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mercoledì 30 aprile 2014

I VALORI di Silvio Berlusconi : COMPRARSI TUTTO

buffone

 MANDARE IN ROVINA IL PAESE ITALIA E COMPRARSI TUTTO , 
DAI VOTI ALLE MAGGIORI AZIENDE QUOTATE IN BORSA .

In ogni questione su cui ha messo le mani ha devastato tutto a nostre SPESE
e FACENDO GUADAGNARE i suoi uomini/donne
inserendoli nelle CARICHE cruciali del paese ITALIA
VEDI :
ALITALIA
TERREMOTO L'AQUILA
PONTE SULLO STRETTO

I VALORI di Silvio Berlusconi.
Si va dallo scandalo escort, all’Obama “abbronzato”, passando per le auto-celebrazioni
(«Sono il miglior premier in 150 anni di storia»).

Queste le “peggiori” .

1) “Ce n’erano 11… me ne sono fatte solo 8 …” - E’ la notte del primo dell’anno 2009. Il capo del governo, al telefono con Gianpaolo Tarantini, imprenditore barese, indagato nel fascicolo d’inchiesta sul presunto giro di escort portate a Palazzo Grazioli, racconta la sua serata di Capodanno appena conclusa. Questa l’intercettazione pubblicata dal Corriere della Sera: «Ieri sera avevo la fila fuori dalla porta della camera… erano in undici… io me ne son fatte solo otto perché non potevo fare di più…
 non si può arrivare a tutto…» (1 gennaio 2009).

2) “Meglio belle ragazze, che gay” – «Sono fatto così da sempre: qualche volta mi capita di guardare in faccia una bella ragazza, ma è meglio essere appassionato di belle ragazze che gay». Nei giorni in cui esplode il caso Ruby, Silvio Berlusconi minimizza così, dal Salone del ciclo e motociclo alla Fiera di Milano, la vicenda che lo vede a processo per prostituzione minorile e concussione (2 novembre 2010).

3) “Una settimana di campeggio” – «Certo, si tratta di alloggi temporanei. Ma lo dovrebbero prendere come un weekend di campeggio». Questo il commento alla televisione tedesca N-TV dell’allora Presidente del consiglio sui 28.000 senza tetto del terremoto de L’Aquila, costretti al campo d’accoglienza per gli sfollati
(8 aprile 2009)-

4) “Investite da noi, ci sono tante belle ragazze” – «L’Italia è un paese straordinario per fare investimenti. Oggi (è il 24 settembre 2003) ci sono molti meno comunisti in Italia: sono al 16 per cento anche se negano di esserlo mai stati. Un altro motivo per investire in Italia è che abbiamo bellissime segretarie ». Berlusconi mostra tutta la sua verve quando a Wall Street, sede della Borsa di New York, davanti a una platea scelta di imprenditori italiani ed americani, prova a convincere gli ospiti a investire i loro soldi nel nostro Paese
(24 settembre 2003).


5) “Obama, è uno abbronzato e vi saluta” – «Vi porto i saluti di uno che si chiama… uno abbronzato… Ah, Barack Obama». E poi «voi non ci crederete, ma sono andati a prendere il sole in spiaggia in due, perché è abbronzata anche la moglie» Dopo l’incontro con il presidente americana e la First Lady Michelle, Berlusconi inaugura con queste parole l’intervento alla festa nazionale della Libertà di Milano. E’ la ripetizione di una battuta che, già all’indomani dell’elezione di Obama nel 2008, destò molte polemiche. Il Cav. descrisse il Presidente degli Stati Uniti d’America come un «giovane, bello e abbronzato»
(27 settembre 2009).

6) La superiorità dell’Occidente – «Noi dobbiamo essere consci della superiorità della nostra civiltà, che consiste di un sistema di valori che ha dato alla gente una diffusa prosperità nei paesi che l’hanno abbracciata, e garantisce rispetto per i diritti umani e le religioni. Questo rispetto di sicuro non esiste nei paesi Islamici». E’ il settembre 2001, nei giorni successivi l’attentato alle Torri Gemelle. Nel mezzo dei tentativi di costruire una alleanza globale per affrontare il terrorismo, Berlusconi si fa portavoce delle generalizzazioni sull’Islam. In seguito si scuserà, affermando che le sue parole sono state mal tradotte e fuori contesto
 (27 settembre 2001).

7) «Mussolini non uccise nessuno, Mussolini mandava la gente in vacanza all’estero». E’ il punto di vista del nostro ex primo ministro contenuto nell’intervista del settimanale britannico «The Spectator». Berlusconi affronta il tema dell’Iraq (è il periodo della Seconda Guerra del Golfo) ed è sollecitato a fare un paragone tra Saddam e Benito Mussolini, il cui regime, secondo il premier, non fu feroce come quello iracheno. Berlusconi si sofferma sul fatto «che in Medio Oriente non c’è democrazia, è un popolo che per quasi quarant’anni ha conosciuto solo la dittatura e non conosce altro sistema che la dittatura…» E Nicholas Farrell, uno dei due cronisti inglesi che ha condotto l’intervista ,lo interrompe: «Come in Italia?» Berlusconi: «Lasciamo stare, era una dittatura molto più…». «Benevolente», dice, «o benigna», traduce l’interprete del presidente del Consiglio. Riprende Berlusconi: «Sì, Mussolini non ha mai ammazzato nessuno,
Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino» (11 settembre 2003).

8) «Io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima . Sopporto tutto, mi sacrifico per tutti». Un senso di autostima smisurato quello paventato dal Cavaliere in questa dichiarazione durante un comizio a Roma nei giorni della campagna elettorale per le politiche del 2006. Con lo stile enfatico e la leggendaria vanità che lo contraddistingue da quasi 20 anni, Berlusconi arriva a sottolineare le analogie con il Salvatore. Sempre in quell’occasione, il premier chiuse il discorso con un’altra battuta:
«Spero che i miei figli non mi facciano interdire» (12 febbraio 2006).

9) «Tra qualche mese me ne vado, vado via da questo paese di merda… di cui… sono nauseato… punto e basta». E’ il periodo dei processi. In una telefonata del 13 luglio 2011 intercettata in merito al Caso Tarantini, sulla presunta estorsione di cui sarebbe stato vittima, il Cavaliere mostra tutta la sua amarezza per i fatti giudiziari che lo coinvolgono. Dall’altra capo del telefono c’è Valter Lavitola, ex direttore de L’Avanti, accusato di aver fatto da tramite per i versamenti di denaro al faccendiere. Si parla sopratutto di vicende legali. E’ giusto ricordare che qualche anno prima, il 26 gennaio del ’94, Berlusconi faceva il suo ingresso nelle case degli italiani con un videomessaggio con cui inaugurava la campagna elettorale:
«L’Italia è il paese che amo» (13 luglio 2011).

10) “Sono il miglior premier della storia” – «Credo sinceramente di essere stato e di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere in 150 anni della sua storia». Berlusconi liquida così un giornalista spagnolo che gli chiedeva dello scandalo sessuale
 e del giro di prostituzione e veline in cui sarebbe coinvolto (10 settembre 2009).

http://cipiri.blogspot.it/2014/05/berlusconi-e-unindecenza-firma-la.html

Berlusconi è un'indecenza: 

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La libertà di Berlusconi è un'indecenza. 
Firma anche tu per la revoca dei "servizi sociali"
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ALITALIA

http://cipiri.blogspot.it/2013/09/alitalia-la-bufala-di-berlusconi-carico.html

Alitalia : la bufala di Berlusconi 

a carico dei contribuenti


«8 miliardi di euro a carico dei contribuenti, bruciati nell'indifferenza più totale. Un vero scempio di denaro pubblico, di migliaia posti di lavoro, di dignità. Mentre oggi scopriamo che i soliti "capitani coraggiosi" hanno comprato l'Alitalia nel 2008 per 260 milioni di euro, a fronte di un valore di 1052 milioni. Ci dicevano che Alitalia sarebbe rinata, oggi è a un passo dal fallimento. 

TERREMOTO L'AQUILA
http://cipiri.blogspot.it/2013/11/laquila-new-town-sprechi-e.html

L’AQUILA: New Town , 

SPRECHI E INFILTRAZIONI MAFIOSE


L’AQUILA 

 ARRIVA IL DOSSIER DI BRUXELLES

PONTE SULLO STRETTO
http://cipiri.blogspot.it/2014/03/ponte-sullo-stretto-di-messina-12.html

Ponte sullo Stretto di Messina : 

1,2 miliardi per non costruirlo



Il Ponte sullo Stretto: 1,2 miliardi per non costruirlo. 
CAPITALISMO

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domenica 16 febbraio 2014

TRAVAGLIO al PD : o SIETE COGLIONI o SIETE COMPLICI


Un pregiudicato al Quirinale è ormai legato alla storia di Napolitano e Renzi. 
Grazie per averci ancora una volta fatto toccare il fondo.
 Certo che i nostri politici hanno uno strano concetto di credibilità internazionale. 

TRAVAGLIO al PD : 
o SIETE COGLIONI o SIETE COMPLICI


Perciò le domande da porre al Pd sono altre.

Perché nel '94 avete "garantito a B. e Letta che non gli sarebbero state toccate le televisioni" (Violan - te dixit)?

Perché per cinque legislature avete sempre votato per l'eleggibilità di B., ineleggibile in base alla legge 361/1957?

Perché nel '96 D'Alema andò a Mediaset a definirla "una grande risorsa del Paese"?

Perché nel '96 avete resuscitato lo sconfitto B. promuovendolo a padre costituente per riformare la Costituzione e la giustizia?

Perché nel 1996-2001 e nel 2006-2008 non avete fatto la legge sul conflitto d'interessi?

Perché avete demonizzato i Girotondi, accusandoli di fare il gioco di B.?

Perché non avete spento Rete4, priva di concessione, passando le frequenze a Europa7 che la concessione l'aveva vinta?

Perché nel 1996-2001 avete depenalizzato l'abuso d'ufficio, abolito l'ergastolo, depotenziato i pentiti, chiuso le supercarceri del 41-bis a Pianosa e Asinara?

Perché, negli otto anni in cui avete governato da soli, non avete mai cancellato una sola legge vergogna di B.?

Perché le vostre assenze hanno garantito l'approvazione di molte leggi vergogna, dallo scudo fiscale in giù, che non sarebbero passate a causa delle assenze nel centrodestra?

Perché nel 1999 una parte di voi salvò Dell'Utri dall'arresto?

Perché nel 2006 i dalemiani chiesero a Confalonieri, Dell'Utri e Letta i voti per D'Alema al Quirinale?

Perché nel 2006 faceste un indulto esteso ai reati di corruzione, finanziari, fiscali e al voto di scambio politico-mafioso?

Perché nel 1998 e nel 2008 avete affossato i due governi Prodi?

Perché nel 2011, anziché mandarci a votare, avete scelto di governare con B., salvandolo da sicura sconfitta, all'ombra di Monti?

Perché preferite accordarvi al buio con B. per Marini, D'Alema, Amato sul Colle, anziché scegliere Rodotà e dialogare con i 5Stelle per il nuovo governo, come vi chiedono i vostri elettori?

Tante domande, una sola risposta: o siete coglioni, o siete complici. Tertium non datur.

COME MAI PRODI NON SI COSTITUISCE PARTE CIVILE CONTRO BERLUSCONI
 NEL PROCESSO DI COMPRAVENDITA DEI SENATORI ?
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lunedì 20 gennaio 2014

Matteo Renzi e il condannato in via definitiva



«Sento grandi inni al realismo da chi dice che l'incontro si doveva fare ma io sono sempre prudente di fronte agli eccessi di realismo e ai danni che ha provocato negli anni. Non si può mettere tra parentesi chi fossero gli interlocutori, anzi, uno degli interlocutori. Per chi è cittadino del Paese e ritiene che ci sia da ricostruire un'etica pubblica e civile, abbiamo perduto tutta la memoria se non ricordiamo che Silvio Berlusconi è stato condannato a agosto e che solo da poche settimane è stata dichiarato decaduto da senatore.

Uno solo tra i commentatori ha detto che Berlusconi a breve sarà o ai domiciliari o ai servizi sociali e allora c'è un'anomalia se abbiamo bisogno di rilegittimare chi si trova in questa condizione. Quando finalmente quella decisione arriverà, immediatamente Berlusconi dirà "guardate, oggi che sono un padre della patria che modifica la Costituzione, come mi tratta questa giustizia". 
Questa è la deriva che sta di fronte a noi. Dobbiamo esserne consapevoli ed anche questo è segno di quanto ancora fragile sia il nostro sistema»
Stefano Rodotà

Ma come si può prestar fede ad un sedicente rottamatore della vecchia politica, che fece grandi proclami su come avrebbe voluto cambiare il paese da cima a fondo e che fino a poco tempo fa diceva di voler allontanare i pregiudicati dal parlamento, e in primo luogo proprio il Cavaliere, il non plus ultra dei pregiudicati parlamentari, ma non appena ottiene un carica politica di primo piano a livello nazionale, come quella di segretario del PD, la prima azione concreta che mette in atto è quella di andare a riesumare un rottamato ufficiale per volontà del parlamento, quale è appunto Silvio Berlusconi, restituendogli praticamente quella leadership politica che gli era stata sottratta dalla conferma della condanna in cassazione e dalla decadenza da senatore, votata proprio dal parlamento? sarebbe come se i rivoluzionari francesi, dopo averlo destituito e arrestato, anzichè ghigliottinarlo, avessero deciso invece di consultarsi col re per far nascere la repubblica, ma con la differenza che il re, tutto sommato, era si un despota ma non era un pregiudicato e condannato in via definitiva e con in più altri processi penali pendenti a suo carico .

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Renzi lavora per Berlusconi?


"Grillo ha sbagliato tutto, Renzi fa bene a fare l'accordo col Cav". Parola di Marco Travaglio. Il vicedirettore del Fatto Quotidiano "benedice" a denti stretti il patto Renzi-Berlusconi. Nel suo ultimo editoriale sul Fatto, Travaglio difende la scelta del rottamatore di trattare con Silvio e pugnala Grillo colpevole di aver chiuso le porte ad un dialogo per le riforme: "Renzi s'è rivolto anzitutto a Grillo che ha commesso un grave errore nel rispondere picche, rinchiudendosi autisticamente nel web referendum fra gli iscritti. Aveva l'occasione di mettere in crisi il Pd cogliendo al balzo la promessa di Renzi di rinunciare ai rimborsi elettorali affamando i suoi apparati elefantiaci". Poi Travaglio elogia Renzi: "L'incontro tra i due leader ha una sua logica. E' giusto che che l'iniziativa di proporre una o più leggi elettorali agli altri partiti spetti a quello che ha raccolto più voti (il Pd) e che i destinatari della proposta siano nell'ordine, le altre forze più votate 5Stelle, Forza Italia, Scelta Civica, Lega e Sel. Dialogare con B. è il colmo dell'immoralità. Ma purtroppo nessuno del Pd può credibilmente fare lo schizzinoso dinnanzi all'incontro Renzi-B.". Infine Travaglio ha una speranza: "La vera questione ora è che Renzi non si faccia fregare da Berlusconi. Ciò che conta è che se accordo ci sarà produca una buona legge elettorale".

E LA LEGGE SUL CONFLITTO DI INTERESSI CHE FINE HA FATTO ?

E voi lo portereste un delinquente a casa vostra?


Il pregiudicato Berlusconi. Le allucinazioni hanno origine in assenza di una qualsiasi realtà esterna. Vediamo, udiamo, percepiamo cose che non esistono. Eppure sono presenti nella nostra mente. Le crediamo reali. Noi riteniamo possibile che Berlusconi possa esistere in una democrazia. Riteniamo che i conflitti di interesse, i suoi processi, le sue frequentazioni mafiose con personaggi come l'eroico Mangano, siano fole, balle, invenzioni. Le allucinazioni, come scritto dal neurologo Oliver Sacks, tendono ad allarmare. Spaventano. Per questo ci sono le cure. Noi, al posto degli psicofarmaci abbiamo i giornalisti. Ci tranquillizzano. Dicono che è per il bene del Paese. Quel ragno gigantesco e peloso al centro della stanza è in realtà una farfalla variopinta. Berlusconi è, di volta in volta, un riformatore, uno statista, un perseguitato. L'italiano è inerme di fronte a questo fenomeno allucinatorio che dura da vent'anni. "Quando si tratta di allucinazioni siamo passivi. Esse ci accadono in modo autonomo: appaiono e scompaiono quando vogliono loro, e non quando vogliamo noi". La Profonda Sintonia con un pregiudicato al quale vengono affidate le sorti del Paese attraverso una nuova legge elettorale è un'allucinazione. Non può succedere che chi è stato scaraventato fuori dalla finestra del Senato per frode fiscale dal M5S con i voti del PD sia chiamato a fare le leggi dal PD. Chiunque sano di mente non ci può credere. E' un'allucinazione. Suvvia, non può essere che il pregiudicato entri un sabato pomeriggio nella sede del PD di Roma come se fosse Augusto portato in trionfo. Non è vero, non è vero, NON E' VERO! Le leggi si fanno in Parlamento non in una stanza con due extraparlamentari, uno in attesa degli ARRESTI DOMICILIARI.


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giovedì 8 agosto 2013

Il pregiudicato innocente (da morire dal ridere!)


Il pregiudicato innocente (da morire dal ridere!)

 Poniamo che in un qualunque processo, uno degli 80mila che celebra ogni anno la Cassazione, un giornalista chiedesse a un giudice perché ha confermato la condanna di Tizio e il giudice rispondesse: “Perché era colpevole”. Che farebbero i giornali? Non riprenderebbero nemmeno la notizia, essendo assolutamente ovvio che un giudice condanni un imputato che ritiene colpevole. Sarebbe strano il contrario, e lì sì che si scatenerebbe il putiferio, se cioè un giudice che ha appena condannato Tizio dichiarasse: “Secondo me era innocente, ma l’ho condannato lo stesso”. Il guaio del presidente Esposito è che il suo non è un processo normale, perché l’imputato si chiama B., che ha nelle sue mani, o ai suoi piedi, il 90% dei giornali e delle tv. Dunque diventa tutto uno scandalo anche la normalità: un giudice che conferma la sentenza d’appello che condanna B. perché non solo sapeva, ma era il “regista” e il “beneficiario” di un gigantesco sistema di frode fiscale durato anni messo in piedi da lui; e poi spiega off record a un giornale scorretto (che concorda con lui un testo e poi ne pubblica un altro e continua a non divulgare l’audio integrale da cui risulta che il giudice non rispondeva a una domanda su B.) che la conferma non si basa sulla sciocchezza del “non poteva non sapere”, ma sulla prova provata che B. sapeva (anzi, ordinava). Non solo, ma il fatto di ribadire che B. era colpevole perché sapeva, anzi ordinava, diventa la prova che B. era innocente perché non sapeva e non ordinava.


Se non ci fosse da piangere, verrebbe da sbudellarsi dal ridere.
 I giuristi di corte, quelli che non distinguono un codice da un paracarro, sono scatenati. Per Sallusti, un giudice che dà del colpevole a un pregiudicato è, nell’ordine: “scorretto, illegale, vile, inadatto, pericoloso, imbroglione, indegno, scellerato, bugiardo”, da “radiare dalla magistratura”, mentre la sentenza decisa da lui e da altri 4 giudici (da lui contagiati per infezione) “non dovrebbe avere nessun valore” e va “annullata” come sostengono “alcuni giuristi” di sua conoscenza (Gambadilegno, Macchianera e la Banda Bassotti al completo). Belpietro, altro giureconsulto di scuola arcoriana e libero docente di diritto comparato, ha saputo che “in altri Paesi ciò costituisce immediata causa di ricusazione del magistrato o di revisione della sentenza”: poi però non precisa quali siano, questi “altri paesi” della cuccagna dove un giudice che parla dopo invalida la sentenza emessa prima.

Intanto B., sempre in guerra contro la legge ma soprattutto contro logica, sostiene che questa è la prova che “la sentenza era già scritta”: ma se fosse già scritta, perché accusa Esposito di aver parlato prima di scriverla? Strepitoso il duo Brunetta & Schifani: invocano punizioni esemplari contro Esposito perché ha parlato e contemporaneamente una fantomatica “riforma della giustizia” per proibirgli di parlare: e così ammettono che nessuna norma gli vietava di parlare. Secondo Franco Coppi, il fatto è “inaudito” perché “non s’è mai visto un presidente di collegio che anticipa la motivazione della sentenza”: invece s’è visto un sacco di volte. L’ultima, quando il presidente della Corte d’appello di Perugia, Claudio Pratillo Hellmann, all’indomani della lettura del dispositivo della sentenza che assolveva Amanda Knox e Raffaele Sollecito per il delitto di Meredith Kercher, incontrò pubblicamente i giornalisti per spiegare perché i due erano innocenti e i giudici di primo grado avevano preso una cantonata. Nessuno disse nulla, nessuno aprì procedimenti disciplinari, tutti fermi e zitti. Poteva mancare sul Corriere l’illuminato parere di Antonio Polito? No che non poteva. Eccolo infatti avventurarsi pericolosamente su un terreno a lui ignoto - il diritto - con corbellerie sesquipedali. Invoca le solite “riforme della giustizia”, ignorando che se ne son fatte 110 in 20 anni.

Blatera di “sanzione disciplinare”, ignorando che questi illeciti sono tipizzati con precisione dal nuovo ordinamento giudiziario n. 269 del 2006 (a proposito di riforme della giustizia), che punisce “le pubbliche dichiarazioni o interviste che riguardino soggetti coinvolti negli affari in corso di trattazione”, non in quelli già chiusi con sentenza definitiva. Del resto se Polito, per punire Esposito, invoca una nuova legge, vuol dire che lo sa anche lui che con quella attuale non lo si può punire, visto che l’ha rispettata. Alla fine El Drito si supera: Esposito non doveva parlare perché, essendo “un giudice e non un accusatore”, è “obbligato alla terzietà”: sì, ma prima del processo, non dopo. Un giudice che condanna, o assolve, non è più terzo: avete mai visto accusare l’arbitro di non essere più terzo rispetto a un fallo da rigore per aver fischiato un rigore e aver detto che era rigore?

Ma la farsa non finisce qui, perché la premiata ditta B&Coppi&Ghedini vuole ricorrere alla Corte europea dei Diritti del-l’Uomo. Grande idea. Oltre ad aver respinto tre ricorsi di Previti contro le sue condanne per Imi-Sir e Mondadori, la Corte di Strasburgo il 29 maggio 2012 ha dato ragione a un pm del-l’Estonia accusato di aver rilasciato interviste e dichiarazioni alla stampa e alla tv su una sua indagine contro un giudice corrotto, condizionando i giudici e violando la presunzione di innocenza. E, secondo la Corte, fece benissimo perché l’opinione pubblica “dev’essere informata su questioni di interesse collettivo”, come le inchieste su personaggi pubblici; e, se il magistrato indica “le accuse all’imputato”, non pregiudica i suoi diritti. Figurarsi se un giudice parla di un pregiudicato. Si spera dunque vivamente che B. ci vada davvero, a Strasburgo. Troverà pane per i suoi denti: fortuna vuole che Strasburgo non sia in Italia.

di Marco Travaglio

leggi anche  :  http://cipiri.blogspot.it/2014/04/berlusconi-ai-servizi-sociali.html

leggi anche : http://cipiri.blogspot.it/2013/08/il-carabiniere-ballerino-in-cassazione.html

Come Al Capone 

Silvio Berlusconi condannato




Come Al Capone. Silvio Berlusconi condannato per evasione fiscale.
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