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martedì 1 ottobre 2019

Lega : Condannati per Rimborsopoli Piemonte

Un anno e 7 mesi a ex governatore Cota. Undici mesi a Molinari  Sono stati tutti condannati i 25 imputati del processo d'appello, a Torino, per la 'Rimborsopoli' degli ex consiglieri regionali del Piemonte.

Un anno e 7 mesi a ex governatore Cota. Undici mesi a Molinari
Sono stati tutti condannati i 25 imputati del processo d'appello, a Torino, per la 'Rimborsopoli' degli ex consiglieri regionali del Piemonte. All'ex governatore leghista Roberto Cota, che in primo grado nel 2016 era stato assolto, sono stati inflitti un anno e 7 mesi di reclusione.
    Tra i condannati c'è anche Riccardo Molinari, attuale capogruppo della Lega alla Camera; assolto in primo grado, è stato riconosciuto colpevole del peculato di 1.158 euro. Per lui la corte ha anche 
disposto l'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici sospendendola comunque per 12 mesi. Tra i 
condannati figurano altri due parlamentari: il leghista Paolo Tiramani (1 anno e 5 mesi)
 e Augusta Montaruli di Fratelli d'Italia (1 anno e 7 mesi).

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sabato 6 ottobre 2018

Lega, Bossi e Belsito condannati per truffa

L’ex leader della Lega Nord Umberto Bossi è stato condannato a due anni e sei mesi al processo sulla     truffa da 56 milioni ai danni dello Stato. Condannato a 4 anni e dieci mesi anche l’ex tesoriere     Francesco Belsito. Il giudice ha disposto la confisca di 48 milioni alla Lega.


L’ex leader della Lega Nord Umberto Bossi è stato condannato a due anni e sei mesi al processo sulla truffa da 56 milioni ai danni dello Stato. Condannato a 4 anni e dieci mesi anche l’ex tesoriere 
Francesco Belsito. Il giudice ha disposto la confisca di 48 milioni alla Lega. Per l’accusa, nel periodo tra il 2008 e il 2010 sarebbero stati presentati rendiconti irregolari al Parlamento per ottenere 
indebitamente fondi pubblici che per l’accusa sarebbero stati usati, in gran
parte, per spese personali della famiglia Bossi.

Inchiesta truffa, condannati Bossi e Belsito 
Il pm aveva chiesto la condanna a quattro anni per Bossi e quattro e mezzo per Belsito. Condannati 
anche i tre ex revisori contabili del partito Diego Sanavio, Antonio Turci e Stefano Aldovisi 
(rispettivamente a due anni e otto mesi, due
anni e otto mesi e un anno e nove mesi) 
e i due imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet (cinque anni ciascuno). 
Tutti sono accusati di truffa. L’inchiesta era deflagrata nel 2012 e aveva portato alle 
dimissioni di Bossi e dei suoi collaboratori. Belsito e i due imprenditori sono accusati anche di riciclaggioperché avrebbero portato oltre confine, a Cipro e in Tanzania, 
parte dei soldi illecitamente ottenuti.

Quasi 1 mln euro a Camera e Senato 
Il tribunale di Genova ha anche stabilito, a carico dei condannati, il pagamento di quasi un milione di 
euro a titolo di provvisionale a favore di Camera e
Senato. I due rami del parlamento si erano costituiti parte civile nel processo sulla maxi truffa dei 
rimborsi elettorali. In particolare, alla Camera spetteranno circa 225 mila euro, mentre al Senato 
andranno circa 755 mila euro. I giudici hanno inoltre stabilito l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per Belsito, perpetua invece per i due imprenditori Scala e Bonet.

La condanna per appropriazione indebita 
A inizio luglio i giudici milanesi avevano condannato l’ex tesoriere a due anni e sei mesi, 
il senatur a due anni e tre mesi e il figlio Renzo Bossi a un anno
e sei mesi per le spese sostenute dalla famiglia Bossi con i fondi pubblici. In un altro processo anche 
Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Nord Umberto, è stato condannato a un anno e 
otto mesi per il reato di appropriazione indebita aggravata per le spese personali con i fondi del 
Carroccio. Secondo l'accusa tra il 2009 e il 2011, l’ex tesoriere si sarebbe appropriato di circa mezzo 
milione di euro, mentre l’ex leader del Carroccio avrebbe speso
 con i fondi del partito oltre 208mila euro. 

A Renzo sono stati addebitati, invece, più di 145mila euro: migliaia di euro in multe, i cui «verbali 
originali» sono stati trovati nella disponibilità di Belsito «in una logica di pagamento da parte della 
Lega», tremila euro di assicurazione auto, 48mila euro per comprare una macchina,
(un'Audi A6) e 77mila euro per la «laurea albanese».

Se io ho il reddito di cittadinanza e commetto una violazione dei regolamenti, posso subire una 
condanna fino a 6 anni di carcere. Se un partito come la lega ruba 49mln di euro di denaro pubblico 
accertato con sentenza, non va in galera nessuno anzi, lo agevolano a rimborsare con comode rate da 
pagare in 81 anni. La domanda e': vi sembra una giustizia giusta questa? E tenete conto che la Lega, 
accettando la rateizzazione, 
ha confermato che i soldi li ha rubati davvero e i 5 stelle continuano a tacere. 
Onesta' ???


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giovedì 17 maggio 2018

Sgarbi e Sallusti Condannati a Risarcire Di Matteo per Diffamazione Aggravata



Tribunale Di Monza 

SGARBI E SALLUSTI
C O N D A N N A T I !

PROCESSO A SGARBI E SALLUSTI PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA NEI CONFRONTI DEL PROCURATORE ANTIMAFIA DI MATTEO - Tribunale di Monza (MI)

Ai sensi degli art.
533 e 535 c.p.p. In nome del popolo italiano si riconoscono i sigg.ri Vittorio Sgarbi 
e Alessandro Sallusti responsabili dei reati ascritti.
Si condannano
Sgarbi a 6 mesi di reclusione
e Sallusti a 3 mesi reclusione
Condanna al rimborso delle spese processuali e a 
40.000 euro a carico di entrambi a favore della parte civile Dottor Di Matteo



Silvio dovresti Pulire i Cessi del Carcere come il tuo Socio Marcello ...
L'ex senatore Marcello Dell’Utri è il collegamento tra Cosa nostra 
e il governo dell’ex cavaliere Silvio Berlusconi che ...



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Previsioni per il 2018






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sabato 27 febbraio 2016

Stop al Vitalizio agli ex Parlamentari Condannati




Stop al vitalizio agli ex parlamentari condannati per mafia e corruzione

"Dobbiamo arrivare a un milione di firme entro Natale. Siamo oltre 260mila contro il vitalizio ai 
condannati per mafia. Se entro dicembre ognuno di noi portasse la firma di tre amici che non si sono 
ancora uniti a questa battaglia supereremmo di gran lunga il milione di adesioni. 
Vogliamo arrivare a questa cifra simbolica per mandare un messaggio molto chiaro al Parlamento. 
Sarà il nostro regalo di Natale: la voce di un milione di cittadini per inchiodare i parlamentari alla 
decisione necessaria di cancellare la vergogna
 dei vitalizi ai politici condannati per mafia e corruzione.” 

Libera e Gruppo Abele

Basta una semplice modifica dei Regolamenti del Senato e della Camera per cancellare una vergogna: il pagamento dei vitalizi a senatori e deputati condannati in via definitiva per gravi reati, come mafia, corruzione, truffe con fondi pubblici e frodi fiscali.  

Riparte il futuro e più di mezzo milione di cittadini chiedono da tempo a gran voce che tutti i dipendenti pubblici e i rappresentanti politici siano chiamati 
a rispettare codici etici più efficaci e concretamente applicati.

Deputati e senatori sono chiamati a dare l’esempio, stabilendo la cessazione immediata di qualsiasi 
erogazione di denaro pubblico nei confronti di chi si è reso responsabile di questa vera e propria 
violazione dell’articolo 54 della Costituzione, secondo il  quale il mandato istituzionale va assolto “con disciplina  e onore”. 

Firma ora per chiedere la sospensione di qualsiasi vitalizio ai politici condannati.  



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lunedì 7 luglio 2014

Berlusconi e Dell'Utri Condannati e Mafiosi ma RIformano la Costituzione



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Di Matteo DICE
Andreotti condannato per mafia ma beatificato.
Berlusconi e Dell'Utri condannati e mafiosi ma legittimati dalle altre forze politiche
 addirittura per riformare la Costituzione.

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martedì 13 maggio 2014

LISTA degli INDAGATI CONDANNATI nel PARLAMENTO ITALIANO



QUESTO POI E' UN CASO A PARTE

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Antonio Razzi - E I Veri Motivi Per Fare Politica
Questo è uno dei parlamentari che ci tocca mantenere,
senza averlo mai scelto, grazie al sistema elettorale in vigore in Italia...

ECCO LA LISTA DEGLI INDAGATI/CONDANNATI IN PARLAMENTO

Dopo l'articolo che ha suscitato un certo clamore, se così possiamo dire (quello della lista dei 35 deputati/senatori indagati all'interno del PDL) in molti mi hanno chiesto un elenco completo e dettagliato di tutti i parlamentari indagati o condannati del nostro parlamento (qui la lista degli indagati del PD) ... devo ammettere la cosa non è assolutamente facile, con circa 1000 persone tra deputati e senatori l'impresa è ardua ... tanto più che il nostro parlamento non è sicuramente un modello da prendere come esempio!!! Ho provato a raccogliere tutti gli indagati che ho trovato sulla rete, nei vari siti, blog, facebook, Repubblica , Corriere della Sera, Fatto Quotidiano ect ect .. spero di esser riuscito a fare una lista il più possibile realistica con la situazione attuale!! Sono sicuro mancano ancora molte persone all'appello, proprio per questo chiedo a tutti voi di collaborare segnalandomi eventuali errori (non voluti) o eventuali mancanze nella lista qui sotto.

Ecco l'elenco:

(Lista aggiornata a ottobre 2012)

ABRIGNANI Ignazio (PDL) - indagato per dissipazione post-fallimentare.

ALESSANDRI Angelo (Lega Nord) - indagato per finanziamento illecito ai partiti.

ANGELUCCI Antonio (PDL) - Indagato per associazione a delinquere, truffa e falso.

ARACU Sabatino (PDL) - Rinviato a giudizio nella sanitopoli abruzzese.

BARANI Lucio (PDL) - Richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’uffici.

BARBARESCHI Luca (Gruppo Misto) - Indagato per abusivism.

BERLUSCONI Silvio (PDL) - 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian); 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, intercettazioni Unipol, processo Ruby). 5 prescrizioni (Lodo Mondadori, All Iberian, Consolidato Fininvest, Falso in bilancio Lentini, processo Mills).

BERNARDINI Rita (PD) - Condannata nel 2008 a quattro mesi per cessione gratuita di marijuana, pena estinta per indulto.

BERRUTI Massimo Maria (PDL) - condannato in appello a 2 anni e 10 mesi nell'inchiesta per i fondi neri Fininvest.

BOSSI Umberto (Lega Nord) - condannato a 8 mesi di reclusione per finanziamento illecito, 1 anno per istigazione a delinquere, 1 anno e 4 mesi per vilipendio alla bandiera poi indultati, oggi è indagato per truffa ai danni dello Stato.

BRAGANTINI Matteo (Lega Nord) - condannato in appello per propaganda razziale.

BRANCHER Aldo (PDL) - condannato in primo grado e appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al psi. Il primo reato prescritto, il secondo depenalizzato. Indagato per ricettazione. Condannato in appello a due anni per appropriazione indebita e ricettazione.

BRIGANDI' Matteo (Lega Nord) - condannato in primo grado per truffa aggravata alla regione Piemonte.

BRIGUGLIO Carmelo (PDL) - vari processi a carico (truffa, falso, abuso d'ufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali ed in seguito assolto.

BOSI Francesco (UDC) - Indagato per abuso d'ufficio

CALDEROLI Roberto (Lega Nord) - indagato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale prescritto. Indagato per truffa dal Tribunale dei ministri, i senatori votano contro l’autorizzazione a procedere.

CALIENDO Giacomo (PDL)- Indagato per violazione della legge Anselmi sulle società segrete (inchiesta nuova P2).

CAMBER Giulio (PDL) - condannato in via definitiva per millantato credito.

CAPARINI Davide (Lega Nord) - resistenza a pubblico ufficiale prescritto.

CARLUCCI Gabriella (Udc, eletta nel Pdl): condannata a risarcire una sua collaboratrice.

CARRA Enzo (UDC): ai tempi di Tangentopoli finì in manette davanti alle telecamere, è stato condannato in via definitiva a 16 mesi per false dichiarazioni ai pm.

CASTAGNETTI Pierluigi (PD) - rinviato a giudizio per corruzione, prescritto.

CASTELLI Roberto (Lega Nord) - indagato per abuso d'ufficio patrimoniale, il Senato vota totale immunità.

CATONE Giampiero (PDL) - condannato in primo grado a otto anni per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata.

CESA Lorenzo (UDC) - condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per incompatibilità del GIP, indagato per truffa e associazione a delinquere.

CESARO Luigi (PDL) - Indagato per associazione camorristica.

CIARRAPICO Giuseppe (PDL) - condannato per truffa aggravata e continuata ai danni di INPS e INAIL, multa per violazione legge tutela "lavoro fanciulli e adolescenti", condannato per falso in bilancio e truffa, condanna per diffamazione, condannato per bancarotta fraudolenta, condannato per finanziamento illecito, condannato per il crac "valadier", condannato in appello per assegni a vuoto e in seguito reato depenalizzato, condanna in primo grado per abuso ed in seguito prescritto, condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato per truffa ai danni di palazzo Chigi.

CICCHITTO Fabrizio (PDL) - Il suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980. All’epoca della scoperta degli elenchi Cicchitto era deputato e membro della direzione del Psi. è uno dei pochi ad aver ammesso di aver sottoscritto la domanda di adesione.

CRISAFULLI Vladimiro (PD) - Ex sindaco di Enna e uomo forte dei Ds siciliani, è sotto inchiesta insieme a Totò Cuffaro per violazione di segreto d’ufficio nell’inchiesta su Messina Ambiente. Ë stato indagato dalla procura di Caltanissetta per concorso esterno in associazione mafiosa. Indagine archiviata nel febbraio 2004.

COSENTINO Nicola (Pdl): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negato la richiesta d’arresto. Imputato anche nell’inchiesta sulla P3.

CUFFARO Salvatore (UDC) - condannato per favoreggiamento. Il 18 gennaio 2008 Cuffaro viene dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le 'talpe' alla Dda di Palermo. La sentenza di primo grado condanna Cuffaro a 5 anni di reclusione nonché all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il 22 gennaio 2011 la Corte di Cassazione conferma in via definitiva la condanna 7 anni di reclusione inflittagli l'anno prima dalla Corte di Appello di Palermo, nonostante la richiesta di eliminazione dell'aggravante mafiosa da parte del procuratore generale. Il giorno stesso Cuffaro si costituisce e viene rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia.

CURSI Cesare (PDL) - Indagato per corruzione.

CUSUMANO Stefano (Udeur) - Arrestato nel 1999 a Catania con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta. Oggi resta sotto processo, con la sola accusa di turbativa d’asta, per gli appalti del nuovo ospedale Garibaldi di Catania. È senatore della Repubblica.

D'ALEMA Massimo (PD) - finanziamento illecito accertato, prescritto.

D’ALI' Antonio (PDL): rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.

DE ANGELIS Marcello (PDL) - condannato per banda armata e associazione eversiva.

DE GREGORIO Sergio (PDL) - indagato per associazione per delinquere, concorso in truffa e truffa aggravata, concorso in bancarotta fraudolenta. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto.

DELL'UTRI Marcello (PDL) - condannato per false fatture e frode fiscale, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa ma annullata con rinvio dalla Cassazione.

DEL PENNINO Antonio (PDL) - ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Prescritto per corruzione.

DE LUCA Francesco (PDL) - indagato per tentata corruzione in atti giudiziari.

DE Luca Vincenzo (PD) - Nel dicembre 2008 con altri 46 imputati, viene rinviato a giudizio per truffa ai danni dello stato e falso in relazione alla vicenda relativa alla delocalizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali. Nell'aprile 2009 il rinvio viene confermato per De Luca ad altri 13 imputati. Nel luglio 2010 viene condannato in primo grado dalla Corte dei Conti (sezione giurisdizionale di Napoli), insieme all'ex-sindaco De Biase ad alcuni dirigenti comunali, per questioni inerenti gli stipendi dei dirigenti del Comune di Salerno. Viene condannato a pagare 23 mila euro . Il 6 luglio 2010 la Corte dei Conti di Salerno dichiara la prescrizione nei confronti di De Luca e degli altri imputati del processo per lo sversamento di rifiuti, nel 2001, nel sito di Ostaglio, non ancora completato.

DI STEFANO Fabrizio (PDL): rinviato a giudizio per corruzione.

DI GIUSEPPE Anita (IDV): indagata per abuso di ufficio, turbativa d’asta e associazione a delinquere.

DELLA VEDOVA Benedetto (FLI): È stato condannato a quattro mesi di reclusione e al pagamento di una multa di due milioni delle vecchie lire per aver distribuito hashish a Porta Portese nel corso di una manifestazione, nel 1995, di disobbedienza civile per promuovere la liberalizzazione delle droghe leggere.

DRAGO Giuseppe (UDC) - condannato in appello per peculato e abuso d'ufficio.

ESPOSITO Stefano (PD) - Indagato, ha versato un'oblazione di duemila euro per evitare l’accusa di aver violato la legge elettorale. Prosciolto dal Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Torino in data 3 dicembre 2007.

FARINA Renato (PDL) - condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per falso in atto pubblico, ha patteggiato una pena di 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar.

FASANO Vincenzo (PDL) - condannato per concussione, indultato.

FAZZONE Claudio (PDL): rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.

FIRRARELLO Giuseppe (PDL) - condannato in primo grado per turbativa d’asta, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa (nel ’99 il Senato ha negato l’arresto).

FITTO Raffaele (PDL) - rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamento illecito.

FRIGERIO Gianstefano (PDL) - Ex leader della Dc, diventato uno degli strateghi di Forza Italia. Ha confessato, per esempio, di aver ricevuto 150 milioni da Paolo Berlusconi, in cambio dei permessi alla Fininvest per gestire la discarica di Cerro Maggiore. Ha accumulato tre condanne definitive: 1 anno e 4 mesi per finanziamento illecito ai partiti, 1 anno e 7 mesi per finanziamenti illeciti e ricettazione, 3 anni e 9 mesi per corruzione e concussione. Doveva scontare in definitiva una pena di 6 anni e 5 mesi. Affidato poi ai servizi sociali, ha avuto il permesso dal giudice di sorveglianza di frequentare il Parlamento per qualche giorno al mese: come pratica di riabilitazione.

GALATI Giuseppe (PDL) - indagato per associazione a delinquere, truffa e associazione segreta.

GALIOTO Vincenzo (PDL) - Condannato in primo grado per falso in bilancio. GENOVESE Fracantonio (PD) - Indagato per abuso d’ufficio per affidamenti fatti durante la sua sindacatura a Messina a un’azienda di servizi.

GIUDICE Gaspare (PDL) - condannato in primo grado per bancarotta, prescritto.

GRASSANO Maurizio (Responsabili) - Sotto processo per truffa.

GRILLO Luigi (PDL) - rinviato a giudizio per aggiotaggio, indagato e prescritto per truffa.

IAPPICA Maurizio (Gr.Misto, eletto nel PDL): rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d’ufficio, prescritto.

LA LOGGIA Enrico (PDL) - Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalat di Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”.

IAPICCA Maurizio (PDL) - rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d'ufficio, prescritto.

LA MALFA Giorgio (Gruppo Misto) - condannato per finanziamento illecito. Al termine dell'iter processuale, la Cassazione gli riconobbe l'assenza di "ogni profitto personale", e la "lealtà processuale", concedendogli il beneficio della non menzione nel casellario penale.

LAGANA' FORTUGNO Maria Grazia (PD) - indagata per truffa ai danni dello Stato.

LANDOLFI Mario (PDL) - indagato per corruzione e truffa "con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso La Torre".

LEHNER Giancarlo (PDL) - condannato per diffamazione.

LETTA Gianni ( PDL) - Nel 1993 era stato indagato per corruzione dalla procura di Roma che ne aveva chiesto addirittura l’arresto. L’inchiesta era stata poi archiviata, ma con motivazioni non proprio esaltanti per Letta. Un altra inchiesta era stata scippata, negli anni Ottanta, alla procura di Milano dal porto delle nebbie romano: quella di Gherardo Colombo sui fondi neri dell’Iri, nella quale l’allora direttore del “Tempo” Gianni Letta aveva ammesso, nel dicembre 1984, di aver ricevuto 1 miliardo e mezzo di lire in nero dall’ente statale per ripianare i buchi del suo disastrato giornale. Un giornale che, scrissero Scalfari e Turani in “Razza padrona”, era “in vendita ogni giorno, e non solamente in edicola”.

LOLLI Giovanni (PD) - rinviato a giudizio per favoreggiamento.

LOMBARDO Angelo (Gruppo Misto) - Indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

LUMIA Giuseppe (PD) - Indagato per diffamazione. È stato querelato dal suo ex addetto stampa.

LUNARDI Pietro (PDL) - Indagato per corruzione.

LUONGO Antonio (PD) - Rinviato nel 2009 a giudizio per corruzione nell’inchiesta su affari e politica a Potenza.

LUSETTI Renzo (PD) - condannato a risarcimento di 1 milione di lire per consulenze ingiustificate.

LUSI Luigi (Gr. Misto, eletto nel PD): indagato per appropriazione indebita e calunnia, è attualmente in carcerazione preventiva e resta senatore. MALGIERI Gennaro (PDL) - Condannato dalla Corte dei Conti per la nomina di Alfredo Meocci a dg della Rai.

MANNINO Calogero (UDC) - condannato in appello per concorso esterno in associazione mafioso e processo d'appello annullato e da rifare, rinviato a giudizio per associazione a delinquere, appropriazione indebita, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso ideologico e truffa aggravata. Nel 2010 la cassazione ha annullato definitivamente la condanna. Oggi indagato nell'inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia presso la Procura della Repubblica di Palermo.

MARONI Roberto (Lega Nord) - condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale (pena commutata in multa).

MATTEOLI Altero (PDL) - imputato per favoreggiamento, processo bloccato dalla Camera.

MESSINA Alfredo (PDL) - indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta.

MILANESE Marco (PDL) - Indagato per corruzione, rivelazione segreta e associazione a delinquere (P4).

NANIA Domenico (PDL) - condannato per lesioni personali, condannato in primo grado per abusi edilizi e prescritto.

NARO Giuseppe (UDC) - condannato per abuso d'ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta.

NESSA Pasquale (PDL) - rinviato a giudizio per concussione.

NESPOLI Vincenzo: (PDL): indagato per concorso in scambio elettorale, concorso in bancarotta fraudolenta e concorso in riciclaggio. Richiesta di arresto respinta dal Senato. ORLANDO Leoluca (IDV) - condannato per diffamazione.

PARAVIA Antonio (PDL) - arrestato per tangenti, prescritto.

PAPA Alfonso (PDL) - accusato di concussione, favoreggiamento e rivelazione del segreto d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta sulla Loggia P4. Lo scorso luglio 2011 è arrivata dalla giunta per le autorizzazioni della Camera l'ok all'arresto per la stessa inchiesta P4. Finito per mesi in carcere è stato poi scarcerato.

PAPANIA Antonio (PD) - patteggia accusa per abuso d'ufficio.

PASSERA Corrado (Ministro dello Sviluppo Economico del governo Monti): indagato lo scorso giugno 2012 per reati fiscali (evasione fiscale) riconducibili all'anno 2006.

PILI Mauro (PDL) - Ex presidente della Regione Sardegna, Ë indagato a Cagliari per peculato.

PINI Gianluca: (Lega Nord): indagato per millantato credito.

PITTELLI Giancarlo (PDL) - indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare” e per minacce e lesioni a un collega avvocato.

PISTORIO Giovanni (Gruppo Misto) - Condannato dalla Corte dei conti per danno erariale.

PORFIDIA Americo (Responsabili) - Richiesta di rinvio a giudizio per tentata estorsione e favoreggiamento alla Camera.

RIGONI Andrea (PD) - condanna in primo grado per abuso edilizio prescritta.

RIZZOLI De Nichilo Melania (PDL) - Indagata per concorso in falso.

ROMANI Paolo (PDL) - Viene indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture. L’udienza preliminale termina però con un pieno proscioglimento: per Romani niente bancarotta. Il suo nome è anche nell’elenco dei politici che ricevono generosi finanziamenti dalla Banca popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. In effetti Romani ha bisogno di soldi: sta pagando circa 400 mila euro come risarcimento al curatore fallimentare di Lombardia 7.

ROMANO Francesco Saverio (ex UDC, adesso ai "Responsabili") - Assolto dall'acusa di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, è attualmente indagato per corruzione.

ROSSO Roberto (ex Fli, ora al Pdl e attuale sottosegretario all’Agricoltura del governo Berlusconi): indagato per associazione a delinquere dalla Procura di Vercelli.

RUSSO Paolo (PDL) - indagato per violazione della legge elettorale.

RUTELLI Francesco (API): condannato per danno erariale dalla Corte dei Conti.

SAVINO Elvira (Indagata per concorso in riciclaggio).

SCAJOLA Claudio (PDL) - arrestato per concussione aggravata nel 1983, è stato poi prosciolto. E' indagato per la casa vicino al Colosseo pagata dall’imprenditore Diego Anemone.

SCAPAGNINI Umberto (PDL) - condannato in primo grado per abuso d'ufficio e violazione della legge elettorale, indagato per abuso d'ufficio aggravato.

SCELLI Maurizio (PDL) - E' stato condannato a pagare 900 mila euro per irregolarità nell'acquisizione di servizi informatici.

SCIASCIA Salvatore (PDL) - condannato per corruzione alla Guardia di finanza.

SCILIPOTI Domenico (Popolo e Territorio): Nel luglio 2009 è condannato (in secondo grado) al pagamento di 200.000 euro, Scilipoti subisce il pignoramento dell'abitazione e di sette immobili di sua proprietà. Il tribunale ravvisa inoltre un profilo penale e indaga Scilipoti per calunnia e produzione di documenti falsi in merito ai debiti contratti; a novembre 2010 riceve un avviso di garanzia. Nel novembre 2011 la condanna viene confermata anche in Cassazione, Scilipoti è condannato a pagare 230 000 euro, in caso contrario sarà avviato il pignoramento dei suoi beni.

SIMEONI Giorgio (PDL) - indagato per associazione per delinquere e corruzione.

SERAFINI Giancarlo (PDL) - Ha patteggiato una condanna per corruzione.

SPECIALE Roberto (PDL) - condannato in appello a 18 mesi per peculato: è accusato di essersi fatto arrivare un carico di spigole nel paesino trentino in cui era in vacanza.

TEDESCO Alberto (Partito Democratico): agli arresti domiciliari, indagato per turbativa d'asta e corruzione. Il 20 luglio scorso la Camera dei Deputati l'ha salvato negando l'autorizzazione all'arresto.

TOMASSINI Antonio (PDL) - condannato per falso.

TORTOLI Roberto (PDL) - condannato in secondo grado a 3 anni e 4 mesi per estorsione.

VALENTINO Giuseppe (PDL) - Sottosegretario alla Giustizia del governo Berlusconi, è indagato in Calabria in relazione “a condotte attinenti gli interessi della criminalità organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione”. Il suo nome Ë anche presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani. E' stata chiesta l'archiviazione per entrambi i procedimenti.

VERDINI Denis (PDL): indagato per false fatture, mendacio bancario, appalti G8 L’Aquila, associazione a delinquere e abuso d’ufficio.

VISCO Vincenzo (PD) - Deputato della Repubblica, ex ministro Ds. Condannato definitivamente dalla Cassazione nel 2001 per abusivismo edilizio, per via di alcuni ampliamenti illeciti nella sua casa a Pantelleria: 10 giorni di arresto e 20 milioni di ammenda.

VITO Alfredo (PDL) - Fu indagato, arrestato e processato per tangenti. Condanna definitiva e 2 anni patteggiati e oltre 4 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli chiese al Parlamento l’autorizzazione a procedere contro di lui anche per concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, sospettando suoi rapporti con la Camorra (fu poi prosciolto). Patteggiò la condanna e restituì parte del malloppo. Quei quasi 5 miliardi sono stati impiegati per costruire un parco pubblico alla periferia di Napoli .

VIZZINI Carlo (PDL) - condannato in primo grado per finanziamento illecito, si è salvato solo con la prescizione. Era coinvolto nella maxi tangente Enimont.


da
https://sites.google.com/site/lapazienzaefinita/la-lista-degli-indagati-condannati-in-parlamento


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mercoledì 24 luglio 2013

D&G ANDATEVENE PURE

GLI INDIGNATI SIAMO NOI CITTADINI CHE PAGHIAMO LE TASSE

Nuova puntata della polemica degli stilisti Dolce e Gabbana contro il comune di Milano.
 Oggi i tre negozi di Milano (due in corso Venezia e uno in via della Spiga) sono rimasti chiusi «per indignazione», spiega un cartello in italiano e inglese affisso sulle vetrine insieme ad un ritaglio di giornale dal titolo 'Il Comune chiude le porte a D&G". E dopo la protesta di oggi la serrata andrà avanti per tre giorni. Tutto nasce da una dichiarazione, poi rettificata, dell'assessore al Commercio Franco D'Alfonso che, dopo la sentenza avversa ai creatori di moda aveva detto: «Niente spazi comunali a chi è stato condannato per evasione fiscale».

Ieri la prima protesta nei confronti dell'amministrazione di Gabbana via twitter: «Fate schifo» e l'intervento del sindaco Pisapia che aveva tentato di smorzare i toni. Oggi invece il 'rilancio' degli stilisti con la serrata.

Ad accendere la miccia sono state le parole pronunciate ieri dall'assessore comunale al Commercio Franco D'Alfonso che avrebbe stigmatizzato la condanna di Dolce e Gabbana in primo grado per omessa dichiarazione dei redditi affermando che qualora dovessero essere chiesti spazi pubblici per i loro eventi il Comune dovrebbe rifiutarsi e prendere le distanza da esempi simili.


gli imprenditori come 

Dolce & Gabbana

 che non pagano le tasse - e non certo perchè non ce la fanno, ma per lucrare ancora di più - mettono in crisi anche tutti quelli che cercano faticosamente di fare impresa in modo onesto: è la forma più odiosa di concorrenza sleale! Ricordo inoltre a tutti che negli Stati Uniti, 
patria della libera iniziativa privata, chi evade le tasse va IN GALERA.

«Basta polemiche»: il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, interviene così sulla recente querelle che ha visto gli stilisti Dolce e Gabbana polemizzare con il comune di Milano.
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«Per me la questione è assolutamente terminata, loro hanno riaperto il negozio» ha detto Pisapia rispondendo a tutte le domande dei giornalisti a margine di una conferenza stampa a Palazzo Marino sulle celebrazioni per ricordare il ventesimo anniversario della strage di via Palestro.
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«Spero che adesso finiscano le polemiche e si guardi avanti nell'interesse della collettività, della moda e del Paese - ha proseguito il sindaco Pisapia - Ho già invitato Dolce e Gabbana a venire qui al comune per chiarirci». «Chi dice che Milano fa schifo non può che fare indignare non solo il sindaco ma tutti i milanesi», ha aggiunto il primo cittadino.
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giovedì 6 giugno 2013

Sentenza Cucchi, condannati solo i medici



Sentenza Cucchi, condannati solo i medici. Assolti gli infermieri e gli agenti.


"Chiedo scusa a nome di Stefano per il danno che la sua permanenza al Pertini e la sua morte hanno procurato al buon nome del dott. De Marchis e della dott.ssa Di Carlo. Chiedo scusa per il disturbo arrecato. Infondo era un tossicodipendente, e non dimentichiamo che era lì perché aveva commesso un reato. Cosa valeva la sua vita rispetto alla carriera e l'onorabilità di persone che 'salvano la vita alla gente'? E mi rendo conto sempre di più che la vita di mio fratello non era considerata tra quelle da salvare.
Stefano non ha più voce per dire che lavorava, che andava in palestra. Che le sue vene non erano massacrate dalla droga, della quale non c'era traccia dopo la sua morte... E che immaginava un futuro come tutti noi. Lui non c'è più. Quindi tanto vale che i loro avvocati lo massacrino pure da morto. Se si tratta di salvaguardare coloro che quasi sempre salvano la vita alla gente. Sempre che 'la gente' non sia un detenuto in attesa di giudizio tossicodipendente. E cosa importa il dolore di un padre e di una madre, che per quella vita avrebbero dato l'anima, pur senza mai farne un santo, nel vederlo calpestato e spogliato di quello che era? Diciamo che non è stato curato perché come tutti i tossicodipendenti non era collaborativo. E dimentichiamo il giuramento d'Ippocrate. Tanto era un tossicodipendente. Ma si. Mettiamoci una pietra sopra e salviamo il salvabile. Tanto se l'è cercata. E diffondiamo la sua foto nei centri di recupero. Così tutti sapranno che di droga si muore in quel modo, come ha avuto la brillante idea di affermare uno degli avvocati dei poveri medici."
(Ilaria Cucchi)


Firma petizione!



http://firmiamo.it/giustizia-per-stefano-cucchi


Dopo l'esito del processo a Stefano Cucchi, morto una settimana dopo il suo arresto per droga nel 2009, che ha visto condannati i medici (ma con pene ridotte) e assolti gli agenti della polizia penitenziaria, chiediamo giustizia per questo ragazzo!
Firmiamo affinchè si faccia luce su questa storia, affinchè la verità sia finalmente rivelata e i colpevoli vengano giustamente condannati.
“ Io non mi arrendo – ha dichiarato dopo la lettura del dispositivo Ilaria Cucchi, sorella di Stefano da sempre in prima linea nella battaglia giudiziaria – questa è una giustizia ingiusta. I medici dovranno fare i conti con la loro coscienza, ma mio fratello non sarebbe morto senza quel pestaggio. Si tratta di una pena ridicola rispetto a una vita umana. Sapevamo che nessuna sentenza ci avrebbe dato soddisfazione e restituito Stefano ma calpestare mio fratello e la verità così... non me l’aspettavo”.Fabio Anselmo, legale della famiglia, ha commentato: “ Tre anni fa avevo previsto questo momento. Questo è un fallimento dello Stato, perché considerare che Stefano Cucchi è morto per colpa medica è un insulto alla sua memoria e a questa famiglia che ha sopportato tanto. È un insulto alla stessa giustizia”.
Solidarietà e sostegno alla sua famiglia: GIUSTIZIA PER STEFANO!
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martedì 29 gennaio 2013

Caso Aldrovandi


Federico Aldrovandi, massacrato ed ucciso da 4 poliziotti

Caso Aldrovandi, condannati tre poliziotti

Respinto il ricorso degli avvocati che chiedevano l'affidamento in prova ai servizi sociali. Sei mesi di carcere per aver massacrato e ucciso un giovane ragazzo



Il Tribunale presieduto dal giudice Francesco Maisto ha dunque respinto il ricorso degli avvocati che chiedevano l'affidamento in prova ai servizi sociali per il periodo di sei mesi, pari al residuo di pena dopo che tre anni sono stati condonati a causa dell'indulto. Gli avvocati in subordine chiedevano gli arresti domiciliari ma anche questa richiesta è stata respinta, mentre è stata accolta la richiesta del procuratore generale Miranda Bambace che in una durissima requisitoria ha chiesto la pena massima del carcere per sei mesi.





Federico Aldrovandi Ucciso senza una ragione da quattro individui "poliziotti "
eccoli (NELLA FOTO ) con pugni, calci e manganellate, 
all’alba del 25 settembre 2005


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http://cipiri.blogspot.it/2013/03/aldrovandi-in-strada-con-la-foto-del.html

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martedì 6 novembre 2012

ITALIA : parlamentari condannati, imputati, indagati

I cento parlamentari condannati, imputati, indagati o prescritti

Sono cento i parlamentari condannati, imputati, indagati e prescritti che siedono tra Montecitorio e Palazzo Madama.

 Tocca a loro, per lo più macchiati da reati contro il patrimonio, votare la legge sulla corruzione.

 Del resto, come ha detto l’avvocato di Silvio Berlusconi, Piero Longo, a Report: “Il Parlamento deve essere la rappresentazione mediana del popolo. Perché dovrebbe essere migliore?”. Forse perché i delinquenti non dovrebbero esserci, invece di cercare addirittura rappresentanza nelle istituzioni?
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Abrignani Ignazio (deputato Pdl): indagato per dissipazione post-fallimentare.
Alessandri Angelo (dep Lega): indagato per finanziamento illecito ai partiti.
Angelucci Antonio (dep Pdl): indagato per associazione a delinquere, truffa e falso.
Aracu Sabatino (dep Pdl): rinviato a giudizio nella Sanitopoli abruzzese.
Barbareschi Luca (dep Misto- eletto Pdl): indagato per abusivismo.
Berlusconi Silvio (dep Pdl): 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian); 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, intercettazioni Unipol, processo Ruby). 5 prescrizioni (Lodo Mondadori, All Iberian, Consolidato Fininvest, Falso in bilancio Lentini, processo Mills).
Bernardini Rita (dep Pd): condannata nel 2008 a quattro mesi per cessione gratuita di marijuana, pena estinta per indulto.
Berruti Massimo (dep Pdl): condannato a 8 mesi per favoreggiamento.
Bossi Umberto (dep Lega): condannato a 8 mesi di reclusione per finanziamento illecito, 1 anno per istigazione a delinquere, 1 anno e 4 mesi per vilipendio alla bandiera poi indultati, oggi è indagato per truffa ai danni dello Stato.
Bosi Francesco (dep Udc): indagato per abuso d’ufficio.
Bragantini Matteo (dep Lega): condannato in appello per propaganda razziale.
Brancher Aldo (dep Pdl): condannato per appropriazione indebita e ricettazione.
Briguglio Carmelo (dep Pdl): vari processi a carico (truffa, falso, abuso d’ufficio), alcuni prescritti, alcuni trasferiti ad altri tribunali e in seguito assolto.
Calderoli Roberto (senatore Lega): indagato per ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale, prescritto. Indagato per truffa dal Tribunale dei ministri, i senatori votano contro l’autorizzazione a procedere.
Caliendo Giacomo (sen Pdl): indagato per violazione della legge Anselmi sulle società segrete (inchiesta nuova P2).
Camber Giulio (sen Pdl): condannato in via definitiva per millantato credito.
Caparini Davide (dep Lega): resistenza a pubblico ufficiale, prescritto.
Carlucci Gabriella (dep Pdl): condannata a risarcire una sua collaboratrice.
Carra Enzo (dep Udc): condannato in via definitiva a 16 mesi per false dichiarazioni ai pm.
Castagnetti Pierluigi (dep Pd): rinviato a giudizio per corruzione, prescritto.
Castelli Roberto (sen Lega): indagato per abuso d’ufficio patrimoniale.
Catone Giampiero (dep Misto – eletto Pdl): condannato in primo grado a otto anni per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata.
Cesa Lorenzo (dep Udc): condannato in primo grado per corruzione aggravata, condanna annullata in appello per vizio di forma.
Cesaro Luigi (dep Pdl): indagato per associazione camorristica.
Ciarrapico Giuseppe (sen Pdl): condannato per truffa aggravata, bancarotta fraudolenta, finanziamento illecito, rinviato a giudizio per ricettazione, indagato per truffa ai danni di Palazzo Chigi.
Cosentino Nicola (dep Pdl): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negato la richiesta d’arresto. Imputato anche nell’inchiesta sulla P3.
Crisafulli Vladimiro (sen Pd): sotto inchiesta per abuso d’ufficio.
Cursi Cesare (sen Pdl): indagato per corruzione.
D’Alema Massimo (dep Pd): finanziamento illecito accertato, prescritto.
D’Alì Antonio (sen Pdl): rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.
De Angelis Marcello (dep Pdl): condannato per banda armata e associazione eversiva.
De Gregorio Sergio (sen Pdl): indagato per associazione per delinquere, concorso in truffa e truffa aggravata, concorso in bancarotta fraudolenta. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’arresto.
Dell’Utri Marcello (dep Pdl): condannato per false fatture e frode fiscale, condannato in appello per tentata estorsione mafiosa, condannato in secondo grado a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa ma annullata con rinvio dalla Cassazione.
Del Pennino Antonio : (sen Pdl): ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese. Prescritto per corruzione.
De Luca Francesco (dep Pdl): indagato per tentata corruzione in atti giudiziari.
Di Giuseppe Anita (dep Idv): indagata per abuso di ufficio, turbativa d’asta e associazione a delinquere.
Di Stefano Fabrizio (dep Pdl): rinviato a giudizio per corruzione.
Drago Giuseppe (dep Misto – eletto Udc): condannato per peculato e abuso d’ufficio.
Farina Renato (dep Pdl): condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per falso in atto pubblico, ha patteggiato una pena di 6 mesi per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar.
Fasano Vincenzo (sen Pdl): condannato per concussione, indultato.
Fazzone Claudio (sen Pdl): rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.
Firrarello Giuseppe (sen Pdl): condannato in primo grado per turbativa d’asta, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa (nel ’99 il Senato ha negato l’arresto).
Fitto Raffaele (dep Pdl): rinvio a giudizio per concorso in corruzione, falso e finanziamento illecito.
Galioto Vincenzo (sen Misto-eletto Pdl): condannato in primo grado per falso in bilancio.
Genovese Fracantonio (dep Pd): indagato per abuso d’ufficio.
Grassano Maurizio (Misto – eletto Lega): condannato in primo grado a 4 anni per truffa.
Grillo Luigi (dep Pdl): indagato e prescritto per truffa.
Iapicca Maurizio (dep Misto-eletto Pdl): rinviato a giudizio per false fatture, falso in bilancio e abuso d’ufficio, prescritto.
La Malfa Giorgio (dep Misto-eletto Pdl): condannato per finanziamento illecito.
Laganà Maria Grazia (dep Pd): imputata per truffa ai danni dello Stato.
Landolfi Mario (dep Pdl): indagato per concorso in corruzione, concorso in truffa e concorso in favoreggiamento mafioso.
Lehner Giancarlo (dep Pdl): condannato per diffamazione.
Lolli Giovanni (dep Pd): rinviato a giudizio per favoreggiamento , prescritto.
Lombardo Angelo (dep Misto): indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Lumia Giuseppe (dep Pd): indagato per diffamazione. Querelato dal suo ex addetto stampa.
Lunardi Pietro (dep Pdl): indagato per corruzione.
Luongo Antonio (dep Pd): rinviato a giudizio per corruzione.
Lusetti Renzo (dep Pd): condannato a risarcimento per consulenze ingiustificate.
Lusi Luigi (Misto-eletto Pd): indagato per appropriazione indebita e calunnia, è attualmente in carcerazione preventiva e resta senatore.
Malgieri Gennaro (dep Pdl): condannato dalla Corte dei conti per la nomina di Alfredo Meocci a dg della Rai.
Mannino Calogero (sen misto, eletto Udc): imputato per minaccia a corpo dello Stato nell’inchiesta sulla Trattativa Stato-mafia.
Maroni Roberto (Lega Nord): condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.
Matteoli Altero (sen Pdl): imputato per favoreggiamento, processo bloccato dalla Camera.
Messina Alfredo (sen Pdl): indagato per favoreggiamento in bancarotta fraudolenta.
Milanese Marco (dep Pdl): indagato per corruzione, rivelazione segreta e associazione a delinquere (P4).
Nania Domenico: (sen Pdl): condannato per lesioni personali, condannato in primo grado per abusi edilizi e prescritto.
Naro Giuseppe (dep Udc): condannato per abuso d’ufficio, condanna in primo grado per peculato prescritta.
Nessa Pasquale (sen Pdl): rinviato a giudizio per concussione.
Nespoli Vincenzo: (sen Pdl): indagato per concorso in scambio elettorale, concorso in bancarotta fraudolenta e concorso in riciclaggio. Richiesta di arresto respinta dal Senato.
Paravia Antonio ( arrestato per tangenti, poi prescritto.
Papa Alfonso: (dep Pdl): accusato di concussione, favoreggiamento e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulla P4.
Papania Antonino (dep Pd): patteggia accusa per abuso d’ufficio.
Pili Mauro (dep Pdl): indagato a Cagliari per peculato.
Pini Gianluca: (dep Lega): indagato per millantato credito.
Pittelli Giancarlo (dep Misto – eletto Pdl): indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a loggia massonica segreta o struttura similare” e per minacce e lesioni a un collega avvocato.
Pistorio Giovanni (sen Misto): condannato dalla Corte dei conti per danno erariale.
Porfidia Americo: (dep Misto – eletto Idv): rinviato a giudizio per tentata estorsione e favoreggiamento.
Rigoni Andrea (dep Pd): condanna in primo grado per abuso edilizio, poi reato prescritto.
Rizzoli Melania (dep Pdl): indagata per concorso in falso.
Romano Francesco Saverio (dep misto – eletto Udc): indagato per corruzione.
Rosso Roberto (dep Pdl): indagato per associazione a delinquere.
Russo Paolo (dep Pdl): indagato per violazione della legge elettorale.
Rutelli Francesco (sen Misto): condannato per danno erariale dalla Corte dei conti.
Savino Elvira (dep Pdl): indagata per concorso in riciclaggio.
Scajola Claudio (dep Pdl): indagato per la casa vicino al Colosseo pagata dall’imprenditore Diego Anemone.
Scapagnini Umberto (dep Pdl): condannato in primo grado a 2 anni e 6 mesi per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale.
Scelli Maurizio (dep Pdl): condannato a pagare 900 mila euro per irregolarità nell’acquisizione di servizi informatici.
Sciascia Salvatore (sen Pdl): condannato per corruzione alla Guardia di finanza.
Simeoni Giorgio (dep Pdl): indagato per associazione per delinquere e corruzione.
Serafini Giancarlo (sen Pdl): ha patteggiato una condanna per corruzione.
Speciale Roberto (dep Pdl): condannato dalla Corte di appello militare a 1 anno e 1 mese per peculato d’uso e abuso d’ufficio.
Stiffoni Piergiorgio (sen misto – eletto Lega) indagato dalla Procura di Milano per peculato.
Strano Nino (sen Misto – Fli): condannato in appello a 2 anni e 2 mesi per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale
Tancredi Paolo (dep Pd): indagato per corruzione
Tedesco Alberto (sen Pd): indagato per turbativa d’asta e corruzione. La Camera dei deputati l’ha salvato negando l’autorizzazione all’arresto.
Tomassini Antonio (sen Pdl): condannato per falso.
Tortoli Roberto (dep Pdl): condannato in secondo grado a 3 anni e 4 mesi per estorsione.
Verdini Denis (dep Pdl): indagato per false fatture, mendacio bancario, appalti G8 L’Aquila, associazione a delinquere e abuso d’ufficio.
Vizzini Carlo (sen Pdl): condannato in primo grado per finanziamento illecito, si è salvato solo con la prescrizione. Era coinvolto nella maxi tangente Enimont. Indagato per favoreggiamento alla mafia.

Alcuni dati potrebbero essere cambiati rispetto a quelli riportati e nel caso saremo pronti a rettificarli essendo molti i processi in corso. Altri ancora possono essere subentrati.

Pubblichiamo la lettera inviata alla redazione da Francesco Rutelli
Caro direttore,
non solo è diffamatorio, è impossibile che il tuo giornale inserisca il mio
nome in una lista di parlamentari “indagati, condannati e prescritti”.
Io non sono mai stato condannato né prescritto, e non sono indagato
da nessuna parte. Ho pagato una multa una decina di anni fa (assieme
ad altre 11 persone, tra cui due attuali parlamentari, che però avete il
pudore di non citare): la Corte dei Conti non ha riconosciuto legittime
alcune collaborazioni con il Campidoglio per il ’94-’95, che sono state
poi riconosciute ineccepibili per gli anni ’96-2001. Ora: associare per
questa vicenda il mio nome a una lista in cui figurano mafiosi e corrotti
è diffamazione. E associare alle condanne penali – che vengono inflitte
per crimini – alcune (e solo alcune!) sanzioni amministrative è privo di
senso. Pubblicatele tutte, ma con gli elenchi giusti: tutte le sanzioni
della Corte dei Conti, tutte quelle della giustizia tributaria, o di quella
amministrativa, eccetera. E, perché no, tutte le condanne a giornalisti,
inclusi i vostri. Quelle penali. Le sanzioni di risarcimento del danno alle
persone diffamate, e quelle di altra natura. Anche questo fa parte della
trasparenza sulla scena pubblica. Cordialmente
Francesco Rutelli

a cura di Giampiero Calapà e Caterina Perniconi
da Il Fatto Quotidiano  – aggiornato da redazioneweb il 2 novembre 2012
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