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mercoledì 4 aprile 2018

Silvio Berlusconi è Colpevole di Evasione Fiscale

Silvio Berlusconi Evasore Fiscale


Le motivazioni della Cassazione 
sul processo Mediaset: 
"Fu ideatore del meccanismo... 
ha lasciato che tutto proseguisse inalterato..."

E' stata depositata la sentenza della Cassazione sul processo Mediaset con le motivazioni per cui i giudici della Suprema Corte hanno confermato la condanna per Silvio Berlusconi.

La Cassazione nella motivazioni della sentenza Mediaset, confermando le impostazioni dei giudici di merito, scrive che "Silvio Berlusconi fu ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo''. Berlusconi, "conoscendo perfettamente il meccanismo, ha lasciato che tutto proseguisse inalterato – si legge nella sentenza – mantenendo nelle posizione strategiche i soggetti dal lui scelti e che continuavano a occuparsi della gestione in modo da consentire la perdurante lievitazione dei costi di Mediaset a fini di evasione fiscale".

Per i giudici, c'é "l'assoluta inverosimiglianza dell'ipotesi alternativa che vorrebbe tratteggiare una sorta di colossale truffa ordita per anni ai danni di Berlusconi" "da parte dei personaggi da lui scelti e mantenuti nel corso degli anni in posizioni strategiche''. I personaggi chiave della vicenda Mediaset – si legge – sono stati "mantenuti sostanzialmente nelle posizioni cruciali anche dopo la dismissione delle cariche sociali da parte di Berlusconi e in continuativo contatto diretto con lui". Per cui "la mancanza in capo a Berlusconi di poteri gestori e di posizione di garanzia nella società non è dato ostativo al riconoscimento della sua responsabilità".

I giudici della Suprema Corte sottolineano anche come questi ultimi "attraverso l'analisi del cosiddetto 'giro dei diritti' ne hanno individuato le caratteristiche di meccanismo riservato direttamente promanante in origine da Berlusconi e avente, sin dal principio, valenza strategia per l'intero apparato dell'impresa a lui facente capo". Sempre rifacendosi ai giudici di merito la Suprema Corte ripercorre il meccanismo illecito, "un gioco di specchi sistematico" relativo all'acquisizione dei diritti tv, che "rifletteva una serie di passaggi privi di giustificazione commerciale". E "ad ogni passaggio, la lievitazione di costi era (a dir poco) imponente".

Tutto il collegio dei giudici della Cassazione che ha confermato la condanna a quattro anni per Berlusconi per frode fiscale nel processo Mediaset figura come estensore della sentenza, e non il solo relatore, come d'uso. Nell'ultima pagina infatti tutti i componenti del collegio hanno firmato la sentenza in qualità di magistrati estensori. Si tratta di Amedeo Franco, Claudio D'Isa, Ercole Aprile, Giuseppe De Marzo, a cui segue la firma del presidente Antonio Esposito.


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giovedì 22 ottobre 2015

Canone Rai: Segnale Criptato a chi Non Paga


Mentre si discute sul modo in cui aggirare l'evasione del Canone Rai arriva la proposta alternativa


Discussione aperta dopo il consiglio dei ministri che ha licenziato, nell’ambito della legge di Stabilità 2016, l’inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica, con tanto di rateizzazione bimestrale e relative sanzioni per gli evasori. Proprio la lotta all’evasione del canone è la chiave con cui il governo ha messo in campo questa discussa riforma, che non ha mancato di sollevare polemiche politiche ma anche e soprattutto tecniche, vista la separazione fra imposta e fruizione del servizio. Così, mentre la Camera dei deputati esamina il disegno di legge di riforma della Rai, è Pierluigi Sabbatini, dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, a lanciare una proposta nel merito.

PROGRAMMI CRIPTATI – Sabbatini è intervenuto nella discussione con un post su Lavoce.info, con una premessa chiara: “Il governo vuole far pagare il canone tv con la bolletta dell’elettricità. 
Ma è una soluzione che separa imposta e fruizione del servizio. Per risolvere il problema dell’evasione basterebbe invece criptare le trasmissioni Rai. E si potrebbero così abolire anche i tetti pubblicitari.” Nel dettaglio si tratterebbe di riconferire “al canone Tv la natura di imposta associata all’effettiva fruizione del servizio”. Come? Utilizzando la tecnologia digitale 
e rendendo il servizio televisivo “escludibile”.
Dopo un lungo excursus sulla storia del canone per il servizio pubblico televisivo, dal regio decreto del 1938 che lo istituiva ai cambiamenti che hanno riguardato il mezzo televisivo e la sua fruizione nei decenni, Sabbatini porta la sua proposta, ossia “tornare alla filosofia dell’originario regio decreto, riconferendo al canone Tv la natura di imposta associata all’effettiva fruizione del servizio. Peraltro, l’evoluzione tecnologica rende questa soluzione ben più facilmente perseguibile. La Rai trasmette con tecnologia digitale e pertanto il servizio televisivo è ora ‘escludibile’. La soluzione al problema dell’evasione del canone televisivo è dunque a portata di mano: crittare le trasmissioni Rai e fornire la card Rai a coloro che pagano il canone. Questa soluzione obbligherà chi vuole fruire del servizio a pagarlo e, nel contempo, consentirà a chi non se ne vuole servire di evitarne il pagamento”.

Mi sembra una ottima soluzione con il segnale digitale 
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domenica 10 maggio 2015

Danni Creati all'Italia da Berlusconi

Danni Creati all'Italia da Berlusconi


Danni Creati all'Italia da Berlusconi

 Il fautore della più grave regressione antropologica, culturale, sociale economica e legale della storia Italiana ...
 Un giorno dovremo vergognarci con i nostri figli di aver avuto al potere per 12 anni e 4 governi un evasore fiscale frequentatore di prostitute minorenni  


Danni Creati all'Italia da Berlusconi



Danni Creati all'Italia da Berlusconi

Berlusconi ed i suoi sodali sono stati un male per l’Italia sostanzialmente 
per le seguenti tre principali ragioni:


1) Berlusconi dal punto di vista etico e morale rappresenta il peggio della cultura moderna;
2) Berlusconi sta attentando ai principi fondanti dello stato di diritto e della costituzione facendo leggi a proprio uso e consumo;
3) questo governo fa quasi esclusivamente leggi a favore dei più potenti, ricchi e corrotti, leggi per curare gli interessi aziendali di Berlusconi, per risolvere i problemi giudiziari di Berlusconi, senza preoccuparsi dei precari, dei disoccupati, delle famiglie più povere.


Danni Creati all'Italia da Berlusconi

RICORDIAMOCI PERCHE' L'ITALIA
E' ARRIVATA NEL 2015
CON 10 MILIONI DI PERSONE 
CHE NON ARRIVANO A FINE MESE

Ecco un elenco, in ordine temporale, per chi non ricorda o non sa quali e quanti loschi provvedimenti, spesso tenuti nascosti dalla disinformazione televisiva, Berlusconi e i suoi sodali hanno preso dall’inizio della legislatura, mettendo da parte la questione etica, morale,
e i problemi giudiziari del premier:

1) Berlusconi appena tornato al governo ha abrogato norme di contrasto all'evasione fiscale varate dal governo precedente.
2) Ha abolito i tetti agli stipendi dei manager pubblici varati dal precedente governo.
3) Ha abrogato le norme più restrittive varate dal precedente governo sull'utilizzo dei voli di stato.
4) Ha cancellato la legge n.188 del 17 ottobre 2007 fatta dal governo Prodi che contrastava la sottoscrizione delle “dimissioni in bianco” (pratica illegale tesa ad obbligare i neoassunti a firmare una lettera di dimissioni priva di data, contestualmente alla sottoscrizione del contratto di lavoro) da parte del lavoratore al momento dell'assunzione, così da poter poi ricattare e licenziare il lavoratore in qualsiasi momento.
5) Non si è detto che i debiti di Alitalia sono finiti tra i debiti dello stato ma si è parlato di un fantomatico salvataggio da parte del “messia” Berlusconi che invece l'ha svenduta ai loschi personaggi della Cai.
6) Il ddl sulle intercettazioni è liberticida e incostituzionale; una volta approvato, ostacolerà i magistrati nel loro lavoro di combattere il crimine, soprattutto quello radicato nelle istituzioni, si impedirà ai giornalisti di svolgere in modo corretto il loro mestiere nel raccontare atti di indagini e, ancor più grave, si impedirà ai cittadini di sapere quanto di male stanno facendo a danno della collettività e a favore degli sporchi interessi di pochi.
7) I tagli che sono stati fatti alla scuola ammontano a 8 miliardi e 13 milioni di euro, con la cancellazione di 81.120 cattedre e 44.500 Ata (il personale non docente).
8) L'Italia è stata condannata a pagare una multa di 350 mila euro per ogni giorno di ritardo nell'applicazione della direttiva europea a partire dal 1° gennaio 2009 e con effetto retroattivo fino al 1° gennaio 2006 (circa 130 milioni di euro all'anno) perché Rete 4 trasmette in modo abusivo sulle frequenze analogiche che spettano ad Europa 7.
9) Il governo Prodi aveva già detratto di 200 euro l’Ici a tutte le prime case, escluse ville e castelli, con la Finanziaria del 2008, mentre Berlusconi ha completato togliendo l’Ici alle famiglie più ricche e benestanti che non ne avevano certamente bisogno.
10) Dopo essere stata rinviata per due volte, il primo gennaio 2010 è entrata in vigore la class action, ma risulta fortemente debilitata rispetto alla vera class action come negli Stati Uniti. Infatti: si è deciso che i creditori di Parmalat e Cirio non potranno essere risarciti dato che non sarà retroattiva; le associazioni dei consumatori non avranno la possibilità, come previsto inizialmente, di farsi promotori delle azioni legali, ma solo di ricevere il mandato dai cittadini danneggiati; i cittadini danneggiati devono vantare dei "diritti identici", non basta che siano omogenei; niente azione collettiva contro le società di revisione, amministratori delle società quotate e agenzie di rating; non sarà possibile ricevere un risarcimento che vada oltre al danno subito, il cosiddetto “danno punitivo”; la parcella degli avvocati che seguono la causa potrà essere incassata solo in caso di vittoria; la class action nella P.A. non prevede risarcimenti, come nel caso dei ricorsi collettivi nel settore privato, ma punta solo al miglioramento nella produzione del servizio, correggendone le eventuali storture.
11) Sono state rinviate alcune norme sulla sicurezza del lavoro presenti nel T.U. ed è stato approvato un decreto correttivo al Testo Unico sulla sicurezza, che fu varato dal Governo Prodi, il quale peggiora gravemente il testo, abbassando di fatto le tutele per i lavoratori.
12) Si è dato il via alla privatizzazione dei soggetti che gestiscono beni pubblici come l’acqua, in particolare con il decreto Ronchi, che stabilisce almeno il 40% di partecipazione del capitale privato nelle società miste pubblico privato oppure che la gestione del servizio idrico debba essere affidato ad un soggetto privato scelto tramite gara, viene sancita l’espropriazione della gestione del servizio idrico agli enti locali con tutto vantaggio per i privati.
13) Si sono dati aiuti alle banche tramite l'emissione dei cosiddetti Tremonti Bond e, contemporaneamente, non sono stati trovati soldi per i precari.
14) Le bugie e promesse non mantenute ai terremotati abruzzesi:
− il governo si è preso il merito per la consegna delle prime case a Onna che invece sono state realizzate con i fondi raccolti dalla Croce Rossa; si tratta delle prime case di legno per le quali la Croce Rossa ha impiegato 5 milioni e 200 mila euro: 94 unità abitative costruite per iniziativa della Protezione civile su progetto realizzato dalla Provincia autonoma di Trento;
- la consegna dei moduli abitativi provvisori è avvenuta con estremo ritardo lasciando, a costo molto elevati a carico dello Stato, migliaia di famiglie negli alberghi per più di un anno;
− niente rimborso totale per la ricostruzione di tutte le abitazioni (il governo copre solo un terzo della cifra totale a fondo perduto, il resto deriva da un mutuo a tasso agevolato e dal credito d’imposta);
− dal 1° novembre 2011 si dovranno restituire per intero, in 120 rate mensili, le imposte non versate nei mesi di sospensione, ovvero un trattamento molto peggiore rispetto a quello riservato per i terremotati del Molise, delle Marche e dell’Umbria;
- dopo oltre un anno di distanza dal terremoto, il centro storico dell'Aquila è ancora chiuso ai cittadini e la ricostruzione non è iniziata.
15) Berlusconi si è fatto approvare dalla sua maggioranza e governo il lodo Alfano, una legge sull'immunità per le alte cariche dello stato, dichiarata incostituzionale,
fatta per risolvere i propri problemi giudiziari,
che gli ha consentito di stralciare la sua posizione nel processo a carico suo e di Mills.
16) Il consiglio di ministri non ha voluto sciogliere il consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose, diversamente da quanto fatto per altri comuni, nonostante il 6 luglio 2009 vi sia stata l’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare.
17) È stata approvata la norma sullo “scudo fiscale” (riciclaggio di stato) che aiuta i criminali a “lavare” il denaro sporco e ad assicurare loro l’impunità.
18) È stata approvata una norma che riduce il potere di indagine e
 il campo di intervento della Corte dei conti.
19) Con il “piano casa” viene autorizzata la cementificazione selvaggia del territorio e si favoriscono gli affari della criminalità organizzata che mette le mani sugli appalti.
20) Il governo Berlusconi ha emanato norme contenute nel pacchetto sicurezza, fortemente criticate da “Famiglia Cristiana” e da autorevoli esponenti della Conferenza Episcopale: norme razziali sull’immigrazione che equiparano il clandestino ad un delinquente e l’istituzione delle ronde, per un megaspot a favore del governo, cavalcando l’onda emotiva esasperata dalla visibilità data dai media ad alcuni episodi avvenuti in un particolare periodo; si istituiscono le ronde, che sono totalmente inutili, mentre sono stati tagliati i fondi alle forze d'ordine, sono stati tagliati 7.900 cancellieri e 1.800 ufficiali giudiziari al funzionamento della giustizia (manca persino la benzina per le volanti).
21) Il governo Berlusconi ha approvato una leggina ad personam per Corrado Carnevale (quel magistrato che fu noto come "l'ammazzasentenze", per via dei processi di mafia che annullava dalla Suprema corte per vizi formali) per consentirgli di ricoprire l'incarico di primo presidente della Cassazione alla veneranda età di 80 anni anche se i colleghi vanno in pensione a 75.
22) Sono stati ridotti gli ecoincentivi cioè le detrazioni sui lavori di riqualificazione energetica sulla casa (impianti solari termici, impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione, finestre con doppivetri,ecc...) introdotti da Prodi con la Finanziaria 2007 e confermati sempre da Prodi con la Finanziaria 2008.
23) E’ stato rinviato prima di un anno, e poi ancora di un anno, l'obbligo per gli edifici di nuova costruzione d’essere alimentati con «impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili» per una produzione energetica di almeno 1 kW per ciascuna unità abitativa previsti dal governo Prodi nella legge finanziaria per il 2008.
24) Il governo Berlusconi ha stabilito che l’Italia stanzierà 5 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni al dittatore libico Gheddafi a titolo di risarcimento per i danni causati durante l’occupazione coloniale in cambio di un controllo dei flussi migratori, però si stanno attuando respingimenti dei barconi carichi di naufraghi e rifugiati in attesa di asilo, violando le norme del diritto internazionale; inoltre, da un documentario di Gatti sull’Espresso, risulta che gli immigrati bloccati in Libia dall'accordo Roma-Tripoli vengono abbandonati nel deserto ai confini col Niger e di fatto ciò rappresenta una forma di condanna a morte.
25) Berlusconi aveva risolto il problema dei rifiuti in Campania?
Tutto falso ovviamente.
Dopo che Berlusconi è tornato al governo nel 2008, è stato possibile ripulire le strade della città di Napoli, mentre in alcune zone della provincia c’erano ancora cumuli di spazzatura per la strada, in seguito all'apertura delle discariche di Savignano Irpino e Sant'arcangelo Trimonte, stabilite con l'ordinanza del 5 marzo 2008 fatta da Prodi.
Poi è stata realizzata una discarica a cielo aperto in un’area denominata “sito di interesse strategico nazionale” in località Ferrandelle, che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise.
Inoltre Berlusconi ha millantato anche la realizzazione dell’inceneritore di Acerra, che era già in fase di ultimazione quando è tornato al governo, ma c'è da ricordare che è adibito per bruciare solo le ecoballe, mentre dalla denuncia del sindaco di Acerra, nell’inceneritore viene bruciato qualsiasi tipo di rifiuto; ciò sta mettendo in grave pericolo la salute dei cittadini di Acerra. Infatti, l’incenerimento dei rifiuti è una pessima soluzione dal punto di vista della salute e dell’ambiente, e nel caso di Acerra bruciando i rifiuti tal quale si produce diossina oltre alle nanoparticelle.
A fine 2009, con la magia del decreto, Bertolaso ha dichiarato conclusa l'emergenza rifiuti in Campania; Bertolaso, il pluriindagato nello scandalo degli appalti della protezione civile, continua a dire che in Campania la situazione è sotto controllo, ma dopo che il governo Berlusconi ha autorizzato il deposito dei rifiuti in discariche a cielo aperto come in località Ferrandelle, ha autorizzato l'incenerimento dei rifiuti tal quale ad Acerra, il governo Berlusconi non ha trovato altra soluzione che aprire discariche in aree di riserva naturale come cava Vitiello nel Parco nazionale del Vesuvio o allargare quelle già esistenti come a Chiaiano dove di nascosto sono stati scaricati anche rifiuti altamente tossici.
Al governo ci sono anche quelli che erano accaniti oppositori dell'apertura della discarica di Chiaiano, qui c'è la prova.
26) È stato abrogato l'obbligo di allegare all'atto di compravendita (o di locazione) di un immobile l'attestato di certificazione energetica che andava incontro all'interesse di acquirenti e inquilini di conoscere l'efficienza energetica di un'abitazione prima dell'acquisto.
27) il Decreto legge n. 185/2008 ha stabilito l’aumento dal 10 al 20% dell'aliquota IVA sulla pay tv "Sky Italia", il principale competitore privato del gruppo Mediaset.
Siccome in questi anni Sky stava crescendo e stava facendo concorrenza a Mediaset rubandogli telespettatori e quindi introiti pubblicitari, il premier ha pensato bene di approvare una nuova leggina (in conflitto di interessi) per tirare una bella mazzata agli abbonati Sky così da fargli disdire l’abbonamento e ridimensionare Sky a favore di Mediaset e a scapito del pluralismo e della concorrenza.
28) Il governo ha reintrodotto l'obbligo dei bollini Siae tramite decreto nonostante una sentenza contraria della Corte Europea.
29) Il governo Berlusconi decide di puntare sulla tecnologia nucleare di terza generazione che è obsoleta ed antieconomica, oltre ad essere pericolosa socialmente e per l’ambiente, che sarà un affare per le lobby francesi e non potrà portare alcun beneficio nell’immediato, visto che per costruire una centrale nucleare occorrono 10 anni.
30) Il governo Berlusconi dice no al solare termodinamico con l’approvazione della mozione n° 1-00155 di D’Alì, Gasparri, e sposta gli investimenti dal solare termodinamico al nucleare.
31) Il ministro della Cultura Bondi ha rifinanziato per il 2009, con soldi pubblici, la Fondazione Craxi, cioè la fondazione in memoria di un politico corrotto, morto latitante con due sentenze definitive di condanna a complessivi 10 anni di reclusione.
32) Il governo ha congelato gli 800 milioni di euro che aveva promesso di stanziare per la diffusione della banda larga.
33) L'emendamento n. 2.1385 alla Finanziaria per il 2010 riscrive buona parte degli articoli del Testo unico delle spese di giustizia (dlgs 115/2002) e aumenta il costo della giustizia per molte cause, ad esempio 38 euro in più per ogni ricorso al giudice di pace per multa.
34) Nella finanziaria 2010 sono stati varati tagli al contributo ordinario di base agli enti locali per gli anni 2010, 2011 e 2012 in misura pari, rispettivamente, a 1, 5 e 7 milioni di euro per le province e a 12, 86 e 118 milioni per i comuni (in 3 anni vengono tagliati in totale 229 milioni di euro), danno che si aggiunge alla beffa delle sanzioni per chi non rispetta il patto di stabilità interno.
35) L’articolo 2 comma 23 della legge Finanziaria 2010 stabilisce che le forze armate italiane smettono di essere gestite dallo Stato e diventano una società per azioni alimentata con soldi pubblici che fa affari privati. Questa spa potrà costruire centrali energetiche d'ogni tipo sfuggendo alle autorizzazioni degli enti locali: dal nucleare ai termovalorizzatori, nelle basi e nelle caserme privatizzate sarà possibile piazzare di tutto. Segreto militare e interesse economico si sposeranno, cancellando ogni parere delle comunità e ogni ruolo degli enti locali.
36) Nella Finanziaria 2010 sono state introdotte norme finalizzate a condonare gli abusivismi edilizi attraverso il sequestro dei locali da parte dell’amministrazione pubblica e la loro locazione agli abusivi stessi in una sorta di subaffitto di Stato.
37) I beni confiscati alla mafia potranno essere ricomprati dalle organizzazioni criminali tramite aste pubbliche avvalendosi di banali prestanome.
38) Nella Finanziaria 2010 non sono state finanziate alcune infrastrutture strategiche, come il completamento dell’alta velocità ferroviaria o i sistemi di trasporto urbano su rotaie, ma sono stati stanziati 470 milioni per il ponte sullo stretto di Messina, che appare sempre più un’opera inutile visto che mancano gli adeguati collegamenti stradali sulla terraferma.
39) La manovra Finanziaria 2010 trascura le famiglie colpite dal disastro di Messina, prevede per il 2010 un decremento del Fondo per l'occupazione di 100 milioni di euro, del Fondo per le aree sottoutilizzate (200 milioni) e del Fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale (120 milioni). Mancano interventi per sostenere il potere d’acquisto dei redditi bassi e delle pensioni. I terremotati de L’Aquila dovranno restituire il 100% delle tasse sospese, vi è l’assenza di risorse per i rinnovi contrattuali dei pubblici dipendenti.
40) Lo stanziamento dei 103 milioni di euro per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell'obbligo, che nella Finanziaria 2010 era stato inizialmente soppresso, è affidato al recupero dei fondi provenienti dallo scudo fiscale. Inoltre dallo scudo fiscale fondi per 130 milioni nel 2010 per il sostegno alle scuole non statali.
41) Con il decreto del ministro Bondi del 30 dicembre 2009, il governo estende a tutti i prodotti elettronici dotati di memoria il cosiddetto “equo compenso”, somma che i produttori di beni tecnologici devono versare a Siae, a “compenso” della copia privata che l’utente può fare utilizzando i supporti di memoria; l’equo compenso ha fatto aumentare il prezzo di tali prodotti. Prima di tale decreto, l'equo compenso era gravato, così come in altri paesi d’Europa, solo su supporti (cd, dvd) e su masterizzatori. L'assurdo è che in Italia i consumatori finanziano Siae anche per prodotti che non c'entrano nulla con la copia privata, o che c'entrano solo marginalmente.
42) Non è stato restituito il fiscal drag degli ultimi due anni e sono stati svuotati, mediante il click day, i crediti di imposta per ricerca e innovazione, e per gli investimenti nel Mezzogiorno.
43) Il disegno di legge voluto dal ministro Gelmini stabilisce tagli indiscriminati alla ricerca e aumenta la precarietà dei ricercatori con la figura del ricercatore a termine e con la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori, invece di prevedere per i precari reali sbocchi in ruolo e per i ricercatori il pieno riconoscimento del loro ruolo docente.
44) E’ stato approvato il ddl sul lavoro, che contiene norme sull'arbitrato per risolvere le controversie di lavoro e indebolisce o vanifica l'art.18 dello Statuto dei Lavoratori. Così, dopo l'eliminazione delle misure sulle dimissioni in bianco, le deroghe alle norme e l'indebolimento delle sanzioni sulla sicurezza sul lavoro, la rimozione dei limiti ai contratti a termine, il re-inserimento dei contratti a chiamata, la cancellazione della responsabilità in solido dell'appaltatore con il sub-appaltatore per arginare il lavoro nero, si arriva persino a smantellare le tutele contro gli ingiusti licenziamenti.
45) La decisione del Cda della Rai, che è a maggioranza berlusconiana, di sospendere i programmi di approfondimento politico in campagna elettorale è una grave violazione del diritto dei cittadini ad essere informati ed anche del dovere del servizio pubblico radiotelevisivo di dare un’informazione plurale e corretta.
46) Con il decreto Romani, viene tagliato di un terzo lo spazio pubblicitario per Sky, e viene premiata invece Mediaset trasformando le televendite in programmi, e non più in spazi pubblicitari. Aumenta perciò la pubblicità che le reti del Biscione potranno mandare in onda a scapito di Sky. Il decreto interviene anche sulla rete, equiparando alcuni siti web, considerati “servizi audiovisi”, che trasmettono video in streaming, ai canali tv.
47) Il Disegno di legge sul “processo breve” prevede che per l'imputato incensurato il processo non può durare più di sei anni (due anni per grado e due anni per il giudizio di legittimità), tutto a beneficio di Berlusconi nelle vicende sui diritti tv Mediaset, Mediatrade, corruzione di Mills, ma tale norma estinguerebbe anche oltre 100 mila processi penali in corso, tra i quali: Thyssen Krupp, quello Antonveneta per le accuse di aggiotaggio ad Antonio Fazio e Luigi Grillo, il processo Parmalat, quello per il disastro di Viareggio del 29 giugno 2009 e il processo sul crollo della Casa dello Studente e del Convitto Nazionale in seguito al terremoto che colpì L’Aquila nel 2009.
48) E’ stato approvato il cosiddetto legittimo impedimento, che andrebbe definita legge scansa processi per Berlusconi e i ministri. Saranno oggetto di legittimo impedimento a sottrarsi alle convocazioni in sede giudiziaria anche tutte quelle attività "coessenziali" alle funzioni di governo. A certificare che esiste un impedimento "continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni", sarà la Presidenza del Consiglio.
49) Da intercettazioni telefoniche condotte dalla procura di Trani, legate a un'inchiesta su carte di credito e tassi di usura, risulta che Berlusconi, nel tentativo di mettere il bavaglio ad Annozero, ha fatto pressioni su Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con inviti molto espliciti a chiudere il programma; nell’ambito della stessa inchiesta della procura di Trani, risulta da un’altra intercettazione che il direttore del Tg1 Minzolini ha promesso a Berlusconi di intervenire con editoriali per screditare Spatuzza e alcuni magistrati.
50) Con il cosiddetto decreto “salva liste” il governo è intervenuto, abusando della costituzione (comma IV art. 72, art.117 della costituzione), nel tentativo golpista di cambiare le regole nel corso della competizione elettorale.
51) Con il decreto Bondi sulle Fondazioni Lirico-Sinfoniche vengono tagliati fondi alla lirica, arrecando grave danno alla cultura. Infatti, il decreto prevede lo stop ad assunzioni e concorsi; il blocco del turn over; il divieto di lavori extra come insegnare in Conservatorio; la discussione sugli integrativi nei contratti presso l'agenzia nazionale Aran e non più nei singoli teatri; ballerini in pensione a 45 anni; sparizione dei corpi di ballo, di arti e mestieri altamente specializzati che nascono e crescono nei teatri stessi.
52) Il Governo ha negato lo stanziamento dei fondi Fas (ridotti in Finanziaria 2010 di 200 milioni di euro) per la copertura del deficit sanitario a 4 regioni (Campania, Lazio, Calabria, Molise) e ha invitato i loro governatori ad alzare le tasse fino al ripianamento del deficit.
53) Ben 31 miliardi di euro sono i fondi che il governo ha sottratto al mezzogiorno negli ultimi due anni, prelevandoli dal Fondo aree sottoutilizzate (Fas): 53,7 miliardi destinati al mezzogiorno, dei 63 miliardi stanziati dal governo Prodi nella Finanziaria 2007; tali fondi, vincolati a interventi per lo sviluppo e l ´occupazione al Sud, sono stati ridistribuiti verso le regioni del nord e utilizzati per scopi diversi dalla missione concernente il riequilibrio territoriale.
54) Non mancano anche in questa legislatura interventi legislativi a favore delle aziende di Berlusconi, come:
l’innalzamento dal 10% al 20% del tetto per l’acquisto di azioni proprie, da parte delle società quotate in borsa, è stato subito messo in atto dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset; lo spostamento di pubblicità da Rai a Mediaset da parte delle aziende e delle istituzioni controllate dal governo: ministeri, Poste, Eni, Enel, ecc., si è verificato in misura cospicua da quando nel 2008 Berlusconi è tornato al governo;
il Decreto legge n. 185/2008 ha stabilito l’aumento dal 10 al 20% dell'aliquota IVA sulla pay tv "Sky Italia", il principale competitore privato del gruppo Mediaset;
le norme contenute nel decreto Romani, entrato in vigore il 15 marzo 2010, regolano gli spazi pubblicitari televisivi a vantaggio di Mediaset e a svantaggio di Sky, costretta a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot;
il cosiddetto Lodo Cassazione, norma fatta su misura per la Mondadori, inserita di nascosto all'interno del Dl incentivi del 25 marzo 2010, consente di archiviare i processi tributari arrivati in Cassazione con due sentenze favorevoli al contribuente mediante il pagamento del solo 5% del valore della lite.
55) La commissione del Viminale il 15 giugno 2010 ha rigettato la richiesta del piano di protezione al collaboratore di giustizia Spatuzza, avanzata da ben tre procure: Firenze, Caltanissetta e Palermo, supportate dalla Direzione nazionale antimafia. Secondo molti esperti la commissione ha interpretato in maniera strumentale la legge del 2001 che prevede l’obbligo per i “collaboranti” di elencare entro i 180 giorni gli argomenti di cui si vuole parlare con la magistratura, ma tale limite non c’è per le testimonianze de relato, cioè per i racconti dei fatti appresi da altri e tali sono le dichiarazioni di Spatuzza più recenti.
56) Il governo Berlusconi continua a finanziare missioni militari in luoghi di guerra addirittura aumentando il budget per l’Afghanistan da 310 a 364 milioni di euro.
57) L’attuale governo secondo la propaganda filo berlusconiana di alcuni telegiornali appare come il governo che sta facendo molto nella lotta alla criminalità organizzata. Ovviamente non è vero, infatti, sono state approvate numerose leggi e provvedimenti che favoriscono finanziariamente le organizzazioni criminali, quali:
scudo fiscale, che consente di riciclare il denaro frutto di attività criminali;
legge bavaglio, che impedisce le intercettazioni in caso di reati collocabili all’interno di un’associazione criminale ma di cui non è nota l’appartenenza a tale associazione;
tagli alle forze d'ordine (riduzione di 7.900 cancellieri e 1.800 ufficiali giudiziari, manca persino la benzina per le volanti);
messa all’asta dei beni confiscati alla mafia dando così la possibilità alle organizzazioni criminali di ricomprarli avvalendosi di prestanome;
mancato scioglimento del consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose, nonostante le sollecitazioni del prefetto e l’esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare;
negazione del piano di protezione al collaboratore Spatuzza;
proposta di modifica degli articoli 192 e 195 del C.p.p. in modo da restringere i casi di utilizzabilità nei processi delle dichiarazioni dei pentiti di mafia.
58) E’ stato cancellato il contributo di 300 milioni all’anno, per 15 anni, destinato all’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, per l'acquisto di nuovo materiale rotabile. La cancellazione di questo contributo è completamente contro le esigenze di sicurezza ferroviaria dei cittadini.
59) La manovra economica per il 2011 e 2012 (Legge 30 luglio 2010, n. 122) ha stabilito:
- si potrà andare in pensione dodici mesi dopo la maturazione dei requisiti vigenti nel caso dei dipendenti e dopo 18 mesi nel caso dei lavoratori autonomi;
- stop agli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici dal 2011 al 2013, non verranno effettuati nuovi rinnovi contrattuali, previste nuove limitazioni alle assunzioni di personale, a eccezione dei corpi di polizia, dei vigili del fuoco e degli enti di ricerca;
- taglio del 50% della spesa delle pubbliche amministrazioni per il personale a tempo determinato;
- versamento a rate del trattamento di fine rapporto per i dipendenti pubblici se l'importo complessivo è superiore ai 90mila euro;
- tagli alle Regioni di 4 miliardi per l'anno 2011 e di 4,5 miliardi dal 2012, per le province il taglio è di 300 milioni per il 2011 e 500 milioni a decorrere dal 2012 mentre per i comuni sopra i 5.000 abitanti i trasferimenti sono ridotti di 1,5 miliardi per il 2011 e di 2,5 miliardi dal 2012;
- dal primo luglio sono scattati gli aumenti dei pedaggi autostradali ed è entrata in vigore una fase transitoria in cui l'Anas, sul sistema autostradale di propria gestione, è autorizzata ad applicare nuovi pedaggi di 1-2 euro;
- previste riduzioni lineari del 10% per tutti i ministeri, ulteriori decurtazioni saranno possibili se i tagli lineari previsti non raggiungano i risultati indicati;
- per effetto delle misure sul personale dipendente e convenzionato, in particolare il blocco dei rinnovi contrattuali per il triennio 2010-2012, il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) viene ridotto di 418 milioni nel 2011 e di 1.132 a decorrere dal 2012;
- le risorse aggiuntive per il SSN definite per l’anno 2010, pari a 550 milioni di euro, così come individuate nel Patto per la Salute 2010/2012, vengono portate a 250 milioni di euro;
- per la spesa farmaceutica prevista una riduzione di 1,8 miliardi di euro del finanziamento del SSN nel triennio 2011-2013 (600 milioni di euro per ogni anno).
60) Pdl e Lega hanno votato contro un emendamento in commissione bilancio che prevedeva l’uso in via esclusiva delle auto blu solo per il presidente del consiglio, ministri, vice ministri, sottosegretari, i presidenti delle autorità indipendenti e poche altre cariche; inoltre chiedeva un uso limitato delle vetture in dotazione a ciascuna amministrazione esclusivamente per esigenze di servizio.
61) Tagli alla Sanità del governo Berlusconi stabiliti nella manovra economica di luglio 2010:
il blocco del turn over determinerà nei prossimi 4 anni una carenza di circa 20.000 medici e dirigenti sanitari necessari al funzionamento degli ospedali e dei servizi territoriali;
previsto il licenziamento del 50% dei precari della sanità tra medici e infermieri;
tagli degli indennizzi a chi è stato sottoposto a vaccinazioni obbligatorie che hanno portato ad effetti collaterali, per le trasfusioni andate male, per gli incidenti contagiosi in sala operatoria; taglio del 50% dei fondi destinati alla formazione professionale del personale;
la manovra riduce il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale di 418 milioni di euro per il 2011 e di 1.132 milioni di euro a decorrere dal 2012 per le economie derivanti dal blocco dei rinnovi contrattuali per il triennio 2010-2012;
le risorse aggiuntive definite per l’anno 2010, pari a 550 milioni di euro, così come individuate nel Patto per la Salute 2010/2012, vengono portate a 250 milioni di euro;
per la spesa farmaceutica prevista una riduzione di 1,8 miliardi di euro del finanziamento del SSN nel triennio 2011-2013 (600 milioni di euro per ogni anno);
62) La somma totale dei fondi sottratti al settore dei Beni Culturali, nel periodo 2008-2011, è pari a oltre 1 miliardo e 700 milioni di euro, mentre i tagli previsti nella pertinenza 2008-2013, sfiorano i 3 miliardi.
63) Nella legge di Stabilità 2011, il Governo Berlusconi stanzia 25 milioni di euro per il sostegno alle università non statali, 245 milioni alle scuole paritarie, dopo aver tagliato nelle precedenti manovre circa 1,6 miliardi di euro all’università pubblica e oltre 8 miliardi di euro alla scuola pubblica (per ulteriori dettagli leggi da questo link).
64) Nelle legge di Stabilità 201l il Governo ha ridotto il “Fondo nazionale per le Politiche Sociali” da 435 milioni di euro del 2010 a 273,9 milioni di euro per il 2011 (se non ci saranno correzioni per il 2012 scenderà a 69 milioni e per il 2013 a 44 milioni); hanno subito tagli anche:
il Fondo per le politiche della famiglia (2010: 185,3 milioni di euro – 2011: 51,5 milioni di euro); il Fondo per le politiche giovanili (2010: 94,1 milioni di euro – 2011: 12,8 milioni di euro); il Fondo per l’infanzia e l’adolescenza (2010: 40,1 milioni di euro – 2011: 39,2 milioni di euro); il Fondo per il servizio civile (2010: 170,3 milioni di euro – 2011: 110,9 milioni di euro); il Fondo per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione (2010: 143,8 milioni di euro – 2011: 32,9 milioni di euro); il Fondo per gli interventi in materia di animali d’affezione e di prevenzione del randagismo (2010: 3,395 milioni di euro – 2011: 0,785 milioni di euro);
il Fondo di intervento integrativo per la concessione dei prestiti d’onore e delle borse di studio è passato da 246,5 milioni di euro stanziati per l’anno 2009 a 100 milioni di euro per l’anno 2011; il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati, già privo di finanziamento dal 2009, resta a secco; il Fondo per la non autosufficienza, per il quale erano stati "strappati" nel 2010 400 milioni di euro, è stato azzerato;
il Fondo strategico per il paese a sostegno dell’economia reale è ridotto di 242 milioni per il 2011 e così è stato azzerato. la dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica è ridotta di 1.752 milioni di euro per l'anno 2011.
65) Il governo prima ha tagliato nella legge di stabilità 2011 le risorse al 5 per mille, che è destinato alle associazioni no-profit, alla ricerca scientifica e sanitaria, portandole da 400 milioni a 100 milioni di euro, poi nel successivo ‘decreto Milleproroghe’ le ha ripristinate ma una quota pari a 100 milioni di euro è destinata ad interventi in tema di Sclerosi laterale amiotrofica, quindi resta il taglio di 100 milioni e una parte dei fondi assegnati al 5 per mille vengono coperti per 50 milioni dal taglio all'editoria (si dimezza così di 100 milioni il fondo a sostegno dell'editoria previsto dalla legge di stabilità 2011) e per 45 milioni dal taglio all'emittenza tv e radio.
66) I pesanti tagli fatti dal Governo sui trasferimenti dei fondi destinati alle Regioni (4 miliardi di euro nel 2011 e 4,5 miliardi nel 2012) hanno determinato nel trasporto pubblico locale riduzione di corse e personale delle aziende di trasporto e aumento delle tariffe.
67) Questo governo pro lobby degli inceneritori e del nucleare nel decreto sulle energie rinnovabili ha stabilito a partire da giugno 2011: il taglio agli incentivi sull'eolico e sulle biomasse del 22%; il limite di un 1 MW per impianto fotovoltaico; il limite del 10% della superficie agricola destinabile ad un impianto fotovoltaico. Inoltre resta l'anomalia tutta italiana dei finanziamenti CIP6 alle cosiddette fonti assimilate che non hanno niente di rinnovabile e il meccanismo perverso che gira intorno alla vendita dei cosiddetti ‘certificati verdi’.
68) Il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) già ridotto al lumicino, nel 2011 era stato ridotto ulteriormente a 231 milioni di euro, pari alla metà del 2009, tagli decisi per far fronte a eventuali minori introiti previsti dalla vendita delle frequenze del digitale, poi si sono recuperati i fondi tagliati con l’aumento delle accise sui carburanti.
69) Il fondo per la famiglia è stato ridotto del 90% in tre anni passando da 300 milioni del 2007 a 25 milioni del 2011 e ciò causerà: niente rimborsi spese per le coppie che adottano bambini all’estero; nessun finanziamento ai progetti per conciliare famiglia e lavoro; stop ai prestiti per i nuovi nati; lavori in stand-by per le Commissioni adozioni, Osservatorio sulla famiglia e sui minori.
70) A partire dal 31 dicembre 2011 la decorrenza dei termini per proporre impugnazione in materia di licenziamento diventa pari a 60 giorni: è la proroga, stabilita dal decreto Milleproroghe 2011, alla norma contenuta nel Collegato al lavoro (Legge 183/2010) e che era entrata in vigore subito impedendo così di fare ricorso contro gli ingiusti licenziamenti.
71) Nel Documento di economia e finanza sono previsti per il prossimo triennio tagli di spesa per 35 miliardi di euro, di questi 13 peseranno sul sistema della pubblica istruzione che si aggiungono agli 8 miliardi di euro già tagliati nel triennio 2009-2011.
72) Nella dichiarazione 730 del 2011 non sono più detraibili le spese per:
l’autoaggiornamento dei docenti; l’abbonamento al trasporto pubblico; l’arredamento di immobili ristrutturati.

Insomma, il governo Berlusconi toglie ai poveri per dare ai ricchi e non si preoccupa della grave situazione precaria di milioni di famiglie a ridosso e al di sotto della soglia di povertà, ma anzi si cerca di nascondere la situazione di questa gente, facendo apparire che niente di drammatico ci sia. L’elevato numero delle note precedenti, che ho cercato di rendere quanto più sintetiche possibile, testimonia quante ne ha combinate questo governo di bugiardi, piduisti, eversivi, evasori, corruttori, corrotti, filo-mafiosi, che vuole mettere il bavaglio all’unico baluardo di informazione rimasto ancora libero, cioè la rete, per nascondere all’opinione pubblica tutte le malefatte riportate sopra.

BUNGA BUNGA la Cultura di SILVIO da ARCORE

BUNGA BUNGA la Cultura di SILVIO da ARCORE

Le ragazze “baciavano il pene della statuetta di Priapo e simulavano rapporti orali, io e Ambra eravamo scioccate”. Nell’aula del processo Ruby in cui Silvio Berlusconi è imputato di concussione e prostituzione minorile è tempo della testimonianza di Chiara Danese. La miss piemontese, insieme all’amica Ambra Battilana, si è costituita parte civile nel processo gemello con imputati l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede, la consigliera regionale Nicole Minetti e l’ex agente delle star tv Lele Mora (in carcere per bancarotta dal giugno del 2011, ndr). Le due ragazze sostengono di avere subito un danno patrimoniale da “perdita di chance lavorativa” per avere partecipato a una serata ad Arcore.


UN UOMO RICCO CHE PAGA LE DONNE 

SECONDO VOI CHE UOMO E'?

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Compravendita senatori, Silvio Berlusconi condannato a tre anni.
APPENA 3 ANNI PER AVER SOVVERTITO LA DEMOCRAZIA

Stessa pena per Valter Lavitola. Durante la requisitoria la procura aveva chiesto 5 anni per l'ex premier e 4 anni e 4 mesi per l'ex direttore de L'Avanti. La difesa aveva chiesto l'assoluzione. Ieri era stata ritirata l’istanza di insindacabilità. L'ex parlamentare De Gregorio ha già patteggiato la pena di 20 mesi. Prodi: "Lesa la democrazia"


http://cipiri.blogspot.it/2014/12/condannato-scorta-auto-blindata-e.html
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venerdì 12 luglio 2013

Il Paese è in ostaggio di un evasione fiscale



5 Stelle contro i parlamentari del Pd, quei cori di dileggio in Aula "Servi-servi! Buffoni!". [...] molti grillini cercano di interpretare quella tregua di mezza giornata concessa al Pdl come una gravissima compromissione.

Il Paese è in ostaggio a causa di un condannato per evasione fiscale a quattro anni di carcere in secondo grado. Ieri, per il suo processo, si è fermato per solidarietà persino il Parlamento.

Hanno votato a favore gli impiegati del pdl nominati alle Camere dal Padrone e una parte degli impiegati del pdmenoelle nominati per corrispondenza, sempre dallo stesso Padrone. Il Partito Unico dell'Impunità che strepita contro la corruzione e l'evasione e si indigna per il mancato scontrino di un bar, ha per simbolo e Lord protettore (soprattutto di sé stesso) un evasore conclamato.

Berlusconi, novello Sansone con il parrucchino al posto della chioma, minaccia di far morire con sé tutti i Filistei. Con la condanna definitiva da parte della Cassazione i suoi lacchè in Parlamento e i fedeli alleati del pdmenoelle, più fedeli del cane più affezionato, scomparirebbero come neve d'agosto.

Presidenti, consiglieri, direttori piazzati un po' ovunque negli enti pubblici e parapubblici farebbero le valige. Uno sconvolgimento mai visto dalla fine della guerra. Siamo al punto da non capire più se è lui a non voler farsi processare o se sono invece i suoi sodali senza arte né parte come Gasparri, Alfano, Santanchè, Brunetta, Bersani, D'Alema, Epifani (pdl o pdmenoelle non fa differenza) a trattenerlo ad ogni costo, imbalsamato come la mummia di Lenin al Cremlino, in esposizione per gli elettori rimbambiti dalle televisioni di regime. Votate l'evasore, votate per voi.

Se Berlusconi evade e può fare strame dell'Italia, allora perché un cittadino dovrebbe pagare le tasse o le cartelle di Equitalia? Se il pesce puzza dalla testa e nessun partito (Rigor Montis che volevi tassare anche l'aria dove ti sei nascosto?) o istituzione si tura il naso, anzi tollera e invita a respirare a pieni polmoni il lezzo di impunità, perché il contribuente dovrebbe svenarsi tra tributi, balzelli e dichiarazioni dei redditi? In uno Stato democratico se impunità deve essere, sia per tutti, se evasione deve essere, sia per ognuno.

Il Berlusconi che è in noi deve trovare l'uscita per i paradisi fiscali, il lavoro nero, la ricevuta mai data.
Ogni evasore che si rispetti, meglio se totale, deve poter avere l'assistenza gratuita di pdl e pdmenoelle. Telefonare per informazioni a Brunetta o a Franceschini, numero verde di Arcore.

da http://www.beppegrillo.it/iniziative/freeblogger/?s=user
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leggi anche 


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domenica 9 settembre 2012

FREE - WEB: Slot machine e i 98 miliardi DI EVASIONE FISCALE K...

Slot machine e i 98 miliardi DI EVASIONE FISCALE KE FINE HANNO FATTO

Slot machine: e i 98 miliardi?
98 miliardi di euro = € 98.000.000.000



FREE - WEB: Slot machine e i 98 miliardi DI EVASIONE FISCALE K...: Slot machine: e i 98 miliardi? 98 miliardi di euro = € 98.000.000.000 In primo piano 06.11.2010: Il Pd: «Slot machin...

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http://cipiri.blogspot.it/2012/06/berlusconi-premia-le-concessionarie.html

Berlusconi premia le concessionarie delle slot machine


Il Fisco premia con 285 milioni di euro le concessionarie delle slot machine

Mentre lo Stato carica sulla benzina i costi della ricostruzione post terremoto in Emilia, due decreti del governo Berlusconi fanno piovere cifre da capogiro sulle società che gestiscono le "macchinette" dell'azzardo. Motivo, un "premio produttività" per il 2011 e il "raggiungimento del livello di servizio". Massima beneficiaria la Bplus di Corallo, latitante per associazione a delinquere


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lunedì 23 gennaio 2012

EVASIONE FISCALE ITALIA

 

 

Evasione:

ecco la mappa regione per regione. 

Chi evade di più

Redditi non dichiarati per oltre 50 miliardi di euro e Iva evasa per oltre 8 miliardi di euro solo nel 2011



Nel 2011 la Guardia di finanza impegnata nel contrasto all'evasione fiscale ha individuato redditi non dichiarati per oltre 50 miliardi di euro e Iva evasa per oltre 8 miliardi di euro. (Argomento molto ben trattato nel libro Soldi Rubati) Sono stati 12mila i soggetti denunciati, principalmente per aver utilizzato o emesso fatture false (1.981 violazioni), per non aver versato l'Iva (402 casi), per aver omesso la dichiarazione dei redditi (2.000 violazioni) o aver distrutto od occultato la contabilita' (oltre 2.000 casi).
Ai responsabili di reati fiscali sono stati sequestrati immediatamente oltre 902 milioni di euro. Rilevante l'attivita' di contrasto alle cosiddette 'frodi carosello' che ha portato alla scoperta di quasi 2 miliardi di Iva evasa mentre sono 12.676 i lavoratori 'in nero' (di cui oltre 2.500 extracomunitari) scovati.


 http://www.cadoinpiedi.it/2012/01/23/evasione_ecco_la_mappa_regione_per_regione_chi_evade_di_piu.html



Evasori fiscali: 

in Grecia

l'elenco finisce su Internet

Gogna mediatica per chi evade: è la scelta del governo ellenico. E 4152 nomi finiscono on line



 Altro che privacy e violazione dei dati personali. In Grecia il ministero del Tesoro ha provveduto a pubblicare sul proprio sito online un dettagliato elenco di evasori fiscali. Ben 4152 nominativi sottoposti senza appello alla gogna mediatica. Una "lista nera" che comprende sia persone che aziende, macchiatisi della colpa di aver truffato lo Stato in un momento di crisi latente per il Paese. Un danno che si aggirerebbe intorno ai 15 miliardi di euro: cifra che da sola varrebbe il 5% del Prodotto interno lordo. L'operazione del Tesoro ellenico è destinata a protrarsi non appena il Garante per la privacy darà il proprio assenso per la pubblicazione dei nomi degli evasori "minori". La strategia mira a sensibilizzare il popolo e, nel contempo, a spaventare i potenziali "furbetti".
In vetta alla classifica apparsa in rete, a battere tutti per il mancato versamento di 962 milioni di dollari Nikos Kassimatis (Salonicco), una società di revisione e consulenza. Folto anche il gruppo di aziende, studi legali, studi professionali, che hanno evitato di versare l'Iva. Nella lista della "vergogna" è finito inesorabilmente anche il cantante Tolis Voskopoulos e l'ex presidente del Paok Salonicco Georgis Batatoudis (rispettivamente per 515mila e 2,5 milioni di euro di arretrati).

ECCO L'ELENCO
A cura di : Pietro Giunti
Fonte: Oipa Magazine
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sabato 3 dicembre 2011

Servizio Pubblico, SANTORO , evasione fiscale





Servizio Pubblico

120 miliardi di evasione fiscale ogni anno
La giornalista Nunzia Penelope, durante la scorsa puntata di Servizio Pubblico incentrata sul ''salvataggio dell'euro'', ha evidenziato alcune cifre, note a tutti, sul vero male dell'Italia

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 In tempi di crisi vera, dove si prospettano tagli su qualsiasi voce che riguarda il welfare, dove le pensioni iniziano a diventare un tema non più "intoccabile" e il futuro sempre più incerto, fa specie scoprire - ma non è di certo una sorpresa - che le risorse per raggiungere il famigerato "pareggio di bilancio" esistono da sempre. Il vero problema è avere la volontà di "aprire il portafoglio dei ladroni".
Stilato il rapporto annuale di Trasparency International.
Il nostro Paese è solo 69esimo, e la corruzione frena lo sviluppo dell'intera Ue.
I più corrotti? Somalia e Nord Corea
Se la via verso la ripresa economica passa dalla mancanza di corruzione ed evasione fiscale, l'Italia non è sulla strada giusta, anzi.
L'organizzazione Trasparency International, Ong che promuove dal 1996 etica e sviluppo nel mondo, ha stilato l'ennesimo rapporto su malcostume e debolezza dei poteri pubblici nei vari Stati e ieri la classifica è stata presentata nella sede principale di Berlino. Il nostro Paese è al 69esimo posto (nel 2010 era 67esimo), su un totale di 182 nazioni analizzate.
Un dato desolante ma che, conoscendo cronache e vizi nostrani, non deve stupirci nemmeno troppo. L'Italia è la quartultima in Europa, davanti solo a Grecia, Romania e Bulgaria. Come due parassiti della società, corruzione ed evasione stanno corrodendo il nostro sistema ormai da decenni, a livello locale e centrale: come riattivare lo sviluppo in un Paese che appare ripiegato su se stesso, senza estirpare alla radice due dei suoi mali peggiori? Il presidente di Trasparency Italia, Maria Teresa Brassiolo, ritiene necessario che l'Italia «abbatta il livello di corruzione, diminuendo i costi pubblici e quindi il debito, e sbloccando così risorse vitali per lo sviluppo».
Gli statistici di Trasparency hanno calcolato il CPI (Corruption Perception Index) raccogliendo i dati di 13 organismi internazionali (per esempio la Banca mondiale o il Forum economico mondiale) e tendendo come riferimento una scala da 0 a 10, ovvero da un Paese paralizzato nel suo sviluppo a causa di corruzione e scarso potere delle istituzioni, fino a quello più virtuoso, dove il senso morale e civile assicurano in buona misura il funzionamento dell'economia e della società.
Secondo il rapporto la nazione migliore sotto questo aspetto è la Nuova Zelanda, seguita da Danimarca, Finlandia, Svezia e Singapore; i fanalini di coda sono Somalia e Nord Corea. La Germania leader dell'euro-zona è 14esima, mentre Francia e Stati Uniti condividono la 25esima posizione. Male Cina e Russia, rispettivamente al 75° e 143° posto. Il bilancio generale è comunque pessimo: due terzi dei Paesi dell'elenco hanno un indice inferiore a 5. Ma al di là dei numeri, ciò che preoccupa è il fatto che in piena stagnazione economica, con le Borse a picco, la corruzione va ad aggravare la crisi del debito in Europa: «Le difficoltà dei Paesi Ue – si apprende dalla relazione di Trasparency – sono in parte legate all'incapacità dei poteri pubblici di combattere disonestà politica ed evasione fiscale».
L'Unione paga per questo circa 120 miliardi di euro all'anno (l'1% del Pil), sottraendo giocoforza risorse a settori cruciali come educazione o sanità.

 Scritto da Arianna Pescini
 http://www.dirittodicritica.com/2011/12/02/italia-corruzione-europa-30548/

http://cipiri.blogspot.com/2011/11/michele-santoro-servizio-pubblico.html



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martedì 16 agosto 2011

Corruzione, evasione e capitali mafiosi , I 330 miliardi che lo Stato non vuole



Corruzione
evasione e capitali mafiosi 
I 330 miliardi che lo Stato non vuole

Tanto vale l'economia nera italiana. Recuperarne una parte è possibile e alleggerirebbe i sacrifici di famiglie e pensionati. Tra le proposte non accolte dal governo Berlusconi, la ritassazione dei capitali scudati e norme più severe per rompere il sistema delle mazzette. Mentre il nuovo codice contro la criminalità organizzata ostacola la confisca dei beni

Trecentotrenta miliardi di euro ogni anno, un oceano di soldi. Dove si potrebbe andare a pescare, in un momento in cui il governo vara una manovra che promette almeno tre anni di lacrime e sangue, con più tasse e drastici tagli alla spesa pubblica. E’ l’oceano dell’economia illegale italiana. In dettaglio: 150 miliardi, il fatturato della criminalità organizzata, secondo la Commissione parlamentare antimafia (e 180 mila posti di lavoro persi al Sud, secondo il Censis); 60 miliardi il costo pubblico della corruzione secondo la Corte dei conti, cioè mille euro tondi a cittadino, neonati compresi; 120 miliardi di evasione fiscale, stima il ministero dell’Economia, con l’Italia al primo posto in Europa per la quota di reddito non dichiarato, il 51,1 per cento secondo un recente studio di Krls-Network of Business Ethic.

Totale: 330 miliardi di euro all’anno che sfuggono a ogni imposizione, un ordine di grandezza a cui arriva anche la stima dell’Istat, che valuta il “sommerso” tra i 255 e i 275 miliardi di euro, cioè tra il 16 e il 17 per cento del Pil. Un dato strutturale dell’economia italiana, che mette insieme fenomeni diversi, dallo scontrino non battuto al carico di cocaina sbarcato al porto di Gioia Tauro, e tutte le sfumature di illegalità che ci stanno in mezzo, dal lavoro nero alle mazzette.

Ma ora che il governo impone sacrifici ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani, alle famiglie, qualcuno comincia a mettere la questione sul tavolo. Quei soldi si possono recuperare. Né tutti, né subito, naturalmente. Ma l’oceano è talmente vasto che anche una piccola percentuale avrebbe un impatto sostanzioso sulle casse dello Stato.

A lanciare il sasso nello stagno ci ha provato Avviso pubblico, la rete di oltre 180 enti pubblici contro le mafie presieduta da Andrea Campinoti, sindaco di Certaldo in provincia di Firenze. “Non ci risulta”, si legge in un comunicato dell’associazione, che nei vari “tavoli” tra governo e parti sociali “sia stato affrontato il tema dei costi economici e sociali dell’illegalità”. Eppure “i costi delle mafie, della corruzione, dell’evasione fiscale e dell’economia sommersa incidono pesantemente sulla qualità della nostra economia, della nostra sicurezza, della giustizia e della vita in generale”. Ogni singolo italiano paga un “ticket dell’illegalità” pari a 5.500 euro all’anno, cioè 15 euro al giorno.

La manovra appena approvata contiene alcuni provvedimenti che pescano nelle acque grigie dell’economia, come la tracciabilità delle transazioni sopra i 2.500 euro (prevista con soglie ancora più basse dal governo Prodi e cancellata dal centrodestra tornato in sella nel 2008) e le misure più severe per chi non emette fattura. Ma si può fare molto di più e il tema non è più appannaggio esclusivo dei soliti paladini della legalità: “Rinnovo la mia proposta al Governo di trattare i grandi evasori fiscali come i grandi criminali mafiosi, con la sanzione conseguente della immediata confisca dei beni”, ha dichiarato il senatore del Pdl Raffaele Lauro pochi giorni prima dell’approvazione della manovra.

Nessuno dei suoi sembra averlo seguito, ma almeno è un segnale. Perché se no va a finire che “pagano tutti meno gli evasori”, ha scritto il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. Cioè “gli unici che non hanno legge, che non subiscono tagli, che dribblano i sacrifici. Chi ci governa e chi siede in Parlamento ricordi che, da oggi, tutto ciò che verrà scontato e addirittura condonato o perdonato a quest’altra casta peserà 45 miliardi di volte in più nel giudizio degli italiani onesti”.

La senatrice del Pd Simonetta Rubinato ha calcolato che potrebbero essere raccolti ben 18 miliardi di euro chiedendo un “contributo di solidarietà” a chi ha rimpatriato i capitali beneficiando dello “scudo fiscale”. L’aliquota potrebbe essere del 18 per cento, spiega la senatrice, “che aggiunto al 5 per cento già versato all’erario, equivale all’aliquota più bassa dell’Irpef, cioè 23 per cento”. Così si potrebbe “evitare di dover ancora una volta chiedere sacrifici ai ceti medio-bassi già duramente provati dalla crisi”. L’idea è entrata nel pacchetto di sette controproposte del Pd alla manovra economica approvata dal governo, insieme alla tracciabilità delle transazioni superiori ai mille euro (invece di 2.500), al pagamento elettronico di prestazioni e servizi, all’obbligo di tenuta dell’abo clienti-fornitori per le imprese. Tutti provvedimenti messi in cantiere quattro anni fa dal governo Prodi e immediatamente cancellati dalla maggioranza berlusconiana, perché mica si può vivere “in uno stato di polizia”.

Insomma, per rimettere le mani su parte dell’economia illegale italiana, lo Stato potrebbe fare molto, molto di più.

CORRUZIONE. Pochi lo ricordano, ma in Italia è in vigore una norma sulla confisca dei beni ai corrotti, sul modello di quanto si fa con i mafiosi. Fu approvata, anche questa dal governo Prodi, con la Finanziaria nel 2007, ma da allora è rimasta “in sonno” perché i successori berlusconiani non si sono mai preoccupati dei decreti attuativi. “Potrebbe essere un primo passo, il gettito sarebbe simbolico, ma il segnale forte”, afferma Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso pubblico. Insieme a Libera, l’associazione ha lanciato una campagna di raccolta firme perché governo e parlamento adottino le convenzioni internazionali e le direttive europee in materia di corruzione e diano seguito alla norma sulla confisca. “Significherebbe per esempio introdurre il reato di corruzione tra privati, più adatto ai meccanismi di oggi, dato che molte malversazioni avvengono in società partecipate dal pubblico, ma regolate dal diritto privato”, continua Romani.

E’ una delle previsioni della Convenzione di Strasburgo sulla corruzione, approvata nel 1999 e mai adottata in Italia (già oggetto della campagna per una nuova legge anticorruzione condotta su Il Fatto Quotidiano da Marco Travaglio), “insieme alla normativa sui collaboratori di giustizia e persino i test di integrità”, continua Romani, “grazie ai quali la polizia può mettere alla prova i funzionari pubblici con finte offerte di mazzette”. Sarebbe come pescare a strascico, nel paese delle “cricche”. Invece il governo Berlusconi ha chiuso l’Alto commissariato per la lotta alla corruzione e lo ha sostituito con un “ufficetto”, il Saet, Servizio anticorruzione trasparenza. E il decreto anticorruzione, approvato in Senato il 15 giugno, non contiene grandi novità, a parte un leggero inasprimento delle pene e norme sull’ineleggibilità ancora da definire.

Perché più che riprendersi i soldi dei corrotti, combattere efficacemente il sistema delle tangenti permetterebbe allo Stato “di recuperare negli anni parecchi miliardi di euro”, commenta Alberto Vannucci, professore di scienza politica all’Università di Pisa, dove tiene un Master su criminalità organizzata e corruzione. “I 60 miliardi stimati dalla Corte dei conti rappresentano non solo le tangenti, ma i costi aggiuntivi che queste determinano per la collettività. I nostri studi dicono che in Italia le opere pubbliche arrivano a costare il 40-50 per cento in più rispetto agli altri paesi europei. Per un certo periodo subito dopo Mani pulite si registrò una drastica riduzione, perché evidentemente il sistema si era momentaneamente fermato. Un ulteriore danno sociale consiste nella gigantesca distorsione della concorrenza a svantaggio dell’imprenditore onesto, capace ed efficiente, che viene estromesso dal mercato, mentre prosperano le ‘cricche’ di amici e parenti”.

Transparency, la più autorevole organizzazione internazionale in materia, colloca l’Italia al 63esimo posto della sua classifica, tra il Ruanda e la Georgia, ma “se depuriamo il fattore reddito, visto che normalmente nei paesi più poveri c’è più corruzione, risultamo secondi al mondo dopo la Grecia”. Eppure il governo Berlusconi non sembra percepire l’emergenza, né le possibilità di recuperare soldi in questo campo invece che dalle tasche dei soliti noti. “Un modo per farlo sarebbe l’imposta sui grandi patrimoni”, suggerisce il professore, “che in Italia sono anche frutto dell’economia illecita. Basti pensare che l’83 per cento degli affitti è percepito in nero, secondo un recente rapporto del ministero dell’Economia. E le rendite finanziarie, altro tipico sbocco del denaro accumulato in nero, finora sono state sempre tassate coi guanti bianchi”. Infine, la tassazione extra dei capitali scudati “sarebbe facilmente applicabile, demandando la riscossione alle banche che hanno gestito il rientro. Certo, la prossima volta nessuno aderirebbe più allo scudo, ma a me personalmente sembra una buona ragione in più per farlo”.

MAFIA. Giusto una settimana prima della manovra “lacrime e sangue”, il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo codice antimafia. Una grande occasione per aggredire con maggior vigore le immense ricchezze delle cosche. Un’occasione sprecata, hanno commentato invece molti osservatori, a cominciare dall’ex presidente della Commissione parlamentare Giuseppe Lumia. Anzi, un regalo ai boss, soprattutto la nuova nornativa sui beni mafiosi, che fissa un limite di 18 mesi tra il sequestro e la confisca, un tempo giudicato troppo breve, data l’estrema difficoltà delle indagini patrimoniali e gli esigui mezzi messi in campo dallo Stato. Così come rischia di vanificare molti sforzi la possibilità, per chi viene assolto dall’accusa di associazione mafiosa, di chiedere la restituzione del bene confiscato. Una misura all’apparenza garantista, che in realtà affossa l’intuizione di Pio La Torre sul doppio binario delle indagini penalli e di quelle patrimoniali.

Il nuovo codice antimafia “dimentica” un’altra richiesta univoca di chi si occupa di lotta alla mafia: la riforma del reato di voto di scambio, l’articolo 416 ter del codice penale che oggi punisce soltanto il politico che compra voti in cambio di soldi, un caso molto raro. Che cosa c’entra con i conti dello Stato? Molto, perché di solito il politico colluso “compra” il voto mafioso in cambio di appalti, forniture, assunzioni. Moltiplicando il caso singolo per la capillarità del controllo dei clan in ampie aree del paese (e non solo al Sud), si arriva a una voragine che ingoia denaro della collettività in cambio di opere e servizi scadenti, e a volte non realizzati affatto. “Avevamo chiesto che l’azienda mafiosa sorpresa in un cantiere pubblico dovesse anche restituire i soldi incassati dallo Stato”, ricorda Romani di Avviso pubblico. “Con la normativa attuale, invece, il cantiere si ferma e basta, con un doppio danno per i cittadini, che poi finiscono per pensare che la mafia dà lavoro e l’antimafia lo toglie. Ma il nostro suggerimento è caduto nel vuoto”.

EVASIONE E SOMMERSO. “Pagano i soliti noti”, è stato il commento più diffuso alla manovra bis. E’ scomparsa anche l’imposta di solidarietà ad hoc per i redditi da lavoro autonomo superiori ai 55 mila euro, un implicito tentativo di recuperare una piccola parte delle tasse evase dalla categoria. Qualche provvedimento è stato preso, sulla tracciabilità e sulle sanzioni a chi non emette fattura, ma appare poca cosa davanti alla prateria di miliardi che si aprirebbe di fronte a una seria caccia all’evasore. Invece, poco meno di un mese fa il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera ha annunciato “meno controlli alle piccole e medie imprese”, sia pure con una “maggiore qualità”.

Intanto i giornali pubblicano gli sconcertanti redditi medi ricavati dalle dichiarazioni Irpef dei lavoratori autonomi: 46.200 euro per i dentisti, 46.700 per gli avvocati, 17.700 per i concessionari di automobili, 14.500 per i ristoratori, 14.300 per gioiellieri e orologiai. E così via. Il 12 agosto, a Firenze, La Guardia di finanza ha messo sotto inchiesta un’intera famiglia di imprenditori del tessile per una frode fiscale da 10,2 milioni di euro, basata su false fatturazioni e aggiramento dell’Iva. Una famiglia, 10 milioni di euro, e intanto si grattano le banconote da cento dal fondo del barile di chi deve dichiarare tutto.

L’evasione va anche in vacanza. E’ di questi giorni uno studio di Assoedilizia secondo il quale il 18-20 per cento delle presenze nelle strutture ricettive è in nero, con un gran fiorire di cartelli del tipo: “Non si accettano pagamenti con assegni e carte di credito”. Sempre a proposito di tracciabilità.


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