Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta PENSIONI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PENSIONI. Mostra tutti i post

mercoledì 8 agosto 2018

Pensioni, congelato taglio assegni oltre 5 mila euro


L’intervento sulle pensioni sopra i 4 mila euro è una proposta del Movimento 5 Stelle. Alla Lega non è mai piaciuta. Alberto Brambilla, consulente del Carroccio in tema previdenziale e possibile successore di Tito Boeri all’Inps quando a febbraio scadrà il suo mandato, lo ha criticato duramente parlando di «clima da Rivoluzione francese». E lanciando una proposta alternativa, in realtà già praticata in passato, quella di un contributo di solidarietà temporaneo a carico delle pensioni più alte. Per questo anche la Lega, che ha già dovuto digerire la stretta sui contratti a termine voluta da Di Maio e criticata da buona parte del proprio elettorato, ha chiesto agli alleati di fermarsi e aspettare la legge di Bilancio.

Il primo annuncio era arrivato il 23 giugno: «Vogliamo finalmente abolire le pensioni d’oro che per legge avranno un tetto di 4/5 mila euro», aveva detto il vicepremier Luigi Di Maio, aggiungendo che «quest’estate, per i nababbi a carico dello Stato, sarà diversa». Aveva rilanciato a inizio luglio, dicendo che il disegno di legge era ormai pronto e di «puntare all’ok prima dell’estate». Poi ne aveva parlato più volte nei giorni del taglio per i vitalizi dei deputati, come «prossimo passo» da fare prima possibile. Siamo ormai vicini a Ferragosto, a ridosso della pausa per i lavori parlamentari, ma dell’intervento per tagliare le pensioni più alte si sono perse le tracce 
( poi, tutte le ipotesi sulla riforma delle pensioni: dall’opzione donna a quota 100).

È vero che la proposta viene citata nel contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega, dove in realtà si indica una soglia più alta, 5 mila euro. È un fatto che in queste settimane il Parlamento è stato impegnato sul decreto dignità e poi sul Milleproroghe, che andando convertiti in legge entro 60 giorni, hanno per forza una corsia preferenziale (qui, il progetto di «taglio» dell’assegno per le pensioni più alte). Ma sulle pensioni, almeno per il momento, il governo ha alzato il piede dall’accelleratore. E il rallentamento ha una spiegazione politica. Anzi, due.

La prima è che il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha suggerito ai due partiti di governo, Lega e Movimento 5 Stelle, di non farsi concorrenza a suon di annunci sul terreno economico. Non sempre è stato ascoltato, come dimostra lo scontro in atto sulle grandi opere. Ma sulla previdenza il punto si farà con la Legge di Bilancio da presentare dopo l’estate: tirare la coperta adesso finirebbe solo per fare confusione. Della manovra, in realtà, si sta già discutendo. Anche se dopo il primo incontro di venerdì scorso il ministro dell’Economia ha citato la Flat Tax, in quota Lega, e il reddito di cittadinanza, in quota 5 Stelle, da avviare per gradi e compatibilmente con gli equilibri di bilancio. Le pensioni non sono state citate, né per l’intervento sugli assegni sopra i 4 mila euro né per la cosiddetta quota 100, cioè la possibilità di lasciare il lavoro quando a far 100 è la somma tra età anagrafica e anni di contributi versati. Questo non vuol dire che il capitolo pensioni resterà fuori dalla manovra: anche qui si tratterà di avviare un percorso, ma formalizzare adesso la proposta di uno dei due alleati complicherebbe un equilibrio già difficile.

Il secondo motivo del rallentamento è ancora più politico. L’intervento sulle pensioni sopra i 4 mila euro è una proposta del Movimento 5 Stelle. Alla Lega non è mai piaciuta. Alberto Brambilla, consulente del Carroccio in tema previdenziale e possibile successore di Tito Boeri all’Inps quando a febbraio scadrà il suo mandato, lo ha criticato duramente parlando di «clima da Rivoluzione francese». E lanciando una proposta alternativa, in realtà già praticata in passato, quella di un contributo di solidarietà temporaneo a carico delle pensioni più alte. Per questo anche la Lega, che ha già dovuto digerire la stretta sui contratti a termine voluta da Di Maio e criticata da buona parte del proprio elettorato, ha chiesto agli alleati di fermarsi e aspettare la legge di Bilancio.

L’idea alla quale hanno lavorato i tecnici di Di Maio prevede il ricalcolo con il sistema contributivo solo della quota dell’assegno che supera i 4 mila euro netti. Secondo i calcoli della Fondazione Tabula, le persone coinvolte sarebbero circa 100 mila con un taglio medio tra il 10 e il 12%. Il risparmio netto, fino a 600 milioni di euro, sarebbe destinato alle pensioni più basse.


.
Previsioni per il 2018



mundimago
.

martedì 29 maggio 2018

Governo M5S-LEGA e gli Analisti Finanziari

 Salvare Italia

 A OTTOBRE IN ITALIA SARÀ LA CATASTROFE
 (INIZIA LA GUERRA)

Dall’Europa, quella politica e delle grandi banche, sono già partite intimidazioni e minacce, dopo quanto è filtrato in tema di tasse, pensioni, reddito di cittadinanza e quant’altro del contratto di governo messo a punto da Lega e 5 Stelle. E le minacce potrebbero trasformarsi in guerra a ottobre, quando l’ombrello aperto sui nostri titoli di Stato da Mario Draghi 
grazie al Quantitative Easing verrà meno.

L’ombrello resterà aperto fino a settembre: fino lì la Banca centrale europea continuerà nel programma di acquisto titoli deciso ormai da qualche anno e che ha contribuito in maniera decisiva a mantenere bassi i tassi d’interesse dei nostri titoli di Stato, consentendo al nostro Paese di pagare nel 2017 interessi sul proprio debito pubblico pari a 65,6 miliardi di euro, ovvero la cifra più bassa in valore assoluto dagli anni Novanta. Ma da ottobre…

Quanto è accaduto nel 2011 non è al momento immaginabile (spread a circa 540), ma il differenziale tra Btp e Bund che si è inerpicato a quota 170 punti è comunque un segnale. Non bastasse, il quotidiano Il Messaggero riporta gli analisti di Mediobanca che definiscono “semplicemente inaccettabile in Europa” la richiesta di cancellazione di una parte del debito pubblico del nostro Paese con l’Europa. Giuseppe Sersale di Anthilia Capital Partners, citato sempre dal quotidiano romano, la definisce una proposta “surreale e irrealizzabile”.

E tra gli operatori, scrive sempre Il Messaggero, si diceva ieri che “se davvero questo è il tono del dibattito, c’è da aspettarsi una fase di rapporti tempestosi con l’Europa”. Uno scenario che fino a settembre il nostro Paese potrà reggere, ma che rappresenta un’incognita quando da ottobre il fronte delle banche guidato dalla Bundesbank spingerà per chiudere i rubinetti. Per Marco Palacino di BNY Mellon “gli investitori danno già per scontato che il debito della periferia europa accuserà il colpo, per cui è lecito attendersi un aumento dello spread tra Btp e Bund nell’ultimo trimestre dell’anno”.



L'EURO VIVRA' MA VOI MORIRETE
Mario Draghi,
ha dichiarato in occasione della conferenza stampa della Bce del 4 Aprile scorso;
 frasi che nessun giornale ha colto, ma che, come leggerete, sono di fondamentale importanza alla luce del dibattito attuale sulla permanenza nell’euro...




.
Previsioni per il 2018



mundimago
.

sabato 1 ottobre 2016

Novità sulle Pensioni Precoci



Le ultimissime novità al 29 settembre sulle pensioni precoci nel giorno post incontro tra Governo e sindacati emergono direttamente da Roberto Occhiodoro, 
amministratore del gruppo 'lavoratori #precoci 
uniti a tutela dei propri diritti' Emergono sensazioni contrastanti, soddisfazione per alcuni risultati raggiunti, tra questi: la #quota 41 è finalmente entrata nell'agenda politica, si è ristabilita la giusta definizione di precoce che ricomprende chi abbia lavorato almeno 12 mesi anche non continuativi prima dei 19 anni, ma resta l'amarezza sul fatto che il Governo, per ora, abbia limitato la misura ai soli precoci 'disagiati'. Vediamo nel dettaglio le parole di...
- http://cipiri5.blogspot.it/2016/09/pacchetto-previdenziale-per-i-precoci.html


 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALI

 OGNI DESIDERIO  REALIZZATO 
IL TUO FUTURO ADESSO 
entra in



giovedì 19 novembre 2015

Fiom: Manifestazione nazionale 21 novembre 2015



Fiom. 21 novembre 2015. Manifestazione nazionale. 

La legge di stabilità presentata dal governo non ci piace. È la stessa logica dei provvedimenti che 
hanno peggiorato e reso più precarie e insicure le condizioni dei lavoratori, dal Jobs act, alla «buona 
scuola» allo «sblocca Italia». Le misure proposte perseverano sulla strada dell'ingiustizia sociale, non 
mettono in atto reali misure per lo sviluppo, la ripresa degli investimenti, la crescita dell'occupazione 
stabile, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali, non combattono l'evasione fiscale e la 
corruzione – anzi le assecondano – e producono un’ulteriore riduzione alla spesa pubblica a partire dai tagli alla sanità, inoltre fanno pagare un ulteriore prezzo al Mezzogiorno 
che non compare nemmeno tra i titoli.

Contro questa politica economica e sociale bisogna mobilitarsi per rivendicare scelte diverse e proposte che si affiancano alle nostre rivendicazioni contenute nella piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici.


Il 21 novembre la Fiom scende in piazza a Roma, insieme alle associazioni, ai movimenti e alle persone che in questi anni si sono battuti, e vogliono continuare a farlo, per contrastare le politiche di austerità europee, e le conseguenti scelte dei diversi governi del nostro Paese, per affermare i princìpi della nostra Costituzione ponendosi l’obiettivo di riunificare tutto il mondo del lavoro e affermare un nuovo modello ambientale, sociale ed economico, solidale e democratico. Insieme per avviare una 
mobilitazione vasta che, in coerenza con le lotte dello scorso autunno, coinvolga tutte le categorie del mondo del lavoro e tutta la Cgil. 

Il governo non sta ascoltando il Paese ma solo i poteri economici e finanziari più forti.

Non fermiamoci. È il momento di unire e dare voce e rappresentanza al mondo del lavoro, reale 
maggioranza del nostro paese. Vogliamo il diritto a un lavoro dignitoso e onesto, una politica industriale pubblica e affermare il ruolo e il valore del Contratto nazionale di lavoro, della giustizia sociale e della democrazia partecipata.


PER

GLI INVESTIMENTI, IL LAVORO E I DIRITTI
• investimenti pubblici e privati e nuova occupazione stabile;
• uno Statuto dei diritti di tutto il mondo del lavoro.
IL CONTRATTO NAZIONALE PER TUTTI
• un Contratto nazionale che tuteli tutte le forme di lavoro, garanzia del potere d’acquisto e soglia del 

salario minimo che affermi la democrazia nei luoghi di lavoro.
LO STATO SOCIALE
• garantire il diritto alla salute, alla scuola pubblica, alla formazione;
• introdurre il reddito di dignità;
• estendere la cassa integrazione e i Contratti di solidarietà.
LA QUALITÀ DEL LAVORO
• ridurre gli orari e ridistribuire il lavoro;
• una nuova legge sugli appalti;
• una legge sulla rappresentanza per far entrare la democrazia nei luoghi di lavoro;
LE PENSIONI
• ridurre l’età pensionabile e dare lavoro ai giovani;
• ripristinare le pensioni di anzianità;
• avere pensioni dignitose per tutti, oggi e domani;
IL FISCO GIUSTO
• ridurre le tasse al lavoro, combattere l’evasione fiscale e la corruzione;
• introdurre una tassazione progressiva sui grandi patrimoni.
L’EUROPA E LA COSTITUZIONE
• cancellare il pareggio di bilancio imposto dalle politiche di austerità;
• affermare e realizzare i princìpi della nostra Costituzione.



CONTRO

• LA LEGGE DI STABILITÀ;
• IL JOBS ACT CHE HA RESO PIÙ FACILI I LICENZIAMENTI;
• LO SBLOCCA ITALIA;
• LA BUONA SCUOLA ;
• LA POLITICA DELLA DISEGUAGLIANZA.


.



Sono Web Designer, Web Master e Blogger, creo siti internet e blog personalizzati
 a prezzi modici e ben indicizzati. 
Studio e realizzo i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. 
Mi diletto alla creazione di loghi per negozi , aziende, studi professionali,
 campagne di marketing e vendite promozionali.

MIO SITO  :  http://www.cipiri.com/



FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .

MUNDIMAGO


.

mercoledì 11 novembre 2015

Fiom: Manifestazione nazionale 21 novembre 2015



Fiom. 21 novembre 2015. Manifestazione nazionale. 

La legge di stabilità presentata dal governo non ci piace. È la stessa logica dei provvedimenti che 
hanno peggiorato e reso più precarie e insicure le condizioni dei lavoratori, dal Jobs act, alla «buona 
scuola» allo «sblocca Italia». Le misure proposte perseverano sulla strada dell'ingiustizia sociale, non 
mettono in atto reali misure per lo sviluppo, la ripresa degli investimenti, la crescita dell'occupazione 
stabile, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali, non combattono l'evasione fiscale e la 
corruzione – anzi le assecondano – e producono un’ulteriore riduzione alla spesa pubblica a partire dai tagli alla sanità, inoltre fanno pagare un ulteriore prezzo al Mezzogiorno 

.



Sono Web Designer, Web Master e Blogger, creo siti internet e blog personalizzati
 a prezzi modici e ben indicizzati. 
Studio e realizzo i vostri banner pubblicitari con foto e clip animate. 
Mi diletto alla creazione di loghi per negozi , aziende, studi professionali,
 campagne di marketing e vendite promozionali.

MIO SITO  :  http://www.cipiri.com/



FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .

MUNDIMAGO


.

giovedì 5 luglio 2012

i giovani si sono rotti i coxlioni





Cari parlamentari, cari membri del governo, caro Fini, che ieri hai cacciato un deputato dall'aula perché ha usato "un linguaggio da trivio" dicendo che "i giovani si sono rotti i coglioni" di fronte a un plotone di condannati in via definitiva, in primo o secondo grado o indagati. Voi siete responsabili della deriva sociale che può fare esplodere l'Italia. Il Paese si è rotto i coglioni di una massa di incapaci che ha accumulato duemila miliardi di debito e che si riempie la bocca di parole senza significato come "spending review", un inglese che ammanta di prestigio la solita presa per il culo. In quell'aula, la Camera dei deputati, ridotta al rango di un postribolo, tutti prendono o prenderanno un vitalizio da parlamentare, quasi tutti una pensione d'oro, quasi tutti più pensioni. E' necessario un censimento, nome per nome di ogni parlamentare, di ogni appartenente alle istituzioni, con la sua pensione percepita.
Questa gente non capisce che sta ballando su un vulcano. Loro, i salvati, gli altri, gli italiani, i sommersi. Nessun giovane andrà più in pensione in questo Paese, perché allora, deve pagare i contributi? Per garantire la pensione ai parlamentari ? Se questo non è uno scandalo cosa lo è?
 

Questa classe politica grassa e impunita ha bocciato un emendamento per portare le pensioni d'oro a un minimo di 6.000 euro netti al mese e, se cumulate con altri trattamenti pensionistici, a 10.000. Hanno detto di no questi paraculi. Le pensioni d'oro sono 100.000 (la popolazione della Valle d'Aosta) con un costo annuo di 13 miliardi. Rigor Montis, lei, tanto per sapere, quanto prende di pensione? In pensione si deve andare a 60 anni, aver portato a 67 anni e più la soglia, significa impedire l'ingresso nel mondo del lavoro ai giovani, l'Italia ha una disoccupazione giovanile vicina al 40%, e negare una serena vecchiaia a chi ha lavorato per una vita. Se è così, si abolisca l'INPS, si eroghi una pensione minima per chi non ha alcun reddito a 60 anni. Tutti gli altri si tengano i propri contributi. Li versino in un conto privato o se li spendano in donne e champagne. Sono soldi loro. Distruggere lo Stato sociale mantenendo le pensioni d'oro non si può fare, se non con l'esercito. Loro non si arrenderanno mai (noi neppure). Ci vediamo in Parlamento.
http://www.beppegrillo.it/

2012/07/salvati_e_sommersi.html


Franco Barbato: Avete rotto i coglioni

 

 

“Avete rotto i coglioni”

03/07/2012 - Franco Barbato dell'Italia dei Valori se la prende con la maggioranza. Fini lo espelle

leggi tutto http://cipiri.blogspot.it/2012/07/franco-barbato-avete-rotto-i-coglioni.html

-

 
.
 .
 .

-

venerdì 11 maggio 2012

Equitalia pignora anche le pensioni



 Equitalia pignora anche le pensioni


Non sapendo più come dissanguare i cittadini, quelli di Equitalia ne hanno pensata un’altra e stavolta è davvero geniale: pignorare (ai sensi dell’art. 72 bis del D.P.R .n 602/73) direttamente le pensioni e gli stipendi congelando i conti correnti dei cittadini morosi. Sta accadendo in queste ore a Catanzaro dove la società di riscossione sta procedendo all’espropriazione delle somme depositate in banca, anche di quelle accreditate a titolo di pensioni e assegni sociali al minimo erogati dall’ Inps. Insomma, con questa operazione Equitalia nega l’unica forma di sostentamento a molti anziani e a molte famiglie cadute disgraziatamente nel vortice della morosità a causa dell’eccessivo accanimento fiscale del governo (e di conseguenza degli enti locali) sulle categorie più deboli.
A nulla è valsa la protesta dei pensionati che hanno informato la società che le pensioni erogate rappresentano l’unico mezzo di sostentamento per i propri nuclei familiari. “La particolarità della vicenda -denuncia l’Associazione Codici che sta seguendo il caso- sta nel fatto che né l’Agente della riscossione né le banche hanno inteso disporre lo svincolo delle somme canalizzate a titolo di pensione (spesso sociale) malgrado la disperata e reiterata richiesta degli interessati che, proprio a causa di tale indisponibilità, non sono neanche nelle condizioni di poter fare fronte alle spese legali per adire l’ autorità giudiziaria non ricorrendo le condizioni per l’ assistenza con il gratuito patrocinio a causa del reddito da pensione percepito l’anno precedente”.

L’associazione Codici ha aperto uno sportello per seguire i casi di pignoramento di pensioni e stipendi


 .
.

FEDERCONTRIBUENTI

 DENUNCIA EQUITALIA 

 KLIKKA PER FIRMARE ANKE TU

 http://cipiri.blogspot.it/2012/04/federcontribuenti-denuncia-equitalia.html

PER ISTIGAZIONE

 AL SUICIDIO


- -

.
-

giovedì 3 maggio 2012

ITALIA : pensioni d’oro

 altro esempio di stipendi d'0ro

Stavolta a Mario Monti è andata male. Ha provato strenuamente a difendere le pensioni d’oro dei supermanager pubblici ma è andato sotto in Senato grazie ad un emendamento di Italia dei Valori e Lega votato (strano ma vero) anche dal Pdl e da sette parlamentari del Pd. Sì solo sette, perché tutti gli altri (che figuraccia) hanno votato compatti contro il taglio alle pensioni dei più alti funzionari di Stato. Senza l’emendamento delle opposizioni, le pensioni dei supermanager pubblici sarebbero state tarate sullo stipendio del primo presidente di Cassazione La modifica è passata con 124 voti a favore (Idv; Lega, Pdl e sette parlamentari del Pd), 94 contrari (Pd e Terzo Polo) e 12 astenuti.

Parliamo di funzionari che (vedi foto ) già nel corso della loro attività percepiscono stipendi impensabili in qualsiasi altra parte del mondo. Gente che certamente non rischia la miseria. Personaggi come Antonio Mastropasqua, presidente dell’Inps, che porta a casa oltre 1 milione di euro all’anno (benefit e privilegi vari esclusi), quattro volte lo stipendio del presidente degli Stati Uniti. O come Attilio Befera, presidente di Equitalia (oltre 450.000 euro di compenso all’anno). Questi signori Monti voleva tutelare e garantire. Ma è stato battuto. “Al di là del fatto che il governo è stato battuto in Senato – commenta Silvana Mura dell’Idv- ma come e a chi è venuto in mente di tutelare le pensioni d’oro. Follia.”

Massimo Malerba



 leggi anke
http://cipiri.blogspot.it/2012/04/le-pensioni-doro.html

-


.

giovedì 5 aprile 2012

LE PENSIONI D'ORO


stipendi d'Oro

LE PENSIONI AI PARLAMENTARI CI COSTANO :
 219 MILIONI DI EURO !!!
 

LE PENSIONI D'ORO AI PARLAMENTARI STANNO PROSCIUGANDO LE CASSE DELLO STATO ITALIANO : O VENGONO TAGLIATE SUBITO, OPPURE AVREMO DEI SERI PROBLEMI DI CRESCITA ECONOMICA ... QUESTO GOVERNO E' INCOMPETENTE PER QUANTO RIGUARDA LE POLITICHE ECONOMICHE !!!
I PRIVILEGI DELLA CASTA SONO DIVENTATI INSOPPORTABILI PER LE CASSE DELLO STATO ITALIANO !!! MANTENIAMO DELLE AUTENTICHE SANGUISUGHE ... SENZA PARLARE POI DEI RIMBORSI SPESE DI QUESTI PARASSITI, CHE HANNO RAGGIUNTO 900 MILA EURO ... IL GOVERNO DEI LADRI RUBA TROPPI SOLDI A TUTTI I CONTRIBUENTI E PERTANTO E' GIUSTO TAGLIARE TUTTI I VITALIZI AI PARLAMENTARI. C'E' IN VISTA UN'ALTRA MANOVRA DA 10 MILIARDI DI EURO : TAGLIARE I VITALIZI AI PARLAMENTARI SIGNIFICA SALVARE L'ITALIA DAL DEFAULT !!!
di: Roberto Lotito



LEGGI ANKE
http://cipiri.blogspot.it/2012/04/stipendi-parlamentari-stipendi.html

 ASSEGNO DI REINSERIMENTO SOCIALE.
Sapevate che ai parlamentari non rieletti spetta un benefit mica da ridere? Si tratta di una sorta di assegno di reinserimento sociale, quasi un aiuto al reintegro per tornare a vivere tra i comuni mortali. E' ovviamente una pratica tutta italiana di cui non v'è traccia all'estero.
Ecco i noni di alcuni baciati (inconsapevolmente?) dalla fortuna d'avere un popolo come il nostro che li lascia agire indisturbati.
- CLEMENTE MASTELLA 307.000 EURO
- SERGIO MATTARELLA 234.050 EURO
- LUCIANO VIOLANTE 271.000 EURO
- ALFREDO BIONDI 278.000 EURO
- ARMANDO COSSUTTA 345.000 EURO

MA LA COSA PIù TRISTE IN TUTTA QUESTA FACCENDA E' CHE POI NON SANNO DA QUALI SPESE INUTILI TAGLIARE.

Qualche giorno fa un fatto clamoroso ha scosso il Senato. Nella votazione sui tagli alle pensioni d’oro ai supermanager pubblici il governo (che voleva difenderle) è stato battuto grazie da un emendamento di Idv e Lega.

 Sorprendentemente, la maggioranza dell’Aula si è dichiarata favorevole ad intervenire sul trattamento pensionistico dei burocrati di Stato che oggi godono di stipendi favolosi e domani avrebbero goduto di pensioni altrettanto favolose. Forse, finalmente, si sono resi conto che in un momento in cui tutti gli italiani vengono chiamati a grandi sacrifici togliere qualche euro ai boiardi di Stato, che oggi percepiscono, come il presidente dell’Inps o quello di Equitalia, stipendi fino a 1.200.000 euro all’anno (pagati da noi) sarebbe stato un atto minimo di equità. E tuttavia, in 94 si sono battuti come leoni contro quell’emendamento e a favore del mantenimento delle pensioni d’oro. Tutto il Pd, ad eccezione di sette senatori che, in uno scatto di dignità, hanno votato contro.

Ad esprimersi a favore dell superpensioni dei manager pubblici troviamo, per esempio, figure del calibro di Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Maurizio Gasparri o Pietro Ichino, lo stesso che va in giro a predicare il superamento del divario tra le generazioni. Non è stato facile trovare i nomi dei 94. Nessuno li ha pubblicati o diffusi, forse pensando così di occultare un dato importantissimo e imbarazzante. Noi invece pensiamo che gli elettori debbano sapere come si muovono i propri rappresentanti dentro il Parlamento, perché è lì, nei meandri dell’attività parlamentare, che va giudicato il loro lavoro e non sui giochetti retorici nei salotti tv.

 l’elenco:



 1) Adamo Marilena (Pd) 2) Adragna Benedetto (Pd) 3) Agostini Mauro (Pd) 4) Armato Teresa (Pd) 5) Astore Giuseppe (Gruppo Misto) 6) Baio Emanuela (Api) 7) Barbolini Giuliano (Pd) 8) Bassoli Fiorenza (Pd) 9) Bastico Mariangela (Pd) 10) Enzo Bianco (Pd) 11) Biondelli Franca (Pd) 12) Blazina Tamara (Pd) 13) Filippo Bubbico (Pd) 14) Antonello Cabras (Pd) 15) Anna Maria Carloni (Pd) 16) Maurizio Castro (Pdl) 17) Stefano Ceccanti (Pd) 18) Mario Ceruti (Pd) 19) Franca Chiaromonte (Pd) 20) Carlo Chiurazzi (Pd) 21) Lionello Cosentino (Pd) 22) Cesare Cursi (Pdl) 23) Mauro Cutrufo (Pdl) 24) Cristina De Luca (Terzo Polo) 25) Vincenzo De Luca (Pd) 26) Luigi De Sena (Pd) 27) Mauro Del Vecchio (Pd) 28) Silvia Della Monica (Pd) 29) Roberto Della Seta (Pd) 30) Ulisse Di Giacomo (Pdl) 31) Di Giovan Paolo Roberto (Pd) 32) Cecilia Donaggio (Pd) 33) Lucio D’Ubaldo (Pd) 34) Marco Filippi (Pd) 35) Anna Finocchiaro (Pd) 36) Anna Rita Fioroni (Pd) 37) Marco Follini (Pd) 38) Vittoria Franco (Pd) 39) Vincenzo Galioto (Pdl) 40) Guido Galperti (Pd) 41) Maria Pia Garavaglia (Pd) 42) Costantino Garraffa (Pd) 43) Maurizio Gasparri (Pdl) 44) Antonio Gentile (Pdl) 45) Rita Ghedini (Pd) 46) Giai Mirella (Gruppo Misto) 47) Basilio Giordano (Pdl) 48) Claudio Gustavino (Terzo Polo) 49) Pietro Ichino (Pd) 50) Cosimo Latronico (Pdl) 51) Giovanni Legnini (Pd) 52) Massimo Livi Bacci (Pd) 53) Andrea Marcucci (Pd) 54) Francesca Maria Marinaro (Pd) 55) Franco Marini (Pd) 56) Ignazio Marino (Pd) 57) Marino Mauro Maria (Pd) 58) Salvatore Mazzaracchio (Pdl) 59) Vidmer Mercatali (Pd) 60) Riccardo Milana (Terzo Polo) 61) Francesco Monaco (Pd) 62) Enrico M0rando (Pd) 63) Fabrizio Morri (Pd) 64) Achille Passoni (Pd) 65) Carlo Pegorer (Pd) 66) Flavio Pertoldi (Pd) 67) Lorenzo Piccioni (Pdl) 68) Leana Pignedoli (Pd) 69) Roberta Pinotti (Pd) 70) Beppe Pisanu (Pdl) 71) Donatella Poretti (Pd) 72) Raffaele Ranucci (Pd) 73) Giorgio Roilo (Pd) 74) Nicola Rossi (Pd) 75) Antonio Rusconi (Pd) 76) Gian Carlo Sangalli (Pd) 77) Francesco Sanna (Pd) 78) Giacomo Santini (Pdl) 79) Giuseppe Saro (Pdl) 80) Anna Maria Serafini (Pd) 81) Achille Serra (Terzo Polo) 82) Emilio Silvio Sircana (Pd) 83) Albertina Soliani (Pd) 84) Marco Stradiotto (Pd) 85) Antonino Strano (Pdl) 86) Salvatore Tomaselli (Pd) 87) Giorgio Tonini (Pd) 88) Achille Totaro (Pdl) 89) Tiziano Treu (Pd) 90) Simona Vicari (Pdl) 91) Luigi Vimercati (Pd) 92) Vincenzo Vita (Pd) 93) Walter Vitali (Pd) 94) Luigi Zanda (Pd)

SOLO DEI CRIMINALI POSSONO COMPORTARSI COSI

Il governo ci riprova. Vuole reintrodurre alla Camera l’inqualificabile norma a tutela delle pensioni d’oro dei grand commis di Stato cancellata al Senato grazie all’emendamento dell’Italia dei Valori.
Subito dopo quel voto, di fronte all’indignazione suscitata dal tentativo di difendere pochi privilegiati mentre in tutta Italia si moltiplicano i suicidi provati dalle difficoltà economiche, il governo aveva assicurato di non voler ripresentare la norma, e il Pd, che in Senato aveva votato contro l’emendamento dell’Italia dei Valori, aveva ammesso il proprio errore.

Ora il governo ci ha ripensato, resta da vedere se farà lo stesso anche il partito democratico. “Così – afferma il capogruppo dell’IdV al Senato Felice Belisario – quello che è uscito dalla porta di palazzo Madama rischia di rientrare dalla finestra di Montecitorio. Ci auguriamo che il Pd, dopo aver ammesso lo sbaglio al Senato, possa correggersi alla Camera. Adesso i nodi verranno al pettine e si vedrà chi sta davvero dalla parte dei cittadini, chiamati dall'esecutivo ad immani sacrifici, e chi invece dalla parte dei super manager e delle loro super pensioni d'oro".

Anche alla Camera, l’Italia dei Valori contrasterà strenuamente questo ennesimo regalo fatto dal governo, assicura Antonio Di Pietro: “Le famiglie non arrivano alla fine del mese, la disoccupazione sta raggiungendo livelli da record e il governo fa un regalo di questo tipo ai supermanager, dimostrando tutta la sua cecità. Con quale faccia tosta ripropongono una norma di questo genere, dopo aver colpito le pensioni della povera gente, impoverito ancora di più le fasce deboli della popolazione e lasciato irrisolto il grave vulnus degli esodati? Ci auguriamo che alla Camera, oltre all’IdV, ci siano altre forze responsabili capaci di porre un freno a questo ennesimo schiaffo ai cittadini”.


 leggi anke

http://cipiri.blogspot.it/2012/05/pensioni-doro.html
.
.

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru