanzioni dell’Unione europea alla Russia per la sua ingerenza nella guerra in Ucraina, è giunto in Crimea venerdì scorso e qui ha incontrato Putin, a cui è legato da una forte amicizia.

Lo scorso luglio l’Ucraina aveva proibito l’ingresso sul suo territorio all’attore Gerard Depardieu, che è cittadino russo dal 2013 ( per non pagare le tasse in Francia) , e ad alcuni deputati e senatori francesi, per avere visitato la Crimea senza l’autorizzazione di Kiev. Anche i governi di Germania e Francia condannarono quelle visite, poiché considerano la Crimea parte inalienabile del territorio ucraino.

da  - http://www.lastampa.it/2015/09/17/esteri/lucraina-vieta-lingresso-a-berlusconi-per-anni-
8Un43d3AEwuBJvJTRgbaRL/pagina.html



BUNGA BUNGA la Cultura di SILVIO da ARCORE

Le ragazze “baciavano il pene della statuetta di Priapo e simulavano rapporti orali, io e Ambra eravamo scioccate”. Nell’aula del processo Ruby in cui Silvio Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile è tempo della testimonianza di Chiara Danese. La miss piemontese, insieme all’amica Ambra Battilana, si è costituita parte civile nel processo gemello con imputati l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede, la consigliera regionale Nicole Minetti e l’ex agente delle star tv Lele Mora (in carcere per bancarotta dal giugno del 2011, ndr). Le due ragazze sostengono di avere subito un danno patrimoniale da “perdita di chance lavorativa” per avere partecipato a una serata ad Arcore.



UN UOMO RICCO CHE PAGA LE DONNE 



SECONDO VOI CHE UOMO E'?


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lunedì 20 giugno 2011

Vietato ridurre i soldi ai politici


Vogliamo abolire i privilegi E la casta Si oppone

Il giorno 21 settembre 2010 il Deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione. Indovinate un po’ come è andata a finire ! A voi il giudizio sul merito, si tratta solo di proposte demagogiche o potrebbe essere un piccolo passo in direzione della gente?
Presenti 525 – Votanti 520 – Astenuti 5 – Maggioranza 261 – Hanno votato sì 22 – Hanno votato no 498

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Vietato ridurre i soldi ai politici

di Tommaso Cerno

In Friuli sindaci e presidenti di Provincia cancellano la facoltà di ridursi lo stipendio. Scoppia la polemica. E il sindaco di Gorizia si ribella: "Siamo al ridicolo"



In Friuli è vietato ai politici abbassarsi lo stipendio. Sembrerebbe uno scherzo, in tempi di casta e crisi economica, invece è la decisione che proprio oggi ha assunto l'Assemblea delle autonomie locali, l'organo che rappresenta Comuni e Province della piccola regione autonoma.

Ebbene, la giunta Tondo aveva predisposto un regolamento riguardante la "Disciplina relativa alle indennità ed ai gettoni di presenza, nonché ai rimborsi delle spese di viaggio, vitto ed alloggio per gli amministratori degli Enti locali della Regione Friuli Venezia Giulia" che, fra le altre cose, consentiva a sindaci e presidenti di Provincia di ridursi l'indennità, anche solo temporaneamente, per favorire il taglio della spesa pubblica.

Nessun obbligo, ben s'intenda, ma solo una facoltà lasciata al libero arbitrio di ognuno. Ma tanto è bastato all'Anci, l'associazione dei Comuni, per alzare il muro contro la norma, schierare la maggioranza dei suoi sindaci e stralciare il tanto contestato articolo dal provvedimento. Morale: in Friuli Venezia Giulia è vietato per legge che i politici si abbassino lo stipendio.

Un voto di massa, con due sole eccezioni: il sindaco di Gorizia, Ettore Romoli (Pdl), che da più di un anno invoca la facoltà di ridursi l'indennità, senza tuttavia riuscirci, "costretto per raggiungere l'obiettivo a devolvere parte del mio stipendio, dopo aver comunque pagato le tasse sull'intera somma, così ci perdiamo sia io che l'ente o l'associazione che ne usufruisce", spiega.

Con lui, altro voto contrario è arrivato dalla Provincia di Pordenone. Il resto del consiglio ha invece approvato a maggioranza l'intesa (16 favorevoli e 3 astenuti), stralciando appunto il paragrafo 23 della deliberazione, che introduceva la facoltà a ciascun amministratore locale di rinunciare in tutto o in parte alle indennità di funzione e di presenza: "Siamo al ridicolo, altro che casta. Hanno espulso la norma che consentiva di abbassarsi la paga, come avviene nel resto d'Italia e credo in tutto il resto del mondo. Una difesa corporativa da parte dei politici per paura che le opposizioni potessero obbligare i sindaci ad avvalersi di questa facoltà e ridursi il compenso. Siamo l'unico posto del mondo dove succede una cosa del genere. Se questa è l'autonomia, beh...", tuona Romoli.

Mentre l'Anci è irremovibile. In una lettera inviata al presidente della Regione Renzo Tondo il 27 maggio scorso già chiedeva lo stralcio della norma perché "è necessaria la convocazione di un tavolo di confronto qualora vi sia la necessità di rivedere i principi, criteri e obbiettivi generali ivi indicati in una visione sistemica in particolare per la parte riguardante indennità e gettoni". Un bel politichese per dire una cosa banale: il nostro stipendio non si tocca.

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venerdì 2 luglio 2010

Filmare le discariche? Vietato per legge


http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/06/28/reportage-sulla-discarica-vesuviana
-vietato-per-legge/
 
Filmare le discariche? Vietato per legge
Una notizia che non è apparsa sui grandi organi di informazione 
ma che è paradigmatica del gravissimo deficit democratico che sta
 vivendo il nostro Paese. Tre giovani studenti, animati dalla voglia
 di costruire un pezzo di verità attorno alla discarica della vergogna 
costruita all’interno del Parco nazionale del Vesuvio, con una telecamerina
 si sono recati presso la ex Sari di località Pozzelle, 
nel comune di Terzigno per riprendere il pattume lì sversato.
 
Ma forse non tutti sanno che nell’anno di grazia 2010,
 nel Paese del duoBertolaso & Berlusconi filmare o fotografare 
un sito come quello di Terzigno, catalogato come “area di interesse
 strategico nazionale”, è reato, è vietato dalla legge. 
E infatti puntuale sul posto arriva una pattuglia dei carabinieri
 che ferma i tre giovani e li porta in Caserma e i tre giovani vengono denunciati 
a a piede libero per la violazione dell’articolo 650 
del codice penale: “inosservanza dei provvedimenti dell’autorità“.
 
È accaduto mercoledi 23 giugno nel pomeriggio a 
Terzigno: gli studenti erano saliti fino alla discarica per filmare
 l’attività dell’impianto, almeno dall’esterno. “L’ intenzione era quella 
di girare un documentario in grado di sensibilizzare quella parte
 di popolazione che pare non interessarsi affatto al problema delle discariche, 
inconsapevole dei gravi rischi di salute a cui va incontro. 
Volevo portare il documentario in visione nelle scuole, 
dargli risalto tramite internet: è assurdo ma già a partire da Pompei
 molta gente non è a conoscenza nè della discarica nè dei disagi
 che tanti cittadini di Boscoreale e Terzigno stanno vivendo.”
 
Questa la volontà dichiarata da Francesco Servino, 
uno dei tre giovani fermati. Volevano realizzare un documentario,
 una sorta di reportage amatoriale che, tuttavia, 
sarebbe servito a denunciare il paradosso di un sito di immondizia
 in una riserva naturale. I carabinieri che li hanno incrociati ,
 glielo hanno impedito e li hanno formalmente denunciati
 alla procura della Repubblica. Il fatto grave ha creato una forte mobilitazione,
 attestati di solidarietà e tanta preoccupazione per questa limitazione
 della libertà di espressione .
 
In realtà il fatto rende esplicito quello che è avvenuto in Campania
 con la equiparazione,voluta da Bertolaso, degli impianti per
 la gestione dei rifiuti a siti militari strategici,
 facendo venir meno la possibilità di vigilanza e controllo da parte dei cittadini
 e delle stesse istituzioni locali. Una sorta di extraterritorialità 
che espropria le comunità locali da qualsiasi azione di tutela e
 che rappresenta il modello sperimentale su cui nei prossimi anni a il Governo
 vorrà cimentarsi con la realizzazione delle centrali nucleari. 
In realtà questo episodio rappresenta l’anticipazione della legge bavaglio,
 una intimidazione inaudita contro cui bisogna reagire energicamente.
 Ma in reltà dobbiamo porci anche una semplice domanda:
 ma cosa si vuole nascondere nella discarica di Terzigno? 
E oltre alla solidarietà ai giovani bisogna che sulla questione si apra
 una discussione nazionale e se c’è qualche oppositore in Parlamento
 batta un colpo!
 
 
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