Una Costituzione non per tutti gli egiziani
Ecco i punti piu' critici e controversi
del testo della Costituzione che gli egiziani sono chiamati a votare e
che le opposizioni contestano con forza .
- Leggiamo i 236 articoli
della nuova Costituzione egiziana. Uno degli articoli più complessi è il
secondo, «i principi della sharia (legge islamica, ndr) sono la fonte
principale di legislazione». Ad acquisire un nuovo ruolo di indipendenza
e controllo è il centro dell'Islam sunnita, la moschea di al-Azhar,
definita un'«istituzione con autonomia esclusiva» e si negano ad
autorità esterne i poteri di nomina e revoca del gran muftì. Il punto
oggetto di controversie è invece l'articolo 219 delle disposizioni
generali in cui si stabilisce una definizione molto ampia dei principi
della sharia: regole fondative, giurisprudenza e fonti credibili della
dottrina sunnita.
Più avanti (art. 10) si ricorda che «la famiglia è la base della società
ed è fondata su religione, moralità e patriottismo», nello stesso
contesto si aggiunge che una donna ha il diritto «ad una maternità
gratuita e alla salvaguardia della salute del bambino» e debba
conciliare «i doveri verso la sua famiglia con il suo lavoro». Una buona
parte della Carta costituzionale si occupa di diritti sociali e
promette in maniera vaga l'«eliminazione della povertà e della
disoccupazione», di proteggere i diritti dei lavoratori, dividere i
costi tra capitale e lavoro o dividere i profitti con giustizia.
Più avanti leggiamo nella nuova Costituzione egiziana che «i salari
devono essere legati alla produzione», stabilendo un salario minimo e
massimo che non viene però quantificato. Secondo l'articolo 15, «la
legge regola l'uso della terra per ottenere giustizia sociale e
proteggere contadini e fattori dallo sfruttamento».
Dall'articolo 58 in avanti si parla di educazione e diritti sociali.
Come stabiliva anche la Costituzione del 1971, la scuola è obbligatoria e
gratuita solo fino alle elementari. «La religione e la storia
nazionale» sono gli insegnamenti centrali dell'educazione
pre-universitaria. E così si richiama in modo generico il dovere di
sradicare l'analfabetismo, assicurare l'assistenza sanitaria, al
risarcimento dei danni da parte dello stato ai martiri della rivoluzione
del 25 gennaio 2011 e alle loro famiglie. Nell'articolo 65, si fa
riferimento «ad una pensione per i lavoratori che non hanno accesso al
sistema di sicurezza sociale». A questo punto si aggiunge la proibizione
del lavoro minorile senza specificare l'età in cui un minore può
iniziare a lavorare. Di interesse, è l'articolo 74 che chiarisce
l'indipendenza della magistratura e proibisce ogni corte diversa da
quella civile. Tuttavia, all'articolo 198 si garantisce l'indipendenza
della giustizia militare nonché un budget autonomo per l'esercito.
Dagli articoli 126 in avanti si parla dei poteri del parlamento e del
presidente della repubblica. Il parlamento può sfiduciare il primo
ministro o uno dei ministri a maggioranza. Mentre il presidente della
repubblica può dissolvere il parlamento solo per giusta causa e in
seguito a referendum. Il presidente è il comandante delle Forze armate e
della polizia, nomina il personale amministrativo civile, militare e
può dichiarare a sua discrezione lo stato di emergenza. Secondo
l'articolo 152, l'impeachment del presidente deve essere approvato con
una maggioranza dei due terzi del parlamento.
Una delle principali novità, è l'articolo 188 che stabilisce per la
prima volta l'elezione diretta dei Consigli locali su base regionale.
Infine, nelle disposizioni generali si stabilisce che l'attuale
presidente resta in carica per quattro anni e la Camera alta (Shura)
acquista i poteri parlamentari fino alle prossime elezioni. Infine, si
definisce la maggioranza dei due terzi con il ricorso ad un referendum
popolare per qualsiasi riforma costituzionale.
di Giuseppe Acconcia*
*Scritto per Il Manifesto
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