Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta generale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta generale. Mostra tutti i post

lunedì 3 novembre 2014

- LAVORO -: Sciopero Generale il 14 novembre al nord e 21 nove...

Sciopero Generale

 il 14 novembre al nord e 21 novembre al sud


Maurizio Landini

"Sciopero generale il 14 novembre al nord e 21 novembre al sud" 


"Sciopero generale al centro-nord il 14 novembre e al centro-sud il 21 dello stesso mese". Lo dice il leader della Fiom, Maurizio Landini, ospite di Lucia Annunziata a "In 1/2 h" su RaiTre. Landini poi ribadisce di non voler scendere in politica. "Io - spiega - voglio continuare a fare il sindacalista, voglio però che sia chiaro che a me di fare la minoranza non me ne frega proprio nulla. Voglio rappresentare le persone"... 
continua a leggere e guarda i video ...

- LAVORO -: Sciopero Generale il 14 novembre al nord e 21 nove...: Maurizio Landini "Sciopero generale il 14 novembre al nord e 21 novembre al sud" .  . "Sciopero generale...



.
Conosci la personalita' di

ogni segno zodiacale
per capire la sua


SENSUALITA'



.



















LEGGI ANCHE




. Bookmark and Share
. .

 Ecco la Pagina dei PIANETI 

del Nostro Sistema Solare 




.


. Bookmark and Share .

venerdì 18 ottobre 2013

LINKS: Sollevazione generale: Una sola grande opera , cas...


Sollevazione generale: Una sola grande opera , casa e reddito per tutti!



Sostegno legale ad eventuali denunce, fermi ed arresti. 
Per episodi degni di nota, chiamate.


#19O E SE CI SOLLEVASSIMO???

Migliaia e migliaia di metri quadri sfitti, palazzinari e speculatori che ingrassano intascando denaro col business del cemento, mentre chi non riesce più a pagare l'affitto finisce moroso incolpevole e in mezzo ad una strada. alloggi popolari vuoti e riscaldati con i soldi di tutti, graduatorie ferme, svendita del patrimonio pubblico e occupanti per necessità indicati come i responsabili dell'emergenza abitativa e scaraventati sotto un ponte. tagliano i posti negli studentati (chiaramente quelli che non sono gestiti da chiesa, compagnia delle opere o comunione e liberazione) e 2 ragazzi su 3 vivono in nero e pure a caro prezzo. morosi, occupanti per necessità, giovani fuori di casa...e se si sollevassero? ve lo immaginate?
leggi tutto e guarda il VIDEO ...
LINKS: Sollevazione generale: Una sola grande opera , cas...: #19O E SE CI SOLLEVASSIMO??? M igliaia e migliaia di metri quadri sfitti, palazzinari e speculatori che ingrassano intascando den...

.
iscrivendoti a questi siti guadagni ogni giorno
.
 
.
 Guadagna soldi

.
.
clicca sui banner per saperne di piu'
.
.
leggi anche 
NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO

.
.

giovedì 17 ottobre 2013

LINKS: Cub: sciopero generale per venerdì 18 ottobre

Cub: sciopero generale per venerdì 18 ottobre


Cub, altre organizzazioni sindacali di base e associazioni migranti hanno proclamato lo sciopero generale di 8 ore per venerdì 18 Ottobre di tutti i lavoratori del privato e del pubblico impiego.

LETTERA DI ADESIONE DELLA CUB-TRASPORTI - modalità di partecipazione del TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, TRASPORTO FERROVIARIO, Trasporto AEREO e attività aeroportuali, trasporto MARITTIMO, ANAS, TRENORD e ATM

Lo sciopero generale è indetto: 
contro le politiche di austerità del governo Letta;
 per·l'aumento di salari e pensioni, la riduzione dell'orario di lavoro;
 per i diritti sociali
 (reddito, casa, lavoro,·salute, studio); 
per una legge democratica sulla rappresentanza; 
per pari diritti per i lavoratori migranti, 
contro la tassa di soggiorno e il rapporto tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro.

MANIFESTAZIONI:

Milano - ore 9,00 L.rgo Cairoli
 Roma  - ore 10,00 P.zza della Repubblica 
Firenze  - ore 9,30 Stazione S.M.N. 
Palermo- ore 17,00 P.zza Massimo

http://www.cub.it/sindacato/

LINKS: Cub: sciopero generale per venerdì 18 ottobre: Cub, altre organizzazioni sindacali di base e associazioni migranti hanno proclamato lo sciopero generale di 8 ore per venerdì 18 Otto...

.
iscrivendoti a questi siti guadagni ogni giorno
.
 
.
 Guadagna soldi

.
.
clicca sui banner per saperne di piu'
.
.
leggi anche 
NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO

.
.

mercoledì 5 dicembre 2012

- LAVORO -: Fiom: dal 5 al 6 dicembre, otto ore di sciopero

Fiom: dal 5 al 6 dicembre, otto ore di sciopero

Contratto metalmeccanici. Fiom: dal 5 al 6 dicembre, otto ore di sciopero generale con manifestazioni regionali in tutta Italia

Scontro Polillo Landini

- -

 Nel corso della puntata di Ballarò del 4 dicembre Maurizio Landini di Fiom e il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo sono protagonisti di un acceso confronto sul tema del lavoro in Italia.
leggi tutto...
- LAVORO -: Fiom: dal 5 al 6 dicembre, otto ore di sciopero: Contratto metalmeccanici. Fiom: dal 5 al 6 dicembre, otto ore di sciopero generale con manifestazioni regionali in tutta Ital...

-

.
 .
 .
-

martedì 4 settembre 2012

BLOG DI CIPIRI: Carlo Alberto Dalla Chiesa

Carlo Alberto Dalla Chiesa


Mafia: Grasso,

 e' stata accertata tutta la verita' su Dalla Chiesa ?

''Tutti gli esecutori materiali dell'eccidio Dalla Chiesa, nonche' i mandati del vertice mafioso sono stati condannati, ma si puo' affermare che tutta la verita' e' stata accertata'? Dobbiamo continuare a indagare per svelare anche dopo anni le trame e i misteri nascosti sulla sua morte''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha ricordato, nel trentesimo anniversario dell'assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. ''L'immagine delle loro vite - ha aggiunto Grasso - si ferma con un braccio del prefetto sulla moglie, in un vano tentativo di proteggerla e con il capo chino sul parabrezza, unico modo per fargli chinare la testa diranno poi i figli. Ancora oggi provo sentimenti di rabbia e di commozione, ma anche di sgomento e impotenza di fronte all'arrogante violenza mafiosa di quei tempi''.

 Palermo ricorda il generale Dalla Chiesa

- -
 .
L'esempio di un uomo, l'indifferenza di uno stato

27 settembre 1920
3 settembre 1982

Carlo Alberto Dalla Chiesa,
generale dei Carabinieri, noto per il suo impegno nella lotta contro il terrorismo delle brigate rosse prima e alla mafia poi, di cui sarà vittima,,,

BLOG DI CIPIRI: Carlo Alberto Dalla Chiesa: . L'esempio di un uomo, l'indifferenza di uno stato 27 settembre 1920 3 settembre 1982 Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei Car...

-

.
 .
 .
-

domenica 29 aprile 2012

Michele Santoro si candida a direttore generale della Rai


Michele Santoro

 si candida a 

direttore generale della Rai


 Michele Santoro, durante il suo intervento al programma di Rai3 'Tv Talk', ha reso nota la sua volontà di candidarsi direttore generale della Rai. Invece, Carlo Freccero si candiderà come presidente.
Santoro ha affermato: «Spero solo che non si candidi ai vertici del servizio pubblico il principe di tutti i tagli. Insomma non vorrei che si scegliesse il miglior tagliatore. Tagli sì a spese superflue, ma non ai programmi».
Riguardo al programma 'Servizio pubblico', il conduttore ha dichiarato: «E' stato come lavorare in mare aperto, una cosa non facile, ma che ti dà le tue soddisfazioni. Quando siamo partiti potevamo fare quattro puntate con i soldi che avevamo. Invece abbiamo trovato le forze sul mercato per farne molte altre attingendo solo in parte, per ora, ai fondi che avevamo raccolto grazie alla campagna tra la gente».
In merito all'eventualità di passare a La7, il giornalista si dichiara orgoglioso dell'indipendenza raggiunta: «Non tornerò a lavorare per la tv nelle forme in cui ho lavorato precedentemente. Sono ormai un autore indipendente, è un atto che devo al pubblico: qualunque cambiamento lo discuterò con le persone che hanno finanziato il mio progetto. E poi bisognerà vedere come finisce questa storia della Rai. Monti può scegliermi, ho tante qualità. Una volta tanto si potrebbe scegliere qualcuno che mette un pò di pepe al governo».

 La Rai ai Cittadini 

appoggia la candidatura

 di Santoro a Direttore Generale Rai


Rai - Servizio Pubblico - GUARDATE nella descrizion
e LA NOSTRA Riforma

COME PRINCIPIO E METODO di scelta per le cariche importanti in Rai CREDIAMO IN UN SERVIZIO PUBBLICO Televisivo DOVE VALGA IL CURRICULUM E LA CERTEZZA DI INDIPENDENZA PER TUTTI.

Noi MoveOn Italia - La Rai ai Cittadini appoggiamo l'autocandidatura di Santoro a Direttore Generale della Rai e a Carlo Freccero Presidente

Uno dei pochi giornalisti un pò normali, che non ha accettato l'oligopolio di chi vuole controllare l'informazione senza la partecipazione dei cittadini.. utenti
Noi MoveOn Italia - La Rai ai Cittadini appoggiamo l'autocandidatura di Santoro a Direttore Generale della Rai e tutto il suo operato come cittadino-giornalista.
Chiediamo anche che torni in Rai con la sua squadra

QUI SOTTO

- Riforma Rai dei Cittadini e adesioni
- Lettera MoveOn Italia consegnata a Monti il 18 Aprile
- Articoli SU MOVEON di Travaglio e de Zulueta
- video Sabina Guzzanti
- Interviste di MoveOn Italia

--------------------------
------------
I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti

La Riforma "La Rai ai Cittadini"

- 5 punti per garantire un bene pubblico

LIBERIAMO LA RAI DAL TOTALE CONTROLLO DEI PARTITI

"Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente alcuni componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive"
Hanno aderito:
Tana de Zulueta, Moni Ovadia, Loris Mazzetti ("Vieni via con me" - Che tempo che fa"), Sabina Guzzanti, Ugo Mattei ("Beni Comuni"), Corrado Guzzanti, Francesca Fornario, Carlo Freccero, Lidia Ravera, Corradino Mineo, Lorella Zanardo (autrice de "Il corpo delle donne"), Giulia Innocenzi, Roberto Zaccaria, Udo Gumpel, Giovanni Anversa (RaiTre "Racconti di vita"), Michele Gambino, Roberto Natale, Massimo Marnetto, Arturo di Corinto, Santo Della Volpe, Silvia Bencivelli, Nicola D'Angelo, Guido Scorza, Maria Luisa Busi, Tiziana Ferrario, Maurizio Sciarra (100 autori), Wolfgang Achtner, Carmine Fotia, Vittoria Iacovella, Giuseppe De Marzo (A sud), Fabrizio Federici (Ansa), Sergio Bellucci, Gianni Orlandi, Giulietto Chiesa, Simona Coppini, Federico Lunadei, Grazia Di Michele, Simona Sala (Tg1), Giuliana Sgrena, Antonella Martone, Giovanni Mangano, Lorenzo Marsili (European Alternatives), Carlo Verna, Giuseppe Giulietti,
Vincenzo Vita, Claudio Fava, Giuseppe Civati, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Carlo Rognoni, Antonello Falomi, Fabio Granata,
Giorgio Merlo, Niccolò Rinaldi, Angelo Bonelli,

Condividono il precorso:
Articolo 21, Usigrai, Fnsi, Libertà e Giustizia, A Sud, "100 autori", Rete Viola, Liberacittadinanza, IndigneRai, Il Popolo Viola, TILT, Alternativa, Il Teatro Valle Occupato, Errori di Stampa, Il Comitato del Sole, Libertà e partecipazione, European Alternatives

Sostiene l'iniziativa:
Stefano Rodotà

--------------------------
---

3 Leggi spinte da MoveOn Italia insieme ai cittadini nel prossimo Parlamento per rendere più libera l'Italia

- Riforma La Rai ai Cittadini
- Legge Conflitto di Interessi
- Antitrust

LA RAI AI CITTADINI
- 5 punti per garantire un bene pubblico

Prendendo ad esempio i modelli di gestione più avanzati in Europa, ma anche le proposte di riforma della Rai tendenti a garantire qualità e autonomia proponiamo in 5 punti una riforma che assicuri non solo la necessaria efficienza aziendale, ma anche l'assoluta indipendenza editoriale del servizio pubblico.

"Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone eleggono direttamente
alcuni componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive."


1. Chiediamo il superamento dell'anomalia per la quale l'azionista del servizio pubblico è il Ministero dell'Economia.

2. Al posto della Commissione parlamentare di Vigilanza, chiediamo la costituzione di un Consiglio per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile (11 su 20). Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, eleggono direttamente 6 componenti (*). Cinque sono nominati da rappresentanti di settore (sindacati, artisti, autori, accademici, fornitori di contenuti). Dei rimanenti 9 membri, 3 verrebbero eletti dagli enti locali (Regioni-conferenza permanente stati regioni, Province-l'Upi e Comuni-Anci) e 6 nominati dal Parlamento (**).

3. Il Consiglio nomina i vertici della concessionaria del servizio pubblico (il CdA Rai), selezionati mediante concorsi pubblici in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. Ad esso sono attribuite competenze di indirizzo e vigilanza.

4. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell'indipendenza e del massimo di qualificazione.

5. Il Consiglio si pone al servizio degli utenti Rai, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico.

* (Secondo le modalità proposte da Zaccaria, AC 4559)
** (Ipotesi de Zulueta-Giulietti, AC 1460)

-----------------

Antitrus e Conflitto di Interessi

Congiuntamente e in continuità con il progetto “La RAI ai cittadini”, MoveOn Italia è inoltre impegnata alla definizione delle linee guida per iniziative che incidano sui due ulteriori temi di vitale importanza democratica quali l’antitrust e il conflitto di interessi.
La campagna "La Rai ai cittadini" propone la sua riforma per garantire un bene pubblico - Per garantire la libertà e il pluralismo dell'informazione questa riforma non può prescindere da una netta e chiara separazione, definita per legge, tra l'esercizio del potere politico e la proprietà o la capacità di influenzare i media. E' altresì necessario fissare limiti di concentrazione che un'unica società dei media sia autorizzata a controllare in uno o più mercati rilevanti.

Per garantire la libertà e il pluralismo dell'informazione
è essenziale una netta e chiara separazione, stabilita per legge, tra l'esercizio del potere politico e la proprietà o la capacità di influenzare i media.

"Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone oppresse e amare quelle che opprimono”

Malcom X"

----------------

I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti!

Perché MoveOn Italia ha scelto come una delle sue missioni prioritarie la tv per i cittadini e una Tv libera di fare da cane da guardia ai poteri? Perché la Tv condiziona le priorità della politica e le scelte dei cittadini, quindi quasi tutto ciò che accade in politica, nel sapere ed in economia.

Il MoveOn americano spinse e fece approvare in parlamento la Riforma Sanitaria Pubblica, noi spingiamo la Riforma della Tv Pubblica

Cambiamo tutti il modo di pensare, proponiamo dal basso con grande entusiasmo e senza interessi personali.
Stiamo invitando i cittadini, i movimenti, le associazioni, i giornalisti e i Parlamentari a confrontarsi e a partecipare.

Ci rivolgiamo anche a Monti e al suo Governo provando inoltre a fare una proposta agli organismi europei sul coinvolgimento degli utenti nel servizio pubblico.

COSTRUIRE uniti un assetto democratico del nostro paese da far approvare nel prossimo Parlamento per non subire mai più questa illegalità Istituzionale.
La tv condiziona e manipola il mondo, la pubblicità muove le volontà della maggioranza dei cittadini e la loro apparente soddisfazione
Nonostante internet da una ricerca Istituzionale risulta che il tg1 e il tg5 condizionano il voto del 60% della popolazione italiana.

Davanti alla discussione sulla Rai di queste ore da parte dei partiti noi cittadini non possiamo più stare solo fermi a guardare.

Incredibilmente in Italia si andrà alle prossime elezioni politiche, ancora una volta, con un'informazione da paese semi democratico. L'unica condizione possibile per noi cittadini questa volta dovrà essere l'inderogabile impegno da prendere da parte della politica nel far approvare in tempi brevi, non appena sarà costituito il prossimo Parlamento, tre leggi basilari in un sistema democratico:

3 Leggi spinte da MoveOn Italia - Muoviti Italia insieme ai cittadini nel prossimo Parlamento per rendere più libera l'Italia
- Riforma "La Rai ai cittadini"
- Legge Conflitto di Interessi
- Antitrust (No alle concentrazioni economiche e del mercato che falsano la libertà economica di partenza dei cittadini e minano la maggior equità possibile per tutti)

Ora l'impegno è di coinvolgere sempre di più i cittadini, i movimenti, le associazioni, il mondo della cultura e i giornalisti per confrontarsi e partecipare.
Inviteremo a seguire e ad impegnarsi in questo percorso riformatore dei cittadini anche alcuni leader politici.

"Questo è il metodo MoveOn, un movimento nato anche per unire le sparpagliate forze progressiste italiane, ma il principio che li attraversa tutti è uno solo: quello dei beni comuni. Un principio ormai acquisito per i 27 milioni di elettori che votarono contro la privatizzazione dell’acqua nel referendum dell'anno scorso."

Unire la coalizione progressista innovatrice per le prossime elezioni attraverso proposte e programmi dei cittadini che diano senso alla politica del bene comune

anche per non trovarsi di nuovo nella follia dei progressisti divisi in Parlamento e nelle proposte.

Manca solo l'adesione di Bersani alla proposta di riforma La Rai ai Cittadini in 5 punti, Vendola e Di Pietro si sono dichiarati favorevoli.

-Far partecipare i cittadini al bene pubblico per avvicinare lo Stato e le Istituzioni alla vita sociale
-Impegnare finalmente la politica a rispondere con i fatti alle proposte dei cittadini
-Rinnovare le idee e la politica

QUI LE INFORMAZIONI

Sito MoveOn Italia
http://
moveonitalia.wordpress.com/

Pagina fb
La RAI ai Cittadini - Aderisci anche tu - MoveOn italiano

La Riforma "La Rai ai Cittadini" da spingere nel prossimo Parlamento
23 Marzo 2012
http://www.facebook.com/
events/410098389007354/


-No ad una Rai che rinuncia a "Vieni via con me", al sapere e alla crescita culturale di tutti.
Lo Stato deve garantire il progresso a tutti.
-No ad una tv che incoraggia e pubblicizza il gioco d'azzardo.
-Si ad una tv che sia capace di parlare a tutti, informare liberamente e che non rinunci mai al pluralismo.
-No alla decadenza in Rai come il giovedì sera con la trasmissione"l'Isola dei Famosi" trasmessa al posto dell'approfondimento di Annozero.

- Rai servizio pubblico per la crescita culturale e del sapere - Luca de Biase
(Obiettivo: Maggiore alfabetizzazione, conoscenza e sapere per tutti)
http://weblog.ahref.eu/
luca-de-biase-illustra-e-discute-lo-scenario-mediatico-italiano-al-center-for-civic-media-del-mit-diretto-da-ethan-zuckermann



--------------------------
---------

Il 18 Aprile 2012
alla portineria di Palazzo Chigi abbiamo consegnato ufficialmente la lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti, per sollecitare l'intervento del governo nell'attuazione degli attesi provvedimenti di riforma del sistema di governance del servizio pubblico televisivo in Italia.
http://www.facebook.com/
events/248488825250002/
MoveOn video consegna lettera a Monti del 18 aprile - Editto Bulgaro
http://www.youtube.com/
watch?v=aW9WBXWByVI

SUL SITO DI ARTICOLO 21
http://www.articolo21.org/
2012/04/editto-bulgaro-moveon-italia-mercoledi-18-aprile-in-piazza/

Questo il testo:
I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti

Lettera aperta di MoveOn Italia - La Rai ai cittadini al Presidente del Consiglio Mario Monti

"Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone eleggono direttamente
alcuni componenti nel Consiglio per le Comunicazioni audiovisive."

Egregio Presidente,

Il 25 Aprile è la Festa della Liberazione. Oggi 18 Aprile, ad una settimana da quella importante ricorrenza, ricordiamo tristemente il cosiddetto Editto Bulgaro, frutto inequivocabile della condizione patologica in cui versava e versa tuttora il servizio pubblico televisivo in Italia.

Per liberare il paese si organizzò la Resistenza, ad opera dei Partigiani: uomini, donne, giovani, anziani, preti, militari, persone di diversi ceti sociali, di diverse idee politiche e religiose, che avevano in comune la volontà di lottare personalmente, ognuno con i propri mezzi, per ottenere in patria la democrazia, il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.

Per liberare la RAI stiamo organizzando una nuova resistenza ad opera dei Cittadini: cittadini comuni, professionisti del mondo dell’informazione, dello spettacolo e della cultura, uomini e donne uniti dalla volontà di lottare personalmente, politici di ogni estrazione, ognuno con i propri mezzi, per garantire al proprio paese, ancora una volta, la democrazia, il rispetto della libertà individuale e l'uguaglianza.

Combatteremo con le armi del buon senso e della ragione, signor Presidente, per fermarci solo al raggiunto obiettivo di attuazione della proposta di legge che caldeggiamo con il sostegno e l'approvazionedi moltissimi nostri concittadini.

Il Cda della Rai è scaduto dal 28 Marzo. Lei Presidente l’8 gennaio, intervistato da Fabio Fazio a ‘Che Tempo che Fa’, aveva detto che la questione della TV pubblica era un'urgenza.
Dopo la sua chiara intenzione non è accaduto nulla. Noi cittadini e utenti vogliamo mostrarle una via d'uscita immediata con la nostra proposta.

Prendendo ad esempio i modelli di gestione più avanzati in Europa, ma anche le proposte di riforma della Rai tendenti a garantire qualità e autonomia, le proponiamo in 5 punti una riforma che assicuri non solo la necessaria efficienza aziendale, ma anche l'assoluta indipendenza editoriale del servizio pubblico, come richiesto dalla Raccomandazione C/M(2012)1, del Consiglio d'Europa approvata dal Comitato dei ministri il 15 febbraio.

Qui di seguito la nostra proposta, già attuabile da subito:

1. Chiediamo il superamento dell'anomalia per la quale l'azionista del servizio pubblico è il Ministero dell'Economia, con il trasferimento delle azioni Rai ad una fondazione di diritto pubblico, come avviene in Germania.

2. Al posto della Commissione parlamentare di Vigilanza, ma con le stesse competenze di indirizzo e vigilanza, chiediamo la costituzione di un Consiglio Nazionale per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile (11 su 20). Gli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un'azienda che finanziano tramite il canone, ne eleggono direttamente 6 componenti (*). Cinque sono nominati da rappresentanti di settore (sindacati, artisti, autori, accademici, fornitori di contenuti). Dei rimanenti 9 membri, 3 verrebbero eletti dagli enti locali (Regioni-conferenza permanente stati regioni, Province-l'Upi e Comuni-Anci) e 6 nominati dal Parlamento (**).

3. Il Consiglio nomina i vertici della concessionaria del servizio pubblico (il CdA Rai), selezionati mediante concorsi pubblici in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. .

4. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell'indipendenza e del massimo di qualificazione.

5. Il Consiglio si pone al servizio degli utenti Rai, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico

Se in questa legislatura non cambierà nulla per la complicata situazione politico-parlamentare della maggioranza che la sostiene, il nostro obiettivo sarà tutto proiettato al futuro, con la conseguenza grave, però, che si andrà a votare alle prossime elezioni politiche, ancora una volta, con un sistema di informazione da paese semi democratico.

L'unica condizione possibile per noi – questo è il nostro appello - è l'inderogabile impegno da prendere da parte della politica nel far approvare in tempi brevi, non appena sarà costituito il prossimo Parlamento, tre leggi basilari in un sistema democratico:

- Riforma “La Rai ai Cittadini”

- Legge sul Conflitto di Interessi e

- Antitrust

Fiduciosi nella considerazione che vorrà riservarci, ringraziamo dell’attenzione, formulando i migliori auguri di buon lavoro insieme a quanti, in veste personale o in rappresentanza di enti e associazioni, hanno aderito, contribuito ad elaborare e sostenuto sin qui la nostra proposta.

Tana de Zulueta, Moni Ovadia, Loris Mazzetti ("Vieni via con me" - Che tempo che fa"), Sabina Guzzanti, Ugo Mattei ("Beni Comuni"), Corrado Guzzanti, Francesca Fornario, Carlo Freccero, Lidia Ravera, Corradino Mineo, Lorella Zanardo (autrice de "Il corpo delle donne"), Giulia Innocenzi, Roberto Zaccaria, Udo Gumpel, Giovanni Anversa (RaiTre "Racconti di vita"), Michele Gambino, Roberto Natale, Massimo Marnetto, Arturo di Corinto, Santo Della Volpe, Silvia Bencivelli, Nicola D'Angelo, Guido Scorza, Maria Luisa Busi, Tiziana Ferrario, Maurizio Sciarra (100 autori), Wolfgang Achtner, Carmine Fotia, Vittoria Iacovella, Giuseppe De Marzo (A sud), Fabrizio Federici (Ansa), Sergio Bellucci, Gianni Orlandi, Giulietto Chiesa, Simona Coppini, Federico Lunadei, Grazia Di Michele, Simona Sala (Tg1), Giuliana Sgrena, Antonella Martone, Giovanni Mangano, Lorenzo Marsili (European Alternatives), Carlo Verna, Giuseppe Giulietti, Vincenzo Vita, Claudio Fava, Giuseppe Civati, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro, Carlo Rognoni, Antonello Falomi, Fabio Granata, Giorgio Merlo, Niccolò Rinaldi, Angelo Bonelli, Stefano Rodotà, Articolo 21, Usigrai, Fnsi, Libertà e Giustizia, A Sud, "100 autori", Rete Viola, Liberacittadinanza, IndigneRai, Il Popolo Viola, TILT, Alternativa, Il Teatro Valle Occupato, Errori di Stampa, Il Comitato del Sole, Libertà e partecipazione, European Alternatives

MoveOn Italia
18 aprile 2012



--------------------------
-



Editoriale di Marco Travaglio di giovedì 12 aprile su Il Fatto Quotidiano

"Ah già, la Rai"
di Marco Travaglio

http://
www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/12/ah-gi-la-rai/203839/

Il 28 marzo, esattamente due settimane fa, è scaduto il Cda della Rai. Interessa a qualcuno? Dovrebbe interessare al governo Monti, visto che la Rai è un’azienda con 11 mila dipendenti di proprietà del governo, anzi del ministero dell’Economia, retto da Monti, che ne detiene il 99,56% (il resto è della Siae). L’8 gennaio infatti, intervistato da Fabio Fazio a Che tempo che fa, Monti disse che ci pensava lui: “Mi dia qualche settimana e vedrà”. Ne sono passate 13 e nessuno ha visto nulla: a parte il vertice a Palazzo Chigi fra Monti e Confalonieri, presidente di Mediaset, ricevuto in pompa magna non si sa bene a che titolo e per parlare di che. Incontro preceduto e seguito da vari avvertimenti del Pdl al premier perché si guardi dall’occuparsi di Rai. Infatti lui, che si sappia, non se n’è minimamente occupato. Eppure, come azionista, ministro dell’Economia e premier, Monti ha il dovere istituzionale di occuparsene: per nominare uno dei 9 consiglieri e per concorrere a indicare il presidente e il direttore generale. Ma, se e quando lo farà, cosa farà? Pare che le alternative allo studio siano tre: commissariare l’azienda con un amministratore unico di stretta obbedienza montiana; prorogare il Cda scaduto e il dg Lorenza Lei (ma uno dei 9 consiglieri, Rizzo Nervo, s’è dimesso a gennaio); lasciar fare alla Vigilanza, cioè ai partiti, e indicare – nelle caselle di pertinenza governativa – qualche tecnico concordato con la maggioranza, cioè coi partiti. Di cambiare la legge Gasparri, che consegna ai partiti un servizio pubblico come la Rai, manco a parlarne. E forse è meglio così, visto che in Parlamento la maggioranza ce l’hanno i partiti che nel 2003 la Gasparri la votarono. E che, dovendola cambiare, sarebbero capaci persino di peggiorarla. Meglio che se ne occupi il prossimo Parlamento, sperando che sia meno peggio di questo. L’altro giorno, in un convegno dell’Idv, Antonello Falomi ha rilanciato la legge d’iniziativa popolare per strappare dalla Rai le zampe dei partiti, promossa nel 2006 da Tana de Zulueta, Sabina Guzzanti, Giovanni Valentini e altri, che raccolse 50 mila firme e che ovviamente il centrosinistra ignorò. Lo stesso ha fatto il MoveOn Italia (ne parla la De Zulueta sul sito di Articolo 21), nato sul modello del MoveOn America che promosse la riforma sanitaria di Obama: nei giorni scorsi, riprendendo la proposta del 2006, MoveOn ha proposto “cinque punti per tutelare un bene comune”. Eccoli: 1) Come in Germania, la tv pubblica italiana non dev’essere di proprietà del governo, ma di una fondazione di diritto pubblico. 2) Nasce un “Consiglio nazionale delle comunicazioni” indipendente dalla politica (i membri li eleggono gli utenti, le associazioni di artisti, autori, fornitori di contenuti e solo in minima parte il Parlamento e gli enti locali). 3) Questo Consiglio, dunque non più governo e Parlamento, nomina i 5 (non più 9) membri del Cda Rai, in base a curricula pubblici, garanzia di competenza e indipendenza. 4) Il Consiglio nomina i componenti dell’Agcom secondo gli stessi criteri. 5) I cittadini potranno controllare le scelte degli organismi suddetti con strumenti interattivi sul web. Oltre a quella sul finanziamento pubblico, è una partita decisiva per imporre ai partiti una dieta ferrea. Chi, oltre all’Idv, è d’accordo lo dica subito. Il Pd, con Bersani, giura che non parteciperà a nuove spartizioni in base alla Gasparri: speriamo, anche se sarebbe la prima volta. Resta da vedere il da farsi nell’immediato, in attesa di trovare un Parlamento in grado di riformare davvero la Gasparri. L’unica strada è il commissariamento della Rai fino alle prossime elezioni, con un presidente e un dg scelti in base alle loro provate capacità. Chi si sente in grado può candidarsi con il suo curriculum. È quel che faranno presto Santoro e Freccero: vedremo se il governo e i partiti troveranno qualcuno più bravo di loro. In caso contrario, se sceglieranno qualcun altro, sapremo che anche sulla Rai il governo Monti è come tutti gli altri.




Articolo di Tana de Zulueta pubblicato sul Sito di Articolo 21 l'11 Aprile 2012

http://www.articolo21.org/
2012/04/la-mossa-dei-cittadini-moveon-italia-spinge-per-una-rai-al-servizio-degli-utenti/

"La mossa dei cittadini: MoveOn Italia spinge per una Rai al servizio degli utenti"

Il Cda della Rai è scaduto dal 28 marzo, ma chi glielo ricorda? Non il governo, con il presidente Monti impegnato in altre faccende, anche se oggettivamente interessato al destino di una società con oltre 11.000 dipendenti e con un bilancio tutt’altro che roseo, controllata quasi al 100% dal ministero dell’Economia – cioè da lui stesso. Infatti, l’8 gennaio, intervistato da Fabio Fazio su ‘Che Tempo che Fa’, un qualche interesse per la questione della TV pubblica Monti lo aveva manifestato. Alla domanda se intendeva privatizzare la Rai, Monti si schernì, dicendo chela Rai non era certo “la prima delle priorità del governo”, ma riconoscendo una sua importanza: ”E’ una forza del panorama civile e culturale italiano.” Aggiungendo, però: “E’ una forza che ha bisogno di passi in avanti.” Poi, con aria più decisa: “Mi dia qualche settimana e lei vedrà”. Da quel giorno tutto tace.
E’ vero che Monti è stato redarguito dallo stato maggiore del Pdl, e in particolare da Gasparri, diventato, nel suo piccolo, celebre nel mondo proprio per la pessima legge che porta il suo nome. Il PdL ha ripetutamente messo in guardia il governo contro qualsiasi tentativo di alterare gli equilibri politici che reggono il governo della Rai. In un incontro ufficiale con Monti il 7 marzo a Palazzo Chigi, Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, deve avere approfondito il concetto. Una Rai riformata — pubblica o privata che sia — costituirebbe un vero concorrente, e dunque un pericolo per Mediaset, colpita dalla crisi e con i ricavi in calo.

Da quel giorno non si muove foglia. Più che una tregua, sembra uno stallo, ora che Bersani e Di Pietro hanno ribadito che non parteciparono all’elezione di un nuovo Cda Rai con le attuali regole spartitorie della Gasparri. Per esperienza sappiamo che in sede politica l’uscita rischia di essere cercata al ribasso. Questo, dunque, è il momento per chi crede nella tutela di un vero servizio pubblico di farsi sentire, chiedendo alto e forte una riforma che restituisca la Raiai cittadini. Ed è infatti l’ambizioso obiettivo del MoveOn Italia.

Il MoveOn denuncia da tempo le degenerazioni di una TV pubblica occupata dai partiti ed umiliata per anni da un conflitto di interessi senza uguali al mondo. Ma l’intento è sempre stato propositivo: come riconquistare un bene pubblico, qual è l’informazione. Il percorso è avviato, il MoveOn ha aperto una discussione, raccogliendo le idee e maturando una proposta alternativa e credibile. Come dice Marco Quaranta, il primo animatore del MoveOn di Roma: “I cittadini propongono, le istituzioni possono diventare aperte. Trasformiamo anche la Tv in un bene di e per tutti!” Marco ricorda che “il MoveOn americano spinse e fece approvare al Parlamento USA la riforma sanitaria, noi in Italia spingiamo la riforma della TV pubblica”.

La proposta per la riforma della Rai, “5 punti per tutelare un bene pubblico”, è stata presentata il 23 marzo alla Città dell’Altra Economia di Roma. Le fonti sono varie, perché questo è il metodo MoveOn, un movimento nato per unire le sparpagliate forze progressiste italiane, ma il principio che li attraversa tutti è uno solo: quello dei beni comuni. Un principio ormai acquisito per i 27 milioni di elettori che votarono contro la privatizzazione dell’acqua nel referendum di luglio scorso.

Al primo punto, per risolvere l’anomalia che vede la quasi – totalità delle azioni Rai in mano al Tesoro, si è scelto il modello tedesco, dove la proprietà delle società della TV pubblica è conferita ad una fondazione di diritto pubblico.

Il secondo punto affronta un problema storico della Rai, che la legge Gasparri ha solo portato alle estreme conseguenze: la mano lunga della politica sul servizio pubblico, il prevalere delle clientele sulle capacità professionali. Bisogna dunque trovare una fonte di nomina per gli organi direttivi della Rai che ne garantisca indipendenza ed autorevolezza. Il MoveOn propone la costituzione di un corpo intermedio, un ‘Consiglio nazionale per le comunicazioni audiovisive’, i cui membri sono nominati in maggioranza dalla società civile – in primis dagli utenti del servizio pubblico, in quanto veri proprietari di un’azienda che finanziano tramite il canone, che eleggono direttamente una parte dei componenti. Gli altri sono nominati dai rappresentati del settore, come sindacati, artisti, autori e fornitori di contenuti. I rimanenti membri verrebbero nominati dal Parlamento e dagli enti locali.

Questa proposta riprende, in parte, quella che avevo lanciato insieme a Sabina Guzzanti, con il sostegno di Marco Travaglio e moltissime personalità del mondo del giornalismo, della cultura e dello spettacolo; la proposta è stata ripresentata in Parlamento da Beppe Giulietti in questa legislatura. L’idea del coinvolgimento degli utenti è di Roberto Zaccaria, costituzionalista, ex-presidente della Rai ed oggi deputato del PD, che l’ha formulata in un disegno di legge depositato l’anno scorso. Il richiamo – molto suggestivo – è all’articolo 43 della Costituzione, che prevede la possibilità di dare in gestione agli utenti beni pubblici essenziali. L ‘obiettivo è sempre lo stesso: liberare il servizio pubblico dal controllo strumentale della politica.

Come previsto dai due disegni di legge, al punto tre il MoveOn propone che sia questo ‘Consiglio’ intermedio, e non più, direttamente, Parlamento e governo, a nominare i 5 (non più 9) membri del CdA Rai, i quali sarebbero selezionati sulla base dei loro curricula, secondo criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. Il Consiglio nomina altresì i componenti dell’AGCOM, assicurando, anche in questo caso, i criteri della selezione trasparente, dell’indipendenza e del massimo di qualificazione (punto 4). Il punto 5 guarda ai media del servizio pubblico del futuro, facilitando modalità interattive di controllo e di valutazione e garantendo ai cittadini un uso consapevole e attivo di tutti i media gestiti dal servizio pubblico. Rispondendo così ad un esigenza di trasparenza e di partecipazione fin qui ignorata.

E’ una proposta pronta da sottoporre al futuro Parlamento, ma utile anche per oggi. In primo luogo per stanare i rappresentanti dei partiti (ormai quasi tutti) che dichiarano di volere liberare la Rai dal controllo della politica, ma che rimangono un po’ sul vago su come meglio raggiungere questo obiettivo. Meglio ancora, il punto 3 della nostra proposta — dico nostra, perché sono stata coinvolta dal MoveOn anch’io — sta per essere sperimentata, per così dire, con l’annunciata auto candidatura di Michele Santoro a direttore generale della Rai, con Carlo Freccero candidato presidente. La sfida alla commissione parlamentare di Vigilanza Rai avverrà con la presentazione dei propri curricula, insieme ad un progetto programmatico perla Rai.Comedice Santoro: “Lo dovrebbero fare tutti, le nomine dovrebbero essere volontarie e trasparenti.”

Trasparenza e partecipazione sono due esigenze che il governo e i partiti che si dichiarano progressisti non possono più ignorare. Lo ricorda Nicola D’Angelo, consigliere uscente delll’AGCOM, in un post sul suo blog dopo avere partecipato alla discussione sulla riforma della Rai promossa da MoveOn il 23 marzo: “Questa iniziativa da il segno di come sia ormai inconcepibile che alcune scelte di fondo della nostra democrazia, come quelle in materia di informazione, possano continuare ad essere assunte senza considerare ciò che pensano i cittadini. Oggi esistono gli strumenti tecnologici per rendere effettivo un esercizio più orizzontale del potere, soprattutto quando si esercita su beni comuni. Di questo la politica e le istituzioni devono prendere atto, pena uno scollamento sempre più forte tra chi decide e il mondo che gli sta intorno.”

La spinta del MoveOn è solo iniziata.

Tana de Zulueta

10 aprile 2012


--------------------------
-------


Video youtube dove nella trasmissione di Sabina Guzzanti si parla della nostra riforma
Marco Travaglio, Sabina Guzzanti e Ugo Mattei
"La Rai ai cittadini a "Un, due, tre stella" di Sabina Guzzanti"

http://www.youtube.com/
watch?v=4U7Jzlg2oXw


(sotto ci sono tutte le interviste di MoveOn Italia)

--------------------------
---------------


LE INTERVISTE DI MOVEON ITALIA - Muoviti Italia - "La RAI ai cittadini"

Carissima/o,
cresce l'archivio delle testimonianze per il rilancio del bene comune rappresentato dal servizio pubblico televisivo italiano, insieme al nostro entusiasmo per l'affermazione della proposta di riforma "La RAI ai cittadini"


Intervista a Carlo Tecce de Il Fatto Quotidiano
http://www.youtube.com/
watch?v=oa9HOXLZjVA

Intervista a Giovanni Valentini de La Repubblica
http://www.youtube.com/
watch?v=dcnJbvANf-s

Intervista a Lorella Zanardo
http://www.youtube.com/
watch?v=j5FtRq9uYlg

Intervista a Vincenzo Vita (Senatore Pd)
http://www.youtube.com/
watch?v=3MC-LftrDkw

MoveOn consegna lettera a Monti del 18 aprile - Editto Bulgaro
http://www.youtube.com/
watch?v=aW9WBXWByVI

Intervista a Giovanni Anversa (RAI)
http://www.youtube.com/
watch?v=NXPcfiiQyqw

Intervista a Maurizio Sciarra (100 Autori)
http://www.youtube.com/
watch?v=dWIFiITZ6Y0

MoveOn Italia - Lavori in corso La Rai ai Cittadini
http://www.youtube.com/
watch?v=LQo_6_-m6nE

Intervista a Francesca Fornario per La RAI ai cittadini
http://www.youtube.com/
watch?v=wywZCvuVuvg

Appello di Moni Ovadia per La RAI ai cittadini
http://www.youtube.com/
watch?v=wls9iDtU8UQ

Roberto Natale (Presidente FNSI)
http://www.youtube.com/
watch?v=TkekfYeASVY

Intervista a Loris Mazzetti
http://www.youtube.com/
watch?v=R7Aj6HRXb2c

Intervista a Nichi Vendola
http://www.youtube.com/
watch?v=9RWwF-eDnCo

Intervista a Tana de Zulueta
http://www.youtube.com/
watch?v=Ohtaxhqh8cE

nella ricorrenza del cosiddetto Editto Bulgaro
(http://www.youtube.com/
watch?v=D5w6_qo46Gw)

Intervista a Matteo Orfini (Responsabile Informazione e Cultura Pd)
http://www.youtube.com/
watch?v=W3VqMZXYedY

Carlo Verna (Usigrai)
http://www.youtube.com/
watch?v=ChRlosmGXvc

Adesione di Ugo Mattei
http://www.youtube.com/
watch?v=oEAMdBfYedk

Intervista a Giulia Innocenzi
http://www.youtube.com/
watch?v=JAcmOC9yR5Y

Giulietto Chiesa
http://www.youtube.com/
watch?v=O2G6K3v752A

Intervista a Massimo Marnetto (Libertà e Giustizia)
http://www.youtube.com/
watch?v=cWUqMb6znbY

Intervista a Linda Brunetta (ANART) e Giovanna Koch (SCAT)
http://www.youtube.com/
watch?v=NDQHRAFfO6k

Convegno IdV del 27 marzo
http://www.youtube.com/
watch?v=ZVu6q4SOQls

Intervista a Wolfgang Achtner
http://www.youtube.com/
watch?v=Sac5S1qCSAo

MoveOn Italia del 23 marzo - Presentazione Riforma
http://www.youtube.com/
watch?v=G1GEmlmfk4I

Intervista a Fabio Granata (Deputato Fli)
http://www.youtube.com/
watch?v=cDsPj91qoEs

Intervista a Roberto Zaccaria
http://www.youtube.com/
watch?v=z-E1zC030-s

Intervista a Corradino Mineo di RAI News 24
http://www.youtube.com/
watch?v=3JTj_bYPO_A

Intervista a Giuseppe Giulietti (Articolo 21)
http://www.youtube.com/
watch?v=324Ej7b0zPM

Intervista a Nicola D'Angelo (AGCOM)
http://www.youtube.com/
watch?v=z-gXLRsUcIc

MoveOn Italia - Discorso agli italiani (Charlie Chaplin)
http://www.youtube.com/
watch?v=Wwhhy17jGFk
 .
.  -

.
. .

martedì 25 gennaio 2011

LINKS: Il nostro sangue per la FIOM




" Allo sciopero generale indetto da COBAS/Fiom il 28 gennaio " - ABBINIAMO uno sciopero generale dei consumatori : dal 28 gennaio per una settimana o ad oltranza si acquistano solo beni di prima necessità. Limitando al massimo anche quelli ovvero limitando ogni spreco!(In Italia nel corso del 2008, il 10% della spesa di generi alimentari, pari ad un valore di 561 Euro a famiglia è stato buttato nei cassonetti della spazzatura (R...icerca A.D.O.C.)
più duraturo sarà lo sciopero più possibilità di vedere calare i prezzi si avranno.
Nei beni di prima necessità dovrete escludere: bibite, vino, birra, snack, frutta esotica
Soptatutto...
...Credo che il boicottaggio più duro lo dobbiamo fare nei supermercati, negli ipermercati, nei centri commerciali, le vie commercialie i ristoranti Eviterei di boicottare i piccoli esercizi di poveri diavoli che sbarcano il lunario come noi.

Sto sognando Centri commerciali deserti per una settimana ed anche oltre. Non dal vivo ma nei TG!

UNITI SI PUO' VINCERE!

Il consumatore è continuamente strozzato dai prezzi che aumentano, e che non sono dettati dal meccanismo della domanda e dell'offerta.

Prima di Keynes le teorie classiche erano basate sulla legge della domanda e dell'offerta, la quale stabiliva che la produzione fosse determinata dalla domanda.
Con Keynes invece si stabilisce che si può stimolare il consumo, anche con metodi fittizi come la costruzione di opere pubbliche inutili, allo scopo di fornire qualcuno di reddito perché possa spenderlo e riavviare la circolazione del denaro.

Questo capovolge la situazione, si passa da un sistema in cui la domanda (o il consumo) guida gli sviluppi dell'economia, ad un sistema in cui si pilota il consumo allo scopo di spremere il più possibile dalle fasce medio basse. Si passa quindi al consumismo, e si fornisce alle classi economiche più basse solo quel tanto che serve a tenere viva l'economia, manipolando gli acquisti in modo da favorire i grossi investitori.

Si passa da acquirente a consumatore, con la conseguenza di diventare un oggetto invece che un soggetto dell'economia.

Ora dobbiamo tornare ad essere soggetti economici ed influenzare NOI il mercato in base alla NOSTRA domanda, la quale deve essere fondata sulle esigenze reali e non dai bisogni indotti dal mercato.

Se non vogliamo comprare automobili Fiat è inutile che continuino ad abbassare i prezzi sulle spalle dei lavoratori, ma dovranno impegnarsi a costruire un prodotto interessante per noi ACQUIRENTI (come automobili ad idrogeno o elettriche)

Perché insistere sulla produzione di auto obsolete, quando ce necessità di modelli ecologicamente compatibili, meno costosi , con meno fronzoli e più sicuri?



LINKS: Il nostro sangue per la FIOM: "Ora venerdì 28 gennaio · 9.30 - 12.30 Luogo Italia Creato da Gruppo Libera.Tv, Jacopo Venier, Iacopo Venier Bis, Liberatv Redazione ..."
-

mercoledì 14 luglio 2010

Condanna del generale Ganzer

Tutto quello che non si scrive sulla condanna del generale Ganzer

DI : Paride Leporace


La ricostruzione di una storia italiana dopo la clamorosa condanna a 14 anni del generale dei Ros: i misteri d'Italia, i processi ai movimenti, le trame...

Rinasce la P3 , il solito Dell’Utri, il coordinatore di Forza Italia, il vecchio faccendiere Carboni. Siamo abituati. Un po’ meno al fatto che un generale dei carabinieri, capo dell’ineffabile Ros, sia duramente condannato a 14 anni in primo grado per aver messo in piedi una rete che acquista cocaina in Colombia per far meglio carriera.
Il generale Ganzer non ha fatto un piega. Aspetta le motivazioni di una sentenza del processo meno raccontato dai media italiani. Eppure i protagonisti e i fatti meritavano approfondimenti. Ma oggi nel Belpease chi si mette a scrivere delle ombre del reparto operativo più osannato nella lotta al crimine?A Milano hanno condannato anche ufficiali e sottoufficiali del Ros e un alto generale. Si chiama Mauro Obinu. Vice di Ganzer. Ma anche imputato in altri processi poco raccontati. A Palermo fa coppia sul banco degli imputati con il generale Mori. Sono accusati di non aver catturato Binnu Provenzano. In quel periodo attraverso i Ciancimino avevano avuto anche il mandato di trattare con Cosa Nostra invece di pensare ad arrestare boia e mandanti delle stragi che uccisero Falcone, Borsellino e le loro scorte. Obinu sta all’Aise. Che non è un’azienda di elettrodomestici ma una delle sigle dei nostri straordinari servizi segreti che ogni tanto cambiano sigla per rinverdire il brand. Il capo di Obinu è Gianni De Gennaro condannato in Appello ad un anno e quattro mesi per la macelleria messicana della scuola Diaz di Genova quando era il capo della polizia italiana. Poi richiamo alla vostra memoria che il comandante generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale era stato condannato ad un anno e mezzo per peculato ed è stato ricompensato con una nomina a senatore del partito berlusconiano. Vogliamo aggiungere Niccolò Pollari direttore del Sismi salvato dalle accuse per il rapimento di Abu Omar con il segreto di Stato e ricompensato con una qualifica di Consigliere di Stato.
Vi meravigliate? Io ho poco disincanto forse perché essendo un direttore di giornale ho potuto verificare che in favore di Pollari con dossier mirati si muovevano strani personaggi calabresi in odor di massomafia. Non avete mai incontrato uomini delle istituzioni che si sentono Stato più Stato degli altri? Spesso in rapporto stretto con giornalisti di grido dotati di ottimi fonti e che nelle redazioni possono far emergere titoloni su quel personaggio o capaci di far circolare dossier molto documentati contro avversari interni o esterni. Anche loro P3? Chissà.
Stiamo ai fatti senza troppo dietrologia e comprendiamo chi è il generale Ganzer condannato a 14 anni da un Tribunale di quello Stato che doveva servire. Accademia Militare di Modena. Capitano e allivo del generale Dalla Chiesa tiene il fortino strategico di Padova dove coordina il blitz contro l’Autonomia. Si tratta del processo «7 aprile» ovvero quando l’inquisizione politica consente l’eclisse del Diritto. Il dossier che arriva al giudice Calogero porta le firma di Ganzer. Sul fronte della criminalità cattura la banda dei giostrai. Poi infiltra uno dei suoi uomini nella “Mafia del Brenta” di Felice Maniero. Pochi ricordano che un pm indaghi l’ufficiale dei carabinieri per falsa testimonianza a difesa dell’infiltrato. La circostanza è citata da Fiorenza Sarzanini del Corsera che la elogia in positivo chiosando : “preferì finire sotto processo piuttosto che tradire un collaborante”. Carabinieri su una linea d’ombra. Stato nello Stato. Ma ci sono anche magistrati che non fanno sconti. Parte da lontano la vicenda che ha visto condannare il capo Dei Ros ad una pesantissima condanna a 14 anni di carcere. A Ganzer è andata male perché ha trovato un mastino sulla sua strada. Lo stesso magistrato che ha indagato sul Sismi di Pollari. Un pm tostissimo. Armando Spataro della Procura di Milano. Che si fida ciecamente di Ganzer. Ma quelli come Spataro non si bevono tutto come oro colato. Anche se ti chiami Ganzer. Il pm riceve la richiesta di un’autorizzazione a ritardare il sequestro di una partita di droga. Questo il racconto del pm dagli atti processuali:«Mi disse che il Ros disponeva di un confidente colombiano che aveva rivelato l’arrivo nel porto di Massa Carrara di un carico di 200 chilogrammi di cocaina. Era destinata alla piazza di Milano e il confidente era disposto a fornire al Ros le indicazioni necessarie per seguire il carico fino a destinazione e catturare i destinatari della merce». Spataro firmò il decreto di ritardato sequestro. Ma i piani del Ros cambiarono: l’operazione infatti fu effettuata. Ma, dopo aver compiuto l’operazione, il Ros non diede più informazioni. Insospettito, Spataro si presentò negli uffici romani del Raggruppamento operativo speciale e chiese notizie attorno al sequestro dei due quintali di cocaina. Gli fu mostrata della droga conservata in un armadio. Quando, molti mesi dopo, Ganzer gli prospettò l’ipotesi di vendere quella droga a uno spacciatore di Bari, Spataro decise di informare il capo della procura e alcuni suoi colleghi. E ordinò la distruzione della droga. Un copione che sarebbe poi stato ricalcato molte altre volte. Secondo l’accusa, gli stessi carabinieri erano diventati protagonisti del traffico e le brillanti operazionì non erano altro che delle retate di pesci piccoli messe in atto per gettare fumo negli occhi all’opinione pubblica. Anche Fabio Salomone pm bresciano indaga sul Ros. Quello di Bergamo. I carabinieri reclutano giovani pusher su piazza. Trovano i clienti e vendono la coca. Un gruppo di carabinieri fa carriera con operazioni dove i soldi spariscono e che hanno una sorta di regia etorodiretta.
Un esponente della malavita, Biagio Rotondo, detto «Il Rosso» racconta al pm Salomone che nel 1991 due carabinieri del Ros lo avvicinarono in carcere e gli proposero di diventare un confidente nel campo della droga. In realtà, secondo l’accusa, questi confidenti (tra il 1991 e il 1997 ne furono reclutati in gran numero) venivano utilizzati come agenti provocatori, come spacciatori, come tramiti con le organizzazioni dei trafficanti. «Il Ros – scrivono i giudici nel rinvio a giudizio – instaura contatti diretti e indiretti con rappresentanti di organizzazioni sudamericane e mediorientali dedite al traffico di stupefacenti senza procedere nè alla loro identificazione nè alla loro denuncia… ordina quantitativi di stupefacente da inviare in Italia con mercantili o per via aerea, versando il corrispettivo con modalità non documentate e utilizzando anche denaro ricavato dalla vendita in Italia dello stupefacente importato. Denaro di cui viene omesso il sequestro». «Si tratta – annota la Procura di Milano – di istigazione ad importare in Italia sostanze stupefacenti». I sottoufficiali indagati nascondono microspie ambientali e registrano l’interrogatorio del Pm. Per Ganzer è un gioco facile denunciare Salomone per abuso alla procura di Venezia e paralizzare per lungo tempo l’inchiesta. Un’inchiesta, nata a Brescia nel 1997 (pm Fabio Salamone) passata poi a Milano (pm Davigo, Boccassini e Romanelli) perchè coinvolgeva un pm bergamasco, salvo poi essere mandata a Bologna (per un episodio a Ravenna), restituita da Bologna a Milano, girata a Torino e rispedita a Bologna, che sollevò conflitto di competenza in Cassazione, la quale stabilì infine la competenza di Milano. Un giro d’Italia che ha ritardato la fine di un processo durato un’eternità e che a quello di piazza Fontana gli fa un baffo per quanti tribunali ha visitato nel silenzio generale. E Biagio Rotondo detto “Il Rosso”? Il testimone che ha permesso di scoprire i giochi del Ros è morto suicida in carcere a Lucca il 29 agosto nel 2007. Cinque giorni prima la squadra mobile lo ha arrestato nell’ambito di un’inchiesta su delle rapine avviata con delle intercettazioni . Fuori dal ristorante dove lavora è stata trovata avvolta in un tovagliolo una vecchia pistola di strana provenienza e che ha giustificato il fermo per porto d’armi abusivo. Nella sua ultima lettera indirizzata anche ai magistrati che hanno gestito la sua collaborazione c’è scritto: “Confermo che tutto quello che ho detto corrisponde a verità. E’ un momento tragico per la mia vita, sono fallito come tutto e ritrovarmi in carcere senza aver fatto nulla è per me insopportabile…Vi chiedo scusa per questo insano gesto”. C’ è un’altra presunta mela marcia in questa storia. E’ il magistrato Mario Conte che a Bergamo offre la copertura legale al supermarket carrierista della droga. E quando l’inchiesta Salomone decolla Conte si fa trasferire a Brescia acconto alla stanza di Salomone. Per motivi di salute la sua posizione è stralciata e si trova in attesa di giudizio. Si vedrà.
Per il momento una sentenza di primo grado ci dice che il metodo Ganzer nella lotta alla droga ha permesso l’arresto di molti pesci piccoli, sono aumentate le finanze di molti narcos ed è aumentativo il volume della cocaina nel nostro Paese. Senza dimenticare le violazioni del diritto e la deviazione delle istituzioni. Chissà se vi è capitato di assistere in televisione a vedere i servizi di quelle operazioni antidroga come “Cobra” o “Cedro” e che nulla altro sarebbero state che delle recite a soggetto. I Ros di Ganzer avrebbero anche installato una finta raffineria a Pescara per rendenre più brillante l’operazione. Ma tutto questo non era un’associazione a delinquere secondo il Tribunale di Milano. Resta con la prescrizione una zona d’ombra anche per un carico arrivato dal Libano di 4 bazooka,119 kalasnikov, 2 lanciamissili in quel caldissimo 1993 italiano e che secondo l’originario capo d’accusa i Ros avrebbero venduto alla cosca dei Macrì-Colautti. I soldi dell’affare non si trovano. Solo qualche traccia bancaria sbiadiata. Guadagni forse personali e qualche conto off shore che l’inchiesta non è stata in grado di trovare. Ganzer e Obinu sapevano quello che combinavano i sottoposti. Sono stati tutti condannati insieme al loro tramite libanese Jean Ajai Bou Chaya che dovrà scontare 18 anni di carcere.
Intanto a Milano per arrivare a questa sentenza sono stati escussi trecento testimoni ( a favore di Ganzer la difesa ha anche chiamato l’ex procuratore nazionale Vigna) e accorpati centoquaranta fascicoli. Tenute 163 udienze in cinque anni, 28 tra requisitorie e arringhe, 8 giorni di camera di consiglio. Nessuno ha seguito il processo fatto salvo rinvio a giudizio, richiesta pena e cronache sulla sentenza. L’unica eccezione è rappresentata da un articolo dell’Unità apparso in pagina il 25 febbraio del 2009 a firma di Nicola Biondo.
Il generale Ganzer in tutto questo trambusto è diventato capo del Ros dal 2002 con beneplacito di destra e sinistra. A Mario Mori sotto processo a Palermo succede Ganzer condannato ieri a Milano. Allievi di Carlo Alberto Dalla Chiesa. Nucleo speciale. Molti ufficiali e poca truppa. Investigazione speciale e segreta. I magistrati sono stati spesso al loro guinzaglio, intercettazioni invasive e operazioni nella terra di mezzo con il confidente. Una strana miscela che ha fatto esplodere conflitti esplosivi come quello tra il colonnello Riccio e Mori in Sicilia. Anche per Riccio condotte illegali nelle indagini antimafia gli sono costate una condanna in Appello a 4 anni e 10 mesi. Chi è più Stato dello Stato? I Ros di Ganzer oggi gestiscono le inchieste sui fondi neri a Finmeccanica, i ricatti a Marrazzo, tutte le nobile gesta della cricca, l’asse calobro-lombarda delle ndrine e gli affari della Camorra. Può il generale rimanere al suo posto? Secondo il ministro dell’Interno leghista e per il Comando generale dell’Arma non ci sono dubbi, dall’opposizione non vola neanche una mosca. L’attuale presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, da ministro dell’Interno vide lungo e chiese che alcune competenze dei reparti speciali italiani andassero ai comandi territoriali. Il Gico della Guardia di Finanza e lo Sco della Polizia hanno ottemperato alla disposizione. Tranne il Ros dei carabinieri che con le sue ventisei sezioni dislocate nelle Procure distrettuali restano delle monadi impenetrabili. Da quei reparti vengono uomini come Angelo Jannone, Giuliano Tavaroli, Marco Mancini e finiti tutti nello scandalo dei dossier illegali Telecom-Sismi. E gli ex Sismi accusano gli ex Ros di avere contatti proprio con Ganzer che con il Ros di Roma va a Palermo a disarticolare l’ufficio di Genchi subito sospeso dall’incarico senza essere formalmente indagato mentre il generale resta al suo posto mancando solo la promozione di generale di brigata. I Ros sono quelli che arrestarono a Milano il calabrese Daniele Barillà, sette anni di carcere innocente risarcito con soldi e la fiction di Beppe Fiorello “L’uomo sbagliato”. Potremmo narrarvi tante storie sul Ros. Ma io che sono un cronista di provincia ricordo che il Ros di Ganzer si occupò anche dei No Global di Cosenza e della Rete del Sud ribelle dopo i fatti di Genova. E dal mio archivio pesco un documentato articolo di Peppino D’Avanzo che su Repubblica ci svelava questa trama: «ACCADE che il Raggruppamento Operazioni Speciali (Ros) dell’Arma dei Carabinieri si convinca che dietro i disordini di Napoli (7 maggio 2001) e di Genova (21 luglio 2002) non ci sia soltanto il distruttivo, nichilistico furore di casseur europei o il violento spontaneismo delle teste matte (e confuse) di casa nostra, ma addirittura un’associazione sovversiva. Concepita l’ipotesi, gli investigatori dell’Arma intercettano, spiano, osservano, pedinano. In assenza di contraddittorio, s’acconciano come vogliono cose, frasi, dialoghi, eventi, luoghi edificando una conveniente e coerente cabala induttiva. È il sistema che più piace agli addetti: “lavorare su materia viva, a mano libera”. Organizzato il quadro, occorre ora trovare un pubblico ministero che lo prenda sul serio. Alti ufficiali del Ros consegnano il dossier, rilegato in nero, di 980 pagine più 47 di indici e conclusioni ai pubblici ministeri di Genova. Che lo leggono e concludono che ‘quel lavoro è del tutto inutilizzabile’. Gli investigatori dell’Arma non sono tipi che si scoraggiano. Provano a Torino. Stesso risultato: “Questa roba non serve a niente”. Il dossier viene allora presentano ai pubblici ministeri di Napoli. L’esito non è diverso: il dossier, da un punto di vista penale, è aria fritta. Finalmente gli ufficiali del Ros rintracciano a Cosenza il pubblico ministero Domenico Fiordalisi. Fiordalisi si convince delle buone ragioni dell’Arma dei Carabinieri. Ora rendere conto delle buone ragioni del Ros che diventano buone ragioni per il pubblico ministero e il giudice delle indagini preliminari, Nadia Plastina, è imbarazzante per la loro e nostra intelligenza».
Nadia Plastina è stata promossa, Fiordalisi è diventato pm in una procusa sarda e vive sotto scorta per le minacce ricevute. I militanti arrestati nell’operazione No global sono stati tutti assolti nel processo di primo grado e devono affrontare quello d’appello. Il generale Ganzer è stato condannato da un tribunale dello Stato e resta al suo posto di comandante del Ros.


-

.
 .
 .

. .

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru