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mercoledì 1 maggio 2019

Emergenza Sicurezza si chiama CagaPound

Emergenza Sicurezza si chiama CagaPound


Emergenza Sicurezza si chiama CagaPound


Ma quali stranieri, la vera Emergenza Sicurezza si chiama CagaPound
Lo stupro di una donna nel loro circolo a Viterbo (uno dei due è pure consigliere comunale) ne è solo l’ultimo esempio. Furti, aggressioni, l’abusivismo che sono i primi a praticare: altro che barconi, la criminalità vera è quella di Casapound

Dice qualcuno che è una nemesi divina. Sicuramente è una legge del contrappasso: quelli che dovevano difendere le nostre donne (rivendicandone tra l’altro la proprietà) ne hanno trascinata una nel loro circolo privato e hanno abusato di lei. Uno dei due, addirittura Consigliere comunale di Casapound. Uno di quelli che ci hanno sfracellato le palle raccontandoci come ora loro sono nelle istituzioni e faranno vedere cosa sanno fare. Bene, bravi, bis.

La vera emergenza è rimpatriare questi loschi individui delle forze di ultradestra al loro Paese, ovvero nel secolo scorso, e fare in modo che nessuno sia di nessuno se non di se stesso e che la legge compia il proprio dovere senza bisogno di randellate vigliacche o buffe ronde che si preoccupano del venditore di cocco mentre i veri pregiudicati si travestono da legge. Il mese scorso uno di loro è stato beccato mentre si intrufolava in una casa (di italiani) per rubare i suppellettili come nella loro migliore narrazione rom. C’è di più: era uno di quelli che manifestava contro i rom qualche giorno prima. Giuro. Uno di quelli che urlava “questi rubano!” e faceva la voce grossa con i suoi tatuaggi tutti tesi per mettere in mostra un’insicura mascolinità. Evidentemente gli rubano il lavoro di rubare. Ha sbagliato la coniugazione dei verbi.

Quelli che dovevano difendere le nostre donne (rivendicandone tra l’altro la proprietà) ne hanno trascinata una nel loro circolo privato e hanno abusato di lei

Poi ci sono le decine di casi di aggressioni (chiedere a Claudio Riccio e all’eurodeputata Eleonora Florenza) fatte ovviamente in dieci contro uno, perché non tutti i vigliacchi sono fascisti ma tutti i fascisti sono vigliacchi, in cui ci hanno raccontato di essere stati provocati per essere poi smentiti dalle immagini. Fanno sempre così, vedono nemici dappertutto, come dei Sancho Panza smagriti, tirati a lucido e in anfibi che demoliscono mulini a vento spaccandogli i denti e giustificandosi dicendo di averli scambiati per demoni. Poveretti. Poveretti loro e poveretti noi che ancora non ci decidiamo a capire che, se andassimo a fare la conta della violenza nei partiti, questi vili di ultradestra supererebbero qualsiasi statistica media. E loro che se ne vantano in privato per poi negarlo in pubblico. Perché la cosa che più di tutto fa sorridere, di questi goffi gaglioffi che vorrebbero essere riconosciuti nel recinto democratico, è che non hanno nemmeno il coraggio delle loro azioni, sempre intenti a trovare una giustificazione come l’adolescente beccato dalla mamma nascosto in bagno con i pantaloni abbassati.

Parlano di sicurezza ma la vera sicurezza per loro sta nell’avere l’impunità di fare quello che vogliono, applicando regole che spesso non hanno niente a che vedere con le regole dello Stato. Parlano di Patria, ma la loro patria si riduce al circolino in cui si ritrovano per ubriacarsi di nostalgia, fuori dal mondo e fuori dalla storia

Parlano di sicurezza ma la vera sicurezza per loro sta nell’avere l’impunità di fare quello che vogliono, applicando regole che spesso non hanno niente a che vedere con le regole dello Stato. Parlano di Patria, ma la loro patria si riduce al circolino in cui si ritrovano per ubriacarsi di nostalgia, fuori dal mondo e fuori dalla storia. Vanno fuori dagli stadi a esercitarsi nel fare guerriglia e poi, quando qualcuno ci lascia le penne, provano a rivendercelo come eroe nazionale oppure vittima del sistema, quando invece sono solo degli sconsiderati che ritroviamo sempre nelle situazioni peggiori, come quei discoli che non vogliono imparare a non mettersi in pericolo.

Casapound che si lamenta delle case popolari a Roma, poi, è una barzelletta che andrebbe scritta nei Baci Perugina: loro, abusivi, vorrebbero stilare la classifica di chi ha più diritto degli altri ad essere abusivo. La legge non sanno nemmeno leggerla, la loro legge è un misero tornaconto personale sempre condonato dalla buon’anima di Mussolini in nome di cui si commettono le peggiori nefandezze (in continuità, verrebbe da dire) e non sanno che forse anche Mussolini li prenderebbe a calci nel culo per la loro passione a violare le regole e per la loro vigliaccheria nel non sostenere nemmeno le proprie tesi.

Avete bisogno di un’emergenza criminalità? Lasciate perdere i barconi, sono tutti qua, residenti, i nostri begli Stronxi di Cagapound.

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 A Proposito di Bollette non pagate


A Proposito di Bollette Non Pagate....




Walter Audisio scelse quel luogo, probabilmente su indicazione del Comitato Insurrezionale del CLN, proprio dove le vittime partigiane della strage del 10 agosto 1944 erano state abbandonate in custodia ai militi fascisti della Muti, che li avevano oltraggiati e lasciati esposti al sole per l’intera giornata, impedendo ai familiari di raccogliere i loro resti...



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lunedì 29 ottobre 2018

Chi è Bolsonaro, il nuovo presidente del Brasile

Jair Bolsonaro, ex militare di 63 anni, si è distinto in campagna elettorale per le sue posizioni provocatorie su questioni chiave come aborto, migrazione, omosessualità e porto d’armi.


Il candidato dell'estrema destra, ex militare, ha impostato la sua campagna elettorale su sicurezza, lotta alla corruzione e alla criminalità, e si è distinto per le sue posizioni antigay



Il candidato del Partito social liberlae (Psl) Jair Bolsonaro, ha vinto le elezioni in Brasile di domenica 28 ottobre. Ha ottenuto il 56 per cento dei voti, sconfiggendo il rivale Fernando Haddad, il candidato del Partito dei lavoratori (Pt), che si è fermato al 44, 71 per cento. Tra i due quasi undici milioni di voti di differenza.

Noto anche come il “Trump brasiliano”, Bolsonaro è un ex militare schierato su posizioni fortemente conservatrici. Ha concentrato la sua campagna elettorale sui temi della sicurezza e della lotta alla corruzione ed è riuscito a conquistare anche il voto di una parte
 degli evangelisti grazie al suo contrasto all’omosessualità.

Chi è Jair Bolsonaro
Jair Bolsonaro, ex militare di 63 anni, si è distinto in campagna elettorale per le sue posizioni provocatorie su questioni chiave come aborto, migrazione, omosessualità e porto d’armi.

Il candidato dell’estrema destra si è più volte presentato come il vero difensore del Brasile e ha incentrato il suo discorso sulla sicurezza pubblica, proponendo la reintroduzione delle leggi sull’ordine pubblico in vigore negli anni della dittatura militare (1964-1985).

I media internazionali lo hanno presto etichettato come il “Trump brasiliano” o il “Trump dei tropici”, mettendo a confronto la sua propaganda populista e la costante presenza sui social media con quella del presidente statunitense.

Il candidato del Partito democratico laburista, Ciro Gomes, 
lo aveva anche definito un “piccolo semi-Hitler”.

Bolsonaro, nel corso della campagna elettorale, ha evitato i confronti televisivi e ha visto la sua popolarità crescere dopo essere stato accoltellato durante un comizio.

Jair Messias Bolsonaro è nato a Campinas, San Paolo, il 21 marzo 1955. Sposato tre volte, si è laureato presso l’Accademia militare di Agulhas Negras nel 1977.

In una valutazione risalente ai suoi anni nell’esercito e pubblicato da un giornale locale si legge che l’uomo ha mostrato “segni di eccessiva ambizione
 e di voler a tutti i costi essere un uomo di successo”.

Nel 1986, mentre era ancora un capitano dell’esercito, fu arrestato dopo aver firmato un articolo pubblicato su una rivista brasiliana in cui si lamentava per i bassi salari dei militari.

Bolsonaro è stato eletto per la prima volta al Congresso nel 1990 e durante i suoi sette mandati le sue priorità e interessi hanno subito un cambiamento: se all’inizio le sue politiche erano dirette maggiormente a garantire i diritti dei militari, negli ultimi anni il candidato dell’estrema destra ha ampliato la sua base elettorale concentrandosi su temi come sicurezza e ordine pubblico.

Nel 2014, è stato il candidato al Congresso che ha ottenuto il maggior numero di voti a Rio de Janeiro e nel corso della sua carriera politica si è distinto per le sue posizioni controverse su diversi temi.

“La sicurezza è la nostra priorità! È urgente! Le persone hanno bisogno di lavoro, vogliono l’istruzione, ma è inutile se continuano a essere derubati mentre sono al lavoro, è inutile se il traffico di droga si svolge alle porte delle nostre scuole”, ha scritto su Twitter Bolsonaro l’11 settembre, continuando a incentrare la sua campagna elettorale sul tema della sicurezza.

Il candidato dell’estrema destra si è anche espresso contro l’omosessualità in un’intervista del 2011. “Preferirei vedere uno dei miei figli morire in un incidente che sapere che è un omosessuale”.

Nel 2016, quando i membri del Congresso hanno votato per mettere sotto accusa l’allora presidente, Dilma Rousseff, Bolsonaro ha dedicato il suo voto contro la rappresentante del PT al defunto colonnello Alberto Brilhante Ustra, una figura molto controversa accusato di aver torturato i prigionieri durante la dittatura.

Sempre nel 2016, Bolsonaro ha scosso l’opinione pubblica, affermando che non valeva la pena stuprare una sua collega perché era “troppo brutta” e non era il “suo tipo”.

Nel corso della sua campagna elettorale ha allargato la sua base elettorale riuscendo a conquistare anche i voti degli imprenditori grazie alla sua proposta 
di sostenere il libero mercato e le imprese private.

Ad attirare dalla sua parte l’elettorato più giovane invece, la capacità del candidato di utilizzare un linguaggio semplice e diretto, oltre ad una forte presenza sui media.

Tra i suoi elettori si contano anche una buona parte degli evangelici, che apprezzano la sua visione conservatrice del matrimonio e il suo contrasto all’omosessualità.

ANCHE
 Uso strategico dei social media, in particolare di whatsapp, 
per bombardare di fake news e notizie 
ingannevoli ignari cittadini.
Sono stati rilevati 500mila robot attivi da settembre
 con base in Massachusetts, India, Pakistan e altrove... 


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giovedì 28 luglio 2016

Pokémon Go


Pokémon Go è senza dubbio l’applicazione del momento. Genera hype, dipendenza, comportamenti assurdi, snobismo e, purtroppo, nella maggior parte dei casi, posizioni completamente acritiche e totale assenza di analisi, anche fra giornalisti. L’unica cosa che emerge nelle conversazioni sociali è il tifo: ci sono quelli che ci giocano e non vogliono che li si critichi, quelli che criticano, quelli che criticano chi critica.

Ma Pokémon Go è anche avamposto di Google per la guerra contro Facebook.

Il primo indizio che dovrebbe far insospettire tutti è il fatto che Pokémon Go si appoggi sulle mappe di Google. L’interfaccia grafica, infatti, non è nient’altro che una rivisitazione di Google Maps.

Il secondo indizio, in realtà, sarebbe il primo in ordine temporale, dopo che si scarica il gioco. Ma uno magari non ci pensa subito, ci fa caso dopo. Pokémon Go non dà la possibilità di registrarsi e accedere tramite FacebooPokemon Go Google vs Facebookk. Ci si può creare un account direttamente sull’app oppure accedere direttamente attraverso il proprio account Google. Conosci altre app che nel 2016 hanno fra l’altro l’obiettivo di diventare quanto più virali possibili e che non consentano di accedere alla app tramite Facebook? Pensi che possa essere un caso, un errore o una scelta specifica?

Il terzo indizio richiede l’uso di Google, una volta che ci si è posta qualche domanda sui primi due. Pokémon Go è un gioco sviluppato da Niantic, Inc. Niantic, Inc. prima di chiamarsi così si chiamava Niantic Labs. Niantic Labs era stata fondata all’interno di Google da John Hanke nel 2010. John Hanke era stato acquisito con Keyhole, la sua start-up, da Google nel 2004 (e aveva sviluppato, internamente alla compagnia di Mountain View, Google Earth e Google Maps). Con Niantic e dentro Google, Hanke sviluppa Ingress, un videogioco di realtà aumentata che ha come interfaccia grafica le Google Maps e come campo di gioco il mondo (solo che, a differenza di Pokémon Go, è anche bello. Non diventa virale: fa circa 14 milioni di download e 250mila persone partecipano a eventi dal vivo organizzati nell’ambito del gioco) e una app di viaggi, FieldTrip.

Nel 2015 nasce Alphabet (la compagnia madre di Google) e Niantic diventa una società indipendente. Al momento dell’uscita, però, i rapporti fra Niantic e Google restano ottimi. Anzi, forse qualcosa di più. Sulla pagina Google+ di Ingress si legge (il 12 agosto 2015):

«Porteremo la nostra miscela unica di esplorazione e divertimento ad un pubblico ancora più grande, con alcuni sorprendenti nuovi partner che si uniranno a Google come collaboratori e sostenitori».
Quindi, Google resta come investitore. E se ne annunciano altri, così come si annunciano progetti rivolti a un pubblico più ampio. Contemporaneamente, un portavoce di Google dice a Techcrunch:

«Niantic è pronta ad accelerare la propria crescita, diventando una società indipendente, cosa che li aiuterà ad avvicinarsi a investitori e partner nel mondo dell’intrattenimento. Saremo contenti di continuare a sostenerli mentre porteranno esplorazione e divertimento ad ancora più persone nel mondo».
Stessi toni: vuol dire che qualcosa bolle già in pentola.

E infatti, due mesi dopo, Google, The Pokémon Company e Nintendo (eccoli, i nuovi partner!) investono su Niantic 20 milioni di dollari (che dovrebbero diventare 30). Per fare Pokémon GO. Nel frattempo, nel 2014, Google e la Pokémon Company avevano già fatto le prove tecniche di trasmissione: il 1° aprile, giorno dei pesci d’aprile, Google aveva riempito le proprie mappe di Pokemon. È più che lecito, oggi, pensare che fosse un test. O che in quell’occasione nascesse il concept del gioco.

Pokemon Go PlusIl design di Pokémon GO Plus (uno strumento per videogiocatori, indossabile, in vendita a 34,99 $ e già esaurito, come se non bastasse, è un mix fra il logo dei Pokémon e il “segnaposto” di Google Maps.

A sottolineare ancora una volta l’enorme legame fra Google e questo gioco.

Google punta sulla realtà aumentata. Lo fa attraverso una compagnia che ha “incubato” e utilizzando un marchio arcinoto e transgenerazionale come i Pokemon. Lo fa creando un gioco-social network.

Lo aveva detto, del resto, il Presidente e CEO della Pokémon Company, Tsunekazu Ishihara: «L’investimento strategico in Niantic pone le basi per un’esperienza social in mobilità che il mondo non ha mai visto prima».

I dati importanti, allora, non sono i numeri di download o il tempo di permanenza sulla applicazione (quelli li valuteremo poi fra qualche mese). Il dato importante è che Pokémon GO fa parte della lotta fra Google e Facebook e che riposiziona in qualche modo Google nell’universo social. Un universo nel quale si pensava che non potesse più competere con Facebook.

Così, ecco che non ti puoi loggare con Facebook per scelta esplicita: l’unico motivo per rinunciare ad un volano di viralità come il social di Zuckerberg sta nelle finalità di Google.

È Google, attraverso Niantic, che si tiene i dati dei giocatori (perché dovrebbe darli a Facebook? Il rivale ne ha così tanti…). È Google che apre a nuove possibilità di mercato (pubblicità e marketing in app, più ancora che acquisti in app, ma anche eventi dal vivo) e si posiziona in maniera strategica – senza esporsi direttamente ma solo come investitore, mettendosi al riparo da figuracce come quella fatta con Google+ – in un mondo, quello della realtà aumentata che non è un’idea nuova ma che, grazie ai Pokémon, è diventato pop.

Ecco. Mentre filosofeggiamo sull’opportunità o meno di giocare a Pokémon Go, mentre ridiamo di chi lo fa o di chi ride di chi lo fa, mentre ci preoccupiamo – forse giustamente? – di quanto diventi sempre più pervasiva la tecnologPokemon Goia nelle nostre vite e di quanto tempo passiamo a lavorare gratis per le Over The Top (è quel che si fa quando si usa Facebook o quando si gioca a Pokémon GO, anche se è qualcosa che ci piace fare), ricordiamoci anche che siamo dati nelle mani di grandi compagnie che si contendono il futuro.

Pokémon Go è parte di questa guerra, ed è una mossa sulla scacchiera del mondo interconnesso che pone Google in una posizione molto interessante. Vedremo come (e se) risponderà Facebook. Il primo punta tutto sulla realtà aumentata. Il secondo diceva di voler puntare sulla realtà virtuale: è tutto da dimostrare, se la realtà virtuale possa o meno diventare virale.
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Ora catturiamo pure i nostri Pokémon. Ma conoscendo il contesto.

Pokémon GO: individuate applicazioni 
fake che scaricano malware

Individuate dagli esperti di ESET 3 app fake: i consigli per giocare in tutta sicurezza

Si chiamano Pokemon Go Ultimate, Guide & Cheats for Pokemon Go e Install Pokemongo le tre false app di Google Play appena scoperte dagli esperti di ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione Europea, in grado di bloccare lo schermo dello smartphone per poi connettersi a siti porno o di attivare costosi servizi a pagamento all’insaputa degli utenti.

La prima delle tre app fake, Pokemon Go Ultimate, celandosi come una versione del famoso gioco di successo, è in grado di bloccare immediatamente lo schermo dello smartphone dopo il suo avvio. Dopo un riavvio forzato, possibile solo togliendo la batteria dallo smartphone o modificando le impostazioni dei dispositivi Android, il malware si esegue in background, quindi in modalità invisibile alla vittima, cliccando in maniera nascosta su pubblicità porno. Per eliminare questa minaccia l'utente deve andare su Impostazioni - Gestione applicazioni - PI Network e disinstallarla manualmente.

Le altre due applicazioni fake individuate dagli esperti di ESET su Google Play, Guide & Cheats for Pokemon Go e Install Pokemongo, appartengono alla famiglia degli scareware ed inducono le vittime a pagare per falsi servizi estremamente costosi, promettendo di generare Pokecoin, Pokeball o Lucky Egg.
Le app fake non sono rimaste a lungo su Google Play e sono state immediatamente rimosse dallo store dopo la segnalazione di ESET.

Pokémon GO è un gioco così accattivante che, nonostante tutti gli avvertimenti degli esperti di sicurezza, gli utenti tendono ad accettare i rischi e a scaricare qualsiasi cosa pur di catturare tutti i Pokémon. Coloro che davvero non possono resistere alla tentazione dovrebbero almeno seguire le regole base di sicurezza:

- scaricare le applicazioni solo da fonti attendibili
- verificare le recensioni degli altri utenti, concentrandosi sui commenti negativi e tenendo ben a mente che quelli positivi potrebbero essere stati inseriti appositamente
- leggere le condizioni e i termini d'uso delle app, focalizzandosi sui permessi richiesti
- utilizzare una soluzione di sicurezza mobile in grado di controllare tutte le app del dispositivo



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mercoledì 13 luglio 2016

Calcio: Tifo scelto come Base Criminale




infiltrazioni mafiose nella curva degli ultras
“L’inchiesta della Procura di Torino dimostra che le mafie hanno interesse anche per società importanti”. Pierpaolo Romani è coordinatore nazionale di Avviso Pubblico. È autore di Calcio criminale, un libro del 2012 che racconta come le organizzazioni criminali utilizzano lo sport più seguito d’Italia. A Torino, il gip ha ordinato 18 ordinanze di custodia cautelare ad alcuni dei capi ultras storici dei bianconeri. Le accuse: Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa armata, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto di armi, danneggiamento aggravato, incendio, sequestro di persona e tentato omicidio.



Il clan che avrebbero messo le mani su parte delle curve della Juve sarebbero i Pesce-Bellocco, nella sua ramificazione piemontese dei Dominello. I nomi ricorrono già dall’epoca dell’operazione San Michele, di due anni fa. Nell’ultima settimana, la vicenda si sta facendo sempre più inquietanti. Raffaello Bucci, 41 anni, capo ultras dei Drughi, il 10 luglio si getta da un viadotto lungo l’autostrada Torino-Savona. Suicidio, è l’ipotesi dei magistrati. Giusto il giorno prima Bucci era stato sentito dai magistrati in merito all’infiltrazione mafiosa nella curva dei Drughi. Un altro teste, sempre capo ultras, è scomparso da una settimana. Anche Geraldo Mocciola, così si chiama, doveva essere ascoltato dai magistrati.

Non si sa che cosa abbia raccontato Bucci. L’argomento doveva essere il racket dei biglietti e del bagarinaggio, la gestione della sicurezza, le pressioni per permettere al figlio del boss Bellocco di Rosarno di fare un provino alla Juventus. Bucci, ed è il lato più inquietante, era un consulente esterno della Juventus calcio. “Il calcio è il brodo di coltura di questa visione mafiosa”, aggiunge Romani.



“Controllare la curva significa controllare pezzi di territorio. Significa avere l’opportunità di entrare in contatto con i vertici delle società”, prosegue Romani. Ed è anche quanto avvenuto a Torino: il dg della Juve Marotta avrebbe incontrato Bucci e uno dei leader della curva arrestati, Fabio Germani. Marotta non è indagato ed è probabile che non sapesse esattamente le amicizie della persona che aveva davanti.


Il ruolo degli infiltrati all’interno delle curve è funzionale alla pubblicità delle cosche: “Ci sono boss latitanti, soprattutto a Napoli, che hanno sempre cercato di farsi fotografare con qualche idolo calcistico”, aggiunge Romani. Nei quartieri più poveri di città come Napoli, raccontano i magistrati partenopei in indagini di quasi dieci anni fa, girano fotografie di boss insieme a caliatori come fossero santini. Nelle serie minori, per le quali l’interesse delle mafie è ormai noto da tempo e molto visibile, il clacio è un moltiplicatore di consenso. Mostra fino a quanto un mafioso può vestire i panni dell’idolo, del mito popolare.

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ASTE TRUCCATE

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domenica 29 novembre 2015

Gelosia e Amore nei Segni Zodiacali



Scopri Quanto Sei Geloso/a In Base Al Tuo Segno Astrologico?
Anche se la gelosia è un sentimento umano, può essere più o meno presente in base al segno zodiacale. Scopri quanto sei geloso in base al tuo segno astrologico.
Cliccando sulle immagini di ogni segno verrai diretto alla pagina delle caratteristiche del segno di appartenenza , buona lettura e buon divertimento, grazie.




l’ariete è molto geloso. Forse non è così tanto geloso da stressare il partner ogni volta, ma è molto impulsivo. Questa impulsività può essere dettata dalla gelosia...





Più che geloso, il toro è possessivo. Questa cosa è evidente sia nella vita amorosa che negli altri settori della vita. Infatti, quando fanno parte di una relazione amorosa, 
mettono tutte le loro speranze in essa...




i gemelli sono indipendenti, celebrali e preferiscono stare lontani dai conflitti. Se loro non sono gelosi, vogliono che i loro partner siano come loro. Però non significa che loro siano indifferenti...




la gelosia del cancro è causata da una mancanza di credenza in sé stessi. Il Cancro non è geloso solo che ha bisogno di sentirsi al sicuro, ha bisogno di attenzioni ed amore per sentirsi bene...




il leone non è geloso, è possessivo. Passionale, al leone piace dominare, ha bisogno di sentirsi fiero nelle braccia della persona amata. Nel caso del leone la gelosia è un gioco simpatico...





la vergine si mostra gelosa solo quando tutto è evidente. La vergine analizza tutte le possibilità e pensa due volte prima di fare qualcosa...




la bilancia è più tollerante che gelosa. La tolleranza è la principale qualità della bilancia, detto ciò non possiamo affermare che la bilancia sia una persona gelosa...




anche se ha la tendenza di essere geloso, non dobbiamo dimenticare che lo scorpione è esclusivo. Ha bisogno di sentirsi al sicuro ma anche di dominare. Quando perde il controllo della situazione può diventare eccessivo...




il sagittario è geloso solo in alcuni momenti. Ama la propria libertà ma crede anche nella persona che ama. La gelosia si manifesta quando non si sente più bene in quella relazione, non ha carattere...



la gelosia è di solito una causa del poco credere i sé stessi ( o anche negli altri). Il capricorno è molto capace nel tenere per sé i propri sentimenti e raramente li mostra...



possiamo considerare una persona libera come un uccello nel cielo gelosa? Saremmo tentati a dire di no ma l’acquario ha la tendenza di perdere la fiducia nell’amore...


LEGGI ANCHE LE PREVISIONI PER IL 2016



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sabato 22 agosto 2015

IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI ?




IL FINE, GIUSTIFICA I MEZZI PER RAGGIUNGERLO ?
Capita spesso Lavorando o anche durante il Tempo Libero
di commettere delle scorrettezze grossolane a discapito
della propria Sicurezza e quella degli Altri.



ECCONE ALCUNI ESEMPI






IL FILO DELLA CORRENTE ELETTRICA NELLA PISCINA
RISCHIA DI FULMINARSI INSIEME AL SUO AMICO












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