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venerdì 27 novembre 2015

Per il Clima in Tutto il Mondo Mobilitazione Internazionale


In marcia per il clima

Grande mobilitazione nazionale per il clima, marcia e concertone il 29 novembre a Roma. Manifestazioni in contemporanea in tutto il mondo per chiedere un nuovo modello di sviluppo .
Il 2015 è un anno importante per il futuro del Pianeta: a dicembre, nel prossimo vertice delle Nazioni Unite che avrà luogo a Parigi (30 novembre/11 dicembre), si dovrà definire il nuovo accordo internazionale sul clima. Una partita non scontata. I governi dovranno assumere impegni significativi per ridurre le emissioni di gas serra, attivare aiuti per le comunità e i territori maggiormente colpiti dall'effetto devastante dei mutamenti climatici, e, non ultimo, definire strategie e investimenti per uno sviluppo senza fonti fossili. Ci stiamo avventurando verso un surriscaldamento del Pianeta di 4°C con scenari apocalittici se non interverremo rapidamente. Milioni di persone nel mondo stanno pagando le conseguenze di un sistema economico, di produzione, di consumi insotenilbile e ingiusto che va radicalmente cambiato, per salvare il clima del Pianeta, per restituire dignità e speranza alle persone. 

Legambiente con la campagna "In marcia per il clima" vuole contribuire a mettere in moto il cambiamento stimolando cittadini, amministrazioni, piccole e medie imprese verso un modello di sviluppo differente, sostenibile, nel rispetto dei territori e delle comunità.

29 novembre 2015  marcia globale per il clima e per la pace www.coalizioneclima.it  
Il 29 novembre a Roma, in contemporanea con tante altre città del mondo, ci mobiliteremo contro il cambiamento climatico e le politiche economiche e sociali che lo hanno prodotto. Con una grande marcia e un concerto per il clima e per la pace
concentramento per la marcia, ore 14.00 in piazza Campo de' Fiori INFO 
concentramento In bici per il clima ore 14.00 Largo Tacchi Venturi
Ore 17,00 CONCERTO PER IL CLIMA fino alle 21,00

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MUNDIMAGO


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giovedì 6 settembre 2012

Napoli: Cesaro e quella lettura alla Totò


Cesaro e quella lettura alla Totò.

 Il video fa il giro del web - video

Il presidente della Provincia di Napoli diventa un tormentone in rete


 Luigi Cesaro, attuale presidente della provincia di Napoli e contemporaneamente anche deputato della Repubblica Italiana, non conosce l'italiano, non lo sa parlare e nemmeno leggere.
Questo finora non lo sapevano in molti, ma solo ed esclusivamente residenti della provincia partenopea.
A Napoli in molti sanno che Cesaro, soprannominato Giggino a' purpett, è diventato presidente e deputato non certo per le sue qualità oratorie, i suoi titoli accademici o professionali, ma solo in nome e per conto del suo padrino politico, Nicola Cosentino, e i suoi "amici" e affiliati.
Ora, in occasione del vertice mondiale dell'ONU sulle città (il world urban forum) che malauguratamente per giggino si è svolto proprio a Napoli, il presidente Cesaro ha dovuto portare i saluti istituzionali della provincia.
Malgrado il discorso scritto, l'esito del suo intervento è stato a dir poco delirante. E la credibilità internazionale del nostro paese, già messo a dura prova dalle barzellette e i bungabunga di Berlusconi, scende sempre più ai livelli dell'Uganda. con tutto il rispetto per gli ugandesi.
Basta cliccare qui sotto e ascoltare l'on. Cesaro fino alla fine di questo suo encomiabile intervento, per rendersene conto.

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http://www.cadoinpiedi.it/2012/09/05/cesaro_e_quella_lettura_alla_toto_il_video_fa_il_giro_del_web_-_video.html
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martedì 1 settembre 2009

ROMA, naziskin al vertice di Ama



Un ex naziskin al vertice di Ama
Il nuovo amministratore delegato della società Ama che si occupa dei rifiuti a Roma è Stefano Andrini. Perché il sindaco Alemanno ha scelto proprio lui? Evidentemente per il suo curriculum: una condanna a 4 anni e otto mesi per tentato omicidio, una militanza ventennale tra i naziskin romani, una aggressione (in compagnia di suo fratello) a colpi di spranga ai danni di due ragazzi finiti in ospedale e in coma, la convinta celebrazione nella città di Wunsiedel del delfino di Hitler Rudolf Hess, ecc...
«Con la nomina di Andrini il sindaco conquista il podio dell'inaffidabilità e si dimostra prigioniero dell’estrema destra. Come purtroppo previsto, ecco infatti l'ennesimo dietro front, con annessa pessima figura, di Alemanno che solo pochi mesi fa, in seguito alle notizie trapelate sui media, aveva smentito la nomina dell'ex naziskin ad amministratore delegato di Ama servizi ambientali». Lo dichiara in una nota il consigliere del Pd alla Provincia di Roma Pino Battaglia.
Il diretto interessato tenta una replica: «Sono iscritto da Alleanza Nazionale da oltre 10 anni e ora ho aderito al Popolo delle Libertà nei cui valori mi riconosco pienamente. Ho pagato il mio debito con la giustizia per ciò che è accaduto 20 anni fa e sono stato completamente riabilitato già da molti anni» e annuncia «querelerò per diffamazione e citerò per danni chiunque osi definirmi naziskin...».
Ma a definirlo così è l’agenzia Ansa che racconta di una delle sue ultime “imprese”: una sassaiola a la Sapienza nel 1994 prima di un concerto antirazzista organizzato dalla sinistra giovanile. L’unico arrestato è Stefano Andrini. «Gli inquirenti - scrive l’Ansa - hanno ricordato che Andrini, ritenuto vicino agli ambienti dei nazi-skin aderenti a ''Movimento Politico'', era stato condannato a quattro anni di reclusione per aver partecipato il 10 giugno dell’89 all’aggressione di due ragazzi davanti ad un cinema in piazza Capranica, al centro di Roma».

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poster canvas art riproduzione quadri

mercoledì 1 aprile 2009

G20/ al via un vertice difficile

G20/ al via un vertice difficile tra contrasti e manifestazioni
Sarkozy ripete il suo no a "falsi compromessi", l'asse con Merkel



- Con migliaia di manifestanti per le strade di Londra, un leader che minaccia di sbattere la porta in mancanza di scelte forti e delle spaccature abissali tra i vari paesi presenti, l'ottimismo ostentato questa mattina dal padrone di casa del G20 Gordon Brown e il presidente statunitense Barack Obama rischia di scontrarsi con la prova dei fatti. Obama, alla sua prima apparizione europea, si è detto "assolutamente fiducioso" che la riunione riuscirà a sanare le divergenze tra i paesi partecipanti, poiché la situazione attuale non consente di accontentarsi di "mezze misure" e per raggiungere gli obiettivi bisogna "concentrarsi sui punti in comune, piuttosto che sulle divergenze". Ma il leader francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel si presenteranno insieme in una conferenza stampa oggi pomeriggio alle 17,30, mettendo in evidenza l'asse di ferro che hanno deciso di formare in questa circostanza. E l'inquilino dell'Eliseo, che ieri ha ventilato la possibilità di andarsene dalla riunione se non si deciderà nulla di concreto, oggi ha ribadito il suo no a "falsi compromessi".
Il pomo della discordia resta quello dei maggiori stimoli che gli Stati Uniti, ma anche il Giappone, ritengono necessari per far ripartire il motore dell'economia mondiale. Il premier giapponese Taro Aso, con cui il premier Silvio Berlusconi avrà un incontro bilaterale questo pomeriggio, ha dichiarato in un'intervista che la Germania "non capisce" l'importanza di iniettare denaro nell'economia e Obama ha ribadito che gli Stati Uniti non possono essere "l'unico motore" della crescita. L'Unione europea, sottoposta alle stringenti regole di bilancio del Patto di stabilità e di crescita, è riluttante ad allentare i cordoni della borsa e a far correre i deficit più di quanto già avvenga da quando è esplosa la crisi economica. Motivo per cui aspetta di vedere quali saranno i risultati dei piani già varati fino ad ora. Anche se ieri il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha ammesso che è "una questione di credibilità non parlare di nuovi piani", aggiungendo: "Non escludiamo di cambiare in corso d'opera le misure che sono state già prese". Il risultato è che si potrebbe arrivare ad un compromesso in cui si dice che ogni paese è pronto a fare "tutto quanto necessario".
Il Vecchio Continente, fatta eccezione per una Gran Bretagna recalcitrante, è invece inamovibile su un punto: serve più regolazione per risanare un sistema capitalistico che, per dirla con Sarkozy, "non ha principi" né "morale". Un'esigenza, questa, che ha già portato ad un primo risultato, ancorché circoscritto, nella lotta ai paradisi fiscali. La minaccia di stilare una lista dei paesi non cooperativi ha portato Stati finora storicamente molto riluttanti come la Svizzera, l'Austria e il Lussemburgo ad annunciare delle revisioni delle norme sul segreto bancario. Lo stesso rischia di essere più difficile in sede di G20, poiché la Cina non vuole rinunciare ai privilegi di Macao e Hong Kong. Sul tema il presidente dell'Eurogruppo, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, ha sottolineato come anche gli Stati Uniti dovrebbero mostrare "coraggio" per affrontare una situazione che riguarda, ad esempio, anche il Nevada, il Delaware e Wyoming. Il premier britannico Gordon Brown ha garantito inoltre che verranno poste le basi per regolare il sistema di "bonus" dei manager.
Uno dei rari temi su cui ci sarà un sicuro consenso è quello dell'aumento dei mezzi del Fondo monetario internazionale, che dovrebbero essere raddoppiati. I paesi emergenti, tuttavia, potrebbero approfittare della situazione per strappare delle concessioni sulla riforma della governance dell'istituzione. Anche il protezionismo dovrebbe suscitare la consueta levata di scudi e un coro di condanne formali, anche se nella pratica pochi leader sembrano immuni da questo peccato. Il vertice inizierà questa sera a Buckingham Palace per un ricevimento offerto dalla regina Elisabetta, a cui seguirà una cena a Downing Street.


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