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lunedì 11 giugno 2018

Luigi Di Maio dice Pace Fiscale non è un Condono


La Pace Fiscale è un Condono

Si deve attuare ma non deve avere nessun carattere condonistico". E' quanto precisa il vicepremier Luigi Di Maio, ospite di 'In mezz'ora', confermando la partecipazione al vertice a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte e l'altro vicepremier Matteo Salvini "per individuare" i viceministri e i sottosegretari del nuovo esecutivo. Nel vertice, precisa, "non si discuterà di Commissioni parlamentari". Sulle deleghe, a cominciare da quelle sulle telecomunicazioni, "non faremo scelte da manuale Cencelli". Quanto nello specifico al Copasir, specifica Di Maio, "per legge è espressamente dato all'opposizione''. Anche Fdi viene considerata opposizione? ''Lo deciderà il Parlamento'', taglia corto il vicepremier pentastellato, che aggiunge: ''Per la Vigilanza Rai c'è la prassi di affidarne la presidenza alla opposizione, ma la libertà del Parlamento la dobbiamo dimostrare qui''.

manuale Cencelli

LA SFIDA - "La nostra sfida è realizzare le cose promesse agli italiani" dice, aggiungendo che nei prossimi mesi "daremo risposte subito" e "nel breve-medio periodo altre". "Se manterremo le promesse saremo diversi dagli altri, se no saremmo uguali agli altri", sottolinea il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro spiegando di essere fiducioso sulle coperture per finanziare le misure del contratto di Governo. "Stiamo sottovalutando le azioni che faremo per semplificare la macchina burocratica dello Stato, per favorire l'utilizzo degli investimenti e la spending review. Ci sono dei margini di bilancio da recuperare. Inoltre sono fiducioso sulla capacità di recuperare dei margini anche con i lavoro che faremo a livello Ue". L'appuntamento più importante, rileva il ministro, "è la legge Di Bilancio. Il mio dovere è quello di fare prima tutti i provvedimenti a costo zero, come ad esempio l'abolizione dello spesometro, redditometro... Poi devo mettere in piede due fondi: il fondo per il reddito di cittadinanza e di un fondo per il superamento della legge Fornero. Nei prossimi mesi daremo subito risposte agli italiani e nel breve medio periodo faremo quindi il resto".

IMMIGRAZIONE - "Il fenomeno della immigrazione in Italia è incontrollato perché si è fatto business - denuncia Di Maio -. Spero che il prima possibile che questo Governo possa introdurre la rendicontazione puntuale di tutti i fondi che si assegnano al meccanismo dell'accoglienza per sapere come si stiano spendendo: forse scopriremo che avremo bisogno di meno fondi di quelli che destiniamo. Quasi 4,5 miliardi di euro l'anno. Se inizieremo a fare questo per qualche cooperativa, albergo o per qualche associazione che è fittizia non tutte la pacchia è finita".

LAVORO - "Negli anni i meccanismi di sfruttamento sono stati combattuti aumentando gli oneri sulle spalle degli imprenditori e il risultato è stato di continuare a fare prosperare i disonesti e a gravare sugli onesti - dice Di Maio commentando la vicenda di Sacko Soumayla -. Dobbiamo fare più controlli e ridurre la burocrazia. Per questo l'Ispettorato del Lavoro va potenziato per controllare ed evitare questi malfunzionamenti".

"Tutti raccontano di un contratto di governo in cui i punti cruciali consistono nel fatto che Salvini mi chiedeva cose per Berlusconi su giustizia e telecomunicazioni. Invece, la realtà è di due forze che discutono di diritti sociali: tutte e due hanno avuto un mandato dai cittadini di recuperare i diritti sociali che, mi dispiace, la sinistra ha distrutto''.

ILVA - "La soluzione sull'Ilva non la dico qui - dice sottolineando di essere 'consapevole' delle scadenze che si avvicinano -. Si devono ascoltare i Commissari, i potenziali acquirenti, i sindacati, le associazioni che si occupano di tutela dell'ambiente a Taranto, il sindacato. Dopo questi incontri verificheremo lo stato dell'arte della trattativa e capiremo quali sono le soluzioni". "Tutto sarà fatto con la massima responsabilità e per il bene del Paese", sottolinea Di Maio.

TAV- "Nel contratto abbiamo scritto che vogliamo ricontrattare totalmente quest'opera. Significa che non sarà fatto in maniera unilaterale ma in maniera bilaterale. Parleremo con il nostro omologo del Governo francese e discuteremo di un'opera su cui il Governo Gentiloni stesso ha messo in evidenza che c'erano dei problemi nel rapporto costi e benefici. E' stata progettata 10 anni fa e ci sono stati dei cambiamenti dei flussi di merci". "Tutto sarà fatto, nell'ambito dell'Ue e dei trattati internazionali, con il massimo dialogo per arrivare all'obiettivo. Negli anni invece l'obiettivo era solo il massimo dialogo e questo ha provocato problemi", sottolinea ancora Di Maio.

L'EUROPA - "Il nostro obiettivo è di andare ai tavoli europei per ottenere i margini necessari per fare investimenti in Italia e portare avanti le riforme strutturali". "Non sto dicendo che tutti i soldi di cui abbiamo bisogno proverranno dall'Europa". Ma in Ue, aggiunge Di Maio, "andremo ai tavolo con il massimo dialogo ma anche con fermezza chiedendo lo stesso trattamento degli altri. Siamo il secondo Paese manifatturiero in Europa e siamo uno dei Paesi fondatori". 
E per ora "non ci stanno bene i parametri come stanno" in Ue.


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Salvini chiude i porti italiani alla nave carica di immigrati salvati in mare. Il ministro dell'interno parla della Nave Aqaurius, della ong Sos Mediterranee, in navigazione con a bordo 600 persone ...

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Previsioni per il 2018



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martedì 24 marzo 2015

EXPO 2015 é un CAMOUFLAGE


in Galera i Manager Nominati da Formigoni

CARCERE S. VITTORE

EXPO 2015 E' SOLO UN SET CINEMATOGRAFICO

11mila metri quadrati di EXPO 2015 saranno solo delle enormi scenografie a causa dei ritardi.

Venerdì 13 è partito un bando di gara del valore di 1.100.000 euro
 per appaltare il “camouflage” delle zone incompiute.

In pratica i visitatori, per 32€ d’ingresso, potranno ammirare delle pareti dipinte o qualsiasi altra cosa venga in mente agli scenografi per nascondere il cantiere dietro ancora aperto.

Ad oggi ancora non si sa nulla delle date di consegna. È trapelato che i padiglioni esteri saranno pronti forse il 1 Agosto mentre le vie d’acqua saranno completate, ancora forse, per Ferragosto.

E’ imbarazzante e svilente.
Solo una grande bufala pagata dagli italiani.

LEGGI ANCHE

http://cipiri.blogspot.it/2014/11/expo-2015-la-mafia-partecipa-al.html


ED HANNO IL CORAGGIO DI CHIEDERCI DI 
LAVORARE GRATIS ???

se vuoi copia e diffondi questi loghi


Perché NOEXPO ?

La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo e le grandi opere diventano volano e simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati...


LEGGI ANCHE


http://cipiri.blogspot.it/2015/04/expo-2015-tutte-le-colpe-di-formigoni.html



EXPO 2015, TUTTE LE COLPE DI FORMIGONI
E' comprensibile che il presidente Formigoni, di fronte all’opinione pubblica, voglia esaltare e valorizzare un evento come quello di Expo 2015, però, all’interno del consiglio regionale (in cui martedì scorso si è svolta una discussione su questo tema) era bene dirsi le cose per quelle che sono, evitando di presentare la situazione in maniera un po’ troppo ottimistica rispetto alla realtà...

ANCHE
http://cipiri.blogspot.it/2014/06/expo-milano.html



 no grazie

Tutti seduti su sedie immaginarie intorno a una tavola preparata coi piatti non ancora impegnati al Monte, ma vuoti, la famiglia nazionale decide il tutto per tutto: sposare la figlia, accasarla con il possidente ignorante, volgare, ma benestante, in modo ,,,,,


Mose, Expo, Tav: grandi opere, truffe giganti

Speculazione, tangenti e corruzione per Expo 2015 come per il Mose. E tornando indietro nel tempo, per tutte ma proprio tutte le grandi opere del passato più o meno recente. Ogni volta il copione si ripete. Da quando? Da quando ho memoria di giornalista. E lo schema è sempre uguale: prima l’evento con un’attesa mediatica forte, poi la ricchissima speculazione con una spartizione politica e affaristica consociativa (questo è importante). Risultato? Grandi opere inutili o da rottamare in pochi anni, pagate profumatamente con i soldi nostri, realizzate quasi unicamente per foraggiare imprese, arricchire potentati e garantire carriere politiche... 


CON TUTTI QUESTI SOLDI MALEUTILIZZATI SI POTEVA CREARE UN REDDITO MINIMO DI ESISTENZA PER DISOCCUPATI E PENSIONATI 

http://cipiri.blogspot.it/2014/11/reddito-diritti-e-welfare-per-tutti.html



REDDITO, DIRITTI E WELFARE PER TUTTI

La Youth Guarantee dovrebbe essere la risposta europea alla crisi dell’occupazione giovanile,,,

ANCHE

#‎Mafia‬ a #Roma o #sistema #italia : #‎MafiaCapitale


http://cipiri.blogspot.it/2014/12/mafia-roma-o-sistema-italia.html


Due giorni dopo lo scandalo di ‪#‎MafiaCapitale‬ i partiti di maggioranza e minoranza ( Lega in primis) votano compatti per bloccare l'utilizzo da parte della magistratura delle intercettazioni del senatore Azzolini (NCD), accusato di reati gravissimi come frode, associazione a delinquere, 
abuso d'ufficio...

MILANO LA CITTA' DELL' EXPO 2015 
CONOSCIAMOLA
in questo blog trovi tutto cio' 
che riguarda Milano e la Lombardia

http://asiamicky.blogspot.it/2015/02/milano-citta-dell-expo-conosciamola.html

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mercoledì 18 marzo 2015

M. LUPI sulla TAV ed EXPO



Ancora una volta è dovuta intervenire la Magistratura per fermare ‘i soliti noti’ che la fanno da padroni con i nostri soldi. Questa volta è toccato (anzi è ‘ritoccato’) ad Ettore Incalza ed ai suoi compari.

Il ministro delle Infrastrutture ha negato di aver raccomandato il figlio Luca presso l'uomo di fiducia di Ettore Incalza, ma un'intercettazione del gennaio 2014 lo smentisce. A sua volta, il plenipotenziario del dicastero di piazzale di Porta Pia informa il sodale Perotti: "C'è da incontrare il figlio di Maurizio".

Siccome molti potrebbero non ricordare chi è Ettore Incalza e che cosa accadeva ed accade ancora al Ministero delle Infrastrutture vi invito a leggere l’intervista che ho rilasciato ad Alessandro De Angelis per l’Huffington Post che potete anche leggere qui di seguito:

Tangenti su Tav ed Expo, intervista a Di Pietro: “Lupi si deve dimettere. Vi racconto io chi è Incalza”

 “Eccerto che in un paese normale Lupi si dovrebbe dimettere”. Il telefono di Tonino Di Pietro, quando c’è un’ordinanza, bolle. Perché la toga, in fondo, non se l’è mai tolta. Legge le carte, si informa, ha fiuto. E lo scandalo che coinvolge il ministro Lupi è grosso: “Si, però non farmi parlare di Rolex al figlio e vestiti a lui, che devo prima leggere bene le carte”. Ma la responsabilità politica del ministro, secondo l’ex pm, c’è già tutta. Scusi Di Pietro, Lupi poteva non sapere? Risposta: “Eh no, il ministro mica può dire: non sapevo nulla e facciamo finta che nulla sia successo. Un ministro che non si accorge di quello che è successo, ammesso che non se ne fosse accorto, ha già una responsabilità enorme”. Tanto che lui, Di Pietro, quando mise un piede al ministero delle Infrastrutture, la prima cosa che fece fu quella di allontanare Ercole Incalza.

Scusi Di Pietro, partiamo dall’inizio. Ci dice chi è davvero questo Incalza?
Incalza è un manager già in voga nella Prima Repubblica che, a partire dalla gestione del ministro Signorile, ha passato la sua attività professionale, nel bene o nel male, al ministero dapprima come dirigente e poi come consulente.

Nel bene o nel male.
Io ho avuto modo di prendere atto della esistenza del personaggio Incalza all’epoca di Mani Pulite svolgendo indagini nei confronti di imprenditori che tra i tanti appalti con l’amministrazione dello Stato avevano anche ottenuto alcuni appalti per la progettazione ed esecuzione della Tav.

E che scoprì?
Successe che, nell’ambito delle attività investigative e in particolare di documentazione reperita a seguito di perquisizioni e sequestri, avevo avuto modo di individuare anche in Incalza un punto di riferimento per fatti la cui valutazione penale non poteva essere data da noi, poiché non competenti territorialmente. E quindi tutti gli atti furono trasmessi alla procura di Roma che “se ne occupò, e non se ne occupò”, tanto che vero che, se va su internet, vedrà una serie di indagini della procura di Perugia sui magistrati di Roma per valutare l’approfondimento delle indagini.

Sta dicendo che l’indagine su Incalza si perde nel porto delle nebbie di Roma?
Questo lo sta dicendo lei… E Perugia ha indagato. Quel che è certo è che, avendo preso atto della sua esistenza, arrivai al ministero nel 2006 con le idee chiare.

E che successe?
Aspetta che qua viene il bello. Succede che, quando divento ministro, andando al ministero trovo due novità. Primo: era stato creato un ufficio “strano” dal mio predecessore chiamata “struttura tecnica di missione” posto alle dirette dipendenze del ministro e al di fuori delle competenze dei provveditori alle opere pubbliche e della direzione generale del ministero. Una struttura col compito specifico di occuparsi delle grandi opere e grandi commesse. E la seconda è che la struttura era coordinata da Incalza.

Direbbe lei: “Capisci a me…”.
Bravo, e infatti hai già capito… Dunque, appena arrivai in ufficio alla luce dell’esperienza di Mani Pulite, feci due cose in via preventiva: la rotazione di tutti gli incarichi direttivi e quindi del provveditorato e della direzione generale. E la sostituzione di quelle realtà professionali che, al netto della posizione processuale, ritenni poco opportuno lasciare al loro posto. E i due personaggi erano Incalza (alla struttura di missione) e Angelo Balducci (come presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici). E qua ci vuole un altro “capisci a me…”.

Li tolse entrambi?
Sì. Incalza era un consulente esterno e venne allontanato dal ministero facilmente. Mentre Balducci era un dipendente e l’ho relegato a una funzione per cui egli stesso ha chiesto di essere assegnato fuori dal ministero e purtroppo non da Prodi, ripeto non da Prodi, ma dalla presidenza del Consiglio fu poi nominato commissario straordinario per la realizzazione delle opere e degli interventi funzionali allo svolgimento dei mondiali di nuoto “Roma 2009″, su cui poi si aprì la famosa inchiesta.

Come si spiega che poi Incalza torna al ministero?
La morale della favola è: se Incalza da allora ad ora, al netto della gestione Di Pietro, può mantenere incarichi nonostante le vicende che gli sono accadute, significa che ha un giro di relazioni per cui, diciamo così, “spontaneamente o spintaneamente” non hanno potuto fare a meno di darglielo. È cioè a conoscenza di fatti, cose o circostanze, per cui chi avrebbe dovuto fare a meno di lui ha ritenuto di non poterlo fare.

Lupi compreso. Le leggo la dichiarazione del ministro su Incalza: “Era ed è una delle figure tecniche più autorevoli che il nostro paese abbia sia da un punto di vista dell’esperienza tecnica nazionale che della competenza internazionale, che gli è riconosciuta in tutti i livelli”.
Mi auguro che Lupi abbia fatto un’affermazione del genere un po’ perché non conosce il curriculum di Incalza un po’ perché non conosce il curriculum che serve per dirigere strutture del genere…

Battute a parte?
È evidente che c’è un problema di responsabilità oggettiva e politica di Lupi, perché rimettere allo stesso posto personaggi discussi e discutibili che hanno tante stagioni non può essere passato in cavalleria. In un paese normale le sue dimissioni si imporrebbero.

Lei dice: anche se non sapeva ha una responsabilità politica.
Dando pure per presupposto che non sapesse nulla, proprio il fatto di non essere informato non può essere irrilevante.

Insomma, ai lavori pubblici c’erano i terminali di una cricca e Lupi non può dire: io non c’entro.
Mettiamola così. Io, quando arrivai, tolsi Incalza e ci misi l’ufficiale di polizia giudiziaria che avevo ai tempi di Mani Pulite e altri due sottoufficiali della finanza. Infatti in quei due anni scandali non ci sono stati.

E a Renzi che vuole dire?
Renzi dovrebbe decidersi tra i tanti decreti legge a farne uno di anti-corruzione. E soprattutto non condivido neanche la proposta con cui se ne è uscito ieri il mio amico Cantone secondo cui si dovrebbe riformare la Severino: prima combattiamo il crimine poi, magari, si parla di modificare la parte che riguarda chi è condannato in primo grado. Non mi pare sia questa l’urgenza.

- DA : http://www.antoniodipietro.it/2015/03/tangenti-su-tav-ed-expo-vi-racconto-io-chi-e-incalza#sthash.8i9qdrE7.dpuf

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mercoledì 12 febbraio 2014

TAV: farete la figura dei pezzenti


Alberto e Bianca Perino (foto di Mau­ri­zio Fava)

Qual­che giorno fa è arri­vato un fax da parte degli avvo­cati della LTF — Lyon Turìn Fer­ro­viaire — l’infausta ditta che dovrebbe occu­parsi dei lavori per il TAV Torino-Lione. In que­sto fax l’amabile LTF dà dieci (10) giorni di tempo a tre atti­vi­sti NOTAV fra i più in vista — Alberto Perino, e il sin­daco e vice­sin­daco
 Lore­dana Bel­lone e Gior­gio Vair per rifon­dere l’evidentemente biso­gnosa di fondi LTF, secondo quanto sen­ten­ziato in primo grado dall’efficientissimo e ultra­ce­lere Tri­bu­nale di Torino, quando si tratta di NOTAV, ovvia­mente. La grande colpa com­messa dai tre — e credo da altre decine di mani­fe­stanti che però non essendo famosi o rico­prendo cari­che isti­tu­zio­nali non assur­gono alle atten­zioni della Pro­cura — è stata occu­pare per poco tempo un ter­reno a Susa dove LTF doveva fare qual­che inu­tile tri­vel­la­zione di prova del ter­reno. Inu­tile — e uno spreco di denaro pub­blico — lo ribadisco.

Ecco tro­vato un altro bel modo inno­va­tivo per cer­care di repri­mere il movi­mento NOTAV: oltre ai circa sei­cento inda­gati, alle per­qui­si­zioni, alle decine di arre­sti, ai divieti di sog­giorno, agli arre­sti domi­ci­liari, alla galera vera e pro­pria anche con regime duro, alle accuse di “ter­ro­ri­smo” par­to­rite da chi evi­den­te­mente è rima­sto fermo ai bei tempi della gio­ventù degli anni 70, adesso si pensa di col­pirli con multe assurde, esa­ge­rate e tali da ter­ro­riz­zarli con la per­dita dei beni di una vita: casa pigno­rata, sacri­fici plu­ri­de­cen­nali che vanno a finire nella casse di coloro che sono abi­tuati a con­si­de­rare 200,000 euro come un arro­ton­da­mento di bilan­cio, e non come una somma enorme e tale da ridurre in povertà. È chiaro il mes­sag­gio: se volete andar con­tro di noi, che siamo ric­chi e con la “Legge” dalla nostra parte, saranno maz­zate, per voi pez­zenti. Non osate opporvi nep­pure in maniera non­vio­lenta e ghandiana.

Sono 24 anni che costoro pro­vano a imporre con diversi metodi, basati sulla forza e sul sopruso, la loro opera folle, inu­tile, costosa, dan­nosa e bugiarda: ma sem­pre si tro­vano di fronte alla rea­zione ferma, corag­giosa e fan­ta­siosa del Movi­mento NOTAV. Abbiamo deciso, nell’attesa di veder­celi resti­tuiti con gli inte­ressi, di smol­lare a LTF il suo obolo con una fan­ta­stica, gene­rosa rac­colta fondi che pre­vede momenti e serate di infor­ma­zione, pranzi e cene con­vi­viali, e molte altre ini­zia­tive: sem­pre dal basso, popo­lar­mente, senza cap­pelli par­ti­tici. Ognuno con quello che può: i 10 euro sono impor­tanti come le cifre più com­mi­su­rate al red­dito per­so­nale che hanno messo molti espo­nenti e intel­let­tuali in vista del Movi­mento ed espo­nenti della società civile, della cul­tura, della politica.

In due set­ti­mane, noi pic­coli abbiamo rac­colto quasi 180.000 dei 215.000 euro cui ammonta la mul­tazza. Ancora uno sforzo (vedi coor­di­nate ban­ca­rie in fondo all’articolo) e ci siamo. Dav­vero, ci siamo!

Biso­gne­rebbe por­tar­glieli in sede tutti in mone­tine da un euro, a LTF, se non fosse per le norme antiriciclaggio.

Una cosa è certa, signori del TAV: siete voi, non noi, che state facendo la figura dei pezzenti.

PS — A pro­po­sito di “Pif­feri di mon­ta­gna”, che spe­ra­vano di suo­nare e ven­nero suo­nati, è noti­zia ANSA del 10/2 che il com­mis­sa­rio di governo della Torino-Lione, Mario Virano, “non ha ottem­pe­rato al suo com­pito di for­nire dati cor­retti sui traf­fici fer­ro­viari al deci­sore poli­tico”. Con que­sta tesi i legali inca­ri­cati da M5S, Pro Natura Pie­monte e dal gruppo con­si­liare Buon­giorno Con­dove, pre­sen­te­ranno un espo­sto alla pro­cura di Roma. “Stiamo defi­nendo gli atti — ha spie­gato l’avvocato Ste­fano Ber­tone — ma potreb­bero rav­vi­sarsi
i reati di falso ideo­lo­gico ed omis­sione in atti d’ufficio”.
 —————————
 I con­tri­buti devono essere ver­sati esclu­si­va­mente sul conto cor­rente postale per le spese legali NO TAV

Conto Ban­co­Po­sta

Numero: 1004906838

Inte­stato a: DAVY PIETRO CEBRARI MARIA CHIARA

IBAN – IT22L0760101000001004906838

_____________________________________

 POST SCRIPTUM: la realta’ supera la fan­ta­sia, una volta tanto!

Mi chiama ora (11 feb­braio, ore 19:00) Alberto Perino e mi dice: “GAME OVER”!

Abbiamo rag­giunto 220.00 euro nella nostra rac­colta con­tro LTF!!

Qua­ran­ta­mila euro in un solo giorno. Gra­zie, gra­zie, a TUTTI.

Con­ti­nuiamo a rac­co­gliere,
ser­vono per le spese legali dei tanti pro­ces­sati NOTAV e per il soste­gno ai reclusi e col­piti da misure restrittive.


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mercoledì 13 novembre 2013

Tav Torino - Lione: non ci sarà controllo antimafia


Incontro Letta Hollande su Tav il 20 novembre: manifestazione protesta

Scavato un tunnel Tav nella Costituzione

M5S: "Il governo vuole portare al tavolo con Hollande un accordo ratificato solo dalla Camera e non dal Senato". Sel: "Le leggi sulle opere sono quelle francesi, non ci sarà controllo antimafia"

Incontro Letta Hollande su Tav il 20 novembre: manifestazione protesta

Il 20 novembre è in programma il tavolo intergovernativo tra Italia e Francia. All'ordine del giorno delle agende di Letta e Hollande ci sarà anche, se non soprattutto, la Tav Torino - Lione. Fin qui niente di strano. Il problema, come denunciano le opposizioni tanto al Governo delle larghe intese quanto alla grande opera, è che per l'occasione alla Camera si sta facendo qualcosa di non propriamente normale.

"ITER INCOSTITUZIONALE" - "Bisogna convincere i francesi a proseguire un'opera sulla quale hanno espresso concrete perplessità". Per questo si sta seguendo "una prassi pazzesca" per "simulare di corsa l'approvazione del Trattato". In pratica si è fatto sbarcare il Trattato alla Camera "per ratificarne metà". I virgolettati sono contenuti in un duro comunicato del Movimento 5 stelle alla Camera che denuncia come "si vota alla Camera il via libera alla Tav per presentarlo il 20 novembre ai francesi senza che il testo sia passato al Senato. Una cosa inaudita e del tutto anticostituzionale". Il motivo? "Nessuna Commissione parlamentare se ne è mai occupata". In pratica si presenterà a Hollande un testo redatto dal ministro Maurizio Lupi (Infrastrutture) ma non approvato dal Parlamento. "Lupi ha accentrato su di sé ogni decisione". Da qui la domanda: "Chissà di quali interessi è garante".

"ACCORDO ANTI-ANTIMAFIA" - Ma oltre al modo con il quale si sta portando avanti il Trattato sull'Alta velocità in Val di Susa c'è un'altra questione, tutt'altro che secondaria: in pratica la Ratifica e l'esecuzione dell'Accordo tra Italia e Francia per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione avrebbe una "pregiudiziale di costituzionalità". La Ratifica, spiega il deputato di Sel Giorgio Airaudo, oltre a confermare l'opera "prevede per la sua realizzazione la prevalenza del diritto francese rispetto a quello italiano". Gravissima la conseguenza: "Essendo il diritto francese meno strutturato e meno vincolante sulle norme antimafia, è incomprensibile, inaccettabile e incostituzionale che un'opera che impegna molti appalti e subappalti e cospicue risorse per lunghissimo tempo venga sottratta alla massima trasparenza e alle tutele massime possibili dell'ordinamento antimafia italiano

I DUBBI FRANCESI - Ebbene sì. Mentre in Italia i lavori per la Tav procedono ad alta velocità, in Francia i lavori sono fermi. E lo saranno per un po'. E' quanto emerso dall'intervista rilasciata alle Iene di Yves Crozet, professore di economia all’Università di Lione, nonché membro della commissione Mobilité 21. "I lavori per il Tav oltralpe non vanno avanti e non prima del quinquennio 2025-2030 si vedrà qualcosa di realizzato". Crozet nell’intervista cita il rapporto della commissione inviato al governo francese: "Linee ferroviarie nuove creeranno problemi di saturazione sugli snodi ferroviari esistenti – spiega l’esperto – Piuttosto che concentrarsi sulla costruzione di centinaia di chilometri di linee ferroviarie ad alta velocità sarebbe stato meglio concentrarsi sul dare molta più mobilità ai nodi di Parigi-Lione e Marsiglia".

È quindi chiaro che i governi francese e italiano cercano di rimandare questo progetto da anni senza mai dire la verità e cioè che il Tav andrebbe fermato, perché troppo costoso, ma soprattutto perché non corrisponde ad una reale domanda.

 LA PROTESTA 
- Sabato 16 novembre in Val di Susa ci sarà una grande manifestazione. 
Quindi mercoledì 20 novembre il popolo No Tav "diffuso" per tutta l'Italia tornerà in piazza a Roma proprio in occasione dell'incontro tra Letta e Hollande: "Scenderemo a Roma il 20 novembre per il vertice italo-francese" spiegano dalla Valle: "Il movimento No Tav sta infatti organizzando un presidio insieme ai comitati per la casa in occasione del vertice tra Italia e Francia in cui si parlerà anche di Tav. 
Saremo a Roma per assediare quella minima parte del Paese che con le sue firme
 sta indebitando milioni di italiani".



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martedì 28 maggio 2013

ECOLOGIA: La Tav è inutile: l'inchiesta di Report



Ecco perché la Tav è inutile: l'inchiesta di Report


Roberta Ragni - Il tratto Tav Torino-Lione, secondo le stime attuali, costerà almeno 24 miliardi di euro, da spalmare in 20 anni e da spartire tra Italia e Francia. È questo uno dei dati che emerge dal servizio di Emanuele Bellano per Report dal titolo "Torino-Lione", che mostra lo stato attuale e futuro del famoso corridoio 5 e della linea ferroviaria italiana.

Così, tra il ministro Lupi che si è rifiutato di rispondere e l'Architetto Mario Virano che "riesce a dire di fronte all'evidenza, compiendo un arrampicata sui vetri palese: "E' giusto ma non è corretto"", come scrivono i NO-TAV sul loro blog, scopriamo ciò che da tempo viene denunciato: "il progetto approvato dal governo, che i manifestanti contestano, prevede la realizzazione di un foro nella montagna di 57 chilometri, che aumenterà la velocità dei treni, ma che fa lievitare i costi dell'opera", spiega il servizio.

la Tav è inutile: l'inchiesta di Report
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ECOLOGIA: La Tav è inutile: l'inchiesta di Report: Ecco perché la Tav è inutile: l'inchiesta di Report Roberta Ragni - Il tratto Tav Torino-Lione, secondo le stime attuali, costerà ...

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lunedì 3 settembre 2012

TAV : non ha più né capo né coda


NO ALLA TAV


Tav sì o Tav no? Parigi potrebbe presto ripensarci.

Quando il Portogallo, stremato dalla crisi e dalla situazione economica, ha comunicato di rinunciare alla sua tratta TAV. Tratta che rappresentava il punto di partenza di quel famoso corridoio 5 Lisbona-Kiev.

TAV : il corridoio non ha più né capo né coda

 La Russia dice no alle sue previste linee TAV.

Adesso, curiosamente, anche all'altro capo del corridoio si getta la spugna. Non a Kiev, ma ancora più giù: in Russia. La Russia aveva in animo di costruire due linee TAV in occasione dei mondiali di calcio del 2018, per collegare Mosca a San Pietroburgo ed Ekaterinburg. Ma oggi, a causa di "vincoli di bilancio", si è tirata indietro: costano troppo persino per i russi.  
Uso come fonte il giornale francese La Tribune, che così riassume:
Il governo russo ha rifiutato di finanziare la costruzione di linee ad alta velocità nei prossimi anni a causa di vincoli di bilancio. Alstom e SNCF avevano riposto grandi speranze nella colossale gare che si sarebbe dovuta svolgere nei primi mesi del 2013. Due linee erano state previste per il Mondiali di calcio che si terranno in Russia nel 2018.
Interessante il titolo: "Mosca rinuncia al TAV. Un duro colpo per Alstom e SNCF". Duro ancora di più perché persino la Francia ha appena rinunciato ad alcune tratte TAV, e Alstom e SNCF ora contano più che mai sui quattrini degli altri Paesi. Così, tanto per chiarire chi è che in Europa ha in mano il business del TAV, in modo da saper bene tradurre quando i nostri politici difendono l'Alta Velocità "per il bene del Paese".

 http://petrolio.blogosfere.it/2012/07/tav-torino-lione-la-francia-di-hollande-dice-no-e-ferma-i-lavori.html

http://cipiri6.blogspot.it/2012/07/gli-stati-uniti-rinunciano-alla-tav.html

Portogallo rinuncia alla Tav



 (ANSAmed) – MADRID, 22 MAR – Il governo portoghese ha annunciato oggi l’abbandono definitivo del progetto di Alta velocita’ per i collegamenti con la Spagna,
http://cipiri.blogspot.it/2012/03/portogallo-rinuncia-alla-tav.html

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domenica 25 marzo 2012

Portogallo rinuncia alla Tav



 (ANSAmed) – MADRID, 22 MAR – Il governo portoghese ha annunciato oggi l’abbandono definitivo del progetto di Alta velocita’ per i collegamenti con la Spagna, sospeso nel giugno di un anno fa, all’indomani dell’insediamento dell’esecutivo conservatore presieduto da Pedro Passos Coelho. Dopo la sentenza emessa oggi dalla Corte dei Conti lusitana, contraria al contratto di costruzione della linea di alta velocita’, il ministero di economia, in un comunicato, considera che questa ”chiude la polemica sul progetto, che sara’ cosi’ definitivamente abbandonato”. Nella nota, citata dall’agenzia Lusa, il governo assicura che saranno valutate le conseguenze giuridiche ed economiche della sentenza, ”per agire in difesa dell’interesse pubblico”. La Corte dei Conti annulla il contratto per l’esecuzione della tratta principale del progetto di Alta velocita’ fra Lisbona e Madrid, di circa 150 km, che doveva collegate Poceirao con Caia, alla frontiera con la citta’ spagnola di Badajoz. Un appalto per 1,4 miliardi di euro, aggiudicato nel 2010 dal precedente esecutivo socialista presieduto da Jose’ Socrates al consorzio Elos, guidato da due grandi gruppi lusitani. Il ministero di Economia ha confermato, nella nota, la priorita’ data alla realizzazione di reti ferroviarie transeuropee per i trasporti merci dai porti di Dines e Aveiro, per stimolare la competitivita’ delle esportazioni portoghesi. (ANSAmed).

Intanto proprio in queste ore il governo di Lisbona ha annunciato oggi l'abbandono definitivo del progetto di Alta velocità per i collegamenti con la Spagna, già sospeso nel giugno di un anno fa. A dare il colpo di grazia alla costosissima infrastruttura è stata oggi la Corte dei Conti lusitana: la tratta tra Lisbona e Madrid è troppo costosa e in tempi di crisi nera il paese non se la può permettere. A dare il via al progetto era stato l’esecutivo socialista nel 2010, quando il premier Josè Socrates aveva affidato al consorzio Elos un appalto da ben 1,4 miliardi di euro per circa 150 km di linea ferrata ad alta velocità.
Oggi il ministero di Economia ha confermato invece la priorità da concedere alla realizzazione di reti ferroviarie transeuropee per i trasporti merci utilizzando le tratte marittime, a partire dai porti di Dines e Aveiro. 

La TAV è un lusso che il Portogallo non può permettersi. Niente linea Lisbona-Madrid, ci si penserà quando torneranno le vacche grasse.

Qualcuno doveva pur arrivarci, alla fine: l'hanno fatto i governanti portoghesi. Non so chi siano, anche se mi pare che si trovino al loro posto per volontà popolare e non per imposizione europea. Fatto sta che si sono fatti due conti, hanno visto il debito pubblico del loro Paese, appurata la situazione economica generale, e hanno concluso che il TAV è un lusso che il Portogallo non può permettersi. Niente linea Lisbona-Madrid, ci si penserà quando torneranno le vacche grasse.


La Tav in Portogallo è morta


Il Portogallo soffre una grave crisi economica, ma non è per questo che il governo ha definitivamente cassato il progetto.

MORTA - Un anno fa era stato sospeso, ieri è stato ucciso dalo stesso governo conservatore di Pedro Passo Coelho. “Il progetto sarà definitivamente abbandonato“, una dichiarazione che non lascia spazio ai dubbi. Si pagheranno le penali che ci sono da pagare, se ce ne sono,  e s’investirà su progetti diversi, considerati meno esosi e al contempo più utili del collegamento con la rete ad alta velocità spagnola nella città di Badajoz. Annullati anche gli appalti con i quali due grandi gruppi portoghesi si erano già aggiudicati l’esecuzione dell’opera.

UN BREVE TRATTO - La tratta prevista è di appena 150 chilometri, sui quali il governo portoghese avrebbe dovuto investire pesantemente  per conseguire un vantaggio relativamente modesto in termine di abbreviamento dei tempi. Che poi è una delle principali obiezioni dei comitati valsusini NO-TAV, ai quali nessuno ha ancora spiegato il senso di investire miliardi di euro per far guadagnare un quarto d’ora a merci e passeggeri che già oggi transitano sulla linea esistente in quantità sempre minori.
SI PUO’ DIRE NO - Incidentalmente la decisione del governo portoghese illumina anche la falsità di argomenti come “ce lo chiede l’Europa” o altri spropositi indimostrati sulla futura utilità dell’opera. Rinunciare ad alcuni tratti di TAV si può e anzi si deve, se e quando la sua realizzazione non sia supportata da dati affidabili che ne dimostrino la validità come investimento e come risposta a una reale domanda di servizi.
NO AGLI SPRECHI - Diversamente la TAV, come gli altri investimenti fondati su professioni di fede o su studi incerti, dev’essere cassata in quanto rappresenta un spreco di denaro pubblico. Resta da sperare che anche nel nostro paese i favorevoli al progetto abbandonino posizioni sostenute solo da una malintesa ideologia modernista, sposando al causa dell’interesse comune a discapito di quella dei pochi che guadagnerebbero da progetti tanto sbagliati.

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/economia/2012/03/22/visualizza_new.html_155049162.html


Fratelli di TAV



Fratelli di TAV
28 Feb 2012
Mercalli ne ha per tutti, anche sul fatto che in Francia non si sono registrate proteste No Tav: “Anche qui menzogne – spiega -, i francesi non hanno costruito niente finora: solo tre cunicoli esplorativi, ora tappati. E poi andate ...
02 Mar 2012
Questo video ricostruisce il susseguirsi degli eventi e svela gli artifizi della narrazione mediatica dei fatti. La Resistenza NoTav NON si Arresta! in certe occasioni compaiono sempre gli incappuncciati. VIDEO TAV NAZIONALE ...
04 Mar 2012
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