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domenica 25 novembre 2018

Azioni Politiche del Governo Legittimate dal Voto degli Ignoranti

Azioni Politiche del Governo Legittimate dal Voto degli Ignoranti


Monti senza vergogna  

Che agli apologeti del pensiero unico globalista il sistema democratico fosse gradito soltanto fino a che il popolo avesse concesso loro il proprio consenso era abbastanza chiaro. Ce ne eravamo resi conto già quando Donald Trump, contro ogni pronostico, conquistò la Casa Bianca: allora tutti i difensori – a correnti alternate – del suffragio universale e del sistema democratico accusarono il popolo di non saper votare, di aver scelto la parte sbagliata per ignoranza e, per ciò stesso, perché fagocitato dalla propaganda populista. Il grave errore dei globalisti è stato proprio quello di non essersi interrogati sulle ragioni della loro progressiva decadenza e sulla natura del fronte in ascesa, appunto quello populista, sovranista e identitario. Essi hanno scelto la via della tracotanza, convinti forse di poter porre argine a un fenomeno qualificato come passeggero. Arroccati nelle loro posizioni, non hanno saputo comprendere che l’avanzata di chi lotta per il riscatto dei popoli dalle catene della flessibilità, della competitività e dell’omologazione non può essere arrestata da chi continua ostinatamente a difendere l’interesse delle élites e dei mercati. Il fenomeno non è passeggero e il progetto politico populista non è affatto evanescente, ma concreto e coraggioso.

Ciò detto, è surreale che i più intransigenti difensori della democrazia trovino oggi il coraggio di offenderla etichettando come ignorante chiunque non sia schierato a difesa del pensiero unico. L’ultima ripugnante invettiva contro il popolo italiano è stata scagliata pochi giorni fa dal professor Mario Monti nel corso della trasmissione Otto e mezzo, in onda su La7: “Penso che la politica sia di qualità tanto migliore quanto più responsabile è la popolazione di un paese, quanto più ha un grado abbastanza buono di istruzione e quanto più si rende conto delle conseguenze che ci sono tra atti di oggi e conseguenze di domani”. Ignoranza e irresponsabilità dunque. Una narrazione profondamente offensiva e irriguardosa. Quando poi a propagandarla sono proprio i democratici e gli antifascisti, la cosa fa ancora più sorridere – si fa per dire, naturalmente.

Che poi una domanda sorge spontanea: ma questi elettori ignoranti ed irresponsabili che oggi sostengono i populisti cinque anni fa chi votavano? A chi sono andati i voti persi da sinistri e globalisti vari? Forse anche l’ascesa di questi ultimi era stata consentita dal voto degli stessi che oggi vengono pesantemente attaccati e offesi? No, signori, l’ignoranza non ha avuto nessuna parte. I meno istruiti votavano ieri e continuano a votare oggi. È la democrazia, perché anche i meno istruiti hanno i loro bisogni, capite? Se il populismo trionfa è perché il popolo e i suoi interessi sono stati traditi, perché i diritti sono stati massacrati nel nome della flessibilità e della competitività e perché la difesa dell’interesse nazionale è stato sacrificato a tutto vantaggio della globalizzazione. 
Quando riuscirete a capirlo, sarete già scomparsi.

Giuseppe Scialabba



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venerdì 23 settembre 2016

No Fertility Day, sì asili e lavoro



No Fertility Day, sì asili e lavoro






Ministra Lorenzin,

Siamo cittadine e cittadini preoccupati e indignati dall'iniziativa Fertility Day, che lei sta promuovendo per incoraggiare le nascite in Italia.

È vero che abbiamo il tasso di natalità più basso d’Europa, che aumenta l’età per avere il primo figlio e che ci sono problemi di fertilità nostro Paese. 

Ma la risposta che la sua iniziativa offre - a una questione tanto complessa e delicata - ci sembra superficiale e fuorviante, perché la affronta come se si trattasse di mancanza di informazione o peggio di volontà, Senza contare l'avere ignorato quanti non fanno figli perché non possono e quanti vivono nuove realtà famigliari, etero e omosessuali.

Riteniamo che per incoraggiare le nascite e sostenere le coppie a fare figli in realtà servano vere politiche per la famiglia, servizi adeguati come in altri Paesi europei: dalla maggiore efficienza dei trasporti all'accessibilità degli asili nido, dalla qualità della sanità pubblica alle migliore conciliazione vita-lavoro, con leggi che non discriminino le madri e non rendano il lavoro eternamente precario.

Serve un impegno serio da parte di tutte le istituzioni, da quelle nazionali ai Comuni, con risposte chiare alla domanda di famiglia che oggi gli italiani rivolgono alla politica. 

Per questi motivi, le chiediamo di ritirare l'iniziativa Fertility Day e di riconsiderare l'evento del 22 settembre.Grazie.

GUARDA IL VIDEO QUI :  https://www.facebook.com/SignorinaEffe/videos/1231892153518535/


SE SEI DACCORDO CON NOI 
FIRMA QUI : http://www.progressi.org/fertility?
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domenica 11 ottobre 2015

Stop TTIP Settimana di Azione Globale Raccoltafirme


Stop TTIP, Stop Austerità: 
al via la settimana di azione globale

Il TTIP è un accordo - segreto - di libero scambio tra Ue e Stati Uniti per eliminare gli ostacoli al libero commercio. Il piccolo grande particolare è che "gli ostacoli" al libero scambio sono le regole per la tutela dell’ambiente, della salute, dei consumatori, dei lavoratori. Praticamente, una multinazionale, grazie al TTIP, potrà inquinare, bistrattare i lavoratori e ingannare i consumatori anche se le leggi del Paese in cui operano lo vietano. Non ne beneficerà l'Europa e tantomeno i suoi cittadini, solo le multinazionali. Per questo vedere così tanta gente a Berlino che manifesta contro, in questa brutta giornata, è una piccola buona notizia. #stopTTIP
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giovedì 8 novembre 2012

De Magistris: elezioni politiche con Lista arancione


De Magistris candida la lista arancione alle prossime elezioni politiche

Lista arancione, De Magistris: “Ingroia candidato? Non lo escludo”

Il sindaco di Napoli conferma che il suo movimento si presenterà alle politiche. E sul pm di Palermo dice: "Farlo ministro della Giustizia? Rispetto a Mastella sarebbe da stappare una bottiglia di champagne. E' come se uno mi chiede se voglio ministro del Lavoro Landini o la Fornero"

Il plauso di Paolo Ferrero - Ovviamente da soli a così poco tempo dal voto non si va molto lontani, e lo sa bene il sindaco di Napoli che intervistato a “Comincio lunedì” ha spiegato “gli alleati dipendono dalla legge elettorale” precisando però che le possibile unioni sono “o in una coalizione ampia di centrosinistra o di sinistra e basta”. Probabilmente la scelta potrebbe ricadere più sulla seconda alternativa visto le parole poco lusinghiere riservate da De Magistris al Pd. “Le loro primarie non mi interessano, neanche andrò a votare perché mi sembrano un confronto personale, non politico” ha spiegato il sindaco di Napoli che invece vorrebbe una maggiore discontinuità con l'attuale governo Monti. Chissà che non la possa trovare più nelle sinistra viste le parole di apprezzamento alla lista espresse dal segretario nazionale di Rifondazione comunista Paolo Ferrero. “Ho molto apprezzato le parole di Luigi de Magistris sulla necessità di costruire una lista o una coalizione di liste alternative e di sinistra per le prossime elezioni perché occorre costruire una lista che aggreghi tutte le forze che si oppongono al governo Monti” ha spiegato il leader della federazione della sinistra.

http://www.luigidemagistris.it/
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sabato 18 agosto 2012

Le contorsioni politiche di Amnesty International



Amnesty per l’occupazione?

Ashley Smith spiega cosa c’è dietro le contorsioni politiche di Amnesty International

La maggior parte delle persone associa Amnesty International con la lotta alla tortura, la protesta contro la pena di morte e l’impegno per la liberazione dei prigionieri politici. Conosciuta per queste importanti campagne, nell’ultimo decennio Amnesty si è opposta alla guerra in Iraq e ha chiesto la chiusura del campo di reclusione americano presso la Baia di Guantanamo, a Cuba.
Pertanto, gli attivisti contro la guerra presenti a Chigago durante il vertice della NATO dello scorso Maggio sono stati scioccati dal vedere che Amnesty International USA ha ricoperto le fermate degli autobus cittadine con manifesti che recitavano: “Diritti Umani per le donne e le ragazze in Afghanistan: NATO, sostieni il progresso!”.
Ancora peggio, Amnesty USA ha organizzato di sua iniziativa un “vertice ombra” in contemporanea con quello della NATO, ospitando Madeleine Albright, il famigerato Segretario di Stato di Bill Clinton, che sarà sempre ricordata per la sua cinica risposta alla domanda – postale durante la trasmissione 60 Minutes – circa le sanzioni contro l’Iraq degli anni novanta. Il corrispondente Lesley Stahl chiese, “Abbiamo sentito che mezzo milione di bambini sono morti. Sono ancora di più di quelli morti a Hiroshima. Ne valeva la pena?”, la Albright rispose “Penso sia stata una scelta molto difficile, ma crediamo ne valesse la pena”.
Con una vera e propria criminale di guerra quale sua relatrice speciale, il vertice ombra di Amnesty USA ha lanciato una campagna come se auspicasse una estensione dei “buoni lavori” della NATO in Afghanistan. I suoi relatori e i materiali promozionali riciclavano la giustificazione “femminista” dell’invasione e dell’occupazione militare tipica di George Bush – che la NATO avrebbe liberato le donne dall’oppressione dei Talebani.
Amnesty USA dice in una “Lettera aperta ai presidenti Obama e Karzai”: “Oggi, tre milioni di ragazze vanno a scuola, in confronto praticamente a nessuna sotto i Talebani. Le donne costituiscono il 20% dei laureati. La mortalità materna e quella infantile sono diminuite. Il 10% di giudici e procuratori sono donne, rispetto a nessuna durante il regime dei Talebani. Questo è ciò che intendiamo per progresso: i miglioramenti per i quali le donne hanno lottato durante l’ultimo decennio”.
Si faccia un confronto con la propaganda della NATO: “In dieci anni di collaborazione, le vite di uomini, donne e bambini afghani sono migliorate significativamente per quanto riguarda la sicurezza, l’educazione, la cura della salute, il benessere economico e il rispetto di diritti e libertà. C’è da fare di più, ma siamo determinati a lavorare insieme per assicurare il sostanziale progresso che abbiamo realizzato nel passato decennio”.
Semplicemente non c’è alcuna differenza.

La verità sulle donne durante l’occupazione della NATO
Queste affermazioni sono ridicole. L’occupazione NATO dell’Afghanistan ha sviluppato un regno del terrore nei confronti di tutta la popolazione del Paese, infliggendo repressione, attaccando le feste di matrimonio e appoggiando il Presidente burattino Hamid Karzai e il suo corrotto regime di signori della guerra.
Anche il New York Times ammette che non c’è stato praticamente alcun sviluppo. Un suo editoriale riporta: “Secondo la Banca Mondiale, circa il 97% del PIL dell’Afghanistan, pari a 15,7 miliardi di dollari, viene dall’aiuto internazionale militare e allo sviluppo e dalle spese effettuate nel Paese dalle truppe straniere.”
Ogni affermazione di funzionari statunitensi o della NATO circa il miglioramento delle condizioni degli afghani dovrebbe essere valutata con profondo sospetto. Nella più recente esposizione delle loro bugie circa lo sviluppo, un’ìnchiesta del Congresso ha rivelato che l’ospedale Dawood, finanziato dagli USA, ha imprigionato i suoi pazienti in “condizioni stile-Auschwitz”. Come ha riferito Democracy Now!: “Fonti anonime dell’Esercito hanno diffuso fotografie scattate nel 2010 che mostrano pazienti severamente trascurati, affamati all’ospedale Dawood, considerato il gioiello della corona del sistema sanitario afghano, dove è trattato il personale militare del Paese. Le foto mostrano pazienti molto emaciati, alcuni sofferenti di cancrena e ferite infestate da vermi”.
Le condizioni delle donne in Afghanistan non costituiscono un’eccezione a questo quadro generale. Né la NATO né il regime di Karzai hanno migliorato i diritti delle donne – Karzai ha firmato una normativa che conferisce ai mariti il potere di costringere a far sesso e privare di cibo le proprie mogli. Come Sonali Kolhatkar, fondatrice della Missione delle Donne Afghane, e Mariam Rawi, dell’Associazione Rivoluzionaria delle Donne dell’Afghanistan, hanno scritto: “Sotto i Talebani, le donne erano confinate nelle proprie case. Non veniva loro permesso di lavorare o frequentare la scuola. Erano povere e senza diritti. Non avevano accesso all’acqua pulita o alle cure mediche, ed erano costrette ai matrimoni, spesso ancora bambine. Oggi, nella maggior parte dell’Afghanistan le donne vivono nelle stesse precise condizioni, ma con una notevole differenza: sono circondate dalla guerra.”
Dopo più di un decennio di occupazione militare, l’aspettativa media di vita per le donne afghane è pari a 51 anni. Il Paese è ultimo al mondo nella classifica della mortalità sia materna che infantile. L’UNICEF riferisce che il 68% dei bambini con meno di cinque anni soffre di malnutrizione.
Con l’inizio delle operazioni di controguerriglia volute da Obama, le condizioni per le donne sono drammaticamente peggiorate, non migliorate. “Il conflitto alle soglie di casa” scrivono Kolhatkar e Rawi “mette in pericolo le loro vite e quelle delle loro famiglie. Non porta loro diritti nell’ambito domestico o nella vita pubblica, e le rinchiude ulteriormente nella prigione costituita dalle loro stesse abitazioni”.
Ecco perché Malalai Joya, ex membro del Parlamento afghano, presume che l’unica buona cosa che USA e NATO possano fare è andarsene dal suo Paese. In una dichiarazione durante la dimostrazione contro il vertice NATO, ella ha detto: “In Afghanistan abbiamo molti problemi – il fondamentalismo, i signori della guerra, i Talebani. Ma avremmo una migliore probabilità di risolverli se avessimo la nostra auto-determinazione, la nostra libertà, la nostra indipendenza. Le bombe della NATO non daranno mai democrazia e giustizia all’Afghanistan o a nessun altro Paese”.

Per chi conosce l’inglese, la lettura può continuare qui.
Scoprirà, fra le altre cose, che lo scorso mese di Gennaio è stata designata quale nuovo direttore esecutivo di Amnesty International USA la signora Suzanne Nossel, fresca da un incarico al Dipartimento di Stato di Hillary Clinton, paladina dell’”interventismo umanitario” insieme a Samantha Power, Susan Rice e la stessa Clinton.
Non prima di essere stata assistente dell’ambasciatore USA presso l’ONU Richard Holbrooke ai tempi dei bombardamenti della NATO sull’ex Jugoslavia e direttore operativo di Human Rights Watch (HRW), nonché di aver inventato il termine “smart power”, assunto da Hillary Clinton quale parola d’ordine della politica estera a stelle e strisce durante l’amministrazione Obama.
http://byebyeunclesam.wordpress.com/


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giovedì 12 marzo 2009

Medicina Democratica, Politiche Antidroga




5° Conferenza Nazionale sulle Politiche Antidroga 12-14 marzo 2009 Trieste

Sessione su “ Aspetti etici e antropologici nelle dipendenze”

“ DALLE DIPENDENZE PATOLOGICHE ALLA PARTECIPAZIONE: come rompere con l’ipocrisia”

a cura del dr. Fernando Antonio (Tonino) d’Angelo Regione Puglia



Intervento di Tonino D’Angelo, Presidente di Medicina Democratica, alla 5° Conferenza Nazionale sulle Politiche Antidroga 12-14 marzo 2009 Trieste


“ Fare i cittadini è il modo migliore di esserlo. Non sudditi ,ma padroni di casa della Repubblica”

DALLE DIPENDENZE PATOLOGICHE ALLA PARTECIPAZIONE”

Occorre rispondere alle seguenti domande:
Quale è oggi lo “Statuto” giuridico delle persone con dipendenza patologica ?
Quale è il rapporto tra Medicina ufficiale e riduzione del danno ?
Quale Etica del quotidiano in un progetto di vita, che non consente deleghe?
Quale modo strategico per una società solidale per una convivenza civile tra le diversità?

...PER UN APPROCCIO STORICO-ANTROPOLOGICO che ci faccia almeno rompere con alcune “certezze” ....



LE TUE....LE MIE DROGHE? Le droghe sono, in genere, intrinsecamente funzionali a una delle più profonde esigenze umane, quella di sperimentare stati diversi e più allargati di coscienza;in virtù di questa loro valenza e potenzialità, esse sono presenti all’interno di tutte le culture umane. Se il loro consumo non è mai liberalizzato, è perché il “Potere” non può mai liberalizzare l’accesso alla dimensione del “meraviglioso”, potenzialmente eversiva di qualsiasi ordine costituito . Inoltre le droghe si prestano ottimamente a tutta una serie di strumentalizzazioni gestite dai gruppi dominanti:possono diventare funzionali alle esigenze della produttività e del controllo sociale;possono essere vietate e servire da pretesto per criminalizzare il gruppo sociale che le consuma;possono servire a costruire operazioni di imperialismo economico e culturale. Il rapporto con le droghe vissuto dalla nostra società è altamente drammatico:adoperiamo, in genere, le droghe più pericolose-superalcolici, droghe di sintesi-secondo le modalità di consumo più compulsive, degradate ed umilianti. Questo dipende semplicemente dal fatto che siamo la società più contraddittoria e violenta che sia mai comparsa sulla scena di questo Pianeta..... E quindi abbiamo le droghe e le modalità di consumo delle droghe che ci meritiamo.....

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