Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta malattia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta malattia. Mostra tutti i post

giovedì 4 maggio 2017

Il Gioco d’Azzardo strega gli italiani.


 Business record da 95 miliardi
Gratta&Vinci, slot machine e videopoker: nel 2016 giro d’affari cresciuto del 7 per cento Un milione i ludopatici, non c’è intesa per la regolamentazione più severa del settore
Videopoker e casinò on line hanno visto un’impennata nel 2016 rispetto allo scorso anno quanto a numero di giocate e soldi spesi
Nemmeno il Pil della Cina cresce così. Il 7 per cento in un anno è un incremento record e la cifra di 95 miliardi rappresenta il 4,4 del nostro prodotto interno lordo, più di quanto lo Stato investa sull’istruzione (poco più del 4%) e poco meno di quanto gli italiani, tutti, spendano per mangiare. Il cardinale Angelo Bagnasco ha appena tuonato contro il gioco d’azzardo «legale» («una nuova droga, un cancro che lo Stato non solo non contiene, ma favorisce e ci lucra»), che i bilanci di fine anno superano le cifre record che ha appena enunciato.

Dice Bagnasco: «L’affare azzardo rende più di 88 miliardi di euro all’anno: è stato studiato per far perdere, produce povertà e malattia». Quel dato si riferisce al 2015. Poche ore dopo arrivano i risultati del 2016 appena concluso e i miliardi sono diventati 95: ovvero, il 7% in più.

Giocano tutti. Le stime dicono che il 54,4 per cento degli italiani, quasi 30 milioni, si concede ogni anno almeno una volta il gusto dell’azzardo legale; se si fa il calcolo solo sulla popolazione adulta, si sfiora il 70 per cento. Quasi un milione di loro appartiene alla schiera dei patologici: da curare. In mezzo c’è un’area grigia di chi trascorre ore nei bar, nelle tabaccherie, tra slot, gratta e vinci e lotto istantaneo. Due milioni e mezzo di giocatori che, pur non compulsivi, investono cifre consistenti di denaro nella speranza del colpo di fortuna che possa cambiare la loro vita.

La fotografia di un’Italia ancora in crisi vede un comparto in continua crescita. Quello del 2016 è un nuovo record (persino sorprendente, se si considera la lotta all’azzardo intrapresa ormai da decine di amministrazioni locali) e l’altro dato monstre è rappresentato dal paragone con il non lontano 2008: in questi otto anni, la spesa per i giochi è raddoppiata. Le slot machine e le nipotine videolottery di nuova generazione fanno ancora la parte del leone, anche se l’incremento è modesto e il maggior gettito per lo Stato è stato determinato solo dall’aumento delle imposte. Ma crescono vorticosamente, analizza l’agenzia specializzata Agipro, tutti i giochi di scommesse e quelli online. Risfodera appeal persino il SuperEnalotto, che viaggia al 52% in più sul 2015 grazie alla lunga caccia al 6, finita il 27 ottobre scorso con la maxi vincita di Vibo Valentia (163 milioni), e il restyling che ha garantito un jackpot ancora più ricco e la possibilità di vincere anche con il 2. S’impennano Poker e casinò online di quasi il 20 per cento rispetto all’anno precedente.

«Di fronte a questi dati - commenta il parlamentare Lorenzo Basso - davvero non si capisce la ritrosia degli operatori ad accettare le nostre proposte: divieto assoluto di pubblicità e riduzione drastica, se non l’abolizione, degli apparecchi da gioco dai bar, dalle tabaccherie, da tutti i luoghi non dedicati».

Basso, deputato Pd, area cattolica, da anni combatte una battaglia per la regolamentazione severa del settore, insieme a una pattuglia di colleghi bipartisan. Un riordino del settore atteso da anni, da mesi in attesa di un accordo nella conferenza Stato-Regioni, mai giunto all’approdo definitivo. Dopo decine di rinvii, è di nuovo in calendario alla fine di gennaio. Contiene anche, quel provvedimento, la riduzione di un terzo delle slot machine presenti sul territorio che era stata annunciata dall’ex premier Renzi. Risultato: per ora non pervenuto, mentre Comuni e Regioni vanno avanti in ordine sparso. Le accuse di non voler arrivare a un accordo sono respinte al mittente dal vice presidente di Confindustria Sistema Gioco, che rappresenta gli operatori del settore. Attacca il vicepresidente Massimiliano Pucci: «Non siamo noi a non voler chiudere, ogni volta che siamo a un passo, gli enti locali aggiungono un tassello in più. Allora diciamo pure che l’azzardo legale in Italia è del tutto vietato, che noi dobbiamo essere esposti alla pubblica gogna e che tutto deve tornare a com’era prima di queste leggi, quando il comparto era tutto nelle mani della criminalità.
Proviamo, sperimentiamo quel che succede».
LEGGI ANCHE
http://cipiri3.blogspot.it/2013/04/ludopatia-come-la-tossicodipendenza.html
.
COSA TI PORTA IL 2017 ?



martedì 8 novembre 2016

Mujica : "Apologia della Sobrietà":



"Chi accumula denaro è un malato. La ricchezza complica la vita"

Intervista all'ex presidente dell'Uruguay, in Italia per una serie di conferenze. "Il Nobel per la Pace? Una burla. Usciremo dalla preistoria quando non circoleranno più armi ed eserciti" 
"NON SPRECATE la vita nel consumismo, trovate il tempo di vivere per essere felici",

 ha detto José 'Pepe' Mujica agli studenti che lo hanno incontrato l'altro ieri a Roma. Ottantuno anni, presidente dell'Uruguay dal 2010 al 2015, Mujica è in Italia per una serie di conferenze e per promuovere il libro di Andrés Danza e Ernesto Tulbovitz Una pecora nera al potere. 'Pepe' è diventato famoso in tutto il mondo perché da presidente rinunciò al 90% del suo stipendio e preferì continuare a risiedere nella piccola fattoria dove coltiva fiori piuttosto che nel palazzo presidenziale. In Vaticano è stato ricevuto da Papa Francesco con il quale condivide gli sforzi diplomatici per la pace in Colombia e per il Venezuela.

Presidente, cosa si aspetta dal voto americano, teme anche lei una vittoria di Trump?
"Sono molto preoccupato da un'eventuale vittoria di Donald Trump perché il peso degli Stati Uniti nel mondo è tale che i disastri combinati
 da un presidente americano si possono ripercuotere su tutti noi. 
Però penso anche che il presidente negli Stati Uniti, 
per fortuna e per disgrazia, ha in fondo poteri abbastanza limitati".

Mujica; "Guerra di oggi è intellettuale. Lotta per la pace è il vero progresso"

Meno poteri di un presidente dell'Uruguay?
"Sì, e l'abbiamo visto con l'apertura di una indagine dell'Fbi sulla Clinton a pochi giorni dal voto. I 
contrappesi istituzionali sono un bene per la democrazia, anche se in questo caso negli Stati Uniti in 
realtà si tratta di organismi, come la Cia o l'Fbi, 
che nessuno ha eletto. E che si comportano come istituzioni onnipotenti".

Lei è diventato un ideale politico nel mondo perché ha vissuto e vive come la parte più povera dei suoi concittadini e non come quella più ricca. Pensa di essere una eccezione nella politica di oggi?
"Sicuramente sono stato un'eccezione anche nel mio Paese. Però la mia è soprattutto una filosofia di 
vita. Il problema è che viviamo in un mondo nel quale si crede che colui che trionfa debba possedere 
tanto denaro, avere privilegi, una casa grande, maggiordomi, tanti servitori, vacanze extralusso. Mentre io penso che questo modello vincente sia solo un modo idiota di complicarsi la vita. Penso che chi passa la sua vita ad accumulare ricchezza sia malato
 come un tossicodipende, andrebbe curato".

Diventare sempre più ricchi è una malattia?
"Ho conosciuto dei multimilionari, anche molto anziani. E a molti ho chiesto per quale ragione 
continuassero a accumulare denaro se tanto poi alla fine avrebbero dovuto lasciarlo qua. La risposta è sempre stata che non potevano farne a meno, come una malattia".

Ha avuto un contraccolpo personale, una forma di depressione, quando ha lasciato il potere. Le è mai 
successo di pensare: "Peccato, non sono più presidente"?
"Ma no, no. Piuttosto la verità è che alla fine può essere anche un'esperienza deludente. Riesci a 
ottenere meno di un terzo di tutte le cose che ti eri riproposto di fare. E è molto maggiore il numero dei sogni che finiscono in polvere rispetto a quelli che sei riuscito a realizzare facendo il presidente. Sono anche convinto che la politica non debba essere una professione. È un servizio, una passione. Chi vuole arricchirsi che si dedichi al commercio, alla banca, ma non alla politica. E per una società sana è necessario anche che si ruoti molto di più nelle responsabilità, soprattutto in quelle che implicano la rappresentazione degli interessi di tutti".

Nel corso del suo mandato sono state approvate tre leggi rivoluzionarie anche in America Latina: 
aborto, matrimoni gay e legalizzazione delle droghe leggere.
 Cos'altro avrebbe voluto fare e non ha potuto?
"Nel mio Paese c'è ancora una percentuale di indigenti. Minima, ma c'è. E coloro che vivono al di sotto della linea di povertà sono il 9-10% della popolazione. Non è accettabile in Uruguay, un Paese che produce alimenti per un numero di persone pari a dieci volte i suoi abitanti".

Ha detto di essere contrario all'assegnazione di un premio Nobel per la Pace?
"I Nobel vanno assegnati agli scienziati, ai medici. In un mondo come il nostro, dove ci sono guerre da tutte le parti, assegnare il Nobel per la Pace è una presa in giro. Una burla. Noi usciremo dalla 
preistoria dell'umanità soltanto quando non ci saranno più armi ed eserciti".

Si oppone alla globalizzazione?
"No, non è possibile. Sarebbe come essere contrari al fatto che agli uomini cresce la barba. Ma quella 
che abbiamo conosciuto finora è soltanto la globalizzazione dei mercati. Che ha come conseguenza la concentrazione di ricchezze sempre maggiori in pochissime mani. E questo è molto pericoloso. Genera una crisi di rappresentatività nelle nostre democrazie perché aumenta il numero degli esclusi. Se vivessimo in maniera saggia, i sette miliardi di persone nel mondo potrebbero avere tutto ciò di cui hanno bisogno. Il problema è che continuiamo a pensare come individui, o al massimo come Stati, e non come specie umana".

Lei è ateo ma condivide molte idee con Papa Francesco, soprattutto la critica della società 
consumistica e del capitalismo selvaggio.
"La mia idea di felicità è soprattutto anticonsumistica. Hanno voluto convincerci che le cose non durano e ci spingono a cambiare ogni cosa il prima possibile. Sembra che siamo nati solo per consumare e, se non possiamo più farlo, soffriamo la povertà. Ma nella vita è più importante il tempo che possiamo dedicare a ciò che ci piace, ai nostri affetti e alla nostra libertà. E non quello in cui siamo costretti a guadagnare sempre di più per consumare sempre di più. Non faccio nessuna apologia della povertà, ma soltanto della sobrietà".

Mujica , ospite al Teatro Palladium di Roma per presentare il libro "La felicità al potere" e per incontrare gli studenti. Ha parlato di capitalismo, di cultura e dell’importanza della libertà, diretta espressione della felicità, tema a lui molto caro. “Tutti gli esseri umani sono liberi - ha proseguito Mujica - ma è fondamentale che utilizzino il proprio libero arbitrio. Ad esempio, quando lavoro, perché ne ho necessità, non sono libero. Però, quando faccio qualcosa che mi piace, allora sì che sono libero”. Poi un ultimo messaggio rivolto ai giovani e a chi si prepara a vivere le dinamiche del mondo e della nostra società: “La vita è un miracolo, essere vivi è un miracolo. E non possiamo vivere oppressi dal mercato che ci obbliga a comprare, ancora e ancora. 
Anche perché non paghiamo con i soldi, ma con il tempo della nostra vita”.

LEGGI ANCHE:
IL MIGLIOR DISCORSO DEL MONDO

  
IL TUO FUTURO ADESSO 
entra in



venerdì 1 luglio 2016

Don Pedofilo



Quello cerchiato in rosso è Don Inzoli ed è stato condannato a 4 anni e 9 mesi per pedofilia. 
Lui era presente al convegno in Regione Lombardia in cui si discuteva in merito all'omosessualità come una malattia e di teorie riparative. 
La pedofilia è una malattia, non l'omosessualità.

Don Inzoli condannato per pedofilia

Presente tra gli ospiti di riguardo, l’anno scorso, al convegno in Regione Lombardia sulla famiglia “tradizionale”, condannato per pedofilia.

Don Mauro Inzoli ha avuto 4 anni e 9 mesi per abusi sessuali su cinque minori, tutti ragazzini tra i 12 e i 16 anni. Altri 15 casi di violenza sono caduti in prescrizione. Don Mercedes, come era soprannominato, è stato per decenni il capo di Comunione e Liberazione a Cremona e uno dei fondatori del Banco alimentare. 
L’inchiesta della magistratura italiana è partita grazie a un deputato di Sel.


PERCHE’ MOLTI PRETI SONO
PEDOFILI? 
Intervento di uno psicoterapeuta

Sempre più spesso, nonostante la censura di Stato si affanni per impedire la divulgazione di questo genere di notizie, vengono riferiti dalla stampa, ma soprattutto dai siti internet italiani ed esteri, episodi di pedofilia che hanno come protagonisti dei preti. 

Che si tratti di una vera e propria “epidemia” lo dimostra anche lo zelante interessamento del signor Giuseppe Ratzinger il quale, qualche anno fa, da cardinale, interveniva con veemenza contro i media americani che “osavano” diffondere questo genere di notizie, che potevano turbare i fedeli e gettare discredito sulla Chiesa cattolica. 

Evidentemente già da allora il modello di “informazione corretta” adottato da Ratzinger era quello italiano, enfatico e trionfalistico quando si tratta di osannare il papa, omertoso e mistificatorio quando si tratta di nascondere le malefatte della chiesa o dei suoi funzionari. 

La mancanza di pudore da parte del signor Ratzinger giunse persino a fargli teorizzare che, poiché la percentuale di preti con esperienze di pedofilia (che in America viene stimata fra l’1 e il 6%) non sarebbe superiore a quella della popolazione generale (il che è tutto da dimostrare), ciò dovrebbe indurre i giornalisti a considerare del tutto “ovvio” che debbano esistere dei preti pedofili, quantomeno in quantità tollerabile e statisticamente “inevitabile”, al punto da non creare più “inutili” e inopportuni scandalismi di fronte a tali eventi che, sempre secondo Ratzinger, non dovrebbero nemmeno “fare notizia”, essendo in qualche modo già “scontati”. 

Ora, ci si potrebbe domandare come mai la Chiesa non ha mai spiegato perché fare il prete cattolico non attenui, o perlomeno non ponga un freno morale, a queste disinvolte tendenze che, non dimentichiamolo, producono veri e propri crimini e non peccatucci veniali. Da coloro che si proclamano predicatori di verità divine nonché strenui difensori di inconsapevoli embrioni, sempre pronti a condannare tutto e tutti, ci si dovrebbe attendere quantomeno un minimo di coerenza e di comportamenti esemplari, ma evidentemente così non è. 

Sta di fatto che questo atteggiamento di copertura verso i preti pedofili sarebbe  costato a Ratzinger  un procedimento giudiziario negli Stati Uniti, per oggettivo favoreggiamento, se non fosse che la nomina a papa ha fatto decadere la possibilità di proseguire l’iter, ed arrivare magari ad una condanna. Questo è avvenuto non in quanto Ratzinger è divenuto capo di una chiesa, ma in quanto “capo di Stato” estero,  ovvero del Vaticano, quindi, secondo le leggi vigenti negli USA, “immune” dalla competenza dei tribunali. 

Quanto alla situazione americana, vale la pena ricordare che la sola diocesi di San Francisco, in California, ha patteggiato risarcimenti alle famiglie dei bambini vittime di preti pedofili, per ben 21 milioni di dollari. Per tutti gli Stati Uniti le cifre dei risarcimenti si aggirano intorno al miliardo di dollari. Un vero disastro economico per il cattolicesimo americano, che oltretutto non gode di alcun finanziamento pubblico.

 *** 

Al di là di queste notizie viene da chiedersi: perché i preti diventano pedofili? Molti penseranno che sia uno degli effetti del celibato forzato, ma se dipendesse semplicemente da questo, dovremmo osservare somiglianze statistiche con analoghe situazioni di castità obbligatoria, cosa che non risulta. Del resto, se la condizione di celibato diventasse insostenibile per il prete, perché non ripiegare nella normale eterosessualità adulta, più o meno clandestina? 

No, certamente il comportamento pedofilo non può essere spiegato con la semplice repressione sessuale, nemmeno se esasperata e prolungata negli anni.  

Sebbene la pedofilia sia un crimine particolarmente odioso perché colpisce le vittime più indifese e disarmate, va tuttavia detto che essa evidenzia uno stato di regressione psichica da parte di chi la mette in atto. 

Un pedofilo non è mai completamente adulto, bensì cerca, a livello inconscio, di rievocare simbolicamente la sua stessa infanzia. La mancanza di maturità sessuale da parte dei  preti, che l’esperienza del seminario non ha certo potuto permettere,  potrebbe aver “fissato” lo stato evolutivo psichico ad uno stadio preadolescenziale.  

Questa interpretazione narcisistica del comportamento pedofilo dei preti sarebbe confermata dall’osservazione dell’età media delle vittime, spesso compresa fra gli 8 e i 12 anni. Va anche sottolineato che nella quasi totalità dei casi si tratta di pedofilia omosessuale, ed anche questo elemento ci fa capire come il prete pedofilo abbia pesanti conflitti da risolvere con sé stesso, con la propria sessualità, con la propria storia e  soprattutto con la propria identità. 

La pedofilia è comunque un fenomeno estremamente complesso, non è semplicemente espressione di tendenze regressive infantili negli adulti (altrimenti i pedofili sarebbero milioni!).  

Va considerato un altro fondamentale aspetto: il rapporto sado-masochistico. Anche qualora non vi sia violenza, è innegabile che il pedofilo, per sottomettere la vittima, faccia leva sul suo potere adulto e sulla sua superiorità fisica e psicologica.  

E’ anche evidente che lo scopo del pedofilo non è di procurare piacere, ma di ottenerlo, anche usando la propria preda come fosse un giocattolo inerme. C’è dunque una notevole componente ideologicamente autoritaria nella pedofilia. Un autoritarismo che si esprime come un bisogno di possessivismo morboso, invincibile, da cui non ci si può sottrarre.  

E’ estremamente significativo che in molti episodi riportati dalle cronache, si nota che i preti pedofili generalmente non prendono particolari precauzioni per nascondere i propri perversi comportamenti. Nel loro delirio di onnipotenza (che è anch’esso di origine infantile) essi preferiscono contare sulla omertà delle proprie vittime piuttosto che sul mettere in atto i comportamenti devianti in contesti protetti, magari lontano dal proprio ambiente.  

*** 

A questo punto possiamo avanzare un’ipotesi che forse dà un senso logico a tutto quanto esposto precedentemente, e che potrebbe almeno in parte spiegare il ricorrente nesso fra comportamento pedofilo e condizione di prete.  

Riepilogando, abbiamo analizzato le principali componenti della pedofilia e abbiamo riscontrato regressione, autoritarismo, possessivismo morboso.  Guarda caso, si tratta dell’essenza più intima della teologia cattolica!  

Il cattolicesimo, fra tutte le religioni del mondo, è infatti quella che offre al popolo il maggior numero di simboli infantili: non a caso il personaggio più proposto, più venerato, più rappresentato e rispettato è una mamma. Poi, proprio come si fa con i bambini, vengono continuamente propinate  promesse, minacce, premi e punizioni. Raramente, o forse mai, si parla di responsabilità personale o di libere decisioni, quelli sono comportamenti troppo adulti, i cattolici possono solo osservare, seguire, credere,  aderire, obbedire, confessare, pentirsi, ecc.  

Sempre a proposito di regressione infantile, si osservi che il principale rito cattolico, nonché il comportamento più meritorio e sacro, è un comportamento “orale”, cioè l’eucarestia. Che i buoni cristiani debbano fare la comunione tutte le domeniche ricorda incredibilmente un vecchio luogo comune: “i bambini buoni mangiano tutta la pappa”. Non solo: nella liturgia cattolica si insiste, non a caso, sul fatto che l’ostia debba essere “imboccata” dalle mani del sacerdote, e non presa in mano dall’adepto. Come accade con una mamma che nutre un bambino che non sa ancora tenere in mano il cucchiaino.  

Pochi hanno notato che, a suo tempo, ci fu un richiamo di papa Wojtyla  proprio su questo argomento, ovvero dell’ostia “imboccata” dal prete, dato che molte chiese si stavano disinvoltamente protestantizzando su questa formalità apparentemente insignificante, distribuendo ostie direttamente nelle mani dei fedeli. Ma alla chiesa certi dettagli non sfuggono, perché ne conoscono l’enorme portata psicologica. 

Ed è infatti così che la chiesa vuole che siano i suoi sottoposti: inermi, inconsapevoli, bambini che si abbandonano ciecamente nelle mani di una autorità protettiva e consolatoria. Bambini che non sanno nemmeno usare le proprie mani. Guarda caso, anche i pedofili hanno bisogno di soggetti passivi ed inconsapevoli. Curioso vero? 

Sta di fatto che il bambino stuprato, vittima del pedofilo, magari del prete-pedofilo, è quindi una metafora del cattolico perfetto: sottomesso, timoroso, silenzioso, fiducioso che ciò che accade è per il suo bene. 

*** 

Il prete pedofilo non cessa dunque di essere prete (“Tu es sacerdos in aeternum”), anzi, forse esprime nella forma più eloquente ed esplicita quella ideologia che la sua mente ha assorbito da anni e anni, finendo per identificarsi con essa. Avete notato? I preti pedofili se scoperti non lasciano mai il sacerdozio, a differenza dei preti che hanno avuto delle “banali” relazioni con donne. Inoltre, difficilmente vengono sospesi dalle celebrazioni religiose, tutt’al più vengono trasferiti “per non dare scandalo”.  

Ora sappiamo perché: la pedofilia esprime in realtà ruoli e significati profondamente ed intimamente “cattolici”, sebbene il prete pedofilo abbia il paradossale ruolo di essere contemporaneamente vittima (sia dei suoi problemi personali che di una ideologia oggettivamente nociva per l’equilibrio psichico) e carnefice (perché commette abusi senza preoccuparsi dei danni indelebili che procura agli altri).  

La dinamica “prete pedofilo-bambino” è dunque una efficace metafora del rapporto fra la chiesa e i suoi fedeli, fra l’istituzione possessiva e autoritaria, e i suoi seguaci ingenui e “bambini”.  

Tra l’altro  la chiesa, battezzando bambini inconsapevoli, e indottrinandoli sin dalla scuola materna, a ben vedere mette in atto le stesse tecniche di adescamento usate dai pedofili, che infatti fondano la loro seduzione proprio sulla non conoscenza, sulla non consapevolezza e persino sul senso di timore riverenziale che la vittima avverte “dopo” l’avvenuto “battesimo” (in questo caso il termine va interpretato con un doppio senso). 

In entrambi i casi, questi bambini “vittime” (sia di pedofili che di chiese pedofile) sanno provare solo sensi di colpa, e non l’opportuno e sacrosanto diritto alla propria integrità mentale e fisica. Infatti, come tutti gli psicoterapeuti sanno bene per esperienza professionale, ricevere una educazione rigidamente cattolica non lascia minori conseguenze negative nella personalità rispetto agli effetti dei traumi psicologici che derivano dal subire episodi di pedofilia. Anzi forse questi ultimi, essendo tutto sommato più circoscritti, possono essere superati più facilmente. 

*** 

Un’altra analogia simbolica fra pedofilia e cattolicesimo la troviamo, nientemeno, nella messa. Che cos’è la messa? La rievocazione del sacrificio di una vittima innocente! Il rito del cosiddetto “agnello” che viene sacrificato sull’altare “per l’espiazione dei nostri peccati”.  

Un prete, dunque, che celebra la messa, drammatizza simbolicamente (per la teologia cattolica addirittura materialmente) il “sacrificio di una vittima innocente”.  Potremmo paradossalmente dire che anche i pedofili “sacrificano vittime innocenti”. Questo è molto importante perché è il cuore dell’ideologia cattolica. Abituare la propria mente a pensare che sacrificare vittime innocenti sia un rituale sacro, positivo, espiatorio, purificatore e da cui scaturisce il bene, può certamente confondere l’inconscio, “abituandolo” a concezioni sottilmente perverse e sacralizzate. 

Il prete pedofilo, stuprando bambini, per quanto spaventoso e deviante possa sembrare, non fa altro che “celebrare una messa”, usando simboli diversi ma evocando significati analoghi, ovvero: la vittima innocente va sacrificata. Il suo sangue non è la prova della violenza umana, al contrario, esso ci “lava” e ci purifica! Del resto, cose simili accadevano anche in molti antichi riti religiosi. Quanti poveri animali sono stati torturati, dissanguati e uccisi affinché i sacerdoti si illudessero, in tal modo, di ripulire sia la propria coscienza che quella altrui! 

*** 

Possiamo infine concludere che il pedofilo, sia esso prete o no, è una persona con gravi problemi, che in modo irrazionale, deviante e purtroppo dannoso per gli altri, cerca sé stesso e la sua perduta identità sessuale.  Nel caso in cui il pedofilo sia un prete, la situazione è resa ancora più complessa a causa della nefasta influenza psichica di quella teologia che è stata oggetto dei suoi studi, della sua formazione e della sua vita. 

L’omertà della chiesa, e le sue solite negazioni dell’evidenza, oltretutto, impediscono a questi preti di essere curati, supportati da specialisti della psicologia, magari portati in psicoterapia. E perché no, studiati di più, affinché si possa tentare di prevenire il continuo ripetersi di questi fenomeni. 

Evidentemente la chiesa preferisce tenersi dei preti pedofili, che continueranno a fare vittime innocenti, piuttosto che correre il rischio di confrontarsi con delle menti liberate.



LEGGI ANCHE

OMOFOBIA ED OMOSESSUALITA'


.

sabato 26 settembre 2015

Omofobia è una Malattia da Curare



Omofobia una Malattia da Curare
Uno studio coordinato di tre università (Firenze, L'Aquila e Roma) e pubblicato su "The Journal of Sexual Medicine" mostra che gli atteggiamenti omofobi sono favoriti da tratti psicotici e da generali atteggiamenti di rabbia e ostilità. E' l'omofobo dunque, e non l'omosessuale, la persona affetta da patalogia.

Per secoli si è discusso se l’omosessualità fosse...



Abbiamo creato un SITO
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis

PER TABLET E PC

LE IMAGO
.

 ANCHE

PER CELLULARE


NON SI SCARICA NIENTE
TUTTO GRATIS


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA

FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

.

giovedì 20 novembre 2014

L’AQUILA : CORRUZIONE la Malattia del Paese Italia



L’AQUILA
 L’ASSOLUZIONE DELLA GRANDI RISCHI RIMETTE IN LUCE 
LA MALATTIA DEL PAESE: LA CORRUZIONE

Dopo la sentenza d’appello di assoluzione “perché il fatto non sussiste”, il sindaco Cialente parla di Paese anestetizzato (forse volendo dire magistratura anestetizzata?, ndr). Noi di CosaPubblica non crediamo di essere vittime di anestesie culturali soltanto in questo Paese, anestesie che ci hanno provocato l’impossibilità di comprendere l’origine di questi mali e di questi lutti, e siamo certi di essere gravemente malati di corruzione politica e amministrativa. Se a L’Aquila è successo quell’enorme tragedia che poi si è ripetuta a Genova due anni fa e in questi giorni, e ancora nelle Marche, in Veneto, in Piemonte, in Emilia e non solo, la causa è sempre la corruzione. La corruzione corrode persino la mente di chi dovrebbe progettare un’opera pubblica con tutti i crismi della sicurezza, la corruzione corrode le vere risorse per affrontare una volta per tutte il famoso “dissesto idrogeologico” che ci attanaglia.

Se in questi decenni (e parlo già dagli anni ’50, anche se in minor parte) non si fosse rubato a tutto spiano nei comuni, nelle province, nelle regioni, nelle società partecipate, forse non ci troveremmo nella situazione di non avere soldi per affrontare le emergenze e soprattutto di morire. E questa volta di morire non solo di fame ma anche annegati o sotto una frana o sotto le macerie di una scuola.

È ora di dire basta e di affrontare il problema alla radice non quando è troppo tardi. Ovvio che non lo possono fare i cittadini da soli, o la magistratura quando già il reato si è consumato. Il cambiamento è a monte. Nella trasparenza totale di cosa succede. Se noi tutti potessimo cotrollare cosa accade ai nostri soldi (pubblici) e come davvero vengono impiegati per la nostra sicurezza, forse si abbasserebbe il livello di latrocinio. Certo, oggi è già una situazione di emergenza che viviamo perché di risorse da succhiare per i ladri ne sono rimaste poche, allora almeno ribelliamoci. Insieme ai parenti dei morti de L’Aquila tutti gli altri italiani devono unirsi nell’unico urlo di ribellione: Vergogna, basta a rubare!.

Laura Marinaro

DALLA CINA UNA INTERPRETAZIONE PER IL CASO ITALIANO

Gli amministratori e gli imprenditori che in Italia fanno della corruzione uno strumento di prosperità economica (per loro) e di impoverimento (per la collettività) spesso si giustificano dicendo che questo fenomeno è presente in ogni Paese. Ovviamente, non è un’evidenza tale da giustificare o addirittura legittimare qualsivoglia episodio corruttivo, ma è proprio vero: la corruzione – in misure e proporzioni variabili – c’è ovunque.

C’è soprattutto in Cina. Nel paese dell’ex Impero Celeste la corruzione coinvolge soprattutto gli amministratori locali che ricevono tangenti in cambio di concessioni economiche e appalti. Niente di strano, se non nei numeri. Numeri talmente grandi da far scattare l’allarme presso il governo centrale e l’intellighenzia che a esso fa riferimento. Lo dimostra un editoriale dai contenuti molto forti redatto dalla professoressa Lin Zhae della Scuola del Partito Comunista, principale organo culturale filo-governativo. La professoressa si scaglia contro una particolare categoria di corrotti: coloro che, indagati, tentano il suicidio. La sua invettiva raggiunge i livelli della minaccia: “Vi perseguiteremo anche da morti”. Sorvolando sulle “reali” capacità dei cinesi di perseguire i defunti, possiamo affermare che queste parole hanno una forza valenza simbolica: il Governo Cinese intende combattere la corruzione con così tanta foga da non mostrare pietà nemmeno per chi, presumibilmente pentito, si toglie la vita.

Nella pratica, la Zhae propone due interventi. Il primo di natura prettamente legislativa e che prevede la cancellazione della norma secondo cui il processo si ferma se l’indagato passa a miglior vita. Il secondo di più inquietante: le pareti delle sale preposte agli “interrogatori” dovranno essere coperte da materiali morbidi, in modo da impedire che gli interrogati compiano atti autolesionistici e potenzialmente in grado di portare alla morte.

Pur nella sua brutalità, il caso cinese ci insegna alcune cose e aiuta a comprendere la declinazione che il fenomeno assume in Italia.

In Cina si corrompe e si viene corrotti ma la mentalità è diversa. Paradossalmente, è una mentalità che, da sola, è in grado di prevenire il fenomeno. I cinesi, infatti, si vergognano quando vengono scoperti. Il sentimento di vergogna sociale è così forte da spingere gli indagati al suicidio. In Italia, questo sentimento è raro tra i colpevoli e ciò causa il proliferare degli episodi corruttivi e la tendenza, da parte di questi ultimi, a mantenere le proprie posizioni di comando. In Cina ci si suicida, in Italia nemmeno ci si dimette.

In Cina l’approccio alla questione è pragmatico. Potrebbe suonare strano, dal momento che si utilizzano frasi del tipo “vi perseguiteremo anche da morti” ma in verità la volontà di impedire i suicidi procede da una necessità concreta: il recupero delle somme sottratte. Quando un corrotto muore, con lui muoiono molti segreti. In Italia l’approccio non è così concreto e, anzi, ogni discussione si impelaga in ostacoli che sono soprattutto ideologici o, peggio, mediatici. Non interessano le cause del fenomeno e i suoi meccanismi, piuttosto i numeri su questa o quella mazzetta.

In Cina l’approccio alla soluzione è durissima, in Italia si è troppo indulgenti. I corrotti si sentono giustificati, oltre che dal “così fan tutti”, anche dalle difficoltà economiche che sta attraversando il Paese e dalla pressione fiscale troppo alta. La popolazione, dal momento che le manifestazioni contro la corruzione in Italia scarseggiano, sembra quasi che accetti tacitamente questi ragionamenti.

Ovviamente, non si tratta di prendere in considerazione l’approccio cinese. Cina e Italia si pongono da questo punto di vista a due estremi, entrambi negativi. Ciò che accade a Pechino, però, aiuta a comprendere ciò che accade a Roma. L’unico elemento che può essere di ispirazione è quello “socio-culturale”, ossia quello della vergogna. Come già specificato sopra, in Cina si ruba come e più che in Italia, ma quando si è scoperti ci si vergogna. La vergogna sarebbe già un ottimo deterrente anche per gli italiani.

– Giuseppe Briganti

DA :  https://www.cosapubblica.it/


Da "Signori e signore buonanotte", un film degli anni '70, davvero profetico e molto attuale!
.

.
CORRUZIONE DILAGANTE: ECCO LA LISTA DEI POLITICI INDAGATI E CORROTTI

Corte dei Conti: corruzione dilagante, ecco la lista dei politici indagati e corrotti e ora anche in Germania Il presidente tedesco Christian Wulff ha annunciato le sue dimissioni!!


 Di Agata Marino - 29 Maggio 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Superiorità morale, condanna alla corruzione, quante volte abbiamo sentito queste parole in bocca ai politici? Tante! quelli del Partito democratico e della sinistra in generale alle inchieste ci stanno facendo l’abitudine, unendosi ai loro colleghi di altri partiti.Quanti sono gli indagati?

“60 MLD L’ANNO SONO I NUMERI DELLA PIAGA SOCIALE E DELLA CORRUZIONE: illegalità, corruzione, malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese e le cui dimensioni, presumibilmente, sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce”.

Da quando al comando del Pd c’è Pier Luigi Bersani sono quasi 400 gli indagati all’interno del partito, sfortunato!! oppure non ha indagato bene sul suo partito… è facile gridare alla giustizia e definirsi paladini e difensori della legalità… quando a cosa propria succedono le cose peggiori. 

L’ultimo caso arriva da Pomezia, dove un consigliere comunale, Renzo Antonini, è stato beccato con la busta in mano.

Per qualche appaltino!! favorendo l’assegnazione di appalti. Per non parlare delle tangenti rosse a Sesto (caso Penati) e quelle dell’Enac (caso Pronzato), i soldi rubati dai tesorieri (l’ex della Margherita Lusi, poi passato al Pd,milioni di Euro e NESSUNO SI è ACCORTO DI NULLA!!), le molestie sessuali (il vicepresidente del consiglio della Regione Umbria, Goracci) . Questo articolo insieme a quello di ieri, che potete leggere andando QUI,lo dovete conservare quando sarete chiamati a votarli, in tanto inserisco la lista degli immacolati che ci rappresentano, è nota e non svelo nulla di nuovo ma è giusto ricordarla

ECCO LA LISTA DEGLI INDAGATI/CONDANNATI IN PARLAMENTO

ABRIGNANI Ignazio (PDL) – indagato per dissipazione post-fallimentare

ANDREOTTI Giulio (Sen. a vita) – condannato per associazione a delinquere (l’associazione mafiosa è stata inserita nel codice solo dopo l’epoca dei fatti contestati), prescritto

BERLUSCONI Silvio (PDL) – 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade)

BERRUTI Massimo Maria (PDL) – condannato per favoreggiamento

BOSSI Umberto (Lega Nord) – condanne per finanziamento illecito, istigazione a delinquere, vilipendio della bandiera

BRAGANTINI Matteo (Lega Nord) – condannato in appello per propaganda razziale

BRANCHER Aldo (PDL) – condannato in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al psi. Il primo reato prescritto, il secondo depenalizzato. Indagato per ricettazione

BRIGANDI’ Matteo (Lega Nord) – condannato in primo grado per truffa aggravata alla regione Piemonte

BRIGUGLIO Carmelo (PDL) – vari processi a carico (truffa, falso, abuso d’ufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali ed in seguito assolto

CALDEROLI Roberto (Lega Nord) – indagato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale prescritto, indagato per associazione antinazionale reato poi dichiarato incostituzionale

CAMBER Giulio (PDL) – condannato in via definitiva per millantato credito

CANTONI Giampiero (PDL) – patteggia per corruzione e bancarotta fraudolenta

CAPARINI Davide (Lega Nord) – resistenza a pubblico ufficiale prescritto

CASTAGNETTI Pierluigi (PD) – rinviato a giudizio per corruzione, prescritto

CASTELLI Roberto (Lega Nord) – indagato per abuso d’ufficio patrimoniale, il Senato vota totale immunità

CATONE Giampiero (PDL) – rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, false comunicazioni sociali, bancarotta fraudolenta pluriaggravata e estorsione

CESA Lorenzo (UDC) – condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per incompatibilità del GIP, indagato per truffa e associazione a delinquere

CIARRAPICO Giuseppe (PDL) – condannato per truffa aggravata e continuata ai danni di INPS e INAIL, multa per violazione legge tutela “lavoro fanciulli e adolescenti”, condannato per falso in bilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato per finanziamento illecito, condannato per il crac “valadier”, condannato in appello per assegni a vuoto e in seguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato per truffa ai danni di palazzo Chigi

CICCHITTO Fabrizio (PDL) – Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All’epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.

COMINCIOLI Romano (PDL) – rinviato a giudizio per false fatture e bilanci truccati, reati poi depenalizzati

CRISAFULLI Vladimiro (PD) – Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta su Messina Ambiente. Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagine archiviata nel febbraio 2004

CUFFARO Salvatore (UDC) – condannato per favoreggiamento

CUSUMANO Stefano (Udeur) – Arrestato nel 1999 a Catania con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta. Oggi resta sotto processo, con la sola accusa di turbativa d’asta, per gli appalti del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. È senatore della Repubblica.

D’ALEMA Massimo (PD) – finanziamento illecito accertato, prescritto

DE ANGELIS Marcello (PDL) – condannato per banda armata e associazione eversiva

DE GREGORIO Sergio (PDL) – indagato per riciclaggio e favoreggiamento della camorra, corruzione, concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio

DELFINO Teresio (UDC) – Sottosegretario del governo Berlusconi, ha ricevuto un avviso di garanzia nell’inchiesta sui fondi dell’Enoteca d’Italia.

DELL’UTRI Marcello (PDL) – condannato per false fatture e frode fiscale, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

DEL PENNINO Antonio (PDL) – Nel luglio 1994 ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Il 25 gennaio 2000 la settima sezione penale del tribunale di Milano lo ha prosciolto nel processo per le tangenti Atm, per le forniture di autobus all azienda dei trasporti milanese

DEL BONO Flavio (PD) – indagato per abuso di ufficio, peculato e truffa aggravata

DE LUCA Francesco (PDL) – indagato per tentata corruzione in atti giudiziari

DE Luca Vincenzo (PD) – Nel dicembre 2008 con altri 46 imputati, viene rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso in relazione alla vicenda relativa alla delocalizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Nell’aprile 2009 il rinvio viene confermato per De Luca ad altri 13 imputati. Nel luglio 2010 viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all’ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti gli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno. Viene condannato a pagare 23 mila euro . Il 6 luglio 2010 la Corte dei Conti di Salerno dichiara la prescrizione nei confronti di De Luca e degli altri imputati del processo per lo sversamento di rifiuti, nel 2001, nel sito di Ostaglio, non ancora completato.

DRAGO Giuseppe (UDC) – condannato in appello per peculato e abuso d’ufficio

FARINA Renato (PDL) – patteggia condanna per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar

FASANO Vincenzo (PDL) – condannato per concussione, indultato

FIRRARELLO Giuseppe (PDL) – condannato in primo grado per turbativa d’asta, richiesto rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa

FITTO Raffaele (PDL) – rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamento illecito

FRIGERIO Gianstefano (PDL) – Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di Forza Italia. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione

GALATI Giuseppe (PDL) – indagato per associazione a delinquere, truffa e associazione segreta

GIUDICE Gaspare (PDL) – condannato in primo grado per bancarotta, prescritto

GRILLO Luigi (PDL) – rinviato a giudizio per aggiotaggio, indagato e prescritto per truffa

LA LOGGIA Enrico (PDL) – Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalat di Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”.

IAPICCA Maurizio (PDL) – rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d’ufficio, prescritto

LA MALFA Giorgio (Gruppo Misto) – condannato per finanziamento illecito

LAGANA’ FORTUGNO Maria Grazia (PD) – indagata per truffa ai danni dello Stato

LANDOLFI Mario (PDL) – indagato per corruzione e truffa “con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre”

LEHNER Giancarlo (PDL) – condannato per diffamazione

LETTA Gianni ( PDL) – Nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma che ne aveva chiesto addirittura l’arresto. L’inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni non proprio esaltanti per Letta. Un altra inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura di Milano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell’Iri, nella quale l’allora direttore del “Tempo” Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1 miliardo e mezzo di lire in nero dall’ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Un giornale che, scrissero Scalfari e Turani in “Razza padrona”, era “in vendita ogni giorno, e non solamente in edicola”.

LOLLI Giovanni (PD) – rinviato a giudizio per favoreggiamento

LUSETTI Renzo (PD) – condannato a risarcimento di 1 milione di lire per consulenze ingiustificate

MALVANO Franco (Forza Italia) – Ex questore di Napoli, Ë sotto inchiesta per concorso esterno in associazione camorristica.

MANNINO Calogero (UDC) – condannato in appello per concorso esterno in associazione mafioso e processo d’appello annullato e da rifare, rinviato a giudizio per associazione a delinquere, appropriazione indebita, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso ideologico e truffa aggravata

MARGIOTTA Salvatore (PD) – indagato per falso ideologico e abuso d’ufficio

MARONI Roberto (Lega Nord) – condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, imputato per creazione di struttura paramilitare fuorilegge

MARTINAT Ugo (PDL) – indagato per turbativa d’asta e abuso d’ufficio

MATTEOLI Altero (PDL) – imputato per favoreggiamento, processo bloccato dalla Camera

MESSINA Alfredo (PDL) – indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta

NANIA Domenico (PDL) – condannato per lesioni personali, condannato in primo grado per abusi edilizi e prescritto

NARO Giuseppe (UDC) – condannato per abuso d’ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta

NESSA Pasquale (PDL) – rinviato a giudizio per concussione

ORLANDO Leoluca (IDV) – condannato per diffamazione

PARAVIA Antonio (PDL) – arrestato per tangenti, prescritto

PAPA Alfonso (PDL) – indagato per abuso d’ufficio patrimoniale, immunità

PAPANIA Antonio (PD) – patteggia accusa per abuso d’ufficio

PECORELLA Gaetano (PDL) – imputato per favoreggiamento nelle stragi di piazza fontana e piazza la loggia

PILI Mauro (PDL) – Ex presidente della Regione Sardegna, Ë indagato a Cagliari per peculato.

PITTELLI Giancarlo (PDL) – indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare”

PREVITI Cesare (PDL) – Avvocato personale di Silvio Berlusconi, ha ereditato l’incarico professionale dal padre, che aiutò il giovane Silvio a fondare la Fininvest. E’ stato condannato, in appello, a 5 anni per corruzione del giudice Squillante e a 7 anni per corruzione del giudice Metta nel caso Imi-Sir.

RIGONI Andrea (PD) – condanna in primo grado per abuso edilizio prescritta

ROMANI Paolo (PDL) – Viene indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture. L’udienza preliminale termina però con un pieno proscioglimento: per Romani niente bancarotta. Il suo nome è anche nell’elenco dei politici che ricevono generosi finanziamenti dalla Banca popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. In effetti Romani ha bisogno di soldi: sta pagando circa 400 mila euro come risarcimento al curatore fallimentare di Lombardia 7.

ROMANO Francesco Saverio (ex UDC, adesso ai “Responsabili” e attuale ministro dell’Agricoltura del Governo Berlusconi – marzo 2011) – nel 2003, è stato indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Il 1º aprile 2005 il gip ha accolto la richiesta di archiviazione della Procura con la seguente motivazione: «Gli elementi acquisiti non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio». Successivamente la Procura della Repubblica ha riaperto l’indagine per il sorgere di nuovi elementi, in seguito alle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella.

RUSSO Paolo (PDL) – indagato per violazione della legge elettorale

SCAJOLA Claudio (PDL) – arrestato per concussione aggravata nel 1983, è stato prosciolto poi in seguito.

SCAPAGNINI Umberto (PDL) – condannato in primo grado per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale, indagato per abuso d’ufficio aggravato

SCELLI Maurizio (PDL) – accusato di aver dirottato 17 milioni di euro destinati alla missione “antica babilonia”

SCIASCIA Salvatore (PDL) – condannato per corruzione

SIMEONI Giorgio (PDL) – indagato per associazione per delinquere e corruzione

SPECIALE Roberto (PDL) – indagato per utilizzo privato di mezzi della GdF

STERPA Egidio (PDL) – Deputato di Forza Italia. Dirigente del vecchio Partito liberale, Ë stato condannato a 6 mesi in via definitiva per la tangente Enimont.

STORACE Francesco (PDL) – Ex presidente della Regione Lazio e poi ministro della Salute, ha dovuto dimettersi perchè coinvolto nello scandalo delle intercettazioni e dello spionaggio illecito ai danni di Piero Marrazzo, Alessandra Mussolini e Giovanna Melandri, suoi avversari alle elezioni regionali del 2005. Per questa vicenda, è indagato anche per associazione a delinquere.

TOMASSINI Antonio (PDL) – condannato per falso

TORTOLI Roberto (PDL) – indagato per concorso in estorsione

VALENTINO Giuseppe (PDL) – indagato per favoreggiamento

VISCO Vincenzo (PD) – Deputato della Repubblica, ex ministro Ds. Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.

VITO Alfredo (PDL) – Fu indagato, arrestato e processato per tangenti. Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Patteggiò la condanna e restituì parte del malloppo. Quei quasi 5 miliardi sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli

VALENTINO, Giuseppe (PDL) – Sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, è indagato in Calabria in relazione “a condotte attinenti gli interessi della criminalitý organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione”. Il suo nome Ë anche presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani.

VIZZINI Carlo (PDL) – condannato in primo grado per finanziamento illecito, prescritto

ZINZI Domenico (UDC) – condannato in primo grado per omicidio colposo. In seguito la prima sezione della corte di appello di Napoli lo ha assolto perché il fatto non sussiste

Fonte: politicicorrotti.it

Tratto da: http://www.signoraggio.it/corruzione-dilagante-ecco-la-lista-dei-politici-indagati-e-corrotti/

Tratto da: nocensura.com

QUESTA E' UNA VECCHIA LISTA SAREBBE DA AGGIORNARE
E DIVENTEREBBE PIU LUNGA

.

.

PREVISIONI 2015

 -

 http://www.mundimago.org/2015.html
.

.


SESSO E ZODIACO

Conosci la personalita' di
ogni segno zodiacale
per capire la sua

SENSUALITA'


.






LEGGI ANCHE


. Bookmark and Share
..


 Ecco la Pagina dei PIANETI 

del Nostro Sistema Solare 
.

. Bookmark and Share .

martedì 18 febbraio 2014

Georgina, modella anoressica che ha sconfitto la malattia




La storia di Georgina, 
modella anoressica che ha sconfitto la malattia


 L'ex modella bambina Georgina Wilkin per anni ha combattuto contro l'anoressia. Oggi dopo essersi ripresa ed aver smesso di fare la modella racconta la sua triste esperienza per salvare altre ragazze come lei.


Quando Georgina aveva 15 anni un talent scout la notò per le vie di Londra e le propose di intraprendere la carriera di modella. In quel periodo la ragazza iniziò a non mangiare per essere sempre più magra e sfilare in passerella, il suo agente la spingeva in questa direzione facendole i complimenti ogni volta che perdeva peso. Georgina oggi ha 23 anni, per ben 7 anni ha combattuto contro l’anoressia ed oggi è ritornata a vivere. Dopo essersi ripresa ha scelto di raccontare la sua storia e denunciare l’industria che l’ha spinta verso la malattia.

“Tutti dovrebbero conoscere la pressione a cui le modelle sono sottoposte” afferma la ragazza in un’intervista al Daily Mail. Georgina continua dicendo che l’unico modo per evitare che giovani come lei cadano nel baratro dei disturbi alimentari sia quello di boicottare le etichette che scelgono le ragazze al di sotto di una certa taglia. L’ex modella racconta che perdere peso era diventata la sua missione, ad ogni prova o casting le chiedevano di dimagrire ancora. La sua carriera è proseguita con successo fino a quando nel 2007 è stata costretta a ricoverarsi poichè gli organi vitali stavano iniziando ad ammalarsi per l’eccessiva magrezza. Georgina continuava però ad essere contatta per diversi lavori, per cui nel 2008 è ritornata in pista. Pensava di aver risolto i suoi problemi con il cibo ma in poco tempo iniziò a ricadere nelle vecchie abitudini alimentari.

Per fortuna ancora una volta la ragazza è riuscita a riprendersi, inizialmente veniva alimentata artificialmente, poi pian piano ha ricominciato a mangiare autonomamente. Oggi sembra essersi ripresa totalmente, ha iniziato a studiare interior design e durante l’ultima fashion week londinese ha scelto di raccontare la sua storia, per evitare che altre giovani modelle come lei cadano nel triste baratro dell’anoressia.

leggi anche : http://cipiri.blogspot.it/2014/02/greenpeace-amiamo-la-moda-ma-non-le-sue.html
Made in Italy? 


Amiamo la moda ma non le sue bugie.

Abiti di lusso prodotti con sostanze chimiche pericolose... 

Questo é il segreto dell'Alta Moda! 

Greenpeace ha svelato la verità dietro la bellezza: 
non importa quanto tu li paghi,
 questi vestiti nascondono un incubo tossico...


LEGGI ANCHE :  http://cipiri.blogspot.it/2009/05/magrezza-estrema-colpa-dei-media.html

Magrezza estrema: colpa dei media?




Magrezza estrema: colpa dei media?


Giovedì 2 ottobre a Lubiana, in occasione dell’Ottava Conferenza di Psicologia dell'Alpe Adria (8th Alps-Adria Psychology Conference), lo psicologo triestino Emanuel Mian proporrà l’intervento“The effects of exposure to thin media images in young females” (Effetti dell'esposizione ad immagini di donne magre nelle giovani donne...
http://cipiri.blogspot.it/2009/05/magrezza-estrema-colpa-dei-media.html

.


PREVISIONI 2015

.

.


.


SESSO E ZODIACO

Conosci la personalita' di
ogni segno zodiacale
per capire la sua

SENSUALITA'


.






LEGGI ANCHE


. Bookmark and Share
..


 Ecco la Pagina dei PIANETI 

del Nostro Sistema Solare 
.

. Bookmark and Share .

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru