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sabato 30 novembre 2019

PROSTITUZIONE: EX SINDACO LEGHISTA NEI GUAI

PROSTITUZIONE: EX SINDACO LEGHISTA NEI GUAI

PROSTITUZIONE: EX SINDACO LEGHISTA NEI GUAI
Bufera in casa Lega Nord: immediata l'espulsione

E’ l’ex sindaco leghista di Silea lo sfruttatore di prostitute denunciato nell’ambito dell’indagine della squadra mobile di Treviso che ha scoperto alcuni appartamenti a luci rosse in via Dell’Olmo alle Stiore. Una notizia che ha sconvolto l’intera Silea e che ha provocato una vera e propria bufera in casa Lega Nord dove la reazione è stata immediata: Biasin è stato espulso dal partito.


Cesare Biasin, 46 anni, ex primo cittadino ed oggi consigliere comunale della Lega Nord è accusato dei reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Secondo gli inquirenti avrebbe, infatti, affittato a nome suo, o avvalendosi di un’amica come prestanome, alcuni appartamenti nella palazzina di via dell’Olmo alle Stiore. Case nelle quali, sempre secondo le accuse, Biasin sistemava giovani prostitute che lì ricevevano i clienti. In cambio le ragazze dovevano corrispondergli una somma di 350 euro a settimana. Un’attività che, secondo gli inquirenti, l’uomo ha portato avanti per oltre un anno arrivando ad intascare oltre 5 mila euro al mese.

Secondo gli investigatori sarebbero almeno 3 gli appartamenti nella disponibilità dell’ex sindaco. In uno di questi lavoravano due prostitute rumene di 32 e 35 anni. Nel terzo, scoperto solo ieri, gli agenti hanno trovato un transessuale siciliano che ha ammesso di corrispondere all’indagato una somma di 500 euro a settimana. Dai primi riscontri pare inoltre che il compito di Biasin non fosse solo quello di sistemare nelle case ragazze e trans, ma che li aiutasse anche a pubblicizzare la propria attività con appositi annunci su giornali e siti internet.

Un sistema portato avanti dall’ex sindaco per oltre un anno e che lo ha fatto diventare un nome noto degli ambienti del sesso mercenario tanto che erano le varie Isabella, Cristal o Sandra a cercarlo grazie ad un passaparola. Almeno una decina secondo gli inquirenti, le ragazze che si sono avvicendate negli appartamenti per un giro di clienti e d’affari al momento non ancora quantificato ma che si suppone molto elevato visto anche le numerose segnalazioni da parte degli altri residenti nel palazzo molestati dal continuo via vai di uomini ad ogni ora del giorno e della notte.

Le indagini da parte degli inquirenti continuano a tutto campo: “Vogliamo comprendere – spiega Riccardo Tumminia, dirigente della Squadra Mobile di Treviso -, se i proprietari fossero a conoscenza dell’esercizio della prostituzione ma più di ogni altra cosa del favoreggiamento dello sfruttamento della prostituzione”

LE REAZIONI

A Silea è stata la notizia del giorno. Non si è parlato d’altro neppure in via Bassa Trevigiana dove Biasin vive con la moglie e due figli. I vicini, 
che li descrivono come una coppia tranquilla, sono rimasti stupiti.

La moglie si è chiusa in casa e non vuole rilasciare dichiarazioni, travolta da uno scandalo di cui non aveva avuto il minimo sentore. Una vera e propria bufera è invece scoppiata in casa Lega Nord. La notizia accolta dai vertici del partito con grande imbarazzo ha provocato
 l’espulsione immediata di Biasin.

Il segretario provinciale e Sindaco di Vittorio Veneto Gianantonio Da Re, già questa mattina ha inviato un telegramma all’ex sindaco per informarlo che: “I gravi fatti personali che la coinvolgono sono in netto contrasto con i principi del movimento Lega Nord Liga Veneta e quindi le comunico l’immediata espulsione dal movimento. Da questo momento 
lei rappresenta solo ed esclusivamente se stesso”.

Milvana Citter



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leghista Borghezio accusato di furto di Carte Storiche

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La procura di Torino indaga per un presunto tentativo di sottrarre alcuni documenti dall'Archivio di Stato di Torino. Protagonista della vicenda Mario Borghezio, storico esponente della Lega a lungo deputato e parlamentare europeo. Un'impiegata dell'Archivio accusa il politico, appassionato di storia, di avere cercato di portarsi a casa alcuni documenti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale e relative alle misure di prevenzione dei bombardamenti.
Un "equivoco" per Borghezio, che voleva soltanto fotocopiare le carte, anche se il regolamento non lo prevede. "Sono un grande appassionato di storia: volevo poter fotocopiare quei documenti che rappresentano un unicum. Ma le pare che possa rubare qualcosa?" si difende l'ex eurodeputato.
L'episodio è stato segnalato ai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale (Tpc). E ora, a fare luce sulla vicenda, sarà la Procura di Torino, 
intenzionata a capire se l'ex parlamentare ha agito realmente in 'buona fede'.




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sabato 3 febbraio 2018

Leghista Spara Contro Immigrati Africani



Si chiama L T, ha 28 anni e nel 2017 era candidato a Corridonia, in lista con la Lega Nord. L'uomo che il 3 febbraio ha seminato il panico nel centro di Macerata, sparando da un'auto in corsa contro i passanti di colore, ha idee politiche che sono riassumibili nel gesto fatto poco prima dell'arresto: saluto romano rivolto al Monumento dei Caduti, al grido «Viva l'Italia». Il tutto con una bandiera tricolore sulle spalle. Traini, l'anno scorso, si presentò alle elezioni comunali di Corridonia, comune di 15 mila abitanti in provincia di Macerata, in lista con il Carroccio: prese zero preferenze. In un manifesto elettorale, Traini appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri che presenta la sua nuova squadra. Si tratta della tornata elettorale del 11 giugno scorso. Nel programma, anche il "controllo degli extracomunitari".

Di tutt'altro tono il commento di Francesco Clerico, titolare della palestra Robbys di Tolentino (Macerata) frequentata da Traini: «L'abbiamo cacciato a ottobre, aveva atteggiamenti sempre più estremisti, faceva il saluto romano e battute razziste. E poi da tempo so che aveva una pistola. Lo hanno rovinato le amicizie sbagliate, questi ambienti estremisti, ha una situazione familiare disastrosa, lo conosco da 10 anni almeno». Lo stesso Clerico ha spiegato che prima di candidarsi con la Lega Nord Traini era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound: «Direi che da una decina d'anni era diventato così, prima aiutava il prossimo, era un buono, gli hanno inculcato idee sbagliate, è cambiato. Ho provato tante volte a farlo ragionare. Chi si aspettava questo?».


Verso le 11 un ragazzo di 28 anni, ha sparato dalla propria auto in alcune zone della città, ferendo sei persone. Colpita anche la sede del Pd. L. T, originario di Tolentino, incensurato, è stato bloccato dai Carabinieri in piazza della Vittoria, davanti al Monumento ai Caduti, mentre faceva il saluto romano (secondo fonti locali). Il giovane, al momento dell'arresto, ha ammesso di essere l'autore del gesto.

Roberto Saviano non ha dubbi su chi sia il colpevole della sparatoria di Macerata.
 E punta il dito contro Matteo Salvini.

Questa mattina a Macerata, capoluogo delle Marche, un uomo, poi identificato come Luca Traini, ha sparato diversi colpi di arma da fuoco dalla sua automobile, contro sei persone di colore. Al momento dell’arresto, il 28enne aveva una bandiera tricolore sulle spalle, ha fatto il saluto fascista, ha gridato “viva l’Italia”, per poi essere portato via dai carabinieri. È anche emerso che nel 2017 Traini è stato candidato con la Lega Nord, ma non eletto.

A poche ore dai fatti, Roberto Saviano scrive un post su Facebook in cui punta il dito contro Matteo Salvini: “ll mandante morale dei fatti di Macerata è Matteo Salvini. Lui e le sue parole sconsiderate sono oramai un pericolo mortale per la tenuta democratica. Chi oggi, soprattutto ai massimi livelli istituzionali, non se ne rende conto, sta ipotecando il nostro futuro“.


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mercoledì 24 gennaio 2018

"Razza bianca a rischio": leghista Ignorante e Razzista


Come dimostra la tabella con la Storia genetica dell’Italia: gli italiani sono i più bastardi d’Europa, ovvero con maggior ricchezza genetica: geni provenienti da tutto il mondo, africano e asiatico. Tra un friulano e un siciliano ci sono da 7 a 30 volte differenze genetiche
 che ci sono tra un portoghese e un ungherese. 

Altro che razza bianca a rischio.

Dna italiani tra i più ricchi di varianti genetiche del mondo.
 Un popolo di santi, poeti e navigatori, certo, ma anche uno dei più ricchi ed eterogenei dal punto di 
vista del patrimonio genetico, modellato dagli incontri con altre genti e dalle diverse condizioni 
ambientali esistenti lungo la penisola. Una storia, quella dei geni degli italiani, che è tanto variegata 
quanto quella della terra che abitano, arricchita dalle migrazioni e segnata dalla geografia.



A sancirlo è uno studio -da poco pubblicato su "Scientific Reports", rivista satellite di Nature- coordinato dal gruppo di Antropologia Molecolare e Adattamento Umano del Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali (Bigea) dell’Università di Bologna. Analizzando il Dna di circa 800 individui originari di venti province d’Italia e descrivendo i pattern di variabilità di più di 500.000 varianti genetiche distribuite lungo il loro genoma, i ricercatori sono riusciti a individuare le tracce della complessa storia demografica e di adattamento all'ambiente degli italiani. 


"Lo studio -spiega Marco Sazzini, ricercatore del Bigea- ha evidenziato l’elevata eterogeneità del 
patrimonio genetico delle popolazioni distribuite lungo la penisola. Inoltre, sebbene i profili genetici 
osservati varino progressivamente seguendo un gradiente nord-sud, è stato possibile individuare gruppi omogenei di province riconducibili rispettivamente alla Sardegna, all'Italia settentrionale e a quella meridionale, al cui interno gli abitanti sono molto simili tra di loro dal punto di vista genetico ma si differenziano rispetto a quelli degli altri gruppi". 

Questa distribuzione geografica di variabilità genetica è legata, almeno in parte, alla complessa rete di migrazioni che sin dalla prima colonizzazione del continente ha visto l’Italia fra i punti nevralgici delle rotte migratorie dei popoli europei. In particolare, i risultati della ricerca suggeriscono che le popolazioni dell’Italia settentrionale hanno scambiato i propri geni con gruppi arrivati dall’Europa centro-orientale fino alla fine dell’Età del Bronzo e all'inizio dell’espansione dell’Impero Romano. Gli abitanti dell’Italia centrale e dell’Italia meridionale, invece, avrebbero ereditato anche componenti genetiche tipiche di Medio Oriente e Nord Africa. 

Un considerevole flusso migratorio da queste regioni del Mediterraneo, infatti, si sarebbe mantenuto in Italia centrale fino alle espansioni e contrazioni dell’Impero Bizantino, mentre più recente sarebbe stato l’influsso nordafricano riconducibile all'occupazione araba della Sicilia. La storia genetica degli italiani, però, non è stata influenzata solamente dalle migrazioni. Il gruppo di ricerca dell’Alma Mater, infatti, ha anche indagato i meccanismi evolutivi e di adattamento all'ambiente delle popolazioni d’Italia, scoprendo che tali processi potrebbero aver contribuito a una loro diversa suscettibilità a determinate malattie. 

L’evoluzione delle popolazioni dell’Italia settentrionale, ad esempio, è stata plasmata da pressioni 
ambientali simili a quelle sperimentate dai gruppi dell’Europa centro-settentrionale: in particolare un 
clima caratterizzato da inverni freddi ha portato all'adozione di una dieta con un elevato contenuto 
calorico e di grassi. La selezione naturale ha favorito così in queste popolazioni la diffusione di varianti genetiche in grado di modulare il metabolismo dei lipidi (soprattutto dei trigliceridi e del colesterolo) e la sensibilità delle cellule all'insulina, riducendo così il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e diabete.

Al contrario, la mancanza di tali pressioni ambientali e il notevole contributo genetico ricevuto da altre popolazioni mediterranee hanno fatto sì che gli abitanti dell’Italia centro-meridionale mantenessero elevate frequenze delle varianti genetiche responsabili 
di una maggiore suscettibilità a queste malattie. 

"Queste varianti -aggiunge Sazzini- sarebbero risultate deleterie solo di recente, presumibilmente a 
partire dalla metà del secolo scorso, quando la dieta e lo stile di vita di queste popolazioni hanno 
iniziato a cambiare notevolmente".

Oltre al clima e alla dieta c’è poi un altro fattore che ha indirizzato gli adattamenti genetici degli italiani, soprattutto in Sardegna e nell'Italia centro-meridionale: le malattie infettive. In Sardegna, ad esempio, la malaria sembra aver rappresentato una delle principali pressioni ambientali, mentre nell'Italia del Sud la selezione naturale ha potenziato le risposte infiammatorie contro i batteri responsabili di tubercolosi e lebbra. Questa aumentata protezione nei confronti di tali infezioni potrebbe però rappresentare una delle cause evolutive alla base di una maggiore suscettibilità a patologie infiammatorie dell’intestino quali ad esempio il morbo di Crohn.

Utilizzando un approccio di medicina evolutiva, lo studio è così riuscito a descrivere, per la prima volta, processi di “maladattamento” che espongono maggiormente alcune popolazioni italiane ai rischi connessi alle nuove sfide imposte al loro metabolismo e al loro sistema immunitario da recenti 
cambiamenti negli stili di vita e nella dieta. La ricerca, condotta presso il Laboratorio di Antropologia Molecolare e il Centro di Biologia Genomica dell’Università di Bologna, ha visto impegnati numerosi ricercatori del Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali fra cui Marco Sazzini, Guido Alberto Gnecchi Ruscone, Cristina Giuliani, Davide Pettener e Donata Luiselli, in collaborazione con Paolo Garagnani e Claudio Franceschi del Dipartimento di Medicina Specialistica Diagnostica e Sperimentale e
 Carlo Salvarani dell'Irccs Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.



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venerdì 10 settembre 2010

Corsi di milanese per studenti stranieri



La Provincia ottiene 300mila euro da Roma per le lezioni di "educazione padana" in classe
L'assessore Lazzati: un programma di cultura locale nelle scuole ad alto tasso di immigrati

di FRANCO VANNI

I ragazzi impareranno i rudimenti del dialetto milanese e la storia della città, ma anche la ricetta del risotto allo zafferano. «Sarà un corso di cultura locale a tutto tondo e partirà nelle scuole con tanti iscritti stranieri, per accoglierli al meglio», annuncia l’assessore provinciale all’Istruzione, la leghista Marina Lazzati. Il progetto è finanziato dal ministero dell’Istruzione.

I primi istituti a cui il progetto è proposto sono quelli già iscritti ai programmi per l’integrazione degli studenti stranieri, ma tutte le 200 scuole superiori della provincia potranno fare richiesta per partecipare. «L’iscrizione al corso non è obbligatoria e i ragazzi, stranieri e italiani, non saranno valutati in pagella dice Lazzati confidiamo che l’iniziativa sia presa sul serio e che serva agli studenti per conoscere la base delle nostre tradizioni».

Il corso di cultura locale, antico sogno leghista, diventa insomma realtà nelle scuole milanesi grazie ai 300mila euro che Palazzo Isimbardi ha chiesto e ottenuto dal ministero dell’Istruzione. I primi corsi, che potranno essere organizzati anche al pomeriggio al di fuori dell’orario di lezione, partiranno già quest’anno. O, almeno, questa è l’intenzione della Provincia. «Attendiamo di capire quante scuole siano interessate dice Lazzati poi si comincia». L’assessore ha cominciato a lavorare alla possibilità di corsi su «Milano e le sue tradizioni» lo scorso anno, dopo che il liceo classico Manzoni aveva avviato una serie di incontri sull’arte nel mondo islamico. Allora la Lazzati aveva dichiarato: «Non ho nulla contro l’arte dell’Islam, ma sarebbe molto meglio che gli studenti imparassero prima la cultura di casa loro».

Detto e fatto. Il programma è ampio: dalla musica alla cultura, dalla cucina all’urbanistica, fino ai valori della società meneghina. Lazzati fa qualche esempio di quello che sarà insegnato: «Ai ragazzini di altri Paesi, e ai loro compagni italiani, sarà spiegato in quale periodo storico Milano si è guadagnata il nome di capitale morale d’Italia. Impareranno che la nebbia, sempre più rara in città, veniva chiamata scighera e che Manzoni in casa parlava milanées». La Provincia resta per ora abbottonata sui nomi delle associazioni a cui sarà affidato l’incarico di incontrare i ragazzini delle scuole, ma assicura che arriveranno «docenti esperti e preparati».

COMMENTO : guardate che è molto utile .... prima o poi , il milanese si parlerà in tutto il mondo .... Cina compresa ...!!!
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