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sabato 3 ottobre 2015

Perché sono tutti contro il sindaco di Roma


Perché sono tutti contro il sindaco di Roma?

 Come mai da qualche mese a questa parte lo sport 
preferito di intere bande di editorialisti e twittaroli è prendere a pallate incatenate Ignazio Marino? Come mai a queste masse agitate ha fornito una sponda, assestando lui stesso fendenti micidiali, persino il “misericordioso” papa Francesco? Se provi a chiedere a qualcuno dei vessatori quotidiani di Marino, siano essi editorialisti o gestori di potenti siti internet, ti rispondono che la colpa è del sindaco, che non sa comunicare. Il che è abbastanza prevedibile: ogni aggressore giustifica le proprie azioni accusando la vittima: è lei che le botte “se le va a cercare”. Oppure indicano un cassonetto pieno o un autobus in ritardo e dicono: “Vedi? Marino se ne deve andare”.

In realtà i motivi dell’aggressione quotidiana contro Marino sono altri. Il motivo principale, quello che muove le grandi masse urlanti, è che picchiare Marino è facile. Marino è un “soft target”, uno che si può massacrare tranquillamente. Marino è la cuccagna dei vigliacchi da scrivania: lo possono sbertucciare sui giornali senza paura, perché nessuno telefonerà il giorno dopo per minacciare il loro editore. Anzi: saranno in molti a brandire i loro editoriali come scimitarre per chiedere la rimozione del sindaco. E i cittadini di Twitter, che dei giornali leggono solo i titoli si uniscono volentieri al pestaggio, così, perché lo fanno tutti.

Il secondo motivo per cui Marino si può picchiare è che si è fatto molti nemici. E ai vigliacchi piace far parte del branco, specie se del branco fanno parte personaggi non particolarmente belli a vedersi. Chi detesta Marino è per esempio l’ex sindaco Gianni Alemanno, quello che gli ha lasciato in eredità una città sull’orlo del collasso, quello che rimpinzò l’Atac, l’azienda comunale dei trasporti, di parenti e amici, portandola quasi alla bancarotta. Fra chi vorrebbe cacciare Marino ci sono poi i Casamonica, quelli del funerale coatto che ha sputtanato la città davanti al mondo, per colpa di gravi omissioni da parte delle forze dell’ordine, che sapevano e non fecero nulla. Le forze dell’ordine, sia detto per inciso, fanno capo al prefetto Franco Gabrielli, è lui il responsabile del disastro dei Casamonica, come ha del resto ammesso lui stesso. Ma Gabrielli non si tocca: lui i protettori ce li ha.

A proposito di “mondo di mezzo”, Marino è certamente visto come il fumo negli occhi dai mafiosi di Mafia Capitale. Da quando c’è lui, per i criminali gli affari vanno a rotoli. Non riescono più a piazzare nessuno dei loro in Campidoglio, non riescono a condizionare gli appalti, hanno grosse difficoltà ad entrare nelle stanze dei dirigenti comunali, come facevano un tempo, e a far capire chi è che comanda. Insomma: non comandano più e quelli sono personaggi con i quali è meglio non scherzare. Infatti a Marino, che aveva cominciato a fare il sindaco girando in bicicletta, da molti mesi è stata assegnata dal Ministero dell’Interno una scorta.

Fra gli altri nemici di Marino ci sono alcune fra le famiglie più potenti di Roma, come la famiglia
Tredicine, quella che gestisce gli orribili camion bar che Marino ha fatto sgomberare dal Colosseo e da altre fra le più belle attrazioni turistiche di Roma. Mettrersi contro questi signori, fra l’altro ampiamente rappresentati in Campidoglio, è un gesto di grande coraggio, che nessuno fra i predecessori di Marino aveva mai compiuto, a cominciare dai due recenti sindaci più famosi e acclamati: Veltroni e Rutelli.

Adesso il Colosseo lo si può finalmente ammirare in tutto il suo splendore, non più impallato dai camion bar. Una gioia da assaporare magari dopo una passeggiata sull’ultimo tratto di via dei Fori Imperiali, resitituita finalmente sempre di più al traffico pedonale (altra coraggiosa iniziativa che ha mandato su tutte le furie i commercianti e i residenti, molto potenti, della zona).

L’elenco dei nemici di Marino potrebbe continuare a lungo: ci sono le potenti famiglie di Ostia che
avevano cementificato abusivamente il lungomare e che si sono trovate una mattina le ruspe mandate
da Marino a restituire la spiaggia ai romani. O coloro che lucravano sulla discarica di Malagrotta, un
orribile monumento all’inquinamento e al degrado, che Marino, dopo anni di sindaci indecisi, ha chiuso, raddoppiando allo stesso tempo la raccolta differenziata. O le potenti ditte abusive che infestavano la città con enormi cartelloni pubblicitari. Marino ha persino messo mano agli affitti degli alloggi comunali, rimettendo in discussione casi di gente che pagava poche decine di euro al mese per appartamenti in pieno centro e mettendo in vendita ben 600 appartamenti. E ha deciso di far lavorare di più i macchinisti della metro, costringendoli a “strisciare” il badge a inizio e fine turno, come nei paesi civili.

Contro Marino c’è poi ovviamente il PD romano, infiltrato da personaggi inquietanti e contingui alle
opache pratiche del malaffare di Mafia Capitale e dunque sciolto da Matteo Renzi e commissariato con Matteo Orfini. Con la vittoria di Marino, i potentati del PD romano si erano già messi il tovagliolo ed erano pronti a sedersi a tavola. Ma il sindaco li ha sbattuti fuori, forte del mandato popolare diretto. Chi sperava di fare l’assessore si è dovuto accontentare di un seggio in consiglio comunale, chi sognava la poltrona di amministratore di una municipalizzata è rimasto a casa. Qualcun altro, nel frattempo, è finito in galera. Tutte persone con amicizie molto in alto, tutte persone che gliel’hanno giurata.

Fra i nemici più illustri di Marino c’è poi lui, il più potente di tutti: Matteo Renzi. Il presidente del
Consiglio non ama Marino, e non capiamo perché. Il sindaco di Roma è in realtà il più renziano dei primi cittadini. Da quando è stato eletto ha preso le sue decisioni senza guardare in faccia nessuno, ha sbaragliato i centri di potere, ha avviato politiche di lungo termine, ha preso decisioni impopolari. Ha
“cambiato verso” e ne sta raccogliendo i frutti, se è vero che solo la scorsa settimana Fitch ha detto che finalmente, dopo tre anni, i conti di Roma stanno tornando in ordine. Ma a Renzi Marino non piace, e questo facilita ovviamente il compito dei picchiatori mediatici. Se l’imperatore mostra il pollice verso, i leoni (che in realtà sono conigli) possono partire all’attacco.

E veniamo all’ultimo dei nemici che Marino si è fatto, che poi è il più grosso: il Vaticano. E qui il piccolo sindaco di Roma si è messo contro un gigante contro il quale nessuno aveva mai osato mettersi. Come mai Marino è inviso a Papa Francesco? Qui Filadelfia non c’entra nulla. Marino è malvisto dalla Curia per la sua storia, passata e presente. Da politico, Marino si batté con coraggio a favore del referendum sulla procreazione medicalmente assistita eterologa. Pochi se lo ricordano, ma quella di Marino e altri fu una battaglia di civiltà osteggiata con forza dal Vaticano e purtroppo persa per un soffio per il non raggiungimento del quorum al referendum del 2005.

Ma non finisce qui. Poco dopo il suo insediamento, Marino istituì il registro comunale per le unioni civili, accogliendo anche coppie dello stesso sesso, proprio mentre si concludeva in Vaticano il sinodo sulla famiglia. Un’iniziativa simbolica, che provocò anche aspri contrasti con l’attuale ministro dell’Interno, Alfano, ma che fu uno dei pochissimi riconoscimenti della dignità delle coppie gay. Non contento, Marino ha poi nel giugno scorso apertamente patrocinato il Gay Pride a Roma. Va ricordato in proposito che, nel 2000, l’allora sindaco Rutelli patrocinò dapprima il Gay Pride, ma fu costretto poco prima della giornata a ritirare il patrocinio. Marino non solo non ha ritirato il patrocinio, ma si è persino messo in testa al corteo, il 13 giugno scorso. E vedere quella fascia tricolore sfilare a pochi metri dal Cupolone insieme alle bandiere arcobaleno deve aver provocato più di un travaso di bile nelle segrete stanze del Vaticano e più di una preoccupazione per la “cattolicità” dell’imminente Giubileo.


Si arriva così alla trasferta di Filadelfia. I fatti sono noti: in giugno il sindaco di Filadelfia, Michael Nutter, e l’arcivescovo, Charles Chaput, volano a Roma per preparare la visita del Papa di settembre. Vogliono capire dagli esperti comunali come organizzarsi. Marino li riceve e Nutter lo invita a Filadelfia per una serie di iniziative in concomitanza con la visita del Papa. Marino annuncia la trasferta, specificando che i costi non saranno a carico dell’Amministrazione capitolina e che l’invito viene dal suo collega sindaco.

Pochi giorni fa, come annunciato, Marino vola prima a New York, poi a Filadelfia, dove partecipa a
diverse riunioni ed eventi, fra cui la messa del Papa in occasione del World Meeting of Families.
E siamo al redde rationem. Durante il viaggio di ritorno del Papa, a nome dei giornalisti italiani al
seguito, il giornalista di SkyNews24, Stefano Maria Paci, gli rivolge una domanda molto scorretta.

Eccola:

“Ci tolga una curiosità. Il sindaco Marino, sindaco di Roma, città del Giubileo, ha dichiarato che è
venuto all’incontro conviviale delle famiglie, alla messa, perché è stato invitato da lei. Ci dice com’è
andata?”.

Notate come il giornalista inserisca nella sua domanda al Papa una vera e propria menzogna, quando
afferma: “Il sindaco Marino ha dichiarato che è stato invitato da lei”. Mai, in nessuna occasione, Marino ha detto di essere stato invitato dal Papa. Anzi: ha sempre specificato che l’invito a Filadelfia gli era stato rivolto dal sindaco di quella città. E’ abbastanza incredibile che giornalisti professionisti compiano una scorrettezza simile, fra l’altro rivolgendosi ad una delle persone più influenti della Terra. Il Papa non può ovviamente sapere cosa abbia detto o non detto Marino, ma non sembra dispiaciuto dalla domanda.

Ecco cosa risponde:

“Io non ho invitato il sindaco Marino, chiaro? Ho chiesto agli organizzatori e neanche loro lo hanno
invitato. Chiaro? È venuto… lui si professa cattolico: è venuto spontaneamente”

Il colpo è micidiale e l’effetto politico che ne segue devastante. I siti internet (a parte La Stampa)
mettono in rete solo la risposta del Papa, non la domanda, facendo credere surrettiziamente che la
precisazione sia un’iniziativa di Bergoglio. Il video del Pontefice in aereo col microfono che dileggia
Marino, in un colpo solo, fa contenti: i Casamonica, Gianni Alemanno, Matteo Salvini, Giorgia Meloni, la famiglia Tredicine, la lobby dei commercianti dei Fori Imperiali, il PD romano commissariato e ciò che resta di Mafia Capitale. Si stappa lo champagne. Partono i tweet e partono le paginate sui siti, ma soprattutto si mettono in moto le tastiere dei picchiatori. Il Papa tiene fermo Marino e loro possono pestarlo a sangue: dài ché ci divertiamo. Si impaginano i pezzi dei vari Merlo, Tucci, per non parlare di Giordano e Tramontano. E’ una festa: la character assassination impazza. Tutti a scrivere che il Papa smentisce e sbugiarda Marino, quando è ovvio che il Papa non ha smentito nulla, perché Marino mai aveva detto di aver ricevuto inviti dal Papa. La replica di Marino viene nascosta in poche righe, nessuno la vede. La gogna è scattata, chi vuole può avvicinarsi a scagliare la sua pedata.

Pochissimi scelgono di ragionare con la propria testa. Fra questi, Massimo Gramellini, sulla Stampa, e Francesco Oggiano, su Vanity Fair. Intervengono per ristabilire la verità opinionisti noti come Stefano Menichini e Chiara Geloni. Ma le loro voci, per quanto forti, sono surclassate dalle grida sguaiate dei pecoroni da tastiera.

Il colpo è assestato, Oltretevere qualcuno forse sta brindando. O forse no, sta di fatto che il Papa è
ormai ufficialmente collocato fra quanti vogliono togliere di mezzo il sindaco di Roma.Resisterà Marino, sindaco da poco più di due anni, all’attacco concentrico dei suoi tanti nemici, con
l’appoggio di fatto di chi a Roma regna da una ventina di secoli? Non lo so. So che questo sindaco è
stato eletto con il 60% dei voti dei romani, che hanno diritto di vedere rispettato il proprio voto. So
anche che Marino ha difetti, come tutti, ma nonostante la stampa e la tv facciano finta di non vedere, sta portando avanti riforme coraggiose e provvedimenti importanti e che la città, lasciata dalla destra in condizioni drammatiche, sta migliorando. Marino è un argine fragile all’arroganza e alla protervia di chi, da varie angolazioni, vorrebbe tornare a decidere cosa deve e non deve essere fatto a Roma,
infischiandosene dei romani e di quello che essi stessi hanno scelto. Per questo Marino ha il dovere di resistere e andare avanti, se ce la fa. E chi se la sente ha il dovere di difenderlo.


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domenica 3 novembre 2013

TUTTI SONO UGUALI DI FRONTE ALLA LEGGE


Ministra Cancellieri, pure Stefano Cucchi 
"dimagrì" molto in carcere, fino a morirne.



La lettera di Cancellieri

Anna Maria Cancellieri ha 70 anni ed è l’attuale ministro della Giustizia, dopo essere stato il ministro dell’Interno del governo Monti. Ha una lunga carriera nell’amministrazione dello Stato e negli ultimi trent’anni è stata prefetto e commissario prefettizio in diverse città italiane. Si è detto spesso che Giorgio Napolitano la apprezzasse particolarmente e si fece il suo nome tra i possibili candidati alla presidenza della Repubblica (era la candidata di Scelta Civica).

Per rispondere alle accuse che sono arrivate nelle ultime ore e alle molte richieste di dimissioni, per esempio da parte del M5S (ma posizioni critiche sono state espresse anche da esponenti di SEL e PD, mentre altri esponenti del PD hanno difeso il ministro) Cancellieri ha inviato ieri una breve lettera ai capigruppo di Camera e Senato in cui si dice pronta a riferire in parlamento e non nega di essere intervenuta nella vicenda:

Nel caso di Giulia Ligresti, avverto l’esigenza di precisare il senso e i limiti del mio intervento, non appena avuta conoscenza, per via diretta, delle condizioni psicofisiche della ragazza.

Era mio dovere trasferire questa notizia agli organi competenti dell’Amministrazione Penitenziaria per invitarli a porre in essere gli interventi tesi ad impedire eventuali gesti autolesivi.

Mi sono comportata, peraltro, nello stesso modo quando sono pervenute al mio Ufficio segnalazioni, da chiunque inoltrate, che manifestassero preoccupazioni circa le condizioni sullo stato psicofisico di persone in stato di detenzione.

Intervenire è compito del Ministro della Giustizia.

La vicenda è chiara , dalle intercettazioni e dalle stesse dichiarazione rese dalla stessa Cancellieri ai p.m.di Torino!! Il ministro ha abusato del suo potere, per agevolare la figlia di una delle più potenti famiglie, e non attivandosi per gli altri detenuti anonimi, che versano in condizioni simili o peggiori !! E allora sarà pure che la LEGGE E' UGUALE PER TUTTI, come è scritto nelle aule dei Tribunali italiani , ma con il suo comportamento un ministro di giustizia ,tutore dei diritti di tutti, ha fatto, invece prevalere il suo principio e di quelli che ha inteso agevolare e che cioè : NON TUTTI SONO UGUALI DI FRONTE ALLA LEGGE, sopratutto quando si tratta di POTENTI !!

Come possono gli Italiani tollerare che un Ministro della Giustizia giustifichi il proprio operato adducendo ragioni umanitarie per spiegare comportamenti arbitrari, inopportuni e legati a interessi personali nei riguardi di personaggi plurinquisiti. Non è una giustificazione quella di far passare come sua abitudine tale comportamento: compito della Ministra non è quello di fare telefonate di intercessione a beneficio di singoli, ma di operare al meglio affinché la Giustizia nel suo complesso funzioni in questo malandato Paese.

SCANCELLIERI (Marco Travaglio)

È ufficiale: il ministro della Giustizia non conosce o non capisce il dovere di imparzialità a cui è tenuto ogni membro del governo e della Pubblica amministrazione. Non conosce o non capisce l’art. 97 della Costituzione: “I pubblici uffici sono organizzati… in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. E neppure l’art. 98: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione”. Sicuramente conosce, ma non capisce (come la gran parte dei suoi colleghi di Casta), l’art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Ma anche Napolitano e Letta jr., per non parlare dei partiti della maggioranza, hanno idee molto confuse in materia. Infatti il primo tace (e meno male, visto quel che riuscì a dire per difendere un altro ministro da cacciare, Alfano). E il secondo biascica che la ministra “chiarirà tutto”: come se non fosse tutto abbastanza chiaro. Lei intanto ha capito che la farà franca e ripete che sparlare con la moglie di un arrestato – a sua volta padre di tre arrestati – dei magistrati che hanno disposto gli arresti, e poi raccomandare presso i sottoposti una delle persone arrestate, è cosa assolutamente normale per un ministro della Giustizia. Anzi, “doverosa”. Anzi, non farlo sarebbe “colpevole omissione”.

Non le passa neppure per l’anticamera del cervello che intercedere per una detenuta amica sua, figlia di un amico suo, fra l’altro datore di lavoro di suo figlio, significa tradire i doveri di imparzialità e di servizio all’intera Nazione. Ed è ridicolo affannarsi a citare altre analoghe “segnalazioni” come prova che lei tratta tutti i detenuti allo stesso modo. Se la famiglia Ligresti non possedesse il numero di cellulare dell’amica ministra, questa non avrebbe mai potuto “segnalare” il caso di Giulia, malata di anoressia, ai vicedirettori del Dap. E questo non fu soltanto un trattamento privilegiato, ma anche un atto superfluo (la Procura di Torino, motu proprio, aveva subito disposto una perizia sulle condizioni di salute della reclusa, giudicate incompatibili con il carcere). Peggio: un attestato di somma sfiducia nell’amministrazione penitenziaria e giudiziaria che la Cancellieri dirige.

Il messaggio che lancia con queste scriteriate dichiarazioni è terrificante: la ministra della Giustizia pensa che i magistrati e i funzionari delle carceri siano dei sadici aguzzini che se ne infischiano abitualmente dei detenuti a rischio, al punto che senza le sue personali segnalazioni per questo o quel detenuto nelle carceri italiane sarebbe una strage quotidiana. Sul sito del ministero, in alto a sinistra, c’è una frase in grassetto: “Percorsi chiari e precisi: un tuo diritto”. Ritiene la ministra Cancellieri che quello seguito per Giulia Ligresti sia un “percorso chiaro e preciso”? O non somiglia piuttosto alla classica scorciatoia, alla solita corsia preferenziale di cui troppo spesso godono gli amici degli amici nel Paese che punisce la conoscenza e premia le conoscenze?

La questione è tutta qui. Altro che “critiche da matti”, altro che “attacchi falsi”, altro che “paese di Cesare Beccaria”. Quello della Giustizia è il solo ministro ad avere rilievo costituzionale: l’art. 110 della Carta gli affida il compito di curare “l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia”. Se la Guardasigilli ritiene che quei servizi siano così mal organizzati da lasciar morire come le mosche i detenuti malati, li riformi. Lasci perdere, per decenza, le citazioni di Stefano Cucchi, i cui familiari purtroppo non conoscevano nessun ministro. E pubblichi subito il suo numero di cellulare sul sito del ministero, affinché tutti gli altri detenuti malati possano chiamarla, con pari opportunità rispetto a Giulia Ligresti e famiglia. Ma, per favore, non parli più di “dovere d’ufficio” e di “coscienza a posto”. In quale posto: a casa Ligresti?
Cara MINISTRA Cancellieri, che non vuoLE dimetterSi, siamo spiacenti ma noi al Suo presunto atto umanitario non ci crediamo neanche un po' e riteniamo invece che il Suo sia stato un intervento indebito, e di puro e semplice nepotismo, a favore di una persona appartenente alla famiglia Ligresti, alla quale Lei E' legata da anni da vincoli di amicizia e di interessi personali. Infatti è proprio grazie ai Ligresti che il tuo caro figliolo si è intascato 5 milioni di €. Un atto umanitario è un qualcosa che si fa disinteressatamente e nei confronti di chiunque si trovi in uno stato di grave disagio e di sofferenza. Sarebbe stato un vero atto umanitario se LEI, in qualità di ministro della giustizia, anche traendo lo spunto dalle condizioni critiche in cui versava in carcere Giulia Ligresti, la quale era affetta da anoressia, avessE fatto pressioni sul governo perchè varasse un provvedimento urgente per fare in modo che tutte quelle persone detenute in carcere, le quali si trovavano in condizioni analoghe a quelle della Ligresti, e cioè a possibile rischio di vita, ottenessero gli arresti domiciliari, invece ha indebitamente tramato nell'ombra perchè soltanto lei ottenesse dalla giustizia dei favori che ad altri, ai quali, pur trovandosi in situazioni altrettanto gravi, siccome non avevano la fortuna di conoscerti e di essere nelle Sue grazie, sono stati per contro negati.
  In considerazione di ciò, ritengo che LEI non sia certo migliore di Berlusconi, che aveva fatto rilasciare dalla questura la " nipotina di Mubarak ", e reputo quindi opportuno che dovreste dimettervi entrambi.


"Offro al ministro Cancellieri un’alternativa alle dimissioni:
 pubblichi il suo numero di cellulare
 sul sito del ministero della Giustizia
 in modo che ogni familiare di detenuto 
che abbia bisogno di attenzione per motivi umanitari, 
abbia la possibilità di contattare direttamente il ministro
 ed essere aiutato. 
Sono certo che dopo meno di 24 ore
 la Sig. Cancellieri preferirebbe dimettersi".


leggi anche :  http://cipiri9.blogspot.it/2013/11/chiamate-il-ministro-cancellieri.html

Chiamate il Ministro Cancellieri



Per sconti di pena, digitate 1.

Per amnistia e indulto, digitate 2.

Per liberare subito un parente, digitate il suo numero di 

matricola seguito dal tasto “Cancellieri”…


 .

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mercoledì 5 settembre 2012

Dove sono le 350.000 firme del primo Vday ?



Dove sono le 350.000 firme del primo Vday ?

Questa iniziativa ha lo scopo di informare la cittadinanza sulla fine che hanno fatto le 350 mila firme raccolte in un sol giorno l'8 settembre 2007 (V-day) in tutte le Piazze italiane e di portare la nostra voce nei Palazzi del potere affinché venga calendarizzata la legge di iniziativa popolare, in attesa di essere tolta dai cassetti polverosi del Parlamento dal dicembre 2007, che così recitava:


* Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo o in secondo grado od è in attesa di giudizio finale.
* Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.
* I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

Che fine hanno fatto le 350mila firme?
Firmato:
Cittadini per un Parlamento Pulito!



Matteo Della Negra - TEMPO SCADUTO - -
 Testo: TEMPO SCADUTO
8 settembre 2007, 350.000 firme raccolte in un giorno, portate in Senato con la proposta per pulire il Parlamento: 1) fuori i condannati in via definitiva; 2) limite di due mandati elettorali; 3) sì alla preferenza diretta al voto; poiché è ormai evidente a tutti gli Italiani che:
VOI NON CI RAPPRESENTATE E ORAMAI IL TEMPO E' SCADUTO, VOI NON CI RAPPRESENTATE E ORAMAI IL TEMPO E' SCADUTO E LA PAZIENZA SI E' ESAURITA!
L'indignazione dei cittadini si è concretizzata in questa richiesta di restituire a noi Italiani la facoltà di scegliere persone oneste pulendo il parlamento dai pregiudicati, parenti, amici, amanti oppure condannati. Malgrado i giornali e i telegiornali si sta espandendo a macchia d'olio la coscienza che:
VOI NON CI RAPPRESENTATE E ORAMAI IL TEMPO E' SCADUTO, VOI NON CI RAPPRESENTATE E ORAMAI IL TEMPO E' SCADUTO E LA PAZIENZA SI E' ESAURITA!
Corruzione, concussione, abuso d'ufficio, finanziamenti illeciti, tangenti, frode fiscale, ricettazione fallimentare, bancarotta fraudolenta, false dichiarazioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, associazione sovversiva, favoreggiamento in sequestro, incendio aggravato da finalità di discriminazione, banda armata, lesioni personali.
10 settembre 2011, migliaia qui davanti a Montecitorio per ricordare a voi della Casta che i cittadini non si son dimenticati. Mentre attendete che scada la legislatura perché quella proposta cada in prescrizione dovreste star più attenti perché questo incendio sta già scaldando gli usci dei vostri palazzi perché:
VOI NON CI RAPPRESENTATE E ORAMAI IL TEMPO E' SCADUTO, VOI NON CI RAPPRESENTATE E ORAMAI IL TEMPO E' SCADUTO VOI NON CI RAPPRESENTATE E ORAMAI IL TEMPO E' SCADUTO, VOI NON CI RAPPRESENTATE E ORAMAI IL TEMPO E' SCADUTO E LA PAZIENZA SI E' ESAURITA!
Scritta e composta da Matteo Della Negra

https://www.facebook.com/TG.Movimento

- QUELLE 350MILA FIRME BUTTATE NEL CESSO.
Claudio Messora

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 La legge obbliga il Parlamento a sentire i firmatari di una proposta di Legge Popolare entro un mese dalla sua ricezione, e lo obbliga a discuterla in aula. Ad aprile la Proposta di Legge Popolare "Parlamento Pulito" di Beppe Grillo supererà la scadenza di due legislature senza essere stata affrontata e dunque decadrà. 350mila firme di cittadini italiani, raccolte in un solo giorno, saranno così buttate nel cesso. E intanto, i vecchi politici si rifanno la faccia parlando di Parlamento Pulito e lanciando petizioni e raccolte di firme. -

RIFORMA SCOLASTICA 5 STELLE


PROGETTO: LIBRO USATO SICURO INTRODUZIONE: Le riforme in genere prima che entrino in vigore ci vogliono parecchi anni e la "riforma scolastica 5 stelle" è molto lontana da una sua realizzazione, però abbiamo pensato che possiamo essere attivi e cercare di fare quel lavoro di controllo sull'attuale sistema. Tante cose non funzionano e noi pensiamo d'intervenire esternamente con dei progetti. Il progetto che vi stiamo proponendo è: "LIBRO USATO SICURO". Esso nasce per dare un'alternativa agli utenti della scuola per ammortizzare le spese dei testi oramai diventata una vera tassa annuale. In prima media si spendono intorno alle 300 euro (600000 delle vecchie lire) per 11 discipline. Il pacchetto libri della prima media è composto da 6500 pagine da fare in 180 giorni (una follia), infatti alla fine dell'anno se ne è sfogliato il 50% (tanto vale fare delle dispense). Perchè ci costringono a comprare testi che poi non vengono utilizzati del tutto? Questo problema ci mette di fronte a una realtà che non siamo utenti ma consumatori e i nostri soldi vanno a foraggiare le tasche degli editori (circa 2 miliardi l'anno). Chi sono gli editori dei libri scolastici? Mondatori, RCS e altri che sono anche quelli che ci informano, secondo me stiamo di nuovo davanti a un conflitto d'interessi. OBIETTIVI: L'obiettivo principale del progetto è evitare agli utenti di spendere soldi inutilmente e offrirgli una bacheca elettronica (messa a disposizione dai movimenti 5 stelle locali) per mettersi in contatto con altri utenti per lo scambio o la vendita dei libri. Da questi scambi potrebbe nascere anche un autofinanziamento del movimento con un'offerta volontaria degli utenti che usufruiscono del servizio. PIANO D'AZIONE: Il piano d'azione è abbastanza semplice, ogni M5S locale mette a disposizione, nei loro siti o profili facebook, una bacheca elettronica con offerte e richieste. Gli utenti potranno visionare e lasciare un messaggio con la loro offerta o richiesta. Sarebbe importante che il baratto avvenisse nelle sedi del M5S e se non ci fossero di chiedere dei locali alle autorità locali ( scuole, parrocchie, uffici comunali e altro) per rendere le transizioni più sicure. Per far si che si svolga nella massima serietà bisogna attenersi a dei criteri: i testi devono essere in buone condizioni e completi. RISULTATI: i risultati sono molteplici. Anche se il progetto è in via sperimentale e forse anche un pò in ritardo. Questo progetto può aprire a quella filosofia che vorremmo nella nuova scuola cioè: logica, collaborazione e rispetto. Se dovesse funzionare l'anno prossimo l'organizzazione sarà più capillare e potrà essere affiancata da nuove iniziative come i gruppi d'acquisto di materiale scolastico. La "RIFORMA SCOLASTICA 5 STELLE" è intenziona ad intervenire con altri progetti per migliorare la formazione dei nostri bambini-ragazzi e per dare una sveglia ad una scuola IMMOBILE. Vi ricordiamo che sarebbe importante continuare a votare e diffondere la RS5S. Essa la trovate nella bacheca degli assoluti, cioè delle proposte più votate (proposte per bambini). Un saluto Fabio Lorenzini 

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/09/riforma-scolastica-5-stelle-primo-passo.html

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domenica 26 agosto 2012

Le Pussy Riot sono libere. Liberiamo la Russia‏



Dopo essere stata condannata a due anni di prigione per aver cantato in una chiesa una canzone che criticava il presidente Putin, una delle Pussy Riot si è rivolta alla corte e al processo show che l'ha vista coinvolta ha dichiarato "Nonostante il fatto che siamo fisicamente qui, siamo più libere di tutti coloro che siedono di fronte a noi ... Possiamo dire tutto quello che vogliamo ..."

La Russia sta inesorabilmente scivolando in una nuova autocrazia: un giro di vite sulle proteste pubbliche, elezioni presumibilmente truccate, intimidazioni ai media, divieto alle manifestazioni per i diritti degli omosessuali per i prossimi 100 anni, e addirittura violenze fisiche verso voci critiche come il campione di scacchi Garry Kasparov. Ma molti cittadini russi continuano a voler disubbidire, e il coraggio eloquente delle Pussy Riot ha galvanizzato la solidarietà verso la Russia nel mondo. Ora è l'Europa la nostra maggiore possibilità di provare a Putin che c'e' un prezzo da pagare per questa repressione.

Il Parlamento Europeo sta chiedendo un congelamento dei beni e uno stop alla libertà di movimento per il potente gruppo di élite attorno a Putin, accusato di molteplici crimini. La nostra comunità è diffusa in ogni angolo del mondo: se spingiamo gli europei ad agire, non solo ciò colpirà duramente la cerchia ristretta attorno a Putin, in quanto molte banche hanno la loro sede in Europa, ma contrasterà allo stesso tempo la sua propaganda anti-occidentale, mostrandogli che il mondo intero vuole farsi avanti per una Russia libera. Clicca sotto per sostenere le sanzioni e dillo a tutti: 

http://www.avaaz.org/it/free_pussy_riot_free_russia_a/?bkBgnbb&v=17297 

Il processo della scorsa settimana riguarda molto più di tre donne e della loro 'preghiera punk' di 40 secondi. Considerando che decine di migliaia di persone hanno invaso le piazze per contestare elezioni truccate, il governo ha rinchiuso in prigione per settimane gli organizzatori. E a giugno il Parlamento ha di fatto reso illegale il dissenso alzando le multe per proteste non autorizzate di 150 volte, portandole circa al livello del salario medio di un russo per un anno intero. 

Le Pussy Riot possono essere le più famose attiviste russe in questo momento, ma la loro condanna non è la più evidente ingiustizia nella guerra contro il dissenso di Putin. Nel 2009, l'avvocato anti-corruzione Sergei Magnitsky, dopo aver svelato una enorme frode fiscale che coinvolgeva i poteri forti, è morto in prigione: senza un processo, sulla base di accuse traballanti, e privato ripetutamente di assistenza medica. 60 membri dell'élite russa sono stati indagati relativamente a questo caso e al suo insabbiamento, e le sanzioni che il Parlamento Europeo sta proponendo sono contro questa élite ristretta. 

L'attenzione internazionale alla repressione russa sta montando proprio in questo momento, e le sanzioni elaborate dopo il caso Magnitsky sono il miglior modo di aumentare la pressione su Putin e aiutare a dare ossigeno al movimento per la democrazia in Russia. Diamo ai leader europei un mandato pubblico e globale ad adottare le sanzioni. Firma ora la petizione e condividila con tutti: 

http://www.avaaz.org/it/free_pussy_riot_free_russia_a/?bkBgnbb&v=17297 

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