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mercoledì 4 giugno 2014

Erri De Luca #Esprimiamo la nostra solidarietà allo scrittore


Erri De Luca #Esprimiamo la nostra solidarietà allo scrittore

Evento Facebook

"Se mi condannano per istigazione alla violenza non farò ricorso in appello. Se dovrò farmi la galera per avere espresso una opinione, allora la farò". -Erri De Luca Il 5 giugno presso il Tribunale di Torino si terrà l’udienza preliminare del processo allo scrittore Erri De Luca per istigazione al sabotaggio in merito alla questione Tav.

In tutte le regioni d'Italia il 4 Giugno, associazioni , librerie, auditorium, teatri,sosterranno Erri De Luca organizzando eventi e letture. Segnalate in questa bacheca gli indirizzi in cui si terranno tali pacifiche e poetiche manifestazioni di solidarietà, in maniera da consentirne la partecipazione al massimo numero di persone.

https://www.facebook.com/events/247911452067176/?ref_newsfeed_story_type=regular



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mercoledì 12 febbraio 2014

TAV: farete la figura dei pezzenti


Alberto e Bianca Perino (foto di Mau­ri­zio Fava)

Qual­che giorno fa è arri­vato un fax da parte degli avvo­cati della LTF — Lyon Turìn Fer­ro­viaire — l’infausta ditta che dovrebbe occu­parsi dei lavori per il TAV Torino-Lione. In que­sto fax l’amabile LTF dà dieci (10) giorni di tempo a tre atti­vi­sti NOTAV fra i più in vista — Alberto Perino, e il sin­daco e vice­sin­daco
 Lore­dana Bel­lone e Gior­gio Vair per rifon­dere l’evidentemente biso­gnosa di fondi LTF, secondo quanto sen­ten­ziato in primo grado dall’efficientissimo e ultra­ce­lere Tri­bu­nale di Torino, quando si tratta di NOTAV, ovvia­mente. La grande colpa com­messa dai tre — e credo da altre decine di mani­fe­stanti che però non essendo famosi o rico­prendo cari­che isti­tu­zio­nali non assur­gono alle atten­zioni della Pro­cura — è stata occu­pare per poco tempo un ter­reno a Susa dove LTF doveva fare qual­che inu­tile tri­vel­la­zione di prova del ter­reno. Inu­tile — e uno spreco di denaro pub­blico — lo ribadisco.

Ecco tro­vato un altro bel modo inno­va­tivo per cer­care di repri­mere il movi­mento NOTAV: oltre ai circa sei­cento inda­gati, alle per­qui­si­zioni, alle decine di arre­sti, ai divieti di sog­giorno, agli arre­sti domi­ci­liari, alla galera vera e pro­pria anche con regime duro, alle accuse di “ter­ro­ri­smo” par­to­rite da chi evi­den­te­mente è rima­sto fermo ai bei tempi della gio­ventù degli anni 70, adesso si pensa di col­pirli con multe assurde, esa­ge­rate e tali da ter­ro­riz­zarli con la per­dita dei beni di una vita: casa pigno­rata, sacri­fici plu­ri­de­cen­nali che vanno a finire nella casse di coloro che sono abi­tuati a con­si­de­rare 200,000 euro come un arro­ton­da­mento di bilan­cio, e non come una somma enorme e tale da ridurre in povertà. È chiaro il mes­sag­gio: se volete andar con­tro di noi, che siamo ric­chi e con la “Legge” dalla nostra parte, saranno maz­zate, per voi pez­zenti. Non osate opporvi nep­pure in maniera non­vio­lenta e ghandiana.

Sono 24 anni che costoro pro­vano a imporre con diversi metodi, basati sulla forza e sul sopruso, la loro opera folle, inu­tile, costosa, dan­nosa e bugiarda: ma sem­pre si tro­vano di fronte alla rea­zione ferma, corag­giosa e fan­ta­siosa del Movi­mento NOTAV. Abbiamo deciso, nell’attesa di veder­celi resti­tuiti con gli inte­ressi, di smol­lare a LTF il suo obolo con una fan­ta­stica, gene­rosa rac­colta fondi che pre­vede momenti e serate di infor­ma­zione, pranzi e cene con­vi­viali, e molte altre ini­zia­tive: sem­pre dal basso, popo­lar­mente, senza cap­pelli par­ti­tici. Ognuno con quello che può: i 10 euro sono impor­tanti come le cifre più com­mi­su­rate al red­dito per­so­nale che hanno messo molti espo­nenti e intel­let­tuali in vista del Movi­mento ed espo­nenti della società civile, della cul­tura, della politica.

In due set­ti­mane, noi pic­coli abbiamo rac­colto quasi 180.000 dei 215.000 euro cui ammonta la mul­tazza. Ancora uno sforzo (vedi coor­di­nate ban­ca­rie in fondo all’articolo) e ci siamo. Dav­vero, ci siamo!

Biso­gne­rebbe por­tar­glieli in sede tutti in mone­tine da un euro, a LTF, se non fosse per le norme antiriciclaggio.

Una cosa è certa, signori del TAV: siete voi, non noi, che state facendo la figura dei pezzenti.

PS — A pro­po­sito di “Pif­feri di mon­ta­gna”, che spe­ra­vano di suo­nare e ven­nero suo­nati, è noti­zia ANSA del 10/2 che il com­mis­sa­rio di governo della Torino-Lione, Mario Virano, “non ha ottem­pe­rato al suo com­pito di for­nire dati cor­retti sui traf­fici fer­ro­viari al deci­sore poli­tico”. Con que­sta tesi i legali inca­ri­cati da M5S, Pro Natura Pie­monte e dal gruppo con­si­liare Buon­giorno Con­dove, pre­sen­te­ranno un espo­sto alla pro­cura di Roma. “Stiamo defi­nendo gli atti — ha spie­gato l’avvocato Ste­fano Ber­tone — ma potreb­bero rav­vi­sarsi
i reati di falso ideo­lo­gico ed omis­sione in atti d’ufficio”.
 —————————
 I con­tri­buti devono essere ver­sati esclu­si­va­mente sul conto cor­rente postale per le spese legali NO TAV

Conto Ban­co­Po­sta

Numero: 1004906838

Inte­stato a: DAVY PIETRO CEBRARI MARIA CHIARA

IBAN – IT22L0760101000001004906838

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 POST SCRIPTUM: la realta’ supera la fan­ta­sia, una volta tanto!

Mi chiama ora (11 feb­braio, ore 19:00) Alberto Perino e mi dice: “GAME OVER”!

Abbiamo rag­giunto 220.00 euro nella nostra rac­colta con­tro LTF!!

Qua­ran­ta­mila euro in un solo giorno. Gra­zie, gra­zie, a TUTTI.

Con­ti­nuiamo a rac­co­gliere,
ser­vono per le spese legali dei tanti pro­ces­sati NOTAV e per il soste­gno ai reclusi e col­piti da misure restrittive.


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giovedì 25 luglio 2013

ECOLOGIA: Con i Notav

Con i Notav


Con i Notav di Giorgio Cremaschi

Tutta la grande informazione ha seguito con trepidazione e simpatia la mobilitazione popolare in Turchia. Quel grande movimento democratico è esploso attorno alla protesta di centinaia di giovani che volevano impedire l'abbattimento di alcuni alberi in Gezi Park, un parco di Istambul destinato ad essere cancellato per far posto a qualche grande opera.

In Valle Susa sinora sono stati abbattuti oltre 5000 alberi, molti secolari,,,
continua a leggere ...
ECOLOGIA: Con i Notav: Con i Notav di Giorgio Cremaschi Tutta la grande informazione ha seguito con trepidazione e simpatia la mobilitazione popolare in Turch...

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mercoledì 11 aprile 2012

ECOLOGIA: NOTAV : 11 Aprile 2012


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ECOLOGIA: NOTAV : 11 Aprile 2012: . . . Conferenza Stampa dalla postazione in Piazza Castello 11 Aprile –    L’appello del Movimento NOTAV Questo ap...

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venerdì 2 marzo 2012

NoTav NON si Arresta



Fratelli di TAV



Fratelli di TAV





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Il 25 febbraio una grande marcia di oltre 50mila No Tav manifesta da Susa a Bussoleno per fermare l'allargamento del cantiere e rinnovare la solidarietà a tutti gli attivisti colpiti da arresti e denunce in occasione dell'accordo Italia-Francia di fine gennaio.

Al ritorno dal corteo gli attivisti di Milano vengono aggrediti e caricati a freddo alla stazione di PortaNuova a Torino. Questo video ricostruisce il susseguirsi degli eventi e svela gli artifizi della narrazione mediatica dei fatti

La Resistenza NoTav NON si Arresta!


 in certe occasioni compaiono sempre gli incappuncciati





VIDEO TAV NAZIONALE




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NO TAV

UNA STORIA LUNGA VENT'ANNI

di Oscar Margaira - 2 Marzo 2012

Le ragioni del Movimento e le non risposte di Cota e Fassino che ripetono lo stesso ritornello: "bisogna farla". Un progetto che lascia perplessi ma che viene spinto da tutti i partiti


Com'è passata la notte dei manifestanti No Tav, dopo le tensioni di questi giorni?

"Stanotte, se ho capito bene, ci sono stati solo pochi blocchi dimostrativi. Chiaramente, i manifestanti non hanno piacere a bloccare le strade, non ci sono vantaggi per nessuno ma, probabilmente, non ci sono altre strade per attirare l'attenzione. Noi vorremmo soltanto essere ascoltati con un foglio davanti e quattro calcoli, tutto qui. La situazione adesso è ancora abbastanza fluida, ma credo che la gente ritornerà sulle autostrade."

"In Val di Susa la situazione è del tutto diversa, c'è la popolazione, ci sono le mamme, i papà, i nonni, i nipoti. E' una protesta che dura ormai da 20 anni, quindi è tutta gente che sa perfettamente di cosa parla. Poi, certo, ci sono anche persone che vengono da fuori, ma sono poche decine. Il pericolo di infiltrazioni, com'è stato detto, può esistere, come esiste in tutti i campi, ma io per adesso non ho visto assolutamente nulla che non fosse qualche lancio di pietre in risposta ai lacrimogeni. Parlare di terrorismo mi sembra esagerato, poi chiaramente, ognuno la può pensare come vuole. Alla politica, certo, fa comodo dire che c'è un rischio, perché così ci etichettano tutti come persone pericolose."

"La maggioranza dei poliziotti fa il proprio mestiere, ma come in tutti i posti di lavoro può esserci chi esagera. Quello che però manca in questa vicenda è solo una cosa, semplice: la matematica. Il ministro Cancellieri, che dice: "Sì al dialogo, ma noi andiamo avanti", probabilmente non ha mai visto un conto, uno straccio di piano economico di questa linea. E' grave che un Ministro pro tempore, oltretutto non competente in materia economica, faccia affermazioni senza conoscere i numeri; e ancora, è strano che un Ministro come Passera, che di numeri dovrebbe intendersene, non tiri fuori il taccuino e metta giù due cifre. Non è serio un Paese in cui non si ragiona sulla base dei dati. Le cifre presentate dall'osservatorio Mirano sul piano economico del rapporto costi/benefici, non hanno alcuna base logica di ragionamento. Si figuri che a un certo punto, per dimostrare che quest' opera è utile, si è sostenuto che tutti gli immobili della valle si sarebbero rivalutati in ragione dell'arrivo del Tav: 26 Euro in più al metro quadrato. Questo è falso, perché da quando ho fatto io questo calcolo ad oggi, il prezzo delle case è già diminuito di 200 Euro al metro quadrato! Nel bilancio redatto da Mirano, viene previsto addirittura un aumento del numero di panini venduti agli operai! Ci rendiamo conto? Io ho letto tutti i progetti, perché come amministratore pubblico ho il dovere di farlo. Se in Comune avessimo fatto dei progetti così, probabilmente, e a ragione, saremmo stati mandati a casa."

"Qui la gente è determinata e credo che anche altrove in Italia, le persone che si sono informate hanno capito che abbiamo ragione. Nessuno di noi è contro le ferrovie, qui abbiamo già una linea utilizzata al 25% delle sue potenzialità, ci passano 3,9 milioni di tonnellate di merci invece dei 20 milioni previsti. Allora io dico che dobbiamo sederci tutti insieme a ragionare sui dati. Se invece, come credo, non vogliono ragionare, perche gli interessi sono altri, hanno una possibilità sola, mandarci tutti fuori dalla nostra valle. Questa è la soluzione che propugnava Maroni, ma credo che potrebbe funzionare per 15 giorni... I Ministri hanno il dovere di prendere in mano i conti, di guardarli, senza ascolatare i vari Cota e Fassino, che di queste cose non sanno nulla e hanno solo l'interesse da sempre a fare quest'opera. Dicono: "bisogna farla". Ma che vuol dire 'bisogna farla' se non serve? La linea è intasata a Torino, non sul valico. La galleria è ammodernata, e i treni ci passano tranquillamente. Il problema, appunto, è il nodo di Torino.
Si facciano i lavori e si spendano i soldi dove servono: con 300/400 milioni il nodo di Torino è sistemato, non c'è bisogno di spendere 20 miliardi di Euro distruggendo tutta la valle. Quando la linea già esistente sarà satura, come dicono i trattati internazionali, si potrà ragionare di una nuova linea, prima non ha nessun senso. Il problema però, è che non si saturerà mai, perché prima deve crescere il traffico di 6/7/8 volte! Non è possibile ascoltare proclami da persone che non sanno le cose. Lo sa un cittadino qualsiasi, l'amministratore di un paesino, non lo sa il Ministro? Ma allora cosa li mandiamo a fare? Un Ministro pro tempore, non competente in materia economica, che dovrebbe fare l'ordinaria amministrazione, si sta prendendo degli oneri che non sono suoi. E' come se fossimo in una dittatura".

di Oscar Margaira
 http://www.cadoinpiedi.it/2012/03/02/no_tav_una_storia_lunga_ventanni.html

TAV

UNA TORTA 

DA 15 MILIARDI


L'opera non serve e la storia di "Milano-Parigi in 4 ore" è una fiaba, poiché già oggi la tratta Milano-Torino non è idonea al Tgv francese. Il finanziamento europeo è solo il 5%. Si vuole duplicare il transito in una tratta che già oggi funziona al 25% delle potenzialità



 E' sorprendete che in 20 anni di questo dibattito si continui a parlare per pochi slogan e a ritenere un'opera così faraonica necessaria e sottolineo questa parola, necessaria, indispensabile a fronte però di una sorta di pensiero immaginario. Si racconta una fiaba e sulla base di questa fiaba si cercano di portare con sé le persone della maggioranza del Paese che stanno in un altro luogo. La fiaba è "arriverete a Parigi in 4 ore invece che in 6, il progetto avanza, il lavoro arriverà da sé appena abbiamo bucato la montagna, ci aspettano secoli di prosperità che grazie a un buco sotto le Alpi improvvisamente scenderanno su di noi come una pioggia dorata".
Invece quando si parla di progetti di questo genere bisognerebbe analizzare dei numeri, dei dati tecnici, tutte cose che invece qui in Valle di Susa si fanno da anni con l'ausilio di professionisti, di esperti di ogni settore. Ci sono tonnellate di elaborazioni tecniche che fanno riflettere prima di tutto sull'opportunità di questo progetto basandosi su quanto traffico merci c'è, quanto costa, quanti sarebbero i benefici ambientali (se ci sono etc.). Allora proviamo a fare un'analisi molto sintetica perché ci sono veramente tanti numeri e forse è questo il problema con il quale non si riesce a partire con la comunicazione sulla domanda di base, lascerei perdere tutte le tesi ideologiche, il concetto di progresso, lascerei perdere gli egoismi locali, le paure, l'ambiente. Lasciamole tutte perdere perché queste sono cose che vengono dopo, una cosa che viene prima è: la Tav a cosa serve? E perché dobbiamo farla?La Valle di Susa non è un baluardo alpino impenetrabile che procura danni al paese perché invalicabile, questo avveniva nel 1800 tant'è che Cavour decise di fare il primo tunnel ferroviario che è un'opera estremamente valida che funziona (a 140 anni di distanza) tutt'ora, è un traforo di circa una dozzina di chilometri già percorso dal doppio binario nella linea internazionale Torino-Modane. Questa linea funziona perfettamente e porta già oggi il treno Tgv dalla stazione di Parigi a quella di Milano centrale. E tra l'altro possiamo anche già farci delle risate sull'efficienza dei nostri proclami italiani, perché abbiamo già una linea ad alta velocità Torino - Milano che funziona dal 2006, sulla quale il Tgv francese non può passare, quindi tutte queste fiabe ci dicono che oggi un treno parte a alta velocità da Parigi, arriva fino a Chambery, attraversa le Alpi sulla linea normale, insomma andrà un po' più piano invece di fare i 300 all'ora passando attraverso le Alpi farà i 100 all'ora non è che succede nulla, ci si legge il giornale, tanto più che poi a Modane ci si ferma a fare il controllo passaporti e si perde spesso mezz'ora per ragioni burocratiche e poi quando arriva a Torino invece di guadagnare sui 130 chilometri tra Torino e Milano tempo sulla nuova linea a alta velocità italiana costata 7 miliardi di Euro, si instrada sulla linea storica facendo le fermate Novara e Vercelli perché non è compatibile.

Perché la politica vuole la Tav, indistintamente dal Pd alla Lega? Perché Fassino, sindaco di Torino, vuole la Tav?

Io non sono certo un politologo. Però in Val di Susa il pensiero comune è che una bella torta di una quindicina di miliardi di Euro fa mangiare nella mangiatoia, nel trogolo dei maiali per una dozzina di anni tutti da una parte e dall'altra e ci sono tanti bei soldi pubblici che vengono per minima parte ottenuti dall'Unione Europea perché si continua a dire: perderemo il finanziamento europeo. Sì ,ma la domanda è: ma quanto è questo finanziamento? È tutto o è il 5%, perché se è il 5% chi se ne frega di perdere 500 milioni di Euro se poi dobbiamo mettere altri 15 miliardi a babbo morto presi dal debito pubblico italiano, che poi vanno ovviamente in tasca a chi realizza e agli amici di loro...

Cosa ne pensa del proiettile al deputato Pd Esposito? E delle infiltrazioni delle organizzazioni criminali negli appalti per la Tav?

Secondo me questi sono argomenti che vengono dopo. Sono fenomeni spiacevoli che tutti noi ignoriamo se poi addirittura sono pilotati o meno, ritengo che sia molto più dichiarato e molto più basato su fatti il malaffare tutt'ora esistente quando si parla di grandi opere in Italia, che qualche boutade di questo genere. Quindi torno a dire: prima di occuparci di tutto questo, prendiamo i progetti, i numeri, i promotori e li mettiamo davanti ai personaggi che invece hanno fatto i calcoli contrari e vediamo se questi numeri sono veri o no, perché si continua a fare chiacchiere e io voglio sapere: ma è vero che la linea attuale porta il 25% di quello che potrebbe portare? Domanda, sì o no? Se sì, allora perché si deve immaginare un progetto che decuplica il transito merci da qui a 40 anni seguendo un modello economico basato sulla fiaba. Oppure: ma è vero che inquina di meno la merce portata sull'alta velocità, che è poi alta capacità, visto che non possono passare o i passeggeri o le merci? Anche questo è un altro equivoco, è una linea a alta velocità per passeggeri o a alta capacità per le merci? Se è una non è l'altra e qui si parla ormai di merci, non di passeggeri. Quindi vedete che viene a crollare anche la fiaba del Parigi - Milano in 4 ore, se sono veri questi dati... Io mi faccio solo portavoce di un cumulo di relazioni tecniche dove tutte queste cose sono scritte ai tecnici di pertinenza, non le dice Mercalli, Mercalli le legge e si fa una domanda, dice: come mai il dibattito non verte su questi numeri e si continua a fare chiacchiere inutili? Se parliamo dei numeri e questi sono sbagliati qualcuno li correggerà è dirà: non sono veri, andiamo avanti, l'opera è utile. Ma se questi numeri sono veri, allora viene fuori che l'opera è inutile e che è soltanto un sacrificio sia locale per i problemi ambientali e cantieristici e nazionale per le casse dell'erario.

Dopo gli scontri di ieri, cosa succede adesso in Val di Susa?

Questo non lo so, è una previsione veramente difficile, ciò che io temo è che si sta alzando la pressione non tanto su quei fenomeni così teatrali, proiettili, buste di cui parlava prima, ma invece del concetto di democrazia di decine di migliaia di persone perché qui viene sempre dipinto un popolino di poche centinaia di elementi, invece qui stiamo parlando di 30/40 mila persone, in un territorio che è una periferia di Torino, quindi non di vecchi, di montanari retrogradi, ma di persone che sono esponenti della vita quotidiana a alto livello, della cultura, società, dell'insegnamento, è un popolo colto, preparato, variegato che si sente sempre più frustrato e la frustrazione è una brutta cosa in democrazia perché ci si sente al muro, senza la possibilità di aprire il dibattito sul vero tema centrale che è: l'opera serve o no? Parliamo di questo, allora è ovvio che le persone si incazzano, si incazzano ogni giorno di più e questo genera una serie di problemi, di malcontenti sul territorio che sono secondo me un grande esperimento sociale che vedremo come andrà a finire.

di Luca Mercalli



 

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giovedì 18 febbraio 2010

VAL DI SUSA , LUNGA NOTTE notav

Val di Susa. Cronaca della lunga notte di Coldimosso
No Tav Autogestione


Nella notte la polizia ha caricato i No Tav a Susa. Tre persone rimangono ferite, Simone è grave, con un'emorraggia cerebrale. Dopo le cariche della polizia, i No Tav bloccano dell'autostrada e della tipografia della «busiarda», la Stampa. Questa mattina si svolge un presidio davanti alla sede della Rai a Torino, il 24 nuovo appuntamento davanti alla Stampa.
Susa_n

Martedì 16 febbraio intorno alla mezzanotte. Questa volta manca un pelo. La trivella piazzata a Coldimosso di Susa, sotto il cavalcavia che oltrepassa l’autostrada viene intercettata dai No Tav, in allerta da ore, che quasi riescono a precederla. Volano manganellate per disperdere i primi arrivati. Seguono lunghe ore di assedio, con le forze dell’ordine e gli addetti alla trivella bersagliati da palle di neve e gavettoni, mentre il tubo per l’acqua viene più volte riposizionato. La mattina successiva sul sito de La Stampa on line la solita sequela di falsità: le palle di neve diventano sassi, l’acqua orina.

Mercoledì 17 febbraio, ore 17. I No Tav si ritrovano al presidio dell’autoporto a Susa e decidono di fare una passeggiata sino alla trivella. A Torino intanto una cinquantina di No Tav si ritrovano alla stazione di Porta Susa per un presidio informativo. La stazione è blindata. Il corteo partito dall’autoporto arriva alla trivella. Qualche palla di neve e la polizia carica più volte. Cariche feroci. Chi cade viene massacrato. Un ragazzo, Simone, viene più volte colpito, cade. I poliziotti infieriscono su di lui mentre è a terra. Vomita sangue, non riesce più a muovere le gambe. Ad una donna spaccano la faccia infierendo ripetutamente sul volto, una ragazza riporta numerose ferite al capo. Molti altri guadagnano lividi ed escoriazioni.

Un No Tav grida ai poliziotti di aver puntato in modo esplicito a Simone e loro gli dicono «sì, quello lo conosciamo». Già è normale: Simone è anarchico e gli anarchici facilmente si guadagnano le attenzioni delle forze del disordine statale.

I tre feriti vengono portati all’ospedale di Susa. La donna viene operata subito, la ragazza ricucita, ma purtroppo la situazione del ragazzo ferito alla testa è più grave. Ha un’emorragia cerebrale, non sente le gambe, vomita. Viene deciso il trasferimento alle Molinette a Torino.
Il tam tam No Tav scandisce presto la notizia dei gravi pestaggi di Susa. L’appuntamento è alla rotonda di Chianocco. I No tav bloccano la statale 24, la statale 25 e l’autostrada. Sulla A32 i poliziotti vengono sommersi di urla quando arriva la notizia che sta per arrivare l’ambulanza che porta Simone alle Molinette. In breve spariscono. Una colonna di poliziotti e carabinieri viene intercettata sulla 25 e non gli viene permesso di passare: l’indignazione per quanto è accaduto è altissima. La polizia spara lacrimogeni prima di andarsene. I blocchi terminano intorno a mezzanotte e trenta.

Simone arriva alle Molinette ma nemmeno qui viene lasciato in pace. La digos entra nella sala degenze del pronto soccorso. Compagni ed amici di Simone li cacciano con energia e chiamano l’avvocato. La nuova tac effettuata mostra che le sue condizioni restano gravi ma stabili. Simone viene finalmente trasferito in reparto.

Alcuni No Tav decidono di bloccare l’uscita dei camion che portano le copie della prima edizione de La Stampa, facendo un picchetto all’ingresso, in via Giordano Bruno 84. Quando, un’ora dopo, arriva la celere il presidio si scioglie.

A Condove, in gennaio la polizia aveva spaccato il braccio di Maurizio, un No Tav che contestava la trivella, la scorsa settimana, sull’autostrada, qualche manganellata aveva lasciato il segno. Ma a Coldimosso la polizia si è scatenata. In queste ore di attesa e trepidazione per la sorte del compagno ferito, sappiamo meglio quello che abbiamo sempre saputo. I signori del Tav e i loro servitori in divisa non si fermano davanti a niente. Le lunghe ore di blocco in valle sono la risposta di un movimento che resiste e non si fa spaventare dalla violenza legalizzata degli uomini in divisa.

Nuovo appuntamento giovedì 18 febbraio alle 11, davanti alla Rai in via Verdi a Torino. Mercoledì 24 febbraio alle 17 presidio No Tav, in via Roma, davanti alla sede de La Stampa.
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