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lunedì 26 novembre 2012

Anonymous attacca i fascisti di Casapound


Anonymous ha colpito Casapound, i "fascisti del terzo millennio". Una "vendetta telematica" che ha ATTACCATO il sito dei militanti di estrema destra, ospitato sul server "Vivamafarka", che risulta in manutenzione. Gli attivisti italiani della rete hanno diffuso un comunicato in cui scrivono a tutti i cittadini, i ragazzi, i lavoratori, i migranti per denunciare l'esistenza del "razzismo e dell'autoritarismo" che in Italia avrebbe la sua "roccaforte" in Casapound. "Settimane fa - rivendicano - abbiamo attaccato Radiobandieranera (emittente dell'occupazione non conforme in via Napoleone III e delle sue costole regionali). Oggi Anonymous chiude casapounditalia.org, contro ogni fascismo e  ogni razzismo. Domani, vogliamo che venga chiusa Casapound. Siamo Anonymous, siamo Partigiani".

Il blog ufficiale di Anonymous Italia


http://anon-news.blogspot.it/
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lunedì 30 aprile 2012

LUXOTTICA attacca le banche e denuncia la speculazione


LUXOTTICA
 attacca le banche 
e  denuncia la speculazione.

E’ il nostro fiore all’occhiello. E’ forse l’unica grande azienda italiana, leader planetario nel suo specifico settore merceologico, ad essere virtuosa, solida, in espansione.
L’azienda non ha mai visto uno sciopero, né uno scorporo, né proteste.

Si chiama LUXOTTICA. Produce lenti per occhiali e li vende in tutto il mondo. Tra i suoi clienti più famosi la polizia stradale della California (i celeberrimi CHIPS) l’esercito cinese, tutta la linea occhiali di Christian Dior e Yves Saint Laurent. Produce in Italia e vende in Cina.

Il suo proprietario e fondatore, Leonardo Del Vecchio, nato nel 1935 a Milano, è poco noto alla massa degli italiani. Ma il suo nome è un mito in Usa, Germania, Gran Bretagna, Cina.

La sua frase più recente? “Non investiamo neppure un euro nella finanza, perché noi sappiamo come produrre, come inventare mercato, avendo come fine la ricchezza collettiva della comunità, altrimenti questo lavoro non avrebbe senso”.

“Basta con i manager mitomani finanzieri” ha detto al giornalista Daniele Manca in una esplosiva intervista pubblicata sul corriere della sera qualche giorno fa, non a caso, in Italia, volutamente passata sotto silenzio e rimasta priva del dibattito che avrebbe meritato.

Ma non all’estero.

Oltre ad essere il maggior azionista di Luxottica è un importantissimo grande azionista di Unicredit e soprattutto le assicurazioni Generali. Data la sua posizione è sempre stato nel consiglio direttivo del colosso assicurativo. Tre giorni fa (ed ecco perché ne parliamo e lui ha deciso di parlarne al pubblico) si è dimesso, se n’è andato sbattendo via la porta, con un clamoroso atto d’accusa...
E’ impietoso, Del Vecchio. Picchia duro. E se lo può permettere.
E parlando al canale televisivo di Bloomberg, quando un giornalista americano gli ha fatto la domanda da 1 milione di dollari “Lei come si pone rispetto all’articolo 18 che in Italia è il punto dolente nello scontro tra imprenditori e lavoratori?” ne è uscito in maniera impeccabile. Ha risposto: “Un dibattito inutile, fuorviante. Personalmente, ripeto “personalmente” non mi riguarda. Su 65.000 lavoratori italiani che pago ogni mese, non c’è nessuno, neppure uno che rischia il licenziamento. Che ci sia l’art.18 così com’è, che venga abolito, modificato, cambiato, per me è irrilevante. La mia azienda funziona e ogni imprenditore -parlo di quelli veri- ha come sogno autentico quello di assumere e non di licenziare. Il paese si rialza assumendo non licenziando. E la colpa è delle banche”.

“Finchè Unicredit e le Generali facevano le banche andava bene. Poi si sono buttati nella finanza e hanno perso la testa. Ho visto sotto i miei occhi trasformarsi Profumo. Partecipazioni, fusioni, investimenti a pioggia inutili e perdenti, con l’unico fine di agguantare soldi veloci e facili invece che produrre impresa con l’unico risultato di ottenere perdite colossali e bonus di uscita per diverse decine di milioni di euro. Le banche italiane hanno perso la testa. affonda”.

Del Vecchio spera e auspica che Monti intervenga molto presto nel settore che lui (e Corrado Passera) conoscono molto ma molto bene: banche e finanza italiane. E propone di far applicare un codice ferreo di regolamentazione comportamentale che imponga a tutti gli amministratori delegati di banche, fondazioni e aziende, di riferire come usano i soldi.
S.G.
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lunedì 12 marzo 2012

ANONYMOUS, HA ATTACCATO IL VATICANO




ANONYMOUS, HA ATTACCATO IL VATICANO! 
UN’AGENZIA DI SICUREZZA USA RENDE PUBBLICO UN REPORT SULLE FASI E SULLE STRATEGIE UTILIZZATE DAI CYBERATTIVISTI CONTRO LO STATO CATTOLICO. CHE AVREBBE SISTEMI DI DIFESA PIÙ POTENTI DELL’FBI -

 IL ‘’NEW YORK TIMES’’ SVELA UN ATTACCO AVVENUTO NELL’AGOSTO 2011 E DURATO 25 GIORNI, NEL PERIODO IN CUI IL PAPA SI TROVAVA IN SPAGNA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ, UNO DEI MOMENTI DI MASSIMA VISIBILITÀ PER IL VATICANO.

 PROPRIO PER QUESTO ANONYMOUS PENSÒ DI COLPIRE IL SITO ORGANIZZATORE DELLA GIORNATA NELL’OTTICA MANDARE A MONTE L’EVENTO STESSO E RICHIAMARE L’ATTENZIONE SUI PROBLEMI IRRISOLTI DEGLI ABUSI SESSUALI AI MINORI DA PARTE DI ALCUNI SACERDOTI
 - MA I SITI DELLO STATO PONTIFICIO RESSERO BENE ALL’ATTACCO PERCHÉ IL VATICANO AVREBBE FATTO DEI GROSSI INVESTIMENTI IN TERMINI DI SICUREZZA. QUELLI CHE VERREBBE DA PENSARE SONO MANCATI, ADDIRITTURA, AL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA AMERICANO E ALL’FBI -
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giovedì 4 febbraio 2010

Nucleare. Il Governo attacca le Regioni

Nucleare. Il Governo attacca le Regioni

Eleonora Formisani


Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l'installazione di impianti nucleari. Il Governo cerca di frenare la crescente opposizione all'atomo di molte Regioni. Vendola: «La Puglia sarà la regione più disobbediente d’Italia»
Centrale-nuclearejpg

«Ci sono molte imprese che non sono più in grado di sopportare l’eccessivo costo dell’energia elettrica in Italia. Se avessimo una quota di energia nucleare non avremmo questi problemi, i posti di lavoro sarebbero tutelati e potremmo eliminare uno dei fattori più importanti che riducono la competitività del Paese». A dirlo, pochi giorni fa [31 gennaio] in una intervista all’Unità era Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico.
Ed ecco che oggi arriva la notizia: il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro Scajola, ha deciso di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che, di fatti, impediscono l’installazione di impianti nucleari nei loro territori. «L’impugnativa delle tre leggi è necessaria per questioni di diritto e di merito», ha dichiarato il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola. Continua il ministro: «Le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato [produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica] e non riconoscono l’esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell’ambiente della sicurezza interna e della concorrenza [art. 117 comma 2 della Costituzione]». E infine aggiunge: «Non impugnare le tre leggi – continua – avrebbe costituito un precedente pericoloso perché si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione di infrastrutture necessarie per il Paese».

Il Governo cerca di frenare un’opposizione sempre più crescente da parte delle Regioni al decreto legislativo che individua i nuovi impianti. La scorsa settimana infatti dalla Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Lazio, Umbria, Toscana, Marche, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Sicilia, Sardegna e dalla Campania è arrivata la bocciatura al decreto attuativo. Il parere negativo è stato dato tranne che da Veneto e dal Friuli Venezia Giulia [anche se oggi il presidente della Regione Renzo Tondo ha ribadito che il Friuli Venezia Giulia non ha alcuna intenzione di insediare impianti nucleari sul proprio territorio]; la Lombardia si è astenuta in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale, alla quale hanno presentato ricorso undici Regioni.

Per Legambiente quello del Governo non sarebbe altro che « un atto che mira a frenare preventivamente ulteriori decisioni regionali in tal senso’», Così ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, che continua «E’ assurdo che un Governo che ha fatto del federalismo la sua bandiera continui invece a centralizzare in modo arrogante e militarista le decisioni inerenti alle politiche energetiche, in totale spregio della Costituzione, delle scelte regionali e delle opinioni dei cittadini».

Secondo il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli « Quello che il governo ha fatto è un atto da regime direi anche fascista. Uso queste parole – ha spiegato – perché quando un governo impugna leggi fuori dalla Costituzione solo perché le leggi che le Regioni hanno fatto non sono in coerenza con i principi e le volontà politiche ed ideologiche di questo governo, siamo fuori dalla democrazia in questo paese». E aggiunge: «E’ necessaria una grande ribellione da parte dei cittadini a un governo che ha deciso, per portare le centrali nucleari nel nostro paese, di utilizzare anche l’esercito»

«Sul nucleare si sta aprendo un conflitto istituzionale e la posizione del governo denota “una grande debolezza”», commentano i senatori del Pd, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante.

E sulla questione non poteva mancare l’intervento di Niki Vendola, neocandidato per il centrosinistra alla Regione Puglia, che pochi giorni fa ha promesso battaglia contro le centrali nucleari nella sua regione, ha ribadito che la Puglia «sarà la regione più disobbediente d’Italia e continuerà a dire no al nucleare».q
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