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sabato 3 novembre 2018

Decreto Sicurezza

Decreto Sicurezza: il monito di Mattarella


Decreto sicurezza in vigore: tutte le novità
Il decreto n. 113/2018 pubblicato in Gazzetta Ufficiale reca disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale, immigrazione e sicurezza pubblica. Tutte le novità e il testo allegato

di Lucia Izzo - È in vigore da oggi il decreto legge n. 113/2018 (pubblicato in G.U. n. 231 del 04/10/2018) recante "Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata".

Decreto Sicurezza: il monito di Mattarella

Sul c.d. decreto sicurezza , frutto dell'impegno del ministro dell'Interno Matteo Salvini, ha posto la sua firma nei giorni scorsi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, 
contestualmente, ha inviato al premier 
Giuseppe Conte una lettera volta a sottolineare gli obblighi imposti dalla Costituzione.

Il Presidente non è rimasto insensibile ai rilievi critici che hanno permeato l'iter del decreto: «Avverto l'obbligo di sottolineare che, in materia, come affermato nella Relazione di accompagnamento al decreto, restano "fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato", pur se non espressamente richiamati nel testo normativo, e, in particolare, quanto direttamente disposto dall'art. 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall'Italia» ha scritto il Capo dello Stato. Il riferimento è, nel dettaglio, 
al passaggio riguardante tra l'altro profughi e rifugiati.

Pronta la replica del vicepremier Salvini il quale, nel corso di una diretta Facebook, ha dichiarato: «Il Presidente Mattarella ha richiamato, con una lettera allegata alla firma del mio decreto, l'articolo 10 della Costituzione. Figurarsi, io li voglio rispettare tutti gli articoli della Costituzione italiana, italiana. Quindi per me la Costituzione vale dal primo all'ultimo articolo».

Ha poi rimarcato: «Noi rispettiamo la Costituzione, i trattati internazionali, le convenzioni ma non vogliamo passare per fessi»
Addio permesso di soggiorno di carattere umanitario

In prima battuta il provvedimento interviene in materia di permesso di soggiorno per motivi umanitari e di contrasto all'immigrazione illegale. In sostanza, il decreto ha l'effetto di abolire i permessi di soggiorno per motivi umanitari fornendo forme di tutela complementare tipizzate allo scopo di limitare un'interpretazione estensiva della norma 
e la discrezionalità nella concessione dei permessi.

In sostanza, oltre alle ipotesi tradizionali, la tutela allo straniero viene accordata a mezzo di permessi per cure mediche, in caso di condizioni di salute di eccezionale gravità, in caso di situazioni contingenti di calamità naturale nel Paese di origine, oppure a scopo premiale per merito civile laddove il cittadino straniero compia atti di particolare valore.

Misure urgenti sono introdotte per assicurare l'effettività del rimpatrio dei cittadini stranieri che non hanno titolo per il soggiorno del nostro paese: all'uopo è disposto un prolungamento della durata massima del trattenimento dello straniero nei 
Centri di permanenza per il rimpatrio che andrà da 90 a 180 giorni.

Un'apposita procedura è prevista in caso in cui il richiedente asilo presenti la domanda di protezione internazionale direttamente alla frontiera dopo essere stato fermato per avere eluso o tentato di eludere i relativi controlli. Nel dettaglio, direttamente alla frontiera o nelle zone di transito, i richiedenti asilo saranno trattenuti per la determinazione o la verifica dell'identità e della cittadinanza.

In materia di protezione internazionale, si interviene anche per ampliare il catalogo di reati che, in caso di condanna definitiva, comportano il diniego o la revoca della protezione internazionale, inserendovi ipotesi delittuose di particolare gravità che destano allarme sociale.
Cittadinanza: le novità del decreto sicurezza

Il provvedimento interviene anche in materia di cittadinanza, in particolare riguardanti l'accurato svolgimento delle istanze di riconoscimento e concessione della cittadinanza in costante incremento

Si introduce l'istituto della revoca della cittadinanza italiana concessa ai cittadini stranieri che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale, avendo riportato condanne per gravi reati commessi con finalità di terrorismo o eversione.

Si disciplina poi una ulteriore ipotesi di revoca della cittadinanza ottenuta a seguito della produzione di atti falsi o di false dichiarazioni.
Antiterrorismo: stretta su noleggio tir e furgoni

Per finalità di prevenzione del terrorismo, il decreto stabilisce che gli esercenti attività di noleggio dovranno comunicare, per il successivo raffronto effettuato dal Centro elaborazione dati (CED), i dati identificativi riportati nel documento di identità esibito 
dal soggetto che richiede il noleggio di un autoveicolo.

La comunicazione dovrà essere effettuata contestualmente alla stipula del contratto di noleggio e comunque con un congruo anticipo rispetto al momento della consegna del veicolo. Il CED si occuperà del raffronto automatico dei dati comunicati con quelli in esso conservati e ove emergano situazioni potenzialmente rilevanti provvederà a segnalarle alle forze dell'ordine.
Dispositivi elettronici: maggior controllo per nuovi reati

In materia di sicurezza, il decreto stabilisce anche un ampliamento delle ipotesi in cui potranno essere utilizzati i dispositivi elettronici per il controllo dell'ottemperanza al provvedimento di allontanamento dalla casa familiare.

I summenzionati dispositivi elettronici, infatti potranno essere utilizzati anche in relazione ai reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e per stalking.
Polizia Municipale: teaser elettrico in dotazione

Il testo prevede anche che sia iniziata la "sperimentazione" di armi ad impulsi elettrici da parte delle Polizie municipali. In sostanza, previa adozione di un apposito regolamento comunale, i Comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti possono dotare due agenti di pubblica sicurezza dei c.d. taser, in via sperimentale, per un periodo di sei mesi.

Lo stesso regolamento summenzionato dovrà occuparsi di definire le modalità della sperimentazione nel rispetto dei principi di precauzione e di salvaguardia dell'incolumità pubblica, che dovrà essere effettuata previo un periodo di adeguato addestramento del personale interessato.

Al termine del periodo di sperimentazione i Comuni potranno deliberare di assegnare in dotazione effettiva di reparto l'arma comune ad impulsi elettrici positivamente sperimentata.
Daspo dai presidi sanitari

Particolare scalpore e polemiche da parte del mondo dei medici ha destato la previsione del decreto che prevede il Daspo dai presidi sanitari per contrastare la violenza a medici e personali sanitari.

Il provvedimento, in sostanza, ricomprende anche i presidi sanitari nell'elenco dei luoghi che possono essere individuati dai regolamenti di polizia urbana ai fini dell'applicazione delle misure a tutela del decoro di particolari aree urbane.

Ciò determina la possibilità di applicare tra l'altro la misura del provvedimento di allontanamento del questore, il Daspo urbano, nei confronti dei soggetti che pongono in essere condotte che impediscono l'accessibilità e la fruizione nei suddetti ambiti.
Occupazione arbitrarie di immobili: pene inasprite

In materia di occupazioni arbitrarie di immobili, il testo introduce inasprimenti di pena nei confronti dei promotori e organizzatori dell'invasione di cui all'art. 633 c.p. (invasione di terreni o edifici), nonché'di coloro che hanno compiuto il fatto armati

Si applica, in tal caso, la pena della reclusione fino a quattro anni congiuntamente alla multa da 206 euro a 2.064 euro. Inoltre, si prevede la possibilità di utilizzare le intercettazioni nei loro confronti.
Disposizioni per il rafforzamento organizzativo dell'ANBSC

Particolarmente rilevanti, in materia di lotta alla criminalità organizzata, sono le disposizioni volte al miglioramento e al rafforzamento della funzionalità e dell'efficienza dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati 
e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC).

Altre disposizioni si soffermano, invece, sulla funzionalità del Ministero dell'Interno, sul pagamento dei compensi per lavoro straordinario svolto delle Forze di polizia, sull'incremento dei richiami del personale volontario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e sul riordino dei ruoli delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate .



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lunedì 11 giugno 2018

Luigi Di Maio dice Pace Fiscale non è un Condono


La Pace Fiscale è un Condono

Si deve attuare ma non deve avere nessun carattere condonistico". E' quanto precisa il vicepremier Luigi Di Maio, ospite di 'In mezz'ora', confermando la partecipazione al vertice a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte e l'altro vicepremier Matteo Salvini "per individuare" i viceministri e i sottosegretari del nuovo esecutivo. Nel vertice, precisa, "non si discuterà di Commissioni parlamentari". Sulle deleghe, a cominciare da quelle sulle telecomunicazioni, "non faremo scelte da manuale Cencelli". Quanto nello specifico al Copasir, specifica Di Maio, "per legge è espressamente dato all'opposizione''. Anche Fdi viene considerata opposizione? ''Lo deciderà il Parlamento'', taglia corto il vicepremier pentastellato, che aggiunge: ''Per la Vigilanza Rai c'è la prassi di affidarne la presidenza alla opposizione, ma la libertà del Parlamento la dobbiamo dimostrare qui''.

manuale Cencelli

LA SFIDA - "La nostra sfida è realizzare le cose promesse agli italiani" dice, aggiungendo che nei prossimi mesi "daremo risposte subito" e "nel breve-medio periodo altre". "Se manterremo le promesse saremo diversi dagli altri, se no saremmo uguali agli altri", sottolinea il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro spiegando di essere fiducioso sulle coperture per finanziare le misure del contratto di Governo. "Stiamo sottovalutando le azioni che faremo per semplificare la macchina burocratica dello Stato, per favorire l'utilizzo degli investimenti e la spending review. Ci sono dei margini di bilancio da recuperare. Inoltre sono fiducioso sulla capacità di recuperare dei margini anche con i lavoro che faremo a livello Ue". L'appuntamento più importante, rileva il ministro, "è la legge Di Bilancio. Il mio dovere è quello di fare prima tutti i provvedimenti a costo zero, come ad esempio l'abolizione dello spesometro, redditometro... Poi devo mettere in piede due fondi: il fondo per il reddito di cittadinanza e di un fondo per il superamento della legge Fornero. Nei prossimi mesi daremo subito risposte agli italiani e nel breve medio periodo faremo quindi il resto".

IMMIGRAZIONE - "Il fenomeno della immigrazione in Italia è incontrollato perché si è fatto business - denuncia Di Maio -. Spero che il prima possibile che questo Governo possa introdurre la rendicontazione puntuale di tutti i fondi che si assegnano al meccanismo dell'accoglienza per sapere come si stiano spendendo: forse scopriremo che avremo bisogno di meno fondi di quelli che destiniamo. Quasi 4,5 miliardi di euro l'anno. Se inizieremo a fare questo per qualche cooperativa, albergo o per qualche associazione che è fittizia non tutte la pacchia è finita".

LAVORO - "Negli anni i meccanismi di sfruttamento sono stati combattuti aumentando gli oneri sulle spalle degli imprenditori e il risultato è stato di continuare a fare prosperare i disonesti e a gravare sugli onesti - dice Di Maio commentando la vicenda di Sacko Soumayla -. Dobbiamo fare più controlli e ridurre la burocrazia. Per questo l'Ispettorato del Lavoro va potenziato per controllare ed evitare questi malfunzionamenti".

"Tutti raccontano di un contratto di governo in cui i punti cruciali consistono nel fatto che Salvini mi chiedeva cose per Berlusconi su giustizia e telecomunicazioni. Invece, la realtà è di due forze che discutono di diritti sociali: tutte e due hanno avuto un mandato dai cittadini di recuperare i diritti sociali che, mi dispiace, la sinistra ha distrutto''.

ILVA - "La soluzione sull'Ilva non la dico qui - dice sottolineando di essere 'consapevole' delle scadenze che si avvicinano -. Si devono ascoltare i Commissari, i potenziali acquirenti, i sindacati, le associazioni che si occupano di tutela dell'ambiente a Taranto, il sindacato. Dopo questi incontri verificheremo lo stato dell'arte della trattativa e capiremo quali sono le soluzioni". "Tutto sarà fatto con la massima responsabilità e per il bene del Paese", sottolinea Di Maio.

TAV- "Nel contratto abbiamo scritto che vogliamo ricontrattare totalmente quest'opera. Significa che non sarà fatto in maniera unilaterale ma in maniera bilaterale. Parleremo con il nostro omologo del Governo francese e discuteremo di un'opera su cui il Governo Gentiloni stesso ha messo in evidenza che c'erano dei problemi nel rapporto costi e benefici. E' stata progettata 10 anni fa e ci sono stati dei cambiamenti dei flussi di merci". "Tutto sarà fatto, nell'ambito dell'Ue e dei trattati internazionali, con il massimo dialogo per arrivare all'obiettivo. Negli anni invece l'obiettivo era solo il massimo dialogo e questo ha provocato problemi", sottolinea ancora Di Maio.

L'EUROPA - "Il nostro obiettivo è di andare ai tavoli europei per ottenere i margini necessari per fare investimenti in Italia e portare avanti le riforme strutturali". "Non sto dicendo che tutti i soldi di cui abbiamo bisogno proverranno dall'Europa". Ma in Ue, aggiunge Di Maio, "andremo ai tavolo con il massimo dialogo ma anche con fermezza chiedendo lo stesso trattamento degli altri. Siamo il secondo Paese manifatturiero in Europa e siamo uno dei Paesi fondatori". 
E per ora "non ci stanno bene i parametri come stanno" in Ue.


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venerdì 1 giugno 2018

Il Governo GialloVerde ha Giurato Fedeltà alla Repubblica Italiana

Il Governo GialloVerde ha Giurato Fedeltà alla Repubblica Italiana

Tria e Moavero tecnici non sgraditi al Colle. 
Di Maio e Salvini vicepremier per guidare Conte. 
Giorgetti sottosegretario chiave. Tutti i ministri.
La base del nuovo accordo è la stessa di una settimana fa, con un bilanciamento dei ministeri di peso tra Lega e M5s. Ma le due caselle chiave dell'esecutivo giallo-verde, dicastero dell'Economia ed Esteri, sono state stravolte per sbloccare l'impasse e avere il consenso del Capo dello Stato.

Il foglietto con la lista dei ministri, sventolato su Facebook da un arrabbiatissimo Luigi Di Maio domenica scorsa quando il governo politico era naufragato, è tornato quindi sul tavolo della trattativa. Come era stato stabilito il capo politico grillino e Matteo Salvini in tandem vigileranno da vicepremier sul presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ed entrambi saranno anche ministri: Di Maio dello Sviluppo economico e del Lavoro, il segretario leghista agli Interni. Due dicasteri da loro sempre rivendicati perché simbolo delle rispettive battaglie.

Il cambio sostanziale in quest'ultima trattativa riguarda il ministero dell'Economia con il passo indietro dei leghisti che hanno accettato di spostare Paolo Savona agli Affari europei. Al posto del professore anti-euro, il cui nome era stato stoppato dal Colle, compare quello di Giovanni Tria, che espressamente ha sostenuto che uscire dall'euro non è conveniente. Conosciuto da tempo in ambienti leghisti, in particolare da Giancarlo Giorgetti, e suggerito dallo stesso Savona,
 rappresenta il punto di caduta.

Sul tavolo di Salvini e Di Maio, proprio quando si stava per chiudere, è emerso il nodo del ministero degli Esteri, che come stabilito non doveva essere in quota né M5s né Lega. Domenica scorsa, nella lista con cui Conte è salito al Quirinale, la Farnesina era occupata dall'ambasciatore Luigi Giansanti. Ma anche su questo nome sono stati avanzati dei dubbi, così nelle ultime ore si è fatto largo il nome di Enzo Moavero Milanesi, ex ministro del governo Monti e gradito al Colle. 5Stelle e Lega hanno provato a fare resistenza dal momento che Moavero Milanesi rappresenta un tecnico del periodo montiano. Così hanno provato a proporre il nome dell'ambasciatore italiano in Russia, Pasquale Terracciano, ma nulla di fatto.

Andando ai numeri in tutto ci sono 18 ministeri ma 17 ministri poiché Di Maio ricoprirà sia quello dello Sviluppo economico sia quello del Lavoro. Nove sono destinati al Movimento 5 Stelle, sette alla Lega che in più vede Giorgetti come sottosegretario alla presidenza del Consiglio con la funzione di segretario del consiglio dei ministri. Poche donne nella compagine di governo, solo cinque. Erika Stefani (Lega) sarà responsabile degli Affari regionali e delle autonomie, Barbara Lezzi (M5s) ministro del Sud, alla Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno (Lega), alla Salute Giulia Grillo, attualmente capogruppo M5s, infine alla Difesa Elisabetta Trenta.

A sorpresa Danilo Toninelli, capogruppo del Movimento 5 Stelle, è il nuovo ministro delle Infrastrutture. Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, quest'ultimo già questore anziano della Camera, saranno rispettivamente ministro della Giustizia e ministro per i rapporti con il Parlamento e democrazia diretta. In quota Lega Marco Bussetti all'Istruzione l'Università, Alberto Bonisoli al ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Lorenzo Fontana alla Famiglia e disabilità, Gian Marco Centinaio alle Politiche agricole. In sostanza Di Maio e Salvini hanno messo nella squadra di governo le persone più fidate, in particolare gli M5s non hanno badato al doppio incarico.

Ricapitolando:
-al Ministero dell'Interno abbiamo un razzista antimeridionalista conclamato, 
-al Ministero del Lavoro abbiamo uno che non ha mai lavorato in vita sua ed è pure sgrammaticato,-
al Ministero dell'Economia c'è uno che vuole l'aumento dell'IVA ed auspica la Flat Tax, 
-al Ministero della Salute abbiamo una No Vax, un medico si, legale, che più che di salute dei vivi si è occupata di obitori,
-al Ministero Istruzione c'è un prof di educazione fisica che ha definito La Buona Scuola come "un'ottima Legge",
-al Ministero della Famiglia c'è un antiabortista, pure omofobo, 
-al Ministero per il Sud c'è una tizia che attribuiva ai condizionatori la crescita del Pil,
-ai Servizi Segreti c'è uno che convintamente crede all'estenza delle scie chimiche.....


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martedì 22 maggio 2018

Giuseppe Conte, chi è ed altre cose da sapere



La persona indicata da M5S e Lega
 come nuovo presidente del Consiglio
 è un avvocato di 54 anni e non ha mai fatto politica.

Giuseppe Conte è stato indicato da Movimento 5 Stelle e Lega Nord come presidente del Consiglio del loro futuro governo. Conte ha 54 anni, è nato a Volturara Appula, in provincia di Foggia, è un avvocato civilista e insegnante di diritto, e non ha mai fatto politica. Il suo nome è stato annunciato lunedì pomeriggio da Luigi di Maio 
dopo avere incontrato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Dal 2013 Giuseppe Conte è componente del Consiglio di presidenza della Giustizia Amministrativa, scelto dal Parlamento. Quando il Movimento 5 Stelle lo candidò per quell’incarico, scrive Repubblica, presentò un “curriculum di 18 pagine” e i giornali di oggi insistono molto sulle sue esperienze lavorative e di studio. Le più importanti, tra quelle che dichiara, sono la laurea in Giurisprudenza del 1988, gli studi di perfezionamento a Yale e alla New York University (che ha però smentito che Conte abbia studiato lì) e le docenze di Diritto Privato all’Università di Firenze e all’università LUISS di Roma. Conte, che lavora come avvocato a Roma e ha un suo studio legale, è anche avvocato patrocinante in Cassazione. Giuseppe Conte è stato inoltre il legale nella complessa vicenda sul caso Stamina della famiglia di Sofia, bambina con una grave malattia neurodegenerativa non curabile.

Di Conte non si era parlato molto fino a poche settimane fa, quando prima delle elezioni il Movimento 5 Stelle lo aveva indicato come ministro della Pubblica Amministrazione di un futuro eventuale governo Di Maio. Durante l’evento di presentazione della squadra di governo, Conte fu elogiato da Di Maio per il suo impegno per la de-burocratizzazione dell’amministrazione pubblica e lui stesso – parlando dei suoi obiettivi da futuro ministro – fece riferimento alla “semplificazione della pubblica amministrazione” e alla “cultura della legalità” da promuovere e valorizzare tra gli italiani.


In quell’occasione Conte raccontò di avere avuto i suoi primi contatti con il Movimento 5 Stelle nel 2013, quando gli fu chiesto di diventare membro del Consiglio di presidenza della Giustizia Amministrativa, l’organo di autogoverno della giustizia amministrativa. «Luigi Di Maio ricorderà, fui molto chiaro», disse Conte, «per onestà intellettuale precisai: “non vi ho votato”, e precisai anche “non posso neppure considerarmi un simpatizzante”, non li conoscevo. In questi quattro anni in cui ho svolto questo incarico non ho ricevuto una telefonata che potesse in qualche modo interferire [..] nel delicato incarico che ho ricoperto». Intervistato a DiMartedì pochi giorni dopo, insistendo sulla sua parziale estraneità al Movimento 5 Stelle, Conte disse che «il mio cuore è tradizionalmente battuto a sinistra».

Durante la presentazione del futuro governo del Movimento 5 Stelle, Conte elogiò molto il “senso delle istituzioni” dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle e disse che a convincerlo a candidarsi a ministro di un loro futuro governo fu la composizione delle liste elettorali e «l’apertura a esponenti della società civile, a figure professionali, figure competenti. Un laboratorio politico meraviglioso, incredibile».

Parlando di quale sarebbe stato il suo programma di lavoro da ministro, Conte insistette molto sulla necessità di semplificare il «farraginoso» quadro normativo italiano e di combattere «l’ipertrofia normativa». Disse che sarebbe stato necessario un censimento di tutte le norme, per potere abrogare le «leggi inutili»; disse che sarebbe stata necessaria una grossa semplificazione della macchina burocratica dello Stato e un riassetto delle autorità indipendenti – «sono decine, ci sono sovrapposizioni di competenze e vuoti legislativi» – e parlò della necessità di rivedere le norme anticorruzione. Conte parlò anche della necessità di «valorizzare la meritocrazia», varando «un programma straordinario di riqualificazione del personale pubblico» e cambiando il modo in cui sono distribuiti gli incentivi economici ai lavoratori dell’amministrazione e, chiudendo il suo intervento, disse che sarebbe stato necessario rivedere integralmente quella che chiamò la riforma della «cattiva scuola», la riforma dell’istruzione approvata dal governo Renzi.

In altre occasioni, prima che di lui si parlasse per incarichi politici, Conte aveva presentato più estesamente le sue idee per la riforma della giustizia amministrativa, di cui ha più volte riconosciuto l’utilità e l’importanza ma anche quelli che secondo lui erano diventati dei limiti al suo funzionamento. Ne aveva parlato in un convegno dello scorso giugno alla Camera. Non sono note quindi le sue opinioni su tantissime altre questioni di cui dovrà occuparsi eventualmente da presidente del Consiglio, né le sue attitudini e capacità politiche nel guidare e gestire un governo, visto che non ha precedenti esperienze amministrative.





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