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venerdì 11 ottobre 2013

carnaval-fantasias: NOTTE ROSSA contro il FEMMINICIDIO

NOTTE ROSSA contro il FEMMINICIDIO


CANTO DI PIANTO

 Sapore di male 
 Sapore rimane 
 S’appiccica addosso 
 Sapore di osso 
 Sapor di peccato 
 Di canto spezzato 
 Di uomo che uccide 
 La donna che ha amato
 Sapore di male
 Di male che infesta 
Quel suo focolare Di lacrime amare 
 Sapore di male Il cuore s’arresta 
 Due volte ferito 
 Perché tuo marito
 Sapore di male
 Mi trema la mano 
 Nessuno è più forte 
 Grazie alla morte 
 Uomo che uccidi
 Per un sentimento
 Non avrai dono Del nostro perdono
 Donna che muori Per mano violenta 
 Questo è il mio pianto 
 Questo è il tuo canto
 (‘a gatta morta)

 Un blitz artistico, una denuncia, un modo per affermare che dalle parole bisogna passare ai fatti per attuare i principi della Convenzione di Istanbul: Prevenzione della violenza domestica, Protezione delle vittime e Punizione dei colpevoli e Promozione delle pari opportunità – perché la violenza di genere non è un’emergenza ma un fenomeno strutturale e culturale. Nel corso della prima edizione della Notte Rosa contro il femminicidio,,,
LEGGO TUTTO ...
carnaval-fantasias: NOTTE ROSSA contro il FEMMINICIDIO: CANTO DI PIANTO  Sapore di male   Sapore rimane   S’appiccica addosso   Sapore di osso   Sapor di peccato   Di canto spez...

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sabato 24 novembre 2012

Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne



La giornata del 25 novembre è fondamentale per ricordare alla politica che più del 70% delle donne nel mondo sono state vittime nel corso della loro vita di violenza fisica o sessuale da parte di uomini.

Domenica 25 novembre è la Giornata Mondiale della Violenza sulle Donne, presentata dall'Onu, martedì scorso a New York, come la Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
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Michelle Bachelet, Vice Segretario Generale e Direttore Esecutivo di UN Women, l'agenzia che l'ONU ha istituito di recente, ha affermato che, sebbene ci siano stati notevoli progressi nelle politiche nazionali, molto rimane ancora da fare. Più di cento paesi sono privi di una legislazione specifica contro la violenza domestica e più del 70% delle donne nel mondo sono state vittime nel corso della loro vita di violenza fisica o sessuale da parte di uomini. 
La violenza, ha aggiunto il direttore, influendo negativamente sui risultati scolastici delle donne, sulle loro capacità di successo lavorativo e sulla loro vita pubblica, allontana progressivamente le società dal conseguimento dell'obiettivo dell'uguaglianza di genere. La Bachelet si è impegnata a cercare un finanziamento di cento milioni di dollari l'anno entro il 2015, da destinare al Fondo fiduciario per porre fine alla violenza contro le donne.
Concordando sull'importanza ricoperta dai modelli femminili nell'eliminazione della violenza perpetrata contro le donne, la Bachelet ha detto di guardare agli ufficiali di polizia donna e alle donne soldato come esempi positivi. "Sono modelli di donne forti e dimostrano che le donne hanno le capacità per agire. Nel mondo occorrono cambiamenti culturali per smettere di guardare alle donne come cittadine di seconda classe. Dobbiamo creare una cultura di rispetto", ha concluso Michelle Bachelet.
Quest'anno sono già 103 le donne uccise in Italia. Purtroppo, solo ipoteticamente, perché non esistono dati ufficiali (scarso interesse della politica?). Sta di fatto che la lista più attendibile è stata compilata dalla Casa delle donne di Bologna che, fino al 5 dicembre, promuove la settima edizione del Festival la Violenza Illustrata, con cinema, dibattiti e mostre.
Per l'occasione Amnesty International da inizio a 16 giorni di attivismo su tre temi principali: la violenza sulle donne irachene, egiziane e colombiane, spesso appoggiata dallo stato.
Ancora, il 25 novembre alle 15.55 a Domenica In, su Rai Uno, verrà proposto il film-documentario ''Giulia ha picchiato Filippo", diretto da Francesca Archibugi e interpretato da Riccardo Scamarcio con Jasmine Trinca. Alle 20.30 al Teatro Litta di Milano verrà consegnato il Premio Intervita per il Cinema 2012 alla regista, personaggio che nel cinema si è speso per i diritti delle donne, e alle 22 verrà proiettato il documentario.

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne 2012, Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura invita a contare lentamente da 1 a 100. Sono oltre cento le donne uccise quest'anno da maschi-killer. Stiamo assistendo a un'inaudita escalation di violenza. Si chiama femminicidio. Violenza per lo più domestica: i killer sono ex-compagni, mariti, partner, padri. Killer che odiano, killer che non amano, killer che violentano la parola "amore". E quante sono le vittime, sempre donne, dei tanti altri tipi di abusi e violenze sessuali? Contiamo fino a 100, e ben oltre 100, molto, molto oltre. Barbarie, ignoranza, inciviltà sono violenza. Chiediamo a voce alta civiltà, cultura, progresso. Contro il femminicidio, contro il machismo. Contro ogni violenza sulle donne.
Calligrafia: Francesca Biasetton.
Regia: Serena Gargani.
Testo: Luca Borzani e Nicla Vassallo.

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domenica 21 ottobre 2012

SE QUESTI SONO GLI UOMINI


 

SE QUESTI SONO GLI UOMINI

ITALIA 2012. LA STRAGE DELLE DONNE
di: Iacona Riccardo

 

Dopo la tragedia di Palermo.

 Le mani assassine di uomini senza personalità.

L’ennesima mano di chi si era amato, scagliata contro un corpo che fino a pochi istanti prima sprigionava vita. E sale nell’indifferenza quasi totale la fine di una giovane vita spezzata che porta il numero già cospicuo di donne uccise a 100. Pensare di fare una fine simile solo perché l’amore che si provava fino a poco tempo prima  ha cessato di esistere è assurdo,intollerabile ed anche ingiusto. Non si riesce a capire come mai questa sia l’unica soluzione per chi perde l’amore che forse non aveva nemmeno mai provato nel concetto più intimo di questa parola. Troppo spesso si assiste impotenti a situazioni pesanti che terminano nel modo più forte e meno atteso  da chi in prima persona vive l’imposizione dei sentimenti e non ha voglia di piegarsi a questi ricatti sentimentali perché l’amore non si compera e la donna non deve restare in terra come una bambola di pezza senza vita,ferita e oltraggiata  e troppo spesso privata di un dono che non spetta di certo a chi dice di aver tanto amato togliere . Troppo spesso riecheggia il concetto del senza di me non c’è spazio nemmeno  per la tua  esistenza dimenticandosi che le persone possono scegliere se continuare a volersi accompagnare da questi soggetti. Troppo spesso si sottovalutano alcuni atteggiamenti e si pensa che le attenzioni vengano dedicate per amore ,che la presenza costante nelle vite di queste donne sia dovuta all’interessamento per le stesse. Troppo spesso si scambiano le continue telefonate,le improvvisate, come segnali di attenzione e di mancanza che questi soggetti vogliono colmare e si pensa di essere importanti per loro e per le loro vite dimenticandosi che quando si ama realmente si ha solo voglia di veder volare libero l’altro,che non è con l’assillante presenza che si dimostra questo amore,che l’amore è rispetto e non imposizione della presenza soprattutto quando non è desiderata. L’ennesima vittima,l’ennesimo coltello,le ennesime urla che si sgretolano così come lo sta facendo la vita che in un’attimo vola via e va oltre,come se la morte diventasse una vera e propria liberazione al tormento che queste situazioni create e subite per anni,restate inascoltate ora arrivino alla fine del loro percorso dimenticandosi però che con la fine di esso finisce anche una vita che nessuno ha il diritto di rubare . Una cosa tremenda perderla quella vita per mano di chi ha annientato ogni dimostrazione di affettività sincera,per mano di chi ha riempito con la sua ingombrante presenza gli ultimi attimi di un pomeriggio che avrebbe dovuto avere tutto un altro sapore,una cosa tremenda chiedere aiuto e non essere ascoltati ,aver dovuto imparare che nella vita troppo spesso ci si deve difendere proprio da chi dice di amare. Impossibile che 100 vite spezzate nel pieno della voglia di vivere,che 100 storie,sorrisi, mondi,interessi,amicizie,famiglie,colleghi,parenti, si debbano trovare a fare a meno di queste donne che troppo spesso subiscono,inviano messaggi di aiuto,comunicano la loro tristezza di continuare rapporti con esseri spregevoli che riescono solo a togliere loro entusiasmo e sicurezza,non importino a nessuno. Impossibile che la vita non abbia più alcun valore,che si sia sempre troppo presi dal pensare che non sia utile educare all’amore quando invece qualche “ometto”avrebbe bisogno delle istruzioni per l’uso del cuore. Ciò che conta è imporsi prepotentemente nelle pieghe del cuore di chi avendo recepito che alcune situazioni iniziano ad essere insostenibili decidendo di recidere questo cordone che le teneva legate a qualcuno che meritava tutto tranne che il loro amore. Ci piacerebbe vedere le donne essere rispettate per come si dovrebbe fare,ci piacerebbe che in una società evoluta come si dice essere la nostra questi fatti non dovessero  più accadere ci piacerebbe  assistere al cambio di sensibilità tanto a lungo predicato ma mai raggiunto e dimostrato.Ci piacerebbe che queste donne troppo spesso calpestate e non prese in considerazione ,che queste donne sottovalutate ma che riescono a ricoprire infiniti ruoli nell ‘arco di poche ore,che queste donne che reggevano e continuano a reggere l’altra metà del cielo potessero tornare a dire :” questa relazione è finita” senza dover temere per la loro incolumità o per quella delle loro famiglie. Ci piacerebbe che si tornasse ad una dimensione umana di questa esistenza e non si fosse pronti a  barattarla con un momento di delirio di onnipotenza che poi tale non è e si riduce solo all’immaturità di un attimo. 
 
Accettare che i sentimenti possano anche mutare è solo dimostrazione di maturità,di sensibilità,di preparazione reale per la vita altrui. Non vogliamo più vedere questa lista crescere a dismisura,non dobbiamo più avere paura di denunciare chi nascondendosi dietro alla parola amore rende lo stesso non degno di essere chiamato tale,non dobbiamo permettere che si giochi con qualcosa che non è un gioco perché si tratta delle nostre vite di donne e se non iniziamo a volerci bene noi per prime queste cose continueranno ad accadere. Rimane in terra un altro corpo,rimane in terra un’altra vita,rimane in terra la storia di un’altra solitudine non ascoltata e nemmeno aiutata da chi preposto a farlo,rimane in terra la sconfitta che compiere questi gesti fa arrivare nelle nostre coscienze e lacererà per sempre chi questo gesto lo ha compiuto. Cerchiamo di avere sempre rispetto per chi ogni giorno cammina con noi e non solo accanto a noi,cerchiamo di avere rispetto per chi dona a questa terra i figli e la stessa vita,cerchiamo di avere rispetto per l’amore che donano a volte sacrificando la loro vita in nome dello stesso. Scappate da amori “Malati”,scappate dalla prepotenza e dall’arroganza,scappate dalle dimostrazioni di violenza che incontrerete,scappate dal concetto di crocerossina che deve salvare il mondo,scappate da chi vi vuole succubi della prepotenza ,scappate donne perché questo non è amore. Intanto che questo mondo continua a fare rumore per qualcuno i suoni delle voce  le risa spensierate non ci saranno  più e questa è l’ennesima sconfitta di una società che sta andando nella direzione sbagliata,possiamo scegliere sempre ,vediamo di usarla per qualcosa di concreto e utile questa testa è qui che vogliamo vedere quanto è in gamba l’uomo non nel commettere gesti insulsi ma nel continuare a renderlo migliore questo mondo. Io ci credo ancora e ora sta a tutti noi non continuare a dormire sonni tranquilli e farlo circolare davvero questo amore che portiamo nel cuore. Un abbraccio a chi per colpa di troppa superficialità (di cui forse si è un po’ tutti responsabili ) ora non può vivere più.

DI ANNA LISA MINUTILLO

PRESENTAZIONE DEL LIBRO CON VIDEO
Quello che state per leggere è l'incredibile racconto di una tragedia nazionale, che macina lutti e sparge dolore come una vera e propria macchina da guerra. Una guerra che prima di finire sui giornali nasce nelle case, dentro le famiglie, nel posto che dovrebbe essere il più sicuro e il più protetto e invece diventa improvvisamente il più pericoloso.
http://cipiri19.blogspot.it/2012/10/se-questi-sono-gli-uomini.html
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venerdì 6 luglio 2012

ABUSO DELL'IMMAGINE DELLA DONNA-FERMATE IL FEMMINICIDIO


DALL'ABUSO DELL'IMMAGINE DELLA DONNA AL SUO OMICIDIO IL PASSO E' BREVE

“La donna di Erice, madre di due figli, con un terzo in arrivo, trucidata ieri dal marito, è l’ultima delle oltre settanta vittime di femminicidio registrate dall'inizio dell'anno. Una strage quotidiana che è diventata una vera emergenza nazionale da contrastare con ogni mezzo”. Lo afferma in una nota Alessandra Tibaldi, responsabile nazionale politiche di genere dell’Italia dei Valori.
“Purtroppo la donna, oltre ad essere sempre più oggetto di ripetute violenze e tragedie familiari, troppo spesso non vede riconosciuto il ruolo professionale che le spetta all’interno delle aziende, a causa di un’immagine distorta, frutto di stereotipi e preconcetti. Per arginare questo drammatico fenomeno in ascesa, si potrebbe partire dalla tutela della rappresentazione di genere da parte del servizio pubblico radio-televisivo che, in passato, ha assecondato l’idea sbagliata del corpo e del ruolo delle donne nella società italiana. Perciò, l’IdV chiede ai nuovi vertici della Rai di intervenire immediatamente a tutela della visione paritaria e rispettosa dei rapporti tra i sessi, sia nelle future produzioni, che nella composizione dei palinsesti. La prossima settimana l’IdV presenterà in Parlamento una mozione per chiedere che questa priorità venga rispettata nel futuro contratto di servizio della Rai, nonché di escludere, dai tagli della Spending Review, i servizi che servono a prevenire e a contrastare la violenza contro le donne, come i consultori, le case di accoglienza, i centri antiviolenza. Non possiamo pensare di fare cassa sulla pelle delle donne e sulla loro sicurezza”.

FERMATE IL FEMMINICIDIO

 
 
"Donne e uomini del Parlamento, donne e uomini dei partiti della società questa è una vera e propria strage, crudele, misogina: impegniamoci tutti a fermarla, ognuno per la propria responsabilità. Non possiamo più fare finta che non accada niente nel nostro Paese! Voi avete una responsabilità in più, voi non potete stare a guardare. Questo Gruppo invierà i nomi dei suoi componenti alla Presidenza di Camera e Senato oltre al Presidente della Repubblica. Lo Stato italiano non può tollerare questa mattanza. Le leggi ci sono, ma evidentemente NON sono adeguate e la lotta delle tante associazioni non è sufficiente né adeguatamente SOSTENUTA. I componenti e le componenti questo gruppo, UOMINI E DONNE, vi CHIEDONO di FARE QUALCOSA SUBITO. Hanno scritto queste righe di appello Luisa e Daniela, me è come se l'avesse scritto ogni donna e uomo che resterà in questo Gruppo e che si adopererà a diffonderlo. 5 luglio 2012"

  • Donne e uomini del Parlamento, donne e uomini dei partiti della società questa è una vera e propria strage, crudele, misogina: impegniamoci tutti a fermarla, ognuno per la propria responsabilità. Non ...
  • 57 membri · Entra nel Gruppo
 
http://cipiri17.blogspot.it/2012/07/fermate-il-femminicidio.html

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