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domenica 14 febbraio 2016

La Ricerca italiana ha poco da festeggiare



Ministro Giannini esulta: 30 ricercatori italiani premiati in Europa. 
Ma 17 sono cervelli in fuga
"Cara ministra, giù le mani dai miei meriti”: Roberta D'Alessandro, una delle professioniste che hanno vinto il bando europeo Erc Consolidator, spegne l'euforia della responsabile dell'Istruzione, che aveva gioito pubblicamente per le 30 borse su 302 vinte da italiani. 
Più della metà, però, studiano e lavorano all'estero
“Cara ministra, giù le mani dai miei meriti”. A scrivere al ministro Stefania Giannini attraverso il suo 
profilo Facebook è Roberta D’Alessandro, una ricercatrice italiana che ha appena vinto il bando 
europeo Erc Consolidator, con cui l’European Research Council assegna fondi in vari ambiti (scienze naturali, fisiche, sociali) per circa mezzo miliardo di euro. Un riconoscimento importante, per lei e per l’Italia, che porta a casa ben 30 borse su 302. E che ha fatto esultare pubblicamente il ministro 
dell’Istruzione: “Un’altra ottima notizia per la ricerca italiana. Siamo al terzo posto in Europa insieme alla Francia, primi per numero di ricercatrici donne”, aveva scritto la Giannini ieri sui social network. Peccato che a stretto giro di posta sia arrivata la smentita di una delle dirette interessate: “Ministra, la prego di non vantarsi dei miei risultati. La mia Erc e quella del collega Francesco Berto sono olandesi, non italiane. L’Italia non ci ha voluto, preferendoci, nei vari concorsi, persone che nella lista degli assegnatari dei fondi Erc non compaiono, né compariranno mai”, è l’incipit polemico del post della D’Alessandro.
Roberta è una dei trenta vincitori italiani e vive all’estero: ha studiato a Cambridge in Inghilterra, ora 
lavora a Leida in Olanda. Come lei altri 16, più della metà. È l’amara statistica che emerge dal rapporto sul bando Erc 2015, lo stesso citato dalla Giannini con un’interpretazione distorta, o quantomeno superficiale. Sarebbe bastato scorrere le pagine del documento per accorgersi che, se è vero che l’Italia è terza nella classifica di vincitori, è agli ultimi posti per percentuale di borsisti residenti in patria. Solo Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria e Slovacchia fanno peggio in Europa. Il bando prevede infatti che il vincitore, a prescindere dal Paese d’origine, è libero di scegliere l’istituzione e la sede dove andare a sviluppare il suo progetto. Portandosi dietro la borsa vinta. È il caso appunto di Roberta D’Alessandro che ha scelto l’Olanda, ma non solo. Anche dei colleghi Francesco Berto e Arianna Betti, da lei citati, e di “altri tre italiani incontrati nella sala d’aspetto del colloquio. Nessuno di loro lavorava in Italia: immagino che qualcuno di loro ce l’abbia fatta, e sia compreso nella sua ‘lettura personale’ della 
statistica”, prosegue il messaggio pubblicato su Facebook.

La storia che Roberta D’Alessandro racconta è quella di uno dei tanti “cervelli in fuga”, scappati 
dall’Italia a causa di troppe porte chiuse in faccia al merito. Adesso è il momento di togliersi qualche 
sassolino dalla scarpa: “Abbia almeno il garbo di non unire, al danno, la beffa, e di non appropriarsi di risultati che italiani non sono”, scrive la ricercatrice di origine abruzzese. Il pensiero torna alle delusioni vissute per anni nelle varie università del Paese: “Vada a chiedere alla vincitrice del concorso per linguistica informatica al Politecnico di Milano (con dottorato in estetica, mentre io lavoravo in Microsoft), quante grant ha ottenuto. Vada a chiedere alle due vincitrici del concorso in linguistica inglese, senza dottorato, alla Statale di Milano, quanti fondi hanno ottenuto. Vada a chiedere alla vincitrice del concorso di linguistica inglese, specializzata in tedesco, che vinceva il concorso all’Aquila (mentre io lo vincevo a Cambridge, la settimana dopo) quanti fondi ha ottenuto”. Per poi concludere: 
“Sono i fondi di queste persone che le permetto di contare, non i miei”. Roberta D’Alessandro, insieme ad altri 16 colleghi, porterà le sue idee (e anche i suoi fondi) all’estero. Mentre nessuno straniero arriverà in Italia per sviluppare il suo progetto. Il saldo è ampiamente negativo: la ricerca italiana ha ben poco da festeggiare.


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giovedì 1 ottobre 2015

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domenica 26 luglio 2015

Meduse, arriva la cattivissima Physalia


Meduse, arriva la cattivissima Physalia

Il bagno estivo degli italiani potrebbe essere più “doloroso” del solito. E per una volta non sarà colpa dei rincari, ma delle meduse, che imperverseranno nei mari italiani: a rivelarlo è il mensile Focus. L’allarme potrebbe scattare per la “Physalia”, una medusa proveniente dall’Atlantico che è già stata segnalata quest’anno in Liguria, Corsica e Sardegna. La “Physalia” può essere dannosa per l’uomo e può colpire da lontano con i suoi tentacoli. Altra specie da cui tenersi alla larga è la “Cassiopea”. Arrivata sulle nostre coste, è una medusa urticante ed è riconoscibile: di piccole dimensioni, ha l’ombrello rivolto verso il basso e i tentacoli verso l’alto e resta appoggiata sui fondali. Per sapere dove si trovano le meduse e per conoscerne la pericolosità,,,





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sabato 29 giugno 2013

Margherita Hack : è troppo comodo Dio


La scienziata, mancata oggi a 91 anni, era presidente onorario dell’UAAR,
 l’Unione degli atei e agnostici razionalisti.

"Noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale,
 non perché ci aspettiamo una ricompensa in Paradiso"

(Margherita Hack).



 Dialogo su Fede e Scienza

  Margherita Hack

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Margherita Hack ribadisce di non credere in quelle che definisce “visioni “. Prendendo parte al dibattito sull’esistenza di un aldilà, l’astrofisica difende le posizioni della scienza. “Ci sono ancora molte risposte che non siamo in grado di dare”, argomenta, “ma è troppo comodo spiegare tutto con Dio”. 



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giovedì 8 novembre 2012

SCIENZA: E’ possibile guardare la Terra dallo Spazio

la Terra dallo Spazio


Streaming in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale


Grande notizia dalla NASA! E’  finalmente possibile guardare la Terra dallo Spazio e l’interno della ISS, in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale. Una serie di webcam montate all’esterno della ISS trasmette viste del nostro pianeta e della struttura esterna della Stazione. . .
 VIDEO LIVE QUI ...
SCIENZA: E’ possibile guardare la Terra dallo Spazio: Streaming in diretta dalla Stazione Spaziale Internazionale Grande notizia dalla NASA! E’  finalmente possibile guardare la Terra dal...

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domenica 12 agosto 2012

SCIENZA: Cura per il cancro poco redditizia

 

 

 IN QUESTO BLOG TRATTO ARTICOLI SULLA SCIENZA

Cura per il cancro poco redditizia

 

Trovata la cura per il cancro. Ma non interessa perchè non "rende".

Le grandi Case Farmaceutiche la snobbano perchè non è un “affare”.


 leggi tutto qui ...
SCIENZA: Cura per il cancro poco redditizia:   Trovata la cura per il cancro. Ma non interessa perchè non "rende". Le grandi Case Farmaceutiche la snobbano perchè non è un “aff...

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domenica 22 aprile 2012

SCIENZA: Rita Levi Montalcini, quasi 100 anni di successo!

Rita Levi Montalcini,  103 anni di successo!

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Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella 'zona grigia' in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi.

Ho perso un po' la vista, molto l'udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent'anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.

Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita.

Sono enormemente grata.
Grazie mille a tutti!
Rita Levi Montalcini

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.Rita Levi Montalcini nasce a Torino il 22 Aprile 1909. Alle porte del suo primo secolo di vita possiamo tracciare una vita costellata di successi e intuizioni geniali.
LEGGI TUTTO 
SCIENZA: Rita Levi Montalcini, quasi 100 anni di successo!: . . .Rita Levi Montalcini nasce a Torino il 22 Aprile 1909. Alle porte del suo primo secolo di vita possiamo tracciare una vita coste...

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venerdì 16 gennaio 2009

SCIENZA : GALILEO GALILEI


SCIENZA: NEL SEGNO DI GALILEO INAUGURATO ANNO MONDIALE ASTRONOMIA

. Parigi, 15 gen - A quattrocento anni dalle prime osservazioni fatte da Galileo Galilei e a quarant'anni dalla missione Apollo che porto' il primo uomo sulla Luna, si e' aperto ufficialmente a Parigi con una cerimonia presso la sede dell'Unesco l'anno mondiale dell'Astronomia.

''Sarebbe bello se alla fine di quest'anno tutto il mondo avesse almeno una volta riflettuto sull'universo, osservando il cielo'', ha detto Catherine Cesarsky, presidente dell'Unione astronomica internazionale (UAI).

Le celebrazioni, alle quali prenderanno parte 136 paesi, prendono lo spunto dall'anniversario dell'invenzione del canocchiale, reclamata da Galileo nell'agosto del 1609. Le manifestazioni (animazioni, conferenze, esposizioni e dimostrazioni tecniche) si terranno in tutti i paesi che aderiscono all'iniziativa, in piu' ci saranno 11 progetti internazionali, definite le ''pietre angolari del progetto''.

Su internet, all'indirizzo cosmicdiary.org, sara' aperta un'agenda cosmica per informare sui femomeni astronomici ed un ''Portale verso l'Universo'' che conterra' tutti i link ad altri siti che si occupano dell'argomento.

Fiore all'occhiello dell'Anno, il lancio atteso in aprile di due satelliti scientifici europei di osservazione dell'Universo, il telescopio spaziale Herschel e l'osservatorio Planck.

. IL CANNOCCHIALE - TELESCOPIO
Innanzitutto va detto che Galileo Galilei propriamente non é un filosofo , ma uno scienziato ; tuttavia quando egli si pone problemi metodologici egli si spoglia delle vesti di scienziato per assumere quelle di filosofo ; e soprattutto dei problemi metodologici ci si deve occupare in ambito filosofico . Va poi detto che se é vero che la sua riflessione metodologica é filosofica , é altrettanto vero che alcune scoperte scientifiche sono importanti e arrivano ad interessare la filosofia stessa . Ad esempio , nel " Sidereus Nuncius " Galilei ci descrive le sue osservazioni tramite il cannocchiale , o , meglio , il telescopio . Telescopio e cannocchiale concettualmente sono la stessa cosa : sono entrambi dati dalla combinazione di lenti concave e lenti convesse in modo tale da ingrandire gli oggetti lontani ; le lenti convesse ingrandiscono , ma solo da vicino ; é solo tramite l' apporto di quelle concave che si può ingrandire ciò che é lontano . La differenza tra cannocchiale e telescopio consiste nel fatto che con il primo si osservano esclusivamente realtà presenti sulla Terra ( anche se magari molto distanti ) , con il secondo invece si possono arrivare ad osservare realtà che non sono sulla Terra : astri , pianeti , stelle ... La differenza non é solo quantitativa ( con il cannocchiale posso vedere meno cose , con il telescopio di più ) , ma anche qualitativa : ciò che vedo col cannocchiale , per quanto distante possa essere , lo potrò sempre verificare empiricamente : se osservo una casa in lontananza posso avvicinarmici e verificare se davvero ciò che vedevo col cannocchiale era vero . Col telescopio non ci può essere ( siamo nel 1600 ) verifica empirica : ciò che vedo sulla Luna , per esempio , devo prenderlo per buono , senza poterlo verificare di persona . A noi pare una cosa ovvia che ciò che vediamo in un telescopio o in un cannocchiale é effettivamente così , ma ai tempi di Galileo no . In altre parole , Galileo non ha inventato il cannocchiale , ma il telescopio perchè per primo ha creduto a ciò che vedeva al di fuori della Terra ; il cannocchiale diventa cioè telescopio nel momento in cui con esso osservo realtà che non posso verificare empiricamente . Ha cioè perfezionato uno strumento elaborato in modo un pò grossolano da artigiani olandesi ( molto abili nel produrre lenti ottiche ) ; negli stessi anni Keplero , con cui Galilei era in contatto , aveva elaborato una teoria ottica per capire quale precisa combinazione di lenti usare per un ingrandimento preciso . Gli artigiani olandesi e Keplero facevano contemporaneamente e separatamente due " pezzi " che Galileo ha il merito di aver unificato . La grande intuizione di Galileo fu infatti quella di mettere insieme questi due " pezzi " ( dopo aver convocato alcuni artigiani in grado di farlo ) , ossia di creare un rapporto ( biunivoco ) tra scienza e tecnica , cosa peraltro tipica della rivoluzione scientifica : é un rapporto biunivoco nel senso che un maggiore sviluppo tecnologico permette alla scienza di conseguire risultati più apprezzabili , ma un maggiore sviluppo scientifico consente la creazione di strumenti sempre più precisi . Operazione simile a quella del cannocchiale Galileo la compì nel dimostrare la legge di caduta dei gravi , della quale ci occuperemo in seguito . Emerge poi nella elaborazione del telescopio un aspetto che avrà modo di emergere più volte in Galilei , ossia quelle che lui chiama " le sensate esperienze e le certe dimostrazioni " , dove sensate sta per " sensibili " e certe sta per " dimostrazioni rigorose " , di tipo matematico . Queste due espressioni vanno intese come la prima formulazione del metodo della scienza moderna , il quale si avvale non solo di calcoli matematici , non solo di osservazioni fisiche , ma di tutte e due le cose insieme .

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lunedì 12 gennaio 2009

SCIENZA E RELIGIONE




scienza e religione
A causa dei giganteschi progressi che la scienza ha realizzato,
molti scienziati, pensatori e filosofi credono che essa potrebbe
sostituire la religione, la quale, secondo loro, non fa che
abbruttire l'essere umano.
Sostituire la religione con la scienza. perché no?
Sono d'accordo, ma a condizione di dare alla scienza
un'altra dimensione e di ampliare il suo campo d'investigazione.
Niente impediva alla scienza e alla religione di essere due visioni
su una stessa realtà, avendo la scienza per oggetto il mondo fisico,
e la religione il mondo spirituale, perché l'uomo è fatto per vivere simultaneamente
in questi due mondi. Bisognava anche essere coscienti del doppio aspetto della realtà,
e non voler privilegiare l'uno a scapito dell'altro.
Ebbene, questo è ciò che gli occidentali hanno fatto nel corso di questi ultimi secoli:
o hanno rifiutato la scienza in nome della religione, o hanno rifiutato la religione
in nome della scienza.
Non hanno compreso che la verità si trovava nell'aggiustamento armonioso di entrambi.
Perché l'Universo è un'unità.
(Omraam Mikhaël Aïvanhov) -

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