Le Carte Parlanti

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domenica 1 novembre 2015

Dissuasori Antipescaastrascico Funzionano





I dissuasori antistrascico funzionano:
 nelle Egadi dimezzato quello illegale sotto costa

Lo strascico sotto costa, all’interno della batimetrica dei 50 metri, è vietato in tutta Italia da una legge nazionale, anche fuori delle aree marine protette. La pesca a strascico sotto costa distrugge i fondali, 
danneggiando coralligeno e praterie di Posidonia oceanica, e depaupera la risorsa ittica, catturando 
anche pesci allo stadio giovanile, non commercializzabili, costituendo in più una concorrenza sleale per la piccola pesca artigianale e per la pesca strascico svolta al largo, nel rispetto delle regole. Un  
fenomeno che è particolarmente grave in un’area marina protetta, perché ne vanifica l’effetto 
ripopolante. Ma le azioni dei bracconieri potrebbero aver trovato un forte ostacolo: la direzione dell’Area marina protetta delle Isole Egadi ha reso noti i risultati del monitoraggio sulla  pesca a strascico illegale sotto costa, effettuato acquisendo dal Comando Generale delle Capitanerie di porto i dati relativi ai segnali blue-box, i dispositivi satellitari per la rilevazione della posizione delle motobarche da pesca di lunghezza superiore ai 15 metri, registrati all’interno dell’Amp.

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venerdì 14 agosto 2015

Esaurite le Risorse del Pianeta per il 2015



Oggi è l’Earth Overshoot Day, 
il giorno del sovrasfruttamento della Terra:
 la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno – 
disponibili per il 2015.

Da adesso stiamo depredando il Pianeta, e immettendo in atmosfera una CO2 che non può essere assorbita. A dirlo è il Global Footprint Network, secondo cui per soddisfare la domanda umana servirebbero 1,6 Terre... contina a leggere e guarda il VIDEO http://cipiri6.blogspot.it/2015/08/esaurite-le-risorse-del-pianeta-per-il.html



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sabato 26 aprile 2014

VIDEO: PACU : PESCE MANGIA TESTICOLI

PACU : PESCE MANGIA TESTICOLI


PESCE MANGIA TESTICOLI : IL PACU 
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sabato 1 marzo 2014

Salmone di Allevamento Intesivo



Uno dei cibi che forse più di tutti rappresenta la globalizzazione alimentare che stiamo vivendo: il salmone di allevamento intesivo. Prima lusso natalizio, ora si trova in grandi quantità in ogni stagione: gli allevamenti intensivi si sono moltiplicati a dismisura, mentre gli stock di salmone selvatico sono ben lontani dal ripopolamento: quello Atlantico è addirittura in estinzione, mentre quello del Pacifico è in grave calo. Ma l’allevamento intensivo non costituisce una buona alternativa, né per noi, né per ambiente ed ecosistemi. Ecco perché:

Negli allevamenti intensivi i reflui non vengono mai lavati via e si lasciano semplicemente cadere attraverso le reti. Pensateci, è come se non cambiaste mai la sabbietta al vostro gattino… Il risultato sono migliaia di tonnellate di escrementi e rifiuti che si depositano nel fondale intorno agli allevamenti che non vengono mai rimossi… .

600 000 salmoni che nuotano in una zuppa di muco ed escrementi alimentano le mutazioni di agenti patogeni che si diffondono dall’Atlantico fino al nostro supermercatino sotto casa Più info, ancora info, e qualcuna di più Uno scienziato statunitense dopo un lungo studio sugli allevamenti intensivi di salmone ha dichiarato ai media: «Si dovrebbe evitare il salmone di allevamento come la peste». Lo studio, i media che ne parlano e un secondo studio sul tema

I salmoni di allevamento spesso sono colorati di rosa per imitare i salmoni selvaggi. I produttori utilizzano Salmo Fan per ottenere il colore che il mercato richiede. Come fanno? Aggiungono il colorante nel mangime, facile.

Ad aprile 2013, la Norvegia ha ottenuto il consenso dell’Unione Europea per aumentare le quantità di Endosulfano nei mangimi. Sapete che cosa sia? Un pesticida mega tossico bandito in numerosi Paesi… .

Se il mangime dato ai salmoni contiene derivati animali (soprattutto dai maiali) il salmone affumicato è Buono? Foche, uccelli e leoni di mare spesso rimangono intrappolati nelle reti che delimitano gli allevamenti .

Una cosa che vi ripetiamo sempre: gli allevamenti intensivi non sono assolutamente efficienti e per ottenere un kg di salmone ne servono almeno 5 di altri pesci. E contribuiscono largamente alla riduzione degli stock ittici che sta portando all’estinzione di molte specie

Ovunque ci siano allevamenti di salmone intensivi si è registrato un calo drastico dei salmoni selvatici.

I medici norvegesi consigliano alle mamme in attesa di evitare il salmone a causa dell’alto livello di tossine contenute in quelli da allevamento intensivo. Sostanze conosciute per provocare danni allo sviluppo del cervello nei bambini. La dottoressa Anne-Lise Bjørke Monsen ha rischiato la sua carriera per aver divulgato questa informazione. Ma dal momento che migliaia di persone mangiano salmone convinti che faccia bene alla loro salute dovrebbero invece conoscere tutti i rischi collegati…

da  -  http://www.slowfood.it/
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mercoledì 19 settembre 2012

LIBRI: Guide al consumo responsabile Slow Food

Cosa fa Slow Food

Slow Food attraverso la sua rete di persone attive sul territorio locale, nazionale e internazionale:

  • coordina e realizza progetti di ricerca, catalogazione e promozione per la salvaguardia della biodiversità alimentare
  • promuove iniziative per lo sviluppo di forme di agricoltura ecocompatibile;
  • preserva e valorizza l'identità storico-culturale di un territorio specifico, cui si lega una particolare produzione, in particolare attraverso l'istituzione di Presìdi per la difesa della biodiversità;
  • sviluppa relazioni, attività e iniziative con e fra le comunità del cibo, formate da tutti i soggetti che operano nel settore della produzione e della trasformazione del cibo;
  • favorisce la riduzione della filiera distributiva, il rapporto diretto tra produttore e coproduttore, e l'organizzazione di attività di turismo enogastronomico;
  • promuove, organizza, gestisce e partecipa ad attività educative anche nel campo della scuola e dell'università attraverso progetti di ricerca, coordinamento, formazione e aggiornamento, finalizzati a una piena attuazione del diritto allo studio, all'educazione alla salute, all'educazione sensoriale e del gusto, allo sviluppo di una corretta cultura alimentare;
  • propone e organizza programmi di cultura alimentare e sensoriale diretti ai soci, a tutti i cittadini e agli operatori del settore enogastronomico, per una più diffusa conoscenza delle radici storiche e dei processi produttivi in tutti i settori merceologici;
  • stimola iniziative tese al miglioramento dell'alimentazione quotidiana, anche rispetto alle forme di ristorazione collettiva.
  • pubblica guide, saggi, una rivista associativa

. Slow Food .
le guide QUI
LIBRI: Guide al consumo responsabile Slow Food: Sette guide, sulla carne, sul pesce e l'acquacoltura, sui legumi, su cibo e salute, su scelte alimentari e cambiamenti climatici e su...

- Slow Food -

giovedì 7 aprile 2011

Inquinamento radioattivo del Pacifico


L'Associazione per i Popoli Minacciati è seriamente preoccupata per l'inquinamento radioattivo del Pacifico. 
La farina di pesce è pericolosa.

Se le particelle radioattive emesse dalla centrale nucleare giapponese di Fukushima sono state in parte spinte dal vento verso l'oceano Pacifico, con il momentaneo e legittimo sollievo della popolazione locale, “Le dichiarazioni degli scienziati giapponesi - ha spiegato mercoledì scorso Hugo Senoner dell''Associazione per i Popoli Minacciati  (Apm) - secondo cui la contaminazione dei pesci non sarebbe poi tanto grave visto che la radioattività si concentrerebbe nelle spine che l'uomo non mangia, non sono solo un’irresponsabile minimizzazione, ma sono addirittura criminali”. Migliaia di tonnellate di pesce, infatti, incluse le spine vengono ogni anno trasformate in farina di pesce da cui a sua volta si ricavano alimenti per animali, ma anche i famosi bastoncini, “tanto che - ha ricordato Legambiente - il portavoce dell’esecutivo Yukio Edano non esclude di valutare la sospensione della vendita di pesce (dopo quella di latte e verdure), se le concentrazioni di radioattività dovessero aumentare ancora”.

”Le popolazioni indigene del Pacifico si considerano a tutti gli effetti vittime dell'era nucleare - ha continuato Senoner - Mai nessuno ha chiesto loro se erano favorevoli a questo tipo di produzione energetica, ma ciò nonostante ne subiscono tutte le conseguenze. Così dopo il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki con le loro conseguenze e in seguito a decenni di test atomici eseguiti nel Pacifico da USA e Francia, “l'Oceano Pacifico si è trasformato in una cloaca radioattiva dalle conseguenze incalcolabili”. Non si tratta in questi casi di catastrofi fortuite, che Legambiente ricorda “sono oltre un centinaio, venti dei quali molto gravi, solo negli ultimi 50 anni” (.pdf), ma di esperimenti deliberatamente provocati che in tutto il globo arrivano all’incredibile cifra di 2.054.

Nelle zone dei test atomici francesi e nella Micronesia ex-statunitense le vittime della radioattività si sono unite in associazioni di lotta. Per decenni è stato loro mentito sul proprio stato di salute mentre la percentuale di malati di tumore e di malformazioni nei neonati andava assumendo valori eccezionalmente alti. Per le popolazioni indigene del Pacifico non è mai stato possibile tutelarsi dalle radiazioni che secondo gli scienziati non avrebbero dovuto causare loro alcun danno.

Articolo completo su www.unimondo.org


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