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mercoledì 23 gennaio 2019

Lega: indagato per i soldi dei terremotati scomparsi

Il sindaco-senatore della Lega indagato per i soldi dei terremotati scomparsi


Il sindaco-senatore della Lega indagato per i soldi dei terremotati scomparsi

Si chiama Giuliano Pazzaglini, è il sindaco di Visso in provincia di Macerata e grazie alle denunce sulla ricostruzione lenta e lacunosa è diventato senatore della Repubblica a furor di popolo. «Per prima cosa cercherò di rispondere alla richiesta d’aiuto di un territorio martoriato dal sisma e dalle inefficienze burocratiche», diceva appena eletto. E infatti, fa sapere oggi Sandra Amurri sul Fatto, Pazzaglini è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Macerata per vari reati contro la Pubblica amministrazione legati a donazioni post sisma 2016 per un ammontare di decine di migliaia di euro che mancherebbero all’appello.

Mancherebbero all’appello anche due consistenti donazioni di Emil Banca di Bologna. In questo primo filone gli viene contestato il reato di peculato. Riguarda la somma di 11.800 euro di una iniziativa di beneficenza organizzata da Moto Nardi “In moto per ricostruire”a favore dei commercianti, di cui non vi è traccia. Soldi in contanti consegnati al sindaco in Comune dal titolare, Vincenzo Cittadini.

IL SENATORE,alcuni mesi fa, ha reso dichiarazioni spontanee in presenza dell’avvocato Giuseppe Villa che lo difende con l’avvocato Giancarlo Giulianelli di Macerata, legale anche di Luca Traini, il simpatizzante di CasaPound e di Forza Nuova, candidato della Lega alle Amministrative 2017, condannato a dodici anni per strage con l’aggravante razzista per aver sparato a Macerata ferendo sei immigrati per “vendicare l’omicidio di Pamela Mastropietro”, del quale sono accusati alcuni spacciatori nigeriani.

Ma entrambi gli avvocati, da noi sentiti, negano di difendere il senatore Pazzaglini a cui, dopo le dichiarazioni spontanee ritenute evidentemente non credibili, il 14 gennaio scorso è stato notificato l’atto di sequestro preventivo del conto corrente.


“Non ho percepito la somma in qualità di sindaco, di pubblico ufficiale, bensì come privato cittadino, come custode della somma – si è difeso Pazzaglini – e l’ho utilizzata alla bisogna per lavori in economia alle casette nell’area Laghetto di Visso”. E la rendicontazione? “È in un file che al momento non trovo”. Al senatore è stata anche notificata la proroga delle indagini riguardanti gli altri reati contestati, i cui termini scadranno fra un mese.

Indagato anche Giovanni Casoni che Pazzaglini ha portato con sé in Senato come assistente dopo che era stato costretto a dimettersi da presidente della Croce Rossa locale a seguito dell’inchiesta del Fatto che aveva rivelato che Pazzaglini era socio di Casoni nella Sibyl Project per il confezionamento di cesti con prodotti tipici acquistati dai produttori locali da rivendere sul mercato conla scritta “Ripartiamo daqui… Pacco solidaleSisma”. Una normale attività commerciale, finalizzata al profitto, certamente, se non fosse che la scritta sui pacchi lasciava intendere che acquistarli equivalesse ad aiutare i terremotati oltre al fatto che i soggetti interessati all’affare erano il sindaco e il presidente della Croce Rossa.

Il Fatto aveva anche rivelato la storia di sei casette di legno donate a Visso dai Comuni di Meolo (Venezia) e Taino (Varese)transitate nelle società del senatore e di Casoni attraverso operazioni opache a cui si è aggiunto un corposo esposto di cittadini sulle donazioni.




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giovedì 5 luglio 2012

Israele dona case ai terremotati , doni sporchi di sangue



Israele dona case ai terremotati , doni sporchi di sangue


 Avranno perso i loro beni nel terremoto, è vero, ma gli abitanti di Mirandola non hanno perso la dignità e l’umanità e danno una storica dimostrazione di quello che è “il cuore” degli italiani.
Lunedì, il Ministro degli Esteri di Israele, Avigdor Lieberman, ha avviato la sua visita in Italia nella quale incontrerà le maggiori autorità italiane, coloro che negli ultimi anni hanno “obbedito” nel migliore dei modi al padrone israeliano.
Il falco Lieberman, però, consapevole delle contestazioni plateali che incontrerà in Italia, ha voluto strumentalizzare il sisma che ha colpito i cittadini della località di Mirandola e nel primo giorno si è recato in questo borgo per “donare” 50mila euro e 4 strutture mobili che verranno utilizzate come «Isola nido» per neomamme e i loro bambini dato che l’ospedale è inagibile. Considerando che l’Italia perde annualmente miliardi di euro di incassi e profitti nel mondo per via della sua sottomissione ad Israele, non è una grande somma.

Ma comunque è insorta con grande dignità la gente di Mirandola.
«Io le rifiuterei» (le casette ndr), «case da guerrafondai? Mai». Altri: «Che se le tengano». E ancora: «Le diano ai palestinesi che affamano e uccidono» o ancora: «Doni sporchi di sangue».
In sintesi, la gente comprende e capisce e non è servita nemmeno la censura del comune. Della questione ne parola stamane il sito del quotidiano IL GIORNALE che pur sputando veleno ed accuse contro la povera gente che non vuole doni dagli assassinii israeliani, non fa’ altro che dimostrare una verità: nonostante la baraonda dei media la gente sa’ la verità e questo è un male per quelli che vogliono che la gente rimanga ignorante.
E’ ben chiaro che gli israeliani, contavano di fare questa operazione in un piccolo centro sperando di non essere contestati e di venire apprezzati, ignari dell’elevata intelligenza degli abitanti locali.
Lieberman ha temuto cosi’ tanto le contestazioni che a Roma e’ entrato quasi come un ladro, senza nemmeno un minimo di conferenza stampa, senza nulla; il suo incontro con Monti che si sarebbe dovuto tenere martedi’ sera non ha avuto riscontro sui media e non si sa nulla del contenuto del colloquio
fonte: Irib Italia

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mercoledì 27 giugno 2012

i terremotati prima dei partiti: Firma la petizione

I soldi del finanziamento pubblico, ai quali i partiti avevano rinunciato per destinarli ai terremotati dell'Emilia Romagna e dell'Aquila, rischiano di tornare nelle casse dei partiti stessi. Mancano solo 3 giorni al termine ultimo per apportare modifiche alla apposita legge, ma nulla è stato fatto.  

SOS Monti: mettete i terremotati prima dei partiti!

A Mario Monti e al Consiglio dei ministri:

Vi chiediamo di riunirvi urgentemente e di adottare una legge d'emergenza per trasferire i 91 milioni di euro di rimborsi elettorali dei partiti ai terremotati. In tempi di ristrettezze economiche, i leader politici devono garantire che le nostre risorse vadano a quelli che ne hanno più bisogno. I partiti hanno promesso di dare una mano per la ricostruzione: sta a voi costringerli a rispettare la parola data.

43,417
43,417 hanno firmato. In meno di 24 ore abbiamo superato il nostro obiettivo di 40.000 firme! Ora aiutaci ad arrivare a 100,000
Pubblicato il: 26 Giugno 2012
E' una vergogna: nonostante la promessa di trasferire i loro contributi pubblici alle vittime del terremoto, i partiti se li intascheranno tutti il 1° luglio! Solo Monti può accendere i riflettori su questo scandalo e garantire che l'aiuto concreto vada a quelli che ne hanno più bisogno, ma solo se oggi saremo in tanti ad appellarci a lui.

I partiti hanno promesso di destinare i 91 milioni di euro della prossima tranche di finanziamento pubblico alla ricostruzione in Emilia e a L'Aquila, ma per far sì che questi fondi vadano alle vittime del terremoto devono adottare una legge entro il 1° luglio, giorno in cui riceveranno i soldi. I partiti però hanno deliberatamente perso tempo in Parlamento così da affossare la legge e intascarsi i milioni di euro. Alcuni senatori si sono rivolti a Monti per chiedere di adottare una legge d'emergenza per fermare questa presa in giro, e un appello accorato da tutti gli italiani potrebbe convincerlo a farlo.

Monti deve sentirci forte e chiaro prima della scadenza fra un paio di giorni. Aggiungi il tuo nome per chiedergli di dirottare i 91 milioni di euro alle vittime del terremoto, e la senatrice Poretti leggerà la nostra petizione in Parlamento non appena raggiungeremo le 40.000 firme. Firma la petizione e dillo a tutti!

Spargi la voce: http://www.avaaz.org/it/italy_monti_party_money_to_earthquake/


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martedì 22 maggio 2012

Il 2-3 giugno la visita del papa a Milano costerà 3.1 milioni, Donateli ai terremotati!

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 IL MIO ELOGIO A TUTTI I VOLONTARI DELLA PROTEZIONE CIVILE CHE IN QUESTO MOMENTO, E CON UN GRANDE SPIEGAMENTO DI FORZE, STANNO AIUTANDO LE POPOLAZIONI COLPITE DAL TERREMOTO NEL NORD ITALIA!
il DALAI LAMA ha mandato 50mila  euro ai terremotati ,,,


ECCO LE VERITA' SULLA VISITA DEL PAPA
 E LE DONAZIONI DELLA CHIESA 
INDOTTO GENERATO 58 MILIONI DI EURO


 Il 2-3 giugno la visita del papa a Milano costerà 3,1 milioni. Donateli ai terremotati!


 Il 2-3 giugno la visita del papa a Milano costerà 3,1 milioni. Donateli ai terremotati!

Il 2 e il 3 giugno prossimo verrà spesa questa ingente cifra per il potenziamento dei mezzi pubblici passaggi straordinari di Amsa per la pulizia delle strade e aree pubbliche e presidi dei vigili.

Costerà 3,1 milioni di euro al Comune la gestione di tutti i servizi per la visita del papa tra pochi giorni per l’Incontro mondiale delle famiglie.
La giunta di palazzo Marino ha approvato da tempo la delibera con cui si inquadrano gli interventi straordinari che saranno messi in campo per la tre giorni di Benedetto XVI a Milano, dal potenziamento dei mezzi pubblici ai passaggi straordinari di Amsa per la pulizia delle strade aree pubbliche ai presidi dei vigili.
Il budget previsto è di 3,1 milioni di euro e fra le iniziative di maggior rilievo ci sarà il funzionamento ininterrotto dei mezzi pubblici nella notte fra sabato 2 giugno e domenica 3, per permettere ai pellegrini di raggiungere l’aeroporto di Bresso.

Si rimane basiti di fronte a tali sprechi in un periodo di grande crisi economica, con i cittadini bersagliati da tasse e pagamenti. In più c'è fresca fresca l'emergenza terremoto in Emilia, alla quale il premier Monti aveva già pensato giusto in tempo, con la riforma della Protezione Civile, che in pratica esenta lo stato a intervenire economicamente per le far fronte alle calamità naturali.

La città di Milano può fare senz'altro a meno di questo "incontro per la famiglia" che sarà intriso di belle parole e di soldi sprecati, come succede per questi tipi di eventi, e senza dubbio le famiglie milanesi, sarebbero ampiamente d'accordo nell'annullarlo e donare il budget alle altre famiglie colpite dal sisma.
Potrebbe essere anche la buona occasione per il sindaco di Milano, per accontentare il gran numero di suoi votanti, appartenenti ad altre religioni e laici, e per la Chiesa e il suo capo Ratzinger, di ottemperare almeno una volta alla carità che "dovrebbe" essere la loro prerogativa primaria.

Vi preghiamo di promuovere subito un "incontro per le famiglie emiliane" donando loro quei 3 milioni.


leggi anche
http://cipiri.blogspot.it/2012/05/milano-una-forte-scossa-di-terremoto.html


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http://cipiri17.blogspot.it/2012/05/milano-sostiene-le-vittime-della-chiesa.html

 CIVILTA' NEI CONFRONTI DI TUTTI COLORO CHE IN QUALCHE MODO SUBISCONO LE PERSECUZIONI DELLA CHIESA CATTOLICA.
STAMPA QUESTA FOTO E APPENDILA NEL PORTONE DEL TUO PALAZZO, COSI FACENDO CI AIUTERAI A DIVULGARE QUESTO EVENTO.
ALTRE IDEE PER SOSTENERCI http://

retelabuso.blogspot.it/p/sostieni-le-vittime-della-chiesa.html
EVENTO https://www.facebook.com/
events/420857734612359/


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martedì 14 dicembre 2010

Tutti a Roma contro il governo , Studenti, operai, terremotati,




Studenti, operai, terremotati, Tutti a Roma contro il governo


Ottanta pullman da tutta Italia per la protesta anti Gelmini, che si unirà ai cortei di metalmeccanici, comitati per L'Aquila, ma anche cittadini di Terzigno e immigrati. Una giornata caldissima per la Capitale nel giorno del voto di fiducia sull'esecutivo



ROMA - Sarà una giornata caldissima, a dispetto del preannunciato arrivo del gelo su tutta la Penisola: mentre a Montecitorio si deciderà sulla sopravvivenza del governo Berlusconi, la protesta degli studenti contro la riforma Gelmini tornerà a risuonare nelle strade e nelle piazze di tutta Italia, con epicentro a Roma. E insieme alle migliaia di studenti in arrivo con 80 pullman nella Capitale, sfileranno in altri cortei anche i metalmeccanici Fiom che protestano per i casi Melfi e Pomigliano, i cittadini di Terzigno contro le discariche, le associazioni antirazziste degli immigrati, i comitati dei terremotati dell'Aquila.



Una concentrazione tale da far immaginare un autentico assedio al cuore politico del Paese, diviso tra Montecitorio, Palazzo Chigi, Palazzo Madama, Palazzo Grazioli. Un duro lavoro di controllo attende le forze dell'ordine, che dovrebbero mantenere i manifestanti ben lontani dalla cosiddetta "zona rossa". Con la preoccupazione di garantire "sia il diritto di manifestare che la sicurezza delle sedi istituzionali, degli operatori di polizia, e degli stessi manifestanti, nonché la vivibilità per chi risiede e lavora nelle zone interessate dalle manifestazioni", spiega una nota della Questura di Roma.



Impossibile determinare con certezza i percorsi dei vari cortei. Oltre ai luoghi prestabiliti per la partenza della protesta, si prevedono anche punti di riunione improvvisati per i quali non è stata richiesta alcuna autorizzazione. In altre parole, le strade



da seguire saranno decise in base ai partecipanti alla manifestazione. Difficile prevedere le mosse dei manifestanti. Per questo la Questura ha approntato un "dispositivo modulare e flessibile", che prevede blocchi delle strade dove necessario, ma che potranno poi essere rimossi, spostati o comunque orientati in base alle esigenze del momento. Con conseguenze imprevedibili per il traffico e per il trasporto pubblico.



Il concentramento principale degli studenti, oltre a quelli della Stazione Ostiense e di piazza della Repubblica, avrà luogo a partire dalle 10 in piazzale Aldo Moro, davanti alla Sapienza. Gli universitari non nascondono di voler tentare un nuovo assalto al Parlamento, dopo quello che il 30 novembre scorso portò a tensioni e scontri con le forze dell'ordine 1 che sbarrarono le vie d'accesso a piazza Montecitorio.



"Assedieremo tutti i palazzi del potere nel centro storico" confermano gli studenti riuniti nell'Aula VI di Lettere alla Sapienza, dove hanno presentato le mobilitazioni di domani. "Qualsiasi cosa accadrà - dicono - rappresenterà comunque una giornata di democrazia reale. Perché come studenti ci batteremo sempre contro ogni tentativo di dismissione dell'università pubblica e fino a che questo governo non se ne andrà a casa".


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venerdì 15 ottobre 2010

L' AQUILA , LASCIATE GLI ALBERGHI




A volte lo sfinimento può portare ad azioni gravi.

E' quanto sta succedendo in questo ore sulla costa abruzzese, dove in uno dei tanti alberghi che ha ospitato e sta ancora ospitando gli sfollati aquilani, ha detto basta. Gli ultimi ospiti provenienti dall'Aquilano dovranno riconsegnare le camere entro fine settimana. E' l'estrema conseguenza cui è giunto un albergatore di Alba Adriatica finito quasi sul lastrico a causa dei ritardi nel rimborso delle spese per l'accoglienza degli aquilani sfollati a causa del terremoto del 6 aprile 2009.
L'allarme l'aveva lanciato circa un mese fa Federalberghi Abruzzo che chiedendo di accelerare i pagamenti. La Federlalbertghi ha alzato la voce con la Presidenza del Consiglio, con la Regione Abruzzo e con la Protezione Civile. A quanto pare, come dimostra il gesto dell'albergatore di Alba Adriatica, la situazione non è cambiata ed è ancora grave.
"Mediamente sette mesi di arretrati non saldati e convenzione per l'ospitalità dei terremotati scaduta e non ancora rinnovata." Questa la denuncia arrivata da un gruppo di albergatori abruzzesi sia della provincia dell'Aquila sia della costa abruzzese.

Oggi l'albergatore che "scaccia" i terremotati, perché sta quasi peggio di loro. Chi all'inizio dell'emergenza sisma ha teso la mano agli aquilani, oggi si trova a fare la guerra con loro, una guerra della disperazione.
Sono 130 le strutture ricettive del Teramano coinvolte nell'emergenza e tutt'ora, secondo i dati aggiornati al 13 luglio sul sito internet del commissario per la ricostruzione, in provincia di Teramo sono ospitati 792 aquilani rimasti senza casa. Il contratto sottoscritto più di un anno fa dagli albergatori teramani prevede il rimborso di un primo acconto delle spese al momento della presentazione della fattura e il saldo entro i 60 giorni successivi.
"Ma questo non è mai avvenuto", sottolinea il titolare dell'hotel di Alba. La responsabilit. Senza mezze parole, è attribuita tutta alla Regione.

"Fino a quando c'è stata la Protezione civile a gestire l'emergenza abbiamo ricevuto pagamenti posticipati, ma con regolarità».
Dal 1º gennaio la competenza dei rimborsi è passata alla Regione e i bonifici bancari inviati sono diventati rarissimi. "Ne abbiamo ricevuti un paio, mentre prima ne arrivava circa uno al mese", spiega ancora l'albergatore. "A queste condizioni non posso più ospitare nessuno. Rischio il fallimento".

Quindi gli aquilani dovranno riconsegnare le chiavi, abbandonare l'albergo, senza avere altra destinazione.
Gli albergatori abruzzesi ricordano di essere stati in prima linea nella gestione del sisma abruzzese, "al fianco della Regione Abruzzo e a quello della Protezione Civile Nazionale per mettere a disposizione posti letto e ristorazione allo scopo di far fronte nel migliore dei modi al drammatico evento sismico che ha colpito la nostra regione".
Ora però sono allo stremo. l'albergatore albense l'ha ricevuto l'ultimo bonifico a metà giugno, quale saldo delle spese di agosto 2009. Quasi un anno di attesa.

L'albergatore è molto chiaro. "Non c'è un referente con cui parlare e da cui avere risposte precise, e l'unica cosa che mi hanno detto quando ho telefonato è che l'ente non ha soldi per i rimborsi e che facciamo bene a mandare via gli sfollati".


"La Regione non si può prendere meriti che non ha," continua l'albergatore."Siamo stati noi operatori turistici a farci carico dell'ospitalità fornita alle vittime del terremoto".
Gli sfollati aquilani alloggiati nell'Hotel di Alba Adriatica quindi stanno per lasciare l'hotel he dovranno lasciare ma difficilmente troveranno ospitalità in altro albergo della costa.
"Ora l'obbligo di trovare una soluzione non è nostro ma dello Stato".


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