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martedì 27 settembre 2011

Proteste su blog e social network contro la cosiddetta norma ammazza blog


Il web in rivolta contro la norma 

"ammazza blog"


In 32mila protestano su Facebook

di Redazione
cameradep
Proteste su blog e social network contro la cosiddetta norma 'ammazza blog', ovvero le nuove regole inserite all'interno del 'ddl intercettazioni', sul quale il governo dovrebbe porre la fiducia.
La notizia ha scatenato immediatamente la reazione di blogger e utenti indignati che hanno gridato allo scandalo e al complotto nei confronti della libertà di espressione. La norma prevede che ogni gestore di sito informatico ha l'obbligo di rettificare qualsiasi contenuto pubblicato qualora ci fosse la richiesta di qualunque soggetto che si ritenga leso dal contenuto del post. E se non si rettifica la multa può raggiungere anche i 12mila euro, indipendentemente se il ricorso sia fondato o meno.
"Attenti, questa è la goccia che può far traboccare il vaso: si tratta di una dichiarazione di guerra alla Rete e noi non ci tireremo indietro" Ha scritto un utente sul gruppo Facebook, 'Salva i blog!', al quale sono iscritte già 32mila persone. "Loro attaccano noi, noi attaccheremo loro. Restiamo in attesa di nuove informazioni dal Palazzo. Agiremo di conseguenza", minaccia un altro utente su un blog di discussione politica.
"Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica - si legge nel testo della norma - le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono". La norma quindi equipara il web ai giornali cartacei, introducendo di fatto una parziale ma importante censura a quanto viene scritto e postato, dato che per ogni commento, nota o articolo, basterà una mail per chiederne la rimozione oppure la correzione di quegli aspetti considerati infamanti o diffamatori, indipendentemente dalla reale fondatezza della protesta.






 BAVAGLIO A BLOG E SITI INTERNET


NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA PASSIAMO PAROLA CON IL WEB per il futuro. Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet"; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60. Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo... il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta. In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito. Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all'ESTERO; basta che il Ministro dell'Interno disponga con proprio decreto l'interruzione dell'attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'ODIO (!) fra le classi sociali. MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta. In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata. ITALIA: l'unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare. Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l'Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l'Iran. Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata "Punto Informatico" e il blog di Grillo. Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica la "democrazia" è un concetto VUOTO. Documentazione diffusa da Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani.



 .

Mobilitiamoci contro il nuovo bavaglio per il web

Come se non bastasse l'idea di un nuovo disegno di legge per vietare le intercettazioni e garantire cosi ai delinquenti l'impunita', pur di salvare il presidente del Consiglio, il governo ci ha infilato dentro anche una norma per ammazzare la Rete che grida vendetta in tutto il mondo.
Una volta approvata la legge bavaglio, infatti, i gestori dei siti e dei blog saranno obbligati a rettificare qualsiasi dichiarazione, qualsiasi commento, qualsiasi affermazione se qualunque soggetto che si ritiene leso lo chieda. Non c'e' bisogno di provare che l'affermazione di cui si chiede la rettifica e' calunniosa o lesiva di qualcosa. Non c'e' nemmeno bisogno di rivolgersi a un magistrato, figurarsi! Basta inviare una mail e, se la rettifica non arriva immediatamente, piovono multe da migliaia di euro. In questi anni Berlusconi ha scoperto che non gli bastano i Minzolini e i Feltri. Puo' controllare tutte le televisioni e condizionare i giornali, come e' riuscito a fare sino a pochi mesi fa, fino a far rimuovere i direttori che non lo osannavano abbastanza. Ma se non controlla la Rete e' fatica sprecata. Le verita' che vorrebbe nascondere saltano fuori lo stesso, le notizie che vorrebbe far passare sotto silenzio arrivano ovunque e, se riesce a chiudere una trasmissione, quella viene trasmessa sul web e raduna ancora più telespettatori che in tv. Grazie al web ha perso tre referendum che aveva cercato di oscurare in tutti i modi. Inoltre grazie ad internet sono state raccolte, in un mese, oltre 500 mila firme per eliminare il porcellum, nonostante il silenzio delle tv. Berlusconi ha deciso di vendicarsi della Rete. Non potendola controllare, cerca di spengerla. La legge preparata dal suo governo di zelanti servitori non ha uguali nel mondo. E' un insulto alla liberta' e alla democrazia, e' una misura fascista. La Rete si mobiliterà per impedire il suo oscuramento. Si mobilitera' ovunque anche l'Italia dei Valori e io spero che lo facciano tutte le forze democratiche di questo Paese. Bisogna che tutti stiano in guardia. Berlusconi e' arrivato al capolinea, ma i suoi ultimi mesi saranno i peggiori e i piu' pericolosi. E' già successo una volta, nel 1944-45.





Il presente Blog non rappresenta una testata giornalistica. Viene aggiornato senza alcuna periodicità pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001. Le immagini presenti in questo Blog sono per lo più frutto di ricerche su Internet, pertanto qualora fossero riscontrate violazioni di copyright previo comunicazione saranno immediatamente rimosse .

http://cipiri.blogspot.com/2011/09/bavaglio-blog-e-siti-internet.html

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Lo stavo aspettando al varco, ed è arrivato. Il DDL Intercettazioni, altrimenti ribattezzato Legge Bavaglio e messo in quarantena un anno fa dopo le proteste di piazza, è stato scongelato come la ghianda dell’Era Glaciale, con il suo carico di virus per i quali il sistema immunitario della società moderna non è attrezzato a far fronte. Contiene il famigerato Comma 29, l’arma di distruzione di massa più micidiale che la casta italiana (e solo quella) abbia mai pensato di costruire e puntare contro l’informazione libera.


http://www.byoblu.com/post/2011/09/27/In-principio-furono-i-blog-Poi-venne-la-rettifica.aspx

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