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martedì 3 luglio 2018

Beni Culturali: Non leggo un libro da 3 anni

Beni Culturali: Non leggo un libro da 3 anni

Il sottosegretario della Lega ai Beni Culturali:
 "Non leggo un libro da 3 anni. 
Io bella come la Boschi? Lei è sciapa"

Il sottosegretario ai Beni Culturali e al Turismo Lucia Borgonzoni, durante la partecipazione alla trasmissione di Rai Radio 1 Un giorno da pecora,
 rilasciato una lunga intervista a Geppi Cucciari e a Giorgio Lauro.

Quando le è stato domandato quale fosse stato l'ultimo libro letto, la Borgonzoni ha risposto decisa: "Leggo poco, studio sempre cose per lavoro. L'ultima cosa che ho riletto per svago è Il Castello di Kafka, tre anni fa. Ora che mi dedicherò alla cultura magari andrò più al cinema e a teatro". Insomma, non proprio un bel biglietto da visita per chi dovrebbe occuparsi di cultura e valorizzazione del nostro patrimonio a livello governativo.

La Borgonzoni, incalzata sulle sue scelte di colore politico, ha poi raccontato: "Sono diventata leghista a 12 anni, a Bologna, e mia madre, che votava Lega Lombarda, mi faceva trovare tutto il 'merchandising' su Alberto da Giussano. Mi ha fatto un lavaggio del cervello!".

C'è chi l'ha definita la Maria Elena Boschi in salsa leghista, ma il sottosegretario non ci sta. "Questo non è un complimento, per me la Boschi è un po' sciapa, 
non rientra nei miei canoni di bellezza", ha tuonato la Borgonzoni.


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martedì 15 ottobre 2013

IL COLOSSEO ANDREBBE ABBATTUTO




KYENGE: "IL COLOSSEO ANDREBBE ABBATTUTO"

“gli italiani sono rimasti ad un modello di vita chiuso e legato ancora , se vogliamo, ai tempi delle conquiste romane, io per esempio non capisco cosa ci sia da adorare in templi dell’orrore come il COLOSSEO dove tanti miei compatrioti furono massacrati in nome del divertimento sadico e fine a se stesso,fosse per me tali monumenti dovrebbero venire abbattuti per dimenticare l’orrore ed i massacri che furono l’inizio del disagio e dell’arretratezza di tanti popoli come il mio.
I nostri immigrati portano una nuova cultura , diversa e sappiamo che il diverso ha sempre fatto paura a tanti e ci leghiamo ad immagini ed usanze come il crocifisso nelle aule scolastiche ,
 che fu istituito dal fascismo di Mussolini 
e che poco si sposa con l’immagine di modernita’ che voglio oggi dare all’Italia."

io sono daccordo con la ministra , purtroppo porta tanti turisti , conviene tenerselo
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domenica 28 luglio 2013

Sud Italia : il piu' grande Museo a cielo aperto nel Mediterraneo



"Per iniziare dobbiamo partire da qui, dal riconoscere che fra templi greci arcaici, classici, edificazioni medioevali e invenzioni del barocco, il Meridione ha la piu' alta concentrazione del Mediterraneo. Le sei collezione archeologiche delle principali città del Mezzogiorno sono da sole di un'importanza capitale: qualsiasi persona evoluta ci dovrebbe passare almeno una volta nella vita, come alla Mecca.

 Eppure sono in stallo. Perchè? Perchè piuttosto che investire su questa ricchezza fino a ieri puntavamo sulle fabbriche. A Melfi, in Basilicata, abbiamo portato le automobili, anzichè i turisti. Abbiamo costruito l'Ilva a Taranto, quando nella città avvelenata dall'acciaio bisognerebbe per il Museo nazionale e i suoi ori celebrati in tutto il mondo. E sapete qual è la media di occupazione di alberghi in Sicilia? Due mesi: un insulto al patrimonio sterminato dell'isola. I nostri politici devono capire che Bagnoli a Napoli, l'Ilva a Taranto, la Fiat a Melfi sono strade sbagliate per definizione. La vera soluzione per il Sud è che diventi un grande serbatoio di beni culturali, di qualità di vita e di turismo, perchè queste forze messe insieme rendono molto più delle tre fabbriche che ho nominato moltiplicate per dieci. Anche in termini di occupazione.

Dobbiamo immaginare uno sviluppo diverso per il territorio. Un futuro che dovrà passare necessariamente attraverso una potentissima operazione di restauro dei beni culturali, talmente vasta da assomigliare a un piano Marshall. Ecco si tratta d'impostare un piano Marshall per il Meridione.

 Iniziamo, per esempio, a riportare all'antico splendore Palermo, uno dei più importanti centri storici del Mediterraneo. Non solo una città meravigliosa, ma anche un luogo con una funzione geopolitica cruciale se pensiamo che l'Europa non sia solo quella dell'austerity, ma anche quella del dialogo fra i paesi del Mare Nostrum. Il restauro dei palazzi di Palermo è quindi un problema EUROPEO, non italiano o cittadino.

L'Unione deve occuparsi delle sue culle, difenderle, promuoverle. Deve farsi carico dei suoi tesori: città dei fenici, dei normanni, del Regno di Sicilia non puo' essere curata soltanto dal governo di Roma e dal mendicante Ministero dei Beni Culturali. Deve diventare un progetto europeo e lo dico nonostante io abbia partecipato poche settimane fa ad un'audizione di Barroso a Bruxelles. Uno degli appuntamenti più deprimenti dei miei ultimi dieci anni, perchè ho capito che alla Commissione europea IMPORTA BEN POCO della bellezza italiana. Ma questo non cambia la realtà dei fatti. Pensiamo a Pompei. La villa dei misteri, i corpi pietrificati delle vittime dell'eruzione, i mosaici, gli affreschi erotici i versi dell'Eneide incisi dagli studenti sui muri non sono proprietà dei campani. Appartengono a chiunque studi latino, a Tubingen o alla Sorbona o a Oxford. Con i ragazzi dell'Università di Palermo abbiamo coniato un bellissimo slogan per illustrare questa idea: Terra omnia". Invece che terronia, il Sud è Terra omnia. Di tutti. prendiamo un altra città formidabile per la sua qualità catastrofana: Cosenza. Ha una parte antica talmente collassata, dove solo alcuni privati hanno cominciato a restaurare, sostenuti dal grande impegno del Comune, che investe per riaprire piccole botteghe medievali. Rimetterne in piedi il cuore cittadino significherebbe restituire un centro abitato da 30.000 persone, e far conoscere agli stranieri un autentico gioiello della Calabria finora trascurato"
Philippe Daverio "l'espresso - 4luglio 2013"

L’idea di fondo è chiara:
 la cultura intesa come giacimento di ricchezze artistiche, paesaggistiche, storiche, architettoniche, intellettuali, enogastronomiche - che l’Italia deve cominciare a sfruttare per avere la speranza di una rinascita economica.

Per uscire dalla crisi che attanaglia il paese bisogna ripartire da qui. Dal più grande patrimonio che abbiamo a disposizione, il bene comune più grande, la nostra identità storica: la cultura. Cultura come combustibile non inquinante, come fonte di movimento e di rinnovamento sociale, come sorgente energetica. Bisogna ripartire dalla cultura come energia vitale e motore del paese. Dalla cultura come innovazione, ricerca, investimento.
 Dalla cultura come volano di crescita e sviluppo economico.

L’obiettivo è quello di “catturare” le potenzialità dell’Italia a dispetto di tutti gli sprechi esistenti, delle mille possibilità mancate, delle pochissime strategie politiche e dell’ordinaria inefficienza del settore pubblico. L’obiettivo è quello di individuare i pionieri di una nuova era economica in cui acquisti valore ciò che, purtroppo, oggi valore non ha.
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venerdì 12 luglio 2013

LEONARDO DA VINCI: Bronzi di Riace : vivere solo di cultura e turismo...

Bronzi di Riace : vivere solo di cultura e turismo



Quando si parla di cultura è impossibile non scadere nella retorica. E in questi venti anni purtroppo è stata fin troppo esasperata. Siamo sicuramente tutti d'accordo sulle frasi classiche che accompagnano il tema da sempre: "siamo il Paese più ricco del mondo", "viviamo in città-museo a cielo aperto", "potremmo vivere solo di cultura e turismo" eccetera, eccetera. In verità, , ,

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LEONARDO DA VINCI: Bronzi di Riace : vivere solo di cultura e turismo...: Ho presentato un’interrogazione al Ministro della Cultura Massimo Bray, annunciando che, secondo quanto si apprende dagli articoli a mez...

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mercoledì 5 giugno 2013

Italia : Far soldi con la cultura si può



Italia. Far soldi con la cultura si può, se lo si vuole

Chi lo ha detto che l’Italia è un Paese per forza destinato alla povertà, alla miseria e alla marginalità?
 E soprattutto perchè bisogna competere con altri paesi su terreni per noi ostili quando esiste un campo, quello della cultura, nel quale non abbiamo eguali? Di cultura volendo si potrebbe anche mangiare, volendo…
Di cultura non si mangia. Questa è la clamorosa balla che ci hanno raccontato negli ultimi tempi, cercando di inculcarci una visione del mondo unilaterale nella quale non ci sarebbe spazio per nulla che non sia produttivo o economicamente sostenibile. Tutto ciò che non riguarda direttamente la produzione di beni e di profitto, viene interpretato dal sistema capitalista come un mero orpello, superfluo se non addirittura inutile.
 Una visione questa che si sposa alla perfezione con la situazione di paesi come gli Stati Uniti dove di cultura ne esiste ben poca, e dove, effettivamente, sarebbe ben difficile campare delle vestigia del passato. In Italia come sappiamo il modello capitalista all’americana ha sfondato da diverso tempo, e negli ultimi trent’anni ha avuto modo di dispiegarsi in lungo e in largo, producendo, possiamo dirlo, un arretramento delle condizioni generali di vita della popolazione. Questo però è un altro discorso, qua si vuole parlare di quello che chiameremo il “petrolio italiano”, ovvero quell’incredibile e straordinario patrimonio culturale che possediamo ma che stiamo facendo di tutto per dilapidare. Secondo uno studio relativo al 2011 di Eurostat, solo per fare un esempio, l’Italia è all’ultimo posto in Europa per percentuale di spesa pubblica destinata alla cultura (1,1% a fronte del 2,2% dell’Ue a 27) e al penultimo posto, seguita solo dalla Grecia, per percentuale di spesa in istruzione (l’8,5% a fronte del 10,9% dell’Ue a 27). Un paradosso di proporzioni ciclopiche dal momento che proprio l’Italia e la Grecia sono i due paesi con il maggior patrimonio culturale al mondo.

Ad approcciarsi al problema con un piglio razionale chiunque sarebbe d’accordo nel sostenere che, ogni paese, dovrebbe specializzarsi in ciò che gli conviene. L’Italia e la Grecia non lo stanno facendo dal momento che non sono affatto le mete mondiali predilette dai turisti, cosa che invece dovrebbe essere naturale vista la bellezza incredibile dei due paesi e l’immenso patrimonio culturale di cui dispongono. Come mai allora Atene e Roma non investono nella cultura e raccontano che proprio la cultura non produce ricchezza? Come mai nessuna forza politica pone al centro della discussione un rilancio totale delle strutture turistiche come volano per la ripresa economica? Sembra quasi che siamo destinati, non si sa perchè e per conto di chi, a un futuro di miseria e di lavori precari e sottopagati. Ma per quale motivo gli italiani non possono valorizzare le proprie risorse architettoniche, turistiche e culturali che rappresentano un patrimonio assolutamente unico al mondo? Si obietterà che mancano gli investimenti per farlo, ma per trovare miliardi di euro per comprare gli F-35, le risorse si sono trovate.

 Non tutti i paesi sono uguali, e ci sembra assolutamente incredibile, oltre che deprimente, che la nostra classe politica sia incapace di proporre una ricetta adeguata alla soluzione italiana, rinunciando a priori a valorizzare le proprie risorse per inseguire modelli che poco o nulla hanno a che fare con la nostra cultura. Siamo il Paese più bello del mondo, eppure ci comportiamo come un paese come gli altri, e a questo punto emerge una domanda, Qui Prodest?

Gracchus Babeuf .
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lunedì 3 dicembre 2012

Natale e Capodanno viaggi in calo



''Natale e Capodanno saranno sotto la stella della stangata dell'Imu che prosciughera' le capacita' di spesa degli italiani in qualsiasi altro campo": a sostenerlo e' Alberto Corti, direttore di Federviaggio, Federazione del turismo organizzato aderente a Confcommercio. Secondo Corti, le previsioni per il settore del turismo sono "assolutamente negative''. Secondo una indagine del Codacons i viaggi subiranno cali che arriveranno al -20%.

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mercoledì 7 novembre 2012

Rosario Crocetta: Vince in Sicila Battiato assessore


Rosario Crocetta: "In Sicilia stipendi dei politici dimezzati entro tre mesi o tutti a casa" Il neogovernatore della Sicilia, Rosario Crocetta, nelle sue prime interviste ha subito dichiarato che tra i primi obiettivi da portare a termine ci sarà il dimezzamento degli stipendi. Tempo utile: tre mesi. Il taglio delle indennità e dei benefit dei novanta deputati dell’Assemblea siciliana, cavallo di battaglia del manipolo di 15 “grillini” appena eletti, è uno dei primi impegni che prende il neogovernatore Crocetta: Dallo studio di Servizio Pubblico di Santoro, Crocetta fa capire di avere le idee chiare in proposito: “Voglio dimezzare gli stipendi dei parlamentari. Diranno no? Allora ce ne andiamo tutti a casa”. E ancora: “Mi dimetto se fra tre mesi si continuerà a parlare sempre degli stessi sprechi”.

Rosario Crocetta, classe 1951, è nato e cresciuto a Gela, la 5 città della Sicilia. Dopo aver conseguito il diploma ha lavorato per l’ENI in diversi paesi del mondo.
Ha collaborato con l’Unità, con Il Manifesto e con Liberazione; nel 1987, ha pubblicato la raccolta di poesie Diario di una giostra. Suo è anche il testo “Io ci credo – Gela, città della legalità” pubblicato nel 2006, che racconta la sua esperienza amministrativa come sindaco.
Parla 4 lingue: italiano, arabo, inglese e francese.
Collocazione politica all’interno della Sinistra italiana:
ha aderito prima al Partito Comunista Italiano e poi a Rifondazione Comunista, con cui fu assessore alla cultura del comune di Gela dal 1996 al 1998. In quell’anno fu eletto consigliere comunale con la Federazione dei Verdi, impegnandosi nell’elaborazione di progetti culturali condivisi tra i Paesi del Mediterraneo; nel 2000, terminato tale incarico, si è iscritto al Partito dei Comunisti Italiani.
Assessore alla Pubblica Istruzione dal 2000 al 2001, nel maggio del 2002 si candida a sindaco della sua città per l’alleanza di centrosinistra. In un primo momento risulta eletto il candidato del centrodestra Giovanni Scaglione, con un margine esiguo, 197 voti in più rispetto al candidato dell’Ulivo. In seguito Crocetta farà ricorso e nel 2003 il giudice del Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia farà effettuare un nuovo spoglio nel quale risulteranno 307 voti di vantaggio a favore di Crocetta che verrà così proclamato primo cittadino, accertando la presenza di irregolarità e illeciti nella tornata elettorale.
In campagna elettorale e durante l’intero mandato si è fatto portavoce della necessità di combattere Cosa Nostra, autodefinendosi “sindaco antimafia”. Tra le sue iniziative antimafia lo svolgimento delle gare per l’appalto delle opere pubbliche alla presenza dei Carabinieri ed il licenziamento di impiegati comunali vicini alla mafia nonché parenti di boss mafiosi.
Al termine dei cinque anni di mandato, si ricandida nella carica di primo cittadino e viene riconfermato dal voto popolare al termine delle consultazioni amministrative del 2007, in cui stravince al primo turno con il 64,8% dei consensi, un vero e proprio plebiscito.
Alle elezioni regionali in Sicilia del 2008 è designato Assessore ai lavori pubblici dalla candidata Presidente del centrosinistra Anna Finocchiaro, che tuttavia non risulta eletta.
Il 1º ottobre 2008 aderisce al Partito Democratico.
Alle elezioni europee del 2009 è candidato nella circoscrizione Italia insulare nella lista del Partito Democratico e con 150.091 preferenze risulta eletto al Parlamento Europeo.
Gli attentati sventati
Nel 2003 fu sventato un agguato della Stidda che aveva assoldato un killer venuto dalla Lituania, Minius Marius Denisenko, per uccidere il primo cittadino gelese durante la processione dell’Immacolata dell’8 dicembre. Da quel momento gli viene assegnata la scorta.
L’8 febbraio 2008 viene reso pubblico l’esito di una indagine dei magistrati di Caltanissetta e si scopre che Rosario Crocetta è il bersaglio di un progetto di attentato da parte della mafia. Da questo momento, Crocetta avrà raddoppiata la propria scorta (gli agenti che lo proteggono passano da tre a sei, lo stesso numero di coloro che difendono le più alte cariche dello Stato).
Nel gennaio del 2010 la Direzione Distrettuale Antimafia sventa un piano di Cosa Nostra per uccidere Rosario Crocetta ed arresta 5 affiliati al clan mafioso Emmanuello di Gela.


Battiato assessore in Sicilia

 In Giunta entra, ma non vuole essere chiamato assessore, preferisce il solo nome, perche' altrimenti si offende, anche perche', sostiene, non fa politica, anzi, fa volentieri a meno di politici, e per sentirsi libero lavorera' gratis. Scende in campo alla sua maniera, senza infingimenti, Franco Battiato che scioglie la riserva e accetta l'incarico di

assessore alla Cultura

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 L’artista: “Rinuncio al compenso Cercherò di organizzare eventi che mettano in contatto l’isola Siciliana
con il resto del mondo”.

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lunedì 14 giugno 2010

Mondiali Sudafrica 2010




Mondiali Sudafrica 2010

Scendiamo tutti in campo contro il traffico di bambini con la nuova campagna promossa da Terre des Hommes ed Ecpat: www.tuttincampoperibambini.it esserci è importante.


CALCIO, MONDIALE 2010: CAMPAGNA CONTRO TURISMO SESSUALE



Una campagna contro il turismo sessuale è stata lanciata dalle autorità comunali di Mangaung, che ospiterà alcune partite del mondiale di calcio.
In un comunicato ufficiale si sottolinea che in eventi importanti, come appunto il Mondiale, “si registra un aumento di attività illecite, di cui sono vittime soprattutto donne e bambini“. Nella stessa nota si avverte che le prostitute “sono soggetti ad alto rischio di contagio di Hiv/Aids in Sud Africa”. Per tutta la durata della grande manifestazione sportiva le autorità comunali di Mangaung faranno allestire stand in cui sarà possibile avere materiale informativo, sottoporsi al test dell’Hiv, rifornirsi di profilattici.

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