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mercoledì 1 maggio 2019

Per ordine del Comando Generale del Corpo Volontari della Libertà


Per ordine del Comando Generale del Corpo Volontari della Libertà sono incaricato di rendere giustizia al popolo italiano


Giustizia è fatta !!!..........
Valerio .....sospinge Mussolini verso l’inferriata e pronuncia la sentenza: “Per ordine del Comando Generale del Corpo Volontari della Libertà sono incaricato di rendere giustizia al popolo italiano“........... i 16 fucilati vengono caricati su un camion, coperti da un telone dove si issano e viaggiano dei partigiani del drappello venuto la mattina stessa da Milano. Una piccola colonna con il veicolo e auto parte per Milano, fermandosi nelle vicinanze per recuperare i corpi di Mussolini e della Petacci, sul luogo dell’esecuzione. Durante il viaggio di ritorno la colonna è costretta a fermarsi in diversi posti di blocco partigiani per controlli; rifiutandosi sempre di rivelare – per prudenza – il contenuto del camion, in alcuni casi “Valerio” ed i suoi passano i controlli dopo molte difficoltà.........Viaggiare in quei giorni fra il lago di Como e Milano (120 km circa, nelle strade in precarie condizioni, di allora) non è facile, il camion di “Valerio” ci mette nove ore:.......Walter Audisio scelse quel luogo, probabilmente su indicazione del Comitato Insurrezionale del CLN, proprio dove le vittime partigiane della strage del 10 agosto 1944 erano state abbandonate in custodia ai militi fascisti della Muti, che li avevano oltraggiati e lasciati esposti al sole per l’intera giornata, impedendo ai familiari di raccogliere i loro resti............I cadaveri dei capi fascisti vennero scaricati nel centro della Piazza e i partigiani – tranne pochissimi lasciati di guardia, che si addormentarono – si allontanarono. Verso le 7 del mattino, i primi passanti si accorsero dei cadaveri. Vi fu un passaparola fulmineo e la piazza si riempì velocemente. Non era stata incautamente prevista alcuna misura di contenimento: nella calca le prime file di folla vennero spinte verso i cadaveri dalle persone retrostanti, tutti curiose di vedere il cadavere di Mussolini, calpestando e sfigurando i cadaveri. Molti insultavano, sputavano, orinavano e prendevano a calci i cadaveri stessi. Una donna sparò al cadavere di Mussolini cinque colpi di pistola, per vendicare i propri cinque figli morti in guerra: la traccia dei proiettili inflitti post-mortem fu poi rilevata dall’autopsia........Alle 11 del mattino la situazione non era più governabile neanche con le scariche di mitra in aria. Una squadra di Vigili del Fuoco, giunta sul posto, intervenne: ripulì i cadaveri con gli idranti, lì trasse via dal centro della piazza, issando i sette cadaveri più noti alla pensilina del distributore di carburante Standard Oil (poi Esso) che si trovava all’angolo fra la piazza e corso Buenos Aires e lasciandoli lì appesi per i piedi, a testa in giù: non vi era altro modo, la rigidità cadaverica impediva di appenderli per le braccia, che si sarebbero spezzate rischiando di farli cadere.

Questo gesto, compiuto nel marasma dai Vigili del Fuoco e dai partigiani presenti, riportò un minimo di calma nella Piazza, in quanto tutti potevano vedere i cadaveri (essenzialmente, quello di Mussolini) senza accalcarsi. La zona del distributore era poi laterale al piazzale e meglio difendibile: da quel momento, infatti, un cordone di partigiani e vigili del fuoco riuscì a tenere la folla inferocita, ed a tratti in attitudine di linciaggio, a debita distanza dai cadaveri, mentre Piazzale Loreto era letteralmente stracolmo di cittadini milanesi. ....Il destino dei dittatori quando cadono è finire nella polvere ........ In piazzale Loreto di polvere non ce n' era, ma la sostanza non cambia........Buona giornata Comunisti Resistenti ??




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domenica 22 novembre 2015

Mussolini Protettore dell'Islam



Nel 1934, a seguito della nascita della Libia italiana, Mussolini avviò una politica favorevole agli arabi, li chiamò "musulmani italiani della quarta sponda d'Italia" e costruì per loro villaggi, moschee, scuole e ospedali. Dietro l'apparente intento umanitario, il fascismo e alcuni settori del mondo islamico riconoscevano Francia e Regno Unito come nemici comuni e il duce voleva sfruttare tale fattore a proprio vantaggio. Questa comunanza di intenti era generata dall'avversione agli accordi sanciti dal trattato di Versailles del 1919, dominato da Stati Uniti d'America, Francia e Regno Unito, i quali non avevano soddisfatto pienamente né le richieste avanzate dall'Italia, 
né quelle del mondo islamico.

Al fine di guadagnarsi il favore degli arabi e di suggellarne l'alleanza, Mussolini, benché cattolico e firmatario dei Patti Lateranensi con la Chiesa, decise di farsi conferire il titolo di
  protettore dell'Islam.
 Secondo l'interpretazione del duce, essendo subentrato in Libia il governo italiano al posto di quello ottomano, tale titolo gli spettava di diritto in quanto, in qualche modo, erede dell'autorità del califfo. Il 20 marzo 1937, nei pressi di Tripoli, Mussolini ricevette da Iusuf Kerisc, un capo berbero sostenitore dell'occupazione italiana contro la resistenza libica, la spada dell'Islam durante una sontuosa cerimonia. Dopo essere entrato a Tripoli fra salve di cannone e alla testa di una schiera di 2.600 cavalieri, il duce ribadì la sua vicinanza alle popolazioni musulmane, garantendo loro 
«pace, giustizia, benessere e rispetto delle leggi del Profeta».

Nonostante l'approvazione da parte dei media di regime, la cerimonia suscitò ilarità fra la popolazione italiana per via dei suoi connotati assurdi e paradossali. Una delle fotografie dell'evento, raffigurante Mussolini in sella a un cavallo tenuto per la cavezza da un palafreniere, nella sua versione ufficiale fu ritoccata e pubblicata cancellando il palafreniere. Il dettaglio è spesso citato come uno fra gli esempi più rappresentativi dell'arte della falsificazione invalsa nei regimi totalitari.

L'anno successivo venne inaugurato nella piazza principale della capitale libica un monumento equestre in onore di Mussolini, il cui basamento recitava: «A Benito Mussolini pacificatore delle genti, redentore della terra di Libia, le popolazioni memori e fiere dove fiammeggiò la Spada dell'Islam consacrano nel segno del Littorio una fedeltà che sfida il destino».

La spada, decorata con arabeschi, dotata di una lama dritta a doppio filo e con elsa e fregi in oro massiccio, era stata realizzata dalla ditta artigiana Picchiani e Barlacchi di Firenze su ordine dello stesso Mussolini. Dopo il 1937 non venne più utilizzata e fu custodita in una teca di vetro a Rocca delle Caminate, residenza estiva del duce. Del prezioso oggetto non si ebbero più tracce dopo il 25 luglio 1943, quando la Rocca venne liberata.

FONTE WIKIPEDIA

LEGGI ANCHE
LE BUFFONATE SU MUSSOLINI
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venerdì 8 agosto 2014

Riformare la Giustizia facendo patti con Silvio Berlusconi



Giancarlo Caselli: 

"Difficile riformare la giustizia
 facendo patti con Silvio Berlusconi"

"Riconosco al ministro Orlando una autentica volontà riformatrice e penso che questo sia un buon punto di partenza. Constato che si deve muovere in un contesto non incoraggiante, con un governo che ha sottoscritto un patto con il signor Berlusconi nonostante i suoi problemi con la giustizia".Così l'ex procuratore di Torino Giancarlo Caselli in un'intervista a Repubblica.

"Berlusconi - continua il giudice - che in vent'anni di attività politica ha cercato di sottrarsi sistematicamente alla giurisdizione e ha altrettanto sistematicamente oltraggiato la magistratura fino a definirla 'un cancro da estirpare'". Secondo Caselli "Il problema principale della giustizia sono i tempi lunghissimi. Vogliamo ridurli drasticamente? Non c'è che una strada: l'abolizione del processo di appello".

"Nei tribunali c'è un arretrato di 9 milioni di cause, un macigno gigantesco. Per sollevarlo sarebbe necessario abolire il grado di appello: smaltire quelli arretrati in due anni e arrivare a un sistema con un solo grado di giudizio. In tutti i paesi con il rito accusatorio come quello italiano - spiega - il giudizio di appello di fatto non esiste. Se noi liberassimo i giudici di appello, potremmo utilizzarli per il primo grado e la giustizia italiana diventerebbe molto più rapida".



NON E' UNA BARZELLETTA.
"Perché fate riforme con un partito nato con la Mafia?", 
chiede il giornalista... 
la Ministra Boschi: "Perché ha milioni di elettori". 


leggi anche : http://cipiri.blogspot.it/2014/08/questo-anno-di-politica-italiana.html

Questo ANNO di Politica Italiana



Questo ANNO di Politica Italiana

1. Due partiti che a parole sono sempre stati avversari si sposano alla luce del sole. Dal PD e FI nasce il PU: il Partito Unico ...



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venerdì 1 agosto 2014

Questo ANNO di Politica Italiana



Questo ANNO di Politica Italiana

1. Due partiti che a parole sono sempre stati avversari si sposano alla luce del sole. Dal PD e FI nasce il PU: il Partito Unico

2. Il M5S propone come Presidente della Repubblica Rodota'. Rodota' e' uomo di sinistra, non espressione del M5S. Era Presidente dei DS ma il PD decide di non votarlo nonostante il suo elettorato spingesse a farlo. Con Rodota' al Colle Berlusconi sarebbe morto!

3. Viene eletto per la seconda volta Presidente della Repubblica (fatto per molti incostituzionale) Giorgio Napolitano. Quel Napolitano che divenne deputato che Stalin era ancora vivo!

4. Il PD fa un governo incedente con Alfano agli interni, la De Girolamo (poi indagata per lo scandalo sanitario nel beneventano e dimissionaria) all'agricoltura e la Cancellieri alla giustizia.

5. Il PD (nonostante Renzi da fuori faccia il “grillino”) salva Alfano e la Cancellieri dalle mozioni di sfiducia presentate dal M5S. Il primo ha fatto deportare illegalmente una mamma e una bimba verso un paese guidato da un dittatore. La seconda, amica dei Ligresti, da Ministro della Giustizia ha provato a far "uscire" Giulia Ligresti dal carcere. “O li salvate o cade il governo” tuona il democratico Letta. Il PD obbedisce.

6. La Corte Costituzionale dichiara incostituzionale il “porcellum” per via del suo premio di maggioranza abnorme. Il Parlamento, figlio del premio di maggioranza truffaldino, dovrebbe fare una sola cosa: sistemare la legge elettorale uscita dalla Consulta. Poi il decoro imporrebbe nuove elezioni ma la maggioranza va avanti.

7. Per la prima volta nella storia della Repubblica il Presidente della Camera applica la ghigliottina e colpisce il M5S che si oppone al regalo di 7,5 miliardi di euro alle banche. Il M5S protesta animatamente ma sempre senza violenza. Al contrario e' il Questore Dambruoso che alza le mani. La vittima della sua viltà e' Loredana Lupo, deputata M5S e neo-mamma.

8. Nel frattempo gli scandali EXPO e MOSE ci mostrano quanto la corruzione sia bipartisan. Non a caso la Camera, grazie alla presenza del M5S vota favorevolmente all'arresto per il deputato PD Genovese e per Galan di FI. Nelle ultime legislature, prima dell'arrivo del M5S la Camera aveva votato 21 volte per l'arresto di un suo componente. 20 NO (salvato 2 volte Cosentino e 2 volte Dell'Utri) e una volta si'. Con il M5S in aula 2 arresti su 2!

9. Renzi, senza passare da elezioni politiche, diventa premier e cosa fa? Convoca Berlusconi al Nazareno e ci firma un patto che nessuno conosce nel dettaglio. Del patto si sa che riguarda una riforma costituzionale (nonostante il Parlamento sia delegittimato) e la riforma elettorale. B. diventa padre costituente nonostante sia stato cacciato dal Senato in quanto frodatore del fisco e partner per la legge elettorale nonostante non possa neppure votare.

10. Nel frattempo viene condannato e poi arrestato Dell'Utri il fondatore di FI. Dalla sentenza si evince che FI sia un partito nato con il beneplacito di “Cosa Nostra”. Evidentemente per il PD questo non e' un problema.

11. Il Paese e' in ginocchio ma il governo si dedica solo a drammatiche riforme costituzionali che trasformerebbero la Repubblica in una dittatura e che non risolvono il vero problema degli italiani: il lavoro!

12. Tutte le forze politiche si coalizzano per distruggere il M5S. Alle elezioni europee Scelta Civica si suicida e B. fa campagna elettorale contro il M5S. Non importa chi vinca, importa solo che il M5S venga fermato.

13. Il disegno legge Boschi sulle riforme costituzionale arriva al Senato. Il governo vuole creare un Senato di nominati e con l'Italicum una Camera di nominati. Gli italiani sono in vacanza (chi se lo può permettere) e la maggior parte dei media non spiega la gravita' della situazione.

14. L'ISTAT ci informa che 6 milioni di italiani vivono in povertà assoluta, che la disoccupazione supera il 14%, quella giovanile il 43% con picchi del 65% al sud.

15. Le proposte di legge del M5S sull'abolizione di Equitalia e sull'istituzione del reddito di cittadinanza non vengono nemmeno prese in considerazione.

16. Al Senato il Presidente Grasso sembra tenere la barra dritta e sembra garantire i diritti alle opposizioni ma, dopo essere stato convocato da Napolitano, cambia atteggiamento. Ghigliottine, “canguri” e scelte arbitrarie dimostrano la sua resa al Monarca Assoluto Napolitano.

17. Intanto si iniziano a intravedere i contenuti del patto del Nazareno. Salvataggio di MEDIASET e riforma della giustizia. Questi sono i temi segreti sui quali hanno discusso Renzi e Berlusconi.

18. Il M5S tenta di aprire un dialogo con Renzi e Napolitano per migliorare legge elettorale e riforme costituzionali. Renzi non risponde nemmeno alle domande sollevate dal M5S e Napolitano, per una lieve indisposizione, nemmeno riceve le opposizioni al Quirinale.

19. Il potere d'acquisto degli italiani crolla, il PIL non cresce, le fabbriche chiudono e gli imprenditori si suicidano.

20. Intanto si continuano a comprare F35, a stare in Afghanistan e a condonare miliardi di euro a slot machine. La corruzione dilaga, la mafia e' dovunque, Parlamento incluso, BERLUSCONI torna ad essere una figura centrale della politica italiana grazie al PD.

DA - Alessandro Di Battista con Mary Martini e Felice Bussi

LEGGI ANCHE   http://cipiri.blogspot.it/2014/08/riformare-la-giustizia-facendo-patti.html

Riformare la Giustizia 

facendo patti con Silvio Berlusconi


Giancarlo Caselli: 

"Difficile riformare la giustizia
 facendo patti con Silvio Berlusconi"


LEGGI ANCHE  http://cipiri.blogspot.it/2014/07/capire-il-processo-bunga-bunga.html

Capire il Processo Bunga Bunga

Dunque non era un reato, 
ma solo una gigantesca figura di CACCA. 

Giggin’ ‘a purpetta di Forza Italia


Questo e' il deputato Luigi Cesaro, “Giggin’ ‘a purpetta”, l'autista di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra Organizzata. Cesaro e' accusato di concorso esterno in associazione di stampo camorristico e di sostegno (con la sua attività politica) al clan dei casalesi. ..

ITALIA : in Povertà 10 Milioni di Persone


in povertà di 10 milioni di persone 

I numeri sono quelli del Censis, ,,


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martedì 1 aprile 2014

Marina Berlusconi Erede al Trono di Silvio


La vera storia di Marina Berlusconi
 erede al trono pronta alla politica 
per salvare gli affari di famiglia.

Marina è la consigliera preferita dal padre, d’altronde lei è nata e cresciuta nel mondo ambiguo ed oscuro che ha formato la fortuna economica della famiglia, nel senso siciliano mafioso della parola. Purtroppo la memoria degli italiani, quelli dalla sua parte, è totalmente assente, o complice, nessuno ricorda che è sceso in campo con 7.000 miliardi di lire di debiti e con un piede in galera.

Fonte Fedele Confalonieri e se mettiamo in discussione anche l’amico e socio di una vita non c’è più religione. Geniale è geniale impossibile negarlo, è riuscito a sfuggire alla giustizia senza darsi alla latitanza, senza nemmeno nascondersi in qualche bunker nelle sue ville e per rendersi invisibile è ricorso alla sovraesposizione mediatica, come quei caroselli che a forza di vederli non li ricordi nemmeno. Ha fatto eleggere, nel suo partito personale, la schiera di suoi avvocati e molti dei suoi complici o subalterni garantendosi uno zoccolo duro che gli ha permesso di dominare per 18 anni.

Al resto ci hanno pensato le sue televisioni, le varie D’Urso, Zanicchi, De Filippi, Marcuzzi, che hanno inciso con l’oppio della televisione molto più di Emilio e di tutti i direttori dei suoi telegiornali di regime.

Ho sempre considerato la De Filippi la vera corazzata dei berlusconiani inconsapevoli, a induzione, risucchiati dal vortice della stupidità sino al coinvolgimento inconsapevole ed esagerato grazie all’azzeramento totale della cultura, di un minimo di riflessione. Non per niente le truppe all’esterno del Tribunale di Milano erano sempre le sue e, se consideriamo che la maggioranza erano donne anche se stagionate, se ne ricava che lo spirito critico ed il rispetto per la donna è stato azzerato del tutto da uomini e donne, c’è posta per te ed il ballo dell’ultimo miglio. Alludo a quella pagliacciata di pensionati over 70, ed oltre, che giocano a fare i galletti con tanto di fiore alla giacca e scenate di gelosia.

Un doloroso esempio di come ci si possa ridurre andando avanti negli anni, dovrò dire a mio figlio che se mi vedesse ridotto in quelle condizioni di chiedere il mio ricovero per incapacità di intendere e di volere.

Tutte le elezioni dal 1992 ad oggi si sono risolte con una differenza di voti, tra uno schieramento e l’altro, inferiore ai due milioni e le corazzate dell’oppio guidate dal generale De Filippi ne coinvolgono molti di più.

Infatti la sua fine, ammesso che sia al capolinea, arriva per motivi economici e per l’impresentabilità ormai accertata in campo internazionale, lo molla persino la Confindustria , la Borsa e gli investitori, ogni giorno in più che passa al potere costa miliardi di euro. Il problema vero, che dilata a dismisura questa agonia, è lo stesso che lo ha spinto a scendere in campo il 26 gennaio del 1994, i suoi interessi economici ed il mettersi al riparo dalla Giustizia, dobbiamo fargli i complimenti è riuscito ad azzerare 7.000 miliardi di lire di debiti e diventare uno degli uomini più ricchi, e potenti, del mondo occidentale. Si è fatto depenalizzare il falso in bilancio, come primo ministro si è permesso di elogiare, giustificare, l’evasione fiscale garantendogli l’amicizia eterna di banditi come lui. Ha fatto condoni di tutti i tipi, dal fisco all’edilizia abusiva e ne vediamo i risultati ogni volta che piove.

Non gli è riuscito il condono, una amnistia, per gli amici mafiosi ma sul 41 bis qualcosa è riuscito a fare, pentiti a parte ai quali è stata tolta la protezione così imparano a non comportarsi da eroi come Mangano. Non so se siamo all’ultimo miglio, la consigliera prediletta lo incita a resistere con una certa insistenza, ha già cominciato la campagna di propaganda del vittimismo di famiglia e di lesa maestà dei traditori e, soprattutto, non dimentichiamo che eticamente e moralmente è peggio di lui. Del resto Marina Berlusconi prova orrore per Roberto Saviano: si, avete capito bene, non prova orrore per la mafia, ma per Roberto Saviano.

Sembra impossibile ma, quello che ha dichiarato sulla sentenza che condanna al risarcimento per la vicenda della Mondadori è la prova più evidente che Berlusconi non rappresenta il peggio della sua famiglia, la figlia prediletta lo supera, è ancora più spudorata di lui. Staremo a vedere ma ricordiamoci una cosa, come la morte del duce non ha determinato la fine del fascismo, così la fine di Berlusconi non sarà la fine del berlusconismo e dobbiamo stare vigili che non scenda in campo a prendere il testimone la peggiore di tutti, la figlia Marina. Non sottovalutiamo questa possibilità.

Abbiamo poche certezze, la prima è che l’Italia ne uscirà con la schiena rotta, massacrata moralmente ed economicamente dai decenni di berlusconismo e al seconda, un po’ più positiva per la famiglia Berlusconi, è che noi siamo democratici non sarà giustiziato e non sarà sepolto in un luogo segreto. Quando verrà il suo momento inaugureremo il mausoleo di Arcore e Marina non avrà bisogno di consegnarsi alla Corte dell’Aja. La Resistenza ci ha regalato la democrazia e la Costituzione, quelle che suo padre ha tentato di demolire per oltre 18 anni.

da : http://isegretidellacasta.blogspot.it/2011/11/la-vera-storia-di-marina-berlusconi.html



La giornalista editorialista Lina Sotis e il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli furono imputati in tribunale con l’accusa di “illecita diffusione di notizie riservate”. 
Ma poi furono completamente assolti.

La bagarre si scatenò in seguito a un articolo con cui Lina Sotis dava conto delle tendenze omosessuali di Angelo Villa, noto chirurgo plastico milanese. Il quale ha convissuto svariati anni con Maurizio Vanadia, ballerino della Scala, che il 12 Dicembre 2008 ha sposato Marina Berlusconi. Quindi: Maurizio Vanadia, attuale marito di Marina Berlusconi, prima di sposarsi, ha convissuto per alcuni anni con Angelo Villa. Naturalmente due persone sono libere di convivere senza dover dar conto a nessuno su quale sia il tipo di rapporto che intercorra tra loro.

Il tribunale, nell’assolvere Sotis e De Bortoli, ha così scritto: “Nella società attuale non è né culturalmente né giuridicamente giustificato alcuno stigma in relazione all’omosessualità o all’essere omosessuale”. Non solo. Il tribunale ha aggiunto che sia Vanadia sia Villa “sono due affermati professionisti” e la convivenza “poteva avere solo la giustificazione di una scelta di tipo affettivo, frutto di affinità ed elezione”. Vedi articolo su gay.it.

Ci dispiace per Maurizio Vanadia: ha convissuto per tanti anni con una persona gay con cui sarà stato quantomeno amico. Cosa avrà pensato Maurizio Vanadia, marito di Marina Berlusconi, quando l’altro giorno ha sentito suo suocero, il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, dire “meglio osservare belle ragazze che essere gay”. È stata una cosa poco carina.

Ieri la questione è stata sottolineata da giornalettismo.com.

Giuliano Federico

LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2014/03/cassazione-conferma-berlusconi-e.html

Berlusconi è incandidabile


Cassazione conferma: Berlusconi è incandidabile

La Corte di Cassazione ha definitivamente confermato la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per due anni nei confronti di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. L’ex premier era già stato condannato con sentenza irrevocabile per frode fiscale alla pena principale di 4 anni di reclusione (tre coperti da indulto). Quindi il Cavaliere non potrà essere candidato alle elezioni.

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mercoledì 1 gennaio 2014

Giustizia : Il gratuito patrocinio non c'è più



Il gratuito patrocinio non c'è più.

 La legge di stabilità e la difesa di chi non può…

Un commento di Giuristi Democratici


Tra gli altri tagli rigorosamente rivolti verso il basso il Governo Letta mette mano al settore giustizia, aumentando marche bolli e contributi unificati e quindi la possibilità di avviare cause civili a chi non abbia possibilità economiche (dopo aver imposto col “decreto del fare” costose “mediazioni” obbligatorie), ma soprattutto rendendo definitivamente impossibile il patrocinio a spese dello stato.

Di seguito un comunicato dei Giuristi Democratici che entra nel merito delle modifiche che il governo Letta imporrà, con tutta probabilità, a breve, col voto di fiducia sulla legge di stabilità.

Sempre meno giustizia per chi non ha soldi

Non se ne è parlato molto, ma nella nuova legge di stabilità sono state introdotte, e già approvate al Senato, alcune importanti variazioni economiche anche in materia di giustizia: innanzitutto la riduzione di un 30% dei compensi per i difensori (ma anche per i consulenti tecnici, gli ausiliari e gli investigatori autorizzati) dei soggetti ammessi al cosiddetto “gratuito patrocinio”. Le spettanze che possono essere liquidate per la difesa dei soggetti non abbienti, già ridotte perchè calcolate in base ai valori medi e decurtate del 50% subiscono così un'ulteriore dratica riduzione. Gli effetti sono facilmente prevedibili: sempre meno avvocati, consulenti, investigatori privati si renderanno disponibili a difendere chi si trova nelle condizioni per accedere al patrocinio a spese dello stato; si parla di persone che possono vantare il non invidiabile primato di percepire un reddito lordo di poco più di 10.000 euro di reddito l'anno. Sempre meno difesa per chi non può, sempre meno garanzie, sempre meno diritti. Verso il basso, ovviamente.

Dal punto di vista dell'avvocatura, ovviamente, questa ulteriore riduzione dei compensi (che vengono materialmente erogati, lo ricordiamo per i profani, dopo qualche anno dalla conclusione dei procedimenti) rende la remunerazione di questa attività difensiva inferiore ad ogni limite dignitoso. Se lo Stato per difendere un poveraccio ti paga meno di un quarto di una parcella media quanti saranno i professionisti seri ad accettare la mancetta posticipata di alcuni anni dal lavoro svolto ? Altro che dignità della professione forense, altro che diritto alla difesa, altro che importanza del ruolo professionale... Altre disposizioni contenute sempre nella legge di stabilità (art. 18 commi da 15 a 20) introducono un contributo obbligatorio per l'ammissione all'esame per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato e per l'iscrizione all'Albo dei Cassazionisti, ma anche per i concorsi abilitativi alle altre professioni (notai e magistrati). Ed è già pure previsto che tale contributo ogni tre anni venga aumentato in base agli indici Istat.

Aumentano poi i costi di notifica e, last but not least, viene chiarito che, in caso di ricorsi con i quali vengono impuganti più atti, il contributo unificato va conteggiato in relazione ad ogni singolo atto impugnato, anche in grado d'appello. Si tratta, tipicamente, dei ricorsi in materia amministrativa, in cui è ordinario impugnare l'atto principale unitamente ai presupposti. Quando si pensa che il contributo unificato, in queste materie, è normalmente di 600 euro, ben si comprende che la giustizia amministrativa diventa veramente un lusso per pochi.

Come Giuristi Democratici riteniamo intollerabile questo continuo attacco alla giustizia sostanziale operata sempre verso il basso, a scapito dei soggetti più deboli che incappano nel sistema giustizia o che al sistema giustizia non possono accedere. Pensiamo cosa significa l'applicazione di questi tagli in danno delle migliaia di detenuti prodotto delle leggi criminogene di cui la legislazione ha fatto autentico abuso in questi anni, in materia di stupefacenti, in materia di ingresso e soggiorno degli stranieri, in materia di recidiva. Pensiamo cosa significano questi aumenti per le centinaia di comitati di cittadini che si muovono contro grandi e piccole opere devastanti nei territori.

Non possiamo quindi che esprimere una profonda e ragionata avvesità alle misure economiche che il governo vuol mettere in campo nel settore giustizia e chiedere la cassazione senza rinvio di queste disposizioni, che rappresentano un vero e proprio attentato al diritto di giustizia dei cittadini meno abbienti.

Torino, Roma, Napoli, Bologna, Padova,18 dicembre 2013

Associazione Nazionale Giuristi Democratici

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domenica 3 novembre 2013

TUTTI SONO UGUALI DI FRONTE ALLA LEGGE


Ministra Cancellieri, pure Stefano Cucchi 
"dimagrì" molto in carcere, fino a morirne.



La lettera di Cancellieri

Anna Maria Cancellieri ha 70 anni ed è l’attuale ministro della Giustizia, dopo essere stato il ministro dell’Interno del governo Monti. Ha una lunga carriera nell’amministrazione dello Stato e negli ultimi trent’anni è stata prefetto e commissario prefettizio in diverse città italiane. Si è detto spesso che Giorgio Napolitano la apprezzasse particolarmente e si fece il suo nome tra i possibili candidati alla presidenza della Repubblica (era la candidata di Scelta Civica).

Per rispondere alle accuse che sono arrivate nelle ultime ore e alle molte richieste di dimissioni, per esempio da parte del M5S (ma posizioni critiche sono state espresse anche da esponenti di SEL e PD, mentre altri esponenti del PD hanno difeso il ministro) Cancellieri ha inviato ieri una breve lettera ai capigruppo di Camera e Senato in cui si dice pronta a riferire in parlamento e non nega di essere intervenuta nella vicenda:

Nel caso di Giulia Ligresti, avverto l’esigenza di precisare il senso e i limiti del mio intervento, non appena avuta conoscenza, per via diretta, delle condizioni psicofisiche della ragazza.

Era mio dovere trasferire questa notizia agli organi competenti dell’Amministrazione Penitenziaria per invitarli a porre in essere gli interventi tesi ad impedire eventuali gesti autolesivi.

Mi sono comportata, peraltro, nello stesso modo quando sono pervenute al mio Ufficio segnalazioni, da chiunque inoltrate, che manifestassero preoccupazioni circa le condizioni sullo stato psicofisico di persone in stato di detenzione.

Intervenire è compito del Ministro della Giustizia.

La vicenda è chiara , dalle intercettazioni e dalle stesse dichiarazione rese dalla stessa Cancellieri ai p.m.di Torino!! Il ministro ha abusato del suo potere, per agevolare la figlia di una delle più potenti famiglie, e non attivandosi per gli altri detenuti anonimi, che versano in condizioni simili o peggiori !! E allora sarà pure che la LEGGE E' UGUALE PER TUTTI, come è scritto nelle aule dei Tribunali italiani , ma con il suo comportamento un ministro di giustizia ,tutore dei diritti di tutti, ha fatto, invece prevalere il suo principio e di quelli che ha inteso agevolare e che cioè : NON TUTTI SONO UGUALI DI FRONTE ALLA LEGGE, sopratutto quando si tratta di POTENTI !!

Come possono gli Italiani tollerare che un Ministro della Giustizia giustifichi il proprio operato adducendo ragioni umanitarie per spiegare comportamenti arbitrari, inopportuni e legati a interessi personali nei riguardi di personaggi plurinquisiti. Non è una giustificazione quella di far passare come sua abitudine tale comportamento: compito della Ministra non è quello di fare telefonate di intercessione a beneficio di singoli, ma di operare al meglio affinché la Giustizia nel suo complesso funzioni in questo malandato Paese.

SCANCELLIERI (Marco Travaglio)

È ufficiale: il ministro della Giustizia non conosce o non capisce il dovere di imparzialità a cui è tenuto ogni membro del governo e della Pubblica amministrazione. Non conosce o non capisce l’art. 97 della Costituzione: “I pubblici uffici sono organizzati… in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. E neppure l’art. 98: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione”. Sicuramente conosce, ma non capisce (come la gran parte dei suoi colleghi di Casta), l’art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Ma anche Napolitano e Letta jr., per non parlare dei partiti della maggioranza, hanno idee molto confuse in materia. Infatti il primo tace (e meno male, visto quel che riuscì a dire per difendere un altro ministro da cacciare, Alfano). E il secondo biascica che la ministra “chiarirà tutto”: come se non fosse tutto abbastanza chiaro. Lei intanto ha capito che la farà franca e ripete che sparlare con la moglie di un arrestato – a sua volta padre di tre arrestati – dei magistrati che hanno disposto gli arresti, e poi raccomandare presso i sottoposti una delle persone arrestate, è cosa assolutamente normale per un ministro della Giustizia. Anzi, “doverosa”. Anzi, non farlo sarebbe “colpevole omissione”.

Non le passa neppure per l’anticamera del cervello che intercedere per una detenuta amica sua, figlia di un amico suo, fra l’altro datore di lavoro di suo figlio, significa tradire i doveri di imparzialità e di servizio all’intera Nazione. Ed è ridicolo affannarsi a citare altre analoghe “segnalazioni” come prova che lei tratta tutti i detenuti allo stesso modo. Se la famiglia Ligresti non possedesse il numero di cellulare dell’amica ministra, questa non avrebbe mai potuto “segnalare” il caso di Giulia, malata di anoressia, ai vicedirettori del Dap. E questo non fu soltanto un trattamento privilegiato, ma anche un atto superfluo (la Procura di Torino, motu proprio, aveva subito disposto una perizia sulle condizioni di salute della reclusa, giudicate incompatibili con il carcere). Peggio: un attestato di somma sfiducia nell’amministrazione penitenziaria e giudiziaria che la Cancellieri dirige.

Il messaggio che lancia con queste scriteriate dichiarazioni è terrificante: la ministra della Giustizia pensa che i magistrati e i funzionari delle carceri siano dei sadici aguzzini che se ne infischiano abitualmente dei detenuti a rischio, al punto che senza le sue personali segnalazioni per questo o quel detenuto nelle carceri italiane sarebbe una strage quotidiana. Sul sito del ministero, in alto a sinistra, c’è una frase in grassetto: “Percorsi chiari e precisi: un tuo diritto”. Ritiene la ministra Cancellieri che quello seguito per Giulia Ligresti sia un “percorso chiaro e preciso”? O non somiglia piuttosto alla classica scorciatoia, alla solita corsia preferenziale di cui troppo spesso godono gli amici degli amici nel Paese che punisce la conoscenza e premia le conoscenze?

La questione è tutta qui. Altro che “critiche da matti”, altro che “attacchi falsi”, altro che “paese di Cesare Beccaria”. Quello della Giustizia è il solo ministro ad avere rilievo costituzionale: l’art. 110 della Carta gli affida il compito di curare “l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia”. Se la Guardasigilli ritiene che quei servizi siano così mal organizzati da lasciar morire come le mosche i detenuti malati, li riformi. Lasci perdere, per decenza, le citazioni di Stefano Cucchi, i cui familiari purtroppo non conoscevano nessun ministro. E pubblichi subito il suo numero di cellulare sul sito del ministero, affinché tutti gli altri detenuti malati possano chiamarla, con pari opportunità rispetto a Giulia Ligresti e famiglia. Ma, per favore, non parli più di “dovere d’ufficio” e di “coscienza a posto”. In quale posto: a casa Ligresti?
Cara MINISTRA Cancellieri, che non vuoLE dimetterSi, siamo spiacenti ma noi al Suo presunto atto umanitario non ci crediamo neanche un po' e riteniamo invece che il Suo sia stato un intervento indebito, e di puro e semplice nepotismo, a favore di una persona appartenente alla famiglia Ligresti, alla quale Lei E' legata da anni da vincoli di amicizia e di interessi personali. Infatti è proprio grazie ai Ligresti che il tuo caro figliolo si è intascato 5 milioni di €. Un atto umanitario è un qualcosa che si fa disinteressatamente e nei confronti di chiunque si trovi in uno stato di grave disagio e di sofferenza. Sarebbe stato un vero atto umanitario se LEI, in qualità di ministro della giustizia, anche traendo lo spunto dalle condizioni critiche in cui versava in carcere Giulia Ligresti, la quale era affetta da anoressia, avessE fatto pressioni sul governo perchè varasse un provvedimento urgente per fare in modo che tutte quelle persone detenute in carcere, le quali si trovavano in condizioni analoghe a quelle della Ligresti, e cioè a possibile rischio di vita, ottenessero gli arresti domiciliari, invece ha indebitamente tramato nell'ombra perchè soltanto lei ottenesse dalla giustizia dei favori che ad altri, ai quali, pur trovandosi in situazioni altrettanto gravi, siccome non avevano la fortuna di conoscerti e di essere nelle Sue grazie, sono stati per contro negati.
  In considerazione di ciò, ritengo che LEI non sia certo migliore di Berlusconi, che aveva fatto rilasciare dalla questura la " nipotina di Mubarak ", e reputo quindi opportuno che dovreste dimettervi entrambi.


"Offro al ministro Cancellieri un’alternativa alle dimissioni:
 pubblichi il suo numero di cellulare
 sul sito del ministero della Giustizia
 in modo che ogni familiare di detenuto 
che abbia bisogno di attenzione per motivi umanitari, 
abbia la possibilità di contattare direttamente il ministro
 ed essere aiutato. 
Sono certo che dopo meno di 24 ore
 la Sig. Cancellieri preferirebbe dimettersi".


leggi anche :  http://cipiri9.blogspot.it/2013/11/chiamate-il-ministro-cancellieri.html

Chiamate il Ministro Cancellieri



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