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lunedì 21 maggio 2018

Usa, sparatoria al liceo in Texas


Dieci morti
Sospetto assalitore ha 17 anni. 
Polizia: 
“Trovati tubi bomba”

Le forze dell'ordine hanno confermato che le vittime sono 9 studenti e un professore. Nel campus del Santa Fe High School e nella zona circostante sono stati trovati degli esplosivi: si tratta di tubi bomba e pentole a pressione. Testimoni alla Cnn: "È iniziato tutto dopo un'esercitazione anti-sparatoria". 
Il Buffo presidente Donald Trump ha annunciato che farà tutto quello che è in suo potere per proteggere gli studenti (ridicola e scontata affermazione). 
Quella di oggi è la 22esima sparatoria in un liceo statunitense dall'inizio del 2018, 
in una Nazione dove le Armi si possono Comprare come le Caramelle.

Ha aperto il fuoco subito dopo un’esercitazione anti-sparatoria. Pistola in mano, è entrato in una classe dove si stava svolgendo una lezione di Arte, facendo dieci morti (nove studenti e un docente). Il presunto autore è il 17enne Dimitrios Pagourtzis, riferisce la Cbs, ed è stato arrestato insieme a un altro sospetto dopo circa un’ora dalla sparatoria. Entrambi, ha dichiarato lo sceriffo Ed Gonzalez, sono studenti della scuola. Successivamente la polizia ha ritrovato diversi esplosivi nel campus dell’istituto, il Santa Fe High School, e nella zona circostante. Si tratta di tubi bomba e pentole a pressione, su cui ora sono al lavoro gli artificieri.

Le modalità e l’autore della carneficina ricordano da vicino quanto accaduto in Florida, lo scorso febbraio, quando Nikolas Cruz fece una strage nell’high school di Parkland. Questa volta il teatro dell’ennesima sparatoria in un liceo è il distretto scolastico di Santa Fe Independent, in Texas, dove si contano anche diversi feriti, trasportati nell’ospedale della vicina Galveston. Tra loro c’è un agente, ignote le loro condizioni.

Anche il presunto autore della strage è rimasto ferito, riferisce la Cnn, ma sta collaborando con le autorità. E iniziano a uscire informazioni sulla sua vita. Secondo il sito Khou, Dimitrios Pagourtzis in passato ha pubblicato sui social una sua foto in cui indossa una t-shirt con scritto Born to kill (Nato per uccidere) e altre immagini di una giacca verde con simboli nazisti. Da quanto si apprende, il giovane gioca a football nel team della scuola ed è membro della squadra di danza di una chiesa greca ortodossa locale. La polizia fa sapere inoltre che non risultano a suo carico documenti di acquisto di armi da fuoco.

“La giornata era cominciata normalmente, avevamo finito la prima ora e poi è scattata l’esercitazione anti-sparatoria”, ha dichiarato una ragazza che frequenta il liceo texano dove è avvenuta la strage. “Cinque minuti dopo abbiamo sentito dei colpi“. L’istituto scolastico, a una trentina di miglia da Houston, è in lockdown e alcune fonti parlano di un conflitto a fuoco con gli agenti prima dell’arresto. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che su Twitter scrive: “Le prime notizie non sembrano buone. Che Dio benedica tutti”. Il capo della Casa Bianca ha poi aggiunto ai media che “da troppi anni, da troppi decenni piangiamo per le perdite di vite. La mia amministrazione è determinata a fare tutto quello che è nel nostro potere per proteggere i nostri studenti, rendere sicure le nostre scuole e togliere le armi a chi costituisce una minaccia per se stesso e per gli altri”. Fra le soluzioni indicate da Trump quasi tre mesi fa c’è anche quella di fornire armi ai docenti, ipotesi che ha scatenato un’ondata di polemiche in America.

Poco dopo la sparatoria, nella cittadina texana di 13mila abitanti un uomo con una bandiera americana, un cappellino col nome di Trump e una pistola al fianco si è presentato davanti alla telecamere. Voleva andare davanti alla scuola e “rendere nuovamente grande l’America”, ha dichiarato ai giornalisti, rispolverando lo slogan elettorale del presidente Usa. Un gesto che ha scatenato l’ira di un passante: “Questo idiota sta camminando sulla strada con una dannata pistola al fianco quando abbiamo dei bambini colpiti con arma da fuoco. Anche io sono a favore delle armi – ha spiegato alle telecamere – e ne ho una, ma questo va in giro dicendo che bisogna fare di nuovo grande l’America. Non è questo ciò di cui il nostro Paese ha bisogno”. Quella di Santa Fe è la terza sparatoria in una scuola negli ultimi sette giorni, la 22esima dall’inizio dell’anno negli Stati Uniti.


MANIFESTAZIONE CONTRO LE ARMI
L'evento è stato preparato per settimane 
da quanti ritengono che la Casa Bianca
 e il Congresso non abbiano fatto abbastanza per limitare il ...

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Previsioni per il 2018






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mercoledì 14 novembre 2012

Studenti : manganellate in faccia - video -


Non chiedetemi di esprimere solidarietà
a chi è venuto con la divisa antisommossa
a difendere il potere dagli studenti che chiedono di studiare
dai lavoratori che chiedono di lavorare,
dalle mamme che chiedono di crescere i figli,
alle donne che chiedono di non essere oggetti,
dagli affamati che chiedono di mangiare,
dai popoli che chiedono di emigrare dalle guerre.

Non chiedetemi di esprimere solidarietà
a chi difende un buco in montagna pieno di mazzette.
Non chiedetemi di esprimere solidarietà
a chi pesta un ragazzino di 10 anni.


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Sciopero 14 novembre

 

Studenti in itlia 14 novembre


Roma, manganellate in faccia

 a un manifestante

Dopo le cariche le forze dell'ordine hanno trascinato un manifestante e un celerino lo ha colpito diverse volte con violenza sul volto e sul capo. Dalle immagini sembra che un collega cerchi di frenare la furia del poliziotto

Questo video è una notizia di reato. Il P.m. competente per territorio ha il dovere di identificare il componente delle forze dell'ordine che si è reso responsabile degli atti suddetti. Nonchè di indagare anche tutti coloro che in un modo o
nell'altro ostacolano tale identificazione. Non vogliamo che si ripeta la solfa già vista a Torino con i No Tav in cui si è detto che era difficile identificare i possibili responsabili di atti di abuso: stiamo scherzando? Seppur privi del codice identificativo i responsabili dei reparti sanno benissimo chi operava, come e con che cosa.
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Questo poliziotto ha alzato il suo tonfa e l'ha violentemente abbattuto sul volto di una persona a terra inerme, immobilizzata da un altro collega, che non tentava ulteriore resistenza. C'è l'aggravante dei futili motivi e bisogna vedere se un colpo dato in quella maniera, con quella violenza in quel luogo non possa astrattamente essere configurato come tentativo di lesioni gravissime.






 A Roma scontri sul Lungotevere tra forze dell’ordine e il corteo degli studenti. Un fitto lancio di pietre e bottiglie ha preceduto gli scontri. I manifestanti prima di essere caricati si erano chiusi a “testuggine” con i scudi di gommapiuma e i caschi. Poi il lancio di oggetti e la carica. Per disperdere il corteo lanciati anche lacrimogeni. Divelti molti piccoli cassonetti di ghisa usati contro
le forze dell’ordine.Almeno una cinquantina di manifestanti bloccati dalle forze dell’ordine dopo gli scontri. Molti i manifestanti che si sono ritirati verso Porta Portese dispersi dall’avanzata dei blindati.

Tensione tra forze dell’ordine e militanti di Blocco studentesco, con i manifestanti che volevano forzare un cordone di sicurezza a via Ripetta per arrivare a Palazzo Chigi. Dopo un lancio di sassi contro le forze dell’ordine c’é stata una carica di alleggerimento. Quelli di Blocco studentesco erano circa un centinaio .Tre uomini delle forze dell’ordine sono rimasti feriti.



 



Manganello (o sfollagente) dato in dotazione esclusiva alle Forze di Polizia.
“Esso non va mai considerato come un mezzo punitivo, deve essere eventualmente impiegato contro gli elementi più violenti come strumento di difesa-offesa-interdizione, con decisione, mai con brutalità. Non deve mai essere usato contro il capo, il viso e la spina dorsale.”
“E’ composto da polimeri in gomma, è lungo 60 cm

e pesa 150 g, compresa la parte dell’impugnatura a nervature orizzontali.”
(Questo se il manganello è regolamentare altrimenti pressano la gomma in modo che il peso arrivi quasi a 1 kg, e quando non lo impugnano al contrario, visto che la parte dell’impugnatura è più rigida e fa più male)
“L’impiego dello sfollagente deve essere immediatamente interrotto quando si raggiunge lo scopo dissuasivo e difensivo, evitando assolutamente inutili e violenti accanimenti, condannabili penalmente.”




Un Paese che distrugge la sua scuola non lo fa mai solo per soldi, perchè le risorse mancano, o i costi sono eccessivi.
Un Paese che demolisce l'istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere.

Italo Calvino

Si  bevano una tisana prima di lavorare ! 
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Un consiglio da dare agli agenti !
perche' non si verifichino piu' queste scene
FIRMO LA PETIZIONE X
Numeri identificativi per la polizia in antisommossa



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venerdì 7 ottobre 2011

Studenti in piazza in 90 città “Ora fate i conti con noi!”




Studenti in piazza in 90 città italiane

per la difesa dell’istruzione pubblica. 

“Ora fate i conti con noi!”


7 ottobre, in 90 piazze italiane scendono a protestare i lavoratori della scuola e gli studenti. Uno sciopero contro la finanziaria e le politiche scolastiche, contro i tagli indiscriminati e la mancanza di prospettive.
A quest’ora sono già scesi nelle piazze di novanta centri italiani i lavoratori della scuola e dell’Università aderenti ad Unicobas e ad altri sindacati di base. La protesta si abbatte contro la manovra finanziaria e le politiche scolastiche del governo, contro i tagli indiscriminati e la mancanza di un piano lungimirante per il futuro.
E, come sempre, accanto ai lavoratori si sono schierati anche gli studenti: utenti principali, linfa vitale e colonne portanti della nostra scuola e quindi della nostra società. La giornata è cominciata prestissimo quando, al sorgere del sole, alcuni ragazzi hanno dato vita a una manifestazione davanti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Abbiamo voluto iniziare la giornata di oggi con un blitz davanti palazzo Chigi all’alba, portando delle sveglie a questo Governo, per dire che la loro ora ormai è arrivata, questa generazione non vuole che si perda altro tempo”, si legge in un comunicato della Rete degli Studenti.
“Questo Governo e il ministro Gelmini hanno fallito su tutto, distrutto le nostre scuole, il nostro diritto allo studio e il nostro futuro, devono andare a casa!”, chiosa senza mezzi termini il documento diffuso.
A Roma il corteo nazionale, organizzato dalle varie sigle studentesche, è partito da Piazzale Ostiense sotto la Piramide Cestia e terminerà davanti al Ministero della Pubblica Istruzione. E molte altre proteste sono attese praticamente in tutta Italia, da nord a sud. A partire dai più importanti capoluoghi di provincia come Torino, Padova, Trieste e Palermo.

Diretta Streaming via @ReteConoscenza

[12.58] GENOVA: Occupato dagli #studenti uno spazio in piazza Sarzano. #7ott
[12.42] BARI: sit in in via lattanzio arrivano i caschi dell’anti sommossa. L’usr non vuole parlarci #studenti #7ott
[12.29] ROMA: Il corteo degli #studenti sta passando ora sotto il Ministero dell’Istruzione #7ott
[12.18] NAPOLI: Contro la repressione gli #studenti sparano bolle di sapone. Sotto il municipio chiedono un confronto col sindaco. #7ott
[12.12] BRINDISI: Ci siamo fermati a piazza Santa Teresa per fare le nostre proposte alla Provincia. #studenti #7ott
[12.10] REGGIO CALABRIA: Il corteo del #7ott si sta concludendo ora a piazza Camagna, con circa 1000 #studenti.
[12.08] GENOVA: Azione dimostrativa degli #studenti davanti alla Banca d’Italia: “Noi il debito non lo paghiamo” #7ott


 http://www.resistenzacontinua.org/2011/10/07/studenti-in-piazza-in-90-citta-italiane-per-la-difesa-dellistruzione-pubblica-ora-fate-i-conti-con-noi/

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martedì 11 gennaio 2011

Il ministero della Gelmini condannato per discriminazione agli studenti disabili

Il ministero della Gelmini condannato
per discriminazione agli studenti disabili


La decisione dei giudici milanese riguarda il drastico taglio di ore di sostegno. Davanti a a questa situazione, il novembre scorso diciassette genitori hanno depositato un ricorso in procura
Il ministero di Mariastella Gelmini condannato per discriminazione nei confronti di studenti con disabilità. La condanna del tribunale Civile arriva dopo un ricorso presentato il novembre scorso da 17 genitori contro il ministero dell’Istruzione, l’Ufficio scolastico regionale e quello provinciale. Motivo: la riduzione delle ore di sostegno, ridotte fino al 50% dall’ultima Finanziaria.

A inizio anno, il ministro Gelmini aveva promesso l’aumento degli insegnanti da affiancare agli studenti con disabilità. In realtà, le  famiglie hanno assistito al drastico taglio delle ore di sostegno. Da qui la decisione del ricorso. Supportata dalla convinzione che la scarsità delle risorse non potesse giustificare la lesione di un diritto fondamentale come quello all’istruzione. E così ieri i giudici milanesi gli hanno dichiarata “accertata la natura discriminatoria della decisione delle amministrazioni scolastiche di ridurre le ore di sostegno scolastico per l’anno in corso rispetto a quelle fornite nell’anno scolastico precedente (2009-2010)”.

“E’ una sentenza importante”, spiega l’avvocato Livio Neri di Avvocati per Niente onlus, legale dei 17 genitori. “Per la prima volta un giudice parla di discriminazione in materia di sostegno scolastico”. Altra novità è la scelta di tante famiglie di agire collettivamente. “Questa decisione – precisa Neri – impedirà agli uffici scolastici di tirare la coperta, togliendo le ore a chi non protesta”. Ma il direttore scolastico per la Lombardia Giuseppe Colosio frena: “Potremo fare ben poco – afferma – non ci sono soldi”. Ma Neri riosponde: “Il modo andrà trovato”. Dopodiché annuncia un esposto in procura nel caso in cui le amministrazioni non dovessero provvedere entro i trenta giorni stabiliti dal giudice.

“La vittoria più grande”, chiarisce Maria Spallino, uno dei genitori che hanno presentato il ricorso, “è l’aver dimostrato che fare rete tra le famiglie può davvero cambiare le cose”. E rilancia: “Questo è un primo passo all’interno di un percorso che ci vede impegnati perché i nostri figli camminino a testa alta, a scuola come in ogni momento della loro vita nella società”.

I genitori degli studenti sono stati assistiti nella causa dall’associazione Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità). “Da oggi le famiglie possono contare su uno strumento legale più rapido ed efficace per far valere i diritti dei loro figli”, spiega Marco Rasconi, presidente di Ledha Milano. “Grazie a questa sentenza – continua Rasconi – ci auguriamo che altre famiglie escano dall’ombra per difendere il diritto dei propri figli alla formazione scolastica e non solo”.

FONTE http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/11/il-ministero-della-gelmini-condannato-per-discriminazione-agli-studenti-disabili/85810/

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mercoledì 22 dicembre 2010

il piano di polizia e studenti è di non scontrarsi , Roma, 22 dicembre

il piano di polizia e studenti è di non scontrarsi ,
Roma, 22 dicembre

Roma un po’ di paura ce l’ha, ma mercoledì 22 dicembre sarà una giornata infernale e proibitiva…soprattutto per l’acquisto dei regali di Natale. La città sarà sottoposta a massiccio e diffuso “mobbing” con blocchi stradali, cortei “mordi e fuggi” e paralisi epidemica degli spostamenti, questo è sicuro. Però polizia e studenti che si preparano alla giornata lasciano capire che, se il diavolo non ci mette la coda, non ci saranno scontri di piazza. Qualche inseguimento, qualche scaramuccia, ma scontri frontali e massicci no. Non li vogliono gli studenti e stavolta non li vuole praticamente tutta la composita galassia dei manifestanti. Dalle loro assemblee e riunioni più o meno segrete emerge che il “movimento” stavolta cerca la beffa e lo sberleffo al “potere” e non l’assalto ai “Palazzi”. Sarà sopravvenuta responsabilità o timore di farla grossa, sarà buona scienza o cattiva coscienza politica, stavolta proveranno a rendere la città e la giornata ingovernabili ma non campo di battaglia. E la polizia, nonostante la politica abbia gettato benzina, stavolta non vuole essere né bersaglio né martello. I responsabili dell’ordine pubblico hanno mandato chiari messaggi: tampineranno, pedineranno i cortei ma non faranno muraglia sulla quale i manifestanti possano schiantarsi.
Secondo il “piano” degli studenti e dei manifestanti, Roma vedrà apparire per ogni dove e per tutta la giornata “pattuglie” e “compagnie” di protesta. In strada, agli incroci, forse sui tetti, di sicuro dove non te li aspetti. Appariranno, sosteranno, spariranno, si ricomporranno. Una, dieci, cento “manifestazioni” con l’obiettivo di “salutare” il varo della legge Gelmini mostrando che la città si ferma per l’occasione e non più l’obiettivo di assediare il Senato dove la legge viene votata. Secondo il piano della polizia niente plotoni immobili ad aspettare l’impatto, ma tante squadre ai fianchi dei manifestanti. Andrà davvero così? Questa è la “promessa” reciproca. Promessa credibile perché basata sulla reciproca convenienza e sulla convergente opportunità. Ma pur sempre promessa e non certezza perchè per far funzionare i due “piani” occorre che la polizia tolleri e consenta qualche “beffa e sberleffo” facaendo più o meno finta di esser sorpresa e occorre che i manifestanti rispettino le zone più o meno “rosse”, facendo più o meno finta di girarci intorno solo per caso. Ce la faranno entrambi a recitare la parte prescelta? E le tv? Sono pronte ad ogni evenienza, nel caso nulla di violento accada sono pronte a inviare tre inviati di piazza con relative troupes e a titolare: “Tragico vuoto nelle vie della Capitale”.


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martedì 14 dicembre 2010

Tutti a Roma contro il governo , Studenti, operai, terremotati,




Studenti, operai, terremotati, Tutti a Roma contro il governo


Ottanta pullman da tutta Italia per la protesta anti Gelmini, che si unirà ai cortei di metalmeccanici, comitati per L'Aquila, ma anche cittadini di Terzigno e immigrati. Una giornata caldissima per la Capitale nel giorno del voto di fiducia sull'esecutivo



ROMA - Sarà una giornata caldissima, a dispetto del preannunciato arrivo del gelo su tutta la Penisola: mentre a Montecitorio si deciderà sulla sopravvivenza del governo Berlusconi, la protesta degli studenti contro la riforma Gelmini tornerà a risuonare nelle strade e nelle piazze di tutta Italia, con epicentro a Roma. E insieme alle migliaia di studenti in arrivo con 80 pullman nella Capitale, sfileranno in altri cortei anche i metalmeccanici Fiom che protestano per i casi Melfi e Pomigliano, i cittadini di Terzigno contro le discariche, le associazioni antirazziste degli immigrati, i comitati dei terremotati dell'Aquila.



Una concentrazione tale da far immaginare un autentico assedio al cuore politico del Paese, diviso tra Montecitorio, Palazzo Chigi, Palazzo Madama, Palazzo Grazioli. Un duro lavoro di controllo attende le forze dell'ordine, che dovrebbero mantenere i manifestanti ben lontani dalla cosiddetta "zona rossa". Con la preoccupazione di garantire "sia il diritto di manifestare che la sicurezza delle sedi istituzionali, degli operatori di polizia, e degli stessi manifestanti, nonché la vivibilità per chi risiede e lavora nelle zone interessate dalle manifestazioni", spiega una nota della Questura di Roma.



Impossibile determinare con certezza i percorsi dei vari cortei. Oltre ai luoghi prestabiliti per la partenza della protesta, si prevedono anche punti di riunione improvvisati per i quali non è stata richiesta alcuna autorizzazione. In altre parole, le strade



da seguire saranno decise in base ai partecipanti alla manifestazione. Difficile prevedere le mosse dei manifestanti. Per questo la Questura ha approntato un "dispositivo modulare e flessibile", che prevede blocchi delle strade dove necessario, ma che potranno poi essere rimossi, spostati o comunque orientati in base alle esigenze del momento. Con conseguenze imprevedibili per il traffico e per il trasporto pubblico.



Il concentramento principale degli studenti, oltre a quelli della Stazione Ostiense e di piazza della Repubblica, avrà luogo a partire dalle 10 in piazzale Aldo Moro, davanti alla Sapienza. Gli universitari non nascondono di voler tentare un nuovo assalto al Parlamento, dopo quello che il 30 novembre scorso portò a tensioni e scontri con le forze dell'ordine 1 che sbarrarono le vie d'accesso a piazza Montecitorio.



"Assedieremo tutti i palazzi del potere nel centro storico" confermano gli studenti riuniti nell'Aula VI di Lettere alla Sapienza, dove hanno presentato le mobilitazioni di domani. "Qualsiasi cosa accadrà - dicono - rappresenterà comunque una giornata di democrazia reale. Perché come studenti ci batteremo sempre contro ogni tentativo di dismissione dell'università pubblica e fino a che questo governo non se ne andrà a casa".


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venerdì 10 settembre 2010

Corsi di milanese per studenti stranieri



La Provincia ottiene 300mila euro da Roma per le lezioni di "educazione padana" in classe
L'assessore Lazzati: un programma di cultura locale nelle scuole ad alto tasso di immigrati

di FRANCO VANNI

I ragazzi impareranno i rudimenti del dialetto milanese e la storia della città, ma anche la ricetta del risotto allo zafferano. «Sarà un corso di cultura locale a tutto tondo e partirà nelle scuole con tanti iscritti stranieri, per accoglierli al meglio», annuncia l’assessore provinciale all’Istruzione, la leghista Marina Lazzati. Il progetto è finanziato dal ministero dell’Istruzione.

I primi istituti a cui il progetto è proposto sono quelli già iscritti ai programmi per l’integrazione degli studenti stranieri, ma tutte le 200 scuole superiori della provincia potranno fare richiesta per partecipare. «L’iscrizione al corso non è obbligatoria e i ragazzi, stranieri e italiani, non saranno valutati in pagella dice Lazzati confidiamo che l’iniziativa sia presa sul serio e che serva agli studenti per conoscere la base delle nostre tradizioni».

Il corso di cultura locale, antico sogno leghista, diventa insomma realtà nelle scuole milanesi grazie ai 300mila euro che Palazzo Isimbardi ha chiesto e ottenuto dal ministero dell’Istruzione. I primi corsi, che potranno essere organizzati anche al pomeriggio al di fuori dell’orario di lezione, partiranno già quest’anno. O, almeno, questa è l’intenzione della Provincia. «Attendiamo di capire quante scuole siano interessate dice Lazzati poi si comincia». L’assessore ha cominciato a lavorare alla possibilità di corsi su «Milano e le sue tradizioni» lo scorso anno, dopo che il liceo classico Manzoni aveva avviato una serie di incontri sull’arte nel mondo islamico. Allora la Lazzati aveva dichiarato: «Non ho nulla contro l’arte dell’Islam, ma sarebbe molto meglio che gli studenti imparassero prima la cultura di casa loro».

Detto e fatto. Il programma è ampio: dalla musica alla cultura, dalla cucina all’urbanistica, fino ai valori della società meneghina. Lazzati fa qualche esempio di quello che sarà insegnato: «Ai ragazzini di altri Paesi, e ai loro compagni italiani, sarà spiegato in quale periodo storico Milano si è guadagnata il nome di capitale morale d’Italia. Impareranno che la nebbia, sempre più rara in città, veniva chiamata scighera e che Manzoni in casa parlava milanées». La Provincia resta per ora abbottonata sui nomi delle associazioni a cui sarà affidato l’incarico di incontrare i ragazzini delle scuole, ma assicura che arriveranno «docenti esperti e preparati».

COMMENTO : guardate che è molto utile .... prima o poi , il milanese si parlerà in tutto il mondo .... Cina compresa ...!!!
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