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venerdì 2 settembre 2011

Berlusconi , Vado via da questo Paese di merda




1994-2011
“Dal Paese che amo al paese di merda” 
Sarà mica perchè ha governato 
quasi sempre lui?



Berlusconi intercettato:

 

“Vado via da questo Paese di merda”

 

E salta fuori che Berlusconi, esasperato dalle vicende giudiziarie si sfoga al telefono per ben 13 minuti con il direttore dell’Avanti, attualmente latitante, Valter Lavitola (intercettazione avvenuta a Panama lo scorso 13 luglio da utenza telefonica con sim intestata al peruviano Ceron Caceres): ”Tra qualche mese me ne vado …vado per i cazzi miei… vado via da questo paese di merda…di cui…sono nauseato…punto e basta…” Oggi c’è stato l’arresto di Tarantini, accusato appunto di avere estorto a Berlusconi 500.000 euro in cambio del silenzio su questioni ritenute molto  imbarazzanti per Berlusconi
Secondo il gip di Napoli – che ha disposto l’arresto dello stesso Lavitola, di Giampaolo Tarantini e della moglie per estorsione a Berlusconi – quella conversazione è “rilevante” proprio perché dimostra la “speciale vicinanza” tra il premier e Lavitola e la “natura dei rapporti” tra i due   “rivelandosi Lavitola impegnato sostanzialmente quale attivo e riservato ‘informatore’ su vicende giudiziarie che, benchè riguardanti terzi, appaiono di specifico e  rilevante interesse dello stesso Berlusconi”.


L’utilizzatore finale di tutto.
Tutti pagano, tranne il premier. Vanno a processo per reati gravi – per aver procurato donne a Silvio Berlusconi – i suoi amici Emilio Fede e Lele Mora. Ma (per ora) “l’utilizzatore finale,” come l’ha definito in modo elegante il suo avvocato-parlamentare Niccolò Ghedini parlando di un altro scandalo a sfondo sessuale, va a processo su un altro binario. Come se essere quello che ha creato il reato, che ha pagato tutti e che ha beneficiato del reato fosse il minore dei mali. Poi, dovesse andare male al processo, c’è sempre la prescrizione per gli incensurati.

Poi, c’è il caso Previti-Squillante. Vengono condannati il magistrato corrotto e l’avvocato che l’ha pagato. Ma per conto di chi ha pagato? Ma l’utilizzatore finale scappa a piede libero e si presenta in giro come vittima di ingiustizia e salvatore della patria.

Ora, ci siamo di nuovo. Giampaolo Tarantini, l’imprenditore barese che ha sistematicamente creato un giro di escort per il premier (vergini da portare al drago, nelle parole dell’ex-moglie di Berlusconi) è stato arrestato insieme alla moglie. Tarantini, secondo i magistrati, avrebbe ricevuto 500 mila euro in cambio del suo silenzio, più le spese legali, più qualche contratto e appalto. Berlusconi non nega il fatto centrale del processo, il pagamento dei 500 mila euro.

“Ho aiutato una persona (Tarantini ndr) e una famiglia con bambini che si è trovata e si trova in gravissime difficoltà economiche”, ha detto il premier. “Non ho fatto nulla di illecito, mi sono limitato ad assistere un uomo disperato non chiedendo nulla in cambio. Sono fatto così e nulla muterà il mio modo di essere”. Strano, ci sono milioni di famiglie italiane con bambini e problemi economici. Perché aiutare proprio questa? Evidentemente, i magistrati si sono posti la stessa domanda e hanno concluso che Tarantini è stato pagato perché non parlasse o mentisse. Perché Berlusconi sarebbe vittima di questo reato di estorsione? Non è reato comprare dei testimoni? (Vedi il caso Mills.) Perché l’utilizzatore (cioè il beneficiario) è sempre immune.

Diciamo la verità: Berlusconi ha corrotto e sporcato tutto quello che ha toccato: dall’imprenditoria, al calcio, alla politica e alla vita personale, piena di amici pagati. Che schifo.

di Alexander Stille


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