Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta 2010. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2010. Mostra tutti i post

giovedì 6 gennaio 2011

Nel 2010 i costi per il mantenimento della guerra italiana in Afghanistan, 4mila soldati con annessi e connessi, è stato di quasi un miliardo.




Nel 2010 i costi per il mantenimento della guerra italiana in Afghanistan, 4mila soldati con annessi e connessi, è stato di quasi un miliardo.


Governo di guerra

afgh_ita.jpg


Nei giorni scorsi abbiamo pianto un altro militare italiano ucciso in Afghanistan e noi siamo vicini, come sempre, ai suoi famigliari e a tutti i soldati impegnati in quei territori. Il problema, a questo punto, è domandarsi cosa ci stiano a fare i nostri militari in quel martoriato territorio e se sia costituzionalmente giustificata e politicamente utile la nostra presenza. In realtà l’operazione cosiddetta di “mantenimento della pace” ha portato per ora soltanto morte e distruzione. La verità è che il nostro Paese vede morire i suoi militari e ingigantirsi le spese per una missione che può definirsi in ogni modo ma non di pace.
Nel 2010 i costi per il mantenimento della guerra italiana in Afghanistan, 4mila soldati con annessi e connessi, è stato di quasi un miliardo. E continua così, in costante aumento, appunto dal 2001. E mentre i tagli lineari del governo drenano risorse in tutti i comparti, gli investimenti nel settore militare sono sempre all’ordine del giorno. Poco tempo fa, si discuteva addirittura se non fosse necessario un nuovo tipo di cacciabombardieri: 130 nuovi caccia, 15 miliardi circa. Un po’ troppo per uno Stato che ripudia la guerra come sancisce la nostra Costituzione.
Invece, in un modo completamente anticostituzionale, i nostri soldati vengono mandati a morire con i fondi per l’addestramento tagliati, in un territorio tutt’altro che pacificato, ma con dei caccia nuovi e luccicanti. Il tutto per dare la possibilità al camerata ministro per la guerra La Russa di passare in rassegna le truppe schierate al fronte, facendosi bello con i soldi degli italiani e farfugliando risposte sempre diverse di fronte ai legittimi interrogativi dei parenti dei nostri militari caduti.
Intanto, qui in Italia, tutto il resto è miseria: abbiamo visto per le strade delle nostre città, negli scorsi mesi, ogni tipo di classe sociale e professionale manifestare il disagio economico e lavorativo nel quale versa. Hanno manifestato gli studenti, i lavoratori precari di università, cultura, spettacolo, le forze di polizia, il mondo dell’agricoltura, i terremotati dell’Aquila, i cittadini della Campania, chi ha vinto un concorso e poi non è stato assunto. E l’elenco può continuare.
La scorsa estate, il Parlamento ha votato il rifinanziamento della missione italiana: aumento del contingente, aumento delle spese, aumento di tutto. A votare contro, soltanto i gruppi alla Camera e al Senato di Italia dei Valori, e qualche parlamentare sparso. Ciò che più stride, con le dichiarazioni del governo, è un dato spesso ignorato: la spesa destinata alle iniziative di cooperazione, ricostruzione e assistenza sanitaria è stata, per il 2010, di 18 milioni di euro. Un po’ poco, se si vuole farla passare per “missione di pace” soprattutto se paragonato al miliardo di euro che spendiamo per la guerra. In linea, purtroppo, con le politiche di questo governo in campo umanitario: in piena contraddizione con le direttive dell’Unione Europea, l’Italia destina infatti alla cooperazione internazionale solo lo 0,12% del suo Pil, non ha intenzione di aumentarlo e anzi, si impegna ogni anno a diminuirlo.
Non solo: negli scorsi mesi, il governo si è allontanato ancora di più, nei fatti, dalle parole di pace con cui ammanta le missioni di guerra: il taglio del 5 per mille, che andava a vantaggio delle associazioni che si occupano realmente di cooperazione allo sviluppo, ne è un esempio. E così, gli obiettivi del millennio sono sempre più lontani (0,7% del Pil dedicato alla cooperazione), la società civile rimane inascoltata, le spese folli in campo militare obbligano a tagli in tutti gli altri settori, mentre la disoccupazione avanza. Per questo, alla riapertura dei lavori parlamentari, presenterò alla Camera una mozione in Aula per ridiscutere la nostra presenza in Afghanistan e nelle cosiddette missioni di pace.

 http://www.antoniodipietro.com/2011/01/governo_di_guerra.html



-

venerdì 24 dicembre 2010

Gerusalemme , Nel 2010 le forze d'occupazione israeliane hanno proseguito rapidamente le demolizioni di abitazioni e proprietà palestinesi ad al-Quds


Gerusalemme , Nel 2010 le forze d'occupazione israeliane hanno proseguito rapidamente le demolizioni di abitazioni e proprietà palestinesi ad al-Quds



. (Gerusalemme) - InfoPal. Fonti ufficiali Onu hanno affermato: "Nel 2010, le forze d'occupazione israeliane hanno proseguito rapidamente le demolizioni di abitazioni e proprietà palestinesi ad al-Quds (Gerusalemme). Questo processo ha subito un escalation del 45% rispetto al 2009".
Maxwell Gillard, Coordinatore umanitario nei Territori palestinesi occupati per le Nazioni Unite, ha espresso preoccupazione e ha specificato: "Quest'anno le abitazioni palestinesi distrutte da Israele tra Gerusalemme e Cisgiordania sono state 396. Nel 2009 ne erano state demolite 275. Oltre 3 mila palestinesi sono rimasti senza casa e attualmente sono sfollati".
"L'Impatto socio-economico ha un peso non indifferente, in maniera diretta sulle loro vite, ma pure sulla performance dell'assistenza umanitaria".
"Israele deve fermare questa politica" ha concluso Gillard.
Da parte sua, Peace Now, movimento pacifista israeliano, questa mattina ha ripetuto dati e previsioni esposti dal responsabile Onu.
"La costruzione delle colonie israeliane è avvenuta in modo rapido come non mai. Dalla scadenza della moratoria sul congelamento, tre mesi fa, decine di progetti per centinaia di unità abitative sono stati approvati da Israele per un totale di 1.700 unità abitative".
"Approvazione e implementazione si sono volti con una rapidità e in maniera estesa in un periodo particolarmente vulnerabile, quale quello di negoziati diretti tra Israele e palestinesi, mentre l'opinione pubblica era distratta da colloqui decisamente deboli".
I lavori di costruzione non vanno intesi unicamente con l'edificazione materiale delle unità abitative (Peace Now rivela l'ultimo piano per la costruzione di 75 abitazioni per coloni) ma pure con i lavori sussidiari per la fornitura di servizi; fognature, sistemi elettrici e strade ad uso esclusivo dei coloni di Israele.
Già fonti d'informazione israeliane, come il quotidiano Yediot Ahronot, avevano individuato nei principali blocchi coloniali quali "Ma'ale Adumim", "Beitar Illit" e "Modi'in Elite" i punti di maggior espansione e quelli interessati da un eventuali scambi di popolazioni da finalizzare con l'Autorità nazionale palestinese (Anp).
Alle dichiarazioni rilasciate oggi da Peace Now, hanno fatto seguito quelle di un leader dei coloni il quale, con orgoglio e disivoltura, ha confermato le cifre.


-

lunedì 14 giugno 2010

Mondiali Sudafrica 2010




Mondiali Sudafrica 2010

Scendiamo tutti in campo contro il traffico di bambini con la nuova campagna promossa da Terre des Hommes ed Ecpat: www.tuttincampoperibambini.it esserci è importante.


CALCIO, MONDIALE 2010: CAMPAGNA CONTRO TURISMO SESSUALE



Una campagna contro il turismo sessuale è stata lanciata dalle autorità comunali di Mangaung, che ospiterà alcune partite del mondiale di calcio.
In un comunicato ufficiale si sottolinea che in eventi importanti, come appunto il Mondiale, “si registra un aumento di attività illecite, di cui sono vittime soprattutto donne e bambini“. Nella stessa nota si avverte che le prostitute “sono soggetti ad alto rischio di contagio di Hiv/Aids in Sud Africa”. Per tutta la durata della grande manifestazione sportiva le autorità comunali di Mangaung faranno allestire stand in cui sarà possibile avere materiale informativo, sottoporsi al test dell’Hiv, rifornirsi di profilattici.

. Bookmark and Share .

giovedì 29 aprile 2010

1 MAGGIO 2010

EuroMayDay 2010

  in Mayday
 
Precarious of the world let’s fight!
Saliamo sui tetti del mondo per opporci alla precarizzazione, per rivendicare reddito, diritti e cittadinanza per tutte/i. Il passato sta affondando. Il futuro siamo noi!
Euromayday Parade. Primo maggio 2010. Milano, porta Ticinese, h 15
Il primo maggio 2010 migliaia di persone torneranno nelle strade di Milano per la EuroMayday Parade, per mostrare l’orgoglio, la gioia e la rabbia dei precari e delle precarie. Dal 2001 al 2010, 10 anni d’arretramento dei diritti e delle retribuzioni, 10 anni di lotte e di sacrifici, d’opposizione netta, contro la deriva razzista, contro le politiche intolleranti e securitarie, contro la cultura del profitto che precarizza la vita di ognuno di noi.
Noi che siamo quelli/e che creano la ricchezza, ma che non ne godono se non in minima parte. co.co.co e lavoratori a progetto, esternalizzate e partite iva, invisibili, cassintegrati, instabili e in nero. In 10 anni siamo diventati la maggioranza tra i lavoratori sotto i 40 anni. Nei prossimi 10, complice il liberismo, saremo la maggioranza di tutti i lavoratori.
La crisi ha colpito duro  e se possibile ha peggiorato le  nostre condizioni di vita. E’ stata usata da imprese e padroni per svendere, ristrutturare e speculare. In molti i casi i lavoratori si sono opposti e le lotte hanno agitato i territori e i luoghi della produzione. Il primo marzo dei migranti, gli operai sui tetti delle fabbriche sono i simboli del dissenso al comando liberista. Ma con loro vi sono mille e ancora mille piccoli atti d’insubordinazione, di disturbo, di contestazione.
La Mayday, dopo dieci anni, testardamente, continua a chiedere il conto, continua a guardare avanti. Incarnando le diverse anime dei conflitti parla con la voce delle rivendicazioni necessarie e possibili. La politica di palazzo ha abbandonato ormai del tutto i problemi del lavoro e dei diritti ma noi continuiamo, ostinate, a reclamare giustizia per tutti e tutte, nativi o migranti, per le generazioni precarie, gli operai, e per quei lavoratori che sono diventati precari nei fatti: cassintegrati, licenziate, esternalizzate, delocalizzati.
Chiediamo continuità di reddito e accesso ai servizi a prescindere dal lavoro che facciamo e dal tipo di contratto che abbiamo o spesso non abbiamo. Reclamiamo i soldi che le aziende, avide e bastarde, continuano a sottrarci. Chiediamo cittadinanza per i migranti. E reclamiamo una scuola pubblica di qualità, un sistema di trasporti sostenibile e popolare, dei saperi liberi, fino ai diritti che non è più possibile legare solo al contratto a tempo indeterminato, come ferie pagate, pensione, malattia, maternità. Vogliamo un nuovo sistema di diritti, un welfare adatto alle nostre vite!
Scenderemo nelle strade con rabbia e con gioia, per riappropriarci della città e far sentire la nostra voce. Saremo una macho free zone, per costruire un immaginario libero dalla cultura machista. Rivendichiamo una produzione culturale alternativa al piattume imperante, e vogliamo diffondere una conoscenza che sia realmente libera, condivisa e accessibile. Denunceremo la stupidità criminale del razzismo leghista e non solo e mostreremo un presente di sorellanza tra nativi e migranti. Proporremo un’idea di futuro con lo spezzone no-oil a pedali e i sound system alimentati a pannelli solari. Diremo no alle speculazioni di Expo 2015, fatte sulla pelle dei cittadini e sui nostri territori martoriati.
Precarie, operai, partite iva, hacker, cassintegrate, studenti, creative, commessi, giornaliste, disoccupati, stagiste – nativi e migranti. Da Dortmund, Ginevra, Amburgo, Hanau, Lisbona, L’Aquila, Losanna, Malaga, Milano, Palermo, Tubingen, Zurigo, Tokio, Toronto e Tsukuba, uniamoci contro la crisi e gridiamo: Mayday Mayday!



-

lunedì 1 marzo 2010

Primo marzo 2010, un giorno senza migranti

Primo marzo 2010, un giorno senza di noi. Tutti gli appuntamenti .....


Il primo marzo i migranti italiani, francesi, spagnoli e greci protesteranno. La protesta prenderà forme diverse: cortei, concerti, scioperi, astensione dal consumo, lezioni di clandestinità in piazza e nelle scuole, proiezioni…
Qui trovate un elenco di appuntamenti:

Pordenone
Ore 10: Allestimento della piazza XX settembre, che sarà tutta gialla.
Ore 15: sit-in con uno spazio dedicato ai bambini, animazione e corso all’aperto, seguiranno spazi musicali e comizi.

Bolzano
Ore 11-20: Appuntamento in piazza della Mostra con stand informativi, concerti di gruppi musicali locali, attività teatrali,laboratorio di pittura per bambini.
Ore 18: lancio di palloncini gialli.

Trento
Ore 10-12: Presidio di fronte all’Ospedale santa Chiara con le lavoratric delle imprese delle pulizie. Ore 20: festa con la partecipazione dell’Orchestra terrestre.
Varie iniziative in programma a Rovereto e nelle valli.

Venezia
Ore 9: corteo degli studenti, appuntamento davanti al municipio di Mestre [via Palazzo]
Ore 17: appuntamento in piazza Ferretto a Mestre.

Vicenza
ore 8,30: corteo studentesco parte dalla stazione FS.
ore 19.30: fiaccolata da via Tecchio per richiedere il ritiro della delibera comunale sull’idoneità di alloggio.

Trieste
Ore 13: banchetti informativi in piazza Ponterossoza
Ore 15: ritrovo in piazza Sant’Antonio e partenza di una «squadra» che cancellerà le scritte razziste dai muri delle città.
Ore 17: corteo da piazza Ponterosso

Brescia
Ore 10-14: presidio in piazza della Loggia. Molti altri presidi in vari mercati della provincia [a Rovato confluiranno le donne], davanti alle scuole e alle fabbriche.

Bergamo
Ore 18: Sciopero e manifestazione per i diritti degli stranieri davanti al Comune di Bergamo [palazzo Frizzoni].

Como
Ore 17,30-20: presidio a Cantù [largo XX settembre]

Lecco
Ore 18: Appuntamento davanti alla stazione. A seguire un corteo fino a piazza Garbali.

Milano
Ore 9.30: Corteo parte da palazzo Marino. Dibattito sul lavoro.
ore 17: Presidio in piazza Duomo
Ore 18.30: Lancio di palloncini.
Ore 19: corteo parte per piazza Castello, microfono aperto, interventi e musica.

Genova
ore 18: corteo parte dalla commenda di Prè, arrivo piazza Matteotti.
Ore 20: festa e concerto in piazza Matteotti

Bologna
Ore 15: appuntamento in piazza Nettuno, corteo verso la questura.
ore 16-19: presidio in piazza del Nettuno. Mostra fotografica con i volti dei nuovi cittadini italiani.
Interventi

Imola
Ore 17: sit-in antirazzista in Piazza Caduti per la Libertà e lo spettacolo «Le scimmie verdi».
Ore 18: fiaccolata per le strade del centro cittadino.
Ore 19-20: Incontro e proiezioni presso la Palazzina, via Quaini 14.

Reggio Emilia
Ore 10-18: presidio in piazza Casotti.
Ore 10-12: presidio davanti alla prefettura [corso Garbali, 45].

Forlì Cesena
Ore 9: appuntamento al mercato, volantinaggio e distribuzione di fiochetti gialli.
Ore 16.30: appuntamento in piazza Saffi con gazebo e tavoli: animazione per bambini, concerto.
Ore 18,30: lancio di palloncini gialli.
Ore 20: Conferenza, dibattito e testimonianze.

Lucca
Ore 10: banchetto e gazebo con materiale informativo e raccolta firme in piazzale Ricasoli [stazione ferroviaria].
Nel pomeriggio: corteo fino alla prefettura dove ci sarà un presidio con microfono.

Perugia
ore 14.30: raduno in piazza Italia, corteo fino a piazza IV novembre.
Fino alle 18,30: Interventi in piazza IV novembre delle associazioni e della società civile. Musica, lancio di palloncini gialli, uso di fumogeni.

Roma
Ore 10,30: Lezioni di clandestinità in piazza Montecitorio degli studenti medi e universitari.
Ore 14: Conferenza stampa all’Esquilino/Presidio in piazza della Repubblica con diverse categorie di lavoratori e strumenti da lavoro del Comitato migranti
Ore 17: Corteo delle reti antirazziste da Porta Maggiore a piazza Esquilino. piazza Vittorio.
Ore 18: Manifestazione indetta dal comitato primo marzo in piazza Vittorio Emanuele. Concerti, [Orchestra multietnica di Piazza Vittorio] e interventi.

Campobasso
Appuntamento in piazza San Francesco per la manifestazione cittadina.

Napoli
Ore 11: un corteo regionale parte da piazza Garibaldi

Bari
Ore 10: Assemblea pubblica «Il paradosso degli invisibili» con il professor Pedro Miguel e la professoressa Luisa Santelli, promossa dagli studenti di sociologia delle relazioni etniche [aula IX – III piano dell’ateneo].
Ore 18.30: in piazza del Ferrarese, il comitato locale promuove la lettura di testi, testimonianze e racconti delle comunità migranti di Bari.

Taranto
Ore 17,30-21,30: Assemblea di strada in piazza Immacolata [adiacenze via D’Aquinio] gestita dalle comunità migranti. Proiezioni video e musica dal vivo a cura della comunità senegalese.

Oristano
Ore 11.30: sit-in in piazza Eleonora.
Ore 17.30: lancio di palloncini.
Ore 18.30: «1+1 – che odore può avere un disegno?», spettacolo teatrale della compagnia Hanife Ana-teatrojazz, presso il centro servizi culturali [via Carpaccio, 9].
Ore 19.30: proiezione di documentari sulla migrazione italiana.

Sassari
Ore 17: sit-in in Piazza Sant’ Antonio, poi partirà un corteo per Corso Vittorio Emanuele che si concluderà con un sit-in in Piazza D’Italia, dove le associazioni che partecipano saranno presenti con banchetti informativi e divulgativi.
Ore 20,30: Spettacolo Strani frutti. Storie a fior di pelle dell’Associazione Laborintus, presso la sala Sassu del Conservatorio [ingresso libero].

Siracusa e Catania
Ore 6: pellegrinaggio in pulmino nei luoghi del caporalato nella campagna attorno a Cassibile promosso dai Comitati primo marzo di Catania e Siracusa.
Ore 9: corteo indetto dagli studenti a Siracusa
Ore 13: pranzo in solidarietà a padre Carlo D’Antoni, ancora agli arresti domiciliari.
Ore 17: dibattito pubblico
Ore 20: concerto

Presidio a Catania in piazza Stesicoro.
Ore 18: una delegazione ricevuta in prefettura.
Ore 20: festa etnica.

Palermo
Nel pomeriggio: Appuntamento in piazza Bolognini per un corteo.

martedì 12 gennaio 2010

Onu, 2010 anno internazionale della biodiversità

Onu, 2010 anno internazionale della biodiversità

L’Onu ha lanciato oggi a Berlino il «2010: anno internazionale della biodiversità» e il Wwf Italia ne ha «approfittato» per inviare una lettera alle maggiori cariche istituzionali affinché l’Italia si impegni in questa direzione, in coerenza con gli impegni sottoscritti al G8 ambiente di Siracusa, nel 2008. »L’Italia è il paese europeo più ricco di biodiversità, ma molta della ricchezza si sta perdendo», dice il Wwf, che nel 2010 «sarà impegnata con iniziative speciali, progetti sul campo e ulteriori interventi istituzionali».

.

martedì 5 gennaio 2010

Primo Marzo 2010 Sciopero degli Stranieri


. Primo Marzo 2010 Sciopero degli Stranieri
stranieri non solo e non tanto dal punto di vista anagrafico. stranieri perché estranei al clima di razzismo, intolleranza e chiusura che caratterizza l'Italia del presente. autoctoni e immigrati, accomunati da questa estraneità e dal fatto di vivere nello stesso territorio, siamo uniti nella stessa battaglia di civiltà.

- Siamo anche su Facebook, all'indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=208029527639&ref=nf

- Per avere informazioni e ricevere i nostri aggiornamenti è necessario iscriversi alla mailing list: per farlo basta mandare una mail a: primomarzo2010@gmail.com
.

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru