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martedì 6 ottobre 2015

Vaticano: Inizia Sinodo della Famiglia



Tutti maschi, celibi, senza famiglia. 
Straparleranno di cose che non sanno, 
entrando nei letti altrui.

Al via il Sinodo sulla famiglia, regole nuove a favore del dibattito

Parte il Sinodo sulla famiglia, appuntamento chiave del pontificato. E partono nuove regole, che
garantiscono maggiore dibattito. Infatti è stato reso noto che ci sarà più spazio alle discussioni nei
cosiddetti «Circuli minores», i gruppi ristretti di lavoro suddivisi su base linguistica (saranno 13) rispetto ai sinodi del passato che prevedevano maggiore tempo per il dibattito in assemblea generale.

Il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del dicastero competente, ha presentato il Sinodo
ordinario sulla famiglia che si apre domenica (4 – 25 ottobre), illustrando le novità metodologiche. Una commissione di dieci padri sinodali, guidati dal relatore, il cardinale ungherese Peter Erdo,
supervisionerà i lavori. «Siamo in mare, qualche turbolenza è normale», ha risposto il cardinale.
«Considerando la metodologia dei precedenti Sinodi, la maggioranza dei padri ha suggerito che
l’Assemblea generale ordinaria sia resa più dinamica e partecipata attraverso la distribuzione degli
interventi in aula dei singoli membri in tempi successivi, in modo da poter dedicare maggiore attenzione a ogni contributo», ha detto Baldisseri.
Considerato «l’alto numero di quanti hanno diritto di parola (318 tra padri, delegati fraterni e uditori) e il maggiore spazio riservato ai Circuli minores (13 sessioni), ogni oratore ha la facoltà di parlare in aula per tre minuti e di intervenire ampiamente nei Circuli», ha detto Baldisseri. I gruppi di lavoro saranno quattro in inglese, tre in spagnolo, tre in francese, due in italiano, uno in tedesco. Le loro conclusioni saranno pubblicate integralmente a conclusione di ogni settimana, si tratterà dunque di 39 documenti.

Diversamente dall’anno scorso, e dai sinodi precedenti, le «varie fasi» di elaborazione «del documento base» del Sinodo «rimangono riservate, considerando che i testi, nel corso del cammino sinodale, sono suscettibili di continui sviluppi fino alla redazione finale».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-10-02/al-via-sinodo-famiglia-regole-nuovo-favore-dibattito-


Sinodo famiglia: card. Baldisseri, «Ecco come si svolge. L’ultima parola è del Papa»
I padri sinodali che parteciperanno all’Assemblea ordinaria del Sinodo sulla famiglia, che comincia
domenica prossima, saranno in totale 270: 42 «ex ufficio», 18 «ex electione» e 45 «ex nominatione
pontificia». A dare le cifre ufficiali è stato il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo, durante il briefing di presentazione svoltosi oggi in Sala stampa vaticana.
54 padri provengono dall’Africa, 64 dall’America, 36 dall’Asia, 107 dall’Europa e 9 dall’Oceania. 74 cardinali, 6 patriarchi, 1 arcivescovo maggiore, 72 arcivescovi, 102 vescovi, 2 parroci e 12 religiosi.

Prenderanno parte al Sinodo sulla famiglia, inoltre, 24 esperti o collaboratori del segretario speciale, 51 uditori e uditrici, 14 delegati fraterni; 18 le coppie di sposi.

La veglia per preludio. Un «preludio» ai lavori sinodali. Così il cardinale Lorenzo Baldisseri, ha definito la Veglia di domani sera in piazza san Pietro, organizzata dalla Chiesa italiana, alla quale
parteciperanno, oltre alle famiglie, i movimenti e le associazioni ecclesiali, i padri sinodali, i partecipanti al Sinodo e «tutti i fedeli del mondo». «Al calare della sera – ha detto il card. Baldissseri – risplenderà la bellezza della famiglia attraverso le fiaccole accese». «La fiduciosa invocazione dello Spirito Santo da parte del popolo di Dio è il preludio ai lavori sinodali», ha proseguito il cardinale presentando alla stampa lo svolgimento del Sinodo e ricordando «l’importante tono dato alla scorsa Assemblea generale straordinaria da parte del Santo Padre, con la sua incisiva omelia della Veglia». Con la celebrazione eucaristica di domenica mattina, presieduta dal Papa, si aprirà l’Assemblea generale ordinaria del

Sinodo sul tema «La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo», che «consentirà a tutti i fedeli del mondo di unirsi al cammino comune dei Pastori cum Petro et sub Petro», ha sottolineato il card. Baldisseri.
«Le relazioni dei Circoli Minori saranno rese pubbliche». È una delle novità del Sinodo sulla famiglia, illustrate dal cardinale Lorenzo Baldisseri nel briefing odierno. I Circoli Minori saranno 13, divisi per gruppi linguistici: ad essi, su richiesta dei padri, sarà dato maggiore spazio per «una partecipazione più attiva alla discussione, nella quale eventualmente possono intervenire gli Uditori e i delegati fraterni».

«La maggioranza dei padri – ha reso noto il card. Baldisseri – ha suggerito che l’Assemblea generale
originaria sia resa più dinamica e partecipata attraverso la distribuzione degli interventi in aula dei
singoli membri in tempi successivi». Le tre settimane dei lavori del Sinodo, cioè, saranno
rispettivamente dedicate alle tre parti dell’Instrumentum laboris. Al termine di ognuna di esse, saranno rese pubbliche le relazioni dei Circoli Minori: 13 a settimana, per un totale di 39 relazioni. Nella sessione inaugurale, il presidente delegato rivolge il suo saluto al Papa, che apre i lavori. Intervengono quindi il segretario generale e il relatore generale con le loro rispettive relazioni, quindi il relatore generale presenta i temi della prima parte: dopo la testimonianza di una coppia di coniugi uditori, hanno inizio gli interventi dei Padri sinodali nelle Congregazioni generali. Seguono poi le sessioni dei Circoli minori, in cui Padri produrranno i «modi» sul testo.

Chi prepara la relazione finale. Dieci padri in tutto, nominati dal Papa in rappresentanza dei cinque
continenti (con le Americhe che hanno a disposizione due padri, uno per quella del Nord e uno per
quella del Sud), più tre «ex officio» (il segretario generale, il relatore e il segretario speciale) e un
religioso. È la Commissione per l’elaborazione della relazione finale, che «ha il compito di seguire ogni fase di avanzamento» del testo con cui si concluderà il Sinodo e si riunisce al termine dei lavori su ogni parte dell’Instrumentum laboris e per la redazione finale. A presentarla ai giornalisti è stato il cardinale Lorenzo Baldisseri, informando che al termine delle tre tappe di lavoro la Commissione sovrintende all’elaborazione del «progetto della relazione finale», che viene presentato in aula come frutto dei tre testi che hanno già recepito i «modi» dei Circoli Minori. La Commissione elabora il testo definitivo della «Relatio finalis», che nel mattino di sabato 24 ottobre viene presentato in Aula e nel pomeriggio votato dai padri, prima della consegna a Papa Francesco. Durante i lavori del Sinodo, ogni oratore ha la facoltà di parlare per tre minuti e di «intervenire ampiamente» nei Circoli Minori. In ogni Congregazione Generale, come in passato, è prevista un’ora di interventi liberi dei padri, che possono presentare alla Segreteria generale «altri testi in forma scritta».

Contatti con i media. «I padri sono liberi di comunicare con i media a loro discrezione e responsabilità», ha spiegato il cardinale Lorenzo Baldisseri, precisando che «le varie fasi di elaborazione del documento rimangono riservate, considerando che i testi, nel corso del cammino sinodale, sono suscettibili di continui sviluppi fino alla redazione finale». Quanto al documento finale che i padri consegneranno al Papa, il card. Baldisseri ha precisato, rispondendo alle domande dei giornalisti, che si tratta di «un documento organizzato, diviso in numeri e votato alla fine secondo i numeri, come se fossero proposizioni». A differenza di altri Sinodi, dunque, in questo Sinodo sulla famiglia non c’è la «Relatio post», tappa intermedia tra la relazione prima della discussione e quella finale. Le Congregazioni Generali, che nell’ultimo Sinodo ordinario, quello del 2012, erano 23, nel Sinodo attuale sono 18.«L’ultima parola è del Papa». La relazione finale – ha spiegato ancora il Segretario del Sinodo, rispondendo ad una domanda – verrà consegnata a Papa Francesco, ha proseguito, «così come è stata votata», e il Papa «ne terrà conto nel modo che ritiene più opportuno». «Il Santo Padre è presente tutto il tempo fino all’ultimo momento», ha risposto il card. Baldisseri a proposito delle modalità di presenza durante i lavori. All’inizio di essi, «il Papa parlerà, farà almeno un saluto», ha reso noto il cardinale a proposito della prima Congregazione Generale del 5 ottobre, e le sue parole seguiranno quelle della Veglia del 3 ottobre e dell’omelia di domenica 4, giorno della solenne inaugurazione del Sinodo nella basilica di San Pietro. Quanto al giorno della chiusura, il segretario generale ha ricordato quello che è successo l’anno scorso, quando «il giorno prima il Santo Padre mi ha detto che l’indomani avrebbe desiderato parlare, e ha pronunciato il suo discorso». «Il Papa ha invitato a discutere con parresìa, in ambito ecclesiale e anche fuori», ha proseguito il card. Baldisseri interrogato sull’eco che il Sinodo ha avuto attraverso i media: «Non è strano, non è sorprendente che ci siano dichiarazioni anche contrastanti, era già previsto. Ogni giorno troviamo qualcosa di nuovo sui giornali, e anche pubblicazioni di libri».

Si prega a Santa Maria Maggiore. A metà dei lavori, i padri sinodali celebreranno il 50° anniversario del Sinodo dei Vescovi, istituito da Paolo VI il 15 settembre 1965 per «perpetuare nella Chiesa lo spirito del Vaticano II». Avverrà sabato 17 ottobre, dalle ore 9 alle 12.30, in Aula Paolo VI. «Oltre ai partecipanti al Sinodo, l’evento è aperto a tutti coloro che vorranno prendervi parte», ha reso noto il cardinale Lorenzo Baldisseri, informando che dopo l’introduzione del segretario generale, la relazione commemorativa è affidata al cardinale Christoph Schoenborn, arcivescovo di Vienna e presidente della Conferenza episcopale austriaca. Seguiranno le comunicazioni di cinque presuli in rappresentanza di tutti i continenti, poi il Papa terrà il discorso conclusivo. Domenica 8 ottobre, alle ore 10.30, nella basilica di S. Pietro, avrà luogo la messa per la canonizzazione, tra gli altri, dei beati coniugi Ludovico Martin e Maria Azelia Guerin, genitori di Santa Teresa del Bambino Gesù. Nella basilica romana di S. Maria Maggiore, il «popolo di Dio» è invitato ad accompagnare con la preghiera i lavori sinodali, invocando la protezione della «Salus populi romani» e dei beati coniugi Martin, le cui reliquie sono esposte lì. Ogni giorno il Rosario alle ore 17 e la messa alle 18: nella prima settimana si prega per i figli, nella seconda per i genitori, nella terza per i nonni.


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lunedì 28 aprile 2014

Papa : il caso della morte di Albino Luciani



Lo strano caso della morte di Albino Luciani,

il papa che voleva moralizzare la Chiesa e le finanze vaticane.

 Il 26 Agosto del 1978 Albino Luciani fu eletto Papa e successore di Paolo VI.

In Vaticano, parecchie persone non erano contente dell’elezione di Luciani al soglio pontificio ma, forse, il più scontento di tutti era monsignor Marcinkus che fino all’ultimo istante aveva sperato nell’elezione del candidato Giuseppe Siri.

Bishop Paul Marcinkus of Chicago, Illinois.Ma chi era questo Marcinkus? Era una delle pedine fondamentali di quella partita a scacchi che da anni si giocava fra Vaticano e grandi banche e che metteva in palio la possibilità di vedere il proprio capitale aumentare sempre di più .

Marcinkus era il più alto in grado all’interno dello I.O.R., l’Istituto per le Opere Religiose. Egli intuì immediatamente i pericoli dell’elezione di questo pontefice che, sin dai suoi primi discorsi, aveva lasciato chiaramente intendere di voler far tornare la chiesa cattolica a quegli ideali di carità cristiana propri del cristianesimo antico, rinunciando alle ricchezze superflue che troppo avevano distolto gli uomini di chiesa dai propri sacri compiti. Figuratevi il capo della banca vaticana come avrebbe mai potuto vedere un tipo del genere sul più alto gradino del proprio stato… Marcinkus diceva ai suoi colleghi: «Questo Papa non è come quello di prima, vedrete che le cose cambieranno».

Su due punti Luciani sembrava irremovibile: l’iscrizione degli ecclesiastici alle logge deviate della massoneria, e l’uso del denaro della chiesa alla stregua di una banca qualunque. E l’irritazione del Papa peggiorava al solo sentire nominare personaggi come Calvi e Sindona dei quali aveva saputo qualcosa facendo discrete indagini.

In coincidenza con l’elezione di Luciani venne pubblicato un elenco di 131 ecclesiastici iscritti alla P2, la massoneria deviata di Licio Gelli, buona parte dei quali erano del Vaticano. La lista era stata diffusa da un piccolo periodico «O.P. Osservatore Politico» di quel Mino Pecorelli destinato a scomparire un anno dopo l’elezione di Albino Luciani in circostanze mai chiarite.

Secondo molti, O.P. era una sorta di «strumento di comunicazione» adoperato dai servizi segreti italiani per far arrivare messaggi all’ambiente politico. Pecorelli, tra l’altro, era legato a filo doppio con Gelli come lo erano Sindona e Calvi  .

Ma, tornando alla lista ecclesiastico-massonica, questa comprendeva, fra gli altri, i nomi di: Jean Villot (Segretario di Stato, matr. 041/3, iniziato a Zurigo il 6/8/66, nome in codice Jeanni), Agostino Casaroli (capo del ministero degli Affari Esteri del Vaticano, matr. 41/076, 28/9/57, Casa), Paul Marcinkus (43/649, 21/8/67, Marpa), il vicedirettore de «L’osservatore Romano» don Virgilio Levi (241/3, 4/7/58, Vile), Roberto Tucci (direttore di Radio Vaticana, 42/58, 21/6/57, Turo).

Di Albino Luciani cominciò a circolare per la curia l’immagine di uomo poco adatto all’incarico, troppo «puro di cuore», troppo semplice per la complessità dell’apparato che doveva governare.

La morte subitanea, dopo trentatre giorni di pontificato, suscitò incredulità e stupore, sentimenti accresciuti dalle titubanze del Vaticano nello spiegare il come, il quando ed il perché dell’evento. In questo modo, l’incredulità diventò prima dubbio e poi sospetto. Era morto o l’avevano ucciso?

Fu detto all’inizio che Luciani era stato trovato morto con in mano il libro «l’imitazione di Cristo», successivamente il libro si trasformò in fogli di appunti, quindi in un discorso da tenere ai gesuiti ed infine, qualche versione ufficiosa volle che tra le sue mani ci fosse l’elenco delle nomine che il Papa intendeva rendere pubbliche il giorno dopo.

Dapprima, l’ora della morte fu fissata verso le 23 e, quindi, posticipata alle 4 del mattino. Secondo le prime informazioni, il corpo senza vita era stato trovato da uno dei segretari personali del Papa, dopo circolò la voce che a scoprirlo fosse stata una delle suore che lo assistevano. C’erano veramente motivi per credere che qualcosa non andasse per il verso giusto.

Qualcuno insinuò che forse sarebbe stato il caso di eseguire un’autopsia e questa voce, dapprima sussurrata, arrivò ad essere gridata dalla stampa italiana e da una parte del clero.

Naturalmente l’autopsia non venne mai eseguita ed i dubbi permangono ancora oggi. Di questo argomento si occuperà approfonditamente l’inglese David Yallop, convinto della morte violenta di Giovanni Paolo I. Il libro dello scrittore inglese passa in rassegna tutti gli elementi di quel fatidico 1978 fino a sospettare sei persone dell’omicidio di Albino Luciani: il Segretario di Stato Jean Villot , il cardinale di Chicago John Cody, il presidente dello I.O.R. Marcinkus, il banchiere Michele Sindona, il banchiere Roberto Calvi e Licio Gelli maestro venerabile della Loggia P2.

Secondo Yallop, Gelli decise l’assassinio, Sindona e Calvi avevano buone ragioni per desiderare la morte del Papa ed avevano le capacità ed i mezzi per organizzarlo, Marcinkus sarebbe stato il catalizzatore dell’operazione mentre Cody (strettamente legato a Marcinkus) era assenziente in quanto Luciani era intenzionato ad esonerarlo dalla sede di Chicago perché per motivi finanziari si era attirato le attenzioni non solo della sua chiesa ma addirittura della giustizia cittadina e della corte federale. Villot, infine, avrebbe facilitato materialmente l’operazione.

La ricostruzione fatta da Yallop degli affari di Sindona, di Calvi, di Gelli e dello I.O.R., conduce inevitabilmente all’eliminazione del Papa. Il lavoro investigativo di Yallop è buono e non si può non tener conto di tale lavoro soprattutto considerando il fatto che troppi sono i dubbi inerenti le ultime ore di vita del Papa.

Perché e soprattutto chi ha fatto sparire dalla camera del Papa i suoi oggetti personali? Dalla stanza di Luciani scompariranno gli occhiali, le pantofole, degli appunti ed il flacone del medicinale Efortil.

La prima autorità di rango ad entrare nella stanza del defunto fu proprio Villot, accompagnato da suor Vincenza (la stessa che ogni mattina portava una tazzina di caffè al Papa) che verosimilmente fu l’autrice materiale di quella sottrazione.

Perché la donna si sarebbe adoperata con tanta solerzia per far sparire gli oggetti personali di Luciani? Perché quegli oggetti dovevano sparire? Domande destinate a restare senza risposta anche in considerazione del fatto che la diretta interessata è passata a miglior vita.

Una curiosità per chiudere l’argomento: sulla scrivania di Luciani fu trovata una copia del settimanale «Il mondo» aperta su di un’inchiesta che il periodico stava conducendo dal titolo: «Santità...è giusto?» che trattava, sotto forma di lettera aperta al pontefice, il tema delle esportazioni e delle operazioni finanziarie della banca Vaticana. «E’ giusto...» recita l’articolo «...che il Vaticano operi sui mercati di tutto il mondo come un normale speculatore? E’ giusto che abbia una banca con la quale favorisce di fatto l’esportazione di capitali e l’evasione fiscale di italiani?»

da
http://cristianesimo.it/luciani.htm


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i banchieri di dio . del loro dio

I banchieri di Dio, il film di quei drammatici avvenimenti che hanno dominato la scena politica degli ultimi vent'anni e ancora oggi non hanno risposto alla domanda: chi ha ammazzato Calvi?

Il regista Giuseppe Ferrara (sue le pellicole su Moro, Falcone e il generale Dalla Chiesa) ha lavorato a questo soggetto per più di 15 anni, leggendosi montagne di carte giudiziarie. Nel 1987 è già pronta la sceneggiatura, scritta dallo stesso Ferrara e Armenia Balducci, moglie dell'attore Gianmaria Volonté, entusiasta del progetto. Ma la prima doccia fredda viene dalla Penta Cinematografica di Vittorio Cecchi Gori e Silvio Berlusconi. Bocciata quell'idea: un film sulla P2, sull'organizzazione di cui il Cavaliere ha fatto parte? Mai!

Poi, nel 2001, la svolta, con i soldi che il produttore Enzo Gallo raccoglie da ministero dei Beni culturali, Rai Cinema e Tele+. Così, ciak, si gira. Sette miliardi di costo, due ore di suspense, tra giallo e spy story. Omero Antonutti è Roberto Calvi, perfetto nella parte e nella somiglianza: sempre in balia di Ortolani e Gelli (il Gatto e la Volpe). Pamela Villoresi è la moglie Clara. Un massiccio Rutger Hauer è il vescovo Marcinkus, mentre Flavio Carboni, che accompagnerà Calvi nel suo ultimo viaggio londinese, è Giancarlo Giannini, spietato e mellifluo. Francesco Pazienza, vicino ai servizi, è Alessandro Gassman.

Ecco la trama:

Il vescovo Marcinkus, presidente della banca vaticana IOR, lascia Calvi con 1.300 miliardi da restituire a banche sparse in America. Un MILIARDO di DOLLARI inviato in Polonia per aiutare i sindacati, su richiesta del papa, non rientrerà nella disponibilità di Calvi, sarà l'erede di Sindona a fare la fine del suicidato in un balletto perfetto di attori e sosia, Andreotti, Craxi, il papa, la mafia, la massoneria, la Banca d'Italia, la finanza laica e quella del VATICANO.

Un film SCONVOLGENTE. La ricostruzione dei fatti e la successione degli avvenimenti è chiarissima. Si vede la fitta trama di complicità della MASSONERIA DEVIATA, della P2 appena scoperta, delle complicità dei GENERALI dell'Esercito Italiano (Santovito) e della Guardia di Finanza che invano cercano di ostacolare i giudici che indagano in tutte le direzioni.

Un film da seguire battuta per battuta, una successione di fatti e avvenimenti da vedere al rallentatore. Raramente il cinema italiano ha prodotto un film su argomenti di tale gravità, in tempi relativamente vicini ai fatti, e anche per questo con valenza di DENUNCIA CIVILE.

Il BANCO AMBROSIANO VENETO capolinea di traffici internazionali di capitali che finanziavano dittature, commerci illeciti e sindacati polacchi contro il "comunismo" dilagante.

Il papa polacco voluto dal Cardinale Benelli di Firenze, in una chiesa che votava il papa con 10 cardinali non italiani su 100 italiani, dopo il disastro di papa Luciani, proiettò la chiesa di Roma, e quindi l'Italietta repubblicana del Craxismo in un panorama politico internazionale che dalla fine della guerra mondiale gli era stato precluso.

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ENZO BIAGI: C'ERA UNA VOLTA.. ROBERTO CALVI

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C'era una volta un uomo tranquillo che fece un irresistibile ascesa all'interno della prudente e cattolica banca in cui lavorava fino a portarla ai vertici della finanza internazionale per poi distruggerla dissipando migliaia di miliardi di lire con la complicità di politici ed alti prelati e finì impiccato sotto un ponte a Londa in circostanze mai chiarite.
Roberto Calvi, il banchiere di Dio raccontato a Enzo Biagi dalla moglie Clara.
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giovedì 14 marzo 2013

Il neo eletto papa omofobo parla dei politici



Chi sostiene che Papa Francesco possa rappresentare un cambiamento in senso progressista in seno alla Chiesa, probabilmente sarà presto costretto a ricredersi. Le posizioni di Bergoglio su alcuni temi sono infatti pienamente in linea con quelle sostenute dagli ultimi pontefici, quindi molto conservatrici. Sulle nozze gay, ad esempio, si è spesso espresso quando era cardinale, giudicandole come “un segno del diavolo e un attacco devastante ai piani di Dio”. Non è tardata ad arrivare stamattina la netta denuncia di una delle principali associazioni omosessuali cilene, che in un comunicato non risparmia nulla al nuovo Pontefice: “Ancora una volta – si legge – la Chiesa pone a capo del Vaticano a un promotore dell'odio verso la diversità sociale e una figura del riferimento dell'omofobia e del disprezzo delle minoranze sessuali”.


 In una dichiarazione del 2007 il neo eletto papa (allora arcivescovo di Buenos Aires), in riferimento alla candidatura alle presidenziali di Cristina Kirchner, affermava "Le donne sono naturalmente inadatte per compiti politici. L'ordine naturale ed i fatti ci insegnano che l'uomo è un uomo politico per eccellenza, le Scritture ci mostrano che le donne da sempre supportano il pensare e il creare dell'uomo, ma niente più di questo".

 LEGGI TUTTO  http://cipiri8.blogspot.it/2013/03/cristina-kirchne-presidente-dargentina.html

Cristina Kirchne, Presidente d’Argentina


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EVVIVA LE DONNE!

 EVVIVA Cristina Kirchne, Presidente d’Argentina.



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http://cipiri8.blogspot.it/2013/03/arcore-sistema-prostitutivo.html 

Arcore : sistema prostitutivo


Nella villa succedeva di tutto.

 La requisitoria del pm in aula: si trafficava sesso



"Non siamo di fronte a una prostituzione di strada ma a un sistema più sofisticato ma non meno lesivo della dignità della donna''. Lo ha detto il Pm Antonio Sangermano durante la requisitoria al processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi.



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lunedì 14 gennaio 2013

Le Femen nude dal PAPA

Le Femen nude all’Angelus: «Papa omofobo»

Le attiviste ucraine hanno mostrato il seno per protesta in piazza san Pietro, scandalizzando molti. Ma perché la Chiesa ce l’ha tanto con il corpo svestito?

Ma la cosa che si è capita meglio è stato il seno nudo, le famose tette che, insolitamente paratesi di fronte ai fedeli, hanno causato lo scompiglio generale. Le comiche rassegne di foto della manifestazione, facilmente reperibili online, mostrano i volti degli astanti a metà tra sbigottimento e malcelata lussuria, e l’intervento della gloriosa Arma, i cui esponenti sono sembrati più intenti a nascondere le inopportune tette che a ristabilire l’ordine vero e proprio, ha aggiunto quel dettaglio di colore tutto italiano che ha giustamente reso celebri i nostrani Carabinieri.
Resta da domandarsi chi abbia davvero paura del seno nudo. E la risposta è: molti. E nella Chiesa, soggetto in questione, moltissimi. A partire dal parroco di San Terenzo, ameno borgo ligure fino a poche settimane fa celebre solo per la casa che ospitò Percy e Mary Shelley e per le acciughe sotto sale alla spezzina, finché il suddetto prete non si è prodotto nella constatazione che ha fatto il giro del mondo: le donne, dice il religioso, lo stupro e l’omicidio se lo vanno a cercare esponendo le loro peccaminose membra.
La paura del corpo, in specie di quello femminile, a ben vedere non dovrebbe appartenere a chi si riempie la bocca di Dio, santi e madonne: chi ha infatti creato, viene da domandare alle costumate gerarchie cattoliche, il corpo della donna? E oltretutto l’ha creato nudo. Un messaggio più chiaro di questo neanche le Femen con il loro miglior topless saprebbero diffonderlo. Invece si continua a coprire le tette come in piena Controriforma si mettevano le mutande ai nudi michelangioleschi, facendo semplicemente finta di niente.


http://femen.org/

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domenica 3 giugno 2012

la visita del papa a Milano genererà un indotto di 58 milioni di euro


 E’ stato detto che il Dalai Lama ha donato 50.000 euro ai terremotati, e il Papa nulla: falso, il Papa in persona ha donato 100.000 euro. E’ stato detto che la visita pastorale a Milano in occasione del Family day rappresenta uno spreco di denaro pubblico in sfregio ai terremotati: falso, genererà un indotto di 58 milioni di euro. E’ stato detto che i 100.000 euro donati dal Papa rappresentano briciole in paragone a quelle che sono le “ricchezze del Vaticano”. Ebbene, è falso pure questo, perché la Conferenza Episcopale Italiana ha stanziato un milione di euro come primo contributo per fronteggiare la prima emergenza.


 Ecco il comunicato diffuso dalla Cei:

Mentre la terra continua a tremare in Emilia, con nuove vittime, migliaia di sfollati e danni ingenti a case, palazzi e chiese, la Presidenza della Conferenza Episcopale, con il consenso dell’Assemblea Generale, ha stanziato un milione di euro come primo contributo per fronteggiare la prima emergenza. Da tutta Italia le Caritas hanno già fatto manifestato vicinanza e disponibilità ad aiutare: è stato aperto un centro di coordinamento Caritas a Finale Emilia e ci si impegna a un affiancamento duraturo, nel medio e lungo termine, nella fase più difficile della ricostruzione materiale e del tessuto sociale, con attenzione alla ricostruzione socio-economica, all’animazione e ai luoghi di aggregazione delle comunità.
AGGIORNAMENTO DEL 31 MAGGIO:
Dopo lo stanziamento di un milione di euro nelle prime ore, la Conferenza episcopale italiana ne ha donati altri due a sostegno dell’Emilia ferita dal sisma.
La Cei ha inoltre stabilito di indire una Colletta nazionale che verrà svolta in tutte le chiese italiane domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini. Il ricavato dovrà essere consegnato da tutti i parroci alle rispettive Caritas diocesane, che provvederanno a inoltrarlo a Caritas italiana, già operativa nelle zone colpite con un proprio Centro di coordinamento. In occasione del terremoto d’Abruzzo del 2009 le diocesi riuscirono a raccogliere circa 27 milioni di euro. L’obiettivo è raggiungere almeno la stessa cifra anche per l’Emilia-Romagna.


BLOG DI CIPIRI: Il 2-3 giugno la visita del papa a Milano costerà ...:   .   IL MIO ELOGIO A TUTTI I VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILE CHE IN QUESTO MOMENTO, E CON UN GRANDE SPIEGAMENTO DI FORZE, STANNO A...


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martedì 22 maggio 2012

Il 2-3 giugno la visita del papa a Milano costerà 3.1 milioni, Donateli ai terremotati!

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 IL MIO ELOGIO A TUTTI I VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILE CHE IN QUESTO MOMENTO, E CON UN GRANDE SPIEGAMENTO DI FORZE, STANNO AIUTANDO LE POPOLAZIONI COLPITE DAL TERREMOTO NEL NORD ITALIA!
il DALAI LAMA ha mandato 50mila  euro ai terremotati ,,,


ECCO LE VERITA' SULLA VISITA DEL PAPA
 E LE DONAZIONI DELLA CHIESA 
INDOTTO GENERATO 58 MILIONI DI EURO


 Il 2-3 giugno la visita del papa a Milano costerà 3,1 milioni. Donateli ai terremotati!


 Il 2-3 giugno la visita del papa a Milano costerà 3,1 milioni. Donateli ai terremotati!

Il 2 e il 3 giugno prossimo verrà spesa questa ingente cifra per il potenziamento dei mezzi pubblici passaggi straordinari di Amsa per la pulizia delle strade e aree pubbliche e presidi dei vigili.

Costerà 3,1 milioni di euro al Comune la gestione di tutti i servizi per la visita del papa tra pochi giorni per l’Incontro mondiale delle famiglie.
La giunta di palazzo Marino ha approvato da tempo la delibera con cui si inquadrano gli interventi straordinari che saranno messi in campo per la tre giorni di Benedetto XVI a Milano, dal potenziamento dei mezzi pubblici ai passaggi straordinari di Amsa per la pulizia delle strade aree pubbliche ai presidi dei vigili.
Il budget previsto è di 3,1 milioni di euro e fra le iniziative di maggior rilievo ci sarà il funzionamento ininterrotto dei mezzi pubblici nella notte fra sabato 2 giugno e domenica 3, per permettere ai pellegrini di raggiungere l’aeroporto di Bresso.

Si rimane basiti di fronte a tali sprechi in un periodo di grande crisi economica, con i cittadini bersagliati da tasse e pagamenti. In più c'è fresca fresca l'emergenza terremoto in Emilia, alla quale il premier Monti aveva già pensato giusto in tempo, con la riforma della Protezione Civile, che in pratica esenta lo stato a intervenire economicamente per le far fronte alle calamità naturali.

La città di Milano può fare senz'altro a meno di questo "incontro per la famiglia" che sarà intriso di belle parole e di soldi sprecati, come succede per questi tipi di eventi, e senza dubbio le famiglie milanesi, sarebbero ampiamente d'accordo nell'annullarlo e donare il budget alle altre famiglie colpite dal sisma.
Potrebbe essere anche la buona occasione per il sindaco di Milano, per accontentare il gran numero di suoi votanti, appartenenti ad altre religioni e laici, e per la Chiesa e il suo capo Ratzinger, di ottemperare almeno una volta alla carità che "dovrebbe" essere la loro prerogativa primaria.

Vi preghiamo di promuovere subito un "incontro per le famiglie emiliane" donando loro quei 3 milioni.


leggi anche
http://cipiri.blogspot.it/2012/05/milano-una-forte-scossa-di-terremoto.html


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http://cipiri17.blogspot.it/2012/05/milano-sostiene-le-vittime-della-chiesa.html

 CIVILTA' NEI CONFRONTI DI TUTTI COLORO CHE IN QUALCHE MODO SUBISCONO LE PERSECUZIONI DELLA CHIESA CATTOLICA.
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mercoledì 18 marzo 2009

Papa: Aids





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.Papa: Aids, non si supera con preservativi


(ANSA) - A BORDO DEL VOLO PAPALE, 17 MAR - L'epidemia di Aids 'non si supera con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi'.
Lo dice il Papa, Benedetto XVI ,
per il Pontefice, in viaggio verso il Camerun, l'unica strada efficace e' quella di un rinnovo spirituale e umano nella sessualita'.

.................RIDICOLO............

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