Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta Enrico Letta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Enrico Letta. Mostra tutti i post

sabato 27 aprile 2013

ENRICO LETTA : i NO al suo governo


IL NO IN ASSOLUTO DEL MOVIMENTO 5 STELLE.
Beppe Grillo attacca dal web la formazione del nuovo esecutivo.
'Il governo che sta nascendo è un'ammucchiata degna del miglior bunga bunga. Tutti passivi tranne uno che di bunga bunga se ne intende. Una mescolanza che sconfina nell'incesto, lettiana, che ha in sé il profumo di famiglia, da Mulino Bianco dell'Inciucio'. Lo scrive Grillo sul suo blog.
'Zio e Nipote Letta si sono alternati come sottosegretari alla presidenza del Consiglio negli ultimi vent'anni. Cambiava il presidente, ma la famiglia Letta era sempre presente. A garanzia di chi? E' una coincidenza singolare questa successione monarchica. Una famiglia di predestinati', si legge ancora.
'L'esultanza dei giornali e delle televisioni per l'ammucchiata di regime è propria dei servi che hanno conservato il posto di lavoro. I partiti hanno evitato una Caporetto e si sono rinchiusi in un bunker, tutti assieme appassionatamente, ormai è amore - prosegue - Coloro che si insultavano in campagna elettorale 'Comunisti!', 'Mai con Berlusconi!' si sono infilati insieme sotto le coperte pur di non dover rendere conto alla Nazione del loro fallimento. Il governo minestrone avrà i peggiori odori e sapori della Seconda Repubblica e qualche resto avariato della Prima, come Amato, il tesoriere di Craxi. Pietanze che solo le televisioni riescono a far digerire'.
Assente ieri alle Consultazioni con il premier incaricato Enrico Letta, il leader del Movimento 5 Stelle ha tuonato a distanza con un commento apparso sul suo sito: 'Con questi non ci mescoleremo mai. Questa casta ha ucciso la democrazia in questo Paese'.
'Con la nomina a presidente del Consiglio di un membro di bildeberg il 25 aprile è morto. E' quanto scritto sul blog di Beppe Grillo. Se 'il 25 aprile è morto', allora 'oggi evitiamo di parlarne, di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti. Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere'. Così Beppe Grillo nell'intervento sul suo blog sul 25 aprile e sui contrasti sulla linea da tenere sulle celebrazioni della ricorrenza.
'Nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bildeberg il 25 aprile è morto, nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento il 25 aprile è morto - è scritto sul sito di Grillo - nella distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano il 25 aprile è morto, nella dittatura dei partiti il 25 aprile è morto, nell'informazione corrotta il 25 aprile è morto, nel tradimento della Costituzione il 25 aprile è morto, nell'inciucio tra il pdl e il pdmenoelle il 25 aprile è morto, nella rielezione di Napolitano e il passaggio di fatto a una Repubblica presidenziale il 25 aprile è morto, nell'abbraccio tra Bersani e Alfano il 25 aprile è morto, nella mancata elezione di Rodotà il 25 aprile è morto, nella resurrezione di Amato, il tesoriere di Bottino Craxi, il 25 aprile è morto, nei disoccupati, nelle fabbriche che chiudono, nei tagli alla Scuola e alla Sanità il 25 aprile è morto, nei riti ruffiani e falsi che oggi si celebrano in suo nome il 25 aprile è morto - prosegue il blog -nel grande saccheggio impunito del Monte dei Paschi di Siena il 25 aprile è morto, nel debito pubblico colossale dovuto agli sprechi e ai privilegi dei politici il 25 aprile è morto, nei piduisti che infestano il Parlamento e la nazione il 25 aprile è morto, nelle ingerenze straniere il 25 aprile è morto, nella perdita della nostra sovranità monetaria, politica, territoriale il 25 aprile è morto, nella mancata elezione di Rodotà il 25 aprile è morto, nella Repubblica nelle mani di Berlusconi, 77 anni, e Napolitano, 88 anni, il 25 aprile è morto, nei processi mai celebrati allo 'statista' Berlusconi il 25 aprile è morto, nella trattativa Stato - mafia i cui responsabili non sono stati giudicati dopo vent'anni il 25 aprile è morto, nel milione e mezzo di giovani emigrati in questi anni per mancanza di lavoro il 25 aprile è morto, nell'indifferenza di troppi italiani che avranno presto un brusco risveglio il 25 aprile è morto. Oggi evitiamo di parlarne, di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti. Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere'.


IL NO DI SINISTRA E LIBERTA'
'Abbiamo spiegato le ragioni della nostra opposizione a quello che si preannuncia essere un governo di larghe intese'.Nichi Vendola al termine dell'incontro con il Presidente del consiglio incaricato Enrico Letta, conferma il no di Sel all'esecutivo sottolineando che le larghe intese 'sono la risposta sbagliata al fatto epocale della richiesta di cambiamento'.
'Abbiamo rivolto un augurio sincero di buon lavoro ad Enrico Letta'. Nichi Vendola, nel ribadire che Sel resterà all'opposizione, sottolinea però come non vi sia 'nessuna ostilita' nei confronti della persona' del presidente del Consiglio incaricato. Inoltre, aggiunge, 'la nostra opposizione non significa regredire verso forme di populismo'.
Anche perché, conclude, se il governo dovesse nascere', deve dare risposte certe sui temi della cassa integrazione in deroga, degli esodati, della crisi sociale e del negoziato con l'Europa per ridiscutere in radice le politiche di austerity. 'Il Cln era un luogo in cui convivevano diversità straordinariamente lontane e per certi versi inconciliabili.
Solo un soggetto non c'era: i fascisti', Vendola, rispondendo ad una domanda sul 25 aprile al termine delle consultazioni con Enrico Letta, accosta l'antifascismo all'antiberlusconismo. 'Ecco, se avessimo dovuto ispirarci a quella esperienza - osserva Vendola - erano altri gli alleati da cercare visto che il nostro tema è uscire dal ciclo del berlusconismo'.


IL NO DELLA LEGA.
'Soddisfazione perché l' incarico non è stato dato alle persone sui c'era la nostra netta e totale pregiudiziale contrarietà'. Lo afferma Roberto Maroni segretario della Lega Nord, al termine dell'incontro con il premier incaricato Enrico Letta. Maroni pone tre condizioni (macroregione, risorse per il 75 per cento al nord e sistema federale) per entrare in maggioranza. 'Attendiamo di sapere se saranno punti del governo se no staremo all'opposizione, concreta non ideologica che con il governo vuole sviluppare un rapporto dialettico'.
'Attendiamo il discorso del premier incaricato ma mi pare di poter dire che noi staremo all'opposizione, siamo su questa posizione di stimolo'.
'Ho trovato Letta molto determinato e concreto e consapevole che se il suo tentativo fallisce si va alle elezioni anticipate'.
La Lega, ha spiegato ancora Maroni, non entrerà nel Governo e resterà all'opposizione 'a meno che Letta non accetti i nostri punti programmatici'.
''Abbiamo ribadito l'intenzione di non dare la fiducia'' al governo perché ''non crediamo nelle fusione a freddo'' e abbiamo il dubbio che sarà una riedizione del governo Monti.
''Ciononostante abbiamo esposto la nostra disponibilità alla collaborazione sui temi che fanno parte del nostro programma, a cominciare dal lavoro, e che risolvano i problemi del Paese''.
Cosi' Guido Crosetto, cofondatore di Fratelli d'Italia, al termine dell'incontro con Enrico Letta.


CHI E' ENRICO LETTA.
Nato a Pisa nel 1966, Enrico Letta ha già alle spalle una lunga esperienza di governo.
Ministro per le Politiche Comunitarie dal 1998 al 1999 con il governo guidato da Massimo D'Alema, nel dicembre del '99 fu promosso al Ministero dell'Industria, Commercio e Artigianato, incarico ricoperto anche durante il successivo governo Amato.
Al ritorno al potere del centrosinistra, con Prodi nel 2006, fu nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Due anni dopo, caduto l'esecutivo, restituì la carica allo zio Gianni Letta, esponente di spicco del Pdl e da sempre braccio destro di Silvio Berlusconi (nella foto il passaggio di consegne).
Nel 2007, Letta si candidò alla segreteria del neonato Partito Democratico giungendo terzo dopo Walter Veltroni e Rosy Bindi.
Nella sua carriera politica, Enrico Letta ha vissuto da protagonista tutta l'evoluzione della sinistra Dc passando per il Partito Popolare, la Margherita e il Partito Democratico.
Del Pd, Enrico Letta è vicesegretario dal 2009.


leggi anche : http://cipiri.blogspot.it/2013/04/enrico-letta-due-cablo-di-wikileaks.html
.
iscrivendoti a questi siti guadagni ogni giorno
.

 
.
  Guadagna soldi

.

.

.

clicca sui banner per saperne di piu'
.

.

venerdì 26 aprile 2013

Enrico Letta : Due cablo di WikiLeaks fotografano il sistema


«Fortemente pro-americano». E’ questo il ritratto di Enrico Letta che esce dai cablo di WikiLeaks, pubblicati in esclusiva per l’Italia da “l’Espresso”. Un leader politico che l’ambasciatore americano a Roma può avvicinare anche per discutere questioni delicatissime, come l’esigenza degli Stati Uniti di fermare Armando Spataro e i magistrati di Milano, determinati ad arrestare gli agenti della Cia responsabili dell’extraordinary rendition di Abu Omar.
Due cablo di WikiLeaks fotografano il “sistema Letta”, restituendo un’istantanea di come il potere e i contatti con la diplomazia americana si travasino dallo zio Gianni al nipote Enrico.
Come in un sistema di vasi comunicanti, dove il liquido raggiunge lo stesso livello indipendentemente dalla forma del recipiente, così i Letta sembrano fornire agli americani lo stesso livello di accesso alla politica italiana, indipendentemente da chi governa.
Risultato? Che sia Gianni, «un individuo estremamente potente che gestisce gli affari più delicati di Berlusconi», o Enrico, «il sottosegretario del primo ministro (Prodi), nipote del sottosegretario (dell’ex primo ministro) Berlusconi», gli americani hanno comunque un contatto apicale nel governo italiano con cui discutere delle faccende che più stanno a cuore agli Usa: dalla finta “commissione congiunta” per indagare sull’uccisione in Iraq del funzionario del Sismi, Nicola Calipari, accettata di buon grado da Gianni Letta durante il governo Berlusconi, nonostante la diplomazia americana abbia detto in faccia a Letta che la “commissione congiunta” non sarà affatto “congiunta”, fino all’esigenza di stoppare la procura di Milano nel caso Abu Omar, un problema che Enrico Letta consiglia di discutere personalmente con il ministro della Giustizia del governo Prodi, Clemente Mastella.
Certo, i cablo diffusi da WikiLeaks raccontano la versione dei fatti vista da via Veneto, e dunque offrono una visione di Gianni ed Enrico Letta filtrata dalla percezione che ne ha l’ambasciata Usa a Roma, ma si tratta pur sempre di documenti ufficiali di Washington, scritti con la franchezza di chi è convinto che rimarranno segreti per decenni o, in alcuni casi, per sempre.
I due cablo, che permettono di ‘assistere’ al passaggio di consegne dallo zio al nipote, sono del 2006. L’ambasciata di via Veneto racconta a Washington l’incontro tra Gianni Letta e la delegazione Usa per gli affari internazionali della House of Representatives (una delle due camere del Congresso degli Stati Uniti). Le elezioni di aprile si sono appena tenute, ma il risultato della consultazione elettorale è in bilico per le incertezze nella conta dei voti. La sconfitta di Berlusconi, però, sembra certa e al governo si preannuncia una coalizione di centrosinistra.
«Letta (senior) era insolitamente espansivo e di umore nostalgico», scrivono gli americani, che sono interessati a capire cosa succederà ora che la coalizione di centrodestra sembra battuta. Fin dal 2001 Berlusconi e il suo governo sono stati a fianco dell’America di George W. Bush come nessun’altra nazione in Europa, lo hanno appoggiato nelle decisioni più controverse, quelle che gli altri paesi europei hanno rigettato e criticato: dalla guerra in Iraq alle questioni sul clima. Ora, però, l’esecutivo Berlusconi è tramontato, come si metteranno le cose per gli americani?
A rassicurarli è proprio Gianni Letta: «Indipendentemente dalla vittoria del centrosinistra», spiega, «le relazioni Italia-Usa continueranno a essere forti, perché sono basate sulla storia e sulle relazioni personali». Letta senior non entra nel merito di quest’ultime, ma racconta «con nostalgia e orgoglio i suoi personali rapporti con gli ambasciatori americani fin dall’era di Carter». Poi parla dei suoi piani futuri: rimarrà al fianco di Berlusconi e l’opposizione del centrodestra al governo Prodi sarà particolarmente forte. Poi butta là una frase: «forse la nostra cooperazione ora potrebbe essere ancora più forte». Non aggiunge altro, lascia solo intendere che Stati Uniti e centrodestra potrebbero lavorare in stretta collaborazione contro il governo di centrosinistra.
E’ una frase che colpisce soprattutto se riletta alla luce dell’inchiesta della procura di Napoli, sulle manovre americane del 2007 per far cadere il governo Prodi, cercando di usare Sergio De Gregorio e di avvicinare Clemente Mastella .
Nel colloquio con Gianni Letta, gli americani notano un particolare: «La cosa interessante», scrivono, «è che Letta aveva l’esatto conteggio dei voti prima ancora che la Corte di Cassazione lo annunciasse: il risultato è stato annunciato poco dopo la fine dell’incontro con la delegazione». Un dettaglio interessante, viste le polemiche sulle elezioni politiche dell’aprile 2006, in cui il giornalista Enrico Deaglio parlò di brogli.
Il 24 maggio 2006, esattamente un mese dopo il colloquio di Gianni Letta con la delegazione americana, il governo Prodi è in sella e l’ambasciatore Usa a Roma, Ronald Spogli, incontra un nuovo Letta: Enrico, «sottosegretario del primo ministro (nipote del sottosegretario di Berlusconi, Gianni Letta)», scrive Spogli .

Anche in questo caso, gli Usa vogliono capire cosa li aspetta, come si muoverà l’Italia di Prodi. Enrico Letta spiega di ritenere che l’Italia supporterà le posizioni degli Stati Uniti su Israele e i palestinesi, che lui personalmente vede le basi Usa in Italia come un fattore positivo. Il giovane Letta si descrive come «fortemente pro-americano», spiegando di considerare le relazioni Italia-Usa essenziali.

A quel punto l’ambasciatore fa presente che «nel contesto di mantenere le nostre eccellenti relazioni bilaterali, nulla danneggerebbe quelle relazioni in modo più rapido o grave della decisione del governo italiano di inviare negli Usa i mandati di arresto dei presunti agenti Cia nominati nel caso Abu Omar. Questo è assolutamente essenziale», fa presente Spogli.
Stando a quanto racconta il cablo, Enrico Letta non si mostra minimamente turbato da quell’ingerenza: prende nota della richiesta e «suggerisce all’ambasciatore di discutere personalmente la questione con il ministro della Giustizia Mastella, che – consiglia Letta – dovrebbe essere invitato a Washington quanto prima per un incontro con l’Attorney General».
Il file racconta che Letta junior e Spogli concordano di rimanere in contatto. Due anni dopo questo cablo, il governo Prodi è out, Berlusconi è di nuovo al potere. Dal database dei file di WikiLeaks sparisce Enrico e torna Gianni. Ma il risultato non cambia.

di Stefania Maurizi -
.
iscrivendoti a questi siti guadagni ogni giorno
.

 
.
  Guadagna soldi

.

.

.

clicca sui banner per saperne di piu'
.

.

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru