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domenica 29 novembre 2015

Ucciso l'Avvocato che Difendeva i Curdi e il PKK


Ucciso l'avvocato che difendeva i curdi e il PKK

Sparatoria in strada: uccisi l’avvocato e due poliziotti
La sparatoria è avvenuta intorno alle 11 di sabato 28 novembre nella città del sud-est del Paese a 
maggioranza curda, subito dopo un incontro con la stampa organizzato nel distretto storico di Sur. Le 
riprese televisive hanno mostrato agenti in borghese sparare ripetutamente contro una persona che 
correva verso Elci. Poi, nel filmato si vedono l’avvocato steso a terra e il sangue. I testimoni hanno 
raccontato che è stato colpito da un unico proiettile. Durante il conflitto a fuoco è morto anche un 
poliziotto e altre sei persone sono rimaste ferite. Si tratta di tre giornalisti e tre agenti, uno dei quali è 
morto in serata. La dinamica resta ancora tutta da chiarire, così come la matrice dell’agguato. Tahir Elci il mese scorso era stato arrestato e poi rilasciato in attesa di giudizio per le sue parole sul Partito dei lavoratori curdi pronunciate durante una trasmissione tv.

Scontri a Istanbul e Diyarbakir. Hdp: “Assassinio pianificato”
Il suo omicidio riaccende la tensione in Turchia tra il governo turco e la minoranza curda. A Diyarbakir, dove è stato imposto il coprifuoco, la polizia turca ha respinto con cannoni ad acqua gruppi di manifestanti che protestavano lanciando pietre. Anche a Istanbul sono scoppiati incidenti nel centro della città. Circa duemila persone si sono radunate in piazza Taksim: la polizia ha risposto con gas lacrimogeni e gli idranti per disperderle. “Spalla a spalla contro il fascismo”, hanno urlato i dimostranti, e “Tahir Elci è immortale”. In piazza anche il partito filocurdo Hdp che ha definito l’uccisione un “assassinio pianificato“. L’avvocato, secondo il gruppo politico, era stato preso di mira dal partito Akp al governo e dai suoi media. 

Questa mattina è stato ucciso Tahir Elçi, presidente dell'ordine degli avvocati di Diyarbakir. È stato 
colpito da un colpo d'arma da fuoco alla testa, dopo la fine di una conferenza stampa in cui aveva 
denunciato insieme ad altri avvocati le operazioni dell'esercito turco nei quartieri di Diyarbakir , 
affermando che non è tollerabile che zone abitate da civili vengano attaccate militarmente. Pochi giorni fa, infatti, alcuni quartieri della città a maggioranza curda avevano subito un'offensiva dei reparti speciali con armi pesanti, che avevano danneggiato gravemente diversi edifici storici e luoghi di preghiera.Tahir Elçi era un avvocato molto noto in Turchia per le battaglie per i diritti umani, la pace e la libertà. 

Dal suo profilo twitter, il Partito Democratico dei Popoli (HDP) ricorda le tante cause che aveva seguito a difesa della popolazione curda. È stato l'avvocato di 21 persone scomparse a Cizre, 16 uccise a Lice e 34 bombardate a Roboski. Recentemente aveva vinto la causa di 38 persone bombardate a Sirnak con ordigni della “grandezza di tavoli”. Per queste ragioni Elçi era stato preso di mira dal governo dell'AKP e da Erdogan. Recentemente era stato arrestato con l'accusa di “propaganda terroristica” per aver affermato pubblicamente, durante un programma televisivo, che “il PKK non è un gruppo terroristico ma un'organizzazione politica armata con grande seguito”. Elçi si era deliberatamente fatto arrestare come atto di disobbedienza civile anche per dimostrare che in Turchia la libertà di opinione non viene tutelata e si finisce in carcere per quello che si dice, anche senza infrangere alcuna legge. In quell'occasione aveva rilasciato quest'intervista a Radio Radicale dove viene spiegato nei dettagli quello che era successo e a cosa andava incontro, a pochi minuti dall'arrivo della polizia nella sede dell'organizzazione degli avvocati. Per le dichiarazioni a favore del PKK erano stati chiesti sette anni e mezzo di carcere.

Ma evidentemente per qualcuno questo non era abbastanza.
Erdogan ha accusato dell'omicidio il PKK, utilizzando questo fatto di sangue per rivendicare l'importanza della lotta contro il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Ma da parte curda sono piovute immediatamente reazioni indignate, che rispediscono l'accusa al mittente. Il Consiglio nazionale del Kurdistan ha rilasciato un comunicato in cui afferma che Elçi è stato ucciso dalle stesse forze oscure dello stato responsabili della morte di migliaia di civili e di tantissimi esponenti politici curdi.

In effetti, già da diversi anni gli interventi del PKK non colpiscono mai i civili, ma rientrano nella pratica dell'autodifesa della popolazione. Autodifesa che può essere necessaria contro i terroristi dell'ISIS, come contro l'esercito turco. Davvero non si capisce perché i guerriglieri del partito di Öcalan avrebbero dovuto colpire e uccidere un avvocato anti-governativo, filo-curdo e che aveva preso posizione a loro favore.

Intanto, nel quartiere di Sur (sempre a Diyarbakir) è stato dichiarato il coprifuoco. Nonostante ciò, in 
migliaia sono accorsi davanti all'ospedale dove si trova il corpo dell'avvocato, rispondendo alla chiamata alla mobilitazione del partito filo-curdo dell'HDP e di altre organizzazioni. Pochi minuti fa l'esercito turco ha aperto il fuoco sui civili che protestavano contro l'omicidio di Elçi.

Proprio mentre scriviamo, a Istanbul la polizia ha attaccato una grande manifestazione di solidarietà 
partita dalla centralissima Istiklal.

Il PKK sta al fianco del popolo Curdo nella guerra contro l'avanzata dell'Isis in Kurdistan.
Il brutale omicidio di Tahir Elci, presidente dell'ordine degli avvocati della provincia di Diyarbakir e di un poliziotto preposto alla vigilanza è un classico omicidio di Stato. Ai dirigenti dell'HDP, del movimento dei diritti civili del Kurdistan va piena solidarietà e vicinanza.

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venerdì 2 maggio 2014

Berlusconi è un'indecenza: Firma la revoca dei "servizi sociali"


La libertà di Berlusconi è un'indecenza. 
Firma anche tu per la revoca dei "servizi sociali"

La libertà di Berlusconi è un'indecenza. Un delinquente patentato può evitare di scontare la pena – attraverso l’affidamento ai servizi sociali – solo “nei casi in cui si può ritenere che il provvedimento contribuisca alla rieducazione del reo” (art. 47 della Legge sull’ordinamento penitenziario). Era chiaro perciò che le condizioni stabilite dalla legge per tale misura rieducativa non sono mai esistite.

Non revocarla immediatamente diventa ora un affronto alla legge eguale per tutti, visto che il reo Berlusconi Silvio sta utilizzando quotidianamente il privilegio che gli è stato concesso 
per infangare le istituzioni, insultando come golpisti i magistrati che lo hanno condannato, 
e come torturatori quanti stanno cercando di assicurare alla giustizia il suo degno compare Dell’Utri, o addirittura per insultare un intero popolo con la speranza di un lurido tornaconto elettorale.

Basta! La legge eguale per tutti viene calpestata ogni minuto di più che Berlusconi continua a passare in libertà, anziché in galera o in stringenti “domiciliari” che gli inibiscano radicalmente la scena pubblica, che invece continua impunemente a lordare.
firma qui
http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&idappello=391332


Riteniamo che la pena commutata ai danni del "Cavaliere" sia troppo leggera per tutte le malefatte che ha arrecato al nostro Paese durante il suo ventennio berlusconista. Firmiamo in massa per garantire un futuro degno ai nostri figli senza la sua oscura presenza e tutti i suoi tirapiedi! L'Italia intera ci ringrazierà!

anche qui raccolta firme
http://www.change.org/it/petizioni/francine-firmiamo-per-chiedere-la-revoca-dei-servizi-sociali-a-silvio-berlusconi?share_id=vDzGRHZriv&ut


perchè i reati che ha commesso sono tutti gravi e non è giusto che non paghi..... in carcere ci sono persone che hanno rubato per mangiare.
..e lui ha ravinato l'Italia ..ci ha truffato per 20 anni...si è arricchito alle nostre spalle e ha ridottto noi in miseria....

"L'appello di MicroMega al Tribunale di Sorveglianza di Milano perchè spedisca il pregiudicato B. ai domiciliari, rivendicandogli l'affidamento ai servizi sociali prima che li trasformi nella solita pagliacciata elettorale, è sacrosanto". Marco Travaglio si unisce al coro di Flores D'Arcais e mette nel mirino i giudici del Tribunale della libertà. L'accusa è chiara: secondo Marco Manetta i magistrati sono stati troppo teneri col Cav. Così arriva l'appello-strigliata dalle colonne del Fatto Quotidiano: "Se applichiamo la legge alla lettera, non c'è dubbio che l'unico servizio sociale che B. può utilmente prestare è andare in galera e restarci per poco meno di un anno(...) Se invece i giudici si pongono il problema dell'inopportunità politica di un arresto a pochi giorni dalle elezioni e lo lasciano a piede libero, fra una visita a Cesano Boscone e una riforma della Costituzione, non lo trattano come un condannato qualsiasi, violano la Costituzione e sferrano un altro colpo mortale alla credibilità della giustizia".
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sabato 1 febbraio 2014

BLOG DI CIPIRI: Aborto, per la libertà delle donne spagnole il 1 f...

SUCCEDE OGGI

Aborto, per la libertà delle donne spagnole il 1 febbraio in piazza in tutta Europa



Aborto, per la libertà delle donne spagnole il 1 febbraio in piazza in tutta Europa
Manifestazioni da Madrid a Roma, da Parigi a Londra..ed altre citta'
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martedì 28 gennaio 2014

Aborto, per la libertà delle donne spagnole il 1 febbraio in piazza in tutta Europa



Aborto, per la libertà delle donne spagnole il 1 febbraio in piazza in tutta Europa
Manifestazioni da Madrid a Roma, da Parigi a Londra: protesta contro la proposta di legge del ministero della Giustizia che limita il diritto all'interruzione di gravidanza...
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domenica 17 novembre 2013

José Mujica, Presidente dell’Uruguay


"La mia idea di vita è la sobrietà. 
Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro.
 Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. 
Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. 
E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari.
 Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. 
Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà.
 E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. 
L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, 
che però ti tolgono il tempo per vivere."

José Mujica, Presidente dell’Uruguay

In questo video si vede la sua casa, la sua vita, lo si ascolta parlare con quel suo tono calmo ma deciso, umile e determinato. Mujica ha aperto le sue porte alla giornalista di Al Jazeera, una casa umile, da contadino, piena di tazzine e stoviglie in mostra, un cagnolino zoppo che gira per casa e sedie normali, insomma niente di quello che possiamo trovare in una casa di un “presidente” di quelli a cui siamo abituati, dove il lusso regna sovrano, dove ogni cosa ha il suo posto e ogni cosa viene fatta da una persona specifica, domestici, maggiordomi e tirapiedi, Mujica offre un caffè alla giornalista e lo fa con le sue mani!
E lui spiega: “Un presidente deve servire la sua gente. Per me i poveri sono coloro che hanno bisogno di troppo, perché vivono perennemente nell’insoddisfazione”. Poi parla con la giornalista le racconta la sua vita parla della liberalizzazione della marjiuana, dell’umanità del Papa, ammira suo trattare con modernità la chiesa e del ritorno alle basi, all’umiltà e afferma di avere grande rispetto per il Papa, nonostante lui sia ateo. Il presidente spazia quindi da un argomento all’altro con grande facilità e disinvoltura.
Poi parla anche dell’America: “L’america ha paura, molto paura, perché nella sua storia si è creata dei nemici. Chi ha nemici ha paura. Ma il ventre dell’america latina sta conquistando anche la società americana. Tutto è destinato a cambiare.” Insomma un video dove il presidente appare ancora più umano, più “comune“, più vicino al suo popolo. Quanto rispetto per quest’uomo? Quanti ce ne vorrebbero come lui? Ascoltate e guardate il video, nonostante lui parli nella sua lingua e i sottotitoli spani in inglese, è facile capire il significato dei suoi discorsi, ha un modo di parlare calmo e puntuale, proprio come una persona che vuole essere ascoltata ma soprattutto capita.

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http://cipiri.blogspot.it/2012/12/uruguay-il-presidente-povero.html


Uruguay, il Presidente “povero”

 

Uruguay, il Presidente “povero”


«Io non sono povero, ho tutto quello che mi serve, non ho bisogno di circondarmi di beni costosi, l’essere presidente non mi ha cambiato. Per me avere poco è sinonimo di libertà, di non essere schiavo delle cose e dedicarsi al lavoro e a fare quello che fa sentire bene, come stare in mezzo alla natura».

- Pepe Mujica, Presidente dell'Uruguay
leggi anche : http://cipiri.blogspot.it/2013/10/uruguay-consegna-una-pistola-e.html

Consegna una pistola e riceverai computer e bicicletta


Uruguay: Consegna una pistola e riceverai computer e bicicletta

Jose Mujica, il presidente dell’Uruguay.

Questo presidente così diverso dagli altri ...
LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2013/01/uruguay-jose-mujica-il-presidente-piu.html

Josè Mujica, il presidente più povero del mondo


Mentre i leader di altri paesi poveri vivono in lussuosi palazzi e i parlamentari risiedono in suite di hotel a 5 stelle, il presidente dell' Uruguay, Josè Mujica, primo presidente al mondo ad aver donato il 90% del suo stipendio ai poveri, vive in un' antico casale situato a pochi chilometri di distanza dalla capitale .
77 anni, vegetariano, vive con sua moglie e il suo cane a tre zampe in una casa colonica semi fatiscente e il il bene più prezioso in possesso di questo contadino part-time è il suo vecchio “maggiolino”.
Il carismatico presidente uruguaiano José Mujica si è rifiutato di adattare il suo stile di vita alle “trappole della ricchezza “ che derivano dall'essere la figura più potente del paese...

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martedì 24 settembre 2013

Egitto, tornano gli slogan della rivoluzione: Pane e libertà


Egitto, tornano gli slogan della rivoluzione: Pane e libertà

Nasce oggi un nuovo movimento, Revolution Path Front, in opposizione alla Fratellanza e al golpe militare. Obiettivo, la redistribuzione della ricchezza in un Paese tradito.
- Ieri un tribunale del Cairo ha messo al bando l'organizzazione Fratelli Musulmani: proprietà sequestrate, sedi chiuse, attività vietate. Oggi è giunta la prima risposta dei sostenitori islamisti del deposto presidente Morsi - tuttora agli arresti - di fronte alla sede delle Nazioni Unite nella capitale. Ad organizzare la manifestazione è stata l'Alleanza Nazionale per il Sostegno della Legittimità.

Intanto, però, alla base c'è chi si muove in direzioni alternative, contro la Fratellanza e contro l'esercito. È nato oggi un nuovo gruppo, Revolution Path Front, formato da attivisti con l'obiettivo di tornare ai principi originari e scatenanti la rivoluzione del 25 gennaio 2013: "Pane, libertà e giustizia sociale". Oggi a mezzogiorno la campagna verrà ufficialmente lanciata, come riporta la pagina Facebook del nuovo movimento. L'obiettivo, "ridistribuire le ricchezze tra le classi povere egiziane", sfidando le politiche perpetrate prima dai Fratelli Musulmani e ora dal nuovo governo che, secondo Revolution Path Front, non ha ancora adottato alcuna misura in merito.

"Siamo un gruppo alternativo che combatterà contro l'oppressione militare e contro la violenza e il settarismo dei Fratelli Musulmani, per tornare alla rivoluzione del 25 gennaio", spiegano gli attivisti. Hatem Tallima, portavoce del Revolution Path Front, si dice ottimista: il movimento "saprà rappresentare la voce collettiva di chi sostiene tali idee di giustizia sociale. Seppure, so che il numero di persone che credono in questi principi per ora è limitato".

E punta il dito contro la Fratellanza, che tradendo lo spirito rivoluzionario egiziano hanno tolto ogni speranza ai manifestanti, ormai convinti di non poter ottenere nulla se non "uno Stato autoritario": "La nomina di 17 governatori provenienti dall'esercito, la reintroduzione di personaggi legati a Mubarak nelle istituzioni statali e il modo in cui le assemblee costituenti sono state formate - spiega Tallima - fanno capire che l'Egitto non sta camminando nel giusto sentiero".

Dal gennaio 2011, l'Egitto ha visto alternarsi governi di natura diversa, da quello militare a quello islamista, senza però assistere ad un miglioramento delle condizioni socio-economiche della popolazione, che spinsero il popolo egiziano in piazza contro il regime di Mubarak. Il tasso di disoccupazione si attesta ancora intorno al 13%, mentre la Banca Mondiale calcola che un quinto della popolazione viva sotto la soglia di povertà.

A peggiorare una situazione critica è stato anche il governo Morsi che ha optato per politiche di libero mercato, attraverso la ristrutturazione del sistema economico (volta ad attrarre il prestito da quasi 5 miliardi di dollari dell'FMI) i tagli alla spesa pubblica e la spinta verso una maggiore privatizzazione del settore produttivo. Una serie di politiche che hanno provocato la reazione delle classi lavoratrici, che nell'anno di governo islamista, hanno organizzato manifestazioni per chiedere migliori condizioni salariali, incentivi alle aziende in procinto di chiudere i battenti, nuove opportunità di lavoro. Secondo i dati pubblicati dal Centro Egiziano per gli Studi Economici e Sociali, nel 2012 si sono tenuti 3.187 scioperi, 2.400 le proteste da gennaio a maggio 2013.

La risposta dell'esecutivo è stata la repressione, scelta pagata a duro prezzo. Ora la palla passa al nuovo governo, figlio di un golpe militare, gestito da quell'esercito che da anni possiede e controlla gran parte dell'economia egiziana.

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=87005
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giovedì 25 aprile 2013

BLOG DI CIPIRI: IL 25 APRILE 2011 , VADO IN PIAZZA

C’è una colpa collettiva nel non aver salvaguardato la memoria di allora, 
se non si sanno riconoscere le facce che interpretano il fascismo oggi,
 i modi dell’attuale corruzione, non molto diversa da quella che fece assassinare Matteotti, 
le fattezze dell’illegalità, sempre criminale come quella dei killer al servizio di Mussolini,
l’avidità rapace di padroni, che ieri come oggi sono dediti all’ accumulazione e alla rapina, l’assoggettamento della stampa, arresa ai ricatti e alle lusinghe.
 E se non riconosciamo qual è la parte giusta,
 perché aprile può essere il più crudele dei mesi 
se dimentichiamo 
giustizia, dignità, libertà.

Quando hai 50 anni e sei precario e disoccupato ti senti soffocare…
Quando bussi alle porte del lavoro delle istituzioni e chi le apre non ti dà neanche più la pacca sulle spalle ma allarga le braccia e tace, ti senti soffocare…
Quando sei giovane e non vedi nessun futuro perché con il tuo lavoro non potrai neanche affittarti un box auto, ti senti soffocare..
Quando inizi a capire e capisci che la scuola sarà solo per ricchi dove il figlio del notaio dell’avvocato o dell’affarista in qualche maniera la sfangheranno ed invece tu figlio di operai-impiegati puoi anche andare a farti fottere, allora se capisci ti senti soffocare…

continua qui ...
BLOG DI CIPIRI: IL 25 APRILE 2011 , VADO IN PIAZZA: VADO IN PIAZZA A MILANO  IL 25 APRILE 2011 ORE 14 FERMATA DELLA METRO MM1 VIA PALESTRO. Quando hai 50 anni e sei precario e disocc...

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venerdì 20 aprile 2012

Italia al 61° posto in libertà d’informazione


Italia al 61° posto

 in libertà

 d’informazione


 L’Italia passa dal 49° posto nella classifica della libertà d’informazione 2011 al 61°nel ranking 2012.
C’è chi pensa che non sia importante questa notizia ma purtroppo è una delle più importanti che potrete leggere oggi. Ovviamente non la leggerete sui quotidiani e non l’ascolterete al telegiornale.
La censura, il cancro dello sviluppo di qualsiasi Paese, il male che impedisce l’evoluzione dell’uomo, che ne limita la libertà e lo uccide, si sta espandendo sempre di più. La nostra Italia è abituata ad essere vittima dei soprusi di politici bugiardi e conigli e di banchieri censori e mafiosi… è abituata… che schifo, che vergogna, che pecoroni… e le cose stanno andando di male in peggio.

Mario Monti & Co., factotum dei capi mafiosi della finanza nazionale ed internazionale e del potere del sacro censore, il Vaticano, sanno che ridurre la libertà di stampa ed informazione, censurando, approvando decreti legge contro i giornalisti ed impedendo la libera associazione e manifestazione ai cittadini, significa più potere e controllo e meno impedimenti per portare avanti i propri loschi affari, come la produzione di armi ed il lavaggio degli introiti che ne derivano.
Ricordate sempre che l’Italia produce armi (Finmeccanica, ad esempio, è all’8° nella classifica mondiale dei produttori, ndr) e ne finanzia la produzione ed il commercio in tutto il mondo. Questo è quello che fanno i nostri, produrre armi e spendere i soldi per fare la bella vita. L’Italia è marcia solo che ha sempre saputo l’importanza dell’arte del maquillage e del teatro. Il Belpaese…
Risorgeremo? Solo se lo vorremo, solo se agiremo come uomini a cui stanno rubando la propria libertà, la propria vita. Se continuerete a fregarvene, a soffrire in silenzio, a fare il loro gioco per assicurarvi una lauta pensione e non dovervi preoccupare, a gridare al bar per poi belare in fabbrica, a pensare solo al vostro giardino senza compromettervi e pensare se state facendo qualcosa di buono, morale e giusto per il bene e la salute degli altri, rimarrete sempre omuncoli e donnette.
È tempo di agire, piagnucoloni e narcisisti di tutte le età, è tempo di risolvere la vostra ignoranza e oltrepassare il confine della vostra innata paura. Non uccidetevi.
Guardando da fuori la mia bella Italia, mi rattrista vedere tanta inerzia, mentre arrivano fin qui le grida ed i pianti di un popolo pecorone, che continua a non fare altro che lamentarsi e piagnucolare… lacrime di coccodrillo.
61° posto. Vi vogliono come animali domestici.



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martedì 24 gennaio 2012

Bavaglio per il web, Addio libertà di post


 Passa l'emendamento bavaglio per il web. Addio libertà di post

L'autore dell'«emendamento bavaglio» per il web, il leghista Giovanni Fava, è volato negli Usa per una serie di incontri istituzionali sulle norme antipirateria e ha lasciato dietro di sé una vera e propria rivolta sulla Rete. È approdata infatti in aula alla Camera la legge comunitaria che, grazie alle modifiche proposte dal Carroccio, prevede all'articolo 18 procedure decisamente più snelle per far rimuovere dalla rete contenuti ritenuti illegittimi.

In altre parole, con la nuova norma, basterà una mail del soggetto interessato - e non più il necessario intervento dell'Agcom o dell'autorità giudiziaria - per costringere il «prestatore» di servizi Internet (Google, YouTube, Facebook, siti di ogni genere) a rimuovere il contenuto oggetto di contestazione. E tutto questo accade proprio nei giorni in cui il Senato e il Congresso Usa rinviano sine die la trattazione di due contestatissimi provvedimenti di legge - Sopa (Stop Online Piracy Act) e Pipa (Protect Ip Act) - sotto la pressione di un vero e proprio sciopero del web.

L'emendamento del deputato Fava - che ci aveva già provato il 15 luglio scorso presentando la proposta di legge 4511 - è passato senza grosse opposizioni in commissione Affari europei anche perché il governo, rappresentato dal ministro Enzo Moavero non ha preso una posizione e si è rimesso all'Aula.

E così è uscito fuori un testo che estende a «qualunque soggetto interessato» la possibilità di intimare al prestatore di servizi internet la rimozione del contenuto (testo, immagine, video, file audio) ritenuto illegittimo o illegalmente diffuso. Le deroghe previste dal decreto legislativo 70 del 2003 ora verrebbero meno dal momento in cui il prestatore di servizi «viene a conoscenza del fatto che l'attività o l'informazione è illecita per quanto attiene ad azioni risarcitorie...».

I partiti, che si erano distratti in commissione, ora ci hanno ripensato. La Rete è in ebollizione da giorni e così sono già pronti gli emendamenti soppressivi - per cancellare la norma introdotta dal leghista Fava - già presentati dal Pd, dall'Idv e da Fli. Anche se nel Pdl si sta molto ragionando su un meccanismo di «censura» che pretenderebbe di domare il fenomeno della pirateria limitando la libertà di espressione degli utenti.

Antonio Di Pietro (Idv) è già partito alla carica: «Giù le mani dalla Rete, ancora una volta vogliono censurarci». Giuseppe Giulietti (Misto) e Vincenzo Vita (Pd) parlano di «allarme rosso perché così si rende possibile a qualsiasi utente chiedere la chiusura di un hosting provider senza nessun ruolo affidato alla magistratura e all'Agcom».

Stamattina Benedetto Della Vedova e Flavia Perina (Fli) terranno una conferenza stampa con l'associazione articolo 21 di Giulietti per presentare gli emendamenti soppressivi. Secondo l'ex direttrice del Secolo d'Italia, «ha veramente capito poco di Internet chi pretende di contrastare la pirateria e gli atti illeciti compiuti in rete riducendo la libertà di espressione...». Il voto in Aula sulla legge comunitaria è previsto per la prossima settimana.


Articolo 21



Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta 
ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.




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