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martedì 6 ottobre 2015

Tutta Colpa del Sindaco di Roma, Ignazio Marino



Che Roma viva una fase di enormi difficoltà non è un mistero per nessuno. Altra cosa è però cercare di capire e spiegare perchè ormai da mesi, il sindaco di Roma, eletto con oltre il 60% dei consensi dei romani, sia l’uomo più attaccato dai partiti (tutti), dalle lobby che per 40 anni si sono divorate la
Capitale, dalla stampa (renziana e non), e dal potere che nessuno aveva osato mettere in discussione
finora: il Vaticano. Eppure non poco – ma non quanto basta – è stato fatto per pulire Roma da degrado e malaffare. I risultati non sono ancora visibili: Roma è tuttora sporca e il trasporto pubblico, con l’eccezione della nuova metro C, versa in condizioni più o meno disastrose. Ma è davvero tutta colpa di Ignazio Marino? E perché i suoi maggiori detrattori sono all’interno del suo Partito Democratico? Chi vuole la testa di un sindaco forse colpevole di non essere sufficientemente renziano, troppo a sinistra per chi sogna, alla guida di Roma, magari un esponente del futuro Partito della Nazione? Cerchiamo di capirlo ripercorrendo le fasi e le problematiche che attraversano e tormentano la Città Eterna.

INCIVILTÀ ROMANA
Sia chiaro: se Roma è sporca non è solo colpa di Ama, la municipalizzata che (mal) gestisce la raccolta dei rifiuti. È colpa anche dei tanti cittadini e turisti a cui nulla importa di tenere pulita la città e che gettano ovunque i propri rifiuti. Stesso discorso vale per chi parcheggia sulle strisce pedonali o sui marciapiedi, per chi blocca con la propria auto i passaggi dei disabili, per chi scavalca i tornelli per non obliterare il biglietto, per il conducente di autobus che insulta e minaccia un giornalista che fa il suo lavoro. La puntata dello scorso lunedì di Piazza Pulita su La7 è stato il più duro schiaffo che potesse essere dato ai romani, messi di fronte ai fallimenti di una città al collasso. Un ritratto avvilente di una Capitale – o di una sua parte importante – che che ha fatto dell’illegalità, del malcostume, della violenza – il proprio tratto distintivo.

10 IMPORTANTI DISCONTINUITÀ DELL’AMMINISTRAZIONE MARINO
Partiamo da Malagrotta: la mostruosa discarica è stata chiusa. Lo smaltimento dei rifiuti è passato dai privati – che per anni hanno lucrato su un sistema che ha macinato milioni di euro – al Comune. Ed è stata indetta la prima gara d’appalto pubblica. Inoltre, è raddoppiata la raccolta differenziata. Roma oggi è ancora sporca, ma i risultati promettono dal Comune si vedranno nei prossimi mesi. Vedremo.
Ignazio Marino ha avuto la folle di idea di contrastare il potere della famiglia Tredicine, quella che
gestisce i terribili camion bar che il sindaco ha fatto sgomberare dal Colosseo. Marino ha anche fatto
saltare la Festa di Piazza Navona gestita per decine di anni dai soliti noti del racket ambulante romano.

Una rivoluzione sul tema ambulanti.
Sono arrivate le prime ruspe sul lungomare di Ostia: uno schiaffo alle famiglie che per anni hanno
gestito la cementificazione del litorale romano. E per l’estate 2016 Alfonso Sabella, delegato al
Municipio lidense, promette grandi rivoluzioni. Sono stati pedonalizzati i Fori Imperiali e il Tridente dove sono aumentati del 50% gli introiti dei negozi.
Ignazio Marino ha aperto il libro nero dei vergognosi affitti degli alloggi comunali, in cui vivevano intere famiglie pagando solo poche decine euro al mese in pieno centro. Saranno messi in vendita ben 600 appartamenti.
Marino è certamente visto come il fumo negli occhi dai protagonosti di Mafia Capitale. Gli interessi di personaggi un tempo di casa nelle aule del Campidoglio sono crollati. Ne è dimostrazione il fatto che sia stata imposta al sindaco la scorta, nonostante le sue resistenze. Sono lontani i tempi in cui girava in bicicletta.
Per chi lavora in metro, è stato introdotto il badge da timbrare. Ora la metropolitana funziona peggio
perché i dipendenti si ribellano a questa svolta. Su Atac – la municipalizzata del trasporto urbano – il
problema resta enorme: nonostante il licenziamento di molti dirigenti e un nuovo management credibile resta un servizio scandaloso per la sua mediocrità.
L’ultimo, non certo in ordine di importanza, tra i nemici di Ignazio Marino è colui che nessuno aveva osato sfidare: il Vaticano. Da politico si è battuto a favore del referendum sulla procreazione
medicalmente assistita eterologa e da sindaco ha approvato un atto importante promessso in campagna elettorale: il registro per le Unioni Civili. A giugno, Marino ha patrocinato e partecipato, in prima fila, al gay pride romano. Una scelta che ha provocato aspri scontri con Angelino Alfano, Ministro dell’Interno di un governo (Renzi) che – come tutti quelli che lo hanno preceduto – non ha fatto nulla in tema di riconoscimento della dignità delle coppie gay.

IL GOVERNO RENZI HA ABBANDONATO ROMA
Non è un mistero per nessuno: la sicurezza delle nostre città è solo in parte competenza dei sindaci.
Spetta al governo centrale attraverso il lavoro dei prefetti e delle forze di sicurezza gestite dal Ministro degli Interni. Ma allora perché nei giorni dello scandalo dei funerali al boss Casamonica, tutti si sono lanciati contro il sindaco che non era, tra l’altro, a Roma, ma in vacanza come la gran parte dei cittadini romani ad agosto? Perché nessuno ha accusato il prefetto Gabrielli – che ha poi ammesso le proprie responsabilità? Ma soprattutto perchè nè Matteo Renzi nè il suo ministro degli Interni Angelino Alfano si sono esposti come avrebbero dovuto davanti ad uno scandalo che non era affatto solo romano, ma innanzitutto italiano? Non è un segreto per nessuno il fatto che ci siano zone di Roma – come il quartiere Arco di Travertino abitato dalle famiglie Casamonica – in cui nè le forze dell’ordine nè i giornalisti possono entrare. Quartieri che lo stato centrale ha apertamente deciso di appaltare alle mafie. Perchè un giornalista non può avere la libertà di entrare senza essere cacciato con pietre e minacce di morte, come è avvenuto al cronista di Piazza Pulita? Dove sono le istituzioni che dovrebbero combatterle le mafie, e non fiancheggiarle?


Renzi prosegue nella sua strategia di ri-costruzione del consenso: presenzia quasi ogni settimana agli
eventi di Expo, tra vip e ostentata mondanità, evitando in ogni modo che il suo volto possa essere
associato all’Italia che non funziona. Così, preferisce volare a New York per seguire la finale Pennetta-Vinci, dando forfait all’ultimo minuto alla Fiera del Levante. Forse per non affrontare la contestazione dei sindaci del Salento in guerra con il Governo per la Tap? Stesso discorso per Roma: Renzi non ha mai apertamente affrontato il tema Mafia Capitale, limitandosi a dire: “Marino dimostri di saper governare”.
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GLI APPELLI (POCHI) IN SOSTEGNO DEL SINDACO
In una città per troppi anni governata dai salotti dell’alta borghesia mondana e ultra cafonal, forse non è un male che i cosiddetti intellettuali tacciano. Sono pochi, ma non possono rimanere inascoltati gli
appelli in sostegno del sindaco. “Salvate il soldato Marino. O per lo meno non sparategli alle spalle, se potete”. Suonava così l’appello che numerose personalità della cultura hanno rivolto nelle scorse
settiamne al presidente del consiglio e segretario del Pd Matteo Renzi. A sottoscriverlo c’erano Furio
Colombo, Tana de Zulueta, Gustavo Zagrebelsky. Perché? “Perché tra noi firmatari, persone che
ragionano dall’esterno, fuori dalla politica romana, si è diffusa una notevole preoccupazione vedendo il gioco al massacro che si è aperto dopo Mafia Capitale”.
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LA STAMPA ALL’ATTACCO, CON I RENZIANI IN PRIMA FILA. PERCHE?
Sorprende, ma forse neanche troppo, che al tiro al piccione Marino siano stati e siano tuttora in prima fila numerosi giornalisti, commentatori o interi gruppi editoriali. In primis, i filo renziani del gruppo
l’Espresso. E poi ci sono le star o psudo tali del piccolo schermo. Maurizio Crozza non perde occasione di ironizzare sul sindaco Marino, deriso e descritto come un incopetente marziano di passaggio a Roma, sempre in vacanza. Nessuna gag, stranamente, però è stata riservata al ben più grave volo di stato di


Non è da meno la renzianissima Repubblica. Dopo che l’amministrazione capitolina ha deciso di
pubblicare tutte le spese del sindaco, l’operazione “verità” ha rischiato di trasformarsi in un vero
boomerang. O questo ha cercato di fare un articolo pubblicato sul quotidiano fondato da Eugenio
Scalfari: spese di ordinaria rappresentanza sono state descritte come scandalose ed esagerate, le auto
a noleggio sono diventate “limousine” e cene da 40 euro sono state descritte come lussuose. Il risultato – sorprendente – è stato leggere centinaia di commenti di sostegno al sindaco e di critica verso la

Repubblica.
Ha fatto discutere l’inaspettata difesa di Marino da parte del fondatore del celebre blog Roma fa schifo Massimiliano Tonelli che sui costi di rappresentanza ha detto: “Il sindaco sta spendendo una media di 1800 euro al mese ed è poco. Fa pochi viaggi, poche cene, spende poco per la rappresentanza e il sindaco della Capitale non può permettersi questo. Ha pochi rapporti, deve curare di più le relazioni.

Non mi sta bene che il sindaco viaggi in seconda per risparmiare 40 euro. Deve viaggiare in prima per poter fare incontri di un certo livello”.

Quanto ai tentaivi di certa stampa di denigrare Ignazio Marino attraverso polemiche fondate sul nulla, l’elenco è ormai lungo. La prima era stata la ormai celebre storia della Panda rossa: un episodio
surreale poi rivelatasi infondato che doveva servire ad elininare un sindaco a pochi mesi dall’esplosione del caso di Mafia Capitale. L’ultima macchina del fango è stata costruita in occasione del viaggio del sindaco Marino a Filadelfia nei giorni in cui il papa era in America. È bastata una domanda rivolta a papa Francesco – che conteneva una chiara menzogna – per avviare una nuova ondata di veleni e fango. “Il sindaco Marino … ha dichiarato … che è stato invitato da lei”. La domanda è stata posta dal giornalista di SkyTG24, Stefano Maria Paci e conteneva una affermazione che Marino non ha mai espresso. Parole poi smentite dalla lettera, pubblicata due giorni fa, contenente l’invito ufficiale dell’arcivescovo di Filadelfia, Charles Chaput, datata 29 luglio.
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martedì 4 settembre 2012

BLOG DI CIPIRI: Carlo Alberto Dalla Chiesa

Carlo Alberto Dalla Chiesa


Mafia: Grasso,

 e' stata accertata tutta la verita' su Dalla Chiesa ?

''Tutti gli esecutori materiali dell'eccidio Dalla Chiesa, nonche' i mandati del vertice mafioso sono stati condannati, ma si puo' affermare che tutta la verita' e' stata accertata'? Dobbiamo continuare a indagare per svelare anche dopo anni le trame e i misteri nascosti sulla sua morte''. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha ricordato, nel trentesimo anniversario dell'assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. ''L'immagine delle loro vite - ha aggiunto Grasso - si ferma con un braccio del prefetto sulla moglie, in un vano tentativo di proteggerla e con il capo chino sul parabrezza, unico modo per fargli chinare la testa diranno poi i figli. Ancora oggi provo sentimenti di rabbia e di commozione, ma anche di sgomento e impotenza di fronte all'arrogante violenza mafiosa di quei tempi''.

 Palermo ricorda il generale Dalla Chiesa

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L'esempio di un uomo, l'indifferenza di uno stato

27 settembre 1920
3 settembre 1982

Carlo Alberto Dalla Chiesa,
generale dei Carabinieri, noto per il suo impegno nella lotta contro il terrorismo delle brigate rosse prima e alla mafia poi, di cui sarà vittima,,,

BLOG DI CIPIRI: Carlo Alberto Dalla Chiesa: . L'esempio di un uomo, l'indifferenza di uno stato 27 settembre 1920 3 settembre 1982 Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei Car...

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sabato 19 maggio 2012

Attentato di Brindisi, fiaccolate in tutta Italia

''Colpita al cuore una scuola che portava avanti progetti di legalità''

 Un vero e proprio assassinio ed una volontà di determinare una strage ...
Si parla di vendetta passionale o di mafia ...
Certo è che le coincidenze sono troppe:
- la scuola presa di mira era intitolata a Falcone e Morvillo;
- era in corso una manifestazione antimafia;
- la magistratura brindisina aveva appena sequestrato molti beni dei mafiosi;
- siamo a pochi giorni dalla ricorrenza dell'attentato di Capaci;

 

  L'istituto professionale Francesca Laura Morvillo Falcone, in cui oggi è scoppiato l'ordigno che ha causato morti e feriti tra gli studenti, ha un nome importante, un nome richiamato più volte dagli stessi studenti e insegnanti in varie iniziative per la lotta alle mafie. L'Istituto aveva vinto già nel 2007 il primo premio  nel  ”Concorso sulla legalità” a cura dell'Osservatorio Permanente Giovani Editori con uno spot che ricordava proprio la figura del Giudice ucciso dalla Mafia in sicilia. Nello spot ci sono una serie di primissimi piani che ritraggono degli occhi aperti con al centro una foto in bianco e nero dei giudici Falcone e Borsellino con una frase che recita “Guarda la legalità in faccia”. Il concorso era nato proprio con l'obiettivo di stimolare l'attenzione degli studenti delle scuole superiori di due regioni nel contrasto alla criminalità organizzata e favorire la cultura della legalità. Gli studenti del “Morvillo-Falcone” erano arrivati primi in un concorso tra le scuole di Calabria e Puglia, ed erano stati premiarti in una cerimonia svolta a Roma alla presenza del'ex Procuratore antimafia Pier Luigi Vigna.



ecco LA LOCANDINA!
locandina.pdf
link al gruppo su fb
http://cipiri17.blogspot.it/2012/05/un-fiore-per-melissa-giorno-26-davanti.html

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Attentato di Brindisi, fiaccolate in tutta Italia

 – Ecco gli appuntamenti – Diffondere

19/05/2012
By
Dopo il vile attentato di Brindisi arriva la reazione dei cittadini. Tante le iniziative che stanno nascendo spontaneamente. Ecco le prime
Brindisi ore 18 piazza Vittoria
Milano piazza San Fedele ore 17
Roma 18.30 davanti al Pantheon
Napoli palazzo San Giacomo ore 18.30
Palermo all’Albero di Falcone (via Notarbartolo) ore 16 e poi ore 20 presidio davanti la scuola giovanni falcone
Catania davanti prefettura ore 17
Verona – Sit-in in Piazza dei Signori (Piazza Dante) ore 18.00
Perugia – Piazza IV Novembre – ore 18.00
Firenze presso Biblioteca Nazionale ore 20
Napoli Palazzo San Giacomo
Brescia, ore 19 piazza della Loggia
Sassari alle 18 in piazza Castello
Padova ore 19 davanti al Comune
Genova ore 17 Piazza De Ferrari
Ancona  ore 18.00 Piazza Salvo D’Acquisto
Fano (pu) ore 21,00 piazza xx Settembre
Pescara ore 17,30 presidio in Piazza Sacro Cuore, dalle 21,00 in Piazza Salotto
Forte dei Marmi ore 15 in piazza falcone e borsellino
Trapani alle 22, davanti Palazzo Cavarretta
Molfetta, altezza Liceo Classico, appuntamento con sit-in alle 19.00
San Benedetto del Tronto, ore 19, di fronte al Comune
Capaci ore alla casetta “No mafia”
Macerata ore 19, piazza della Libertà
Pavia 17,30 presidio in piazza della Vittoria
Parma ore 18:30 in piazza Garibaldi
Vicenza, 16.30 davanti al palazzo del comune, vestiti di bianco
Terlizzi (BARI) ore 19:00 piazza Cavour

Certamente non possiamo essere che sconvolti per la morte della ragazza uccisa da una bomba a Brindisi,la scuola è una parte importante di tutti noi, mandare i figli a scuola vuole dire vivere la normalità quindi questo vile attentato colpisce la quotidianità di noi tutti.
Ma tralasciamo la parte emotiva o le esecrazioni dettate dal vile gesto e domandiamoci a chi giova?
Alla mafia ? ma veramente possiamo credere che un organizzazione spietatamente lucida come la mafia si esponga ad una risposta repressiva che sarà durissima? Poi perché esporsi a questo senza trarne nessun vantaggio neanche apparente o calcolato…
Quando un organizzazione criminale uccide un magistrato un poliziotto un uomo del sistema o delle istituzioni mette in conto anche la successiva repressione e le perdite che subirà ma pensa più o meno erroneamente che il gioco vale la candela ….la vittima o le vittime potevano causare con il loro operato maggiori danni all’organizzazione di quelli che può provocare l’inevitabile risposta repressiva.
Allora LUCIDAMENTE domandiamoci ;CUI PRODEST ? io non lo so ma so con certezza che davanti a questo gesto apparentemente inspiegabile la gente tende ad identificarsi con le istituzioni esistenti a non vedere le magagne presenti all’interno delle istituzioni, si invocherà l’unità nazionale, si stigmatizzerà chi continua a dire che questa casta và cacciata…se lo chiedi ti accuseranno di volere indebolire le istituzioni in un momento in cui il paese è sotto attacco terroristico mafioso e allora a chi giova forse lo intuiamo una cosa però rasenta la certezza non si fermeranno qui , crisi economica devastante e atti di terrorismo che colpiscono direttamente la popolazione faranno accettare alla gente  qualunque cose dalla sospensione delle garanzie democratiche ad una repressione militare durissima di qualunque forma di dissenso, al rinvio delle elezioni o al presentarsi al voto di schieramenti che in tempi normali avrebbero creato ripulsa e che invece in un clima di terrore potrebbero essere accettati e  votati da molti cittadini  …la strategia della tensione non è stata un invenzione giornalistica ricordiamocelo.

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sabato 3 luglio 2010

Perquisite case Ciancimino in tutta Italia

Perquisite case Ciancimino in tutta Italia: nei manoscritti trovati nomi di Berlusconi e Dell'Utri



Palermo. La Dia sta effettuando una serie di perquisizioni in abitazioni di Massimo Ciancimino, il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito, che sta rendendo dichiarazioni sulla trattativa tra Stato e mafia.
L'iniziativa è stata disposta dalla Dda di Caltanissetta. Al settaccio
degli investigatori ci sarebbero le case di Palermo, Bologna, Cortina e
Roma di proprietà del testimone e alcuni immobili intestati ai
familiari di Ciancimino come la moglie, la madre, la sorella e il
fratello. In particolare i pm cercherebbero documenti utili
all'identificazione del misterioso signor Franco, l'agente dei Servizi
che avrebbe partecipato alla trattativa di cui il teste ha lungamente
parlato. Lo 007 non è stato ancora identificato. Secondo quanto appreso
dall'ANSA, nel corso della perquisizione effettuata a casa della
sorella di Ciancimino, Luciana, sarebbero stati trovati documenti
autografi dell'ex sindaco in cui si fa riferimento agli imprenditori
mafiosi palermitani Franco Bonura e Nino Buscemi. Nei manoscritti
sarebbero contenuti anche i nomi del senatore del Pdl Marcello
Dell'Utri e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ciancimino,
durante il processo al generale dell'Arma Mario Mori, aveva raccontato
di avere appreso dal padre che capitali della società Lurano, intestata
ai due imprenditori, sarebbero confluiti in aziende del Nord, collegate
al gruppo Fininvest. La perquisizione è stata disposta nell'ambito
dell'inchiesta sulla strage mafiosa del '92, in cui venne ucciso il
giudice Borsellino, riaperta un anno fa dalla Procura nissena che cerca
di fare luce sul presunto coinvolgimento di pezzi dei Servizi
nell'eccidio. La notizia delle perquisizioni è stata anticipata dal
sito de L'Espresso.

http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=29415&Itemid=48

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