Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta LIBERTA'. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LIBERTA'. Mostra tutti i post

giovedì 27 settembre 2012

Vicenda Sallusti giusta condanna

quello di cui parliamo non e' la libertà di stampa



questo signore e' un diffamatore un provocatore verso qualunque entita' progressiva e progressista, contro la sinistra in generale...strumento di reprssione............quello di cui parliamo non e' la libertà di stampa...quello di cui parliamo e' di uno che usa la stampa ( ben protetto e foraggiato) come una clava e che ogni volta dice il falso...un po' di galera non fa' male...conoscera' i luoghi dove la gente come lui manda gli ultimi; e non ne facciamo un santo.


In questi giorni si dibatte molto della vicenda di Alessandro Sallusti, direttore del Giornale. Vediamo di riassumerla: nel 2007 una ragazzina di 13 anni scopre di essere incinta e decide di abortire. Ne parla alla madre, che è d'accordo con lei; ma non al padre, nel timore di una sua reazione. Seguendo la legge 194 sull'interruzione di gravidanza, non potendo avere l'ok del padre, si rivolgono al giudice per avere l'ok all'interruzione di gravidanza. Avuta, la ragazza abortisce. Tuttavia, il trauma psicologico legato all'aborto stesso è pesante per la ragazza che comincia ad avere problemi a scuola e per questo ne parla La Stampa. Il giorno dopo, su Libero, compare un articolo, a firma Dreyfus, nel quale c'è scritta una ricostruzione molto lontana dal vero, nel quale si dà la colpa ad entrambi i genitori della ragazza (il padre in realtà seppe tutto a cose avvenute), al giudice che - secondo l'articolo - aveva costretto la ragazza ad abortire e al ginecologo che si era prestato.

 E si concludeva invocando per tutti loro la pena di morte. 
 -
SI INVOCA LA LIBERTA' DI STAMPARE QUESTO ??? 
SECONDO ME GIUSTA LA CONDANNA -

 Il giudice Giuseppe Cocilovo si sentì diffamato e presentò querela. SI appurò che a scrivere l'articolo era stato Andrea Monticone e venne rinviato a giudizio, insieme a Sallusti, responsabile in quanto allora direttore del quotidiano. Al termine del primo grado Sallusti venne condannato a una multa di 5000 euro, Monticone di 4000. Ma la Procura e il magistrato fecero ricorso in appello. Al termine del processo di secondo grado, Sallusti venne condannato a 14 mesi di reclusione e Monticone a 12. E qui attenzione a due particolari su cui nessuno si sofferma. Innanzitutto Sallusti dice che la condanna è stata causata dal fatto che l'avvocato che gli era stato messo a disposizione dalla proprietà di Libero non si è presentato. Ma lui dove era? Se l'avvocato era così poco affidabile, perchè non ci è andato di persona? Come imputato è suo diritto. Quindi è inutile prendersela con altri. Inoltre, per essere avvocati in Corte d'Appello servono alcuni anni di esperienza. Quindi l'avvocato d'ufficio di certo non era uno sprovveduto. E, salvo prova contraria, si deve presumere che abbia fatto del proprio meglio.
Il secondo particolare è il differente trattamento avuto dai due giornalisti. A Monticone è stata riconosciuta la sospensione condizionale della pena (cioè la pena non viene scontata, se nei 5 anni successivi alla sentenza non commetti altri reati. Altrimenti sconti questo e quello), a Sallusti no. Perchè? Semplice, perchè Sallusti ha numerose altre condanne definitive per diffamazione e numerose denunce. La sospensione condizionale è una sorta di incoraggiamento: il giudice che dice all'imputato "Questa volta hai sbagliato, ma se non lo fai più, non ci sono conseguenze definitive". Per lo stesso motivo sul certificato penale di Monticone, se qualcuno dovesse richiederlo, questa sentenza non appare (tecnicamente viene definita "non menzione"). Ma questo non si può fare per Sallusti. E attenzione: oggi il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione ha detto che i giudici di secondo grado hanno fatto benissimo a fare così, perchè Alessandro Sallusti non si merita la sospensione condizionale della pena.
Resta il problema: perchè si è passati dalla multa alla pena detentiva? Il terzo comma dell'articolo 595 del Codice Penale recita: "Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516". Qualcuno che finora è stato attento potrebbe dire: "Ma come mai, se la multa è fino a 500 euro, Sallusti è stato condannato a pagarne 5000?". Il motivo è semplice. Esiste una legge che prevede che quando la pena è inferiore ai 6 mesi, si può chiedere di sostituirla con una multa, al ritmo di 250 euro al giorno. Evidentemente in primo grado Sallusti era stato condannato non ad una multa, ma a 20 giorni di reclusione, converiti in una multa. Evidentemente i giudici di secondo grado hanno ritenuto - come è loro diritto - che la pena fosse troppo lieve e l'hanno aumentata. Non capisco: va bene solo quando lo fanno con gli extracomunitari?
Questi sono i fatti. La cosa strana è che si è sollevato un coro unanime a favore di Sallusti. Per lo più con argomenti che nulla c'entrano copn i fatti. Tutti gli esponenti dei partiti politici e praticamente tutti i giornalisti che contano hanno scritto a favore di Sallusti. E fin qui ci può stare.
Quello su cui non ci si può stare sono gli argomenti utilizzati. Il principale è la libertà di stampa, che sarebbe minacciata da questa sentenza. Dichiarazione ridicola, se ricordiamo che nel mondo siamo oltre l'80esimo posto come libertà di stampa e che la metà dei Paesi africani sono davanti a noi in questa classifica. Anche perchè nulla impedisce a Sallusti ove venisse recluso (e non sarà così) di scrivere lo stesso. Non potrebbe coordinare il Giornale, ma scrivere articoli sì. Quindi in base a cosa è limitata la libertà di stampa?
 In realtà non vedo alcuna limitazione alla libertà di stampa. Io, come giornalista non mi sento limitato. Basta evitare di diffamare. E' così difficile? Per prendere i grossi nomi, abbiamo un Marco Travaglio che non è mai stato condannato per diffamazione. Se vogliamo puntualizzare ha un processo in cui è stato prescritto, ma la sentenza di secondo grado prevedeva solo una condanna a 1000 euro (anche qui probabilmente una pena a 3-4 giorni convertita in multa). E ci sono tanti altri giornalisti famosi che hanno la fedina penale pulita. Poi, per carità, l'imprevisto può sempre capitare (soprattutto quando si usa il trucco del processo civile), ma allora pazienza. E' chiaro che però se ad uno capita molto spesso, vuol dire che se le va a cercare.
In realtà, il vero gioco si chiama strumentalizzazione. Il Giornale ha iniziato, usando questa situazione per fare i martiri; in questo aiutato anche dai politici e da Napolitano che, come è sua costumanza, ha subito interferito ignorando i suoi doveri istituzionali e costituzionali. Ma la sostanza è completamente diversa. La sostanza è che Alessandro Sallusti, come direttore di Libero, ha fatto pubblicare un articolo che in primo e in secondo grado è stato considerato diffamatorio dai magistrati e quindi dovrà pagare. Una multa, una pena detentiva, che differenza fa? Tanto, anche se alla fine venisse confermata la pena detentiva, dopo un paio di giorni Sallusti otterrebbe l'affidamento ai servizi sociali, una misura prevista dalla legge per tutti quelli che vengono condannati a meno di 3 anni di reclusione. E quindi tornerebbe libero, anche se dovrebbe sottostare ad alcuni obblighi (per esempio non potrebbe più comparire in TV). 

di Antonio Rispoli

http://www.julienews.it/notizia/editoriali/la-vicenda-sallusti-perch-strumentalizzare-un-fatto-semplice/278906_editoriali_11_1.html
-


.
 .
 .

-

lunedì 1 marzo 2010

DIRITTO DI SAPERE , informazione




MARTEDI a ROMA PER LA LIBERTA' DI INFORMAZIONE
SOCIETA' CIVILE domani sera alle 20, sarà a Roma in via Teulada (P.le Clodio) davanti agli studi della Rai, dove si sarebbe dovuta registrare la puntata di Ballarò per protestare contro la decisione del Cda Rai che ha deciso la cancellazione per un mese di programmi ...importanti come Porta a Porta, Ballarò, Anno Zero e L’ultima parola. La Rai ha scritto una brutta pagina: la legge sulla par condicio è soltanto un alibi inconsistente tant’è che nei dieci anni di sua applicazione mai erano state soppresse trasmissioni di approfondimento giornalistico. Una decisione contraddittoria, sbagliata, che tradisce profondamente i doveri del servizio pubblico che sono quelli di ampliare non di comprimere gli spazi di informazione"

-

sabato 4 aprile 2009

MILANO AMA LA LIBERTA' MILANO RIPUDIA IL FASCISMO



.


.

MILANO AMA LA LIBERTA' MILANO RIPUDIA IL FASCISMO
antifazonaotto

Domenica 5 Aprile i neo fascisti di Forza Nuova intendono organizzare un incontro a cui parteciperanno negazionisti, xenofobi, omofobi e razzisti da tutta Europa. Il copione l'abbiamo visto a Bergamo, dove la parata fascista e le cariche contro gli antifascisti, oltre a evidenziare la reale natura di questi soggetti hanno anche dimostrato, per l'ennesima volta, di quali appoggi godano. Quello che intendono fare a Milano è quindi l'ennesima provocazione ad uso e consumo di chi tenta di attaccare i diritti e le libertà di tutti noi, di chi foraggia questi personaggi soffiando sulle paure e sulle insicurezze diffuse per seminare odio, paura e politiche securitarie. A milano non c'è spazio per i fascisti.Il sostegno o il tacito assenso che le istituzioni milanesi stanno dando a questa iniziativa, per quanto venga presentato come rispetto della democrazia, non è casuale. La città che questa giunta vuole costruire ha necessità dell'azione devastante dei fascisti: differenze azzerate, pattugliamento di ronde per tutelare l'ordine degli affaristi d'ogni risma, dei redditieri e del profitto. La città di De Corato e Moratti è una città impaurita e blindata, una città vuota e infelice. E che nessuno ospiti il convegno di Forza Nuova, che si rifiuti la cittadinanza ai negazionisti e ai razzisti, come già fatto dalle Stelline che in seguito alle pressioni della milano antifascista hanno fatto marcia indietro.
Ma Milano non è solo odio e paura. E' fatta anche da chi rifiuta chi semina odio per la diversità e cultura autoritaria. E' fatta di medici che non vogliono essere delatori, di studenti, insegnanti e genitori che rifiutano le classi separate, migranti che non vogliono più essere merce, di donne e uomini liberi che non sopportano più chi vuole decidere delle loro vite.

E' una città plurale, una città antifascista.

Milano ama la libertà.


Milano antifascista e antirazzista

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru