NO TAV , Falcone e Borsellino uccisi per inchieste appalti Tav
CORRUZIONE AD ALTA VELOCITA'
.
.
A CHI SERVE LA TAV?
Landini a SERVIZIO PUBBLICO
Landini sostiene che la domanda di democrazia è forte nel nostro paese:
lo dimostra il successo degli ultimi referendum. I cittadini hanno
voglia di decidere sulle questioni importanti, soprattutto sui modelli
di sviluppo. In una situazione economica come questa gli Italiani si
chiedono se valga davvero la pena spendere il denaro pubblico per opere
come la TAV.
Tav, Val Susa,
giudice Imposimato:
''Falcone e Borsellino uccisi per inchieste appalti Tav''
Parla l'ex giudice
Imposimato: "La mia inchiesta sulla Tav, commissionata dal presidente
della Commissione antimafia , non è mai stata discussa dalla commissione
stessa”.
Piemonte,
ultime news Torino - UnoNotizie.it - Lo leggo spesso il magistrato
Imposimato, attraverso quel fiume poliedrico di Facebook, come leggo in
questi giorni le notizie NO TAV, di cui ho costantemente scritto nel
tempo, non potendo esserci davvero sul posto con loro. Girava stanotte
una foto di Luca Abbà e le sue parole, lui che è ancora in precarie
condizioni di vita: “Per chi non mi
conosce sappiate che io abito da 10 anni in una borgata dell’alta valle
Susa, nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto fino alla
morte i miei nonni, sono coltivatore diretto da anni e vivo del reddito
che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti, faccio anche saltuari
servizi di giardinaggio e il tempo che dedico (volentieri) alla lotta No
Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille faccende della vita di
campagna. L’amore per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla
fino in fondo dalle mani avide degli speculatori; invito Esposito (“uno
del pd”) questa estate a farsi una giornata di lavoro con me al mio
ritmo e con i miei orari, voglio vedere se riesce ad arrivare sano a
fine serata! Chi mi ha visto lavorare sa cosa intendo”.
E tra le tante note e riporti di Facebook è ritornato anche il libro che scrisse Ferdinando Imposimato nel 1999, Corruzione ad Alta Velocità, coadiuvato da Giuseppe Pisauro e Sandro Provvisionato: “sono
Ferdinando Imposimato, ex Senatore che ha fatto parte della Commissione
parlamentare antimafia e fin dal 1992 mi sono occupato dall’alta
velocità. Sono nettamente contrario all’alta velocità in Val di Susa,
perché ritengo che in quella zona si riprodurrebbe se dovesse essere
realizzata, la stessa situazione che io ho riscontrato insieme a diversi
altri collaboratori nel centro e nel sud e nel nord dell’Italia, cioè
arricchimento, tangenti, distruzione dell’ambiente e vantaggi minimi…”
Torna alla ribalta quel documento agghiacciante che nella scheda NO TAV Torino così presenta: “Ci
vogliono una certa dose di coraggio ed uno stomaco robusto per leggere
“Corruzione ad Alta Velocità – Viaggio nel Governo invisibile”. Ma è
un’occasione per guardare in faccia la realtà.” Lo scandalo del
TAV è l’emblema della degenerazione globale del sistema politico; esso
ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura. Dopo
Tangentopoli non è scaturita una Repubblica rinnovata, ma una riedizione
peggiore del vecchio sistema di potere. Si è organicamente strutturata
l’alleanza tra ceto politico e forze dominanti del potere economico
delle grandi imprese sia private che pubbliche….”
É
questo, in sostanza, l’approdo del viaggio costituito dal libro. É il
risultato di una rigorosa inchiesta, condotta con grande professionalità
dagli autori, una ricerca della verità che seguendo il filo delle
vicende legate al TAV attraversa gli anni ’90 della storia italiana. É
lo sviluppo di una specie di trama gialla in cui via via vengono
scoperte tessere che restituiscono un mosaico di insieme sempre più
inquietante: ad ogni capitolo crescono gli intrecci e le dimensioni del
groviglio di interessi che si nasconde dietro la Grande Opera, ma solo
alla fine si capisce pienamente la ragione per cui l’Alta Velocità abbia
tanti sostenitori tra gli imprenditori ed i politici “di rango” di
questi anni 2000.
Ferdinando Imposimato, ex giudice, è il tenace
conduttore dell’indagine che nasce nel 1995 in seno alla Commissione
Antimafia per scoprire le infiltrazioni della criminalità organizzata in
Campania, ma che presto si allarga a livello nazionale coinvolgendo
noti imprenditori pubblici e privati, politici con incarichi
istituzionali ai massimi livelli, magistrati di grande fama che operano
coperture e depistaggi compiacenti.”
E ancora, Il giudice Imposimato choc: “Falcone
e Borsellino uccisi per le inchieste sugli appalti pubblici e la Tav”
“La mia inchiesta sulla Tav, commissionata dal presidente della
Commissione antimafia , non è mai stata discussa dalla commissione
stessa”. E’ quanto afferma ai microfoni di “Ho scelto Manà” il
giudice Ferdinando Imposimato, autore di ‘Corruzione ad alta velocità.
Viaggio nel governo invisibile’ (ed. Koiné Nuove Edizioni; pp. 191; €
14,50), un libro inchiesta sulla grande opera dell’alta velocità.
“Quando
nel 1992 stava prendendo avvio la Tav, – dice – mi accorsi che
quest’opera pubblica era accompagnata da bombe e attentati contro le
imprese che si trovavano lungo la tratta. Essendo allora membro della
Commissione antimafia, decisi di fare un’inchiesta perché mi resi conto
che nell’opera confluiva anche la malavita organizzata al fine di
lucrare somme ingenti attraverso la moltiplicazione dei costi. E’ venuto
fuori che nella Tav partecipavano politici corrotti e imprese della
mafia”. Il costo dell’opera, come venne fuori nei vari processi
di tangentopoli, che partiva da 29mila miliardi di lire, avrebbe dovuto
raggiungere la somma di 300mila miliardi.
“La cifra – continua
Imposimato – serviva per coprire le ‘mazzette’ alla mafia e ai politici.
Inoltre, la linea Tav è strettamente connessa con la morte di Falcone e
Borsellino, i quali, parallelamente a me, avevano riscontrato le stesse
‘anomalie’ nel progetto Tav”. Tornando indietro cronologicamente, gli
omicidi dei due giudici siciliani avvennero nel 1993, circa un anno dopo
l’avvio del progetto della Tav. “Nonostante vi siano documentazioni
delle connessioni con le mafie e con la corruzione politica, – conclude –
la mia relazione non è mai stata discussa nella Commissione antimafia
perché dopo due anni venne sciolto il Parlamento, a mio avviso, proprio
per la mia inchiesta. Non potendo votare a favore per un’alta velocità
imperniata sulla corruzione, la mia relazione non è stata mai più
discussa. Tutto questo è di una gravità inaudita in quanto un’inchiesta
fatta da un relatore su incarico del presidente della Commissione
antimafia, non è mai stata presa in considerazione dalla Commissione
antimafia”.
Ci
tenevo a far conoscere il più possibile anche questa voce, che certo
non è anonima e forse molti avrebbero il gran desiderio di vedere
spenta. Ma a noi piace piace il sole la luna e le stelle e la Terra da
difendere, chi è Umano: Geografie …Sarà Orgoglio pennuto? Può darsi. Ah
sarà dura.
0 commenti:
Posta un commento