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mercoledì 19 agosto 2015

UE Multe : Quote Latte , Rifiuti e Salvini



4 miliardi 494 milioni 433.627 euro e 53 centesimi! Tanto hanno dovuto sborsare i contribuenti italiani per gli allevatori che hanno sforato le “quote latte”. La stragrande maggioranza di questa cifra non è mai stata recuperata dallo Stato, dato che gli allevatori più disonesti, sostenuti dalla Lega Nord, non hanno mai pagato le multe. Questa sparuta minoranza (che annovera la Emilat del leghista Fabio Raineri e alcune tra le aziende rappresentate dallo storico leader dei “Cobas del Latte”, Giovanni Robusti, già senatore della Lega Nord) non solo ha dissanguato le casse erariali ma si è anche fatto beffe delle migliaia di allevatori onesti che, senza la stessa protezione politica, hanno dovuto pagare di tasca propria.

I furboni delle “quote latte”, residenti per lo più in Lombarda, hanno negli anni sostenuto l’ascesa del leghismo da movimento dalle velleità regionalistiche (“Prima il Nord”) a partito nazionalista (e xenofobo), strenuo difensore della (presunta) efficienza amministrativa settentrionale. Con la gestione Salvini, infatti, la Lega Nord non solo si è messa in tutta fretta alle spalle lo scandalo delle “quote latte” ma si è pure sbarazzata degli scandali finanziari che hanno interessato alcuni tra gli esponenti più importanti (Belsito, Bossi, Cota , quello che ha comprato anche le MUTANDE VERDI coi soldi della Regione, solo per citare i primi nomi in ordine alfabetico). Succede così, che un Senatore della Repubblica, tale Paolo Arrigoni, capogruppo della Lega Nord in Commissione Ambiente a Palazzo Madama, dichiari candidamente “Venti milioni di euro di multa e 120 mila euro per ogni giorno che la Campania resterà inadempiente alle direttive europee in tema di rifiuti. Questo è il costo dell’incapacità degli amministratori locali campani che non riescono a risolvere un’emergenza che va avanti ormai da decenni e che ciclicamente ricade sulle spalle di tutti a suon di tasse […] Visto che sono un branco di incapaci almeno applichino la norma della responsabilità territoriale quindi questa multa se la paghino il comune di Napoli e la regione Campania”.

Il solito doppio-pesismo leghista: ma come, per i furbi delle quote latte del Nord hanno pagato tutti gli italiani e per la “monnezza” devono pagare solo i meridionali?

Il problema della gestione rifiuti in Campania continua a essere rilevante, ma non può considerarsi responsabilità dei soli cittadini o delle sole istituzioni del Sud. È ormai stato acclarato che per anni la terra nostra è stata teatro dei peggiori sversamenti sia di rifiuti urbani dei comuni anche del Nord sia dei veleni delle industrie settentrionali. Il rapporto “Rifiuti S.p.A. Radiografia dei traffici illeciti” di Legambiente e Comando Carabinieri Tutela Ambiente, di cui quest’anno ricorre il primo decennale, ha mostrato, in tempi non sospetti, che il problema rifiuti non ha paternità solo meridionale: “Nei primi anni novanta una vera e propria holding composta da imprenditori, clan criminali, soggetti affiliati a logge massoniche e politici corrotti – ribattezzata da Legambiente come “Rifiuti S.p.A.” – ha gestito il trasporto, dal centro nord del Paese verso il Mezzogiorno, di rifiuti industriali e urbani. Da Lombardia, Piemonte ma anche Toscana verso la Campania ma con propaggini significative nel Lazio, Calabria, Basilicata e Puglia, tir carichi di rifiuti finivano il loro tragitto presso discariche non autorizzate a riceverli e, soprattutto cave abusive, terreni scavati per l’occasione, riempiti di immondizia e ricoperti, aree dell’entroterra disabitate”.

Si parla di Terra dei Fuochi, un’area un tempo fertilissima trasformata in discarica grazie alla solita commistione di malavita organizzata del Sud e di interessi economici del Nord.

Come si legge dal Rapporto, non solo veleni industriali ma anche rifiuti urbani finivano a ingolfare il sistema delle discariche meridionali. È il caso del Comune di Piacenza che sversava la propria “monnezza” nella discarica di Pianura o delle terre di spazzamento di Milano accumulate vicino Grazzanise, oggetto del libro “Gomorra” di Saviano.

Come avete visto, il Nord non può dirsi senza responsabilità, quanto meno morale, nella crisi dei rifiuti in Campania e, pertanto, non può tirarsi indietro nel pagamento della multa.

A questo proposito il portavoce nazionale di Unione Mediterranea, Flavia Sorrentino, ha dichiarato: “ll mancato ottemperamento delle disposizioni dell’UE in materia di rifiuti in Campania, costringe l’Italia a pagare una multa di 20 milioni di euro a cui si aggiungono 120 mila euro per ogni giorno in cui la norma è stata violata. I giornali nazionali con i titoli in prima pagina e sedicenti politici in televisione, provano a far passare il messaggio che il Sud comporta costi insostenibili all’intero paese. Gli italiani popolo di navigatori, colonizzatori e smemorati, dimenticano quanto è costato al Mezzogiorno il pagamento delle multe per le eccedenze delle quote latte da parte degli allevatori del Nord, sacrificando i fondi FAS destinati dall’Europa per lo sviluppo delle aree meridionali. La Commissione europea ha avviato un procedimento contro l’Italia che non ha recuperato le multe dovute. Si tratta di ben 1,7 miliardi di euro che si aggiungono agli oltre 4,5 miliardi già pagati negli anni, mentre da gennaio sono partite 1.455 cartelle esattoriali per recuperare oltre 400 milioni di sanzioni non ancora versate dagli allevatori. La favoletta del Sud sprecone che ruba al Nord virtuoso non funziona più, se non per tenere in piedi la propaganda leghista che per autolegittimarsi si sfoga sui meridionali, svantaggiati dalla disinformazione o più banalmente dal paradosso secondo il quale il ladro si sente sempre derubato”.

Di Mattia Di Gennaro




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venerdì 15 novembre 2013

ECOLOGIA: Terra dei Fuochi : le Rotte dal Nord

Terra dei Fuochi : le Rotte dal Nord



le rotte dal Nord verso la Terra dei Fuochi. 
Domani a Napoli Legambiente nel #fiumeinpiena per archiviare questa triste stagione

In 22 anni sversati nella Terra dei Fuochi circa 10 milioni di tonnellate di veleni, oltre 410mila camion che hanno viaggiato verso le province di Napoli e Caserta
Dal 1991 al 2013 sono state censite ben 82 inchieste per traffico di rifiuti che hanno incanalato veleni da ogni parte d’Italia per seppellirli direttamente nelle discariche legali e illegali della Terra dei Fuochi, gestite della criminalità organizzata casertana e napoletana; inchieste concluse con 915 ordinanze di custodia cautelare, 1.806 denunce, coinvolgendo ben 443 aziende: la stragrande maggioranza di queste ultime con sede sociale al centro e al nord Italia. In questo quarto di secolo lungo le rotte dei traffici illeciti è viaggiato di tutto: scorie derivanti dalla metallurgia termica dell’alluminio, polveri di abbattimento fumi, morchia di verniciatura, reflui liquidi contaminati da metalli pesanti, amianto, terre inquinate provenienti da attività di bonifica. E ancora rifiuti prodotti da società o impianti, noti nel panorama nazionale, come quelli di petrolchimici storici del nostro Paese: i veleni dell’Acna di Cengio, i residui dell’ex Enichem di Priolo, i fanghi conciari della zona di Santa Croce. In ventidue anni sono stati smaltiti nella Terra dei Fuochi, tra la provincia di Napoli e di Caserta, circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie. ..
Mobilitazione popolare sabato 16 Novembre a Napoli
 per fermare l'ecocidio nella "Terra dei fuochi".
 Non possiamo restare a guardare.
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ECOLOGIA: Terra dei Fuochi : le Rotte dal Nord: le rotte dal Nord verso la Terra dei Fuochi.  Domani a Napoli Legambiente nel #fiumeinpiena per archiviare questa triste stagione...

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mercoledì 6 novembre 2013

SALUTE - BENESSERE: Terra dei Fuochi : TUMORI AUMENTATI DEL 40%


Terra dei Fuochi : TUMORI AUMENTATI DEL 40%




NELLE NOSTRE CITTÀ I TUMORI SONO AUMENTATI DEL 40% IN 4 ANNI

Ha raggiunto le 619 condivisioni lo schema postato dai medici per l’ambiente che evidenzia l’aumento delle richieste di esenzione ticket per le malattie neoplastiche maligne
 nella ASL Napoli 2 Nord.

Non essendo a disposizione ancora un registro per la mortalità e la morbilità gli unici dati certi e riscontrabili sono quelli proprio dei ticket. Solo a Giugliano dal 2009 al 2012 c’è stato un aumento di più del 60% e si è passati da 1236 a 2025 richieste.
 Forti aumenti anche a Marano, Mugnano e Qualiano...
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lunedì 4 novembre 2013

Schiavone e le Bonifiche : Terra dei Fuochi


La partita per le bonifiche è appena cominciata. L’investimento pubblico su questo tema si preannuncia come il più grande investimento pubblico al netto della realizzazione del Tav. 
Una pioggia di denaro pubblico su cui non vedono l’ora di mettere le mani gli attori dei principali disastri italiani: mafiosi, imprenditori e politici corrotti. 
E sorge il dubbio quindi che il signor Schiavone, 
che del fenomeno dei rifiuti interrati sapeva l’esistenza dagli anni ottanta
 e che in questi 16 anni da cui ha rilasciato quelle dichiarazioni alla commissione d’inchiesta sui rifiuti non ha mai sentito il bisogno di parlare davanti ad una telecamera, 
sia funzionale a montare “il caso bonifiche”. 
La “soluzione” che una parte del mondo della politica starebbe pensando
 è sintetizzabile nella categoria: emergenza.

Bonifiche:

Le dichiarazioni per nulla eclatanti del pentito Schiavone ed il ritorno della logica dell’emergenza. La politica prepara le leggi speciali

“Non so”.

“Puo’ darsi”.

“Non ricordo”.

L’audizione desecretata del pentito Carmine Schiavone è piena di queste frasi. Nelle 63 pagine di verbale il camorrista pentito non fa altro che ricostruire l’organigramma di chi gestiva il traffico di rifiuti per conto dei casalesi che vede al vertice quell’avvocato Cipriano Chianese già arrestato dopo lunghe e complesse indagini. Suo braccio destro era il geometra Gaetano Cerci anche lui arrestato circa tre anni fa.

Indica qualche luogo di sversamento illegale già noto come la discarica di Pianura e quella di Parete, allega una delibera della giunta provinciale di Massa Carrara che autorizzava i camion dei casalesi a trasportare rifiuti, ci racconta il ben noto sistema delle cave che venivano svuotate di sabbia e riempite di monnezza.

Cose note da molto tempo.

Quando si passa ai politici poi, come si legge a pagina 31 dell’audizione, si chiude in un “Perché non li lasciamo fuori i politici?”.

Insomma francamente il clamore ed addirittura la credibilità che questo camorrista pentito sta guadagnando in parte dell’opinione pubblica è francamente sconcertante. Schiavone non dice nulla. Di certo però contribuisce ad aumentare il clamore sul disastro ambientale in Campania. Da più parti piovono le critiche sui “mancati interventi da parte dei giudici”. In buona sostanza l’accusa che viene rivolta a chi raccolse tra il 1988 ed il 1997 le dichiarazioni di Schiavone è quella di non essere andati a scavare dove diceva.

Eppure Francesco Cafiero de Raho e Raffaele Cantone l’hanno ribadito a chiare lettere: “nei luoghi indicati da Schiavone in alcuni casi furono ritrovati rifiuti ed in altri non fu ritrovato nulla”.

Cafiero de Raho è stato il magistrato che ha condotto le principali indagini contro il clan dei Casalesi ed è stato, insieme con Cantone, uno degli artefici del processo Spartacus.

Quindi delle due l’una: o le indagini sui casalesi sono tutte sbagliate e magistrati come Cafiero de Raho e Cantone hanno commesso delle omissioni – ed allora a questo punto andrebbero riviste anche tutte le indagini sul clan dei casalesi – oppure le parole del pentito sono funzionali non tanto a quello che è avvenuto in passato ma a quello che sta per avvenire in Campania.

Le mobilitazioni di questi mesi le marce che hanno attraversato le province di Napoli e Caserta hanno fatto crescere la forza delle rivendicazioni che il mondo dei comitati in difesa della salute e dell’ambiente dice da anni. C’è bisogno di bonifiche certo. Ma anche di un sacco di altre cose. Innanzitutto del controllo dei cittadini sull’intero processo di bonifica del territorio visto che le principali opere di bonifica in Italia negli ultimi anni sono tutte finite nelle aule di tribunale. Ma c’è bisogno anche di stabilire come si fanno queste bonifiche. I comitati da tempo indicano la fitodepurazione, le coltivazioni di prodotti no food non destinati alle biomasse come sistemi economici ed efficaci, contrastando l’idea dell’asportazione di milioni di tonnellate di terreni che non si saprebbe poi dove stoccare. Più che di una bonifica dunque parliamo di un risanamento dei territori. Così come davanti al dato sanitario sui tumori non si può solo rispondere con il risanamento dei terreni, ma anche con un potenziamento del servizio sanitario pubblico, mettendo in condizione i cittadini di poter eseguire analisi tossicologiche e di potersi curare i tumori qui in Campania senza essere costretti ad emigrare. Le rivendicazioni dunque riguardano un intervento ampio e pongono al centro il tema della partecipazione e del controllo dei cittadini su tutto il processo. Già perché della politica c’è da fidarsi poco. E c’è da fidarsi ancora meno quando nel dibattito pubblico sul biocidio in Campania sembrano ormai non esserci controparti. Infatti i negazionisti del dramma ambientale e sanitario in Campania sono sempre di meno e sempre più isolati. Di contro invece cresce la flotta di chi soffia sul fuoco. Sono quanto mai discutibili, ad esempio, le dichiarazioni del presidente Stefano Caldoro che parla di circa 80 anni per bonificare il territorio.

Su quali basi lo dice? Secondo quali tecniche e misurata questa tempistica?

Insomma siamo passati, in un tempo quantificabile in non più di 24 mesi, dal bollare come “pazzi allarmistici” tutti quelli che chiedevano le bonifiche in Campania a definire “ultradecennale la bonifica del territorio”.

Insomma la politica locale e nazionale ha girato la frittata.

E quando a migliaia di persone che scendono in piazza la politica risponde solo con grandi sorrisi ed assensi allora c’è da preoccuparsi davvero.

La partita per le bonifiche è appena cominciata. L’investimento pubblico su questo tema si preannuncia come il più grande investimento pubblico al netto della realizzazione del Tav. Una pioggia di denaro pubblico su cui non vedono l’ora di mettere le mani gli attori dei principali disastri italiani: mafiosi, imprenditori e politici corrotti. E sorge il dubbio quindi che il signor Schiavone, che del fenomeno dei rifiuti interrati sapeva l’esistenza dagli anni ottanta e che in questi 16 anni da cui ha rilasciato quelle dichiarazioni alla commissione d’inchiesta sui rifiuti non ha mai sentito il bisogno di parlare davanti ad una telecamera, sia funzionale a montare “il caso bonifiche”. La “soluzione” che una parte del mondo della politica starebbe pensando è sintetizzabile nella categoria : emergenza.

Si parla di “situazione straordinaria” nella mozione presentata dal Pdl alla Camera dei Deputati sulla Terra dei Fuochi che vede tra i primi firmatari Paolo Russo ex presidente della commissione d’inchiesta sui rifiuti e Luigi Cesaro ex presidente della Provincia di Napoli. La parola “emergenza” rievoca una prassi amministrativa fatti di “stati d’eccezione”, di commissariati straordinari, di appalti affidati in maniera diretta, di minore controlli sulle ditte vincitrici degli appalti, di procedure semplificate. E cosa c’è di piu’ comodo per spendere i finanziamenti per le bonifiche che uno stato d’emergenza?

C’è il dubbio quindi che anche le dichiarazioni “ad effetto” del camorrista pentito Schiavone contribuiscono a far crescere “l’emergenza”, che per politici ed imprenditori però è solo “un grande piano di investimenti”. Il nemico è alle porte.

Il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando intanto annuncia che il prossimo 15 novembre arriverà in Consiglio dei Ministri la proposta di legge per la Terra dei Fuochi. Guarda caso proprio il giorno prima della grande manifestazione di Napoli.

Impariamo a diffidare da affabulatori, politici sorridenti e pentiti.

Il nemico è alle porte.

Intanto arriva, come ampiamente prevedibile, l’assoluzione per Antonio Bassolino ed i vertici della Fibe – Impregilo per il disastro rifiuti in Campania ai tempi del commissariato straordinario. Nonostante gli sforzi dei pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello la maggior parte dei reati era già andata in prescrizione. “Il fatto non sussiste” secondo i giudici della V sezione penale del Tribunale di Napoli.

leggi anche : http://cipiri.blogspot.it/2013/11/napoli-la-terra-dei-fuochi.html

Napoli : La Terra dei Fuochi



The Day After Mobilitazione Generale

 Conferenza Stampa

leggi anche  http://cipiri3.blogspot.it/2013/11/terra-dei-fuochi-tumori-aumentati-del-40.html

Terra dei Fuochi : TUMORI AUMENTATI DEL 40%


NELLE NOSTRE CITTÀ I TUMORI 
SONO AUMENTATI DEL 40% IN 4 ANNI

Ha raggiunto le 619 condivisioni lo schema postato dai medici per l’ambiente che evidenzia l’aumento delle richieste di esenzione ticket per le malattie neoplastiche maligne
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Napoli : La Terra dei Fuochi



The Day After Mobilitazione Generale Conferenza Stampa



Dietro questa semplice pagina non c'è nessuna "organizzazione", ma è tutto spontaneo e popolare. Da Lunedì abbiamo impiegato quasi 6 giorni per farlo, ma alla fine ci siamo riusciti!!



Ecco la raccolta (http://goo.gl/CMT9b6) della Conferenza Stampa il giorno dopo l'evento e in cui si sono toccati, e ci auguriamo chiariti, molti degli aspetti relativi sia all'evento sia a fatti pregressi.



Vedete bene cosa hanno scritto e cosa veramente è stato detto...
Un Popolo Consapevole e Unito è Inarrestabile!


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Riprendiamoci ciò che è Nostro.

Erano 25 anni che non partecipavo ad una manifestazione. Sembravamo una sola famiglia. Eravamo lì per lo stesso scopo! [cit. Monica Rizzo]



Entro domani la pubblicazione delle immagini di Lunedì scorso, intanto ecco alcuni momenti del corteo Mobilitazione Generale, Napoli Sabato 26 Ottobre 2013, Piazza Dante - Piazza Plebiscito.



Hanno parlato di polemiche e contestazioni, ma questo nessuno l'ha fatto vedere. Quando hanno iniziato a distruggere la nostra terra avevo poco più di 11 anni. Ora la Storia la scriviamo NOI.



Dedicato a quanti hanno reso un sogno realtà! 


VIDEO : https://www.facebook.com/photo.php?v=637577702931416&set=vb.203880605181&type=2&theater
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La Terra dei Fuochi 

Angelo Ferrillo,
Ideatore e responsabile di "La Terra dei Fuochi .it".
www.laterradeifuochi.it è un contenitore di Video-Denunce tutt'altro che virtuale, uno spazio web di cittadinanza attiva per la sensibilizzazione, monitoraggio e denuncia ambientale in tempo reale sugli effetti delle eco-mafie e l'inadempienza della politica, riguardo al fenomeno dei roghi tossici di rifiuti speciali. Da anni, è la voce che quotidianamente racconta e descrive la drammatica situazione…
“L'abitudine rende sopportabili anche le cose orribili.” (Esopo)
“Se non potete eliminare l'ingiustizia, almeno raccontatela a tutti.” (Alì Shariati)
“Sfortunato quel popolo che ha bisogno di eroi.” (Bertolt Brecht)


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Schiavone e le Bonifiche : Terra dei Fuochi


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La partita per le bonifiche è appena cominciata.
 L’investimento pubblico su questo tema si preannuncia come il più grande investimento pubblico al netto della realizzazione del Tav. Una pioggia di denaro pubblico su cui non vedono l’ora di mettere le mani gli attori dei principali disastri italiani: mafiosi, imprenditori e politici corrotti. E sorge il dubbio quindi che il signor Schiavone, che del fenomeno dei rifiuti interrati sapeva l’esistenza dagli anni ottanta e che in questi 16 anni da cui ha rilasciato quelle dichiarazioni alla commissione d’inchiesta sui rifiuti non ha mai sentito il bisogno di parlare davanti ad una telecamera, sia funzionale a montare “il caso bonifiche”. La “soluzione” che una parte del mondo della politica starebbe pensando è sintetizzabile nella categoria: emergenza.

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Terra dei Fuochi : TUMORI AUMENTATI DEL 40%


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SONO AUMENTATI DEL 40% IN 4 ANNI

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mercoledì 6 marzo 2013

SCIENZA: Città della scienza: Napoli è sotto attacco

Città della scienza: Napoli è sotto attacco

Quasi totalmente distrutta la struttura che ospitava incubatori d'impresa, un centro congressi e una serie di esperimenti pratici e dimostrazioni dal vivo per far conoscere e spiegare la scienza a migliaia di studenti. Ci sono stati diversi e distanti focolai. Disposto il sequestro dell'intera area


Dopo una notte insonne il sindaco di Napoli ha rilanciato in un tweet il suo allarme. Si legge: "Napoli è sotto attacco". Scrive de Magistris: "Oggi migliaia di ragazzi e bambini di Napoli si sono svegliati piangendo per la distruzione di Città della Scienza, Napoli è sotto attacco!". LEGGI TUTTO ...
SCIENZA: Città della scienza: Napoli è sotto attacco: Quasi totalmente distrutta la struttura che ospitava incubatori d'impresa, un centro congressi e una serie di esperimenti pratici...

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giovedì 8 novembre 2012

De Magistris: elezioni politiche con Lista arancione


De Magistris candida la lista arancione alle prossime elezioni politiche

Lista arancione, De Magistris: “Ingroia candidato? Non lo escludo”

Il sindaco di Napoli conferma che il suo movimento si presenterà alle politiche. E sul pm di Palermo dice: "Farlo ministro della Giustizia? Rispetto a Mastella sarebbe da stappare una bottiglia di champagne. E' come se uno mi chiede se voglio ministro del Lavoro Landini o la Fornero"

Il plauso di Paolo Ferrero - Ovviamente da soli a così poco tempo dal voto non si va molto lontani, e lo sa bene il sindaco di Napoli che intervistato a “Comincio lunedì” ha spiegato “gli alleati dipendono dalla legge elettorale” precisando però che le possibile unioni sono “o in una coalizione ampia di centrosinistra o di sinistra e basta”. Probabilmente la scelta potrebbe ricadere più sulla seconda alternativa visto le parole poco lusinghiere riservate da De Magistris al Pd. “Le loro primarie non mi interessano, neanche andrò a votare perché mi sembrano un confronto personale, non politico” ha spiegato il sindaco di Napoli che invece vorrebbe una maggiore discontinuità con l'attuale governo Monti. Chissà che non la possa trovare più nelle sinistra viste le parole di apprezzamento alla lista espresse dal segretario nazionale di Rifondazione comunista Paolo Ferrero. “Ho molto apprezzato le parole di Luigi de Magistris sulla necessità di costruire una lista o una coalizione di liste alternative e di sinistra per le prossime elezioni perché occorre costruire una lista che aggreghi tutte le forze che si oppongono al governo Monti” ha spiegato il leader della federazione della sinistra.

http://www.luigidemagistris.it/
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giovedì 11 ottobre 2012

Gaza: Estelle in viaggio



“Ship to Gaza”. Per lottare contro la prepotenza di Israele è nata “Ship to Gaza”, un’associazione svedese senza fini di lucro che vuole promuovere il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale; non è affiliata ad alcuna organizzazione politica o religiosa e negli anni ha concentrato i suoi sforzi sulla critica situazione di Gaza.
Negli scorsi anni “Ship to Gaza” ha cercato di valicare i confini imposti da Israele grazie alle campagne Freedom Flotilla I e Freedom Flotilla II che si proponevano di portare aiuti umanitari via mare a Gaza e che hanno ottenuto il massimo supporto da parte di Premi Nobel, esponenti del mondo politico e sociale, tanto a livello europeo che internazionale.
Nonostante l’ampio supporto della comunità internazionale e la natura non-violenta e pacifica della spedizione, nel maggio 2010 una delle navi che facevano parte della prima Freedom Flotilla, la Mavi Marmara è stata attaccata dalla marina israeliana. Nove attivisti turchi furono uccisi, circa 50 rimasero feriti. Anche lo scorso anno la spedizione, questa volta dedicata alla memoria dell’attivista italiano Vittorio Arrigoni, non è riuscita a raggiungere la costa di Gaza; 13 navi cariche di aiuti sono state bloccate nei porti di alcune isole greche.



Estelle in viaggio.

 A bordo un israeliano È Elik Elhanan, ex soldato, oggi attivista per la pace. Fondò "Combatants for Peace" dopo la morte della sorella in un attentato. Dopo Napoli, la nave verso Gaza

Roma, 11 ottobre 2012, Nena News - A bordo della Estelle, partita sabato da Napoli nel suo viaggio dalla Svezia alla Striscia di Gaza, c'è Elik Elhanan. Questa l'identità di uno degli attivisti-passeggeri della nave carica di aiuti umanitari e intenzionata a rompere l'assedio israeliano della Striscia.

Elik è israeliano, vive a Tel Aviv. La sua è una famiglia nota in Israele: emigrata in Palestina già negli anni Venti del Novecento, ha visto i suoi membri trasformarsi da sionisti a voci contro l'occupazione. Come racconta la Freedom Flotilla Italia in un comunicato, "il nonno Matti Peled fu il primo generale israeliano a prendere posizione contro l'occupazione nel 1972 e a creare gruppi pacifisti insieme ai palestinesi".

Oggi tocca ad Elik, che da paracadutista della squadra di èlite dell'esercito di Tel Aviv è diventato il fondatore di "Combatants for Peace". Partendo da una tragedia: il 4 settembre 1997 la sorella di soli 14 anni, Smadar, è morta in un attentato suicida su viale Ben Yehuda a Gerusalemme.

Da allora la storia della famiglia Elhanan è cambiata radicalmente: la madre Noret Pelled ha da subito accusato lo Stato di Israele - e la politica di occupazione militare - di essere il solo responsabile della morte della figlia. Con il marito, Rami, è diventata attiva nell'organizzazione "We lost a child", organizzazione mista israelo-palestinese che raccoglie i genitori delle vittime del conflitto, da una parte e l'altra del Muro.

Intanto Elik, abbandonato l'esercito nel 2002 rifiutando di servire nell'ennesimo attacco contro Gaza, ha dato vita nel 2004 - insieme a ex prigionieri palestinesi - all'associazione "Combatants for peace". Oggi segue le orme del padre Rami che due anni fa era a bordo della prima Freedom Flotilla.

L'Estelle, veliero acquistato dall'associazione svedese "Ship to Gaza" - ideatrice della Freedom Flotilla - è la nave della terza missione nel tentativo di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese rompendo il blocco che Israele ha imposto sul mare della Striscia. In viaggio da tre mesi, la nave ha attraversato il Mare del Nord, l'Atlantico e ora naviga nel Mediterraneo.

Inaccettabile per Tel Aviv. E piovono minacce sulla nuova Freedom Flotilla: dopo l'assalto militare alla Mavi Marmara del 2010 (che portò all'uccisione di nove attivisti turchi) e i boicottaggi e le censure del 2011 (le autorità portuali greche bloccarono il convoglio nei porti), il Ministero degli Esteri fa lo stesso annuncio: la Marina israeliana non permetterà alla nave di raggiungere il porto di Gaza City. Per farlo, ha contattato i governi dei Paesi di appartenenza degli attivisti coinvolti perché non li autorizzino a salpare.

Molto improbabile che la presenza di un israeliano a bordo limiti la reazione israeliana.

Questo è uno stralcio dell'ultimo discorso pubblico di Elik, il 27 agosto scorso in Giappone :

"[.] Vi parlerò di speranza. Della gente che invece di scegliere la via più facile, quella della paura e dell'odio, ha deciso di combattere per la propria umanità e il buon senso. Vorrei aggiungere un'altra cosa: mi vergogno, come essere umano e come israeliano, di quello che il mio governo sta facendo in Cisgiordania, Gaza, Libano.

[.] Mia sorella non è morta perché Israele fosse più sicuro; non è morta perché gli arabi sono di natura cattivi o perché l'Islam è una religione demoniaca. È morta a causa della situazione politica, creata dagli uomini e risolvibile dagli uomini. È morta perché c'è un'occupazione. È morta per un conflitto che umilia e opprime un popolo intero e convince giovani palestinesi che la loro morte sia utile come la loro vita.

[.] Sappiamo che dialogo e pace possono essere promossi solo da una solidarietà tra israeliani e palestinesi che si basi sul rispetto e l'uguaglianza. La gente parla a nostro nome. La gente fa cose terribili in nome di qualcun altro. Dobbiamo reclamare la nostra voce. Se pensate che la pace sia possibile e che la guerra sia sbagliata, la vostra voce dovrebbe essere ascoltata. Se c'è una cosa che ho imparato è che se non dici no, è come se avessi detto di sì".

 http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=37235&typeb=0&Estelle-in-viaggio-A-bordo-un-israeliano-
Dalla redazione Nena News-


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giovedì 6 settembre 2012

Napoli: Cesaro e quella lettura alla Totò


Cesaro e quella lettura alla Totò.

 Il video fa il giro del web - video

Il presidente della Provincia di Napoli diventa un tormentone in rete


 Luigi Cesaro, attuale presidente della provincia di Napoli e contemporaneamente anche deputato della Repubblica Italiana, non conosce l'italiano, non lo sa parlare e nemmeno leggere.
Questo finora non lo sapevano in molti, ma solo ed esclusivamente residenti della provincia partenopea.
A Napoli in molti sanno che Cesaro, soprannominato Giggino a' purpett, è diventato presidente e deputato non certo per le sue qualità oratorie, i suoi titoli accademici o professionali, ma solo in nome e per conto del suo padrino politico, Nicola Cosentino, e i suoi "amici" e affiliati.
Ora, in occasione del vertice mondiale dell'ONU sulle città (il world urban forum) che malauguratamente per giggino si è svolto proprio a Napoli, il presidente Cesaro ha dovuto portare i saluti istituzionali della provincia.
Malgrado il discorso scritto, l'esito del suo intervento è stato a dir poco delirante. E la credibilità internazionale del nostro paese, già messo a dura prova dalle barzellette e i bungabunga di Berlusconi, scende sempre più ai livelli dell'Uganda. con tutto il rispetto per gli ugandesi.
Basta cliccare qui sotto e ascoltare l'on. Cesaro fino alla fine di questo suo encomiabile intervento, per rendersene conto.

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http://www.cadoinpiedi.it/2012/09/05/cesaro_e_quella_lettura_alla_toto_il_video_fa_il_giro_del_web_-_video.html
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mercoledì 5 settembre 2012

Comune di Napoli: l'ex sindaco rischia multa milionaria


Rosa Russo Iervolino rischia di essere condannata e di pagare una multa milionaria per aver arrecato danni alle casse del Comune di Napoli. Per l'ex sindaco è stato disposto dal giudice della Corte dei Conti Rossella Cassanetti, su richiesta del pm Ferruccio Capalbo, il sequestro dei beni privati. L'accusa? Quella di aver provocato buchi nelle casse comunali continuando a pagare canoni di affitto per locali inutilizzati durante il suo mandato (dal 2001 al 2011). Ancora una volta un caso di inefficienza e spreco di soldi pubblici. Insieme a lei rischiano l'ammenda di 3 milioni e 287 mila euro i quattro ex assessori Enrico Cardillo, Michele Saggese, Ferdinando Balzamo e Marcello D'Aponte; i due ex direttori generali Vincenzo Mossetti e Luigi Massa e i dirigenti del Comune Rosaria Guidi, Giovanni Annunziata e Domenico Liguori.
Le misure precauzionali prese finora si risolvono per l'ex sindaco con il sequestro (in quota) dell'immobile di via Bernini e dei crediti nei confronti del Comune (era stato chiesto anche il sequestro della pensione da parlamentare, ma il giudice lo ha respinto), per un totale di 263.267 euro; per Maria Rosaria Guidi, Annunziata, Massa, Balzamo Cardillo, Liguori e Saggese, invece, sono stati confermati i sequestri di beni immobili, conti correnti, stipendi o pensioni; a D'Aponte, Mossetti e Massa sono stati sequestrati solo i soldi depositati nei rispettivi conti correnti.
L'affitto della discordia è quello relativo all'ufficio tributi, la cui nuova sede è stata spostata in corso Lucci nel 2007, quando in realtà gli spazi erano pronti già dal 2005 (almeno su carta). Per tutto il periodo il comune ha provveduto a pagare il vecchio (di circa 40 mila euro) e il nuovo affitto. Ma non è finita: nel fare il calcolo dei nuovi uffici non si è tenuto conto dell'archivio, che al momento rimane nella vecchia sede di Poggioreale per mancanza di spazio e di cui si continua a pagare il fitto. Quando poi si è trattato di indagare sulla vicenda, gli agenti delle Fiamme Gialle hanno riscontrato numerose difficoltà a reperire documentazione sia contabile che amministrativa. In altre parole, gli uffici non trovavano le carte di uno dei traslochi più onerosi della storia del comune di Napoli.

da ; http://it.notizie.yahoo.com/

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giovedì 23 giugno 2011

COSA SUCCEDE A NAPOLI

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OGGETTO DELLA LETTERA:
Aiutiamo Napoli e De Magistris

"Signor Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano ...

http://cipiri17.blogspot.com/2011/06/copiate-ed-inviate-la-lettera-per.html



Informare ControInformandoNewS http://www.facebook.com/pages/Informare-ControInformando-News/175257429198582...
Ecco l'ennesimo atto vandalico della camorra nei confronti di Napoli e dei napoletani. Via Toledo sommersa dai rifiuti trascinati con teloni dai Quartieri Spagnoli. Durante l'atto vandalico erano presenti Polizia Municipale e Polizia di Stato che non hanno mosso un dito per fermarli,ma l'hanno fatto col sottoscritto provando a sottrarmi la fotocamera con la quale ho ripreso queste immagini.
Non lasciamo De Magistris,Napoli e i napoletani Onesti soli...
Uniti si può ! Combattiamo insieme la camorra !
La camorra è una montagna di merda !


COSA SUCCEDE A NAPOLI???? LEGGETE E DIFFONDETE!!!!
Scendiamo per strada...c'e' da combattere l'altra Napoli*
Stanotte, tornavo a casa dopo aver suonato alla libreria Teves in piazza del Plebiscito...quando dai quartieri spagnoli è partita una "strana protesta" a cui ho assistito, che è andata avanti fino a tarda notte, che non aveva il sapore di una rivolta popolare, ma di una manovra organizzata, ragazzini, gran parte minorenni, che nemmeno sapevano quello che stavano facendo, MANOVRATI DA DONNE E UOMINI ADULTI, SUI MOTORINI, CHE MINACCIAVANO I TURISTI CHE FOTOGRAFAVANO E NOI CHE CERCAVAMO SPIEGAZIONI, hanno aperto tutta la spazzatura, SIGILLATA CON CURA, PER EVITARE LA PUZZA IN ATTESA DI PROVVEDIMENTI, DAI COMMERCIANTI E DA MOLTI CITTADINI, CHE INTANTO HANNO INIZIATO LA DIFFERENZIATA GIA' DA TEMPO.... e hanno riversato tutto per strada, rifiuti di ogni genere, lungo tutta via Toledo, sotto la galleria Umberto I ...con l'obiettivo di mischiare la differenziata con l'indifferenziata! Si scambiavano msg tra loro tipo: PORTA A PORTA DEVE PASSARE DI QUA, METTETELI QUA!!! "FACIMM' 'O BRUDELL'...FACIMMEL' CARE' 'A ISSO E STI LOTE CHE L'HANNO VUTATO...CHILL' VENEN' CU 'E TELEVISION' E 'O SCASSAMM'...FACIT' AMBRESS!" (Facciamolo cadere, sia lui che queli che lo hanno votato, quelli vengono con le telecamere, lo sputtaniamo, fate presto!) Aprivano i sacchetti che scendevano di casa, dove dentro c'era di tutto e li lanciavano sui cartoni ben raccolti e legati, slegando ogni sacchetto di umido per poi riversarli su carta, alluminio e plastica! Ho assistito al dietrofront dei carabinieri, non ero solo, ci sono altri testimoni con me, che non hanno affrontato quello che doveva essere un intervento di ORDINE PUBBLICO! AVREBBERO TRANQUILLAMENTE POTUTO EVITARE QUELLO CHE POI E' SUCCESSO!!! MA NON LO HANNO FATTO!!! PERCHE'....??!! PERCHE' non fermano 200 persone sui motorini, senza casco, che organizzano una guerra civile MIRATA, UN SABOTAGGIO, vestito da protesta di popolo? Come mai quando i senza lavoro, i precari danno fuoco ai cassonetti per la disperazione vengono presi a manganellate, arrestati, picchiati e schedati e ieri hanno fatto dietrofront?!! Io c'ero...ho visto con i miei occhi! E' una manovra contro De Magistris! NE SONO TESTIMONE! In fede: Antonio De Carmine - principe ps: Resto del parere che l'altra parte di Napoli non vada tutta combattuta...ma vada sensibilizzata, perchè tra i quartieri Spagnoli e Rua Catalana io ci sono nato...cresciuto...e...ho spesso ricevuto minacce...ma oggi ve lo assicuro, sono diminuiti rispetto a qualche decennio fa...sono molto meno! FIDATEVI! E quelli che, invece, possono e voglio cammbiare, sono aumentati, MOLTI DI PIU'! E con la parola...la speranza...ma...accompagnata dai FATTI, con i politici seri, con politiche sociali e programmi di recupero VALIDI, con le giuste donne e con giusti uomini, tutto questo...si può!!! Io lo faccio con quello che è il mio lavoro: LE CANZONI...scusate se è poco... ma insieme ad altri amici, abbiamo portato tanti ragazzi da questa parte, lontanto dalle mafie, dalle famiglie colluse, dalla malavita, più di quanti ne abbattevano le armi da fuoco...l'eroina...e l'arruolamento nei clan... in questa città! A PROPOSITO, SCOMMETTIAMO CHE STANOTTE SI REPLICA NON LONTANO?
Di: Antonio De Carmine

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lunedì 30 maggio 2011

Ballottaggi, trionfi a Milano a Napoli, in tutta Italia l'onda del centrosinistra






L'ULTIMA SPALLATA LA DAREMO IL 12 E13 GIUGNO 4 SI PER AFFONDARE IL GOVERNO DI OSSO MASTROSSO E CARCAGNOSSO



Ballottaggi, trionfi a Milano a Napoli

in tutta Italia l'onda del centrosinistra

L'urna premia i candidati dell'opposizione. Successi in decine di comuni. La sorpresa di Trieste e Cagliari. Poi Gallarate, Arcore, Novara, Grosseto, Crotone, Grosseto. Il Pdl si consola con Cosenza, Rovigo, Varese e Iglesias



di MATTEO TONELLI



ROMA - I numeri parlano chiaro. Dopo i successi di Bologna e Torino al primo turno, l'onda lunga del controsinistra fa sentite i suoi effetti in tutta Italia, con i candidati del centrodestra subiscono praticamente ovunque severe sconfitte. A Milano 1 Giuliano Pisapia riconquista la città dopo 18 anni di governo di centrodestra, mentre, a Napoli 2, Luigi de Magistris surclassa senza storia il rivale del Pdl, Gianni Lettieri. Insomma, con le sole eccezioni di Rovigo, Varese e Cosenza, il centrosinistra registra un'avanzata generalizzata in tutti i Comuni impegnati nei ballottaggi. Una tendenza netta: Novara, Trieste, Grosseto, Cagliari, Pordenone, Trieste, Crotone, per citare i Comuni maggiori a Nord come a Sud, segnalano il successo dei candidati di centrosinistra. E anche nei comuni più piccoli, come Casoria, Chioggia e Melfi, le cose non cambiano. Il bilancio dei comuni capoluogo vede il centrosinistra passare da 20 a 23 e il centrodestra scendere da 13 a 7.



Significativo il risultato di Cagliari dove il centrosinistra strappa il Comune al centrodestra: nel capoluogo isolano Massimo Zedda batte Massimo Fantola e conquista la poltrona di sindaco. A Trieste il centrodestra cede sia alla Provincia sia al Comune. Alla Provincia la presidente uscente Maria Teresa Bassa Poropat (Pd) si conferma e batte Giorgio Ret (Pdl). In Comune il Pd con Roberto Cosolini supera Roberto Antonione (Pdl).



Anche Novara passa del centrodestra al centrosinistra: Andrea Ballare' supera Mauro Franzinelli. A Grosseto Emilio Bonifazi (centrosinistra) si conferma sindaco, battendo il candidato del centrodestra Mario Lolini. A Varese, invece, il centrodestra resiste: Attilio Fontanaresta primo cittadino battendo Luisa Oprandi. A Cosenza il comune cambia bandiera. Il centrosinistra, che al primo turno si era diviso, perde e vede Mario Occhiuto diventare primo cittadino. A Rovigo successo e conquista del comune per il centrodestra: Bruno Piva batte Federico Frogato. Il centrosinistra, invece, conferma il comune di Pordenone (Pedrotti con il 60% dei voti), Rimini (Andrea Gnassi al 53,48%) e strappa Crotone al centrodestra (Peppino Vallone supera Dorina Bianchi).



Simbolica infine la vittoria del centrosinistra ad Arcore, a due passi da Villa San Martino, residenza del premier. Rosalba Colombo ha battuto Enrico Perego (che lascia la poltrona di sindaco). Ennesimo dispiacere per il Cavaliere. Altrettanto simbolica anche Gallarate, con la spaccatura tra Carroccio e Pdl al primo turno. Al ballottaggio si affrontavano il candidato del Pdl Massimo Bossi, e quello del centrosinistra Edoardo Guenzani, essendo rimasta esclusa la leghista Giovanna Bianchi Clerici. Dopo il primo turno la Lega era stata chiara e aveva dirottato i suoi consensi sul candidato democratico. Fallisce, invcece, la corsa solitara del Carroccio a Rho, nel milanese. Fabrizio Cecchetti ha dovuto lasciare il passo a Pietro Romano (Pd, Idv e Sel). Una sconfitta di misura, circa 500 voti, che consegna il sindaco di Rho al centrosinistra con il 50,80% contro il 49,20%. Il centrodestra (Udc-Pdl-Psda) strappa al ballottaggio al centrosinistra il sindaco di Iglesias con il 52,48% dei voti.

Provinciali. Il centrosinistra rimonta a Pavia e conquista la provincia strappandola al centrodestra. Daniele Bosone, ottiene il 51,2% dei consensi contro il candidato appoggiato da Pdl e Lega nord Ruggero Invernizzi con il 48,7%. A Vercelli, il candidato del centrodestra Carlo Riva Vercellotti ha battuto, all'ultimo voto, il candidato del centrosinistra,Luigi Bobba. A Macerata, invece, vince il candidato del centrosinistra Antonio Pettinari che batte Franco Capponi. Successo analogo anche a Trieste dove il centrosinistra conferma Maria Teresa Bassa Poropat. Reggio Calabria, invece, resta al centrodestra che conferma Giuseppe Raffa (52,66%). A Mantova, invece, vince il centrosinistra con Alessandro Pastacci (52,2%)


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