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venerdì 16 novembre 2018

Il senatore plurindagato che aiuta il M5S sul condono

Condono Ischia: Giggino ‘a Purpett corre in soccorso del M5S


Condono Ischia: Giggino ‘a Purpett corre in soccorso del M5S
Divisi dalla politica, uniti dal condono. Luigi Cesaro, il senatore di Forza Italia più noto come Giggin’ a purpett’ (Giggino la polpetta), è stato un volto simbolo della malapolitica in Campania (e non solo) denunciata dal Movimento 5 Stelle. Adesso però Cesaro, insieme a un manipolo di senatori forzisti, corre in soccorso di Di Maio & soci per salvare il condono per Ischia. Ma chi è Luigi Cesaro? Perché il suo appoggio al M5S dovrebbe far gridare allo scandalo? Cinque legislature, amico e sodale di Nicola Cosentino, l’ex sottosegretario del governo Berlusconi finito in carcere per i suoi rapporti con il clan dei casalesi. Cesaro conosce bene le aule di Tribunale. Processato più volte, è tuttora plurindagato per voto di scambio e minaccia aggravata dalla modalità mafiosa. Il senatore Cesaro nella sua lunga carriera è stato anche autista e avvocato di don Raffaele Cutolo, il fondatore della Nuova camorra organizzata.


I rapporti tra Luigi Cesaro e i vertici della Nuova Camorra Organizzata (N.C.O.) sono racchiusi in una frase pronunciata da Raffaele Cutolo: “Cesaro? Faceva il mio autista!”. Claudio Pappaianni e Walter Molino raccontano per Servizio Pubblico nuove e inedite rivelazioni sulle amicizie pericolose del parlamentare Pdl ed ex presidente della Provincia di Napoli.

La storia di Luigi Cesaro

Cutolo apprende dalla ragazza delle difficoltà a trovare un lavoro di Raffaele Cutolo junior, fratello di lei. Il boss le manda a dire di mettersi in contatto con Luigi Cesaro: “Questo, ora, è importantissimo. Io non ci ho mandato mai nessuno, ma è stato il mio avvocato e mi deve tanto. Faceva il mio autista, figurati”. Cesaro era già finito nei guai per i suoi rapporti con i vertici della N.C.O.. Arrestato nel 1984 e condannato un anno dopo a 5 anni di reclusione, veniva assolto in Appello per insufficienza di prove e “per non aver commesso il fatto” in Cassazione, dal Giudice Corrado Carnevale. Tuttavia, venivano stigmatizzati i suoi rapporti con i vertici della N.C.O. Nei procedimenti, inoltre, si parla di “una lettera chiusa da trasmettere a Pasquale Scotti”. Cesaro, per sua stessa ammissione, ricevette la missiva scritta da donna Rosetta Cutolo “da sue emissarie” per consegnarla a Scotti, il capo del gruppo di fuoco della N.C.O. in quei giorni latitante e reggente del clan.



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venerdì 29 giugno 2018

Matteo Salvini rilancia l’idea del condono

Matteo Salvini rilancia l’idea del condono

Tasse, “buco da 9,6 miliardi nella rottamazione delle cartelle”. 
Governo pensa ad allargare la pace fiscale alle liti fiscali.

Secondo la Corte dei Conti la definizione agevolata dei ruoli voluta dal precedente esecutivo "ha avuto essenzialmente finalità dilatorie” e manca all'appello quasi metà dei 17,8 miliardi di introiti attesi. Intanto i commercialisti certificano che l'evasione è "un fenomeno trasversale per quasi metà riconducibile a chi una partita Iva non ce l’ha”. 
Il condono verso l'allargamento ai contenziosi pendenti.

Nel fisco i numeri non tornano e, certifica la Fondazione nazionale commercialisti, l’evasione dilaga anche tra la categorie più insospettabili. Intanto il ministro Matteo Salvini rilancia l’idea del condono delle cartelle fino a 100mila euro con l’allargamento anche alle liti fiscali. E il collega Luigi Di Maio allunga i tempi della fattura elettronica per i benzinai posticipando al gennaio 2019 l’entrata in vigore di un provvedimento che rende più trasparenti le transazioni. Nel frattempo la Cprte dei Conti rende noto che l’operazione di “rottamazione” lanciata dal governo Renzi è stata più che altro un’occasione per rinviare i pagamenti alle calende greche: nei fatti, su 17,8 miliardi di introiti attesi ne mancano ancora all’appello ben 9,6. Il risultato è un caos in cui alla fine dovrà mettere ordine il Tesoro e con cui dovranno fare i conti commercialisti, Caf e i contribuenti in vista di scadenze rilevanti come il pagamento delle rate della definizione agevolata.

“Numeri alla mano, è un luogo comune quello secondo il quale dipendenti e pensionati paghino per intero le tasse e che l’evasione sia da ricondursi per intero alle partite Iva – spiega la Fondazione dei commercialisti in una nota -. Si tratta in realtà di un fenomeno trasversale che per quasi la metà del suo ammontare è riconducibile a chi una partita Iva non ce l’ha”. Sulla base dell’analisi della Relazione annuale sull’evasione fiscale e contributiva, la Fondazione dei commercialisti ha evidenziato come poco meno della metà (il 46,8%) dei 107,7 miliardi di evasione sia riconducibile “a quella generalità di contribuenti di cui oltre l’85% sono lavoratori dipendenti e pensionati”. Nel dettaglio, per la Fondazione l’evasione, partite Iva escluse, sarebbe concentrata per 15 miliardi (il 13,9% del totale) su lavoro dipendente irregolare per Irpef e contributi e per altri 34 miliardi (il 31,8%) sulla “generalità dei contribuenti per locazioni, canone Rai, Imu e Iva su consumi finali”.

Di qui, del resto, l’idea del governo Renzi di immaginare una rottamazione che consentisse ai contribuenti di mettersi in regola con lo sconto di mora e interessi. L’operazione tuttavia non sta portando i risultati sperati. “Preoccupazioni sono espresse anche per l’affermarsi di condotte fiscali che si risolvono nel mancato versamento delle imposte evidenziate nelle dichiarazioni tributarie”, ha dichiarato Ermanno Granelli, presidente di coordinamento delle sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, nella sua relazione sul rendiconto generale dello Stato 2017. “Un fenomeno – ha osservato – che si riscontra anche nella valutazione degli esiti di definizione agevolata dei ruoli prevista dalla cosiddetta rottamazione delle cartelle”. Secondo Granelli, “a fronte di un ammontare lordo complessivo dei crediti rottamati di 31,3 miliardi, l’introito atteso per effetto della rottamazione ammonta a 17,8 miliardi. Di tale importo sono stati riscossi nei termini solo 6,5 miliardi, compressivi degli interessi per pagamento rateale”. A tale somma, già incassata, dovranno poi aggiungersi le rate ancora da riscuotere per 1,7 miliardi comprensivi di interessi. “Pertanto, dei 17,8 miliardi previsti a seguito delle istanze di definizione pervenute, 9,6 miliardi non sono stati riscossi e costituiscono versamenti omessi – ha concluso Granelli -. Per una parte di queste posizioni debitorie si può affermare che l’istanza di rottamazione ha avuto essenzialmente finalità dilatorie rispetto all’espletamento delle procedure esecutive”.

In compenso va detto che il condono, ipotizzato dalla Lega per finanziare la flat tax, ha numeri decisamente più significativi. L’operazione dovrebbe infatti riguardare circa 100 miliardi di tasse totali non pagate o contestate davanti ai giudici dai contribuenti italiani. Nei progetti della Lega, basterà pagare fra il 6 e il 25% e “pace fatta” come ha spiegato Salvini. Se si considerasse la percentuale massima, nella migliore delle ipotesi, lo Stato potrebbe incassare fino a 25 miliardi. “Non abbiamo definito tetti e aliquote, ma l’intento è di trovare una soluzione generale che non si intersechi però con la rottamazione bis ancora in atto”, ha spiegato a La Repubblica il 26 giugno il sottosegretario all’economia, Massimo Bitonci. Senza tuttavia entrare nel merito del rispetto del principio di equità fra i contribuenti e dei rischi di ricorsi. Né precisando come una misura spot possa finanziare il cambiamento strutturale del regime fiscale italiano.

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Calano i reati ma si moltiplicano le paure e la sensazione di insicurezza dei cittadini. E' una “foto” ricca di contrasti. L'anno scorso sono stati denunciati complessivamente 2.232.552 reati, il 10,2% in meno rispetto all'anno precedente. In particolare, gli omicidi si riducono dai 611 del 2008 ai 343 del 2017 (-43,9%), le rapine passano da 45.857 a 28.612 (-37,6%), i furti scendono da quasi 1,4 milioni a poco meno di 1,2 milioni (-13,9%)...



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lunedì 11 giugno 2018

Luigi Di Maio dice Pace Fiscale non è un Condono


La Pace Fiscale è un Condono

Si deve attuare ma non deve avere nessun carattere condonistico". E' quanto precisa il vicepremier Luigi Di Maio, ospite di 'In mezz'ora', confermando la partecipazione al vertice a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte e l'altro vicepremier Matteo Salvini "per individuare" i viceministri e i sottosegretari del nuovo esecutivo. Nel vertice, precisa, "non si discuterà di Commissioni parlamentari". Sulle deleghe, a cominciare da quelle sulle telecomunicazioni, "non faremo scelte da manuale Cencelli". Quanto nello specifico al Copasir, specifica Di Maio, "per legge è espressamente dato all'opposizione''. Anche Fdi viene considerata opposizione? ''Lo deciderà il Parlamento'', taglia corto il vicepremier pentastellato, che aggiunge: ''Per la Vigilanza Rai c'è la prassi di affidarne la presidenza alla opposizione, ma la libertà del Parlamento la dobbiamo dimostrare qui''.

manuale Cencelli

LA SFIDA - "La nostra sfida è realizzare le cose promesse agli italiani" dice, aggiungendo che nei prossimi mesi "daremo risposte subito" e "nel breve-medio periodo altre". "Se manterremo le promesse saremo diversi dagli altri, se no saremmo uguali agli altri", sottolinea il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro spiegando di essere fiducioso sulle coperture per finanziare le misure del contratto di Governo. "Stiamo sottovalutando le azioni che faremo per semplificare la macchina burocratica dello Stato, per favorire l'utilizzo degli investimenti e la spending review. Ci sono dei margini di bilancio da recuperare. Inoltre sono fiducioso sulla capacità di recuperare dei margini anche con i lavoro che faremo a livello Ue". L'appuntamento più importante, rileva il ministro, "è la legge Di Bilancio. Il mio dovere è quello di fare prima tutti i provvedimenti a costo zero, come ad esempio l'abolizione dello spesometro, redditometro... Poi devo mettere in piede due fondi: il fondo per il reddito di cittadinanza e di un fondo per il superamento della legge Fornero. Nei prossimi mesi daremo subito risposte agli italiani e nel breve medio periodo faremo quindi il resto".

IMMIGRAZIONE - "Il fenomeno della immigrazione in Italia è incontrollato perché si è fatto business - denuncia Di Maio -. Spero che il prima possibile che questo Governo possa introdurre la rendicontazione puntuale di tutti i fondi che si assegnano al meccanismo dell'accoglienza per sapere come si stiano spendendo: forse scopriremo che avremo bisogno di meno fondi di quelli che destiniamo. Quasi 4,5 miliardi di euro l'anno. Se inizieremo a fare questo per qualche cooperativa, albergo o per qualche associazione che è fittizia non tutte la pacchia è finita".

LAVORO - "Negli anni i meccanismi di sfruttamento sono stati combattuti aumentando gli oneri sulle spalle degli imprenditori e il risultato è stato di continuare a fare prosperare i disonesti e a gravare sugli onesti - dice Di Maio commentando la vicenda di Sacko Soumayla -. Dobbiamo fare più controlli e ridurre la burocrazia. Per questo l'Ispettorato del Lavoro va potenziato per controllare ed evitare questi malfunzionamenti".

"Tutti raccontano di un contratto di governo in cui i punti cruciali consistono nel fatto che Salvini mi chiedeva cose per Berlusconi su giustizia e telecomunicazioni. Invece, la realtà è di due forze che discutono di diritti sociali: tutte e due hanno avuto un mandato dai cittadini di recuperare i diritti sociali che, mi dispiace, la sinistra ha distrutto''.

ILVA - "La soluzione sull'Ilva non la dico qui - dice sottolineando di essere 'consapevole' delle scadenze che si avvicinano -. Si devono ascoltare i Commissari, i potenziali acquirenti, i sindacati, le associazioni che si occupano di tutela dell'ambiente a Taranto, il sindacato. Dopo questi incontri verificheremo lo stato dell'arte della trattativa e capiremo quali sono le soluzioni". "Tutto sarà fatto con la massima responsabilità e per il bene del Paese", sottolinea Di Maio.

TAV- "Nel contratto abbiamo scritto che vogliamo ricontrattare totalmente quest'opera. Significa che non sarà fatto in maniera unilaterale ma in maniera bilaterale. Parleremo con il nostro omologo del Governo francese e discuteremo di un'opera su cui il Governo Gentiloni stesso ha messo in evidenza che c'erano dei problemi nel rapporto costi e benefici. E' stata progettata 10 anni fa e ci sono stati dei cambiamenti dei flussi di merci". "Tutto sarà fatto, nell'ambito dell'Ue e dei trattati internazionali, con il massimo dialogo per arrivare all'obiettivo. Negli anni invece l'obiettivo era solo il massimo dialogo e questo ha provocato problemi", sottolinea ancora Di Maio.

L'EUROPA - "Il nostro obiettivo è di andare ai tavoli europei per ottenere i margini necessari per fare investimenti in Italia e portare avanti le riforme strutturali". "Non sto dicendo che tutti i soldi di cui abbiamo bisogno proverranno dall'Europa". Ma in Ue, aggiunge Di Maio, "andremo ai tavolo con il massimo dialogo ma anche con fermezza chiedendo lo stesso trattamento degli altri. Siamo il secondo Paese manifatturiero in Europa e siamo uno dei Paesi fondatori". 
E per ora "non ci stanno bene i parametri come stanno" in Ue.


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