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domenica 11 agosto 2013

Berlusconi ha distrutto il Paese Italia


Come ha distrutto il Paese Berlusconi con i suoi alleati. 
Una storia di vera dittatura mediatica spiegata e ricostruita dai giornalisti stranieri.

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Documentario USA su Berlusconi censurato in Italia.
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leggi anche 


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

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mercoledì 9 maggio 2012

Francois Hollande: il suo programma



Nuove assunzioni, abbassamento della soglia pensionistica che tornerebbe a 60 anni ... eutanasia ... riduzione del nucleare ... voto agli stranieri ... matrimoni gay ... questi sono alcuni dei punti principali con cui il Socialista Francois Hollande ha vinto le elezioni in Francia ...


Ecco i punti principali del programma di Hollande


GIOVANI: il socialista ha fatto dei giovani una delle sue priorità. La promessa di 60.000 nuove assunzioni nell'istruzione non riguarda solo gli insegnanti ma anche altri mestieri educativi.

 EUROPA: aggiunta della dimensione della crescita al trattato europeo di bilancio. Se sarà eletto, invierà ai leader Ue un "memorandum" per rilanciare la crescita.

 PENSIONI: Il socialista vuole correggere la riforma previdenziale di Sarkozy, riportando l'età pensionistica a 60 anni, ma solo per chi ha versato 41,5 anni di contributi.

 FAMIGLIA: Sì a matrimonio e adozione da parte dei gay.

 EUTANASIA: Per Hollande, chi è maggiorenne, in fase avanzata o terminale di una malattia incurabile potrà chiedere un'assistenza medica per finire la propria vita nella dignità.

 NUCLEARE: riduzione progressiva della quota nucleare nella produzione di elettricità dal 75% al 50% entro il 2025. Chiusura di una ventina di reattori.

 IMMIGRAZIONE: Negli ultimi giorni Hollande si è mostrato più duro sull'immigrazione. Per lui, è "indispensabile" una "limitazione dell'immigrazione economica" in un periodo di crisi.

VOTO AGLI STRANIERI: tutti gli stranieri potranno votare nelle elezioni locali.

 ISTITUZIONI: Stop al cumulo dei mandati per i parlamentari. Rafforzamento della decentralizzazione.

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venerdì 10 settembre 2010

Corsi di milanese per studenti stranieri



La Provincia ottiene 300mila euro da Roma per le lezioni di "educazione padana" in classe
L'assessore Lazzati: un programma di cultura locale nelle scuole ad alto tasso di immigrati

di FRANCO VANNI

I ragazzi impareranno i rudimenti del dialetto milanese e la storia della città, ma anche la ricetta del risotto allo zafferano. «Sarà un corso di cultura locale a tutto tondo e partirà nelle scuole con tanti iscritti stranieri, per accoglierli al meglio», annuncia l’assessore provinciale all’Istruzione, la leghista Marina Lazzati. Il progetto è finanziato dal ministero dell’Istruzione.

I primi istituti a cui il progetto è proposto sono quelli già iscritti ai programmi per l’integrazione degli studenti stranieri, ma tutte le 200 scuole superiori della provincia potranno fare richiesta per partecipare. «L’iscrizione al corso non è obbligatoria e i ragazzi, stranieri e italiani, non saranno valutati in pagella dice Lazzati confidiamo che l’iniziativa sia presa sul serio e che serva agli studenti per conoscere la base delle nostre tradizioni».

Il corso di cultura locale, antico sogno leghista, diventa insomma realtà nelle scuole milanesi grazie ai 300mila euro che Palazzo Isimbardi ha chiesto e ottenuto dal ministero dell’Istruzione. I primi corsi, che potranno essere organizzati anche al pomeriggio al di fuori dell’orario di lezione, partiranno già quest’anno. O, almeno, questa è l’intenzione della Provincia. «Attendiamo di capire quante scuole siano interessate dice Lazzati poi si comincia». L’assessore ha cominciato a lavorare alla possibilità di corsi su «Milano e le sue tradizioni» lo scorso anno, dopo che il liceo classico Manzoni aveva avviato una serie di incontri sull’arte nel mondo islamico. Allora la Lazzati aveva dichiarato: «Non ho nulla contro l’arte dell’Islam, ma sarebbe molto meglio che gli studenti imparassero prima la cultura di casa loro».

Detto e fatto. Il programma è ampio: dalla musica alla cultura, dalla cucina all’urbanistica, fino ai valori della società meneghina. Lazzati fa qualche esempio di quello che sarà insegnato: «Ai ragazzini di altri Paesi, e ai loro compagni italiani, sarà spiegato in quale periodo storico Milano si è guadagnata il nome di capitale morale d’Italia. Impareranno che la nebbia, sempre più rara in città, veniva chiamata scighera e che Manzoni in casa parlava milanées». La Provincia resta per ora abbottonata sui nomi delle associazioni a cui sarà affidato l’incarico di incontrare i ragazzini delle scuole, ma assicura che arriveranno «docenti esperti e preparati».

COMMENTO : guardate che è molto utile .... prima o poi , il milanese si parlerà in tutto il mondo .... Cina compresa ...!!!
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martedì 5 gennaio 2010

Primo Marzo 2010 Sciopero degli Stranieri


. Primo Marzo 2010 Sciopero degli Stranieri
stranieri non solo e non tanto dal punto di vista anagrafico. stranieri perché estranei al clima di razzismo, intolleranza e chiusura che caratterizza l'Italia del presente. autoctoni e immigrati, accomunati da questa estraneità e dal fatto di vivere nello stesso territorio, siamo uniti nella stessa battaglia di civiltà.

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martedì 4 agosto 2009

"Unfit" = Inadatto, Berlusconi



"Unfit" = Inadatto. Su Berlusconi ancora una volta ci sono voluti gli "Stranieri"


di Nando Dalla Chiesa



Ora lo dice anche il Financial Times che Silvio Berlusconi è unfit a governare per via del suo controllo sui media. E che è uno scandalo di democrazia che le televisioni italiane abbiano taciuto lo scandalo sessual-politico-istituzionale. Ora lo usa il Financial Times quel termine, “regime”, aborrito ed esorcizzato per anni dall’opposizione e dalla stampa di proprietà non berlusconiana. Ancora una volta ci sono voluti gli “stranieri”. A cui tanto spesso abbiamo affidato nella smandrappata storia millenaria nazionale il compito di combattere i nostri dominatori. Un tempo con gli eserciti, ora con l’ Unione europea e la libera stampa. Già, perché ormai noi da soli non ce ne rendiamo più conto. E ci acquietiamo anche di fronte alle violazioni della libertà più tracotanti.

Ne ho avuto conferma sconcertante quando dalla “Settimana dei diritti” di Genova abbiamo lanciato l’appello per la libertà di stampa nel mondo, subito dopo l’assassinio di Natalja Estemirova, e ascoltando i racconti che lì a Genova venivano fatti dell’Iran o della Moldova. Il responsabile politico di un quotidiano (non berlusconiano) non si capacitava dell’appello con chi gli telefonava per chiederne la pubblicazione. Perché lo fanno? Ma che c’entra l’Italia? Giusto. Che c’entrava l’Italia con il Vietnam, con Praga, con il Cile, che c’entra l’Italia con Putin, la cui Pravda decanta l’ars amatoria del premier? Che c’entriamo noi con il mondo? Anzi: che c’entriamo noi con la libertà?

Facciamola, continuiamola quindi questa campagna nobile, decisiva per il diritto all’informazione, a cui molti (Articolo 21 tra i primi) hanno già aderito. A Venezia si raccoglieranno le firme. Alla Festa democratica nazionale anche. La libertà di stampa ci riguarda. Dove non c’è, nascono o sguazzano i regimi. Nel nostro pensiero prima di tutto.

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poster canvas art riproduzione quadri

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