Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta reato. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta reato. Mostra tutti i post

venerdì 29 maggio 2015

Diana Bracco Presidente di Expo 2015 Spa : Evasione Fiscale e Appropriazione Indebita


Le affidereste la vostra azienda ?

Diana Bracco indagata per evasione fisco da 1 mln 
Il presidente di Expo 2015 Spa è accusata di evasione fiscale ed appropriazione indebita

Diana Bracco, presidente di Expo 2015 Spa, è indagata per evasione fiscale e appropriazione indebita in qualità di presidente del cda della Bracco spa. L'indagine è stata chiusa ed è stato effettuato un sequestro da circa 1 mln di euro. L'ipotesi è che le fatture false siano servite in relazione a lavori su case private e barche.

Come si legge in un comunicato del procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, nell'ambito dell'inchiesta condotta dal Nucleo Polizia Tributaria della Gdf e coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Giordano Baggio, "è stato notificato avviso di conclusione delle indagini" a carico di Diana Bracco, di Pietro Mascherpa, presidente del Cda di Bracco Real Estate srl, e di due architetti dello studio Archilabo in Monza, Marco Pollastri e Simona Calcinaghi. In particolare Bracco e Mascherpa sono accusati di evasione fiscale attraverso l'emissione di fatture false e di appropriazione indebita. Dalle indagini "è emerso che fatture" per oltre 3 milioni di euro, confluite nella contabilità e nelle dichiarazioni fiscali "presentate dalle società del gruppo Bracco per i periodi di imposta dal 2008 al 2013", erano riferite "all'esecuzione di forniture o di prestazioni rese presso locali in uso alle medesime società ma effettivamente realizzate presso immobili e natanti di proprietà, ovvero nella disponibilità" di Diana Bracco e del marito defunto Roberto De Silva. Lo scorso 5 marzo, si legge ancora nel comunicato, la Gdf ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip Roberta Nunnari nei confronti di Diana Bracco per 1 milione e 42 mila euro "corrispondente all'importo totale dell'imposta complessivamente evasa per effetto dell'utilizzo delle predette fatture". Nella nota si legge infine che lo scorso 21 maggio "sono stati depositati" in Procura da parte della Gdf "i verbali di constatazione delle correlate violazioni di carattere amministrativo".

Pm Milano, da Bracco appropriazione indebita da 3,6 mln - A Diana Bracco, presidente di Expo 2015 spa e accusata di un'evasione fiscale da oltre 1 milione di euro in qualità di presidente del gruppo Bracco, viene contestata dalla Procura di Milano anche un'appropriazione indebita da circa 3,6 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, infatti, avrebbe usato i soldi delle sue società per fini privati e soprattutto in relazione a lavori di ristrutturazione di alcune sue case, 4 o 5 immobili in totale.

Difesa Diana Bracco, non c'è stata alcuna frode - "Non c'è stata alcuna frode fiscale: si tratta di contestazioni riguardanti l'inerenza all'attività d'impresa di fatture, situazione non rilevante sotto il profilo penale". Lo ha spiegato l'avvocato Giuseppe Bana, difensore di Diana Bracco, indagata per una presunta evasione fiscale in qualità di presidente del cda della Bracco Spa. "Abbiamo già definito con l'Agenzia delle entrate attraverso il ravvedimento operoso - ha proseguito -, siamo solo al termine delle indagini preliminari e non è stata ancora formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio".


Quanto è costata l’Expo?

Il modellino e il video promozionale sono costati solo 114.600 euro! La progettazione del sito ufficiale (www.expo2015.org) è costata 1,5 milioni di euro, arredi e pc sono costati 500mila euro e un altro paio di milioni di euro sono stati spesi in consulenze, promozione e marketing. Per non parlare dei costi di gestione della società (Expo 2015 è infatti una S.p.a.), che contava 99 dipendenti alla fine del 2009 (e un super stipendio di 450.000 euro all’ex manager Lucio Stanca, poi dimessosi dall’incarico), dislocati in 3 palazzine in affitto che costano 400mila euro l’anno, nonostante il Comune di Milano avesse messo gratuitamente a disposizione Palazzo Reale. L’economista Roberto Perotti, nel suo libro Perché l’Expo è un grande errore (2014), ha stimato che l’evento dovrebbe costare 14 miliardi di euro. Solo per la costruzione dei padiglioni l’investimento iniziale è stato di 3,2 miliardi di euro, lievitati a 15 miliardi? (non e' dato sapere la cifra esatta) fra truffe , mazzette e interventi straordinari .
Gli scandali dell’Expo.
L’esposizione di Milano è stata oggetto di diverse indagini della magistratura...
- http://cipiri.blogspot.it/2015/05/expo-nutrira-il-pianeta.html



Sei un Volontario per Expo?
FAI VALERE I TUOI DIRITTI!

Contattaci

“Il lavoro gratuito è fuorilegge in Expo per la semplice ragione che non rientra nelle fattispecie del volontariato previste e autorizzate dalla legge 266 del 1991 e confermate da importanti sentenze della magistratura. Expo non è una organizzazione no profit e i volontari non agiscono per ragioni di solidarietà sociale . Essi dovrebbero essere lavoratori retribuiti a tutti gli effetti, compresi quelli previdenziali e non basta un accordo sindacale per violare la legge”

Di seguito trovi l'esposto che denuncia la società Expo 2015 spa e Cgil-Cisl-Uil quali firmatari dell’accordo del 23.7.2013 che prevede l’utilizzo di 18.500 lavoratori reclutati come “volontari”:

Contattaci qui...

- LAVORO -: Sei un Volontario per Expo? FAI VALERE I TUOI DIRI...: Sei un Volontario per Expo? FAI VALERE I TUOI DIRITTI! Contattaci “Il lavoro gratuito è fuorilegge in Expo per la semplice ra...



http://mundimago.org/le_imago.html
Abbiamo creato un App
per Leggere Le Imago
Poni una Domanda
e Premi il Bottone il
Sito Scegliera' una Risposta a Random
Tra le Carte che Compongono il Mazzo
BUON DIVERTIMENTO
gratis
PER TABLET E PC

APP
.
 ANCHE

PER CELLULARE


DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA
http://www.mundimago.org/app.html
FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.



 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP
per CELLULARE
.

martedì 21 aprile 2015

Il Razzismo è un Reato


Il razzismo è un reato. 
Breve guida all’autodifesa

Non è un opinione,  è un crimine punito dalla legge. Ecco come riconoscerlo e combatterlo
21 marzo 2013 - Il convincimento che la razza, il colore, la discendenza, la religione, l'origine nazionale o etnica siano fattori determinanti per nutrire avversione nei confronti di individui o gruppi, è un pregiudizio, una forma irrazionale di intolleranza, ma è anche e soprattutto un crimine punito dalla legge italiana.

La costituzione italiana condanna ogni forma di razzismo, e all’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. E per cittadini si intendono anche quelli stranieri che si trovano nel nostro Paese.

Infatti, in base all’art. 2 del T.U. n. 286 del 1998, ai cittadini extraue  “comunque presenti sul territorio”, lo Stato deve garantire il rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo, che rientrano nella categoria dei diritti civili.L’uguaglianza tra le persone è alla base di ogni società democratica la quale deve, quindi, provvedere attraverso le proprie istituzioni a prevenire e tutelare l’intera collettività da atti o comportamenti discriminatori.

Espressione di questa esigenza sono le innumerevoli leggi a livello nazionale, comunitario e
internazionale, che nel corso degli anni hanno gettato le basi per contrastare sempre più il razzismo (L. 654/1975; D. Lgs. 215/2003 e D. Lgs. 216/2003 attuativi di direttive comunitarie;
D. Lgs. 198/2006).

Considerata la gravità di tale fenomeno, sono previste delle pene molto dure per i colpevoli.

Secondo la legge n.654 del 1975 chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, è punito con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro.Mentre chiunque  commette o istiga a commettere atti di violenza o di provocazione alla violenza per gli stessi motivi, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

Riconoscere le discriminazioni

Ogni comportamento che, direttamente o indirettamente, comporti una distinzione, esclusione,
restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza, l’origine o la convinzione religiosa è considerato dalla legge italiana discriminatorio (art.43 del d.lgs. 286/98).
Possono essere considerati fattori di discriminazione anche i motivi linguistici
o di provenienza geografica.

Si tratta di un comportamento illegittimo anche se non è intenzionale, perché comunque distrugge o
compromette il riconoscimento, il godimento o l’esercizio dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Spesso è difficile valutare ciò che è considerata discriminazione e quindi razzismo. Per questa ragione la legge si è preoccupata di definire meglio questo concetto oltre che di fornire una tutela specifica per quelle discriminazioni che si verificano nei luoghi di lavoro e nei rapporti con le pubbliche amministrazioni o con esercenti commerciali.

Compie un atto di discriminazione:

1) il pubblico ufficiale che nell’esercizio delle sue funzioni compia o ometta atti nei riguardi di un
cittadino straniero che, soltanto a causa della sua condizione di straniero o di appartenente ad un
determinata razza, religione, etnia o nazionalità, lo discriminino ingiustamente;
2) chiunque imponga condizioni più svantaggiose o si rifiuti di fornire beni o servizi offerti al pubblico ad uno straniero soltanto a causa della sua condizione di straniero o di appartenenza ad un determinata razza, religione, etnia o nazionalità (prezzi differenziati al bar);
3) chiunque illegittimamente imponga condizioni più svantaggiose o si rifiuti di fornire l’accesso al
lavoro, all’abitazione, all’istruzione, alla formazione e ai servizi sociali e socio assistenziali allo straniero regolarmente soggiornante in Italia , soltanto in ragione della sua condizione di straniero o di appartenente ad un determinata razza, religione, etnia o nazionalità  (locazione di immobili);
4) il datore di lavoro o i suoi preposti i quali compiano qualsiasi atto o comportamento che produca un effetto pregiudizievole discriminando, anche indirettamente, i lavoratori in ragione della loro
appartenenza ad una razza, ad un gruppo etnico o linguistico, ad una confessione religiosa, ad una
cittadinanza.

Cosa fare quando si subisce una discriminazione

Azione Civile
Chi è stato vittima di un atto discriminatorio da parte di un privato o di un ufficio pubblico può ricorrere all’autorità giudiziaria ordinaria per domandare la cessazione del comportamento pregiudizievole e la rimozione degli effetti della discriminazione.

A tal fine la vittima della discriminazione può presentare, personalmente o avvalendosi di un Avvocato o di un associazione, un ricorso presso la cancelleria del Tribunale Civile della città in cui dimora A supporto delle prove fondamento del ricorso possono essere forniti anche elementi desunti da dati di carattere statistico, dai quali si può presumere l’esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori (es. assunzioni, regimi contributivi, assegnazione delle mansioni e qualifiche, trasferimenti, licenziamenti, ecc. dell’azienda interessata).Spetta poi al convenuto (colui che ha commesso l’atto discriminatorio) provare l’insussistenza della discriminazione. Il giudice, una volta accertato che c’è stato un atto discriminatorio, accoglie il ricorso ordinando che si ponga fine al comportamento discriminatorio e che ne vengano rimossi gli effetti. Potrà inoltre condannare il colpevole a risarcire i danni eventualmente subiti, anche non patrimoniali Il giudice può, inoltre, ordinare la pubblicazione del provvedimento, per una sola volta e a spese del convenuto, su un quotidiano di tiratura nazionale. In caso di condanne a carico di datori di lavoro che abbiano avuto dei benefici monetari sia statali che regionali, o che abbiano contratti di appalto per l’esecuzione di opere pubbliche, servizi o forniture, il giudice comunica i provvedimenti alle amministrazioni che hanno disposto la concessione del beneficio o l’appalto. Il beneficio può, quindi, essere revocato e, nei casi più gravi di discriminazione, può essere disposta l’esclusione del responsabile per due anni da qualsiasi ulteriore concessione di agevolazioni (finanziarie o creditizie) o da qualsiasi appalto.

Se l’ordinanza del giudice non viene appellata entro 30 giorni, diviene definitiva a tutti gli effetti.

Azione Penale
Insieme al diritto di chiedere la cessazione del comportamento, è prevista la possibilità di presentare
una denuncia/querela al Tribunale Penale del luogo in cui si è verificato l’evento oggetto del reato con cui chiedere l’arresto di chi commette una discriminazione.
Anche in questo caso il giudice, dopo aver accertato la responsabilità di chi ha commesso il reato, può disporre il risarcimento dei danni materiali e morali a favore della vittima del reato che si sia costituito parte civile nel processo.

Inoltre il giudice può disporre, ulteriormente alla pena, sanzioni accessorie che prevedono obblighi
particolari per il colpevole.

Questi potrà essere obbligato a prestare attività non retribuita a favore della collettività per finalità di

pubblica utilità; potrà prevedersi la sospensione della patente di guida, del passaporto e di documenti

validi per l’espatrio per un periodo non superiore ad un anno; potrà disporsi il divieto di partecipare ad attività di propaganda elettorale per le elezioni politiche o amministrative.

Avv.  Mascia Salvatore


LEGGI ANCHE

http://cipiri.blogspot.it/2015/04/regolamento-di-dublino.html


Il Regolamento di Dublino obbliga il rifugiato politico
(che abbiamo comunque il dovere di accogliere) a permanere nel primo Paese in cui arriva. 
Firmata, guarda un po', da Pdl e Lega nel 2003.
Bossi e Berlusconi ( Salvini informati )
I rifugiati che arrivano in Italia quasi mai vi vogliono rimanere.
Va data loro la possibilità di scegliere si avete letto bene di scegliere il Paese europeo dove stabilirsi, in conformità con Schenghen che permette la libera circolazione delle persone nell'area UE.

Il regolamento Dublino II (formalmente regolamento 2003/343/CE) è un regolamento dell'Unione Europea, in tema di diritto di asilo.

http://cipiri.blogspot.it/2015/04/regolamento-di-dublino.html

.




GUARDA ANCHE

DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA
http://www.mundimago.org/
FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.




 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP
http://mundimago.org/le_imago.html
.




.

sabato 1 febbraio 2014

LINKS: Terra dei fuochi : annullare la prescrizione per i...


Terra dei fuochi : annullare la prescrizione

 per il reato di disastro ambientale (art.434 c.p)


Terra dei fuochi :
annullare la prescrizione 
per il reato di disastro ambientale (art.434 c.p)
leggi e firma
LINKS: Terra dei fuochi : annullare la prescrizione per i...: Terra dei fuochi : annullare la prescrizione  per il reato di disastro ambientale (art.434 c.p) Terra dei fuochi :annullare la pre...



 .

.


leggi tutto sullo zodiaco
leggi anche 
NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://www.mundimago.org/carte.html


GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO

.


.
. Bookmark and Share .

sabato 24 novembre 2012

Uganda : pena di morte per il reato di omosessualità

 Cari amici,

Il Parlamento ugandese vuole approvare una legge brutale che potrebbe introdurre la pena di morte per il reato di omosessualità. Se lo faranno, migliaia di ugandesi potrebbero essere uccisi o condannati all'ergastolo soltanto perché gay.

Già in passato siamo riusciti a fermare questa legge, e possiamo farlo ancora. Dopo l'enorme appello globale dell'anno scorso, il Presidente ugandese Museveni aveva bloccato la legge. In Uganda il malcontento nei confronti della politica sta crescendo, e gli estremisti religiosi in Parlamento sperano che la confusione e la violenza che regnano nelle strade possano distrarre la comunità internazionale e far passare inosservato il secondo tentativo di adottare questa legge piena d'odio. Possiamo dimostrare che il mondo ha ancora gli occhi puntati su di loro.

Non abbiamo tempo da perdere. Raggiungiamo un milione di voci contro la legge anti-gay in Uganda nelle prossime 24 ore: le consegneremo ai leader ugandesi e a dei paesi chiave che li possano influenzare. Clicca qui per entrare in azione e poi gira questa email a tutti:

http://www.avaaz.org/it/uganda_stop_gay_death_law/?bkBgnbb&v=19431

Essere gay in Uganda è già pericoloso e orribile. Gli ugandesi LGBT sono continuamente minacciati e picchiati, e solo l’anno scorso l’attivista per i diritti degli omosessuali, David Kato (foto qui sopra) è stato brutalmente massacrato in casa sua. Ora sono minacciati ancora di più da questa legge draconiana che potrebbe imporre il carcere a vita alle persone condannate per aver avuto relazioni con persone dello stesso sesso e la condanna a morte per i recidivi. Persino chi lavora per le ONG impegnate nella prevenzione dell'HIV secondo questa legge possono essere incarcerate con l'accusa di "promuovere l'omosessualità".

Proprio ora l'Uganda è in pieno fermento politico: milioni di euro di aiuti scomparsi hanno gettato nello scandalo il Parlamento. Questo scompiglio ha fornito agli estremisti religiosi in Parlamento la migliore opportunità di ritirare fuori la legge anti-gay, dandole il nome di “Regalo di Natale” agli ugandesi.

Il Presidente Museveni ha già tolto il suo sostegno a questa legge una volta, dopo che la pressione internazionale ha minacciato di bloccare gli aiuti all'Uganda. Facciamo crescere una petizione di un milione di firme per fermare la pena di morte contro i gay ancora una volta e per salvare vite umane. Ci rimangono solo poche ore: firma sotto e fai il passaparola con amici e famiglia:

http://www.avaaz.org/it/uganda_stop_gay_death_law/?bkBgnbb&v=19431

La volta scorsa, la nostra petizione internazionale che condannava la pena di morte contro i gay era stata consegnata in Parlamento, diventando una notizia diffusa in tutto il mondo e sufficiente a bloccare la legge per diversi mesi. Quando una rivista ugandese ha pubblicato i nomi, le foto e gli indirizzi di 100 sospetti gay, che erano stati poi minacciati, Avaaz ha sostenuto un'azione legale contro la rivista e abbiamo vinto! Insieme ci siamo messi dalla parte della comunità gay in Uganda, e ora hanno bisogno di noi più che mai.

Con speranza e determinazione,

Emma, Iain, Alice, Morgan, Brianna e il resto del team di Avaaz


FONTI:

Per Natale vi regalo una legge anti-gay (Giornalettismo)
http://www.giornalettismo.com/archives/600195/una-legge-anti-gay-per-natale/

Uganda: torna la proposta di legge anti-gay (Global Voices)
http://it.globalvoicesonline.org/2012/02/uganda-torna-la-proposta-di-legge-anti-gay/

Benvenuti in Uganda, il paese più omofobo al mondo (Il Post Internazionale)
http://www.thepostinternazionale.it/mondo/africa-e-medio-oriente/benvenuti-in-uganda-il-paese-pi-omofobo-al-mondo

Uganda, ucciso attivista gay aveva denunciato giornale omofobo (La Repubblica)
http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/27/news/uganda_gay-11732975/

Radicali, Governo intervenga contro Uganda per abolire legge contro omossessualità (AgenParl)
http://www.agenparl.it/articoli/news/esteri/20121122-uganda-radicali-governo-intervenga-contro-uganda-per-abolire-legge-contro-omosessualita

 leggi anche : http://cipiri7.blogspot.it/2012/05/omofobia-e-omosessualita-legame.html

Omofobia e omosessualità: legame comprovato



Omofobia e omosessualità:

 legame comprovato


-

. beruby.com - Risparmia acquistando online 
  .
.
 .
 .

-

giovedì 15 novembre 2012

CARCERE PER I GIORNALISTI


questo signore e' un diffamatore un provocatore verso qualunque entita' progressiva e progressista, contro ...la sinistra in generale...strumento di reprssione............quello di cui parliamo non e' la libertà di stampa...quello di cui parliamo e' di uno che usa la stampa ( ben protetto e foraggiato) come una clava e che ogni volta dice il falso...un po' di galera non fa' male...conoscera' i luoghi dove la gente come lui manda gli ultimi; e non ne facciamo un santo.
LEGGI ANCHE

CARCERE PER I GIORNALISTI 

 hanno approvato la norma a voto segreto

Tante parole per nulla. Torna il carcere per i cronisti. Ben 131 senatori votano a favore della norma presentata dalla Lega Nord. Una rivincita della mala politica su inchieste giornalistiche che hanno svelato scandali e corruzione in cui sono stati coinvolti tanti e tanti parlamentari dell’attuale legislatura. Il tutto avviene in modo meschino: nessuno dei 131 ci ha messo la faccia per via del voto segreto. Ecco, però, un identikit molto affidabile dei senatori codardi che hanno deciso di scrivere una pagina nerissima per la libertà di stampa italiana.


Ore 18,35. Passa l’emendamento di quel  partito della Lega Nord che prevede pene fino ad un anno per il reato di diffamazione a mezzo stampa (oltreché multe pecuniarie che possono arrivare anche a 50 mila euro). Complice il volere (diciamolo: meschino) di leghisti e rutelliani di ricorrere al voto segreto. Un modo come un altro di ottenere quello che si vuole mantenendo la faccia pulita. Altra imbarazzante prova dell’inutilità di una classe dirigente interessata soltanto a prendersi le sue personali rivincite. Tant’è infatti: dopo scandali e scandali in cui si è impantanata buona parte della politica italiana, ecco che non ci si perde l’opportunità di colpire i primi responsabili (insieme ai magistrati) di quanto svelato negli ultimi mesi e negli ultimi anni. Un fronte bipartisan e trasversale di vili vigliacchi che hanno deciso di annientare la libertà di stampa. Una pagina nera, nerissima per la storia della democrazia italiana.
Ma chi sono i responsabili di questo scempio? Come detto è impossibile fare nomi e cognomi vista la vigliaccata del voto segreto (che, d’altronde, non aveva altra ragione se non quella di permettere l’approvazione dell’emendamento). Ma un quadro molto attendibile è possibile delinearlo. Cominciamo col dire che sono stati ben 131 i senatori che hanno votato a favore della norma voluta dalla Lega Nord (94 i contrari, 20 gli astenuti). Niente nomi. Ma individuare la provenienza è facile: di questi 131 sicuramente ci sono i 17 leghisti presenti a Palazzo Madama, più il gruppo sparuto dell’Api di Francesco Rutelli che sin da subito si è dimostrato assolutamente favorevole all’emendamento del Carroccio (“No al discount della diffamazione – aveva detto – Libertà di informazione non è libertà di diffamare”). A questi volti certi, se ne aggiungono altri trasversali. Uomini di Pd, Pdl e Udc. Ancora loro. Unico partito a votare in massa contro la norma è stato l’Idv.
Che ci siano anche uomini di Alfano, Bersani e Casini è facilmente immaginabile viste le dichiarazioni e le proposte di alcuni parlamentari. Francesco Nitto Palma (Pdl), ad esempio, pur rimanendo sul civilistico aveva proposto una pena pecuniaria addirittura che sarebbe potuta arrivare a 100 mila euro. Il senatore Franco Mugnai (Pdl) avrebbe voluto la rettifica immediata per tutti – cartaceo e non – senza stare lì a vedere se il pezzo giornalistico avesse un che di verità. Rettifica, punto. Stessa posizione ricattatoria era stata espressa anche da un altro senatore Pdl, Giacomo Caliendo. Ma, come detto, il fronte antigiornalisti è assolutamente bipartisan. E allora ecco la proposta di Silvia Della Monica (Pd) che avrebbe voluto la sospensione dalla professione.
Tutte proposte, dunque, chiaramente ricattatorie che rivelano il clima di astio e vendetta che si è creato contro il mondo dei giornalisti, troppo spesso reo di aver toccato poteri e forze politiche nei loro scandali e debolezze. Ed ora i fatti dicono soltanto una cosa: il cronista d’inchiesta rischia il carcere o multe impagabili semplicemente per fare il proprio mestiere.
Il primo sarà Alessandro Sallusti che quasi certamente dovrà trasferirsi a San Vittore per scontare la pena inflittagli (14 mesi). “Mi sento meno solo. Con la legge approvata dal Senato, a San Vittore finiremo in tanti”. Con queste parole ieri sera l’ex direttore di Libero e Il Giornale ha salutato il vergognoso emendamento approvata in Senato.


Chissà perché nessuno di questi galantuomini ha pensato a concepire una norma altrettanto dura per le porcherie a cui ci hanno abituato da anni. Chissà perché nessuno dei padani ha pensato ad una norma che punisse in maniera esemplare il dirottamente di finanziamenti pubblici per spese privata (come hanno fatto Belsito, la Muro e la famiglia Bossi); chissà perché anche Rutelli non ha pensato ad una norma che punisse truffe sui rimborsi elettorali (soldi pubblici) come capitato con la Margherita. Vogliono continuare a fare il loro comodo. Porco.

di Antonio Acerbis
 
http://www.infiltrato.it/notizie/italia/carcere-per-i-giornalisti-ecco-l-identikit-dei-131-vigliacchi-che-hanno-approvato-la-norma-a-voto-segreto

-


.
 .
 .

-

lunedì 25 giugno 2012

Italia: reato di tortura FIRMA APPELLO

 

FIRMA L’APPELLO per introdurre in Italia il reato di tortura

 

FIRMA L’APPELLO per introdurre in Italia il reato di tortura

 
Articolo21 raccoglie e rilancia l’appello di Fabio Anselmo, legale della famiglia Aldrovandi, e di altri casi simili per l’introduzione e il riconoscimento in Italia del reato di tortura.
Quando si parla di legge sulla tortura , pochi comprendono la reale portata del problema. La convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, firmata a New York il 10-12-1984, definisce come “tortura” qualsiasi atto mediante il quale sono intenzionalmente inflitti ad una persona dolore o sofferenze forti, fisiche o mentali, al fine segnatamente di ottenere da essa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che essa o una terza persona ha commesso o e’ sospettata di aver commesso, di intimorirla o di far pressione su di lei o di intimorire o far pressione su una terza persona, o per qualsiasi altro motivo fondato su qualsiasi forma di discriminazione, qualora tale dolore o sofferenze siano inflitte da un agente della funzione pubblica o da ogni altra persona che agisca a titolo ufficiale, o su sua istigazione, o con il suo consenso espresso o tacito.
Questi atti di sofferenza e dolore che vengono inferti sulla persona affidata in custodia, sono puniti dal nostro codice da sanzioni lievi in quanto parametrate all’entità delle lesioni eventualmente provocate in danno della vittima che le subisce….

… Occorre mutare la nostra cultura e prendere atto che queste situazioni meritano tutt’altra considerazione rispetto a quella riservata loro dal nostro codice. Occorre adeguarsi al diritto internazionale che ci impone di adeguarci alle normative adottate da tutti gli altri paesi civili, punendo severamente questi comportamenti non solo perché eticamente scorretti ed intollerabili ma anche perché pericolosi per la tenuta democratica del nostro sistema giudiziario e per la stessa incolumità e vita delle persone coinvolte. L’Italia non solo e’ considerata inadempiente all’ obbligo

giuridico internazionale consistente nella adozione del reato di tortura, masi e’ esplicitamente rifiutata di adottarlo respingendo le formali raccomandazioni ONU a Lei rivolte.
Non sarebbe ora che tutti ci chiedessimo perche’?

http://www.articolo21.org/2012/06/firma-lappello-per-introdurre-in-italia-il-reato-di-tortura/comment-page-2/#comment-15372

LEGGI ANCHE :

FEDERICO ALDROVANDI



APPELLO DI PATRIZIA MORETTI MAMMA DI FEDERICO ALDROVANDI

http://cipiri19.blogspot.it/2012/06/federico-aldrovandi.html

DIAZ : Don't clean up this blood


 "DIAZ Don't clean up this blood"

https://cipiri12.blogspot.it/2012/04/diaz-dont-clean-up-this-blood.html


-


.
 .

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru