Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta crimine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crimine. Mostra tutti i post

giovedì 30 aprile 2015

A. N. ROM: denuncia Matteo Salvini e la Lega Nord


Associazione Nazione Rom
 denuncia 
Matteo Salvini e la Lega Nord

ROMA - Con una doppia denuncia/querela raccolta dai Carabinieri di Borgognissanti a Firenze, Marcello Zuinisi legale rappresentante dell'Associazione Nazione Rom ha denunciato Matteo Salvini e la Lega Nord per minacce, occupazione abusiva suolo pubblico, ingiurie, diffamazione, istigazione all'odio ed alla violenza. 

Associazione Nazione Rom (ANR) ha organizzato una manifestazione, regolarmente autorizzata dalla Questura di Firenze, davanti all'ex Cnr di Scandicci, una struttura dove vivono 120 cittadini e cittadine di etnia Rom tra cui 25 bambini tutti iscritti e frequentanti le scuole dell'obbligo della zona. Motivo della pubblica protesta la denuncia del razzismo della Lega Nord e del carattere illegale della campagna elettorale permanente contro il Popolo Rom.

ANR si era rivolta anche alla Prefettura di Firenze chiedendo la “sospensione del comizio elettorale di Matteo Salvini a Scandicci  per motivi di ordine pubblico e sicurezza delle famiglie dell'ex Cnr".  La richiesta motivata dalle minacce di morte ricevute tramite social network  “facebook”  sul profilo di BATISTINI Leonardo Consigliere nel Comune di Scandicci del partito politico Lega Nord di cui riportiamo il periodo: “le migliaia di Rom o zingari che passano la loro vita a rubare o chiedere le elemosina meritano di rimanere bruciati vivi nelle sudicie capanne”. Le minacce ricevute erano state già denunciate alla Procura il 17 aprile 2015, cinque giorni prima dell'arrivo di Matteo Salvini.

Il giorno 22 aprile 2015, alle ore 12.30, Matteo Salvini giungeva a Scandicci davanti all' ex Cnr e salito su una ruspa posizionata sulla strada pubblica (senza nessuna autorizzazione e omettendo il pagamento del suolo pubblico) con un megafono, davanti ai giornalisti dei principali media italiani, dichiarava che le famiglie Rom dell'ex Cnr ed il legale rappresentante dell'ANR  non pagano una lira di tasse e bollette e vivendo rubando quello che si puo' rubare. Prima di salire sulla ruspa, lo stesso rilasciava intervista – video al giornale di informazione on lines – il Fatto Quotdiano affermando, sempre rivolgendosi ai cittadini Rom dell'ex Cnr: “queste persone sfruttano i bambini, non li mandano a scuola, li usano per accattonare e per fare altro”.



L' ODIO RAZZIALE E' UN CRIMINE CONTRO L'UMANITA' 

Visto che la legge del 25 giugno 1993 n. 205 afferma che la discriminazione, l'odio e la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi sono reato, dispone, salvo che il fatto costituisca più grave reato, la punizione  con la reclusione fino a sei anni verso chi dirige organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi e propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, Matteo Salvini e la Lega Nord sono stati denunciati alla Procura della Repubblica. 

La fattispecie criminale denunciata si inquadra in continuazione con denunce già prodotte nei confronti di Buonanno Gianluca – Parlamentare Europeo del Partito Politico Lega Nord, La Russa Ignazio – Parlamentare Italiano del Partito Politico Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale, Santanchè Daniela – Parlamentare Italiano del Partito Politico Forza Italia ed al relativo procedimento n. 21007/14 mod 21 aperto contro il razzismo dal Sostituto Procuratore della Repubblica Paolo Barlucchi del Tribunale di Firenze 

ANR continua a chiedere al Governo, alle Regioni ed ai Comuni il rispetto degli Accordi Quadro Strutturali di inclusione dei Rom Sinti e Caminanti sottoscritti dal governo di Silvio Berlusconi e Roberto  Maroni, da Forza Italia e dalla Lega Nord nella riunione del Consiglio Europeo del 23 e 24 giugno 2011. Accordi che sono diventati una Strategia Nazionale con Unar, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, punto di contatto nazionale. Precisi "schemi di governance" prevedono che Rom, Sinti e Caminanti siano componente istituzionali di Tavoli di Inlusione nelle città di Roma, Napoli, Milano, Torino e Venezia ed in tutte le Regioni. Accordi calpestati e violati.

leggi anche:

http://cipiri.blogspot.it/2015/04/salvini-lo-paghiamo-dal-1993.html

cercano i voti al sud

LA LEGA DAL 1988 AD OGGI 
SI E' INTASCATA 180 MILIONI DI EURO DI SOLDI NOSTRI!

Quanti esodati si potrebbero aiutare con 180 milioni di euro? Quanti pensionati minimi? Quante imprese strozzate ? Quante borse di studio potremmo dare a quei giovani che non possono permettersi l'università?
Ma come si può credere alla propaganda anti-sistema di chi - grazie al sistema - si è arricchito?
ANCHE:
http://cipiri.blogspot.it/2015/03/salvini-bossi-belsito-e-la-padania.html
COME MAI SALVINI NON CHIEDE INDIETRO I SOLDI A BOSSI E BELSITO PER SALVARE IL GIORNALE DI PARTITO E TUTTI I LAVORATORI?

Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega Nord, è accusato anche di appropriazione indebita aggravata oltre che di truffa sui rimborsi elettorali ai danni dello Stato...
LEGGI ANCHE

http://cipiri.blogspot.it/2015/04/regolamento-di-dublino.html


Il Regolamento di Dublino obbliga il rifugiato politico
(che abbiamo comunque il dovere di accogliere) a permanere nel primo Paese in cui arriva. 
Firmata, guarda un po', da Pdl e Lega nel 2003.
Bossi e Berlusconi ( Salvini informati )
.




GUARDA ANCHE

DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA
http://www.mundimago.org/
FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.




 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP
http://mundimago.org/le_imago.html
.




.

giovedì 23 aprile 2015

Dario Fo e Il Nemico Inventato i Migranti





“Sì è inventato un nemico, l’emigrante. Uomini che giungono da territori a noi vicini e che vengono trattati come schiavi, con l’imposizione di regole e forme da medioevo, anzi nel medioevo erano già più evoluti”.

 Dario Fo commenta quello che sta accadendo nel nostro Paese.  ”Lo sfruttamento della gente che arriva dall’estero è raccapricciante e nessuno ne parla. E’ tutto coperto, nascosto, dimenticato. Come la storia di Ion Cazacu, ‘Un uomo bruciato vivo’, che ho ripercorso in un dialogo con la figlia edito da Chiarelettere.  Si ripete da parte nostra sugli altri quello che noi abbiamo subito quando eravamo noi gli emigranti che partivano in cerca di un futuro migliore. Questo è grottesco e tragico insieme: siamo quasi come schiavi che hanno imparato a far schiavi gli altri”.

Da Dario Fo un commento su Salvini e sul “Salvinismo“: “Sono fuori dalla storia. Qualche mese fa è accaduto che il padrone di un’impresa ha sparato a due dipendenti dell’est che chiedevano semplicemente di essere pagati. Quei due uomini avevano la sola colpa di pretendere i propri soldi. Il capo gli ha sparato e nessuno ne ha parlato. I romani dicevano: se non c’è un nemico, bisogna trovarlo. Il nemico trovato ora sono gli immigrati”.
L’Italia secondo Fo sta diventando un Paese sempre più razzista: “Ha perduto gran parte della propria cultura e della propria civiltà. E non capiamo che perdere questi elementi significa distruggere un popolo. Ce la prendiamo con gli immigrati, ma perché ci si lamenta che siano qui? Pagano le tasse, danno vantaggio alla nostra economia e nonostante questo vengono perseguitati”.

Dario Fo ha detto la sua anche su Mafia Capitale: “La farsa oscena che oltrepassa ogni possibile bruttura con la propria insolenza criminale. E la cosa che fa veramente fremere di vergogna è il fatto che appena succedano queste cose i nostri presidenti e i nostri politici si sbrigano a chiedere nuove leggi. Sono insopportabili. Ti meraviglia la forza con cui gridano che bisogna cambiare, ma poi si dimenticano. Fanno cadere il vuoto e il silenzio”.

Dario Fo è particolarmente critico nei confronti del Premier, Matteo Renzi: “Mi impressiona la spudoratezza con cui si dice ‘io devo governare’ e per fare questo si è messo con la destra, con quello che nel tempo ha combinato un’ira di Dio. Ha approfittato di uno che in questo momento si trova nell’impossibilità di dire no, lo ha salvato e lo ha rimesso in circolo. Questa è una cosa terribile, la mancanza assoluta di umanità”.

Un ultimo commento sulla sinistra, che secondo Fo ormai non esiste più, almeno in Italia: “La sinistra si sta sciogliendo, sta scemando. Ormai, in un modo orrendo”.


MIA NONNA DICEVA :
GLI ITALIANI
 LA MATTINA VANNO IN CHIESA E LA SERA A PROSTITUTE

LEGGI ANCHE

http://cipiri.blogspot.it/2014/12/mafia-roma-o-sistema-italia.html.

#‎Mafia‬ a #Roma o #sistema #italia : #‎MafiaCapitale


LEGGI

http://cipiri.blogspot.it/2014/11/bufala-40-euro-al-giorno-agli-immigrati.html

BUFALA : 40 euro al giorno agli immigrati


LEGGI

http://cipiri.blogspot.it/2015/04/salvini-lo-paghiamo-dal-1993.html

Salvini lo Paghiamo dal 1993 il Fannullone






GUARDA ANCHE

DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA
http://www.mundimago.org/
FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.




 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP
http://mundimago.org/le_imago.html
.




.

venerdì 8 novembre 2013

La " Maria " diventa business di Stato



Il proibizionismo ha fallito.

 Dal Sudamerica agli Usa.

 E ora si cambia linea con le “canne di Stato”. 

Che portano tasse e colpiscono il crimine. 

Così anche in Italia si riapre il dibattito


In Uruguay la “canna di Stato” è ormai realtà, e tra pochi mesi chi vorrà fumarsi uno spinello potrà scegliere tra quattro qualità diverse di erba, vendute direttamente sui banconi della farmacia.
 Il conto alla rovescia è quasi alla fine: il Senato a novembre dovrebbe dare il via libera definitivo alla legge che permetterà al governo guidato da Josè “Pepe” Mujica di coltivare e vendere direttamente marijuana a circa un dollaro al grammo. «Dopo l’approvazione del Parlamento bisognerà solo aspettare che i semi germoglino», ha spiegato Josè Calzeda, capo della Giunta nazionale delle droghe: «Una volta seminato e fatta la prima raccolta, riforniremo i negozi al dettaglio. I cittadini registrati potranno comprarsi fino a 40 grammi al mese, e piantare massimo sei piante alla volta». Obiettivo primario: creare un mercato legale per sconfiggere i cartelli narcotrafficanti del Paraguay, massimi esportatori di cannabis del Sud America.

GUERRA PERDUTA

Molti considerano la decisione di Montevideo una rivoluzione. E non solo per i 120 mila consumatori abituali che in Uruguay potranno rollare e squagliare resina senza nascondersi: il resto del mondo, infatti, sta guardando con enorme interesse l’esperimento voluto dal presidente ex guerrigliero. L’ideologia proibizionista è in crisi da tempo, e in Occidente si è riaperto il dibattito su quali siano le migliori politiche sui narcotici. Nel 2011 la Commissione globale sulla politica delle droghe, organismo di cui fanno parte esperti in materia e personaggi come l’ex presidente dell’Onu Kofi Annan, ha pubblicato una relazione devastante in cui si spiega che «la lotta alla droga iniziata cinquant’anni fa è fallita», e si sottolineava come in primis per la cannabis, «occorre sperimentare modelli di legalizzazione che colpiscano la criminalità organizzata salvaguardando la salute dei cittadini».

Il manifesto della commissione è stato apprezzato da molti leader, come gli ex inquilini della Casa Bianca Bill Clinton e Jimmy Carter. Un mese fa, davanti all’assemblea delle Nazioni unite, il presidente del Guatemala ha pregato i paesi membri di darsi una mossa, smettendola di «stigmatizzare» coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti senza arrecare danno agli altri. La tolleranza zero non va più di moda: in Portogallo e in Australia Occidentale la depenalizzazione della marijuana è stata un successo, l’uso della gangja per scopi terapeutici è sempre più diffusa, mentre in Olanda la protesta dei 670 coffee-shop è riuscita a bloccare la norma che prevedeva il divieto di vendere marocchino e super skunk agli stranieri.

La frontiera degli antiproibizionisti di recente si è spostata negli Usa, il paese del pianeta che spende più soldi nella battaglia alle sostanze stupefacenti: quest’anno gli Stati di Washington e Colorado hanno legalizzato attraverso un referendum popolare il consumo personale di marijuana. Non solo a scopo medico (per alcune malattie l’uso di cannabis è già permesso in 18 Stati) ma anche per momenti di piacere, fumate collettive o torte all’erba jamaicana. Obama ha dato un occhio ai sondaggi (qualche giorno fa una rilevazione Gallup spiegava che per la prima volta la maggioranza degli americani, circa il 58 per cento, è a favore delle canne libere; nel 1969 al tempo degli hippy erano fermi al 12 per cento) e ha chiesto al dipartimento della Giustizia di non ricorrere contro le nuove leggi. Ora altri Stati potrebbero seguire la scelta di Denver e del distretto della capitale.

TASSE E MILIARDI

Il movimento a favore del libero spinello, insomma, sta prendendo piede. Grazie ad argomentazioni e parole d’ordine che, almeno per quanto riguarda gli stupefacenti leggeri, fanno sempre più presa sull’opinione pubblica. Anche perché i divieti finora imposti non hanno fermato la diffusione capillare della cannabis: se nel 1998 i fan accaniti erano stimati in 140 milioni, nel rapporto dell’Onu del 2012 erano lievitati a 180. La fine del proibizionismo, spiegano gli esperti fautori del laissez-faire, darebbe una mazzata al giro d’affari della criminalità organizzata, permettendo contemporaneamente ai governi nazionali di incassare miliardi in tasse (in Colorado solo per le entrate fiscali della cannabis terapeutica ammontano ad oltre 5 milioni di euro, mentre un report del Medical Marijuana Business Daily prevede che alla fine del 2018 il mercato Usa della cannabis, grazie ai due referendum, arriverà a sfiorare i 6 miliardi di dollari; secondo i radicali in Italia, invece, lo Stato potrebbe incassare dalla legalizzazione fino a 8 miliardi di euro) e risparmiare somme enormi oggi investite per la repressione del fenomeno.

D’altra parte l’approccio proibizionista resta dominante. A favore delle loro tesi, i conservatori elencano gli studi scientifici che dimostrerebbero come la cannabis possa provocare effetti negativi a lungo termine, soprattutto tra chi ha iniziato a usarla da giovane: la sostanza aumenta la probabilità di sviluppare depressione o sintomi psicotici, come la schizofrenia e il disturbo bipolare. Mentre altre ricerche evidenziano problemi per la memoria e un rapporto stretto tra l’uso di droghe leggere e quello di sostanze pesanti. A chi punta il dito sulla pericolosità del principio attivo della cannabis, il tetraidrocannabinolo, gli antiproibizionisti contrappongono però le statistiche sull’abuso di alcol e tabacco, “droghe” legali che provocano vere carneficine: secondo una ricerca dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2013, il fumo uccide nel mondo circa sei milioni di persone ogni anno, mentre l’Istituto superiore di Sanità ha stimato che solo in Italia negli ultimi 12 mesi sono morte a causa dell’alcol 30 mila persone, trenta volte il numero dei decessi causati nello stesso periodo da overdose da eroina e oppiacei. Se nel decennio 2005-2015, chiosa l’Oms, alcol e tabacco causeranno tumori mortali a quasi 30 milioni di persone, leggendo il capitolo sui decessi causati dai vari narcotici della relazione 2011 della Ue salta agli occhi che un paragrafo sulla canapa non è stato nemmeno stilato.

In Italia - uno dei pochi paesi occidentali dove una legge del 2006, voluta da Gianfranco Fini e Carlo Giovanardi del Pdl, ha equiparato l’hashish e la marijuana a cocaina ed eroina - gli antiproibizionisti hanno da sempre un faro: Marco Pannella e il partito radicale. Che in queste settimane sta raccogliendo le firme per un nuovo referendum. L’obiettivo non è la legalizzazione tout-court, non raggiungibile per via referendaria, ma «l’eliminazione», spiega l’ex senatore Marco Perduca, «del carcere per i fatti di lieve entità. Depenalizzando la coltivazione domestica di cannabis e il possesso di quantità medie di droghe svuoteremmo le carceri». Al 30 settembre 2013 su circa 64 mila detenuti ben 25 mila erano dentro per la violazione della legge sulla droga. Difficile sapere quante tra questi siano in galera per spaccio di cannabis (reato che può essere punito da 6 a 20 anni), visto che le sostanze psicotrope davanti alla legge sono tutte uguali. «A spanne, però, possiamo ipotizzare che oltre un terzo (ossia 9 mila persone, soprattutto stranieri) uscirebbe subito se la marijuana fosse legalizzata. La situazione delle carceri», chiosa il radicale, «migliorerebbe strutturalmente». Altro che amnistia, insomma. Senza dimenticare i benefici sul lavoro di polizia, istituzioni sanitarie e trubunali: nel 2012, come segnala il Dipartimento delle politiche antidroga nella sua relazione annuale, il 77 per cento delle segnalazioni (in tutto 32.694) fatte dai prefetti ai Sert competenti ha riguardato la cannabis.

MARIA FOREVER

Il pugno di ferro, a livello globale e nazionale, non sembra avere funzionato. Né sulla diminuzione della produzione, né sul livello dei consumi. Nell’ultimo rapporto dell’Onu la cannabis resta di gran lunga la droga illegale più popolare al mondo, con un numero di appassionati stimato superiore ai 180 milioni di persone, il 3,9 per cento di umani tra i 15 e i 64 anni. Per fare un confronto, l’uso della cocaina è dieci volte più basso. L’Europa rappresenta per l’hashish il mercato più grande del mondo, con importazioni massicce dal Marocco, che dopo Afghanistan e Messico ha le coltivazioni più estese del pianeta. La produzione è ormai globale e intensiva: in Albania, a Lazarat, lo scorso agosto la Guardia di Finanza ha fotografato con il satellite un’area coltivata a marijuana estesa 319 ettari, pari a 400 campi di calcio. «Il prodotto finito», spiegarono i finanzieri, «al dettaglio verrà venduto a cinque euro al grammo, con un guadagno stimato in 4,5 miliardi di euro». Pari a poco meno del 50 per cento dell’intero Pil albanese.

I mattoni di erba pressata e la resina marocchina invadono l’Europa da ogni direzione: i prezzi variano a seconda della qualità dai tre ai 24 euro, e il consumo nel 2012 ha toccato, secondo l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, le 2.500 tonnellate annue, fumate da 3 milioni di consumatori abituali. Di sicuro l’Italia, insieme alla Grecia, è il paese in cui la produzione nazionale di marijuana è cresciuta di più: nel 2011 sono state oltre un milione le piante sequestrate (al 99, 3 per cento sono coltivate al Sud, dove il clima è ideale), in pratica la stessa quantità espropriata in Jamaica. Per fare un confronto, in Francia la polizia ne ha trovate solo 73 mila. Secondo l’ultima relazione della Direzione centrale servizi antidroga, però, il numero di piante pignorato nel 2012 è addirittura quadruplicato, superando i 4,1 milioni di esemplari: un dato che ci mette ai primi posti tra i produttori mondiali. Mafia, camorra, sacra corona unita e ’ndrangheta gestiscono da sempre parte importante dei traffici internazionali, dello stoccaggio e della vendita, ma ormai si sono buttati anche su piantagioni esterne e indoor. Già: se un tempo le droghe leggere erano considerate attività minori, «oggi Cosa Nostra si dedica anche alla coltivazione. La criminalità organizzata ha urgente bisogno di soldi, perché con la crisi», ragiona il procuratore aggiunto della Dda Teresa Principato, «le estorsioni e gli appalti non sono più redditizi come un tempo».

Il business è miliardario: da Trento a Siracusa fumano in centinaia di migliaia, uomini e donne, giovani e vecchi. Nella relazione Ue 2012 il Belpaese si segnala come lo Stato con la prevalenza più alta di consumatori rispetto alla popolazione generale: il 32 per cento degli italiani ha provato marijuana almeno una volta nella vita, il 14,3 per cento l’ha usata nell’ultimo anno, il 6,9 per cento nell’ultimo mese, percentuale che raddoppia tra gli under 24. Gran parte della sostanza è importata da Russia, Albania e Africa o prodotta da associazioni criminali, ma anche le coltivazioni per uso personale ormai fanno la loro parte: spulciando i rapporti delle forze dell’ordine si scopre che nella sola settimana tra il 7 e il 15 ottobre sono state scovate piantagioni in mezza Penisola (piantine su un balcone a Chieti, altre 13 a Macerata, giardini a Catanzaro e Pisa, 50 piante a Sessa Aurunca, 42 ad Alessandria, 9 vasi a Lucca, mentre un friulano ha trasformato in serra la cameretta della figlia di tre anni) e ha arrestato una dozzina di persone, tutte italiane. Tra loro persino contadini di erbe aromatiche ed imprenditori edili che, a causa della recessione, avevano deciso di riconvertire la loro vecchia attività in perdita gettandosi sul business di “Maria”. La domanda, per lei, è sempre alta.

di Emiliano Fittipaldi  per -  http://espresso.repubblica.it/
.

NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://www.mundimago.org/

GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO


.

.

giovedì 1 ottobre 2009

Scudo fiscale, favori al crimine

Scudo fiscale, come evitare che aiuti le mafie

I favori della legge al grande crimine.


Per valutare le possibili ricadute della prossima approvazione del nuovo scudo fiscale, può essere utile ricordare alcuni degli effetti negativi conseguenti all’entrata in vigore del precedente scudo: quello introdotto dal decreto legge 350/2001. In quell’occasione fu regolarizzata una somma globale di circa 73 miliardi di euro. A fronte di tale enorme massa di capitale, furono effettuate meno di trecento segnalazioni di operazioni sospette in tutt’Italia, di cui nessuna che riguardava la Sicilia. Grazie alle garanzie di anonimato accordate da quella legge, non fu possibile selezionare e intercettare il denaro sporco frutto di gravi delitti, ben diversi da quelli di natura fiscale per i quali era stata accordata la non punibilità.

Solo per una fortuita coincidenza investigativa, la procura di Palermo ebbe modo di individuare e sequestrare alcuni milioni di euro che uno dei riciclatori più importanti di Cosa Nostra, già condannato per mafia, stava tentando di fare rientrare in Italia. Ma si trattò solo di una goccia nel mare. Così un enorme e improvviso flusso di capitale sporco refluì come un invisibile fiume carsico nel bacino dell’economia legale, con effetti inquinanti e distorsivi del libero mercato, segnalati da vari indicatori . In quegli anni apparve sulla scena una miriade di nuovi ricchi che acquistavano a tutto spiano pacchetti azionari, immobili, attività imprenditoriali e commerciali con offerte di contante che “non si potevano rifiutare”, per la loro estrema appetibilità rispetto agli ordinari standard di mercato.

In alcune rinomate località turistiche si verificò il passaggio di mano di varie attività alberghiere e di ristorazione. Si registrò anche un singolare fenomeno linguistico: improvvisamente in quei locali si sentirono risuonare parlate siciliane, calabresi e campane, al posto dei precedenti idiomi locali. Del resto ai mafiosi il Centro Nord è sempre piaciuto moltissimo: posti tranquilli dove si può investire e “lavorare” senza problemi, e dove spesso si è ancora convinti che la mafia sia solo una storia di “coppole storte”, un relitto feudale del Sud arretrato.

Per evitare che la legislazione antimafia diventi un’eterna tela di Penelope, che di giorno si tesse con nuovi provvedimenti e di notte si sfila creando enormi zone di opacità impermeabili alle indagini, sarebbe il caso che questa volta non si ripetessero gli errori del passato e, dunque, si dotasse la magistratura di strumenti idonei per intercettare quelli tra i capitali rientrati che non sono frutto di reati condonabili, ma di altre attività criminose.

Atal fine sarebbe quantomeno indispensabile che la nuova legge imponesse espressamente agli intermediari finanziari (le banche che ricevono i capitali fatti rientrare) l’obbligo di comunicare i nominativi dei soggetti “scudati” all’Anagrafe centralizzata dei rapporti finanziari istituita presso l’Agenzia delle entrate, e che l’Anagrafe provvedesse a contrassegnare tali nominativi con un codice convenzionale in modo da consentirne l’immediata individuazione.

Attualmente tale obbligo è previsto solo da una semplice circolare del 2007, che già in tanti si sono affrettati a ritenere non applicabile in quanto non espressamente richiamata dal decreto legge 78/2009 che prevede il nuovo scudo fiscale. Coloro che faranno rientrare o regolarizzeranno capitali derivanti da reati non punibili, non avranno nulla da temere da una simile operazione di trasparenza, giacché la legge garantisce loro l’immunità penale e fiscale. D’altra parte rendere immediatamente “visibili” alla magistratura i nominativi dei soggetti scudati, offrirebbe la possibilità di verificare - nei modi e con le garanzie previste per le indagini penali - se tra costoro si celino prestanome e riciclatori di indagati per reati di mafia ed altri gravi reati, e di sventare così il tentativo di approfittare indebitamente dell’opportunità offerta dalla nuova legge per “ripulire” sotto banco denaro sporco.

Continuare invece a garantire l’anonimato ai soggetti scudati, affievolire per gli intermediari finanziari o addirittura eliminare l’obbligo di segnalare le operazioni sospette potrebbe essere frainteso come un pericoloso cedimento alla cultura dell’omertà, oltre che aprire di fatto un varco incontrollabile al riciclaggio di capitali illegali.

Si correrebbe così il rischio di cadere dalla sindrome della tela di Penelope nella più grave patologia della perturbante doppiezza di uno Stato che prima chiede ai cittadini di esporsi coraggiosamente in prima persona denunciando le richieste estorsive, e poi li invita a voltarsi dall’altra parte quando si tratta di “fare cassa”, accettando il rischio di “regolarizzare” anche gli introiti delle estorsioni. Perché, si sa, “pecunia non olet”.

di Roberto Scarpinato - Pm presso la Direzione Antimafia di Palermo- (Il Fatto Quotidiano n°7 del 30 settembre 2009)

.

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru