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venerdì 27 novembre 2015

Perchè Non Devo Chiedere Scusa alla Fallaci



Travaglio: “Scuse alla Fallaci? 
No, non era una grande giornalista, 
aveva un rapporto soggettivo con la verità”

“Chiedere scusa a Oriana Fallaci? No. Era una grandissima scrittrice, ma non una grande giornalista, 
perché aveva un rapporto con la verità piuttosto soggettivo“. Così il direttore de Il Fatto Quotidiano, 
Marco Travaglio, durante Otto e mezzo (La7),
 replica ad Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, 
che invoca la richiesta di scuse alla scrittrice fiorentina, scomparsa nel 2006. “Non c’era un intervistato di Oriana Fallaci che si riconoscesse nelle interviste” – spiega Travaglio – “perché lei intervistava sempre se stessa. Scriveva sicuramente da Dio, il che l’autorizzava a dire anche delle cose molte iperboliche, come quando affermò che, se avessero costruito una moschea a Colle Val d’Elsa, l’avrebbe fatta saltare in aria. Se questa è la civiltà occidentale che dobbiamo difendere, ho i miei dubbi. Quelle della Fallaci erano provocazioni, ma l’errore è averla scambiata per una politologa e non averla considerata una scrittrice.
 Lei” – continua – “individuava come via per uscire da questo incubo del terrorismo la guerra di civiltà. Purtroppo è stata presa in parola. Blair ha anche chiesto scusa per la Guerra del Golfo e, scoperchiando il vaso di Pandora in Iraq, con quelle due guerre sciagurate, che erano esattamente nella linea Fallaci, ci sono stati un milione di morti civili e si sono decuplicati gli attentati in tutto il mondo. Deve chiederci scusa chi le ha fatte quelle guerre, come Bush, Berlusconi, quelli del centrosinistra che hanno confermato le missioni, perché oggi siamo 10 volte più insicuri e minacciati di 15 anni fa”. Sallusti ribatte: “Grazie a quelle guerre Al Qaida non è più una minaccia per il mondo come prima. Sulla guerra in Iraq si può discutere all’infinito, è ovvio che non si può esportare la democrazia, soprattutto in una civiltà che è ferma al Medioevo rispetto alla nostra“. Insorge la conduttrice Lilli Gruber: “Non è proprio così in Iraq”. “Una civiltà dove una donna non può guidare perché sei donna è al Medioevo”, controbatte il direttore de Il Giornale. “L’Iraq non c’entra assolutamente niente” – replica Gruber – “tu parli dell’Arabia Saudita, alleato preziosissimo degli Usa da sempre e anche dell’Occidente“. Il battibecco, che coinvolge anche la filosofa Gloria Origgi sul presepio come simbolo dei valori occidentali, dura per qualche minuto. 

Travaglio analizza poi l’ipotesi di un intervento militare dell’Italia in Siria e si sofferma sulla gestione del fenomeno migratorio in Italia: “Qui c’è la classica sottovalutazione della sinistra nei confronti dei problemi della sicurezza e dell’intelligence. 

Dall’altra parte ci sono quelli, come Salvini e tanti altri, che pensano di combattere il terrorismo in tv 
tutte le sere, insultando gli immigrati, soprattutto musulmani. La soluzione? Fare le cose serie. Scremare i clandestini, mandarli via, ma farlo veramente, non come facciamo da 20 anni. Quelli di cui non si sa il nome vanno identificati” – prosegue – “e quelli che hanno diritto di stare qui li trattiamo bene“. “Stai dicendo cose di destra che sottoscrivo completamente”, replica Sallusti. “Non so se sono di destra o sono di sinistra” – spiega Travaglio – “negli Stati seri funziona così. Credo che il califfo al-Baghdadi stia tifando per coloro che, vomitando ogni sera insulti contro gli islamici e gli immigrati, gli regalano gratis decine di migliaia di potenziali adepti i quali, prima o poi, a furia di essere trattati a pesci in faccia e a calci nel sedere, scopriranno che qui per loro non c’è nulla da perdere. E quando uno non ha niente da perdere, può addirittura arrivare al punto di voler farsi esplodere in un ristorante, in una sala concerto o in uno stadio”


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domenica 27 settembre 2015

l’America è la Vera Minaccia per il Mondo



Oliver Stone: dimenticate l’ISIS, è l’America la vera minaccia per il mondo

Abbiamo destabilizzato il Medio Oriente, creato il caos. 
E poi diamo la colpa all’ISIS per il caos che abbiamo creato”.

Molta gente pensava che i giorni in cui Oliver Stone scalava le classifice fossero finiti. Molte persone si sbagliavano. Il suo libro del 2012 e la serie TV, “The Untold History of the United States”, suggeriscono che il regista rinnova gli sforzi per sfidare la narrazione tradizionale per quanto riguarda l’eccezionalismo americano, l’imperialismo economico e il “coinvolgimento nefasto” del governo americano in Medio Oriente, si legge su TheAntiMedia.org.
A completare la serie di documentari in 10 parti e le 750 pagina del libro, Stone ha collaborato con lo studioso della Seconda Guerra Mondiale, Peter Kuznick. Il regista sostiene che nel valutare la storia americana dal 1930, è il coinvolgimento americano in Medio Oriente che in realtà ha catturato la sua attenzione.
“Abbiamo destabilizzato l’intera regione, creato il caos. E poi diamo la colpa all’ISIS per il caos che abbiamo creato“, ha detto Stone.
Secondo Stone, il ruolo destabilizzante del governo degli Stati Uniti in realtà risale a ben oltre l’ISIS. La sua nuova serie individua momenti di intrusione americana nella regione nel lontano 1930 e lo segue fino al colpo di stato iraniano appoggiato dalla CIA nel 1953, il supporto per i militanti in Afghanistan in funzione anti-Unione Sovietica nel 1980, l’invasione dell’Iraq di George HW Bush del 1990, e gli sforzi attuali in Iran, Siria e altri paesi.

L’ultimo episodio della serie “The Untold History of the United States” si intitola“Bush e Obama: Age of Terror”. Vengono trattati i seguenti argomenti:
Il Progetto per un Nuovo Secolo Americano, un think tank neoconservatore che ha invocato un evento come Pearl Harbor che faccia da catalizzare per l’azione militare in Medio Oriente
La tirannia di neoconservatori che ha spinto gli Usa in guerra con l’Iraq usando un’intelligence difettosa
Il Patriot Act, che ha spogliato gli americani di una vasta gamma di libertà civili, mentre ha legalizzato un nuovo stato di sorveglianza
Il lavaggio del cervello nazionalista e l’allarmismo per la guerra al terrorismo
Invadere l’Afghanistan per sconfiggere alcuni degli stessi terroristi che gli Stati Uniti hanno armato e addestrato due decenni prima
Tattiche di tortura e interrogatori incostituzionali a Guantanamo
Il lavoro dei media tradizionali a favore della guerra attraverso la propaganda e la collusione delle imprese.
Obama che si è svenduto a JP Morgan Chase, Goldman Sachs, Citigroup, General Electric, e Big Pharma.
Il piano di salvataggio finanziario da 700 miliardi di dollari pagato da lavoratori, pensionati, proprietari di case, piccoli imprenditori, e gli studenti con prestiti.
L’aumento dei compensi per i CEO in mezzo al crollo della classe media.
Il fallimento di Obama nell’offrire speranza, cambiamento, o la trasparenza, la persecuzione di informatori del governo. Anche se ha ripudiato l’unilateralismo di Bush, ha raddoppiato le truppe e, secondo Stone, “manca del coraggio di un John F. Kennedy ”.

Gli attacchi dei droni di Obama su Afghanistan, Iraq, Pakistan, Yemen, Libia e Somalia (che include una clip sulle sue parole alle truppe: “A differenza dei vecchi imperi, non facciamo questi sacrifici per territori o per le risorse … .Noi lo facciamo perché è giusto. ”
Stone dice che la sua serie di documentari è un approccio alternativo alla storia americana, e spera di combattere il “crimine educativo” di esporre gli scolari di oggi alla propaganda dei libri di testo e programmi televisivi.
Su questa nota, Stone non usa mezzi termini:
“Non siamo in pericolo. Noi siamo la minaccia. “


LEGGI ANCHE

http://cipiri.blogspot.it/2015/09/cara-america-smettila-di-esportare.html



Eastwood: 
“Cara America, smettila di esportare democrazia, 
era meglio tenersi Saddam e Gheddafi”

Clint Eastwood non cessa mai di sorprendere. Questo repubblicano sui generis, idolo dei conservatori americani ma spesso eterodosso su molti aspetti dell’ideologia della destra statunitense, ha
ultimamente espresso diverse critiche alla politica estera di Washington....



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sabato 11 gennaio 2014

VIDEO: Torri Gemelle Abbattute da Bush: Prove Schiacciant...

Torri Gemelle Abbattute da Bush: Prove Schiaccianti 2 video


Torri gemelle abbattute da Bush: prove schiaccianti secondo i grandi media americani! (Signini)

un delicatissimo coinvolgimento che includeva sostegni dall’estero da parte delle agenzie di intelligence, quella israeliana del Mossad in prima linea

Attacco alle torri ordito dalla setta satanica Skull & Bones, George W. Bush e dalla sionista AIPAC.
La setta satanica setta Skull & Bones, George W. Bush ed i sionisti dell’AIPAC hanno ordito l’attacco 9/11, ecco le prove schiaccianti Qualcosa deve davvero essere cambiato, perché noi lo sappiamo, lo scriviamo e lo diciamo da sempre, ma ci impressiona vedere che ora anche il New York Post, il Veterans Today e in particolare Gordon Duff, di Press TV, scrivono che l’attentato dell’11 Settembre 2001 non sarebbe stato ideato, condotto e concluso da autonome “cellule terroristiche islamiche”, ,,
leggi e guarda i VIDEO...
VIDEO: Torri Gemelle Abbattute da Bush: Prove Schiacciant...: Torri gemelle abbattute da Bush: prove schiaccianti secondo i grandi media americani! (Signini) un delicatissimo coinvolgimento che ...

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mercoledì 12 settembre 2012

11 settembre 2001 : Ricordiamo le cose giuste?



Ricordiamo le cose giuste? 
11 settembre 2001: 2996 morti delle torri gemelle, 5.000 civili morti nel solo primo anno di guerra in Afghanistan dichiarata dall’America in seguito alla caduta delle torri gemelle.





Santiago del Cile, 11 Settembre 1973.

L'11 settembre che nessuno ricorda....L'11 Settembre 1973 cadeva sotto le bombe contro il palazzo de La Moneda, il presidente eletto dal popolo Cileno Salvador Allende, e con lui la 
"via cilena al socialismo". L'11 Settembre, le forze armate cilene guidate dal Generale Augusto Pinochet rovesciarono con l'aiuto americano il governo democraticamente eletto. 

 Poivennero le torture, le esecuzioni, il terrore.
Durante la dittatura militare venne attuata una forte repressione dell'opposizione, ritenuta un vero sterminio di massa, con l'uccisione di circa 3.000 oppositori politici - 2279 è la cifra ufficiale - su 130.000 arrestati in maniera arbitraria, e sistematiche violazioni dei diritti umani, anche se c'è chi sostiene che i morti furono invece 40.000, comprese le sparizioni forzate.
Il conto dei morti è sempre una cosa di cattivo gusto, come mettere in antagonismo due eventi cosi, come se il ricordo del '73 fosse di sinistra ed il 2001 di destra. Il problema è che spesso non si ricorda cosa avvenne in Cile e delle responsabilità dei governi occidentali in quel colpo di stato; per non scordare la visita di Giovanni Paolo II che si affacciò alla finestra con il criminale Pinochet.

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“Il nostro è un paese senza memoria e verità, ed io per questo cerco di non
dimenticare” (Sciascia)

11 SETTEBRE, l'ultima vergogna,di Bush e Cheney



11 SETTEBRE: l'ultima vergogna


E’ stata l’ultima legge approvata dal parlamento americano nel 2010, e per un soffio ha rischiato di non farcela. Si tratta di un finanziamento di circa 4 milioni di dollari destinato ai soccorritori dell’11 settembre...

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lunedì 3 gennaio 2011

11 SETTEBRE, l'ultima vergogna,di Bush e Cheney



11 SETTEBRE: l'ultima vergogna


E’ stata l’ultima legge approvata dal parlamento americano nel 2010, e per un soffio ha rischiato di non farcela. Si tratta di un finanziamento di circa 4 milioni di dollari destinato ai soccorritori dell’11 settembre - i cosiddetti “first responders” - che hanno contratto malattie polmonari dopo aver respirato per lunghi giorni la polvere tossica delle macerie delle Torri Gemelle.

O almeno a coloro che sono ancora vivi, perchè nel frattempo molti di loro sono già morti per quelle malattie.

La vergogna per il ritardo con cui è stato finalmente stanziato il fondo sanitario va ad aggiungersi alla vergogna con cui il governo di Bush e Cheney ha sistematicamente ignorato la tragedia di queste persone per sette lunghi anni. Mentre la Halliburton rubava letteralmente milioni di dollari al giorno, ...



... grazie agli appalti “in famiglia” scaturiti dalla guerra in Iraq, i soccorritori del 9/11 perdevano lentamentre la salute, il lavoro, e spesso anche la vita, nel silenzio più agghiacciante. La testimonianza video che abbiamo pubblicato, che risale al 2006, è solo una delle tante che sono passate sotto il più assoluto silenzio mediatico in tutti questi anni.

E ora che l’amministrazione Obama ha voluto rimediare in qualche modo a questa situazione vergognosa, ha comunqure incontrato un ostracismo prolungato, da parte dei repubblicani, che ha quasi fatto fallire la votazione conclusiva. Per un anno intero i repubblicani hanno inventato una scusa dietro l’altra, pur di non arrivare a votare questa legge. Sostenevano che il programma sanitario per i soccorritori “avrebbe messo a rischio le finanze della nazione”, e che “c’erano già troppe spese in corso”. E fino al 20 dicembre scorso c’era ancora un senatore repubblicano che teneva bloccata la legge, sotto minaccia di ostruzionismo individuale, sperando di far scadere il tempo utile per la sua approvazione.

Solo quando i media “si sono accorti” della situazione incresciosa, ed hanno denunciato il fatto su tutti i telegiornali, i repubblicani si sono finalmente rassegnati a far passare quella legge.

Ogni altro commento a questo punto diventa superfluo.



di Massimo Mazzucco


Fonte: luogocomune.net
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lunedì 14 settembre 2009

Muntadar al Zaidi, lanciò le scarpe contro Bush




Muntadar al Zaidi, che lanciò le scarpe contro Bush, esce di prigione

Muntadar al Zaidi, il giornalista iracheno che lanciò lanciato le sue scarpe contro l’ex presidente americano George W Bush durante una conferenza stampa, dovrebbe essere scarcerato oggi dopo nove mesi di prigione. Zaidi, che in quell’occasione apostrofò anche Bush come «cane», era stato condannato a tre anni lo scorso marzo: pena ridotta prima a un anno, perché il giornalista era incensurato, e successivamente di altri tre mesi, per buona condotta. Il fratello Udai e l’intera famiglia sono da qualche ora davanti alla base militare di Mouthanna, nel quartiere Kharkh nell’ovest di Baghdad, dove Muntadar sconta le ultime ore di detenzione.
«Sono entrato nella prigione e mi hanno assicurato che la lettera del giudice che ordina la sua scarcerazione è arrivata e che sarà liberato oggi», ha detto il fratello all’Afp. Secondo Udai, il fratello, ex giornalista della televisione con sede al Cairo al Baghdadia, sarà accompagnato nella sua abitazione, nel centro della capitale irachena, dove è prevista una festa in suo onore.
«Questo è un bacio di addio dal popolo iracheno, cane. Questo è dalle vedove, dagli orfani e da coloro che sono stati uccisi in Iraq», esclamò Muntadar mentre lanciava le scarpe a Bush il 14 dicembre 2008, mentre il presidente Usa effettuava una visita di addio in Iraq prima di lasciare la Casa Bianca

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