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martedì 24 luglio 2018

Le Vere Ragioni dell’Emigrazione Africana

LE VERE RAGIONI DELL’EMIGRAZIONE AFRICANA: IL FURTO DELLA TERRA

LE VERE RAGIONI DELL’EMIGRAZIONE AFRICANA:
 IL FURTO DELLA TERRA

L’Unione europea ha appena deciso di triplicare i fondi per la gestione dei migranti: la somma messa a bilancio passerà dagli attuali 13 miliardi di euro (anni 2014-2021) 
ai futuri 35 miliardi di euro (anni 2021-2027).
Prima di compiere l’analisi dei costi preventivati, dove i soldi vanno, per fare cosa, dobbiamo sapere cosa noi prendiamo dall’Africa, e cosa restituiamo all’Africa. Se noi aiutiamo loro oppure se loro, magari, danno una mano a noi.
Conviene ripetere e magari ripubblicare. 
Quindi partire dalle basi, dai luoghi in cui i migranti partono.
Roberto Rosso, l’uomo che dai jeans ha ricavato un mondo che ora vale milioni di euro, ha domandato: “Come mai spendiamo 34 euro al giorno per ospitare un migrante se con sei dollari al dì potremmo renderlo felice e sazio a casa sua?”.
Già, come mai? E perchè non li aiutiamo a casa loro?

LE VERE RAGIONI DELL’EMIGRAZIONE AFRICANA: IL FURTO DELLA TERRA

Casa loro? Andiamoci piano con le parole. Perchè la loro casa è in vendita e sta divenendo la nostra. Per dire: il Madagascar ha ceduto alla Corea del Sud la metà dei suoi terreni coltivabili, circa un milione e trecentomila ettari. La Cina ha preso in leasing tre milioni di ettari dall’Ucraina: gli serve il suo grano. In Tanzania acquistati da un emiro 400mila ettari per diritti esclusivi di caccia. L’emiro li ha fatti recintare e poi ha spedito i militari per impedire che le tribù Masai sconfinassero in cerca di pascoli per i loro animali. La loro vita.
E gli etiopi che arrivano a Lampedusa, quelli che Salvini considera disgraziati di serie B, non accreditabili come rifugiati, giungono dalla bassa valle dell’Omo, l’area oggetto di un piano di sfruttamento intensivo da parte di capitali stranieri che ha determinato l’evacuazione di circa duecentomila indigeni. E tra i capitali stranieri molta moneta, circa duecento milioni di euro, è di Roma. Il governo autoritario etiope, che rastrella e deporta, è l’interlocutore privilegiato della nostra diplomazia che sostiene e finanzia piani pluriennali di sviluppo. 
Anche qui la domanda: sviluppo per chi?
L’Italia intera conta 31 milioni di ettari. La Banca mondiale ha stimato, ma il dato è fermo al 2009, che nel mondo sono stati acquistati o affittati per un periodo che va dai venti ai 99 anni 46 milioni di ettari, due terzi dei quali nell’Africa subsahariana. In Africa i titoli di proprietà non esistono (la percentuale degli atti certi rogitati varia dal 2 al 10 per cento). Si vende a corpo e si vende con tutto dentro. Vende anche chi non è proprietario. Meglio: vende il governo a nome di tutti. Case, villaggi, pascoli, acqua se c’è. Il costo? Dai due ai dieci dollari ad ettaro, quanto due chili d’uva e uno di melanzane al mercato del Trionfale a Roma. Sono state esaminate 464 acquisizioni, ma sono state ritenute certe le estensioni dei terreni solo in 203 casi. Chi acquista è il “grabbatore”, chi vende è il “grabbato”. La definizione deriva dal fenomeno, che negli ultimi vent’anni ha assunto proporzioni note e purtroppo gigantesche e negli ultimi cinque una progressione pari al mille per cento secondo Oxfam, il network internazionale indipendente che combatte la povertà e l’ingiustizia. Il fenomeno si chiama land grabbing e significa appunto accaparramento della terra.
I Paesi ricchi chiedono cibo e biocombustibili ai paesi poveri. In cambio di una mancia comprano ogni cosa. Montagne e colline, pianure, laghi e città. Sono circa cinquanta i Paesi venditori, una dozzina i Paesi compratori, un migliaio i capitali privati (fondi di investimento, di pensione, di rischio) che fanno affari. E’ più facile trasportare una tonnellata di cereali dal Sudan che le mille tonnellate d’acqua necessarie per coltivarle. E allora la domanda: aiutiamoli a casa loro? Siamo proprio sicuri che abbiano ancora una casa? Le cronache sono zeppe di indicazioni su cosa stia divenendo questo neocolonialismo che foraggia guerre e governi dittatoriali pur di sviluppare il suo business. In Uganda 22mila persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni per far posto alle attività di una società che commercia legname, l’inglese New Forest Company. Aveva comprato tutto: terreni e villaggi. I residenti sono divenuti ospiti ed è giunto l’avviso di sfratto… Dove non arriva il capitale pulito si presenta quello sporco. La cosiddetta agromafia. Sempre laggiù, nascosti dai nostri occhi e dai nostri cuori, si sversano i rifiuti tossici che l’Occidente non può smaltire. La puzza a chi puzza…
Chi ha fame vende. Anzi regala. L’Etiopia ha il 46 per cento della popolazione a rischio fame. E’ la prima a negoziare cessioni ai prezzi ridicoli che conosciamo. Seguono la Tanzania (il 44 per cento degli abitanti sono a rischio) e il Mali (il 30 per cento è in condizioni di “insicurezza alimentare”). Comprano i ricchi. Il Qatar, l’Arabia Saudita, la Cina, il Giappone, la Corea del Sud, anche l’India. E nelle transazioni, la piccola parte visibile e registrata della opaca frontiera coloniale, sono considerate terre inutilizzate quelle coltivate a pascolo.
Il presidente del Kenya, volendo un porto sul suo mare, ha ceduto al Qatar, che si è offerto di costruirglielo, 40mila ettari di terreno con tutto dentro. Nel pacco confezionato c’erano circa 150 pastori e pescatori. Che si arrangiassero pure!
L’Africa ha bisogno di acqua, di grano, di pascoli anzitutto. Noi paesi ricchi invece abbiamo bisogno di biocombustibile. Olio di palma, oppure jatropha, la pianta che – lavorata – permette di sfamare la sete dei grandi mezzi meccanici. E l’Africa è una riserva meravigliosa. In Africa parecchie società italiane si sono date da fare: il gruppo Tozzi possiede 50mila ettari, altrettanti la Nuova Iniziativa Industriale. 26mila ettari sono della Senathonol, una joint-venture italosenegalese controllata al 51 per cento da un gruppo italiano. Le rose sulle nostre tavole, e quelle che distribuiscono i migranti a mazzetti, vengono dall’Etiopia e si riversano nel mondo intero. Belle e profumate, rosse o bianche. Recise a braccia. Lavoratori diligenti, disponibili a infilarsi nelle serre anche con quaranta gradi. E pure fortunati perchè hanno un lavoro.
Il loro salario? Sessanta centesimi al giorno.

di Antonello Caporale


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giovedì 22 marzo 2018

Giornata Mondiale dell'Acqua




 Il punto delle Nazioni Unite

La Giornata Mondiale dell'Acqua, un appuntamento fortemente voluto dalle Nazioni Unite e che viene celebrato ogni anno il 22 marzo dall'ormai lontano 1992, 
non può essere solo una ricorrenza dove si consumano le parole.

È opportuno invece cogliere quest'occasione per soffermarci su un elemento così vitale per la nostra quotidianità, soprattutto in un momento storico in cui si parla di cambiamenti climatici che influiscono sull'ambiente e, tra questi, sull'acqua, purtroppo scarseggiante in più zone del Pianeta.

L'acqua invece dovrebbe essere accessibile a ogni individuo al mondo, in quantità e qualità adeguate. L'Onu questo lo sa bene, e non a caso nel 2010 ha iniziato a riconoscere all'acqua lo stato di diritto umano fondamentale.

Nonostante ciò, la risorsa idrica in più Paesi è ancora tra le cause di guerre e instabilità politiche, e anche per questo motivo, oltre alle prolungate siccità che colpiscono la Terra da anni per via dei cambiamenti climatici, scarseggia.

Secondo le Nazioni Unite, così come altre autorevoli organizzazioni internazionali, almeno 20 litri d'acqua al giorno devono essere disponibili per una persona nel raggio di un chilometro; tuttavia, se nei paesi sviluppati questa disponibilità giornaliera pro capite oscilla tra i 200 e i 300 litri, in Africa ci sono nazioni dove il consumo medio garantito pro capite al giorno è inferiore ai 10 litri.

Proprio questa settimana in Brasile l'ONU presenterà il suo rapporto annuale sull'acqua, intitolato United Nations World Water Development Report, uno studio che dal 2012 rappresenta la pubblicazione più autorevole sull'universo dell'acqua, e che non dà segnali incoraggianti per l'oggi, e nemmeno per il domani.

Due miliardi di persone non riescono ad accedere all'acqua potabile, e di questo passo nel 2050, quando si prevedono nove miliardi di esseri umani al mondo, il numero salirà di un altro miliardo, portandosi a tre.

Una situazione drammatica, già visibile nelle zone dove, scarseggiando, diventa oggetto di contesa, come tra israeliani e palestinesi, come tra ancora Israele e il Libano, 
come tra India e Cina nella zona del Brahmaputra.

Le alterazioni climatiche in corso poi – oggetto di discussione da anni, sulla scia di Cop21 a Parigi, la Conferenza Internazionale sul Clima che ha acceso i riflettori sul tema ormai a fine 2015 e proseguita nei successivi consessi di Marrakech e Bonn – rischiano di aggravare 
questo quadro e certo non di migliorarlo.

In Sudafrica a Cape Town non piove come dovrebbe da tre anni ormai, l'acquedotto cittadino è prosciugato da mesi e la città corre ogni giorno il rischio di svegliarsi con i rubinetti all'asciutto. Nel Sahel, in Africa centrale, 135 milioni di persone rischiano la vita a causa del prosciugamento idrico, causato da una temperatura media che potrebbe salire di ben 5 gradi di media da qui al 2050 e di 8 addirittura fino al 2100.

A rischio ci sono anche alcune metropoli apparentemente insospettabili, soprattutto per casi di inquinamento. A Mosca, in Russia, l'acqua potabile non soddisfa gli standard di qualità e sicurezza per il 60% delle fonti. Al Cairo, in Egitto, il 97% dell'acqua utilizzata dalla popolazione proviene dal Nilo, che però è anche la destinazione finale di scarichi di rifiuti agricoli che non subiscono adeguato trattamento prima di essere riversati nelle acque.

Situazioni spot che si verificano in altre zone del mondo e che stanno mettendo a rischio la vita di milioni di persone. Come possiamo contribuire? Cosa possiamo fare? Maggiore attenzione nel risparmio idrico è intanto il modo più sicuro per scongiurare future crisi.

Noi italiani in primis possiamo fare di più: secondo l'Istat infatti, in Italia consumiamo in media 175 litri di acqua ciascuno al giorno, con picchi superiori a 220 litri in alcune zone. In Spagna e Francia per esempio, la media è di 150 litri pro capite al giorno.

È fondamentale quindi gestire noi stessi sotto questo punto di vista secondo i limiti previsti dalla natura, per non trovarci un giorno in una situazione irrecuperabile che, per quanto catastrofica, non appare così lontana.



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venerdì 14 agosto 2015

Esaurite le Risorse del Pianeta per il 2015



Oggi è l’Earth Overshoot Day, 
il giorno del sovrasfruttamento della Terra:
 la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno – 
disponibili per il 2015.

Da adesso stiamo depredando il Pianeta, e immettendo in atmosfera una CO2 che non può essere assorbita. A dirlo è il Global Footprint Network, secondo cui per soddisfare la domanda umana servirebbero 1,6 Terre... contina a leggere e guarda il VIDEO http://cipiri6.blogspot.it/2015/08/esaurite-le-risorse-del-pianeta-per-il.html



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venerdì 24 luglio 2015

Kepler452b il Pianeta Gemello della Terra



 Nasa: scoperto il pianeta gemello della Terra
Si chiama Kepler 452b e orbita intorno a un proprio Sole. Potrebbe ospitare la vita.

Nell’universo esiste un’altra Terra che orbita intorno a un proprio Sole e non è escluso che lì potrebbe esserci altra vita. La Nasa ha svelato la scoperta spiegando che «gli astronomi sono sul punto di trovare qualcosa che le persone hanno sognato per migliaia di anni».

L’agenzia spaziale statunitense ha svelato i dettagli in una conferenza stampa... CONTINUA A LEGGERE... http://cipiri7.blogspot.it/2015/07/kepler-452b-il-pianeta-gemello-della.html





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giovedì 19 marzo 2015

SCIENZA: Eclissi di Sole : 20 marzo 2015




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SCIENZA: Eclissi di Sole : 20 marzo 2015: In alto l'eclissi totale si Sole del 1992; in basso l'ombra della Luna sulla Terra fotografata dalla stazione spaziale Mir dur...


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domenica 10 novembre 2013

Satellite precipiterà sulla Terra tra domenica e lunedì


IRONIA SUL WEB

non oggi che Montecitorio è chiuso!!




Il satellite Goce, lungo 5,3 metri e pesante una tonnellata, per la sua forma aerodinamica è considerato la "Ferrari dello spazio". E' stato lanciato dall'Esa il 17 marzo 2009 con l'obiettivo di produrre una mappa gravitazionale, precisa e ad alta risoluzione, del geoide terrestre.
 Ha finito la sua missione scientifica tre settimane fa, quando - terminato il carburante -
 si è spento il motore che lo teneva ad altezza costante.

 Da allora ha inziato la sua discesa.
La paura viene dal cielo. Il satellite impazzito Goce, nonostante le rassicurazioni degli astronomi, continua a provocare allarme. Anche se non si sa ancora bene in quale punto preciso della Terra potrà cadere, l'Italia non è esclusa dalla sua traiettoria. Il rischio, tuttavia, sarebbe estremamente basso, dice l'Agenzia spaziale europea (Esa). 
La Protezione civile fornisce istruzioni: "E' poco probabile che causino il crollo delle strutture, quindi è preferibile stare in luoghi chiusi". L'Agenzia Spaziale Italiana ha fornito un aggiornamento temporale sul possibile momento dell'impatto. E' escluso che i frammenti di Goce possano cadere sul nostro Paese nella mattinata di oggi. "Mentre non è ancora possibile escludere - prosegue la Protezione civile che lancia l'allarme - la possibilità pur remota che uno o più parti possano cadere in Italia nelle altre due finestre temporali già indicate: dalle 19.44 alle 20.24 di oggi interessando potenzialmente i territori di Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria e Sardegna, e dalle 7.48 alle 8.28 di domani, lunedì 11 novembre, coinvolgendo potenzialmente il Sud (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia)".

Ancora sconosciuto il punto della Terra in cui 'Goce' potrà cadere: il nostro Paese non è escluso dalla traiettoria ma le probabilità sono estremamente basse. Le finestre temporali indicate sono: dalle 19.44 alle 20.24 di oggi e dalle 7.48 alle 8.28 di domani
 „Si tratta del satellite dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea, del peso di una tonnellata: 
nelle prossime 48 ore precipiterà sulla superficie terrestre“
Satellite precipiterà sulla Terra tra domenica e lunedì Al momento si trova in un'orbita discendente a 160 km di quota. Una volta che avrà raggiunto gli 80 km finirà in pezzi e quattro quinti di esso bruceranno a causa del calore prodotto dall'attrito con l'atmosfera. I frammenti più grandi potranno avere le dimensioni di un motore di auto e pesare circa 90 kg. Le possibilità di essere colpiti da un frammento, secondo gli astronomi, sono inoltre bassissime, circa 250.000 inferiori a quelle di vincere il primo premio ad una lotteria.

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lunedì 8 luglio 2013

ECOLOGIA: Furto della terra è il nuovo colonialismo


Furto della terra è il nuovo colonialismo



Il neo colonialismo economico del terzo millennio si chiama land grabbing, cioe’ la sottrazione ai popoli locali del Sud del mondo di terra e diritti acquisiti da parte di investitori stranieri, soprattutto multinazionali (ma anche governi e fondi di investimento). Al fenomeno, che negli ultimi anni ha assunto dimensioni impressionanti,,,
continua a leggere ...
ECOLOGIA: Furto della terra è il nuovo colonialismo: Il neo colonialismo economico del terzo millennio si chiama land grabbing, cioe’ la sottrazione ai popoli locali del Sud del mondo di te...

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martedì 26 marzo 2013

SALUTE - BENESSERE: Il contatto con la Terra

Il contatto con la Terra



Il contatto con la Terra è un'esperienza sempre più rara oggi. Eppure camminare a piedi nudi dona una sensazione di diffuso benessere. Perché?

SALUTE - BENESSERE: Il contatto con la Terra: Il contatto con la Terra è un'esperienza sempre più rara oggi. Eppure camminare a piedi nudi dona una sensazione di diffuso beness...

LEGGI ANCHE

Camminare a piedi nudi



Nel parco, sul prato, sui ciottoli o sulla sabbia:
 toglietevi le scarpe
 e affondate i vostri piedi nudi su una di queste superfici.

 http://cipiri3.blogspot.it/2010/07/camminare-piedi-nudi.html

 ANCHE
SENTIRSI BENE NUDI


Qualunque sia il grado di perfezione fisica, mostrarsi senza veli,,,

http://cipiri2.blogspot.it/2010/07/sentirsi-bene-nudi.html


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martedì 11 dicembre 2012

SCIENZA: Asteroide 4179 Toutatis in avvicinamento verso la ...

Asteroide 4179 Toutatis in avvicinamento verso la Terra



Astronomia, asteroide 4179 Toutatis in avvicinamento verso la Terra

Si avvicina l'incontro con l'asteroide 4179 Toutatis che fra stasera e domattina 12 dicembre "saluterà" la Terra. Il passaggio, riporta l'ANSA, avverrà a una distanza di tutta sicurezza, 6,9 milioni di chilometri dalla Terra, e "non vi è alcun pericolo di impatto con il nostro pianeta" osserva l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope.
  LEGGI TUTTO ...
SCIENZA: Asteroide 4179 Toutatis in avvicinamento verso la ...: Astronomia, asteroide 4179 Toutatis in avvicinamento verso la Terra Si avvicina l'incontro con l'asteroide 4179 Toutatis che fra stase...

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giovedì 8 novembre 2012

SCIENZA: E’ possibile guardare la Terra dallo Spazio

la Terra dallo Spazio


Streaming in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale


Grande notizia dalla NASA! E’  finalmente possibile guardare la Terra dallo Spazio e l’interno della ISS, in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale. Una serie di webcam montate all’esterno della ISS trasmette viste del nostro pianeta e della struttura esterna della Stazione. . .
 VIDEO LIVE QUI ...
SCIENZA: E’ possibile guardare la Terra dallo Spazio: Streaming in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale Grande notizia dalla NASA! E’  finalmente possibile guardare la Terra dal...

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venerdì 5 ottobre 2012

Discorso di Mahmoud Ahmadinejad all’Onu



NEW YORK – E’ l’ottavo discorso di Mahmoud Ahmadinejad all’Onu.

 Il presidente dell’Iran non tralascia un solo problema del mondo senza averne parlato; parla di tutto quello che non va, in tutto il mondo ed in questo senso il suo discorso è realmente qualcosa di unico.
 Ecco la traduzione della versione integrale
del suo discorso, un’esclusiva di Radio Italia IRIB.

La terra d’Iran
“Io vengo dall’Iran, dalla terra della bellezza e dell’imponenza, dalla terra della scienza e della cultura, la terra della saggezza e delle virtù, dalla culla della filosofia e dello gnosticismo, dalla patria del sole e della luce, la terra degli scienziati, dei saggi, dei filosofi, degli gnostici, dei letterati, la terra di Avicenna, Ferdowsi, Rumi, Hafez, Attar, Khayyam e Shahriar; sono quì in veste di rappresentante di un popolo grande e dignitoso, tra i fondatori della cultura umana e tra gli eredi di essa; sono il rappresentante di gente saggia, innamorata della libertà e della pace, affettuosa, che ha assaggiato il sapore amaro delle guerre e delle aggressioni e che ama la pace e la serenità.
Il messaggio dell’Iran
Oggi sono quì con voi fratelli e sorelle provenienti da tutto il mondo per parlare per l’ottava volta in otto anni di servizio al popolo del mio paese, e dimostrare al mondo intero che il dignitoso popolo dell’Iran, proprio come il suo passato splendente, ha ancora oggi un pensiero rivolto a tutto il mondo e non rinuncierà a qualsiasi sforzo per lo sviluppo ed il rafforzamento della pace, della sicurezza e della stabilità nel mondo; e l’Iran sa che questo non sarà possibile se non con la cooperazione e l’aiuto degli altri.
Sono quì per riferire a voi rispettabili presenti il messaggio divino degli uomini e delle donne del mio paese. Un messaggio che il maestro dell’orazione della terra d’Iran, Saadi di Shiraz, ha reso immortale in questi due versi:
I figli di Adamo sono uno parte dell’altro, dato che sono creati da un unico gioiello
quando la vita reca male ad una di queste parti, le altre parti perdono la propria quiete
Nei sette anni precedenti ho parlato delle sfide e delle soluzioni e dell’orizzonte dinanzi al mondo ed oggi voglio osservare questo argomento da un’altra angolatura. Passano migliaia di anni dalla diffusione sulla terra dei figli di Adamo, figli che con colori, gusti, lingue e tradizioni differenti hanno tutti sognato la costruzione di una società piena di amore, per raggiungere una vita più bella e stabilire il benessere, la pace e la sicurezza.
Come sarebbe il mondo se…
Nonostante lo zelo incessante dei buoni e dei grandi riformatori e degli amanti della giustizia e nonostante i tanti sacrifici delle masse popolari per raggiungere la felicità e la vittoria, tranne delle piccole eccezioni, la storia dell’umanità è stata piena di sconfitte e fatti amari.
Immaginatevi cosa sarebbe successo se gli egoismi, le mancanze di fiducia, le dittature, non ci fossero state e se nessuno avesse usurpato i diritti altrui? Se invece della ricchezza e del consumo, il rispetto ad una persona dipendesse dalle sue virtù? Se l’uomo non avesse attraversato il periodo nero del medioevo, se i potenti non avessero impedito il progresso in quel periodo? Se non ci fossero state le crociate, ed il periodo dello schiavismo, ed il colonialismo? Se non ci fossero stati i due conflitti mondiali e le guerre in Corea e Vietnam e non ci fossero state le guerre che ci sono state in Africa, America Latina e nei Balcani? Se invece dell’occupazione della Palestina e l’imposizione di un falso regime ad essa e la costrinzione di migliaia di persone a lasciare le proprie case si fosse fatto dell’altro? Se non ci fosse stata la guerra di Saddam contro l’Iran ed i potenti di quel tempo invece del sostegno a Saddam avessero sostenuto i diritti del popolo iraniano? Se non si fosse verificato l’amaro fatto dell’11 Settembre e se non ci fossero state le aggressioni contro Iraq ed Afghanistan e se invece di gettare a mare il corpo di un imputato ucciso senza processo si avesse deciso di processarlo in modo che la verità venisse a galla? Se non si fosse usato il terrorismo e l’estremismo per portare avanti politiche espansioniste? Se le armi si fossero trasformate in penne per scrivere e se i budget militari fossero stati usati per il benessere e l’amicizia tra i popoli? Se non si scatenasse in continuazione il tam tam delle divergenze etniche, religiose e razziali e se queste divergenze non venissero usate per raggiungere scopi politici ed economici? Se invece del finto sostegno alla libertà di espressione quando si tratta di offendere le sacralità umane ed i messaggeri divini – che sono gli uomini più puri ed affettuosi e sono i più grandi doni di Dio all’umanità – si permettesse la critica alle politiche di dominio ed alle azioni del sionismo internazionale? Se le agenzie di stampa mondiali potessero diffondere liberamente le verità? Se il Consiglio di Sicurezza non fosse sotto il dominio di pochi paesi e se l’Onu fosse in grado di agire in maniera veramente indipendente? Se gli istituti economici mondiali non fossero sotto pressione e riuscissero ad esprimersi veramente sulla base delle indicazioni dei propri esperti? Se i capitalisti mondiali non sacrificassero l’economia dei paesi deboli per i propri interessi? Se questa gente non sacrificasse la gente per rimediare ai propri errori? Se a dominare le relazioni internazionali fosse stata la sincerità e tutti i popoli e governi avessero potuto partecipare alla gestione del mondo in maniera giusta e con eguaglianza? E se non ci fossero decine di altre situazioni inconvenienti per l’umanità, immaginatevi che benna vita avremmo oggi e che bella storia avrebbe l’essere umano.
Ma ora bisogna dare pure uno sguardo alla situazione odierna del mondo.
La situazione del mondo di oggi
a) Situazione economica
La povertà ed il divario tra ricchi e poveri aumentano. Il debito estero dei 18 paesi maggiormente industrializzati del mondo ha oltrepassato i 60 mila miliardi di dollari e pensare che solo la retribuzione della metà di questo debito agli altri popoli risolverebbe per sempre il problema della povertà nel mondo. L’economia basata sul consumismo ha portato solo alla schiavitù dei popoli a favore di un gruppo limitato.
La creazione di asset di carta, facendo leva sulla potenza e sul dominio sui centri economici mondiali, è la più grande frode della storia ed uno degli elementi che ha originato la crisi economica mondiale.
Un rapporto dimostra che un solo governo ha creato 32 mila miliardi di dollari di averi ‘di carta’. La programmazione dello sviluppo sulla base del capitalismo, conduce in un vicolo cieco, e crea competizione distruttiva che in pratica ha dimostrato di essere fallimentare.
b) Situazione culturale
Le virtù morali come la lealtà, la purezza, la sincerità, l’affetto, l’altruismo dal punto di vista dei politici che dominano i centri di potere del mondo, sono tutti concetti superati ed un ostacolo al raggiungimento dei loro obbiettivi. Si dice ufficialmente che la politica e la società non c’entra con la moralità e l’etica.
Le culture originali e preziose che sono l’esito di secoli di sforzi e sono il punto d’incontro dell’amicizia degli uomini e dei popoli e sono motivo di varietà e di ricchezza culturale e sociale sono minacciate ed in via di estinzione.
Con l’umiliazione e la distruzione sistematica delle identità culturali si propina alla gente un tipo di vita senza identità personale e sociale.
La famiglia, che è il più prezioso centro per l’educazione degli uomini ed è il nucleo della creazione e della diffusione dell’amore e dell’umanità è stata indebolita a dismisura ed il suo ruolo costruttivo sta per essere distrutto.
La personalità ed il ruolo centrale della donna, che è un essere celestiale ed il simbolo della bellezza e dell’affetto di Dio e la colonna della stabilità della società, è stata strumentalizzata e danneggiata da ricchi e potenti.
Lo spirito umano è triste e la vera essenza dell’uomo è stata annichilita ed umiliata.
c) Situazione di politica e sicurezza
L’unilateralismo ed i doppi standard, l’imposizione delle guerre e della mancanza di sicurezza e dell’occupazione per soddisfare interessi economici o esigenze di dominio, è divenuta pratica abituale.
La corsa alle armi e la minaccia con le armi atomiche e le armi di distruzione di massa attraverso le grandi potenze è diventato una pratica abituale. La sperimentazione di armi sempre più devastanti, super moderne e il minacciare gli altri dicendo che si possiedono queste armi e la promessa dell’uso di queste al momento opportuno, ha dato vita ad una nuova forma di espressione al livello politico che serve a terrorizzare i popoli e sottometterli. Minacciare di una aggressione militare ai danni del grande popolo dell’Iran, ad opera dei sionisti senza cultura, è un esempio palese di quest’amara verità.
La mancanza di fiducia domina le relazioni internazionali e non vi è un punto di riferimento realmente giusto ed equo a cui poter fare riferimento per risolvere le contese.
Persino coloro che hanno migliaia di bombe atomiche e tutta una gamma di armi spaventose, non si sentono al sicuro.
d) Situazione ambientale
L’ambiente è la ricchezza comune di tutti noi ed appartiene a tutta l’umanità ed è la garanzia per il proseguimento della vita umana; ma per via delle ambizioni e delle scorrerie di un gruppo di sprovveduti e irresponsabili, per lo più capitalisti, sta subendo i peggiori danni e come esito, la siccità, le inondazioni, i sismi ed i diversi tipi di inquinamento, stanno mettendo in pericolo la stessa sopravvivenza umana.
Lo scontento è generale
Amici!
Come osservate nonostante il progresso raggiunto, i figli di Adamo non hanno ancora realizzato i loro sogni.
C’è qualcuno tra di voi che pensi che l’attuale ordine mondiale possa regalare la felicità alla società umana?
Tutti sono insoddisfatti delle condizioni attuali e del sistema dominante a livello internazionale e per di più non hanno nemmeno tante speranze nel futuro.
Di chi è la colpa?
Cari colleghi!
Gli uomini non si meritano una situazione del genere e Dio, il Buono, il Saggio, ama tutti gli uomini e non hanno certo voluto per noi una condizione simile. Egli ha chiesto all’uomo, che è il migliore delle sue creature, di vivere sulla terra nel migliore dei modi e con bellezza, giustizia, amore e dignità. Ed allora pensiamoci.
Sinceramente, chi è responsabile della situazione attuale?
Alcuni cercano di definire ‘naturale’ questa situazione ed addirittura definirla volere di Dio e per giunta puntano il dito contro la gente, contro i popoli e presentano loro come i responsabili.
Dicono:
“Sono i popoli che accettano l’ineguaglianza e l’ingiustizia.
Sono i popoli che sono disposti a farsi sottomettere dalle dittature e dall’avidità di alcuni.
Sono i popoli che si arrendono al volere ‘imperiale’ e di dominio di alcuni.
Sono i popoli che si fanno ingannare dalla propaganda di gruppi di potere e quindi alla fine, ciò che capita di male alla comunità internazionale è l’esito dell’operato dei popoli”.
Questo è il ragionamento di coloro che addossano la colpa ai popoli per giustificare le azioni odiose e distruttive di una cricca che domina il mondo.
Anche se queste pretese fossero state verità, non avrebbero giustificato lo stesso la permanenza di un sistema ingiusto al livello internazionale.
Ecco come sono fatti veramente i popoli
Tutti si ricordino che la verità è che la povertà e la debolezza viene imposta ai popoli e che le ambizioni e la brama di ricchezza dei dominatori del mondo vengono esauditi a scapito dei popoli, con l’inganno ed alle volte con la forza delle armi.
Loro per giustificare le loro azioni anti-umane usano la teoria della sopravvivenza del più forte e parlano della ‘razza superiore’.
Ciò mentre la maggiorparte delle persone in tutto il mondo aspira alla giustizia ed è sempre pronta ad accettare la giusitizia ed insegue assolutamente la dignità, il benessere, l’amore.
Le masse popolari non hanno mai desiderato fare conquiste ed ottenere con la guerra ricchezze mitiche. I popoli non hanno divergenze, non hanno avuto nessuna colpa nei fatti amari della storia, sono stati solo ‘le vittime’.
Io non credo che le masse musulmane, cristiane, ebraiche, induiste, buddiste ed ecc… abbiano dei problemi fra di loro. Loro si amano facilmente, vivono in una atmosfera di amicizia, e vogliono tutti purezza giustizia ed affetto.
In generale le richieste dei popoli sono sempre state positive e l’aspetto comune tra di loro, è la loro propensione per istinto verso la bellezza e le virtù divine ed i valori umani.
È giusto dire quindi che la responsabilità dei fatti amari della storia e delle condizioni inconvenienti di oggi, è della gestione del mondo e dei potenti del mondo che hanno venduto l’anima a Satana.
L’ordine mondiale di oggi è un ordine che ha le sue radici nel pensiero anti-umano dello schiavismo, nel colonialismo vecchio e nuovo, ed è responsabile della povertà, della corruzione, dell’ignoranza, dell’ingiustizia e della discriminazione diffusa in tutte le parti del mondo.
L’ordine mondiale attuale
La gestione attuale del mondo ha delle caratteristiche ed io ne voglio citare qualcuna.
Primo: è basata sul pensiero materiale e per questo non sente il dovere di rispettare i principi morali.
Secondo: è basato sull’egoismo, l’inganno e l’odio.
Terzo: effettua una classificazione degli uomini, umilia certi popoli, usurpa i diritti di altri ed è basata sul dominio.
Quarto: è alla ricerca della diffusione del dominio attraverso l’intensificazione delle divisioni e delle divergenze tra i popoli e le nazioni.
Quinto: cerca di concentrare nelle mani di pochi paesi il potere, la ricchezza, la scienza e la tecnologia umana.
Sesto: l’organizzazione politica dei centri principali del potere mondiale, è basata sul dominio e sulla forza che un paese ha e che è superiore a quella di altri paesi. Gli enti internazionali pertanto sono centri per acquisire potere, ma non per creare pace e servire tutti i popoli.
Settimo: il sistema che domina il mondo è discriminatorio e basato sull’ingiustizia.

Cenno alle elezioni negli Stati Uniti ed al movimento del 99%

- E voi, credete che solo per servire l’umanità, un gruppo sia disposto a spendere centinaia di milioni di dollari per la campagna elettorale?

- Anche se ci sono grandi partiti nei paesi maggiormente industrializzati, in questi paesi spendere nella campagna di un candidato è diventata un investimento.

- In questi paesi la gente è costretta a scegliere i partiti; ma ciò mentre una parte minimale della gente ha il tesserino dei partiti ed è membro di essi.

- La volontà della gente, negli Stati Uniti ed in Europa, ha una minima influenza sulle politiche interne ed estere e la gente non sa dove sbattere la testa; anche se la gente forma il 99% della sua società, non può partecipare alla gestione del paese.

- I valori umani e morali vengono sacrificati sull’altare delle elezioni e si fanno solo promesse alla gente per strappare il voto.

Come deve essere il nuovo ordine mondiale?
Amici e colleghi cari!
Cosa bisogna fare? Qual’è la soluzione? Non c’è dubbio che il mondo ha bisogno di nuovo pensiero e nuovo ordine. Un ordine in cui:
1- L’uomo venga riconsiderato la più eccelsa creatura divina e ad esso venga riconosciuto il diritto di avere una vita caratterizzata da aspetti sia materiali che morali e venga riconosciuto il valore elevato della sua anima e venga riconosciuta legittima la sua propensione istintiva alla giustizia ed alla verità.
2- Invece dell’umiliazione e della classificazione degli uomini e delle nazioni, si pensi alla rinascita della dignità e del carattere sacro dell’uomo.
3- Si cerchi di creare, in tutto il mondo, pace, sicurezza stabile e benessere.
4- La nuova struttura venga costruita sulla base della fiducia e dell’amopre tra gli uomini, si cerchi di avvicinare i cuori, le menti, le mani ed i governanti imparino ad amare la gente.
5- Venga applicato un unico standard nelle leggi e tutti i popoli vengano presi in considerazione alla pari.
6- Coloro che gestiscono il mondo si sentano al servizio della gente e non superiori alla gente.
7- La gestione venga considerato un incarico sacro affidato dalla gente alle persone e non una opportunità per arricchirsi.
Come si realizza il nuovo ordine?
Signor Segretario, Signore e Signori!
- Un ordine del genere può realizzarsi senza la cooperazione di tutti alla gestione del mondo?
- È chiaro che queste speranze avranno una probabilità per avverarsi solo quando tutte le nazioni inizieranno a pensare in dimensione internazionale e saranno seriamente decise a partecipare all’amministrazione del mondo.
- Con l’aumento del livello di consapevolezza, ci sarà sempre una maggiore richiesta per una nuova gestione del mondo.
- Questa è l’era dei popoli e la loro volontà sarà determinante per il domain del mondo.
Pertanto è degno un impegno collettivo in queste direzioni:
1) Fare affidamento al Signore ed opporsi con tutta la forza alle ambizioni ed a coloro che vogliono più di quanto spetta loro per isolarli ed indurli a rinunciare al vizio di voler decidere al posto dei popoli.
2) Credere nell’aiuto divino e cercare di compattare ed avvicinare le comunità umane. I popoli ed i governi eletti dai popoli devono credere fermamente nelle proprie capacità e devono avere la forza per lottare contro il sistema ingiusto vigente e difendere i diritti umani.
3) Insistere nell’applicazione della giustizia in tutte le relazioni e rafforzare l’unità e l’amicizia, ampliare le relazioni culturali, sociali, economiche e politiche nell’ambito delle ong e delle organizzazione specializzate, in modo da preparare il terreno fertile per l’amministrazione collettiva del mondo.
4) Riformare la struttura dell’Onu sulla base degli interessi di tutti ed il bene del mondo intero. Bisogna ricordare che l’Onu appartiene a tutti i popoli e per questo discriminare i membri è una grande offesa alle nazioni. L’esistenza di differenze, vantaggi, diritti e privilegi non può essere accettabile, in nessuna forma ed in nessuna misura.
5) Cercare di produrre leggi e strutture basate sempre più sulla letteratura dell’amore, della giustizia e della libertà. L’amministrazione collettiva del mondo è una garanzia per la pace stabile. Il Movimento dei Non Allineati, il più grande ente internazionale dopo l’Assemblea Generale dell’Onu, comprendendo l’importanza di questo argomento e con una profonda compresione del ruolo svolto dalla cattiva gestione del mondo nei problem di oggi, ha dedicato il suo 16esimo summit, a Teheran, alla “amministrazione collettiva mondiale”. In questo summit alla quale hanno partecipato attivamente i rispettabili rappresentanti di oltre 120 paesi, è stata ribadita l’importanza della partecipazione seria dei popoli nell’amministrazione mondiale.
Siamo giunti al punto di svolta della storia
- Fortunatamente siamo ormai giunti al punto di svolta della storia. Da una parte il sistema marxista non ha più posto nel mondo e di fatto è stato cancellato dalla scenza amministrativa e dall’altra parte anche il sistema capitalista è impantanato in una palude che ha creato con le sue stesse mani e non ha nemmeno una via d’uscita; non ha soluzioni per i problemi economici, politici, di sicurezza e culturali del mondo e pertanto è in un vicolo cieco sotto il profilo amministrativo. Il Nam ha l’onore di dichiarare ancora una volta che la sua storica decisione, e cioè quella di negare i poli del potere e le loro dottrine, è stata esatta.
- Oggi, il qui presente, come rappresentante del Movimento dei Non Allineati, invite tutte le nazioni del mondo a svolgere un ruolo più attivo nella gestione del mondo e ad impegnarsi affinchè ciò si possa avverare. La necessità di superare gli ostacoli che si presentano dinanzi a questa prospettiva si sente più che mai.
- L’Onu, oggi, ha perso la sua efficienza e di questo andamento, presto nessuno crederà più negli enti internazionali per difendere i diritti dei popoli. Questo sarebbe un danno gravissimo per il nostro mondo.
- Le Nazioni Unite sono state fondate con l’obbiettivo di creare giustizia e tutelare i diritti di tutti. Ma questa stessa organizzazione oggi è affetta da discriminazione ed è diventata uno strumento, per pochi paesi, per imporre la loro ingiustizia a tutto il mondo. Il diritto di veto e la concentrazione del potere nel Consiglio di Sicurezza, impedisce di fatto che i diritti dei popoli vengano difesi realmente.
- La necessità di riformare la struttura è un argomento importante di cui hanno parlato moltissimo i rappresentanti di diversi paesi, ma finora nessuna modifica è stata apportata.\
- Quì pertanto, chiedo ai membri dell’Assemblea Generale ed al Segretario ed ai suoi colleghi di seguire con serietà l’argomento delle riforme e ideare una prassi adeguata per l’attuazione di queste. In quest’ambito, il movimento dei Non Allineati sarà disposto a dare il proprio aiuto e supporto.
…Lui verrà
Signor Segretario, amici e colleghi cari!
- Far dominare la pace e la stabilità sulla terra e creare una vita felice per gli esseri umani, è una missione grande e storica, ma possibile. Dio, il Benevole, non ci ha lasciati soli in questa missione ed ha affermato che quel giorno, in cui l’uomo raggiungerà la perfezione, arriverà di sicuro, perchè se non arrivasse ciò sarebbe in contrasto con la Saggezza divina.
- Dio ha promesso l’arrivo in terra di un uomo fatto di amore, che ama la gente, che porterà la giustizia, e che si chiamerà Mahdi (che Dio affretti la sua venuta/ndr) e che verrà accompagnato da Gesù (la pace sia con lui) e da altri grandi riformatori che usando le capacità degli uomini e delle donne di questa terra e di tutti i popoli: ripeto usando le capacità degli uomini e delle donne di tutti i popoli, guiderà la società umana nel raggiungimento della felicità.
- L’arrivo del Salvatore sarà una nuova nascita, una niova vita. Sarà l’inizio della vera vita e della pace e della sicurezza duratura.
- Il suo arrive sarà la fine dell’ingiustizia, del male, della povertà, della discriminazione e l’inizio del bene, della giustizia, dell’amore, della fratellanza.
- Lui verrà per dare inizio al periodo di vero progresso e di gioia dell’uomo.
- Lui verrà per cancellare gli ostacoli dell’ignoranza e delle superstizioni e per aprire le porte della scienza e della conoscienza, creando un mondo pieno di sapere, nella quale tutti partecipano alla gestione del mondo.
- Lui verrà per regalare a tutti gli uomini l’affetto, la speranza, la dignità.
- Lui verrà affinchè tutti gli uomini assaggino il sapore dolce dell’essere umani e del vivere insieme agli altri.
- Lui verrà perchè le mani si stringano col calore ed i cuori siano pieni di amore e le menti piene di pensieri puri, tutto al servizio della sicurezza, del benessere e della felicità umana.
- Lui verrà affinchè tutti i figli neri, bianchi, rossi e gialli di Adamo tornino a vivere insieme in una casa dopo un lungo e buio period di lontananza.
- L’arrivo del Salvatore, di Gesù e dei suoi compagni non sarà accompagnato dalla guerra, ma si realizzerà attraverso la presa di coscienza dei popoli, con la diffusione dell’amore, e loro determineranno il futuro eternamente felice dell’umanità con il sole della scienza e della libertà e ciò risveglierà dall’inverno il corpo gelato del nostro mondo. Lui regalerà la Primavera all’umanità. Lui è la Primavera stessa e con il suo arrivo l’inverno dell’esistenza umana, incatenato dall’ignoranza, la povertà e la guerra, rinascerà facendo fiorire l’imponenza dell’uomo.
- Sin da ora si può sentire nell’aria il buon profumo della Primavera. Un Primavera che è iniziata e non appartiene a nessuna razza, popolo o zona particolare e che presto investirà tutte le terre, l’Asia, l’Europa, l’Africa e le Americhe.
- Lui è la Primavera di tutti coloro che vogliono la giustizia, la libertà e che credono nei profeti del Signore. Lui è la Primavera dell’uomo e lo sfarzo di tutti i tempi.
Venite tutti ad aiutare e ad agevolare la sua venuta.
Che sia lodata la Primavera, che sia lodata la Primavera ed ancora, che sia lodata la Primavera!



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sabato 15 gennaio 2011

ECOLOGIA: Le api stanno morendo in tutto il mondo e la nostr...


Einstein disse: "Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita"

ECOLOGIA: Le api stanno morendo in tutto il mondo e la nostr...: "Einstein  disse: 'Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita' . . Car..."

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lunedì 1 giugno 2009

prova della Terra futura




Diritti alla prova della Terra futura
Lucia Alessi

Un incontro, che ha visto riuniti esperti internazionali di teoria economica e sociale, per riflettere sul rapporto tra sviluppo e diritti apre la prima giornata di Terra futura, grande fiera dell'economia solidale e del benvivere. Relazione introduttiva affidata a Saskia Sassen, la teorica delle città globali.

«Estendere i diritti sociali per far crescere l’economia». Questo il titolo di uno degli incontri di apertura della prima giornata di Terra futura, la mostra convegno internazionale per le «buone pratiche di vita, di governo e d’impresa, verso un futuro equo e sostenibile» che da oggi fino a domenica 31 maggio colorerà gli spazi della Fortezza da Basso a Firenze. Un incontro, che ha visto riuniti esperti internazionali di teoria economica e sociale, per riflettere sul rapporto tra sviluppo e diritti sociali e umani, analizzando soprattutto le relazioni di causa ed effetto che li tengono imbrigliati nelle maglie della stessa rete.
E’ toccato a Saskia Sassen, sociologa ed economista di origine olandese, tracciare la panoramica generale di questo particolare momento storico economico, violentemente subissato dalla crisi finanziaria, ma che invece potrebbe sfruttare a proprio vantaggio crisi di altro genere, come quella ambientale. «Questa crisi apre un buco che si sta già richiudendo. I governi intervengono per ristabilire lo status quo messo in ginocchio dal crollo della finanza – spiega. La crisi ambientale, invece, è la vera opportunità: non sarà invocando i diritti, neanche i più indiscussi, a far cambiar le cose: ma le azioni pratiche, concrete che mettiamo in campo». Un livello locale che può diventare sottomissione se fondato sulla finanza, ma anche occasione se fondato su sui principi della sostenibilità ambientale. Un greening, insomma, che ancora una volta promette, e poi mantiene, grandi cambiamenti, a partire dall’incremento occupazionale, il miglioramento della qualità della vita e delle relazioni sociali. «L’anno scorso negli Usa circa 800 amministrazioni locali hanno preso provvedimenti in netto contrasto con la normativa nazionale: per necessità di tipo ambientale è stato messo in discussione tutto il sistema locale», continua Sassen, «se il trilione di euro iniettato nelle grandi banche, fosse stato invece distribuito per le 7000 piccole banche degli Usa, quella sarebbe stata una vera risposta alle tante crisi», conclude.
«La storia dell’umanità evidenzia un rapporto molto stretto tra diritti e sviluppo: – interviene Massimo Livi Bacci, antropologo e demografo – basti pensare al diritto alla salute: nei paesi poveri e poco sviluppati non esiste alcun diritto all’assistenza sanitaria, così come il diritto alla mobilità, oggi garantito dalle Costituzioni nazionali, ma, per esempio, negato sotto il fascismo dalle leggi contro l’inurbamento», verso le quali il governo Berlusconi sembra oggi nutrire una curiosa ammirazione nostalgica.
Quasi 8 milioni di stranieri irregolari presenti in Europa e 100 milioni di persone scese al di sotto del fabbisogno nutrizionale tra il 2007 e il 2008, «dovute soprattutto alle manovre speculative sui prodotti alimentari essenziali come mais, grano, soia», sottolinea Francois Houtard, sociologo belga, illustrando il famoso grafico a imbuto sulla distribuzione della ricchezza nel mondo, dove l’82,7 per cento della ricchezza mondiale risulta concentrata nelle mani del 20 per cento della popolazione.
La «rabbia» e il «coraggio» che Sant’Agostino considerava figli della ‘speranza’, hanno permesso a Stefano Zamagni, economista, di riassumere l’incontro: «Non capisco lo stupore per una crisi che i più grandi premi Nobel per l’economia avevano previsto da anni; né capisco la fiducia nelle soluzioni degli stati mondiali, che sono stati parte attiva nel determinare la crisi. Confido molto, invece, nel coraggio della società civile di riappropriarsi del pubblico, sottraendolo allo stradominio dello stato e al potere di costruire un mercato diverso, contrapponendo all’economia capitalista un’economia ‘civile’», conclude.
Grandi accuse agli stati ‘sovrani’, quindi, dove l’unico potere realmente rafforzato da questa crisi sembra essere l’esecutivo, quello meno rappresentativo, affossando l’effettiva funzionalità degli strumenti legislativi, che a oggi risultano fin troppo in linea con le indicazioni dei vari governi mondiali.
Non a caso, l’unico importante provvedimento a favore dei sistemi differenti di economia, è stata una risoluzione del Parlamento europeo dello scorso 19 febbraio, quando è stata approvata e riconosciuta la centralità dell’economia sociale in risposta alla crisi, per mano di un organo non strettamente legato ad alcun esecutivo e perciò maggiormente indipendente e rappresentativo dei bisogni dei cittadini.
Una proposta concreta per rispondere alla crisi arriva anche da Tonino Perna, economista e sociologo, che pensa alla crisi anche come opportunità di sostituire la cassa integrazione, «molti disoccupati e pochi mantenuti statali», con la settimana corta «che garantisce alta occupazione, e produttività», permettendo allo stato di investire in servizi e incentivi ben distribuiti.
E’ stata proprio la distribuzione equa di persone e risorse economiche, quindi, una delle principali preoccupazioni emerse dall’incontro, causa ed effetto delle tante disuguaglianze contro cui lottare.

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