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sabato 30 marzo 2019

No al Congresso-Vergogna sulla Famiglia

No al Congresso-vergogna sulla famiglia


“Noi, femministe di tutto il mondo, 
invaderemo Verona per dire no al Congresso-vergogna sulla famiglia”
Le attiviste di Non Una Di Meno : "Risponderemo all'ondata reazionaria e sovranista con una tre giorni di incontri e dibattiti sui diritti. Ci saranno attiviste da tutto il mondo"

No al Congresso-vergogna sulla famiglia

Carlotta prende un treno da Milano. Paola si muove da Roma. Giulia a Verona ci vive. Tutte sono parte della rete femminista Non Una Di Meno e tutte parteciperanno alla protesta contro il Congresso mondiale delle famiglie (Wcf), l’appuntamento che riunisce movimenti anti-abortisti, anti-femministi e anti-Lgbtqi di tutto il mondo. Una tre giorni, dal 29 al 31 marzo, di convegni, incontri, dibattiti e presentazioni in piazza organizzata per parlare di diritti delle donne e rispondere politicamente, e personalmente, alle tematiche affrontate dal World Congress of Families.

Il Wcf arriva quest’anno alla sua tredicesima edizione. La prima volta si era tenuto a Praga nel 1997, l’ultima era stata organizzata a Madrid nel 2012. È il più importante meeting internazionale di gruppi no-choice e contro le soggettività lesbiche, gay e trans. I gruppi che si identificano con la sua ideologia promuovono la famiglia eteropatriarcale come la sola unione possibile e si esprimono contro l’aborto e la libertà di scelta delle donne, contro i diritti riproduttivi e lgbtqi, contro i matrimoni gay e contro il divorzio, gli studi di genere e l’immigrazione.

“Quando è stato annunciato il Congresso, il nodo territoriale di Non Una Di Meno si è sentito subito chiamato in causa. Lavoriamo sul territorio da molto tempo: era ottobre e avevamo appena organizzato la reazione contro la mozione per rendere Verona una ‘città a favore della vita’, poi approvata dal consiglio comunale”, spiega  Giulia.

Nell’aula in cui si discuteva, le attiviste di Nudm avevano indossato i vestiti delle ancelle di The Handmaid’s Tale ed erano state allontanate. A “Verona Città Transfemminista”, questo il nome assegnato alla mobilitazione, si è arrivati con un percorso costruito attraverso assemblee pubbliche alle quali hanno partecipato “attiviste e altri movimenti della società civile, 
ognuno con le sue specificità”.

“Abbiamo avuto un grande riscontro anche da parte di persone che non si dicevano esplicitamente attiviste e femministe, come se avessimo creato un percorso. Ma Verona rimane una città difficile. Non è un caso che il Congresso sia organizzato qui, con l’amministrazione comunale che ha alle spalle un percorso politico chiaro”. L’amministrazione è una delle co-organizzatrici del Congresso e il sindaco Federico Sboarina ha messo a disposizione gratuitamente la sede dell’incontro.

Non Una Di Meno ha organizzato un corteo, con partenza sabato dalla stazione di Porta Nuova. E poi convegni e laboratori con ricercatrici europee, performance teatrali, spazi per bambini e bambine, e laboratori in piazza per insegnanti contro sessismo e razzismo.

Sarà proiettato il documentario Aborto le nuove crociate, prodotto dalla tv franco-tedesca Arte, sugli attacchi a livello internazionale alle leggi che regolano l’aborto. “Vogliamo ribattere ai punti che saranno discussi dal Wcf. Abbiamo pensato che se loro rimangono chiusi in un palazzo, noi invece invadiamo la città. E  con noi ci sono attiviste che vengono da tutto il mondo, come Marta Dillon di Ni Una Menos Argentina”.

E dalla Polonia, Croazia, Regno Unito, Paesi Bassi. Dalla Francia e dall’Olanda. Dall’Irlanda, Germania e Bielorussia. “Per rispondere a livello internazionale a un’ondata sovranista, è necessario che i movimenti femministi rafforzino i legami tra loro 
e che discutano insieme le pratiche da adottare”, aggiunge Giulia.

A Verona Paola ci arriva da Roma. Il gruppo territoriale di Nudm parte in pullman e per il viaggio si può fare un’offerta libera. Chi può acquistare uno o più biglietti, li mette a disposizione di chi ne ha bisogno. Come un caffè sospeso. Nella riunione territoriale che si è tenuta la scorsa settimana, sono stati decisi gli slogan e i simboli da usare durante il corteo.

“Domenica a Verona ci sarà un’assemblea internazionale e aperta nella quale interverranno i movimenti femministi di tutto il mondo”, spiega  Paola. “Un’ondata reazionaria e sovranista porta ovunque alla repressione dei diritti delle donne, attaccando i movimenti femministi. Ma c’è una spinta opposta che resiste. Una riorganizzazione transnazionale, una condivisione di percorsi e battaglie, che rende ancora più significativa la dimensione 
che sta assumendo la protesta di Verona”, aggiunge.

Il Congresso di Verona ha ottenuto il patrocinio del ministero per la Famiglia e le Disabilità, della Regione Veneto e del Friuli Venezia Giulia, e della provincia. Saranno presenti il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il ministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana e il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. Ma anche il senatore della Lega Simone Pillon e Giorgia Meloni.

“Il Wcf in Italia è in totale continuità con le manovre attuate in diverse città per promuovere la vita, che annullano la possibilità per le donne di abortire”. Per Carlotta, di Nudm-Milano, la posizione del governo è sempre stata chiara: “L’atteggiamento nei confronti delle donne non è una novità. Lo dimostrano prese di posizione come il ddl Pillon sulla riforma del divorzio o  la forma in cui è stato concepito il reddito di cittadinanza. O il sostegno per la famiglia naturale che non riconosce altre forme di unione”, racconta .

“Il Wcf prende di mira anche le soggettività non normate 
e noi opponiamo la forza di un movimento transnazionale di liberazione”. 




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domenica 9 luglio 2017

IO Italiana Povera



"Io, italiana povera, non penso che i migranti mi stiano togliendo il pane".

Ha solo 22 anni, Francesca Iacono, ed è una ragazza come ce ne sono tante. Anche la sua storia,

raccontata in un lungo sfogo su Facebook, non è poi così inusuale. Per questo, forse, il suo post ha

ricevuto oltre 24 mila like ed è stato condiviso da oltre 9mila persone. Perché Francesca racconta

della sua vita "da povera", ma di una "povertà gestibile", come la chiama lei.

Racconta la trafila della richiesta di sussidi, di quella per un posto in una casa popolare, racconta del

lavoro cercato e non travato, dell'adeguarsi a certe condizioni per poter avere di cosa vivere. E poi

ancora della macchina di "quinta mano" e dei "libri in comodato d'uso". Eppure, assicura Francesca,

nonostante questo, mai che le sia venuto in mente di credere che i migranti le "stanno togliendo il

pane di bocca, le popolazioni rom e sinti non hanno più diritti di me".

"Non sono arrabbiata con i rifugiati né penso che le difficoltà della mia famiglia siano lontanamente

paragonabili alle loro. Siete voi che siete razzisti, credete ad ogni minchiata sparata dal primo Salvini

di turno, siete di un'ignoranza e di una cecità crassa e

per favore smettete di usare la povertà altrui per 

spargere odio mentre progettate le vostre vacanze, 

STRONZI".


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sabato 5 novembre 2016

Terremoto in Italia è Castigo Divino



E tre! Dopo l’esagitato islamico e il visionario ebraista non poteva mancare il predicatore cristiano e cattolico. In nome del Corano vi dico che il terremoto punisce quelle genti perché le loro donne non si coprono. In nome del talmud vi leggo che il terremoto dio lo ha mandato per punire il paese... 

Su pressione dello stesso Vaticano, cede e sospende padre G. C., il teologo secondo il quale il terremoto sarebbe un castigo divino. “Radio Maria ritiene inaccettabile la posizione del padre  riguardante il terremoto e lo sospende dalla sua trasmissione mensile”. Lo afferma una nota dell’emittente cattolica. Il frate domenicano, noto per le sue posizioni tradizionaliste, aveva affermato che il terremoto sta punendo il nostro Paese perché sono state approvate le unioni civili tra persone dello stesso sesso. “Mi pare che la stessa emittente abbia per fortuna preso le distanze da questo giudizio che abbiamo potuto leggere. È un giudizio di un paganesimo senza limiti”. Così monsignor N. G., segretario generale della Cei, in merito alle dichiarazioni andate in onda su Radio Maria. Il sacerdote aveva detto in diretta: “Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, sono il castigo del peccato originale, anche se la parola non piace… Arrivo al dunque, castigo divino. Queste offese alla famiglia e alla dignità del matrimonio, le stesse unioni civili. Chiamiamolo castigo divino”. La redazione dell’emittente cattolica subito dopo aveva preso le distanze precisando che “le espressioni riportate sono di un conduttore esterno, fatte a titolo personale, che non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria al riguardo”. La frase contestata era stata inizialmente attribuita ad un altro sacerdote. 

Dunque ci risiamo, sembra proprio che settori più o meno ampi delle tre grandi religioni del Libro Sacro sentano venire dal cuore questo dio che punisce con i terremoti. Anche con le malattie? Con gli incidenti stradali? con le sconfitte ai Mondiali? Con il tradimento del partner, le multe, 
il bruciore di stomaco notturno?
Delle tre grandi religioni monoteistiche in questa adorazione del dio che manda sisma e disgrazie appena sgarri e che ti scruta dall’alto se solo fai pensieri impuri e che ha come sua massima divina preoccupazione che la tua donna non faccia, non concepisca nemmeno l’esistenza di umani maschi tranne che te, delle tre in questo oggi si distingue e spicca la fede islamica.


Ma l’ebraismo ortodosso non scherza quanto ad amore per un dio tutto intento a scrutarti e punirti, anche quando sali sul bus nel giorno sbagliato. I cristiani al giorno d’oggi nella liturgia e passione per il dio delle vendette e torture sono un po’ indietro. Però a recuperare terreno ci stanno pensando in tutto il pianeta gli evangelici. E comunque per secoli il cristianesimo, in particolare il cattolicesimo, è stato medaglia d’oro alle Olimpiadi del dio che frusta, squarta, punisce e si vendica.
Dunque il dio che manda i terremoti…e gli tsunami, e la siccità, e gli incendi, e i virus e i guai e le disgrazie…Chi pensa esista, possa esistere un dio così, di fatto ha una pessima reputazione del suo dio. Chi pensa a un dio che si vendica di un atto degli umani mediante terremoti pensa a un dio che…
Un dio, una divinità che non ha molto da fare se non spiare, monitorare gli umani, stare attento alle loro mosse. Quindi di fatto un dio sottomesso agli umani, un dio guardiano degli umani è un ben misero dio. Non solo ridotto al ruolo di guardiano, non solo intento a spulciare risoluzioni Onu, leggi del Parlamento, atti di governo qua e là e perché no, anche atti di ciascuno al bagno o sotto le coperte. Che ben misero dio è quello di questi musulmani, ebrei, cristiani 
che lo credono voglioso di occhiuta vigilanza e vendetta.


Misero e in fondo neanche tanto dio visto che la sua missione è dipendere e reagire agli atti magari impuri dell’umanità. Un dio che spia l’umanità dal buco della serratura e che cammina, sta dietro l’angolo con un bastone in mano. Questa l’idea di dio che hanno in testa questi musulmani, ebrei, cristiani. E anche cattivo, feroce, violento questo loro dio. Manda terremoti che devastano e uccidono a caso. Non colpisce solo il “colpevole”, che so’ un fulmine sulla testa della Cirinnà…No, crolli e morti nel Centro Italia. A caso, chi prende prende. 
Così è la vendetta divina secondo chi la annuncia e racconta.


Un dio dedito al mestiere della spia e del boia e ossessionato, imprigionato nella minima storia degli umani. Forte è il sospetto che questi cristiani, ebrei e musulmani che lo vedono così il loro dio vedano, riflettano nella immagine di dio che costruiscono e propalano se stessi, proprio se stessi. Creano, immaginano un dio a loro immagine e somiglianza.
E comunque. se un dio ci fosse, qualunque dio si sentirebbe offeso dall’essere così pensato e narrato. Se un dio ci fosse un solo gesto di stizza potrebbe, dovrebbe permettersi: fulminare questi predicatori di odio e infamia. Ma dio, se c’è, non si prende vendette, neanche contro questi impostori di ogni fede in ogni dio. Perché chi dice, predica e annuncia il dio guardiano, boia, spia e terrorista è lontano e nemico da ogni dio, immanente o trascendente che sia la divinità.


  
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venerdì 23 settembre 2016

No Fertility Day, sì asili e lavoro



No Fertility Day, sì asili e lavoro






Ministra Lorenzin,

Siamo cittadine e cittadini preoccupati e indignati dall'iniziativa Fertility Day, che lei sta promuovendo per incoraggiare le nascite in Italia.

È vero che abbiamo il tasso di natalità più basso d’Europa, che aumenta l’età per avere il primo figlio e che ci sono problemi di fertilità nostro Paese. 

Ma la risposta che la sua iniziativa offre - a una questione tanto complessa e delicata - ci sembra superficiale e fuorviante, perché la affronta come se si trattasse di mancanza di informazione o peggio di volontà, Senza contare l'avere ignorato quanti non fanno figli perché non possono e quanti vivono nuove realtà famigliari, etero e omosessuali.

Riteniamo che per incoraggiare le nascite e sostenere le coppie a fare figli in realtà servano vere politiche per la famiglia, servizi adeguati come in altri Paesi europei: dalla maggiore efficienza dei trasporti all'accessibilità degli asili nido, dalla qualità della sanità pubblica alle migliore conciliazione vita-lavoro, con leggi che non discriminino le madri e non rendano il lavoro eternamente precario.

Serve un impegno serio da parte di tutte le istituzioni, da quelle nazionali ai Comuni, con risposte chiare alla domanda di famiglia che oggi gli italiani rivolgono alla politica. 

Per questi motivi, le chiediamo di ritirare l'iniziativa Fertility Day e di riconsiderare l'evento del 22 settembre.Grazie.

GUARDA IL VIDEO QUI :  https://www.facebook.com/SignorinaEffe/videos/1231892153518535/


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martedì 7 giugno 2016

Famiglia o Comunità Allargate


La famiglia?
Nei famosi e favolosi anni post Sessantotto, il libero amore aveva fatto teorizzare a comunità libere di persone un modello di famiglia diverso da quella che ci impone la “tradizione”. Una famiglia libera, fondata sull'amore libero, in cui i figli sono di tutti, sono in comune. Perché in comunità del genere si può sapere chi è la madre, ma non si può sapere con certezza chi è il padre. Il potere ha bisogno della famiglia, mantiene l'ordine anagrafico per avere il controllo.

Quindi è un dividi et impera?
Sì, perché per controllare una società devi atomizzarla e così è stata favorita la famiglia “tradizionale”, che ora spacciano per “naturale”, ma che in realtà è una costruzione assolutamente artificiale. Difatti la famiglia è la cellula più piccola che c'è nella società. E intesa come la intendono i difensori delle “famiglia naturale” è una invenzione bella e buona. non esiste in natura la famiglia, in natura esiste il branco, lo stormo, la mandria, il banco e via dicendo. Anche per noi, fino alla fine dell'Ottocento la famiglia era molto più larga. E non solo perché si avevano più figli. Non era una famiglia mononucleare, era una comunità. La società si divideva in contrade, in rioni, in cascine, in fattorie, in casolari, aggregazioni molto più larghe, sono forme collettive di comunità.

In che cosa ne sentiamo la mancanza?
Questa composizione sociale evitava tutte le situazioni, che ora sembrano intensificarsi, di violenza in famiglia. Mariti che uccidono le mogli e poi si ammazzano, madri che uccidono i figli e poi si ammazzano. Fino a un secondo prima nessuno sospettava nulla, “erano una famiglia normale”, dicono tutti. Succede perché ogni famiglia è isolata dalle altre. Esistono dirimpettai che non sanno nemmeno come si chiamano. Questo tipo di famiglia, la famiglia che chiamano “tradizionale”, è funzionale al potere perché frammenta la società e la rende sempre più controllabile, più inerte. Ognuno pensa per sé e le organizzazione politiche collettive come i sindacati
 perdono sempre più potere...
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giovedì 19 novembre 2015

G8 Genova 2001: Sallusti Risarcisce la Famiglia di Carlo



Caso Carlo Giuliani, Sallusti risarcisce la famiglia con 35mila euro


Il direttore del «Il Giornale» querelato per aver detto che le forze dell'ordine «avevano fatto bene» ad 
uccidere il 23enne durante il G8 di Genova del 2001

Trentacinquemila euro di risarcimento. Così si è conclusa la vicenda che ha visto protagonista il 
direttore del «Giornale» Alessandro Sallusti e la famiglia di Carlo Giuliani (il 23enne ucciso da un 
carabiniere durante il G8 di Genova nel 2001) che aveva querelato il giornalista per diffamazione. Il 
giudice del tribunale di Genova Massimo Todella ha dichiarato il «non doversi procedere » nei confronti del giornalista: Sallusti ha infatti deciso di risarcire la famiglia che ha rimesso la querela. «I soldi - annunciano i Giuliani - saranno devoluti ad un ospedale di Emergency a Ponticelli».

La denuncia per diffamazione
I fatti risalgono all'ottobre 20012. La madre di Carlo Giuliani, Heidi, e il padre, Giuliano, insieme al 
«Comitato per piazza Carlo Giuliani» avevano querelato Sallusti perché durante un dibattito televisivo a «Matrix» Sallusti aveva detto «per ben tre volte» che le forze dell'ordine «avevano fatto bene ad uccidere Carlo Giuliani». Inoltre, ha spiegato il legale della famiglia Giuliani, per supportare questa affermazione aveva sostenuto il falso e cioè che Carlo Giuliani era stato ucciso «mentre con una spranga stava per uccidere un carabiniere». Fatto mai avvenuto.

La donazione a Emergency
Il Comitato piazza Carlo Giuliani ha riferito che con i soldi del risarcimento è stata fatta una donazione di 40 mila euro a Emergency per contribuire all'apertura di un poliambulatorio nel quartiere di Ponticelli a Napoli. «Poca cosa - hanno affermato riferendosi al risarcimento - ma, come si dice, è il gesto che conta. Per questa ragione abbiamo deciso di accettare, con la soddisfazione di vedere un'offesa immotivata tradotta in un'iniziativa di solidarietà nei confronti di persone immigrate o che vivono in difficoltà. Siamo sicuri che Carlo avrebbe approvato».

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martedì 6 ottobre 2015

Vaticano: Inizia Sinodo della Famiglia



Tutti maschi, celibi, senza famiglia. 
Straparleranno di cose che non sanno, 
entrando nei letti altrui.

Al via il Sinodo sulla famiglia, regole nuove a favore del dibattito

Parte il Sinodo sulla famiglia, appuntamento chiave del pontificato. E partono nuove regole, che
garantiscono maggiore dibattito. Infatti è stato reso noto che ci sarà più spazio alle discussioni nei
cosiddetti «Circuli minores», i gruppi ristretti di lavoro suddivisi su base linguistica (saranno 13) rispetto ai sinodi del passato che prevedevano maggiore tempo per il dibattito in assemblea generale.

Il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del dicastero competente, ha presentato il Sinodo
ordinario sulla famiglia che si apre domenica (4 – 25 ottobre), illustrando le novità metodologiche. Una commissione di dieci padri sinodali, guidati dal relatore, il cardinale ungherese Peter Erdo,
supervisionerà i lavori. «Siamo in mare, qualche turbolenza è normale», ha risposto il cardinale.
«Considerando la metodologia dei precedenti Sinodi, la maggioranza dei padri ha suggerito che
l’Assemblea generale ordinaria sia resa più dinamica e partecipata attraverso la distribuzione degli
interventi in aula dei singoli membri in tempi successivi, in modo da poter dedicare maggiore attenzione a ogni contributo», ha detto Baldisseri.
Considerato «l’alto numero di quanti hanno diritto di parola (318 tra padri, delegati fraterni e uditori) e il maggiore spazio riservato ai Circuli minores (13 sessioni), ogni oratore ha la facoltà di parlare in aula per tre minuti e di intervenire ampiamente nei Circuli», ha detto Baldisseri. I gruppi di lavoro saranno quattro in inglese, tre in spagnolo, tre in francese, due in italiano, uno in tedesco. Le loro conclusioni saranno pubblicate integralmente a conclusione di ogni settimana, si tratterà dunque di 39 documenti.

Diversamente dall’anno scorso, e dai sinodi precedenti, le «varie fasi» di elaborazione «del documento base» del Sinodo «rimangono riservate, considerando che i testi, nel corso del cammino sinodale, sono suscettibili di continui sviluppi fino alla redazione finale».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-10-02/al-via-sinodo-famiglia-regole-nuovo-favore-dibattito-


Sinodo famiglia: card. Baldisseri, «Ecco come si svolge. L’ultima parola è del Papa»
I padri sinodali che parteciperanno all’Assemblea ordinaria del Sinodo sulla famiglia, che comincia
domenica prossima, saranno in totale 270: 42 «ex ufficio», 18 «ex electione» e 45 «ex nominatione
pontificia». A dare le cifre ufficiali è stato il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo, durante il briefing di presentazione svoltosi oggi in Sala stampa vaticana.
54 padri provengono dall’Africa, 64 dall’America, 36 dall’Asia, 107 dall’Europa e 9 dall’Oceania. 74 cardinali, 6 patriarchi, 1 arcivescovo maggiore, 72 arcivescovi, 102 vescovi, 2 parroci e 12 religiosi.

Prenderanno parte al Sinodo sulla famiglia, inoltre, 24 esperti o collaboratori del segretario speciale, 51 uditori e uditrici, 14 delegati fraterni; 18 le coppie di sposi.

La veglia per preludio. Un «preludio» ai lavori sinodali. Così il cardinale Lorenzo Baldisseri, ha definito la Veglia di domani sera in piazza san Pietro, organizzata dalla Chiesa italiana, alla quale
parteciperanno, oltre alle famiglie, i movimenti e le associazioni ecclesiali, i padri sinodali, i partecipanti al Sinodo e «tutti i fedeli del mondo». «Al calare della sera – ha detto il card. Baldissseri – risplenderà la bellezza della famiglia attraverso le fiaccole accese». «La fiduciosa invocazione dello Spirito Santo da parte del popolo di Dio è il preludio ai lavori sinodali», ha proseguito il cardinale presentando alla stampa lo svolgimento del Sinodo e ricordando «l’importante tono dato alla scorsa Assemblea generale straordinaria da parte del Santo Padre, con la sua incisiva omelia della Veglia». Con la celebrazione eucaristica di domenica mattina, presieduta dal Papa, si aprirà l’Assemblea generale ordinaria del

Sinodo sul tema «La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo», che «consentirà a tutti i fedeli del mondo di unirsi al cammino comune dei Pastori cum Petro et sub Petro», ha sottolineato il card. Baldisseri.
«Le relazioni dei Circoli Minori saranno rese pubbliche». È una delle novità del Sinodo sulla famiglia, illustrate dal cardinale Lorenzo Baldisseri nel briefing odierno. I Circoli Minori saranno 13, divisi per gruppi linguistici: ad essi, su richiesta dei padri, sarà dato maggiore spazio per «una partecipazione più attiva alla discussione, nella quale eventualmente possono intervenire gli Uditori e i delegati fraterni».

«La maggioranza dei padri – ha reso noto il card. Baldisseri – ha suggerito che l’Assemblea generale
originaria sia resa più dinamica e partecipata attraverso la distribuzione degli interventi in aula dei
singoli membri in tempi successivi». Le tre settimane dei lavori del Sinodo, cioè, saranno
rispettivamente dedicate alle tre parti dell’Instrumentum laboris. Al termine di ognuna di esse, saranno rese pubbliche le relazioni dei Circoli Minori: 13 a settimana, per un totale di 39 relazioni. Nella sessione inaugurale, il presidente delegato rivolge il suo saluto al Papa, che apre i lavori. Intervengono quindi il segretario generale e il relatore generale con le loro rispettive relazioni, quindi il relatore generale presenta i temi della prima parte: dopo la testimonianza di una coppia di coniugi uditori, hanno inizio gli interventi dei Padri sinodali nelle Congregazioni generali. Seguono poi le sessioni dei Circoli minori, in cui Padri produrranno i «modi» sul testo.

Chi prepara la relazione finale. Dieci padri in tutto, nominati dal Papa in rappresentanza dei cinque
continenti (con le Americhe che hanno a disposizione due padri, uno per quella del Nord e uno per
quella del Sud), più tre «ex officio» (il segretario generale, il relatore e il segretario speciale) e un
religioso. È la Commissione per l’elaborazione della relazione finale, che «ha il compito di seguire ogni fase di avanzamento» del testo con cui si concluderà il Sinodo e si riunisce al termine dei lavori su ogni parte dell’Instrumentum laboris e per la redazione finale. A presentarla ai giornalisti è stato il cardinale Lorenzo Baldisseri, informando che al termine delle tre tappe di lavoro la Commissione sovrintende all’elaborazione del «progetto della relazione finale», che viene presentato in aula come frutto dei tre testi che hanno già recepito i «modi» dei Circoli Minori. La Commissione elabora il testo definitivo della «Relatio finalis», che nel mattino di sabato 24 ottobre viene presentato in Aula e nel pomeriggio votato dai padri, prima della consegna a Papa Francesco. Durante i lavori del Sinodo, ogni oratore ha la facoltà di parlare per tre minuti e di «intervenire ampiamente» nei Circoli Minori. In ogni Congregazione Generale, come in passato, è prevista un’ora di interventi liberi dei padri, che possono presentare alla Segreteria generale «altri testi in forma scritta».

Contatti con i media. «I padri sono liberi di comunicare con i media a loro discrezione e responsabilità», ha spiegato il cardinale Lorenzo Baldisseri, precisando che «le varie fasi di elaborazione del documento rimangono riservate, considerando che i testi, nel corso del cammino sinodale, sono suscettibili di continui sviluppi fino alla redazione finale». Quanto al documento finale che i padri consegneranno al Papa, il card. Baldisseri ha precisato, rispondendo alle domande dei giornalisti, che si tratta di «un documento organizzato, diviso in numeri e votato alla fine secondo i numeri, come se fossero proposizioni». A differenza di altri Sinodi, dunque, in questo Sinodo sulla famiglia non c’è la «Relatio post», tappa intermedia tra la relazione prima della discussione e quella finale. Le Congregazioni Generali, che nell’ultimo Sinodo ordinario, quello del 2012, erano 23, nel Sinodo attuale sono 18.«L’ultima parola è del Papa». La relazione finale – ha spiegato ancora il Segretario del Sinodo, rispondendo ad una domanda – verrà consegnata a Papa Francesco, ha proseguito, «così come è stata votata», e il Papa «ne terrà conto nel modo che ritiene più opportuno». «Il Santo Padre è presente tutto il tempo fino all’ultimo momento», ha risposto il card. Baldisseri a proposito delle modalità di presenza durante i lavori. All’inizio di essi, «il Papa parlerà, farà almeno un saluto», ha reso noto il cardinale a proposito della prima Congregazione Generale del 5 ottobre, e le sue parole seguiranno quelle della Veglia del 3 ottobre e dell’omelia di domenica 4, giorno della solenne inaugurazione del Sinodo nella basilica di San Pietro. Quanto al giorno della chiusura, il segretario generale ha ricordato quello che è successo l’anno scorso, quando «il giorno prima il Santo Padre mi ha detto che l’indomani avrebbe desiderato parlare, e ha pronunciato il suo discorso». «Il Papa ha invitato a discutere con parresìa, in ambito ecclesiale e anche fuori», ha proseguito il card. Baldisseri interrogato sull’eco che il Sinodo ha avuto attraverso i media: «Non è strano, non è sorprendente che ci siano dichiarazioni anche contrastanti, era già previsto. Ogni giorno troviamo qualcosa di nuovo sui giornali, e anche pubblicazioni di libri».

Si prega a Santa Maria Maggiore. A metà dei lavori, i padri sinodali celebreranno il 50° anniversario del Sinodo dei Vescovi, istituito da Paolo VI il 15 settembre 1965 per «perpetuare nella Chiesa lo spirito del Vaticano II». Avverrà sabato 17 ottobre, dalle ore 9 alle 12.30, in Aula Paolo VI. «Oltre ai partecipanti al Sinodo, l’evento è aperto a tutti coloro che vorranno prendervi parte», ha reso noto il cardinale Lorenzo Baldisseri, informando che dopo l’introduzione del segretario generale, la relazione commemorativa è affidata al cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna e presidente della Conferenza episcopale austriaca. Seguiranno le comunicazioni di cinque presuli in rappresentanza di tutti i continenti, poi il Papa terrà il discorso conclusivo. Domenica 8 ottobre, alle ore 10.30, nella basilica di S. Pietro, avrà luogo la messa per la canonizzazione, tra gli altri, dei beati coniugi Ludovico Martin e Maria Azelia Guerin, genitori di Santa Teresa del Bambino Gesù. Nella basilica romana di S. Maria Maggiore, il «popolo di Dio» è invitato ad accompagnare con la preghiera i lavori sinodali, invocando la protezione della «Salus populi romani» e dei beati coniugi Martin, le cui reliquie sono esposte lì. Ogni giorno il Rosario alle ore 17 e la messa alle 18: nella prima settimana si prega per i figli, nella seconda per i genitori, nella terza per i nonni.


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domenica 19 aprile 2015

..AMORE..: Non Siamo Adatti a Fare Figli se ?

non esiste piu' la famiglia numerosa


La nostra societa' non è idonea perché i genitori, per sopravvivere, devono lavorare in due e quindi il tempo per la cura dei figli non c’è. I figli sono affidati a un esercito di baby sitter, o peggio alla baby sitter di tutte le baby sitter  che è la televisione...

continua...



..AMORE..: Non Siamo Adatti a Fare Figli se ?: Umberto Galimberti:  la nostra società ad alto tasso di psicopatia  non è adatta a fare figli Se nei primi tre anni di vit...





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mercoledì 4 dicembre 2013

MUNDIMAGO : Cofanetto Regalo




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IMAGO
Ecco il nome delle carte che ho disegnato
ispirandomi all' antico gioco dei
TAROCCHI

Non devi essere un Mago o un Strega
per leggere il Futuro

Non ti spaventare e' solo un gioco 
basato sulle immagini .

Dopo uno studio che ho realizzato in 5 anni 
ho scoperto
 che molti Imperatori , Re e Regine ,
prima di ogni battaglia ,
alla vigiglia di un matrimonio ,
insomma quando dovevano Affrontare una 
Grande decisione sulle sorti del loro Regno ,
si affidavano al loro Mago di corte ,
oppure
 all' Astrologo che interpretava
 il movimento dei pianeti ,
spesso suggerendo soluzioni sbagliate
o negative per il popolo sottomesso .

Ogni giorno si sentono Storie di Finti Guru ,
Gruppi di Satanisti che con Riti Magici ,
Promettono la Realizzazione di chissa' cosa ,
per poi Scoprire che ti Rubano 
Tempo e Denaro
o chiedono Sesso .

Le IMAGO sono Immagini
Iconograficamente Attuali e Semplici ,
le puoi giocare con amici che ti aiuteranno
nell'interpretazione ,
puoi giocarle con i tuoi figli , con la tua compagna ,
ricorda che e' sempre un gioco ,
la decisione finale devi prenderla solo tu
le carte ti possono aiutare 
solo per Avere un'altro punto di vista , 
SDRAMMATIZZARE , IRONIZZARE ,
puo' Essere Utile a Cercare altre Soluzioni 
ALTERNATIVE
e consultarle con amici o persone a te vicine
ti puo' aiutare a condividere i tuoi dubbi e perplessita'
Rendendo piu' stabili e Rafforzano i tuoi rapporti sociali .
Senza doverti Affidare a personaggi
Strani e Ciarlatani , Truffatori .
Gioca con le IMAGO



Ho realizzato un Cofanetto di legno
che contiene il mazzo di Carte 
ed un Libricino di Suggerimenti
che Usando la Legge 
della Casualita' aiuta nella
 Previsione del Futuro
OTTIMO COME REGALO
Perfetto per collezionisti

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Manifesto 50 x 70 centimetri
 Se ti piace chiedimelo nello spazio commenti
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domenica 1 dicembre 2013

Partito Lega Lombarda : BOSSI , il TROTA e RICCARDO.Appropriazione Indebita e Truffa allo STATO


BOSSI LADRONI: RINVIATA A GIUDIZIO MEZZA FAMIGLIA
 UMBERTO, IL TROTA E RICCARDO. 
APPROPRIAZIONE INDEBITA E TRUFFA ALLO STATO

Lega, chiuse indagini a Milano: verso rinvio a giudizio di Bossi e i suoi due figli

L’ex leader del Carroccio è indagato per appropriazione indebita e truffa allo Stato per circa 40 milioni di euro in merito alla gestione dei fondi del partito

La Procura di Milano ha chiuso le indagini in vista della richiesta di rinvio a giudizio per Umberto Bossi, i suoi due figli Riccardo e Renzo, e altre persone per la vicenda della gestione dei fondi della Lega. Le accuse per l’ex segretario del Carroccio sono di appropriazione indebita e truffa allo Stato per circa 40 milioni di euro.

Chiuse le indagini anche nei confronti di Rosi Mauro, l’ex senatrice del Carroccio, che ora è accusata di una appropriazione indebita di 99.731,50 euro, denaro proveniente dalle casse del partito. Tra i soldi di cui l’ex esponente lumbard si sarebbe appropriata ci sono anche 77.131,50 euro “per acquisto titolo di laurea albanese – si legge nel capo di imputazione – presso l’università Kristal di Tirana a favore di Pierangelo Moscagiuro” ex guardia del corpo.
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giovedì 7 novembre 2013

IMAGO : Cofanetto Regalo


IMAGO
Ecco il nome delle carte che ho disegnato
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TAROCCHI

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Ogni giorno si sentono Storie di Finti Guru ,
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Iconograficamente Attuali e Semplici ,
le puoi giocare con amici che ti aiuteranno
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ricorda che e' sempre un gioco ,
la decisione finale devi prenderla solo tu
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sabato 15 dicembre 2012

Una Costituzione non per tutti gli egiziani


Una Costituzione non per tutti gli egiziani

Ecco i punti piu' critici e controversi del testo della Costituzione che gli egiziani sono chiamati a votare e che le opposizioni contestano con forza .


  - Leggiamo i 236 articoli della nuova Costituzione egiziana. Uno degli articoli più complessi è il secondo, «i principi della sharia (legge islamica, ndr) sono la fonte principale di legislazione». Ad acquisire un nuovo ruolo di indipendenza e controllo è il centro dell'Islam sunnita, la moschea di al-Azhar, definita un'«istituzione con autonomia esclusiva» e si negano ad autorità esterne i poteri di nomina e revoca del gran muftì. Il punto oggetto di controversie è invece l'articolo 219 delle disposizioni generali in cui si stabilisce una definizione molto ampia dei principi della sharia: regole fondative, giurisprudenza e fonti credibili della dottrina sunnita.

Più avanti (art. 10) si ricorda che «la famiglia è la base della società ed è fondata su religione, moralità e patriottismo», nello stesso contesto si aggiunge che una donna ha il diritto «ad una maternità gratuita e alla salvaguardia della salute del bambino» e debba conciliare «i doveri verso la sua famiglia con il suo lavoro». Una buona parte della Carta costituzionale si occupa di diritti sociali e promette in maniera vaga l'«eliminazione della povertà e della disoccupazione», di proteggere i diritti dei lavoratori, dividere i costi tra capitale e lavoro o dividere i profitti con giustizia.

Più avanti leggiamo nella nuova Costituzione egiziana che «i salari devono essere legati alla produzione», stabilendo un salario minimo e massimo che non viene però quantificato. Secondo l'articolo 15, «la legge regola l'uso della terra per ottenere giustizia sociale e proteggere contadini e fattori dallo sfruttamento».

Dall'articolo 58 in avanti si parla di educazione e diritti sociali. Come stabiliva anche la Costituzione del 1971, la scuola è obbligatoria e gratuita solo fino alle elementari. «La religione e la storia nazionale» sono gli insegnamenti centrali dell'educazione pre-universitaria. E così si richiama in modo generico il dovere di sradicare l'analfabetismo, assicurare l'assistenza sanitaria, al risarcimento dei danni da parte dello stato ai martiri della rivoluzione del 25 gennaio 2011 e alle loro famiglie. Nell'articolo 65, si fa riferimento «ad una pensione per i lavoratori che non hanno accesso al sistema di sicurezza sociale». A questo punto si aggiunge la proibizione del lavoro minorile senza specificare l'età in cui un minore può iniziare a lavorare. Di interesse, è l'articolo 74 che chiarisce l'indipendenza della magistratura e proibisce ogni corte diversa da quella civile. Tuttavia, all'articolo 198 si garantisce l'indipendenza della giustizia militare nonché un budget autonomo per l'esercito.

Dagli articoli 126 in avanti si parla dei poteri del parlamento e del presidente della repubblica. Il parlamento può sfiduciare il primo ministro o uno dei ministri a maggioranza. Mentre il presidente della repubblica può dissolvere il parlamento solo per giusta causa e in seguito a referendum. Il presidente è il comandante delle Forze armate e della polizia, nomina il personale amministrativo civile, militare e può dichiarare a sua discrezione lo stato di emergenza. Secondo l'articolo 152, l'impeachment del presidente deve essere approvato con una maggioranza dei due terzi del parlamento.

Una delle principali novità, è l'articolo 188 che stabilisce per la prima volta l'elezione diretta dei Consigli locali su base regionale. Infine, nelle disposizioni generali si stabilisce che l'attuale presidente resta in carica per quattro anni e la Camera alta (Shura) acquista i poteri parlamentari fino alle prossime elezioni. Infine, si definisce la maggioranza dei due terzi con il ricorso ad un referendum popolare per qualsiasi riforma costituzionale.


di Giuseppe Acconcia*
 
*Scritto per Il Manifesto


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