Fratelli di TAV
Fratelli di TAV
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Il 25 febbraio una grande marcia di oltre 50mila No Tav manifesta da
Susa a Bussoleno per fermare l'allargamento del cantiere e rinnovare la
solidarietà a tutti gli attivisti colpiti da arresti e denunce in
occasione dell'accordo Italia-Francia di fine gennaio.
Al ritorno
dal corteo gli attivisti di Milano vengono aggrediti e caricati a
freddo alla stazione di PortaNuova a Torino. Questo video ricostruisce
il susseguirsi degli eventi e svela gli artifizi della narrazione
mediatica dei fatti
La Resistenza NoTav NON si Arresta!
in certe occasioni compaiono sempre gli incappuncciati
VIDEO TAV NAZIONALE
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NO TAV
UNA STORIA LUNGA VENT'ANNI
Le ragioni del Movimento e le non
risposte di Cota e Fassino che ripetono lo stesso ritornello: "bisogna
farla". Un progetto che lascia perplessi ma che viene spinto da tutti i
partiti
Com'è passata la notte dei manifestanti No Tav, dopo le tensioni di questi giorni?
"Stanotte, se ho capito bene, ci sono stati solo
pochi blocchi dimostrativi.
Chiaramente, i manifestanti non hanno piacere a bloccare le strade, non
ci sono vantaggi per nessuno ma, probabilmente, non ci sono altre
strade per attirare l'attenzione. Noi vorremmo soltanto
essere ascoltati
con un foglio davanti e quattro calcoli, tutto qui. La situazione
adesso è ancora abbastanza fluida, ma credo che la gente ritornerà sulle
autostrade."
"In Val di Susa la situazione è del tutto diversa, c'è la popolazione,
ci sono le mamme, i papà, i nonni, i nipoti. E' una protesta che dura
ormai da 20 anni, quindi è tutta gente che
sa perfettamente di cosa parla. Poi, certo, ci sono anche persone che vengono da fuori, ma sono poche decine. Il pericolo di
infiltrazioni,
com'è stato detto, può esistere, come esiste in tutti i campi, ma io
per adesso non ho visto assolutamente nulla che non fosse qualche lancio
di pietre in risposta ai lacrimogeni. Parlare di terrorismo mi sembra
esagerato, poi chiaramente, ognuno la può pensare come vuole. Alla
politica, certo, fa comodo dire che c'è un rischio, perché così ci
etichettano tutti come persone pericolose."
"La maggioranza dei poliziotti fa il proprio mestiere, ma come in tutti i
posti di lavoro può esserci chi esagera. Quello che però manca in
questa vicenda è solo una cosa, semplice:
la matematica. Il ministro Cancellieri, che dice: "Sì al dialogo, ma noi andiamo avanti", probabilmente non ha mai visto un conto,
uno straccio di piano economico
di questa linea. E' grave che un Ministro pro tempore, oltretutto non
competente in materia economica, faccia affermazioni senza conoscere i
numeri; e ancora, è strano che un Ministro come
Passera, che di numeri dovrebbe intendersene, non tiri fuori il taccuino e metta giù due cifre. Non è serio un Paese in cui
non si ragiona sulla base dei dati. Le cifre presentate dall'osservatorio Mirano sul piano economico del rapporto costi/benefici, non hanno
alcuna base logica di ragionamento.
Si figuri che a un certo punto, per dimostrare che quest' opera è
utile, si è sostenuto che tutti gli immobili della valle si sarebbero
rivalutati in ragione dell'arrivo del Tav:
26 Euro in più al metro quadrato. Questo è falso, perché da quando ho fatto io questo calcolo ad oggi, il prezzo delle case
è già diminuito di 200 Euro al metro quadrato! Nel bilancio redatto da Mirano, viene previsto addirittura
un aumento del numero di panini
venduti agli operai! Ci rendiamo conto? Io ho letto tutti i progetti,
perché come amministratore pubblico ho il dovere di farlo. Se in Comune
avessimo fatto dei progetti così, probabilmente, e a ragione, saremmo
stati mandati a casa."
"Qui la gente è determinata e credo che anche altrove in Italia, le persone che si sono informate
hanno capito che abbiamo ragione. Nessuno di noi è contro le ferrovie, qui abbiamo già
una linea utilizzata al 25% delle sue potenzialità, ci passano
3,9 milioni
di tonnellate di merci invece dei 20 milioni previsti. Allora io dico
che dobbiamo sederci tutti insieme a ragionare sui dati. Se invece, come
credo, non vogliono ragionare, perche gli interessi sono altri, hanno
una possibilità sola,
mandarci tutti fuori dalla nostra valle. Questa è la soluzione che propugnava Maroni, ma credo che potrebbe funzionare per 15 giorni...
I Ministri hanno il dovere di
prendere in mano i conti, di guardarli, senza ascolatare i vari
Cota e Fassino, che di queste cose non sanno nulla e hanno solo l'interesse da sempre a fare quest'opera. Dicono:
"bisogna farla".
Ma che vuol dire 'bisogna farla' se non serve? La linea è intasata a
Torino, non sul valico. La galleria è ammodernata, e i treni ci passano
tranquillamente. Il problema, appunto, è
il nodo di Torino.
Si facciano i lavori e si spendano i soldi dove servono: con 300/400
milioni il nodo di Torino è sistemato, non c'è bisogno di spendere 20 miliardi di Euro
distruggendo tutta la valle. Quando la linea già esistente sarà
satura, come dicono i trattati internazionali, si potrà ragionare di una
nuova linea, prima non ha nessun senso. Il problema però, è che
non si saturerà mai,
perché prima deve crescere il traffico di 6/7/8 volte! Non è possibile
ascoltare proclami da persone che non sanno le cose. Lo sa un cittadino
qualsiasi, l'amministratore di un paesino, non lo sa il Ministro? Ma
allora cosa li mandiamo a fare? Un Ministro pro tempore, non competente
in materia economica, che dovrebbe fare l'ordinaria amministrazione, si
sta prendendo degli oneri che non sono suoi. E' come se fossimo in una
dittatura".
di
Oscar Margaira
http://www.cadoinpiedi.it/2012/03/02/no_tav_una_storia_lunga_ventanni.html
TAV
UNA TORTA
DA 15 MILIARDI
L'opera non serve e la storia di
"Milano-Parigi in 4 ore" è una fiaba, poiché già oggi la tratta
Milano-Torino non è idonea al Tgv francese. Il finanziamento europeo è
solo il 5%. Si vuole duplicare il transito in una tratta che già oggi
funziona al 25% delle potenzialità
E' sorprendete che in 20 anni di questo dibattito si continui a parlare
per pochi slogan e a ritenere un'opera così faraonica necessaria e
sottolineo questa parola, necessaria, indispensabile a fronte però di
una sorta di
pensiero immaginario. Si racconta una
fiaba e sulla base di questa fiaba si cercano di portare con sé le
persone della maggioranza del Paese che stanno in un altro luogo. La
fiaba è
"arriverete
a Parigi in 4 ore invece che in 6, il progetto avanza, il lavoro
arriverà da sé appena abbiamo bucato la montagna, ci aspettano secoli di
prosperità che grazie a un buco sotto le Alpi improvvisamente
scenderanno su di noi come una pioggia dorata".
Invece quando si parla di progetti di questo genere bisognerebbe
analizzare dei numeri, dei dati tecnici, tutte cose che invece qui in
Valle di Susa si fanno da anni con l'ausilio di professionisti, di
esperti di ogni settore. Ci sono
tonnellate di elaborazioni
tecniche che fanno riflettere prima di tutto sull'opportunità di questo
progetto basandosi su quanto traffico merci c'è, quanto costa, quanti
sarebbero i benefici ambientali (se ci sono etc.). Allora proviamo a
fare un'analisi molto sintetica perché ci sono veramente tanti numeri e
forse è questo il problema con il quale non si riesce a partire con la
comunicazione sulla domanda di base, lascerei perdere tutte le tesi
ideologiche, il concetto di progresso, lascerei perdere gli egoismi
locali, le paure, l'ambiente. Lasciamole tutte perdere perché queste
sono cose che vengono dopo, una cosa che viene prima è:
la Tav a cosa serve? E
perché dobbiamo farla?La Valle di Susa non è un baluardo alpino
impenetrabile che procura danni al paese perché invalicabile, questo
avveniva nel 1800 tant'è che Cavour
decise di fare il primo tunnel ferroviario che è un'opera estremamente
valida che funziona (a 140 anni di distanza) tutt'ora, è un traforo di
circa una dozzina di chilometri già percorso dal doppio binario nella linea internazionale Torino-Modane. Questa linea funziona perfettamente e porta già oggi il treno Tgv
dalla stazione di Parigi a quella di Milano centrale. E tra l'altro
possiamo anche già farci delle risate sull'efficienza dei nostri
proclami italiani, perché abbiamo già una linea ad alta velocità Torino -
Milano che funziona dal 2006, sulla quale il
Tgv francese non può passare,
quindi tutte queste fiabe ci dicono che oggi un treno parte a alta
velocità da Parigi, arriva fino a Chambery, attraversa le Alpi sulla
linea normale, insomma andrà un po' più piano invece di fare i 300
all'ora passando
attraverso le Alpi farà i 100 all'ora
non è che succede nulla, ci si legge il giornale, tanto più che poi a
Modane ci si ferma a fare il controllo passaporti e si perde spesso
mezz'ora per ragioni burocratiche e poi quando arriva a Torino invece di
guadagnare sui 130 chilometri tra Torino e Milano tempo sulla nuova
linea a alta velocità italiana costata 7 miliardi di Euro, si instrada
sulla linea storica facendo le fermate Novara e Vercelli perché non è
compatibile.
Perché la politica vuole la Tav, indistintamente dal Pd alla Lega? Perché Fassino, sindaco di Torino, vuole la Tav?
Io non sono certo un politologo. Però in Val di Susa il pensiero comune è
che una bella torta di una quindicina di miliardi di Euro fa mangiare
nella mangiatoia, nel trogolo dei maiali per una dozzina di anni tutti
da una parte e dall'altra e ci sono tanti bei soldi pubblici che vengono
per minima parte ottenuti dall'Unione Europea perché si continua a
dire:
perderemo il finanziamento europeo. Sì ,ma la domanda è:
ma quanto è questo finanziamento?
È tutto o è il 5%, perché se è il 5% chi se ne frega di perdere 500
milioni di Euro se poi dobbiamo mettere altri 15 miliardi a babbo morto
presi dal debito pubblico italiano, che poi vanno ovviamente in tasca a
chi realizza e agli amici di loro...
Cosa ne pensa del proiettile al deputato Pd Esposito? E delle
infiltrazioni delle organizzazioni criminali negli appalti per la Tav?
Secondo me questi sono argomenti che vengono dopo. Sono fenomeni
spiacevoli che tutti noi ignoriamo se poi addirittura sono pilotati o
meno, ritengo che sia molto più dichiarato e molto più basato su fatti
il malaffare tutt'ora esistente quando si parla di grandi opere in
Italia, che qualche boutade di questo genere. Quindi torno a dire: prima
di occuparci di tutto questo, prendiamo i progetti, i numeri, i
promotori e li mettiamo davanti ai personaggi che invece hanno fatto i
calcoli contrari e vediamo se questi numeri sono veri o no, perché si
continua a fare chiacchiere e io voglio sapere: ma è vero che la linea
attuale porta il 25% di quello che potrebbe portare? Domanda, sì o no?
Se sì, allora perché si deve immaginare un progetto che
decuplica il transito merci
da qui a 40 anni seguendo un modello economico basato sulla fiaba.
Oppure: ma è vero che inquina di meno la merce portata sull'alta
velocità, che è poi alta capacità, visto che non possono passare o i
passeggeri o le merci? Anche questo è un altro equivoco, è una linea a
alta velocità per passeggeri o a alta capacità per le merci? Se è una
non è l'altra e qui si parla ormai di merci, non di passeggeri. Quindi
vedete che viene a
crollare anche la fiaba del Parigi - Milano in 4 ore,
se sono veri questi dati... Io mi faccio solo portavoce di un cumulo di
relazioni tecniche dove tutte queste cose sono scritte ai tecnici di
pertinenza, non le dice Mercalli, Mercalli le legge e si fa una domanda,
dice: come mai il dibattito non verte su questi numeri e si continua a
fare chiacchiere inutili? Se parliamo dei
numeri e questi sono sbagliati qualcuno li correggerà è dirà:
non sono veri, andiamo avanti, l'opera è utile. Ma se questi numeri sono veri, allora viene fuori che
l'opera è inutile e che è soltanto un sacrificio sia locale per i problemi ambientali e cantieristici e nazionale per le casse dell'erario.
Dopo gli scontri di ieri, cosa succede adesso in Val di Susa?
Questo non lo so, è una previsione veramente difficile, ciò che io temo è
che si sta alzando la pressione non tanto su quei fenomeni così
teatrali, proiettili, buste di cui parlava prima, ma invece del concetto
di
democrazia di decine di migliaia di persone perché
qui viene sempre dipinto un popolino di poche centinaia di elementi,
invece qui stiamo parlando di
30/40 mila persone, in un territorio che è una periferia di Torino, quindi non di vecchi, di montanari retrogradi, ma di persone che sono
esponenti della vita quotidiana a alto livello,
della cultura, società, dell'insegnamento, è un popolo colto,
preparato, variegato che si sente sempre più frustrato e la frustrazione
è una brutta cosa in democrazia perché ci si sente al muro, senza la
possibilità di aprire il dibattito sul vero tema centrale che è: l'opera
serve o no? Parliamo di questo, allora
è ovvio che le persone si incazzano,
si incazzano ogni giorno di più e questo genera una serie di problemi,
di malcontenti sul territorio che sono secondo me un grande esperimento
sociale che vedremo come andrà a finire.
di
Luca Mercalli
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