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lunedì 6 gennaio 2014

Lager di Lampedusa per l’Accoglienza ai Migranti


Lager di Lampedusa: ecco chi specula sull’accoglienza ai migranti

Più ne stipano in una camerata meglio è, più a lungo restano meglio è, e se sono minorenni ancora meglio, lo Stato paga di più. Ad ogni barcone che arriva, i “professionisti dell’accoglienza” mettono mano alla calcolatrice e le cifre hanno sempre molti zeri.
 Più di 1.800.000 euro al giorno: tanto, nel 2013, 
ha speso l’Italia per garantire l’accoglienza ai 40.244 migranti sbarcati sulle nostre coste.
 Un letto, i pasti, il vestiario, i farmaci necessari e un minimo di pocket money: 45 euro al giorno è la spesa media per ogni immigrato che mette piede in uno dei 27 tra centri di accoglienza, centri di identificazione ed espulsione e centri per richiedenti asilo. Una cifra che aumenta fino a 70 euro se si tratta di minori (8.000 quelli arrivati quest’anno) in considerazione della particolare assistenza che dovrebbe essere loro garantita.

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Lampedusa come Abu Ghraib? Esclusiva Tg2

Servizio di Valerio Cataldi (www.articolo21.org)

Avevamo visto materassi sistemati ovunque , nei corridoi, nei sottoscala. Avevamo visto intere famiglie dormire all'aperto, sotto la pioggia, bambini giocare nelle pozzanghere. Ma quello che mostra il filmato amatoriale di Khalid va oltre ogni immaginazione e trasforma il centro di accoglienza di Lampedusa in un campo di concentramento. Uomini nudi in mezzo ad una folla di altri uomini in fila. Li visitano i medici che decidono chi deve essere sottoposto al trattamento e chi no. Sono migranti eritrei, siriani, ghanesi, nigeriani, kurdi. Ci sono anche i sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre in quella fila, costretti a spogliarsi di fronte a tutti e ad aspettare il proprio turno, di disporsi di fronte ad un operatore on una pompa piena di disinfettante a braccia larghe, come fossero su una croce. È dicembre, il 13 dicembre, ma Khalid ci dice che succede tutte le settimane. È la disinfestazione per la scabbia, una malattia della pelle che molti di loro hanno preso proprio nel centro di accoglienza, ance se molti altri non ce l'hanno affatto quella malattia, ma subiscono ugualmente l'umiliazione del "trattamento".
Non è la pompa il problema, la profilassi lo prevede, ma il luogo, l'umiliazione, la perdita del senso di umanità che avvolge tutta quella situazione. È questo che lascia sgomenti. Gli operatori della cooperativa Lampedusa accoglienza, che gestisce il centro, governano la fila con la disinvoltura di chi fa questo tipo di lavoro da sempre. È come se il limite del trattamento disumano e degradante fosse stato superato da tempo, e nessuno se ne fosse accorto. Immagini che gridano vendetta e che mettono l'Italia in competizione con la Libia paese del quale quasi tutti i migranti che attraversano i mediterraneo e approdano a Lampedusa, conoscono le umiliazioni del carcere, le violenze, gli stupri.
Sono tutti in fila in silenzio quegli uomini. Nessuno si lamenta. Il metro con cui loro misurano l'orrore è certamente diverso dal nostro, ma tra quegli operatori, quei medici, quegli infermieri che mettono in scena quella violenza, nessuno sembra dubitare per un solo istante. Ci dice Khalid: arriviamo sulle barche, forse anneghiamo, forse no. Paghiamo un sacco di soldi. Vogliamo andare in Europa e vivere qui con le nostre famiglie, costruirci una nuova vita. Arriviamo qui e questa è l'accoglienza che troviamo. Ha ragione il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini: è il modello di accoglienza del nostro paese che dobbiamo cambiare e anche in fretta, prima di assuefarci tutti all'orrore.
È una torta luculliana quella che in Italia si spartiscono ormai da dieci anni veri e propri “colossi” del business dell’accoglienza: dalla Legacoop alle imprese di Comunione e Liberazione, dalle aziende vicine alla Lega alle multinazionali. Le gare bandite dal Viminale, in genere, vengono aggiudicate con un ribasso medio del 30 per cento sulla base d’asta. Peccato che, in ogni centro, si tengano stipati per mesi almeno il doppio o il triplo degli ospiti. A danno delle condizioni di vivibilità di questi centri, da molti definiti lager, ma a tutto vantaggio delle tasche dei gestori. «La ragione per cui questo avviene è che in Italia molti servizi per l’immigrazione vengono affidati sulla base di un solo principio: quello del-l’offerta economica più vantaggiosa.

C’è un business dell’immigrazione inaccettabile, parliamo di commesse da milioni di euro su cui molti si stanno arricchendo, dove i diritti delle persone scompaiono », denuncia Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati. Gli aspiranti allo status di rifugiato costituiscono la fetta più ghiotta della torta. Ecco perché quella che è diventata una vera e propria città di richiedenti asilo, il Cara di Mineo, ospitato nel “Villaggio degli aranci” prima abitato dagli ufficiali americani di stanza a Sigonella, è diventato il motore dell’economia di questa parte della provincia di Catania. Quattromila persone di 50 etnie diverse, il doppio della capienza, fruttano al “Consorzio Calatino Terre di accoglienza” la cifra di 50 milioni di euro all’anno.

Dentro ci sono tutti, da Sisifo (Legacoop) che gestisce il centro di Lampedusa, alla Senis hospes e alla Cascina Global Service (vicina a Cl), la Croce Rossa, il Consorzio Casa Solidale (FORZA ITALIA).

 E non hanno voluto rimanere fuori dall’affare i Pizzarotti di Parma, i proprietari del complesso edilizio requisito nel 2011 ai tempi dell’emergenza Nordafrica dietro pagamento di un canone di 6 milioni di euro annui. Ora che l’emergenza Nordafrica è finita, sono entrati anche loro nel Consorzio gestore.

Quello che Berlusconi nel 2011 presentò come un modello di accoglienza europea, adesso — stando alle denunce delle associazioni umanitarie — si è trasformato in una sorta di lager dove, solo qualche giorno fa, si è suicidato un giovane siriano in attesa del permesso di soggiorno da mesi. Trattenere gli ospiti molto più a lungo del previsto è uno dei “trucchi” utilizzati dai gestori di molti Cara. A Sant’Angelo di Brolo, la procura ha accertato che alcuni ospiti rimasero anche 300 giorni dopo aver ottenuto il permesso di soggiorno, portando illegittimamente 468.000 euro nelle casse del consorzio Sisifo, lo stesso che si è aggiudicato l’appalto di Elmas Cagliari, del Cara di Foggia e del centro di Lampedusa da dove si calcola siano passati più di 100 mila migranti. Due milioni e mezzo di euro è la cifra dell’appalto per la capienza ufficiale di 250 posti. Per gli ospiti in più, il Viminale paga l’extra.

 E questo vale per tutti: così l’Auxilium di Potenza degli imprenditori Pietro e Angelo Chiorazzo per il centro di Bari Palese, per Ponte Galeria a Roma o per Pian del Lago a Caltanissetta incassano molto di più dei 40 milioni di euro previsti dai bandi di gara. Da tempo hanno fiutato l’affare anche i francesi della Gepsa, specialisti delle carceri, e la multinazionale Cofely Italia, che non disdegnano l’associazione con l’Acuarinto di Agrigento o la Synergasia di Roma per gestire il Cara di Castelnuovo di Porto a Roma o al Cie di Gradisca d’Isonzo. E a reclamare la sua fetta di torta c’è anche la Misericordia del pretemanager di Isola Capo Rizzuto che da dieci anni, per 28 milioni di euro all’anno, gestisce un Cara in cui la maggior parte degli ospiti dormono anche in dieci in vecchi container.

 Articolo apparso su “La Repubblica” con il titolo “Più ne arrivano, più guadagnano. Quel business da 2 milioni al giorno consumato sulla pelle dei migranti. Dalle coop alle aziende vicine a Cl, l’accoglienza è un affare”.
di Alessandra Ziniti
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lunedì 25 novembre 2013

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Oggi bandiera del Comune esposta a mezz’asta su Palazzo Marino per sensibilizzare Milano e i milanesi sul dramma che vivono le vittime di abusi e un Consiglio comunale straordinario alle 16:30 sul tema della violenza contro le donne. Inoltre tutta la città si mobiliterà con eventi e manifestazioni organizzati in collaborazione con la rete di enti e associazioni che si occupano dell’assistenza alle vittime di maltrattamenti.


Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subìto, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l'ignoranza in cui l'avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo:

in piedi Signori, davanti a una Donna!"

William Shakespeare

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CORTELLESI, FERITA A MORTE

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Nello spettacolo teatrale "Ferite a morte", Serena Dandini dà voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un "ex". In questa Spoon River del femminicidio, sono loro, per una volta, a parlare in prima persona. Questo è il contributo ironico e straziante di Paola Cortellesi, che interpreta una donna uccisa dal marito e gettata in un pozzo. Sketch che ha scatenato l'ira di Paola Ferrari per una battuta allusiva: "Meglio morta che vedere un'altra volta la Domenica sportiva con l'Illuminata, con la presentatrice piena di luce che pare la Madonna. Quella bionda che dice i risultati con le labbra di rossetto forte e gli orecchini di lampadario. A lui piaceva tanto. A me invece me faceva proprio schifo"
25 novembre: oggi ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nello spettacolo teatrale "Ferite a morte", Serena Dandini dà voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un "ex".

In questa Spoon River del femminicidio, sono loro, per una volta, a parlare in prima persona. Questo è il contributo ironico e straziante di Paola Cortellesi, 
che interpreta una donna uccisa dal marito e gettata in un pozzo.

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martedì 8 maggio 2012

quanto costa l'assistenza sanitaria dei deputati



 Per la prima volta viene tolto il segreto 
su quanto costa ai contribuenti 
l'assistenza sanitaria
 dei deputati.


Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l'assistenza sanitaria integrativa dei deputati.
Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al piùpari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio.
A rendere pubblici questi dati sono stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza denominata Parlamento WikiLeaks.
Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche.
Oltre tre milioni per ricoveri e interventi. Eseguiti nonin ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private.
976mila euro per fisioterapia.
Per visite varie, 698mila euro.
488 mila euro per occhiali.
257mila per la psicoterapia,
e per problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari.
Per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante") 28mila 138 euro.
Per visite omeopatiche 3mila e 636 euro.
Alcuni deputati si sono fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale ma hanno chiesto il rimborso all'assistenza integrativa del Parlamento per 153milaeuro di ticket.
Ma non tutti i numeri sull'assistenza sanitaria privata dei deputati, sono stati desegretati.
Gli importi spesi nell'ultimo triennio per alcune prestazioni previste dal FONDO DI SOLIDARIETÀSANITARIA come ad esempio:
Balneoterapia
shiatsuterapia
massaggio sportivo
elettroscultura (ginnastica passiva)
interventi per chirurgia plastica.
Ma questi conti i Questori della Camera non ce li hanno voluti dare...
Perchéqueste informazioni restano riservate, non accessibili?
Cosa c'èda nascondere?
Ecco il motivodi quel segreto secondo i Questori della Camera:
“Il sistema informatizzato di gestione contabile
dei dati adottato dalla Camera non consente di estrarre le informazioni richieste.
Tenuto conto del principio generale dell'accesso agli atti in base al quale la domanda non può comportare la necessitàdi un'attivitàdi elaborazione dei dati da parte del soggetto destinatario della richiesta, non èpossibile fornire le informazioni secondo le modalità richieste“.
Perchéla Camera deve provvedere a dare una assicurazione
integrativa?
Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo
giàl'assistenza che hanno tutti i cittadini italiani.
Se gli onorevoli vogliono qualcosa di piùdei cittadini italiani, cioèun privilegio, possono pagarselo, visto che giàdispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, a farsi un'assicurazione privata.
Non si capisce perchéquesta mutua integrativàla debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai Questori.
Basterebbe semplicemente non prevede questa mutua integrativà
e quindi far risparmiare alla collettività dieci milioni di euro all'anno
Mentre a noi tagliano sull'assistenza sanitaria e sociale è deprimente scoprire che alla casta rimborsano anche massaggi e chirurgie plastiche private e sempre nel massimo silenzio di tutti.
...E NON FINISCE QUI...
Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa €1.135,00 al mese.
Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO Euro19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TUTTI ESENTASSE!
...senza contare...
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS ‐METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
...ed infine...
RISTORANTE gratis(nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro1.472.000,00).
Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensionedopo 35 mesi in parlamento
mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi
(41 anni per il pubbico impiego)
Circa Euro 103.000,00
li incassano con il rimborso spese elettorali
(in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), piùi privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.
(la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

La classe politica ha causato al paese un danno
di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino
Euro 2.215,00al MINUTO!!!


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sabato 10 settembre 2011

Manovra , l’assistenza ai disabili viene dopo la dentiera del parlamentare




Manovra 

l’assistenza ai disabili viene

dopo la dentiera del parlamentare



Il 7 settembre a Roma il blitz delle associazioni dei disabili: «Nei prossimi tre anni il governo ridurrà le prestazioni di oltre il 35 per cento. Senza contare la riduzione dei fondi destinati agli enti locali. Il problema è di uguaglianza e di libertà. Le persone con disabilità sono cittadini come tutti gli altri. Possono rappresentare una risorsa se messe in condizione di potersi formare e lavorare. Per farlo però hanno bisogno di un aiuto che la società in cui viviamo dovrebbe garantirgli se si basasse realmente su un principio di solidarietà». A parlare è Silvia Cutrera, presidente dell’Agenzia per la Vita indipendente onlus di Roma che ieri mattina, insieme a un nutrito gruppo di persone con disabilità, ha partecipato al blitz a sorpresa organizzato dalla Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish) a Piazza del Popolo a Roma per protestare contro i tagli all’assistenza previsti dalla manovra. Sfidando le molte barriere architettoniche di cui la Capitale è piena, i manifestanti, sulle loro carrozzine, hanno srotolato dalla terrazza del Pincio un’enorme striscione con su scritto “Stop al massacro dei disabili”.
I tagli in cantiere – 4 miliardi di euro nel 2012, 16 nel 2013, 20 nel 2014 – per un totale di 40 miliardi di euro, non possono che mettere in seria difficoltà oltre 10 milioni di famiglie a cui già spetta poco. «Il governo vuole fare cassa sulla pelle dei disabili» dice Pietro Barbieri, presidente della Fish. «Ai tagli previsti dalla manovra all’assistenza si sommano quelli agli enti locali che ridurranno drasticamente i servizi sociali. Di questo passo tutta l’assistenza dei disabili ricadrà sulle famiglie e, se queste non saranno in grado di sostenerla, ritorneremo inevitabilmente agli anni Cinquanta e agli istituti». Per Silvia Cutrera l’attacco non è solo economico ma culturale. «Per manifestare al Pincio non avevamo alcuna autorizzazione – racconta -. Quando abbiamo visto arrivare le forze dell’ordine abbiamo pensato che sarebbe sorta una qualche questione, invece siamo stati ignorati. Nessuno ci ha detto niente. Neanche le forze di polizia ci riconoscono come interlocutori».
Tra invalidità civili, pensioni di reversibilità e agevolazioni fiscali il governo spende ogni anno circa 55 miliardi di euro. «Chi intende comprimere ancora l’assistenza sociale, piegandola alle esigenze di cassa, sarà responsabile dell’impoverimento, dell’esclusione, del confinamento e della segregazione di centinaia di migliaia di persone» dice Pietro Barbieri. «In queste ore si gettano le basi per il definitivo smantellamento di quel po’ di sistema dei servizi che ancora esiste in Italia e per la negazione dei diritti costituzionali».
La mattina dell’ 8 settembre in un flash mob organizzato da persone in sedia a rotelle ed esponenti politi romani, dalla terrazza del Pincio, è stato calato uno striscione di protesta per sensibilizzare i cittadini e gli autori della stessa manovra su una riforma che, come scritto sullo striscione esposto, porterebbe con sé  40 miliardi di tagli al massacro delle persone con disabilità. Al flash mob hanno partecipato anche esponenti del centrosinistra romano il consigliere regionale del Pd Enzo Foschi, il capogruppo regionale di Sel Luigi Nieri e il consigliere provinciale Sel Gianluca Peciola.
Il flash mob dell’8 però, non è un’iniziativa isolata: il Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi, ha organizzato, per sabato 10 e domenica 11, manifestazioni che si svincoleranno per la capitale, da Piazza della Repubblica a Piazza San Giovanni.
Tutto questo fa ancora più rabbia se si considera quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati italiani. Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio.
Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1’109 loro familiari compresi (per volontà dell’ex presidente della Camera PierFerdinando Casini) i conviventi more uxorio.
Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. 3 milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche. Oltre 3 milioni per ricoveri e interventi (eseguiti in cliniche private). Quasi 1 milione di euro (976mila euro, per la precisione) per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. 488mila euro per occhiali. 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari. Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”) 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro.
I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket.
Riassumendo: oltre 10 milioni di euro ( in un anno) per preservare 630 fannulloni dallo stipendio di 20000 euro al mese e relative famiglie sono accettabili, 40 miliardi di assistenza (in 3 anni) a favore di 10 milioni di famiglie allo stremo invece sono troppi. Non fa una piega.


http://vergognarsi.it

di Leonardo Iacobucci

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domenica 17 luglio 2011

I tagli di un governo coraggioso , asili, assistenza, mutui e detrazioni, E dovremmo pure ringraziare




I tagli di un governo coraggioso  

asili, assistenza, mutui e detrazioni

E dovremmo pure ringraziare



“Il Paese ha motivo di essere grato al Parlamento per l’impegno e la determinazione con cui ha proceduto in tempi brevissimi all’esame e alla votazione del decreto legge comprendente massicci interventi per la stabilizzazione finanziaria” (Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica)

Come gli dei greci, i mercati fanno le bizze e non sono ancora tranquilli. Potrebbero imbizzarrirsi per qualche oscuro capriccio e decidere di contagiarci. Già la parola contagio, usata in questi giorni, per raccontare il pericolo di ammalarci della stessa epidemia che ha colpito Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, sta lì a dirci che ancora una volta il pericolo arriva dall’esterno, pronto a travolgerci nella nostra impotenza. Altrove. L’origine e la direzione di quanto sta accadendo è da ricercare sempre altrove. 

Siamo in crisi e la minaccia proviene dall’esterno. Alesina e Giavazzi, sulle pagine del Corriere della Sera, consigliano di non farsi troppe illusioni

Una sorta di mantra dello scaricabarile, che - ripetuto in continuazione da politici e commentatori - lava dai peccati e fa male a noi stessi, perché non ci fa osservare con attenzione le condizioni in cui versa l’Italia come Stato e come nazione, oggi. L’ingresso nell’Euro, la costituzione dell’Europa come soggetto politico e amministrativo, l’apertura delle frontiere a cittadini e ai mercati, chiedevano uno Stato solido, omogeneo e coeso. 

E invece negli ultimi trent’anni la struttura istituzionale dello Stato è stata erosa e svuotata dall’interno. Politici come roditori indefessi ne hanno rosicchiato l’ossatura giorno dopo giorno. Meno lo Stato funzionava più veniva delegittimato dai politici stessi agli occhi dei cittadini. Poi sono arrivati gli anni delle leggi ad personam e i tentativi di cucire la Costituzione come un abito su misura per una persona sola. 

Ma gli abiti hanno tante tasche e tante pieghe. E al loro interno c’è stato spazio per tanti, per chi mediava, per chi tramava e ordiva, per chi eseguiva, per chi contestava e poi al momento opportuno taceva. E intanto sotto i colpi di avvocati, governi, faccendieri e vaffa-day, lo Stato italiano diventava sempre più debole anche come nazione, sfiancato dalla propaganda leghista

Forti di questa debolezza strutturale e forse illusi da quell’arte di arrangiarsi che ci ha fatto salvare tante volte, ci troviamo esposti alla crisi. Non capriccio dell’olimpo del mercato, ma condizione alla quale ci siamo condannati con le nostre mani anno dopo anno, mattone dopo mattone. 

A questa classe politica, il Presidente della Repubblica ha chiesto prova di coesione nazionale. A questo Parlamento, a legge finanziaria approvata, Napolitano ha affermato che il Paese dovrà essere grato. Grati a quali Camere? Quelle che impietose immagini hanno fotografato vuote (vedi foto), nei giorni scorsi? Grati per cosa? Per una manovra regressiva per cui il reddito più è basso e più si paga? Per i tagli agli asili, all'assistenza, ai mutui e alle detrazioni? Grati di cosa? Di aver contribuito ad affondare il Titanic

Viene da chiedersi cosa s’intende per coesione nazionale. Nelle stesse ore in cui venivano approvati provvedimenti che costringeranno cittadini, comuni e regioni a notevoli sacrifici e ad accantonare prospettive di crescita, i parlamentari si facevano lo sconto

Fa rabbia leggere le affermazioni nel corso del dibattito nella Commissione Affari Costituzionali dei senatori del Pdl Pastore, Saro e Saltamartini nel tentativo di giustificare il salvataggio di vitalizi, finanziamenti ai partiti, rimborsi elettorali e indennità parlamentari dai tagli previsti: 

“Il senatore PASTORE (PdL), nel condividere i rilievi formulati dal relatore, si sofferma sul Titolo I del decreto, relativo ai costi della politica e degli apparati pubblici. Ritiene necessario che si levino voci in difesa del prestigio del Parlamento e della dignità della funzione parlamentare, gravemente lesa da campagne diffamatorie che non rappresentano la realtà e alimentano sfiducia nelle istituzioni e in chi le rappresenta.” 

“Il senatore SARO (PdL) ritiene che le misure di contenimento dei costi della politica e degli apparati pubblici siano frutto di una deriva populista, che rischia di determinare una grave delegittimazione del Parlamento. Inoltre, anche procedendo a una radicale revisione di alcuni istituti quali l'indennità parlamentare o il vitalizio, non si riuscirebbe a recuperare il favore dell'opinione pubblica.” 

Coloro che dovevano difendere la società dalla tempesta ormai prossima, hanno mostrato sì coesione sociale, ma per difendere loro stessi dalla società. 

Se l’Italia riuscirà a uscire dalla situazione in cui è precipitata sarà per merito di quei tanti cittadini che, come in altre occasioni (vedi ingresso nella zona Euro, vedi finanziaria 1992-1993 del Governo Amato), si saranno sacrificati, mostrando senso dello Stato e coesione nazionale. E dovranno essere i parlamentari ad essere grati a questo Paese per essersi salvati, e non viceversa come ha improvvidamente dichiarato a caldo il Presidente della Repubblica. 

Si può essere grati a persone che ci hanno condotto per loro insipienza, voracità e miopia politica a questa situazione? Parlamentari, emanazione delle segreterie di partito, che non possiamo neanche eleggere per una legge elettorale che loro hanno architettato e poi mantenuto in vita? 

E allora, come scrive Pippo Civati sul suo blog, forse è ora di un’operazione di “credito pubblico”, che restituisca credibilità a una classe politica che, con il debito pubblico, ha accresciuto i propri privilegi. Un’operazione, che riduca lo squilibrio tra gli stipendi di parlamentari e cittadini come era nello spirito iniziale della Costituzione, partendo dall’abolizione dei vitalizi, dalla riorganizzazione della struttura statale e da una nuova legge elettorale.

Angelo Romano (hanno collaborato Matteo Pascoletti e Arianna Ciccone)
@valigia blu - riproduzione consigliata


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