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venerdì 18 settembre 2015

Ucraina Vieta l’Ingresso a Berlusconi per 3 Anni



Ucraina vieta l’ingresso a Berlusconi per 3 anni
La decisione del Consiglio per la sicurezza di Kiev dopo la visita dell’ex premier in Crimea

L’Ucraina ha dichiarato oggi Silvio Berlusconi «persona non grata» a seguito della sua recente visita
nella penisola di Crimea, dove aveva incontrato il presidente russo Vladimir Putin. Per decisione del
Servizio di sicurezza dell’Ucraina (Sbu), Berlusconi non potrà recarsi nel Paese per tre anni.
 Kiev considera la Crimea un territorio occupato dalle truppe russe da marzo 2014 e dice di avere preso questa decisione per motivi di sicurezza. Berlusconi, che ha sempre difeso l’annessione russa della Crimea e ha criticato le sanzioni dell’Unione europea alla Russia per la sua ingerenza nella guerra in Ucraina, è giunto in Crimea venerdì scorso e qui ha incontrato Putin, a cui è legato da una forte amicizia.

Lo scorso luglio l’Ucraina aveva proibito l’ingresso sul suo territorio all’attore Gerard Depardieu, che è cittadino russo dal 2013 ( per non pagare le tasse in Francia) , e ad alcuni deputati e senatori francesi, per avere visitato la Crimea senza l’autorizzazione di Kiev. Anche i governi di Germania e Francia condannarono quelle visite, poiché considerano la Crimea parte inalienabile del territorio ucraino.

da  - http://www.lastampa.it/2015/09/17/esteri/lucraina-vieta-lingresso-a-berlusconi-per-anni-
8Un43d3AEwuBJvJTRgbaRL/pagina.html



BUNGA BUNGA la Cultura di SILVIO da ARCORE

Le ragazze “baciavano il pene della statuetta di Priapo e simulavano rapporti orali, io e Ambra eravamo scioccate”. Nell’aula del processo Ruby in cui Silvio Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile è tempo della testimonianza di Chiara Danese. La miss piemontese, insieme all’amica Ambra Battilana, si è costituita parte civile nel processo gemello con imputati l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede, la consigliera regionale Nicole Minetti e l’ex agente delle star tv Lele Mora (in carcere per bancarotta dal giugno del 2011, ndr). Le due ragazze sostengono di avere subito un danno patrimoniale da “perdita di chance lavorativa” per avere partecipato a una serata ad Arcore.



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lunedì 28 aprile 2014

Gladio in Ucraina


"La pre­senza in Ucraina di spe­cia­li­sti mili­tari israe­liani è con­fer­mata dalla noti­zia, dif­fusa dalla Jta e altre agen­zie ebrai­che, che diversi feriti negli scon­tri con la poli­zia a Kiev sono stati subito tra­spor­tati in ospe­dali israe­liani, evi­den­te­mente per impe­dire che qual­cuno rive­lasse altre sco­mode verità. Tipo quella di chi ha adde­strato e armato i cec­chini che, con gli stessi fucili di pre­ci­sione, hanno spa­rato in piazza Maj­dan sia sui dimo­stranti che sui poli­ziotti (quasi tutti col­piti alla testa). Tali fatti get­tano ulte­riore luce sul modo in cui è stato pre­pa­rato e attuato il golpe di Kiev."


L'arte della guerra. Come Stay Behind in Italia, sotto regia Usa/Nato, attraverso la Cia e altri servizi segreti, sono stati per anni reclutati, finanziati, addestrati e armati i militanti neonazisti che a Kiev hanno dato l’assalto ai palazzi governativi, e che sono stati poi istituzionalizzati come «guardia nazionale»


suo nome di bat­ta­glia è Delta. È uno dei capi mili­tari della «rivo­lu­zione ucraina» anche se, come lui stesso dichiara, non si con­si­dera ucraino. Sotto l’elmetto porta la kip­pah. Ne rac­conta la sto­ria l’agenzia di stampa ebraica Jta (con sede a New York), che l’ha inter­vi­stato in con­di­zioni di ano­ni­mato, foto­gra­fan­dolo in tuta mime­tica e giub­botto anti­pro­iet­tile col viso coperto da occhiali scuri e una sciarpa nera. Delta è un vete­rano dell’esercito israe­liano, spe­cia­liz­za­tosi in com­bat­ti­mento urbano nella bri­gata di fan­te­ria Givati, impie­gata nell’operazione Piombo Fuso e in altre azioni con­tro Gaza, tra cui il mas­sa­cro di civili nel quar­tiere Tel el-Hawa. Rien­trato qual­che anno fa in Ucraina in veste di uomo d’affari, ha for­mato e adde­strato insieme ad altri ex mili­tari israe­liani il plo­tone «Caschi blu di Maj­dan», appli­cando a Kiev le tec­ni­che di com­bat­ti­mento urbano spe­ri­men­tate a Gaza. Il suo plo­tone, dichiara alla Jta, è agli ordini di Svo­boda, ossia di un par­tito che die­tro la nuova fac­ciata con­serva la sua matrice neonazista.

Pro­prio per tran­quil­liz­zare gli ebrei ucraini che si sen­tono minac­ciati dai neo­na­zi­sti, Delta sot­to­li­nea che l’accusa di anti­se­mi­ti­smo nei con­fronti di Svo­boda è una «stron­zata». La pre­senza in Ucraina di spe­cia­li­sti mili­tari israe­liani è con­fer­mata dalla noti­zia, dif­fusa dalla Jta e altre agen­zie ebrai­che, che diversi feriti negli scon­tri con la poli­zia a Kiev sono stati subito tra­spor­tati in ospe­dali israe­liani, evi­den­te­mente per impe­dire che qual­cuno rive­lasse altre sco­mode verità. Tipo quella di chi ha adde­strato e armato i cec­chini che, con gli stessi fucili di pre­ci­sione, hanno spa­rato in piazza Maj­dan sia sui dimo­stranti che sui poli­ziotti (quasi tutti col­piti alla testa). Tali fatti get­tano ulte­riore luce sul modo in cui è stato pre­pa­rato e attuato il golpe di Kiev.

Sotto regia Usa/Nato, attra­verso la Cia e altri ser­vizi segreti sono stati per anni reclu­tati, finan­ziati, adde­strati e armati i mili­tanti neo­na­zi­sti che a Kiev hanno dato l’assalto ai palazzi gover­na­tivi, e che sono stati poi isti­tu­zio­na­liz­zati come «guar­dia nazio­nale». Una docu­men­ta­zione foto­gra­fica, che cir­cola in que­sti giorni, mostra gio­vani mili­tanti neo­na­zi­sti ucraini di Uno-Unso adde­strati nel 2006 in Esto­nia da istrut­tori Nato, che inse­gnano loro tec­ni­che di com­bat­ti­mento urbano ed uso di esplo­sivi per sabo­taggi e atten­tati. Lo stesso fece la Nato durante la guerra fredda per for­mare la strut­tura para­mi­li­tare segreta di tipo «stay-behind», col nome in codice «Gla­dio». Attiva anche in Ita­lia dove, a Camp Darby e in altre basi, ven­nero adde­strati gruppi neo­fa­sci­sti pre­pa­ran­doli ad atten­tati e a un even­tuale colpo di stato.

Una ana­loga strut­tura para­mi­li­tare è stata creata e usata oggi in Ucraina, ser­ven­dosi anche di spe­cia­li­sti israe­liani. Il colpo di stato non avrebbe potuto però riu­scire se la Nato non avesse legato a sé gran parte dei ver­tici mili­tari ucraini, for­man­doli per anni nel «Nato Defense Col­lege» e in «ope­ra­zioni per la pace» a guida Nato. E non è dif­fi­cile imma­gi­nare che, sotto quella uffi­ciale, sia stata costruita una rete segreta. Le forze armate ucraine hanno così obbe­dito all’ordine della Nato di «restare neu­trali», men­tre era in corso il golpe.

Dopo, la loro dire­zione è stata assunta da Andriy Paru­biy, cofon­da­tore del par­tito social­na­zio­na­li­sta ride­no­mi­nato Svo­boda, dive­nuto segre­ta­rio del Comi­tato di difesa nazio­nale, e, in veste di mini­stro della difesa, da Igor Ten­jukh, legato a Svo­boda. Sicu­ra­mente è già ini­ziata l’epurazione (o eli­mi­na­zione) degli uffi­ciali non rite­nuti affi­da­bili. Men­tre la Nato, che già di fatto si è annessa l’Ucraina, dichiara il refe­ren­dum in Cri­mea «ille­gale e illegittimo».

— Manlio Dinucci,
da
http://ilmanifesto.it/la-nuova-gladio-in-ucraina/

leggi anche
http://cipiri.blogspot.it/2014/04/ucraina-una-guerra-per-lenergia.html

Ucraina : una Guerra per l’Energia



La situazione precipita in Ucraina. 
Una guerra per l’energia bussa alle porte dell’Europa


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venerdì 25 aprile 2014

Ucraina : una Guerra per l’Energia



La situazione precipita in Ucraina. 
Una guerra per l’energia bussa alle porte dell’Europa


La situazione sta precipitando in Ucraina. Una guerra per l’energia bussa alle porte dell’Europa: il controllo dell’Ucraina è cruciale per stabilire da chi gli europei devono comprare il gas e quanto devono pagarlo.
Settant’anni di pace hanno rimosso dal pensiero europeo la possibilità di un conflitto armato.
In Ucraina ormai si spara apertamente; il segretario di Stato americano Kerry ed il ministro degli Esteri russo Lavrov hanno avuto una telefonata carica di tensione.
 Lavrov ha minacciato l’intervento armato come in Georgia.

Ho dedicato molte parole alla dipendenza dell’Unione Europea dal gas russo, che transita attraverso l’Ucraina. Se gli Usa “convincono” la Russia a interrompere le forniture all’Europa, ecco che il mercato europeo si apre all’importazione via nave del gas statunitense: ci costerà più caro e le nostre bollette contribuiranno a tener su la bolla del fracking, insostenibile dal punto di vista finanziario oltre che ambientale.

Manca proprio poco a che la Russia venga “convinta” a chiudere il rubinetto. Oltre alle questioni militari e diplomatiche, c’è la faccenda del “reverse flow”, ossia l’ipotesi di far scorrere nei gasdotti il gas da Ovest verso Est (anzichè da Est verso Ovest) affinché altri Paesi europei inviino gas russo all’Ucraina, che non riesce a pagare le bollette e che quindi rischia di vedersi tagliate le forniture dalla Russia. Tuttavia – ed è una cosa che è difficile trovare sui media italiani – secondo il colosso russo Gazprom una mossa del genere sarebbe priva di un solido retroterra legale.
 E potrebbe essere la goccia in grado di far traboccare il vaso già colmo.

La Russia è già pronta a vendere il suo gas alla Cina invece che all’Europa: è un errore pensare che l’interruzione delle forniture di gas all’Unione Europea danneggerebbe gravemente gli interessi russi. Poche ore fa il presidente statunitense Obama ha avvertito la Cina che gli Usa si schiereranno in armi a fianco del Giappone per proteggere le isole Senekau, ossia brulli scogli perduti in mezzo all’Oceano dall’incerto status giuridico di cui nessuno si è mai particolarmente interessato finchè non si è scoperto
 che nascondono nei fondali un tesoro di petrolio e di gas.

CRIMEA - RUSSIA AMERICA - INTERVISTA GIULIETTO CHIESA.

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GIULIETTO CHIESA PARLA DELLA CRISI CRIMEA... DELL'AMERICA... DELLE STRATEGIE USA PER VENDERE SOLTANTO LEI IL PETROLIO ALL''EUIROPA - DI RENZI FILOAMERICANO - DEL GAS CHE PAGHEREMO IL 20 PER CENTO IN PIU'.
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venerdì 14 marzo 2014

Pericolo Neo-Nazisti in Ucraina


pericolo neo-nazi in Ucraina (video)

«Una Nazione pulita come quando c’era Hitler». Finalmente i media occidentali si occupano dei nazisti di Maidan. Ecco il servizio sull’#Ucraina della #Bbc.

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Il servizio integrale mandano in onda dalla Bbc.

- di Franco Fracassi -

Una Nazione pulita come quando c’era Hitler. Il ragazzo parla con grande candore e ingenuità. Lui è uno dei puri di piazza Maidan che hanno rovesciato a suo di violenza il governo ucraino. Finalmente i media occidentali si accorgono che la rivoluzione anti Yanukovich ha un suo lato oscuro. Come spesso accade tocca alla Bbc fare il primo passo. La tv britannica trasmette un servizio di oltre sei minuti, a firma di Gabriel Gatehouse, dal titolo «Pericolo neo-nazi in Ucraina». Popoff ha deciso di proporvelo. E per coloro che non comprendono l’inglese, di pubblicare la traduzione dei dialoghi.

Gatehouse. «La battaglia è finita. Adesso la piazza è divenuta il simbolo dell’indipendenza, e questa rivoluzione si sta spostando verso un nuovo credo. Tra i fiori in memoria delle vittime, i fascisti sono la cosa più appariscente. Uomini armati attraversano la piazza, come se fosse loro. Il simbolo nero sulla fascia rossa è un simbolo nazista che usavano alcune divisioni Ss durante la seconda guerra mondiale. Coloro che hanno abbattuto il governo erano normali ucraini: studenti, dottori, operai e padri di famiglia. Ma i più organizzati e i più efficienti sono stati i membri dei partiti di estrema destra. Sono loro che si sono confrontati con la polizia».

Un militante di Svoboda in posa davanti a una bandiera nazista.

Le immagini mostrano un uomo con la mazza ferrata, altri con bastoni e spranghe, altri ancora portano un grosso sacco pieno di armi. Una donna che cerca di fermarli con le mani alzate in segno pacifico di resa viene spinta via.

Gatehouse: «I militanti del gruppo Right Sector (Settore di destra) si riconoscevano perché marciavano in continuazione incolonnati, attraversando in lungo e in largo piazza Maidan».

Militanti nazisti si fanno fotografare con la pistola in pugno.

Neonazisti sfilano a piazza Maidan. Il simbolo disegnato sulla fascetta nera che porta al braccio uno di loro è quello della divisione Ss-Galizien.

Ragazzo con la pistola: «I temi nazional-socialisti sono molto popolari tra di noi. Come l’idea di una Nazione. Non tutti tra noi abbracciano questi ideali. Ma molti sì». Gatehouse: «E lei?». «Io sì». «Per favore, ci spieghi». «Mi piace l’idea di una Nazione. Voglio che ci sia una Nazione, un popolo, un Paese». «Che cosa vuol dire?». «Una Nazione pulita. Non come quando c’era Hitler, ma a suo modo un po’ così. Quelli a cui piace la Russia se ne vadano in Russia. L’Ucraina dev’essere solo per gli ucraini».

Gatehouse: «La polizia è sparita dalle strade di Kiev. La legge e l’ordine sono state affidate a gruppi di autodifesa, gruppi di estremisti. Uno di questi gruppi di estrema destra, il C14, si è installato nell’ex sede del Partito comunista ucraino».

Un militante del gruppo di estrema destra C14 posa accanto al ritratto di Stepan Bandera, capo della divisione Ss-Galizien.

Yevhen Karas, leader di C14: «La nostra missione è quella di rompere le catene che legano l’Ucraina ai poteri passati». Gatehouse: «Stiamo parlando della Russia?». «Sì. Non solo la Russia, anche l’Unione Sovietica». «Lei è nazista?». «No. Non credo di esserlo. Sono un nazionalista ucraino». «Che cosa vuol dire?». «Ci opponiamo a quei gruppi etnici che controllano l’economia e la politica». «Quali gruppi etnici?». «Russi, ebrei, polacchi. Alcuni gruppi non ucraini controllano una grossa fetta dell’economia e della politica. Ovviamente, in una situazione del genere, tra queste persone e gli ucraini si sono sviluppate tensioni e conflitti».

Militanti di Svoboda portano al braccio il simbolo della divisione Ss-Galizien.

Mentre Karas parla le immagini mostrano un cappello militare da ufficiale ucraino a cui è stata incisa nella parte superiore una svastica.

Karas spiega che il suo gruppo ha duecento militanti, quattordici dei quali sono affiliati con il Partito della libertà (Svoboda), che adesso controlla quattro ministeri nel nuovo governo, compreso il ministero della Difesa.

Gatehouse: «Due ministri si fanno non hanno paura a farsi fotografare con simboli che ricordano le Ss naziste: “HH”, che vuol dire “Heil Hitler”; “88″, che sta per le ottave lettere dell’alfabeto, ovvero “HH”».

Ultrà della Dynamo Kiev con il braccio teso. Il credo neonazista ha fatto presa sulle frange estremiste dei tifosi della squadre di calcio dell’Ucraina occidentale. Questi gruppi di ultrà hanno avut un ruolo di primo piano negli scontri di piazza Maidan.

Yuri Levchenko. Membro di Svoboda: «Nazismo e comunismo sono due facce della stessa medaglia. Sono due poteri autoritari che hanno distrutto la nazione ucraina, uccidendo milioni di ucraini».

Gatehouse: «È chiaro che ci sono gruppi radicali di destra che sono convinti che questa sia la loro vittoria. La domanda è: quanto potere avranno queste persone nella nuova Ucraina?».

Gatehouse: «Alcuni attivisti di sinistra hanno occupato a loro volta alcuni palazzi del potere, ma è la destra che ha preso il potere».

Maksim Buktevich, attivista di sinistra: «Quando gli sono iniziati gli scontri in piazza sono arrivate tante persone, la maggior parte giovani, ma non solo. Se prima erano marginali, adesso sono diventati il cuore della protesta. La cosa peggiore, è che adesso hanno ottenuto la legittimazione popolare nel prendere le decisioni».

Gatehouse: «La retorica anti russa per la crisi in Crimea gonfia ancora le vele dei nazionalisti. Non si è ancora capito quanto siano numerosi i neonazisti. Ma sulla loro influenza nessuno ha più dubbi».

Una fase degli scontri di piazza Maidan. Neonazisti caricano la polizia cercando di travolgerla con una ruspa.



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domenica 9 marzo 2014

Sbarcati a Kiev 300 Mercenari Usa


Erik Prince, fondatore della Blackwater, che dal 2011 ha cambiato nome in Academi.

Sbarcati a Kiev 300 mercenari Usa

Atterrati in piena notte per non essere visti. Lavorano per Academi, la più importante società di contractor al mondo, sotto contratto con Pentagono e Cia
C'è chi li chiama mercenari, e chi, invece, usa la parola inglese contractor. Comunque li si veda sono militari che vengono pagati per combattere, spiare, proteggere, addestrare e, talvolta, compiere missioni segrete o talmente disgustose che è meglio farle fare a qualcuno su cui scaricare la colpa nel caso andasse storto qualcosa. Secondo quanto riportato dalla rivista "IntelligenceOnline", all'inizio di marzo sarebbero atterrati in piena notte all'aeroporto internazionale Boryspil di Kiev tre aerei che trasportavano circa trecento dipendenti della Greystone Limited. Si tratta del ramo operativo della più importante società di contractor del mondo, la Blackwater, che dal 2011 ha preso il nome di Academi.

La notizia è stata confermata dall'ex agente della National Security Agency Wayne Madsen.

Che in Ucraina si fosse sull'orlo di una guerra civile si sa. Che sia terreno di scontro tra Russia e Stati Uniti, pure. Che i rivoltosi di piazza Maidan (oggi al potere) siano stati aiutati da Washington è ormai provato. Ma l'arrivo a Kiev di un battaglione di addestratissimi mercenari statunitensi fa fare un salto di qualità alla crisi. Secondo fonti russe (e quindi da prendere con le molle) alcuni mercenari dell'Academi sarebbero addirittura sbarcati nella capitale ucraina da un mese. Si tratterebbe dei cecchini che avrebbero aperto il fuoco sia sulle forze dell'ordine, sia sui manifestanti, massacrando cinquantacinque persone. (Popoff ne ha parlato in un altro articolo dal titolo "Dimostranti Maidan massacrati dai loro compagni")

Uomini armati col volto coperto proteggono un pope ortodosso in piazza Maidan a Kiev. Tra le fila dei dimostranti c'erano molti miliziani impossibili da identificare.

L'Academi è una società con base a McLean, in Virginia, e miliardi di dollari di fatturato. Lavora per multinazionali e governi. In questo momento è sotto contratto del Pentagono e della Cia (complessivamente, due miliardi e trecento milioni di dollari l'anno).

Quando si chiamava ancora Blackwater, la società di mercenari è stata responsabile delle peggiori efferatezze in Iraq e in Afghanistan, tra cui il massacro di Falluja, i rapimenti illegali e la tortura. In questo momento, l'Academi rappresenta la presenza militare straniera più numerosa in entrambi i Paesi, e prosegue il suo lavoro "sporco", come ha più volte denunciato Amnesty International.

La Blackwater venne fondata nel 1997 da Erik Prince. Nel 2009 cambiò nome in Xe Services, per divenire Academi nel 2011. Dal 2004 gode delle credenziali diplomatiche in Iraq, grazie alla volontà dell'Amministrazione Bush. Questo vuol dire che la società è in grado di fornire ai propri dipendenti lo status diplomatico, che permette loro di poter attraversare le frontiere senza che gli venga controllato il bagaglio. Un enorme vantaggio per una società di mercenari.

I dipendenti sono oltre centomila, di cui due terzi sono militari ancora in servizio. Il Pentagono concede loro una sorta di aspettativa, in modo da poter agire per conto della Casa Bianca senza figurare come dipendenti dell'Amministrazione Usa. La base di addestramento di trova in Nord Carolina. Anche questa è protetta dal governo, e quindi non perquisibile da un magistrato più curioso del dovuto.

Nel consiglio di amministrazione siedono oggi l'ex ministro della Giustizia del governo Bush John Ashcroft, l'ex vice presidente dello Staff di Bush Jack Quinn e l'ex direttore della Nsa (l'agenzia di intelligence responsabile del DataGate) Bobby Ray Inman.

di Franco Fracassi


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giovedì 27 febbraio 2014

GOLPE IN UCRAINA, FASCISTI AL POTERE



GOLPE IN UCRAINA, FASCISTI AL POTERE: 
ATTACCHI CONTRO COMUNISTI, EBREI, IMMIGRATI , 
CIRCOLI CULTURALI E LA COMUNITA' GAY.

Attaccata la casa di Petro Simonenko leader del Partito Comunista Ucraino: Una squadraccia delle cosiddette ‘autodifese di Maidan’, col volto coperto, ha sfondato la porta dell’abitazione di Simonenko ed ha appiccato il fuoco lanciando alcune bottiglie molotov al suo interno.

Caro compagno Simonenko, cari compagni del CC del Pc dell'Ucraina,

abbiamo appreso dai mezzi d’informazione ucraini e russi dell’aggressione avvenuta alla Verhonjaja Rada contro il gruppo comunista, ad opera dei parlamentari fascisti.

Siamo indignati per il sostegno che l'Unione Europea neo-imperialista e la Nato stanno dando alla sovversione in senso reazionario e neo-nazista del vostro Paese.

Inviamo ai compagni del gruppo parlamentare comunista e a tutto il vostro Partito la nostra massima solidarietà. Stiamo seguendo con grande apprensione ciò che sta accadendo in Ucraina, e condividiamo le proposte politiche che state portando avanti, così come apprezziamo la vostra mobilitazione sul territorio contro le bande fasciste e in difesa della sovranità del paese.

Fateci sapere cosa possiamo fare per sostenere la vostra lotta.

Fraterni saluti,

Comitato Centrale del Partito dei Comunisti Italiani (Pdci)

"A Kiev si discute del nuovo governo, che nelle dichiarazioni dei nuovi padroni dovrebbe essere di ‘unità nazionale’, in attesa dei risultati delle elezioni del 25 maggio che si preannunciano fortemente condizionate dalla spaccatura del paese in due e dallo strapotere delle milizie di estrema destra che controllano gli edifici istituzionali e continuano le loro scorribande contro sedi politiche, sindacali e culturali. Dopo aver abolito il bilinguismo concedendo solo all’ucraino lo status di lingua ufficiale in un paese dove per metà della popolazione il russo è lingua madre, ora i deputati nazionalsocialisti (è una definizione che danno di sé stessi, non una nostra forzatura) di Svoboda pretendono la chiusura di tutti i canali televisivi che emettono in russo, ed hanno presentato già una proposta di legge in questo senso mentre alcune emittenti hanno già dovuto cessare le trasmissioni a causa delle minacce. Svoboda e alcune frange dei partiti più ‘moderati’ – Udar e Patria – insistono anche sulla messa fuori legge del Partito delle Regioni e del Partito Comunista.

Finora sono stati proprio i comunisti gli obiettivi preferiti degli squadristi del partito di Tyagnibok e delle milizie di Pravyi Sektor, che continuano ad occupare piazza Maidan e soprattutto ad assaltare e distruggere le sedi dei propri nemici politici.

L’ultima azione quadristica ha preso di mira la casa del segretario del Partito Comunista Ucraino, Petro Simonenko, nel villaggio di Gorenka, vicino a Kiev. Una squadraccia delle cosiddette ‘autodifese di Maidan’, col volto coperto, ha sfondato la porta dell’abitazione di Simonenko ed ha appiccato il fuoco lanciando alcune bottiglie molotov al suo interno.

Ma nel mirino di una estrema destra che sempre spadroneggiare, forte della protezione e della complicità della nuova maggioranza parlamentare, non ci sono solo i comunisti e i sindacati. Anche la consistente comunità ebraica è diventata oggetto di minacce e aggressioni, iniziate del resto già nei mesi scorsi quando numerosi ebrei di Kiev sono stati aggrediti e pestati.

L’ultimo episodio risale a ieri, quando alcune bottiglie molotov sono state lanciate contro la sinagoga di Zaporozhie, località a sud est della capitale, dove nei giorni scorsi i fascisti avevano attaccato la sede del consiglio regionale e poi la sede del partito comunista. La sinagoga - che si chiama Gymat Rosa ed é stata aperta nel 2012 – ha riportato danni limitati. Ma nella comunità ebraica ucraina si sta diffondendo un forte timore, tanto che uno dei due rabbini capi del paese, Moshe Reuven Azman , ha invitato gli ebrei di Kiev a lasciare la città e se possibile anche il Paese, temendo l’inizio di una vera e propria persecuzione di massa. Azman ha chiuso le scuole della comunità ebraica e si limita ora a guidare tre preghiere quotidiane ed anche l'ambasciata israeliana ha raccomandato ai membri della comunità ebraica di limitare al massimo le uscite dalle loro case.

Scrive l’inviato della Stampa Maurizio Molinari: “Le preoccupazioni di Gerusalemme riguardano il fatto che «Svoboda» (Libertà) oltre ad avere il 10 per cento dei seggi nel Parlamento ha alle spalle una ventina di formazioni di estrema destra che, nel complesso, arrivano a rappresentare circa il 20 per cento di una popolazione di 46 milioni di abitanti”.

Le autorità israeliane non hanno perso tempo e nel tentativo di sfruttare a proprio vantaggio la situazione determinata dall’ascesa al potere di partiti razzisti e antisemiti hanno inviato a Kiev un ‘team di emergenza’ con l’obiettivo di convincere gli ebrei ucraini a trasferirsi in Israele. La comunità ebraica ucraina censita ufficialmente conta circa 70.000 membri, ma secondo le istituzioni ebraiche sarebbero molti di più, circa 200mila. Durante la guerra e l’occupazione nazista, gli ebrei ucraini furono sterminati dai nazisti e dai gruppi nazionalisti ucraini filonazisti a cui oggi si richiamano alcune delle organizzazioni ucraine che hanno assunto il potere dopo il colpo di stato."

https://www.facebook.com/groups/rivoluzione.comunista/permalink/1473627186183470/

LEGGI ANCHE :  http://cipiri2.blogspot.it/2014/03/ucraina-un-caso-esemplare.html

Ucraina: un caso esemplare


pestato a sangue a Kiev dai seguaci nazifascisti di Bandera, gli squadristi di Svoboda


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lunedì 24 febbraio 2014

Ucraina : si apre un vaso di Pandora



Ucraina : si apre un vaso di Pandora

L'Europa, fedele esecutrice dei piani di Washington ha aperto il vaso di Pandora. Che adesso le esploderà tra le mani. I nuovi inquilini saranno di certo concordati (sempre che Putin abbia la garanzia che non sarà valicato il Rubicone dell'ingresso nella Nato), ma coloro che sono scesi in piazza armati hanno in testa un'idea di Europa molto diversa da quella che si figura Bruxelles. E quelli in buona fede che sono andati dietro i neonazisti - e sono sicuramente tanti - si aspettano di entrare in Europa domani. E saranno tremendamente delusi quando dovranno cominciare a pagare, e non potranno comunque entrare, perché nei documenti di Vilnius questo non è previsto.

L'unico tra i commentatori italiani che ha scritto alcune cose sensate è stato Romano Prodi, ma le ha scritte sull'International New York Times. Rivolto agli europei li ha invitati a non mettere nel mirino solo Yanukovic, bensì condannare anche i rivoltosi. E ha aggiunto: «Coinvolgere Putin», visto che tutte le parti hanno «molto da perdere e nulla da guadagnare da ulteriori violenze». Giusto ma ottimista. Chi ha preparato la cena adesso vuole mangiare e non si fermerà. E l'isteria antirussa è il miglior condimento per altre avventure.

Il golpe è costato 82 morti – non si sa se nel computo sono compresi i poliziotti uccisi, una ventina - e 645 feriti, dei quali 423 sono stati ricoverati in ospedale. Almeno questo è il bilancio definitivo che hanno fornito oggi fonti del Ministero della Salute di Kiev. Qualche decina di morti in meno rispetto ai numeri sparati dalla Cnn e da alcune fonti degli insorti nei giorni scorsi, forse con la speranza di smuovere ancor di più l’opinione pubblica internazionale a sostegno del rovesciamento violento del governo di Kiev. Ma comunque un bilancio di sangue alto, scientificamente ricercato dalle forze oltranziste del fronte filoccidentale che martedì, dopo numerose provocazioni, hanno scatenato sparatorie e assalti violenti ottenendo che lo scontro politico si trasformasse in contrapposizione militare.

Ora tutti i principali media internazionali dipingono un quadretto idilliaco e rassicurante di una Ucraina sulla strada della libertà e della democrazia e nessuno sembra preoccuparsi del fatto che, alle porte dell’Europa, un partito che si ispira direttamente al nazionalsocialismo (Svoboda) e che propaganda un’ideologia violente, ultrnazionalista, xenofova e antisemita sia appena salita al potere a Kiev: il ‘dittatore’ è stato destituito ed è braccato, il regime disarcionato, i leader politici filo-Ue (Unione Europea come sinonimo di libertà…) hanno ripreso il controllo della situazione.

Ma è evidente che la spallata dell’establishment europeo e della Nato non si esaurirà con il “regime change”. Perché per poterla portare a termine Bruxelles ha dovuto sdoganare, sostenere e legittimare forze ultranazionaliste, fasciste o addirittura neonaziste, che ora fanno parte della coalizione vincitrice e che, con la benedizione delle cancellerie occidentali, hanno occupato militarmente Kiev ed in queste ore hanno iniziato un assalto contro decine di dirigenti della sinistra e dei sindacati.

E’ significativo che il primo atto politico di Yulia Tymoshenko sia stata una telefonata alla cancelliera tedesca Angela Merkel, che l’ex premier appena uscita di galera incontrerà presto personalmente, come ci ha tenuto a far sapere. Anche il leader della destra repubblicana statunitense John McCain – che qualche mese fa andò ad aizzare piazza Maidan contro “il regime” – rivendica di aver subito telefonato alla Tymoshenko e a Vitali Klitschkó.

A Kiev intanto il golpe procede spedito e apparentemente senza ostacoli, sotto la copertura di decisioni adottate nelle ultime ore da una Rada militarizzata dalle ormai ex opposizioni e guidata da ieri dal braccio destro di Yulia Tymoshenko, Oleksandr Turcinov (ex capo dei servizi segreti), appena eletto capo dell’assemblea elettiva e, sulla base della quasi ripristinata costituzione del 2004, anche presidente della Repubblica pro tempore.

Un Parlamento ucraino sotto il controllo delle milizie di Svoboda e di quelle ancora più irrequiete dei gruppi fascisti riuniti nel ‘Pravyi Sektor’ che, armi alla mano, hanno preso possesso di praticamente tutte le sedi istituzionali nella capitale e nelle regioni occidentali e che decidono chi e quando può entrare nell’Aula dove la nuova maggioranza sta rapidamente imponendo le misure chieste da piazza Maidan negli ultimi mesi.

A partire dalla liberazione di quella Yulya Tymoshenko che già ieri sera, appena scarcerata, è andata ad arringare la folla – alcune decine di migliaia di persone – che si assiepava in una piazza Indipendenza ancora occupata dalle barricate e dai fortini degli ‘insorti’. Li ha incitati a continuare, “gli eroi di Piazza Maidan”, la ‘pasionaria’ condannata tre anni fa per reati di corruzione, a continuare finché tutto ciò che rappresenta il governo precedente – e la Russia, e i partiti di sinistra – non sarà spazzato via. Il più è stato fatto: ieri in gran fretta i deputati di Udar, di Svoboda e di Patria – il partito della Tymoshenko – supportati da qualche decina di transfughi dell’opportunista e inconsistente Partito delle Regioni hanno destituito il presidente Yanukovich, convocato nuove elezioni per il 25 maggio, sostituito alcuni ministri chiave del governo (Esteri, Interni, Salute, Difesa).

Ora, all’interno del variegato fronte filoccidentale si apre una competizione che potrebbe diventare assai aspra – fu così nel 2004 e fece naufragare la ‘rivoluzione arancione’ – e che vede in pole position il capo di Udar, l’ex pugile Vitaly Klitchko (gradito all’Ue e alla Germania in particolare); la bionda icona Tymoshenko – in competizione interna con il capo del suo partito Patria, Arseniy Yatsenyuk - e anche il ricchissimo e influente oligarca Petro Poroshenko.

Mentre in tutto il paese si segnalano scontri, aggressioni, assalti a sedi politiche e sindacali da parte dei dimostranti oltranzisti o più spesso da parte di squadracce ben organizzate dei partiti di estrema destra, nei territori orientali e meridionali dell’Ucraina comincia a farsi seriamente strada l’idea che al colpo di stato filoccidentale e autoritario occorra rispondere con una separazione in due del paese.



Kiev: l'eroica infermiera - "Io muoio" - è viva ed è nazista

Eh si, ai tempi di internet - per chi sa usare la rete in maniera critica e intelligente - è difficile nascondere a lungo le bugie. Basta solo un po' di attenzione e di senso critico. Sono passate solo poche ore da uno degli episodi che la stampa internazionale ha utilizzato per convincere l'opinione pubblica internazionale della bontà degli assalti fascisti in corso a Kiev contro un governo democraticamente eletto che un giornalista de Il Manifesto è andato a spulciare sui social network ed ha scoperto che lei, la giovanissima eroina della "rivoluzione ucraina", Olesya Zhukovska, non solo non è morta - e questo lo avevamo scoperto anche noi - ma non è affatto angelica e inerme come volevano farci credere.

Scrive Simone Pieranni:

"Ieri i media di tutto il mondo — quelli specie gli italiani — hanno servito un «simbolo» degli scontri di Kiev: l’infermiera Olesya Zhukovska che, ferita nella battaglia, twittando «Muoio» è diventata «martire di Maidan». In realtà è ancora viva e il suo viso angelico ha finito per rappresentare l’Ucraina che «vuole l’Europa, contro il regime filo russo». Ieri però su Vkontakte, il facebook russo, lei ha raccon­tato la sua storia e la sua militanza. Proviene dalle regioni occidentali, le più anti russe, serbatoio delle forze in piazza a Kiev. E non solo. Perché Olesya ha sottolineato di fare parte di Praviy Sektor (Settore Destro), gruppo non solo di destra, ma propriamente neonazista e tra i più antisemiti e violenti nella piazza di Kiev. Sì, è il simbolo della «rivolta» ucraina".
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sabato 1 febbraio 2014

Ucraina



È nudo nella neve, meno dieci gradi sotto zero. 

Ha la schiena segnata da manganellate, le gambe e i glutei pieni di graffi e lividi. 

Collo ferito, occhi gonfi. Ai piedi sembra avere solo dei calzini. Sta per salire su un blindato ma lo fermano. Ha lo sguardo rassegnato, lo sguardo di chi è terrorizzato: sa che mostrare paura significherebbe aizzare la bestia, farle sentire il sangue. 

Così si avvicina mansueto a chi lo chiama. Lo fotografano con uno smartphone poliziotti dal volto coperto, imbacuccati nelle mimetiche. 
In alto c’è gente che guarda la scena dalla collina innevata. 

Poi gli danno un raschietto, di quelli usati per togliere il ghiaccio dai vetri dei blindati. 
Una paletta come fosse uno scettro: ecco il re nudo e malmenato della protesta ucraina.
 Lo denigrano. 

Dopo essersi fatto fotografare con lui, un poliziotto gli stringe il collo e gli dà due colpi in testa. 

C’è un altro poliziotto col berretto a righe, sa che un suo collega sta riprendendo tutto perché ha già lanciato un’occhiata al telefono, sembra il più imbarazzato, ma non fa nulla. 

Il poliziotto mascherato lascia finalmente andare l’uomo nudo, ma mentre questi sta salendo sul blindato gli sferra un calcio: forse vuole colpire i testicoli ma arriva alla coscia. 

Il poliziotto con il cappello a righe sembra dirgli che ha esagerato, sembra infastidito da questo ennesimo abuso. 
Ma altro non fa che un cenno quasi invisibile di disappunto 
e appena muove un braccio per allontanarlo.

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martedì 28 gennaio 2014

Testimonianza dall'Ucraina



Io abito in Ucraina e vorrei informarvi che qui nessuno combatte per entrare in UE come dicono i vostri telegiornali, combattiamo per far crollare un governo di ladri (proprio come il vostro),
 le informazioni che stanno dando in Italia su questo caso sono tutte false!!

Sono già morte 5 persone più due corpi dei manifestanti sono state trovati fuori città, durante gli scontri sono spariti altri 30 manifestanti, senza contare tutti quelli che hanno perso la vista o gli arti, la polizia usa proiettili di calibro 12 e vi assicuro che non sono di gomma o plastica, ci sono due morti per mano dei cecchini, la polizia sveste i manifestanti catturati e li versano addosso l'acqua (temperatura -12 gradi), vorrei anche sottolineare che nessuno è pagato per questo e a combattere non sono gli anarchici, gli europeisti o cazzate simili ma il Popolo
 che combatte per la propria libertà!

NON CREDETE A CIO CHE DICONO I TELEGIORNALI!

Testimonianza mandata  dall'Ucraina.

FATE GIRARE!

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