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mercoledì 23 dicembre 2015

2015 Natale con Luna Piena e Cometa



Natale con Luna Piena.



 L’ultima volta 38 anni fa

Doppio spettacolo astronomico la notte di Natale: luna piena e cometa Catalina.
Si può osservare la Luna piena una o due volte al mese, ma è assai raro
 che capiti proprio il giorno di Natale

È Natale e lo sembra ancor di più se c’è qualche segno nel cielo… E quest’anno ne abbiano due.

La cometa, Catalina, innanzitutto. Una cometa che potremo vedere soltanto una volta, perché a causa della sua orbita si perderà negli spazi siderali. 

LA PROSSIMA VOLTA NEL 2034. E poi c’è la Luna, la Luna piena. È vero che abbiamo una luna piena al mese (se non due), ma questa volta cade proprio nel giorno di Natale. Chi si alzerà di buon ora (prima delle 5:50) la potrà vedere in tutto il suo splendore.  La Luna infatti, inizierà a sorgere al tramonto a est e raggiungerà il punto più elevato nel cielo a mezzanotte per poi tramontare verso ovest. Sembrerà proprio che la Luna voglia guidare con il suo massimo splendore il viaggio di Babbo Natale…

L’evento non è così “normale”, perché l’ultima volta che una Luna piena coincise con il giorno di Natale si ebbe nel 1977 e la situazione non  si avrà più fino a Natale del 2034.



Come vedere Catalina, la cometa di Natale
Ha due code ed è possibile osservarla fino a fine gennaio puntando il binocolo verso il cielo in direzione est, in piena notte o poco prima dell'alba.

La cometa del Natale 2015 si chiama C/2013 US10 Catalina e da inizio dicembre è osservabile in piena notte e prima dell'alba con un piccolo telescopio o un binocolo. Raggiungerà il punto più vicino alla Terra il prossimo 17 gennaio, per poi dirigersi verso i confini del Sistema Solare, per cui non rimane ancora moltissimo tempo per assistere al suo passaggio.

COSA C'È DA SAPERE. Catalina è una cometa non periodica del Sistema Solare, individuata il 31 ottobre 2013 dal Lunar and Planetary Laboratory dell'Università dell'Arizona. Ha toccato il perielio (il punto dell'orbita di massimo avvicinamento al Sole) il 15 novembre 2015; prima di allora era stata visibile per mesi solo nell'emisfero australe.

Il suo piano orbitale è inclinato di 149° rispetto a quello dell’eclittica (il piano dell’orbita terrestre), un dato che ne rivela  la provenienza dalla Nube di Oort, l’enorme inviluppo di corpi ghiacciati che avvolge il nostro sistema planetario.

ORA O MAI PIÙ. Il suo periodo di rivoluzione intorno al Sole doveva essere originariamente di alcuni milioni di anni, ma la probabile collisione con un altro corpo celeste ha fornito a C/2013 US10 l'energia necessaria per "scappare" dalla nostra stella (orbita iperbolica). Si tratta quindi del suo primo e unico passaggio all'interno del Sistema Solare e di un'occasione irripetibile per poterla scrutare insieme alle sue due code: una composta da gas ionizzati e l'altra da polveri di varie dimensioni.

COME OSSERVARLA. La sua magnitudine staziona tra il 5 e il 6, il che la rende tecnicamente visibile a occhio nudo. Tuttavia, per centrare l'obiettivo è consigliabile almeno un binocolo, a meno che il cielo non risulti molto scuro. Per trovare Catalina bisogna puntare lo sguardo a est: il 24 dicembre entrerà nella costellazione del Bifolco (Bootes), passando vicino alla luminosa stella Arturo il 1 gennaio 2016. Il 17 gennaio la cometa sarà a "soli" 108 milioni di chilometri dalla Terra: in quella data farà capolino nel cielo dalle ore 22, nei dintorni dell’Orsa Maggiore.

Salvo imprevedibili outburst, la luminosità apparente di Catalina si spegnerà poi gradualmente, rendendo necessario l'utilizzo di un telescopio professionale già da fine gennaio.

Leggi come sarà il tuo 2016


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mercoledì 2 dicembre 2015

L'Italia è un Paese Laico o Integralista Cattolico?


L'Italia è un paese laico o un paese integralista cattolico?

Difendono il presepe, si definiscono cristiani, ma se si presentasse alla loro porta Giuseppe e Maria 
incinta, chiedendo riparo, perchè scappavano da una guerra li caccerebbero dicendo "
 tornate a casa vostra palestinesi di mexxa. Ruspa!"

L'Italia è un paese laico, ma molti italiani, per ignoranza, 
credono che l'Italia sia un paese integralista 
cattolico.
Molti italiani si lamentano dell'integralismo religioso in altri paesi, e, per ignoranza, anziché contrapporre all'integralismo religioso il laicismo della nostra Costituzione gli contrappongono un altro integralismo, quello cattolico.
L'imposizione della religione cattolica in Italia da parte del Vaticano, 
complice una classe politica compiacente, è un abuso.
Gli integralismi religiosi sono uno dei mali dell'umanità, e anche per questo motivo la Costituzione 
italiana ha stabilito che la religione deve essere un fatto non obbligatorio, ma libero; chiunque può 
professare una religione, privatamente o pubblicamente, ma senza imporla agli altri, per intenderci 
meglio, il crocifisso o qualsiasi altro simbolo religioso imposto nelle scuole e negli altri luoghi pubblici è un atto di prepotenza.
Ogni essere umano deve decidere da sé se credere ad una religione o a nessuna, ma questo deve 
avvenire liberamente, attraverso una ricerca personale, non tramite lavaggio del cervello.
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Il crocifisso è un pezzo di legno appeso che è stato trovato anche nei rifugi dei boss mafiosi. 
E' certamente un simbolo importante che ricorda ai cristiani la morte di Gesù.
Ma a che serve averlo nelle nostre pareti se poi non si mette in atto il motivo di quel sacrificio? A che serve se poi diciamo " Questi ci vengono a rubare il lavoro...andatevene a casa vostra"
A che serve se ci indigniamo più per un pezzo di legno tolto, che per la morte di tanti bambini colpevoli solo di essere nati tra la disperazione
Ho insegnato in classi con tanti bambini con religioni diverse, in una terra leghista 
e ho festeggiato il Natale con tutti. 
E' stato uno dei giorni più belli della mia vita: abbiamo festeggiato il vero messaggio del Natale: 
"AMATEVI"
Bisogna insegnare ai bambini (con l'esempio) "la condivisione" il rispetto e scoprire la bellezza 
dell'essere "diversi" senza alzare muri! 
Conoscere "l'altro" per crescere INSIEME...senza paura!
"Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero 
forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato,
 carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai abbiamo fatto queste cose?"
" In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, 
l'avete fatto a me"
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Visita all'interno di una scuola PUBBLICA ITALIANA. 
A tutti coloro che ancora polemizzano per i crocifissi e presepi, la religione cattolica insegnata o meno all'interno della scuola frequentata dai loro figli o dai figli di amici vorrei chiedere: siete mai entrati realmente in una scuola pubblica italiana?
 Avete mai fatto un giro per le aule, i corridoi,
 i laboratori e altre strutture annesse?
Beh, se non lo avete fatto vi consiglio di farlo....troverete in molti casi: degrado, mancanza di beni materiali necessari ad una didattica di base (oltre alla mancanza di materiale richiesto per progetti vari), mancanza di spazi idonei a svolgere laboratori di indirizzo o semplicemente mancanza di palestre idonee a svolgere attività fisiche..
per non parlare della mancanza di docenti e di insegnanti di sostegno....
E voi vi preoccupate ancora del messaggio di un presepe all'interno di una scuola pubblica?
La scuola italiana pubblica è LAICA....nessuna tradizione religiosa dovrebbe entrare all'interno....vi sono luoghi di culto appositamente creati per rivolgere preghiere e donazioni varie....! Nessuna religione ha il diritto di imporsi all'interno di una scuola laica....tantomeno la religione cattolica!
Preoccupatevi dei tetti crollati....delle vetrate cadute, della mancanza di sedie e banchi.....della mancanza di carta per fotocopie e di carta igienica  nei bagni......così come della mancanza di gessi e cimose (strumento in panno, insomma il cancellino per la lavagna)...
.invece che polemizzare sempre per un crocifisso! 
E ricordatevi dei bambini di San Giuliano di Puglia....morti sotto le macerie della loro scuola ristrutturata in modo totalmente inadeguato....altro che Crocifissi e presepi!
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"IGNORANZA. Il Capo del Partito Xenofobo italiano si fa paladino del presepio. Bene. Il presepio 
rappresenta una coppia di fatto (Giuseppe e Maria, ebrei e palestinesi, non erano sposati) che ha avuto un figlio tramite inseminazione artificiale (utero in affitto) donatore lo Spirito Santo , (Giuseppe era solo il padre putativo, Maria era ancora minorenne), profughi in fuga (scappavano dalla strage ordinata dal Re Erode), che si stavano recando al Censimento voluto dall'Impero e organizzato dall'esercito occupante, che non trovarono accoglienza in nessun albergo in quanto immigrati indigenti. Tutto questo risulta documentato nelle fonti evangeliche. Il Capo del Partito Xenofobo italiano, è a conoscenza di tutto ciò?"

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la santa inquisizione cattolica
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lunedì 3 dicembre 2012

Natale e Capodanno viaggi in calo



''Natale e Capodanno saranno sotto la stella della stangata dell'Imu che prosciughera' le capacita' di spesa degli italiani in qualsiasi altro campo": a sostenerlo e' Alberto Corti, direttore di Federviaggio, Federazione del turismo organizzato aderente a Confcommercio. Secondo Corti, le previsioni per il settore del turismo sono "assolutamente negative''. Secondo una indagine del Codacons i viaggi subiranno cali che arriveranno al -20%.

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lunedì 27 dicembre 2010

I peggiori "misfatti politici" vengono perpetrati, chiaramente, a ridosso del Ferragosto, del Natale, del Capodanno o della Pasqua, quando la distrazione è massima


Mentre tutti erano impegnati a spiegare i perchè e i per come della Riforma Gelmini, veniva approvato - nel silenzio di vari organi di stampa - il decreto “milleproroghe”. Naturalmente, a ridosso del Natale. I peggiori "misfatti politici" vengono perpetrati, chiaramente, a ridosso del Ferragosto, del Natale, del Capodanno o della Pasqua, quando la distrazione è massima e si può "uccidere" senza essere visti. 


  tremonti-milleproroghe_2011
Il decreto “milleproroghe” è stato approvato. Nel silenzio di vari organi di stampa, il Parlamento, come accade dal 2005, ha dato il suo ok al “calderone” del milleproroghe prima di Natale. Già: come accade solamente dal 2005. Oggi si parla di questo decreto come se fosse normale e scontata la sua approvazione.
Oggi si parla di questo decreto come se fosse normale e scontata la sua approvazione. Ma così non è: venne istituito per la prima volta proprio cinque anni fa (Governo Berlusconi II) per far fronte alle questioni più urgenti con decreti da approvare di fretta e furia entro la fine dell’anno. Col rischio – com’è accaduto – che pochi ne parlino. Da allora, in perfetta logica bipartisan, si è stati soliti ripetere ogni fine anno la procedura. Una procedura che rivela – ancora una volta – il ruolo marginale del Parlamento: il decreto, infatti, è Governativo e dunque non si chiede affatto l’intervento istituzionale e legislativo di Camera e Senato su questioni che, come vedremo, sono centrali e che, dunque, sarebbe stato più logico affrontare durante l’anno con l’iter classico parlamentare.
Ma, detto questo,  spiegata l‘anormalità politica italiana che spesso passa sottobanco, andiamo a vedere cosa ha deciso il Governo prima di festeggiare il Natale.
Iniziamo dai tagli all’editoria. Nel decreto, infatti, compare un poderoso taglio ai finanziamenti per la stampa: da 100 milioni il contributo sarà ridotto a 50 milioni. Un provvedimento, questo, che lascia attoniti: i 100 milioni iniziali, infatti, erano stati previsti dalle legge di stabilità (per intenderci, la Finanziaria) “per interventi a sostegno dell’editoria”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale solo il 20 dicembre. Passano due giorni ed ecco la sorpresa: altro che gli annunciati 100 milioni. Tutto ridotto a 50. Col rischio che piccoli giornali locali, stazioni radio, emittenti televisive regionali dovranno essere soppressi. Si continua, dunque, in linea con quanto fatto (e tagliato) sinora: le emittenti radiotelevisive locali si sono visti ridurre, infatti, di 45 milioni i fondi per il 2011, sempre previsti dalla legge di stabilità. Ed ora altro poderoso taglio di 50 milioni.
Ma anche la cultura non inizierà l’anno nel migliore dei modi. Dopo aver procrastinato il voto di fiducia su Sandro Bondi previsto per il 22 dicembre per fare posto al ddl Gelmini (anche qui il dubbio è forte: vuoi vedere che è stato tutto architettato perché, cambiando all’ultimo la data dell’approvazione della Riforma, i ragazzi non hanno potuto manifestare essendo molti già tornati a casa dalle università?), nel calderone milleproroghe due piccoli provvedimenti che lasciano intendere quanto questo Governo tenga alla cultura. Iniziamo da Pompei: l’intervento per la ristrutturazione dell’area in seguito al crollo della “schola armaturarum” di Pompei - crollo che ha palesato l’assoluta noncuranza e indifferenza del Ministro nell’affrontare il suo ruolo istituzionale – annunciato a gran voce dal Consiglio dei Ministri, è stato rimandato a data da destinarsi. È in pratica saltata la misura che prevedeva interventi di sostegno per il sito archeologico: nuova manutenzione straordinaria, aumento del personale e dei poteri della Soprintendenza, oltre all'accesso semplificato agli sponsor.
E Bondi? In una nota il Ministero dei Beni culturali ha fatto sapere che “in sede di approvazione del Consiglio dei ministri si è ritenuto” che il pacchetto di norme per Pompei avesse “contenuti troppo ordinamentali”. Speriamo che qualcuno, prima o poi, ci chiarisca questo concetto. E non finisce nemmeno qui. La cultura, infatti, non solo è vittima di negligenza, ma anche di tagli vistosi: nel decreto milleproroghe, infatti, si parla di un euro aggiuntivo per ogni biglietto di teatro, cinema, concerto che sia. Euro che finirà, chiaramente, nelle casse del Governo. A onor del vero, c’è da dire che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha smentito questa tassa imposta dal decreto, ma c’è poco, ben poco da fidarsi di un esecutivo che tratta e ritratta in continuazione.
Ed ancora, il terremoto a L’Aquila.  Dopo un anno intero di controversie, scontri, promesse non mantenute, con il decreto milleproroghe si svela la verità: dall’anno prossimo i terremotati saranno costretti a restituire gli arretrati. Il sindaco Cialente è riuscito a ottenere una proroga di sei mesi, ma in realtà nulla cambia: gli aquilani dovranno versare tutti gli arretrati. Il 100%. A differenza di quanto, ad esempio, venne fatto per il terremoto del ’96 in Umbria (Governo Prodi): restituzione solo del 40% dopo 12 anni. Alla faccia di quanti hanno creduto nel “miracolo” dell’intervento di Berlusconi, Bertolaso & co. Senza dimenticare che il Progetto C.A.S.E. si sta dimostrando assolutamente inefficiente (molti si lamentano per il precario servizio di riscaldamento) e che entro il 31 dicembre coloro che sono ancora ospitati negli alberghi della costa dovranno abbandonare le loro sistemazioni provvisorie, nell’incertezza più totale dato che nessuna nuova abitazione è stata prospettata.
Nella trafila di provvedimenti anche un decreto, voluto dal Ministro Maroni, riguardo il wi-fi. Già da tempo, in realtà, il Ministro Maroni parla di misure che allevierebbero le restrizioni contenute nell’articolo 7 del decreto Pisanu il quale prevede l’identificazione di tutti coloro che accedono a Internet da postazioni pubbliche (internet cafè, bar, internet point). Senza queste restrizioni, l’Italia potrebbe mettersi sulla stessa linea degli altri Paesi democratici, nei quali (anche ad esempio negli USA dove è sempre altissima l’attenzione per attentati terroristici) così funziona: tutti possono accedere liberamente  ad internet, senza doversi registrare, compilare fogli, mostrare un documento d’identità. In realtà, non è certo che questo accada: lo stesso Maroni, tempo fa, parlò della necessità di “contemperare le esigenze della libera navigazione con quelle della sicurezza”.
Cosa vuol dire questo? Che in pratica non si farà mai a meno di una politica di controllo, di supervisione, di illiberalità. Si parla, infatti, di un possibile controllo più “soft”, come, ad esempio, un servizio tramite sms: agli utenti arriverebbe un sms con il codice per accedere a internet. Ma anche in questo caso, sebbene la presunta “leggerezza” del sistema, l’illiberalità e i vincoli rimarrebbero. Come giustamente osservava Alessandro Gilioli tempo fa,il sistema di identificazione via sms rischia di escludere proprio gli stranieri: infatti, non essendo i loro numeri direttamente riconducibile a un’identità, non possono ricevere la password per navigare”. Insomma, se così sarà, se ancora si vorrà anteporre la “sicurezza” (o meglio, il controllo) alla libera navigazione, continuerà a non cambiare nulla.
Ma il decreto contiene anche misure che sembrerebbero positive, come ad esempio il reintegro del 5 per mille. “Si tratta di 300 milioni di euro – ha detto il ministro – che sommati ai 100 milioni già stanziati nella legge di stabilità, raggiungeranno complessivamente la somma di 400 milioni di euro per il 2011”. Misura accolta positivamente da tutti gli enti di ricerca e no-profit, anche se rimangono dubbi su come il Governo riuscirà a recuperare i soldi, dato che nella legge di stabilità i finanziamenti erano stati ridotti a 100 milioni. In più bisogna ricordare che il grido di vittoria non dev’essere davvero tale: finora l’erogazione dei fondi agli enti accreditati è ferma al 2008.  In pratica mancano in toto le somme del 2009 e del 2010.
E per concludere, ultima chicca: tagli all’editoria, alla cultura, tasse richieste ai terremotati, ma nessun taglio per le spese militari. Il decreto milleproroghe, infatti, prevede anche un rifinanziamento di circa 750 milioni di euro per le missioni internazionali di pace nelle quali la nostra nazione è impegnata. Bella cifra per un Paese – il nostro – che spende per la sola Afghanistan 65 milioni di euro al mese.

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venerdì 24 dicembre 2010

Gaza, un altro Natale sotto assedio


Gaza, un altro Natale sotto assedio


I Cristiani di Gaza: preghiamo per la fine dell’assedio israeliano e sogniamo di visitare Betlemme
Gaza - InfoPal. Oltre 3.500 palestinesi di fede cristiana della Striscia di Gaza si preparano alle festività natalizie.
Anch’essi a Gaza, vivono sotto assedio da oltre quattro anni e sono privati della libertà religiosa perché Israele vieta loro di pregare presso i luoghi santi cristiani di Betlemme.
Preparativi. Abu Elias ha 52 anni e dal suo negozio guarda verso la chiesa "Casa Latina", a sud di Gaza City, dove molti ragazzi sono occupati nell’addobbare l’edificio e la strada con luci e festoni.
“Avrei voluto tanto visitare Betlemme quest’anno, Israele continua a vietarcelo. Ma a me basta pensare che quest’anno a Gaza si respira un’atmosfera differente, quasi più sollevata rispetto ai passati anni di assedio”.
“La preghiera è una componente importante nel nostro Paese, così come lo sono la pace e una vita in sicurezza. Con i musulmani abbiamo un rapporto privilegiato, con essi condividiamo tutte le sofferenze dell’assedio e le quotidiane persecuzioni di Israele contro Gaza”.
La guerra israeliana sulla Striscia di Gaza (Operazione “Piombo Fuso”, 2008-2009) aveva devastato tre chiese, quartieri dove sono ubicati santuari cristiani erano state colpite, una ragazza di famiglia cristiana era stata uccisa e molti cristiani erano rimasti feriti.
Festività dal sapore della paura. Rania Mikhail ha 32 anni, è cristiana e insegna lingua inglese nella scuola “Sacra Famiglia”  a Gaza. Questi giorni per lei sono pieni di gioia: distribuisce regali e dolci ai vicini, cristiani e musulmani, ma non può nascondere il timore di un attacco israeliano come è avvenuto negli ultimi giorni.
“Noi pensiamo che ogni nuovo giorno sia migliore del precedente, tuttavia non possiamo eclissare il terrore quotidiano quando l’aviazione israeliana torna a minacciarci sorvolando le nostre teste. L’attacco di qualche giorno fa è stato particolarmente massiccio, io abito nei pressi delle zone bombardate”.
Le sensazioni di cui ci aveva parlato Abu Elias, le abbiamo riscontrate anche in Rania quando ci racconta che, mentre nei due anni passati la Chiesa aveva deciso di cancellare le celebrazioni e la preghiera, in solidarietà con le 1.500 vittime palestinesi dell’ultima devastante guerra.
“Sia a Natale scorso, sia quest’anno, io e la mia famiglia, mio marito e i ragazzi, abbiamo fatto il tentativo di richiedere a Israele il permesso di raggiungere Betlemme. Ma quest’anno, come anche una anno fa, trascorreremo le festività natalizie nella Striscia di Gaza e, come noi, altre centinaia le famiglie palestinesi.
L’albero di Natale. Nella città di Gaza, molte famiglie cristiane si sono affrettate a comprare una albero per poter festeggiare in famiglia e poi raggiungere tutti insieme la chiesa per la preghiera della notte di Natale.
I negozi di Gaza si sono riforniti di regali e addobbi tipici della festa: abiti di Babbo Natale, candele e dolci. Qualcuno prova ad allestire un banchetto nei pressi delle Chiese.
Gran parte della comunità cristiana della Striscia di Gaza appartiene alla Chiesa ortodossa, mentre il 15% a quella Latina.
Come i cristiani nel resto del mondo, anche i cristiani palestinesi festeggiano la Natività tra il 24 e il 25 dicembre.

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sabato 20 dicembre 2008

BUONA UMANITA'

UNAMIKO


Desidero un Natale diverso.????

…e chi non lo vuole..



tutti gli anni arriviamo qui...

Alle porte del Natale e ci ricordiamo che lo vogliamo diverso..

Ci ricordiamo che vogliamo più bontà…meno guerre…meno sofferenza.. meno povertà…



E foto di bambini che soffrono tormentano i nostri occhi….

immagini di vecchi soli ci feriscono…

foto di guerre, di dolore, di fame ci stringono il cuore..



e pensiamo ma non può essere così….indignati, riflettiamo che siamo nel 2000…



…siamo un popolo progredito…non possiamo permettere tutto ciò..

Non possiamo permettere che in certi paesi le donne per avere un po’ d’acqua, debbano farsi centinaia di km a piedi, col rischio di venir violentata, picchiata e chissà cos’altro!



Non possiamo permettere che bambini vengano seviziati…che a 7 anni già lavorino nelle fabbriche.

Non possiamo permettere che vengano addestrati per combattere, per morire…



Non possiamo…non dobbiamo….



Ma poi il Natale passa…..abbiamo mangiato…abbiamo bevuto…abbiamo ricevuto dei regali..

…arriva il primo gennaio e la vita riprende…


Riprende il lavoro.. la scuola…le preoccupazioni giornaliere, insomma la quotidianità!



E tutto cade nel dimenticatoio fino al prossimo Natale, quando musiche dolci, immagini strazianti, ci faranno ritrovare il nostro cuore, la nostra anima e cominciamo a soffrire un po’ per l’umanità.

E siamo di nuovo lì… a desiderare un Natale diverso…


Ma… non sarebbe meglio augurarci un anno diverso? Un secolo diverso? Un’ umanità diversa?



Allora… non auguriamoci Buon Natale… ma auguriamoci Buona UMANITA' ,,,,,,-

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giovedì 18 dicembre 2008

ALTRA STORIA DELL'ALBERO DI NATALE



Una storia narra che, tanto tempo fa, la notte della Vigilia,
in un bosco innevato, Babbo Natale (San Nicola), si incontrò con Gesù Bambino
con il quale si consigliava sempre sulla distribuzione dei doni.
Gesù Bambino si accorse subito che l'umore di San Nicola
non era lo stesso degli altri anni, e gli domandò: - Cos'è che ti rattrista, amico mio ?-
Babbo Natale gli rispose che negli ultimi anni aveva notato
una tale mancanza di entusiasmo per il Natale,
negli adulti ma anche nei bambini, da fargli passare la passione per il suo lavoro.
Il Bambino Gesù approvò con la testa ed assunse un'espressione pensierosa
poi disse: - Hai ragione, l'avevo notato anch'io, bisogna trovare
qualcosa di nuovo e suggestivo per risvegliare la vera gioia natalizia.
Pensierosi s'incamminarono insieme attraverso il bosco bianco.
Nella foresta era tutto silenzioso, la luna splendeva chiara e luminosa,
tutte le stelle luccicavano, la neve pareva argentata e gli abeti stavano lì,
neri e bianchi.... era proprio uno splendore !
Su di un abete in primo piano, la neve fresca creava delle bellissime decorazioni
che davano forma a piccoli ghiaccioli sulle punte dei rami che luccicavano al chiaro di luna.
Gesù Bambino e San Nicola si fermarono a guardarlo
- E' semplicemente meraviglioso! - esclamarono .
- Questa è la soluzione al nostro problema. -
Babbo Natale tirò fuori dal suo sacco delle belle mele rosse,
le legò a dei nastrini e le passò a Gesù Bambino che le appese ai rami dell'abete
facendo bene attenzione a non far cadere le decorazioni di neve.
Poi ci appesero anche delle nocciole, dei dolcetti e delle candele accese.
Quando ebbero finito si allontanaro di qualche passo e lo guardarono soddisfatti.
Ora l'alberello se ne stava lì nella neve, fra i suoi rami innevati facevano bella mostra di sè,
le mele rubiconde, le nocciole d'oro e d'argento luccicavano,
e le candele di cera ardevano festosamente.
Con il suo viso bianco e rosso Gesù Bambino era tutto sorridente
e San Nicola non era più di cattivo umore.
Segarono l'alberello con cura e lo portarono con loro fino al paese dove tutti dormivano.
Si fermarono davanti alla casa più piccola , entrarono e lasciarono in dono,
l'abete così addobbato; Babbo Natale vi pose sotto tante altre belle cose:
giocattoli, dolci, mele, castagne e nocciole .
Poi lasciarono la casetta in punta di piedi come erano entrati.
La mattina seguente adulti e bambini restarono a bocca aperta,
c' era una tale atmosfera di gioia nella casa come mai prima.
Nessun bambino pensava ai giocattoli, ai dolci... tutti guardavano l' albero con le luci,
attorno al quale ballarono e cantarono tenendosi per mano.
Quando amici e parenti videro il bell' alberello,
entusiasti davanti ad una tale meraviglia,
andarono subito nel bosco per procurarsi un albero anche loro.
In breve tempo in tutte le case del villaggio,
brillava un albero di Natale, e ovunque si udivano canti e le risa dei bambini.
Da lì la tradizione dell'albero di Natale ha fatto il giro del mondo.
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Previsioni per il 2018



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martedì 16 dicembre 2008

ALBERO DI NATALE



In un remoto villaggio di campagna, la Vigilia di Natale, un bambino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo di quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione, nella notte Santa.
Si attardò più del previsto e, sopraggiunta l’oscurità, non seppe ritrovare la strada per tornare a casa. Per giunta incominciò a cadere una fitta nevicata.
Il bimbo si sentì assalire dall’angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare.
Nel bosco, ormai spoglio di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso: era un abete.
Sopraggiunta una grande stanchezza, il piccolo si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco e l’albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far loro toccare il suolo in modo da formare come una capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo il bambino.
La mattina si svegliò, sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo ricovero, poté con grande gioia riabbracciare i suoi compaesani.
Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, che la piana aveva piegato fino a terra. Aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole che stava sorgendo, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.
In ricordo di quel fatto, l’abete venne adottato a simbolo del Natale e da allora in tutte le case viene addobbato ed illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno.
Da quello stesso giorno gli abeti nelle foreste hanno mantenuto, inoltre, la caratteristica di avere i rami pendenti verso terra.

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Previsioni per il 2018



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