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mercoledì 23 dicembre 2015

2015 Natale con Luna Piena e Cometa



Natale con Luna Piena.



 L’ultima volta 38 anni fa

Doppio spettacolo astronomico la notte di Natale: luna piena e cometa Catalina.
Si può osservare la Luna piena una o due volte al mese, ma è assai raro
 che capiti proprio il giorno di Natale

È Natale e lo sembra ancor di più se c’è qualche segno nel cielo… E quest’anno ne abbiano due.

La cometa, Catalina, innanzitutto. Una cometa che potremo vedere soltanto una volta, perché a causa della sua orbita si perderà negli spazi siderali. 

LA PROSSIMA VOLTA NEL 2034. E poi c’è la Luna, la Luna piena. È vero che abbiamo una luna piena al mese (se non due), ma questa volta cade proprio nel giorno di Natale. Chi si alzerà di buon ora (prima delle 5:50) la potrà vedere in tutto il suo splendore.  La Luna infatti, inizierà a sorgere al tramonto a est e raggiungerà il punto più elevato nel cielo a mezzanotte per poi tramontare verso ovest. Sembrerà proprio che la Luna voglia guidare con il suo massimo splendore il viaggio di Babbo Natale…

L’evento non è così “normale”, perché l’ultima volta che una Luna piena coincise con il giorno di Natale si ebbe nel 1977 e la situazione non  si avrà più fino a Natale del 2034.



Come vedere Catalina, la cometa di Natale
Ha due code ed è possibile osservarla fino a fine gennaio puntando il binocolo verso il cielo in direzione est, in piena notte o poco prima dell'alba.

La cometa del Natale 2015 si chiama C/2013 US10 Catalina e da inizio dicembre è osservabile in piena notte e prima dell'alba con un piccolo telescopio o un binocolo. Raggiungerà il punto più vicino alla Terra il prossimo 17 gennaio, per poi dirigersi verso i confini del Sistema Solare, per cui non rimane ancora moltissimo tempo per assistere al suo passaggio.

COSA C'È DA SAPERE. Catalina è una cometa non periodica del Sistema Solare, individuata il 31 ottobre 2013 dal Lunar and Planetary Laboratory dell'Università dell'Arizona. Ha toccato il perielio (il punto dell'orbita di massimo avvicinamento al Sole) il 15 novembre 2015; prima di allora era stata visibile per mesi solo nell'emisfero australe.

Il suo piano orbitale è inclinato di 149° rispetto a quello dell’eclittica (il piano dell’orbita terrestre), un dato che ne rivela  la provenienza dalla Nube di Oort, l’enorme inviluppo di corpi ghiacciati che avvolge il nostro sistema planetario.

ORA O MAI PIÙ. Il suo periodo di rivoluzione intorno al Sole doveva essere originariamente di alcuni milioni di anni, ma la probabile collisione con un altro corpo celeste ha fornito a C/2013 US10 l'energia necessaria per "scappare" dalla nostra stella (orbita iperbolica). Si tratta quindi del suo primo e unico passaggio all'interno del Sistema Solare e di un'occasione irripetibile per poterla scrutare insieme alle sue due code: una composta da gas ionizzati e l'altra da polveri di varie dimensioni.

COME OSSERVARLA. La sua magnitudine staziona tra il 5 e il 6, il che la rende tecnicamente visibile a occhio nudo. Tuttavia, per centrare l'obiettivo è consigliabile almeno un binocolo, a meno che il cielo non risulti molto scuro. Per trovare Catalina bisogna puntare lo sguardo a est: il 24 dicembre entrerà nella costellazione del Bifolco (Bootes), passando vicino alla luminosa stella Arturo il 1 gennaio 2016. Il 17 gennaio la cometa sarà a "soli" 108 milioni di chilometri dalla Terra: in quella data farà capolino nel cielo dalle ore 22, nei dintorni dell’Orsa Maggiore.

Salvo imprevedibili outburst, la luminosità apparente di Catalina si spegnerà poi gradualmente, rendendo necessario l'utilizzo di un telescopio professionale già da fine gennaio.

Leggi come sarà il tuo 2016


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mercoledì 22 aprile 2015

Expo 2015 : Giovani Rifiutano il Lavoro



L’Expo Milano 2015 è l’evento universale che l’Italia ospiterà per sei mesi dal primo maggio al 31 ottobre. Il tema è «Nutrire il Pianeta, Energia per la vita». Attesi oltre 20 milioni di visitatori; sono coinvolti più di 130 Paesi. Ma, scrive il Corriere della Sera, nonostante ci sia penuria di lavoro in Italia soprattutto per i giovani, non è stato facile per i reclutatori trovare un numero adeguato di personale per la kermesse. L’80% dei giovani contattati, scrive il quotidiano, ci ha ripensato rifiutando i 1300 euro al mese (compresi festivi e notturni) di compenso. Un racconto che farebbe davvero pensare che siamo un paese di bamboccioni.

LA VERA STORIA DEI GIOVANI CHE RIFIUTANO UN LAVORO DA 1300 EURO PER L’EXPO

Tutti bamboccioni: davvero? Racconta il Corriere:

Per gli uomini di Expo reclutare le seicento persone da mettere al lavoro durante il periodo dell’esposizione non è stata una passeggiata, in particolare se si guarda alla fascia sotto i 29 anni, giovani ai quali veniva proposto un contratto di apprendistato:parliamo di 1.300-1.500 euro al mese suppergiù, comprensivo di festivi e notturni come da contratto nazionale.Dunque, il 46 per cento dei primi selezionati (645 profili su 27 mila domande arrivate alla società Manpower, cui era stato affidato il compito della raccolta dei curricula e della prima selezione) è sparito al momento alla firma. Sparito anche nel senso letterale del termine: qualcuno non ha neppure mandato una mail per dire «Grazie, ci ho ripensato».

E quindi via così: con il secondo gruppo di selezionati e poi con il terzo. Alla fine, si può considerare che circa l’80 per cento delle persone arrivate a un passo dalla firma abbia lasciato spazio ad altri. Adesso le assunzioni sono firmate: ed è la squadra che si occuperà degli 84 quartieri nei quali è stato suddiviso il sito espositivo per la gestione operativa. In sintesi: ognuno diventa responsabile in una zona circoscritta e fa da punto di riferimento per i Paesi o per i visitatori, oppure ancora segnala tutte le problematiche che si possono presentare (la coda fuori da un padiglione, la persona che ha bisogno di assistenza…)alla centrale di controllo che comanda l’intervento conseguente.

Insomma sembra proprio venire spontanea la considerazione dei lettori del Corriere: «Poverini stanno a zonzo tutto l’anno lamentandosi da far schifo e che non glielo fai fare quel mese d’agosto (ovviamente agosto, come le pecorone) sul Salento (come le pecorone) ? Per tornare e lamentarsi di nuovo. La Fornero troppo gentile con l’aggettivo choosy, io userei un altro aggettivo…».


MA DAVVERO SIAMO TUTTI BAMBOCCIONI?

Eppure, per una controprova bisognerebbe ascoltare anche l’altra parte. E un modo efficace è quello di andare a vedere alcuni commenti di persone che sono passate attraverso il percorso di selezione per l’Expo. Sulla pagina dell’Huffington Post, che ha parlato dell’articolo del Corriere della Sera, si legge ad esempio questo commento:

Ho mandato il cv a Manpower per far parte dello staff di Expo a Ottobre, ho fatto tutti i test attitudinali a dicembre, ho fatto il colloquio di gruppo e il colloquio individuale a Gennaio, mi hanno dato un riscontro il 10 aprile, chiamandomi al telefono e dicendomi “Congratulazioni è stata presa, domani le mandiamo la graduatoria ufficiale”. La graduatoria ufficiale non è mai stata mandata. Ho mandato mail, ho chiamato e mi è sempre stato risposto che non ne sapevano nulla. Il 16 Aprile mi chiama un incaricato di Manpower per dirmi che la formazione sarebbe cominciata il 21 Aprile e che mi avrebbero mandato (‘naltravolta) la graduatoria. Nulla. Mi ritelefona il 17 Aprile dicendomi che ci saremmo risentiti per la conferma ufficiale nei giorni successivi.

Il 20 Aprile mi mandano una mail con su scritto che avrei dovuto cominciare la formazione il 22 Aprile a Milano. Non una graduatoria ufficiale, nessuna menzione al contratto di lavoro o di stage. Il 21 Aprile mi mandano una mail dicendomi che per essere confermata dovevo superare un questionario. (Scusa ma non ero già stata presa e non incomincio il giorno dopo la formazione?). Ho fatto ripetute domande circa la formazione senza nessuna risposta (La formazione verrà pagata? Dopo la formazione si firmerà un contratto di lavoro?). Tutto questo senza contare che per una posizione di Communication and Social Network il compenso è 500 euro al mese per 6 mesi, dopodichè sei sicuramente a casa, di cui ne avrei dovuti spendere 350 per un abbonamento ai mezzi per arrivare là in quanto Expo non ha nessuna convenzione con i mezzi di trasporto.

Quindi ricapitolando ho rifiutato un lavoro perchè con 150 euro al mese non mangio, perchè non mi sembra serio questo processo di selezione (e in generale la gestione dell’Expo in toto) e perchè ho la fortuna di avere un lavoretto e non posso mollarlo dall’oggi al domani (dato che la conferma semiufficiale scritta mi è arrivata il 20 Aprile e avrei dovuto cominciare il 22 Aprile SENZA un cavolo di contratto). Fine.

Come si può apprezzare anche a una prima occhiata, il racconto sembra leggermente diverso dal frame dei bamboccioni proposto dal Corriere. Anzi, qui ad andarci di mezzo nella scelta sembra essere piuttosto la disorganizzazione degli stessi organizzatori che si lamentano delle scarse risposte dei giovani. Senza contare che economicamente siamo piuttosto lontani dai 1300 euro promessi dal titolone del Corriere. Coincidenze? Non parrebbe.

"Magari fossero stati 1300 euro netti, a me ne sono stati offerti 796 euro lordi: tra abbonamenti, trattenute e un panino mi rimanevano in tasca 100 euro a voler essere ottimisti". La notizia, riportata dal Corriere della Sera, degli 8 giovani su 10 che avrebbero rifiutato uno stipendio da 1300 euro in su per lavorare all'Expo ha fatto insorgere i diretti interessati. Che a passare per bamboccioni o choosy proprio non ci stanno.

E questi non sono gli unici a far notare che il compenso proposto non era quello raccontato nel titolo e che di altri problemi nel reclutamento ce ne sono stati. Insomma, parrebbe proprio che sia necessario dare ragione a chi dice questo:  «questa “notizia” oggi la si trova dappertutto. Poi scopri che tantissimi sarebbero andati eccome, per una cifra simile. E scopri anche che tanti hanno mandato il CV ( ragazzi qualificati, sia chiaro) e neppure hanno avuto risposta. Chi l’ha avuta si è sentito proporre una cifra di gran lunga inferiore, neppure sufficiente per le spese. Bravi, giornalisti, continuate cosi ! Non per niente siamo al 73 posto nel mondo per la qualità della nostra informazione stampa».

A 10 giorni dall’Esposizione Universale ManpowerGroup ha ricoperto circa 1000 posizioni per Expo Spa e oltre 3000 per i Padiglioni. Ma le porte sono ancora aperte. Milano, 22 aprile 2015 – Ad oggi, il portale ManpowerGroup4Expo ha raccolto circa 160.000 candidature per le posizione di lavoro per Expo S.p.A, e 150.000 per i Padiglioni. La maggior parte dei candidati è composto da giovani (tra i 18 e i 30 anni), laureati e provenienti dal Nord Italia.

1000 circa sono le persone reclutate e assunte che stanno già lavorando e/o che inizieranno a lavorare a partire dal 1 maggio. Molti sono stati però i ripensamenti tra i candidati inizialmente selezionati.

( FORSE PER la disorganizzazione degli stessi organizzatori )

Per le posizioni di Area team leader (età superiore ai 29 anni) e Operatori Grandi Eventi (al di sotto dei 29 anni) si evidenzia, infatti, un 46% di ripensamenti. Diverse le cause che hanno portato a questa scelta: la lunghezza e la complessità del processo di selezione e la turnazione che prevede il lavoro anche nelle giornate di sabato e domenica. Tuttavia le selezioni continuano per il personale dei padiglioni per i seguenti profili: hostess e operatori dell’accoglienza, operatori della ristorazione e autisti. Sono circa 800 profili ricercati. “Il consiglio che mi sento di dare è quello di sentirsi sempre pronti, anche per coloro che si sono candidati mesi fa” sottolinea Stefano Scabbio, Presidente Area Mediterraneo ManpowerGroup “Le porte sono ancora aperte”. 3.200 circa le posizioni già chiuse per i Paesi Partecipanti ad oggi.


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Di seguito trovi l'esposto che denuncia la società Expo 2015 spa e Cgil-Cisl-Uil quali firmatari dell’accordo del 23.7.2013 che prevede l’utilizzo di 18.500 lavoratori reclutati come “volontari”:

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Le agenzie di lavoro interinale

Manpower Milano

Il lavoro interinale è una forma di lavoro non contemplata prima nel nostro ordinamento ma diffusa invece nel resto dell'Unione Europea. I tedeschi lo chiamano "leasing di manodopera" mentre francesi e spagnoli lo definiscono "lavoro in affitto". Viene infatti prevista la possibilità per le imprese di "affittare" dipendenti a tempo determinato reclutandoli da agenzie specializzate iscritte ad un albo. Per cui un'impresa fornitrice può porre uno o più lavoratori a disposizione di un'altra azienda affinché ne utilizzi, in via temporanea, le prestazioni. La motivazione alla base di tale ipotesi contrattuale e' il "soddisfacimento di esigenze di carattere temporaneo delle imprese utilizzatrici". Possono prestare la propria attività lavorativa come lavoratori interinali, tutti i lavoratori senza distinzione anche se inseriti nelle liste di mobilità compreso i dirigenti.

Cosa fanno le agenzie

Le agenzie di lavoro temporaneo cercano il lavoro al posto tuo. Telefonano alle aziende e cercano di vendere il loro prodotto, cioè tu. Un servizio che poi ti rivendono, facendolo pagare in diritti, orari, condizioni di lavoro e crescita professionale. Le maggiori società di lavoro interinale sono Obiettivo Lavoro, Manpower, Adecco, Ranstad, Metis e Worknet.

#Tu sei il loro business

Tu sei il loro affare. Il tuo stipendio viene considerato a livello fiscale, spesa come costo per servizi, un bel risparmio per le imprese. Chi ti affitta risparmia sui costi amministrativi, sulla selezione e sulla formazione. Chi ti da in affitto ci guadagna. Prova a scoprire quanto costa un ora del tuo lavoro all’impresa che ti affitta e confronta la cifra oraria scritta sulla tua busta paga.

#La temp Busta paga

Hai diritto a uno stipendio non inferiore a quello dei dipendenti dell’impresa che ti ha affittato. La tua busta paga è in realtà un prospetto. Non ti vengono pagate ogni mese le parti riguardanti: Ferie maturate, festività Soppresse, 13ma e 14ma maturata, Liquidazione. I calcoli di questi soldi si ottengono: 13ma= (stipendio lordo: divisore orario mensile)x 0.833 i soldi che ti devono x ferie e permessi= ore annue che ti spettano/(divisore orario del Contratto nazionalex12) x ore lavorate + ore dovute Le cifre che escono dai calcoli sopra descritti ti vengono date o a fine missione o a scadenze decise dall’azienda che ti utilizza.

LEGGI ANCHE :

Expo 2015: Maroni Fece Assumere due Conoscenti
Contratti a termine in Expo2015 spa e in Eupolis.

Inchiesta su Maroni, i pm: "Nelle telefonate del suo braccio destro, la prova delle pressioni su 'mandato' del governatore lombardo per far avere contratti di collaborazioni a due Conoscenti."Mara Carluccio, in passato sua collaboratrice al ministero dell'Interno, e Maria Grazia Paturzo.


ECCO IL LAVORO CREATO 

15mila prostitute in arrivo a Milano per il 2015

Fra i milioni di visitatori che arriveranno a Milano per l’Expo, c’è una categoria di cui il Comune farebbe volentieri a meno: quella delle prostitute. Gli operatori del sociale hanno già calcolato che potrebbe calarne una cifra oscillante fra le 15 e le 30mila. Così come successo per i Mondiali di calcio in Germania, per le Olimpiadi di Londra — ma anche, banalmente, come avviene ogni anno per il Salone del mobile — il racket si prepara a spedire nell’area metropolitana migliaia di ragazze da sfruttare. Romene, albanesi, bulgare, nigeriane, marocchine e anche cinesi. Ma ci saranno anche i trans e uomini, perché l’offerta dovrà essere variegata. Comunque, un esercito di professioniste ma anche di ragazzine minorenni rapite nei villaggi dell’Est Europa o dell’Africa centrale...
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domenica 19 aprile 2015

Prostitute per Expo Milano 2015




L'Expo è un affare anche per il racket:
 15mila prostitute in arrivo a Milano per il 2015

Fra i milioni di visitatori che arriveranno a Milano per l’Expo, c’è una categoria di cui il Comune farebbe volentieri a meno: quella delle prostitute. Gli operatori del sociale hanno già calcolato che potrebbe calarne una cifra oscillante fra le 15 e le 30mila. Così come successo per i Mondiali di calcio in Germania, per le Olimpiadi di Londra — ma anche, banalmente, come avviene ogni anno per il Salone del mobile — il racket si prepara a spedire nell’area metropolitana migliaia di ragazze da sfruttare. Romene, albanesi, bulgare, nigeriane, marocchine e anche cinesi. Ma ci saranno anche i trans e uomini, perché l’offerta dovrà essere variegata. Comunque, un esercito di professioniste ma anche di ragazzine minorenni rapite nei villaggi dell’Est Europa o dell’Africa centrale.

«Stimiamo circa 7mila donne sul marciapiede a Milano, con punte più alte nei fine settimana e il doppio per le fiere — spiega l’assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino — ma abbiamo segnalazioni che i numeri cresceranno molto di più in occasione dell’Esposizione del 2015. Bisogna correre ai ripari. Sono contrario alle case chiuse, che non fanno altro che occultare il problema senza risolverlo. Bisogna puntare tutto su prevenzione, riduzione del danno e recupero delle vittime». Durante un convegno in Sala Alessi è stato fatto il quadro di un’emergenza il cui aspetto visibile sulle strade è solo la punta di un iceberg. Negli ultimi due anni le unità mobili di Caritas, Padri Somaschi, Ceas e altre cooperative finanziate dal Comune, in 352 uscite,
 hanno intercettato su strada 1337 fra donne (932) e uomini.

L’afflusso di professioniste del sesso in occasione dell’Esposizione è una cosa seria, e ad accogliere i più di 20 milioni di turisti che si stima arriveranno nei sei mesi da maggio a ottobre, ci saranno prostitute per tutte le tasche: dalle escort di lusso, che soddisfano i loro clienti direttamente
negli alberghi, fino alla prostituzione di strada, le cui protagoniste sono tutte vittime di tratta.

Dietro questo business, come sempre, ci sono storie di violenza, che arricchiscono le organizzazioni criminali che se ne occupano. Secondo una stima elaborata a febbraio dal Coordinamento lombardo antitratta, saranno almeno 15mila le nuove “sex worker “che arriveranno a Milano per prepararsi al grande evento. Provenienza: soprattutto i Paesi dell’est Europa, meglio se membri dell’Unione Europea. Durante i Mondiali in Brasile della scorsa estate, Milano s’è svuotata delle sex worker sudamericane, rientrate in patria per esercitare durante il grande evento. Al contempo, però, sono cresciuti i nuovi arrivi, soprattutto dall’Albania. Il 56% dei controlli fatti dall’associazione antitratta milanese Segnavia, guidata dai Padri somaschi, ha coinvolto donne appena arrivate sulla piazza lombarda.

Da quando l’Istat ha incluso nei suoi conteggi anche il mercato nero di sesso e droga, il Pil italiano ha fatto un balzo del 3,7%. Nel 2010 la stima della Commissione parlamentare affari sociali era di un mercato da 5 miliardi di euro e 9 milioni di clienti. Giro d’affari che resta però confinato al mercato illegale. Al contrario, altri Paesi ne hanno fatto una risorsa e gestendolo come un settore di commercio a pari di altri, sfruttando i grandi eventi. Vedasi, per esempio, la Germania nel 2005, quando ai Mondaili di calcio mancavano dodici mesi. Anche in quel caso le associazioni antitratta e gli esperti stimavano che il mercato del sesso avrebbe avuto un boom. E Berlino s’è premunita aprendo il bordello più grande d’Europa: Artemis, la casa chiusa con wellness. L’imprenditore dietro al progetto è un turco-tedesco, Haki Simsek, che l’ha messo su con 5 milioni di spesa. All’indomani della sconfitta con l’Italia nella semi-finale l’imprenditore dichiarò ai media tedeschi: “So che non dovrei gioirne, ma la sconfitta della Germania per il business è stata pazzesca”. Evidentemente migliaia di tedeschi hanno sfogato le loro frustrazioni tra le lenzuola dell’Artemis. E il bordello ha avuto la benedizione anche di Hydra, il sindacato delle prostitute tedesche: la filiera di provenienza delle prostitute è chiara e non alimenta cartelli criminali, così come chiare sono le condizioni igieniche e lavorative.

“Oggi sono tornate le ‘schiave del sesso‘, grazie alla tratta e a varie altre forme di sfruttamento globale del corpo femminile (e non solo). E soprattutto oggi ci sono vari gradi e livelli di prostituzione che hanno bisogno, a mio parere, di approcci differenti. C’è la migrante ‘trafficata’, ci sono le prostitute ‘locali’ – donne che spesso hanno subito abusi e stupri o che vivono in condizioni di disagio sociale – ma c’è pure la escort di lusso o la ragazza che esercita il ‘mestiere’ solo per un tempo limitato, magari per pagarsi un viaggio o addirittura gli studi” .

 Noi miriamo a tamponare un’emergenza sanitaria e alla fuoriuscita delle donne dal racket. Ma c’è un sommerso inquietante nelle case, nei night, nei cinema, negli alberghi. Intercettiamo solo il 10 per cento delle donne sfruttate. L’unico modo per uscirne è combattere la rete criminale che governa questo mondo».
 «Il Comune fa già la sua parte: i soldi per la parte sanitaria deve metterli la Regione».

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http://cipiri.blogspot.it/2014/11/expo-2015-la-mafia-partecipa-al.html

Expo e la mafia

L'appalto principale (e più pagato) per la fiera del 2015 a Milano è andato a imprenditori che erano in affari con una delle cosche più sanguinarie della Sicilia

http://cipiri.blogspot.it/2015/04/expo-2015-autobiografia-dellitalia-che.html


Expò 2015 : 
Autobiografia dell’Italia che Sgocciola

Raramente capita che un esposizione sia anche un autodafé freudiano,,,
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http://cipiri.blogspot.it/2015/04/expo-2015-tutte-le-colpe-di-formigoni.html



EXPO 2015, TUTTE LE COLPE DI FORMIGONI

E' comprensibile che il presidente Formigoni, di fronte all’opinione pubblica, voglia esaltare e valorizzare un evento come quello di Expo 2015, però,,,

ANCHE

http://cipiri.blogspot.it/2014/11/io-non-lavoro-gratis-per-expo.html

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"In un paese con 4 milioni di precari e il 40% di disoccupazione giovanile, è inaudito lavorare gratis per l'EXPO e spacciare questo impegno come "lavoro" e/o come "volontariato".

 Il volontariato lo si fa per aiutare gli altri, 
non le multinazionali del cemento inquisite per associazione mafiosa"...
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domenica 5 aprile 2015

ECOLOGIA: Eclissi di Luna più breve del secolo

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Eclissi di Sangue la Luna Rossa più breve del secolo




E’ la prima eclissi totale di Luna del 2015 e la più breve del secolo. La Luna si colorerà di rosso, ma lo spettacolo sarà visibile per poco più di cinque minuti... 
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mercoledì 1 aprile 2015

Expò 2015 : Autobiografia dell’Italia che Sgocciola


Expò 2015 : 
Autobiografia dell’Italia che Sgocciola

Raramente capita che un esposizione sia anche un autodafé freudiano, un atto di accusa implicito contro il Paese che la ospita. Ma il miracolo è riuscito all’Expò di Milano dove si concentrano tutti i mali e i vizi del Paese, la corruzione, come la mancanza di visione di una classe dirigente, spiaggiata ormai sulla sua stessa nullità.

Il fatto che la manifestazione si presenti incompleta, monca, affollata da camouflage, come una sorta di squallida periferia in costruzione, che dopo la scoperta della corruzione a tappeto dalla quale è stata soffocata, si sia persino costretti a rinunciare a qualunque controllo e a fidarsi delle autocertificazioni per i lavori e i rattoppi, non è un incidente, ma soltanto l’ovvia conclusione della logica vera in cui è nata: creare un’occasione di speculazione e di tangenti per un milieu affaristico – politico dipendente dalle grandi opere e dai grandi eventi come da una droga. Il vero obiettivo era quello, non la nutrizione del pianeta e non certo la creazione di un biglietto da visita per l’Italia migliore, ma solo una nuova boccata di aria viziata per alimentare
un sistema entrato in apnea per la crisi.

Così a questo peccato strutturale che ha portato non a valorizzare aree pubbliche, ma ad acquisirne di nuove dai soliti privati che immagino si saranno mostrati riconoscenti, se ne sono aggiunti molti altri a cominciare dalla massiccia infiltrazione delle mafie, alle concessioni senza gara  al ristoratore ufficiale del renzismo, ovvero l’eatalian Farinetti, probabilmente nient’altro che la punta di un’ iceberg di situazioni non propriamente candide, alla scelta di Expò come luogo di sperimentazione dell’umiliazione del lavoro con i diecimila “volontari” pagati zero o stagisti retribuiti con buoni pasto, alla sfacciata connivenza con le multinazionali del cibo, dell’agricoltura e dell’acqua che di fatto imporranno una visione insostenibile per la nutrizione del pianeta, fatta di business selvaggio, deforestazioni, omologazione alimentare, concezione proprietaria delle sementi, sequestro dei beni comuni e quant’altro. McDonald e Coca cola, sponsor della’esposizione sono davvero una barzelletta, come lo sono del resto i buoni propositi del “protocollo di Milano” sulla nutrizione prodotto dagli uffici della Barilla Center for Food & Nutrition.

Non c’è da meravigliarsi se i lavori sono in grande ritardo, se alcuni sono stati cancellati, altri saranno terminati solo ad Expò chiuso, se non si riesce a capire quanti biglietti siano stati effettivamente venduti se gli otto milioni che “narra” il commissario unico Sala o i tre milioni citati da Renzi, se l’obiettivo finale consista ancora nei 20 milioni di tagliandi totali  (una cifra comunque già da flop) o  i 10 milioni di cui si è vantato il  premier. Nè è chiaro come verranno gestiti terreni e strutture alla fine della fiera. Insomma ciò che i cittadini dovranno pagare per questo pantagruelico magna magna, tanto per rimanere in tema di cibo.  Ma con due paradossali certezze finali: che l’Expò è già certamente fallito da ogni punto di vista, ma che sarà sbandierato come un successo
con la complicità dei media, qualunque sia il risultato.

In effetti la classe dirigente italiana ha già ottenuto molti ritorni: dalle speculazioni iniziali a quelle finali ancora da definire, dall’affermazione di una logica di lavoro gratuito in caso di emergenza come virtuoso precedente, ai guadagni finali sulle opere affidate alla solita costellazione di imprese fidate, alle tangenti e infine al lucro politico che verrà fatto su tutto questo. Al Paese invece rimangono molti soldi pubblici sperperati, l’immagine di un’esposizione messa in piedi alla carlona, abborracciata, fangosa, di gusto cementizio, tribuna ideologica di spacciatori globali di cibo industriale e di sementi col copyright confusa con la vendita ipocrita, ma a caro prezzo di retorica alimentare strapaesana. E la certezza di avere mostrato al mondo ciò di cui siamo incapaci.

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EXPO 2015 E' SOLO UN SET CINEMATOGRAFICO

11mila metri quadrati di EXPO 2015 saranno solo delle enormi scenografie a causa dei ritardi.

Venerdì 13 è partito un bando di gara del valore di 1.100.000 euro
 per appaltare il “camouflage” delle zone incompiute.

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Perché NOEXPO ?

La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo e le grandi opere diventano volano e simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati...
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sabato 21 marzo 2015

PC: MILANO la CITTA' dell' EXPO 2015 CONOSCIAMOLA



MILANO LA CITTA' DELL' EXPO 2015 
CONOSCIAMOLA

in questo blog trovi tutto cio' 
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