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domenica 17 novembre 2013

Grave, che RAINEWS24 abbia trasmesso la diretta del comizio elettorale di un condannato per frode fiscale


Grave, che RAINEWS24 abbia trasmesso la diretta del comizio elettorale 
di un condannato per frode fiscale.
Dopo aver condiviso l’articolo Attenzione: perché LA7 ha dato visibilità al condannato per frode fiscale? sul social network facebook, alcuni utenti hanno commentato che anche RAINEWS24 stava trasmettendo la diretta dal Consiglio Nazionale PDL dove era noto che parlava Silvio Berlusconi condannato in via definitiva con sentenza della Corte di Cassazione per frode fiscale: Silvio Berlusconi fu ”ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo”. - Silvio Berlusconi: le motivazioni della sentenza di condanna inerente i diritti Mediaset.

Perché RAINEWS24, del servizio pubblico, 
ha trasmesso il monologo elettorale di un condannato per frode fiscale?

Sono indignato ed arrabbiato nel pensare che, anche i miei soldi, inerenti il canone RAI, che pago, servano per dare spazio alla campagna elettorale di un condannato per frode fiscale con sentenza definitiva della Corte di Cassazione.
 Imploriamo l’intervento delle Istituzioni competenti che prendano atto di dette anomalie del servizio pubblico
 e ne impediscano il ripetersi punendo giustamente i responsabili.



DOPPIA FREGATURA
La scissione nel Pdl è una strategia che ha una sola finalità:

 recuperare i tanti voti perduti a destra! 
Chi non vuole più votare il delinquente, 
oggi avrà l'opportunità di votare Alfano : è la medesima zuppa!

Mi Rifiuto di Guardare
le Televisioni
del Biscione
contengono 
UN VIRUS
LETALE 

LEGGI ANCHE : http://cipiri8.blogspot.it/2013/11/baby-squillo-colpa-di-berlusconi.html


“Il fenomeno delle baby prostitute c’è sempre stato, ma Berlusconi ne ha prodotto una legittimazione sociale e culturale. Con il caso Ruby molti uomini, anche anziani, vedendo l’esempio di un politico, per la precisione l’ex Presidente del Consiglio, che andava con una diciassettenne, si sono sentiti attratti dalla capacità di questa persona di essere considerata interessante per una ragazzina di quell’età a tal punto da fare loro invidia. 
Per me questo è veramente devastante come messaggio”.


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

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GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
LA FOTO


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sabato 15 settembre 2012

Nuova social card


Esperimento in 12 citta' maggiori. Stanziati 50 mln euro
La nuova social card, per la quale il Governo ha gia' stanziato 50 milioni di euro, sara' articolata in base al numero di componenti familiari e l'importo sara' "sensibilmente piu' grande" rispetto ai 40 euro della carta attuale. Lo ha detto all'ANSA il sottosegretario al Welfare Maria Cecilia Guerra. La nuova card sara'sperimentata nelle 12 citta' italiane con piu' di 250mila abitanti. Priorita' alle famiglie povere con minori e adulti disoccupati o con grave disagio lavorativo.

Download modulo di domanda social card beneficiario con 65 anni o più
Download modulo di domanda social card beneficiario con meno di 3 anni


Il progetto della famosa social card, voluta dal ministro Tremonti e introdotta dal governo Berlusconi, è ancora vivo infatti c’è appena stato un rifinanziamento da parte dell’esecutivo Monti, che è andato ad ampliare il numero di persone che possono beneficiarne.
Attualmente la social card viene concessa agli anziani di età superiore o uguale ai 65 anni o ai bambini di età inferiore ai 3 anni che soddisfino certi requisiti. Ovviamente in quest’ultimo caso la card sarà data effettivamente in mano ai genitori.


I pensionati sopra i 65 anni di età devono essere cittadino/a italiano/a residente in Italia e regolarmente iscritto all’Anagrafe, avere trattamenti pensionistici o assistenziali di importo inferiore a 6.499,82 € all’anno o di importo inferiore a 8.666,43 € all’anno se con oltre 70 anni; avere un ISEE valido inferiore a 6.499,82 €; non essere, da solo o insieme al coniuge indicato nel quadro 4: intestatario di più di una utenza elettrica domestica; intestatario/i di utenze elettriche non domestiche; intestatario/i di più di una utenza del gas; proprietario/i di più di un autoveicolo; proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 25%, di più di un immobile ad uso abitativo; proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 10%, di immobili non ad uso abitativo o di categoria catastale C7; titolare/i di un patrimonio mobiliare, come rilevato nella dichiarazione ISEE, superiore a 15.000 €; non fruire di vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni in quanto ricoverato in istituto di cura di lunga degenza o detenuto in istituto di pena.


 Per i bambini sotto i 3 anni i requisiti sono cittadino/a italiano/a residente in Italia e regolarmente iscritto all’Anagrafe; ISEE valido inferiore a 6.499,82 €; non essere, da solo o insieme all’esercente la potestà genitoriale/soggetto affidatario e all’altro esercente la potestà genitoriale/soggetto affidatario: i) intestatario/i di più di una utenza elettrica domestica; ii) intestatario/i di più di una utenza elettrica non domestica; iii) intestatario/i di più di due utenze del gas; iv) proprietario/i di più di due autoveicoli; v) proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 25%, di più di un immobile ad uso abitativo; vi) proprietario/i, con una quota superiore o uguale al 10%, di immobili non ad uso abitativo o di categoria catastale C7; vii) titolare/i di un patrimonio mobiliare, come rilevato nella dichiarazione ISEE, superiore a 15.000 €.
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martedì 22 novembre 2011

LA SITUAZIONE IN EGITTO SI AGGRAVERA’

 IBRAHIM EL BATOUT

La testimonianza e le previsioni del noto filmaker e documentarista di Port Said, vincitore a Taormina con "L'occhio del sole", in strada assieme alla gente di piazza Tahrir

 LA SITUAZIONE IN EGITTO 

SI AGGRAVERA'


Il Cairo, 22 novembre 2011, Nena News – Sulla rampa del ponte 6 Ottobre che scende dietro il museo egizio, inizia un parcheggio selvaggio. Cittadini e curiosi vogliono capire quello che succede in piazza Tahrir, molta gente non si fida dei network mainstream, e vuole toccare con mano gli avvenimenti. La piazza è di nuovo occupata, a partire dall’ingresso del museo egizio. All’inizio Tahrir sembra solo sporca di immondizia accatastata, niente in confronto ai giorni della rivoluzione di gennaio, quando c’erano decine e decine di auto bruciate e sassi sparsi sulla strada. Ma il luogo simbolo di quei giorni si è di nuovo riempito di gente, lo possiedono e sembrano intenzionati a non mollarlo. Domenica, al centro della piazza, incontro il filmaker Ibrahim El Batout, 48 anni, pluripremiato documentarista di Port Said, e anche produttore, cameramen e tecnico del suono che dopo aver esordito nel lungometraggio con Ithaki e aver vinto Taormina con L’occhio del sole, grazie a Hawi (Il giocoliere), sua terza regia – profetico omaggio all’arte di strada, all’hip-hop e alle band metallare che hanno sconvolto il mondo arabo, è diventato il più radicale esponente del nuovo cinema egiziano.
È qua sin dall’inizio?
No, solamente oggi (domenica, ndr). Sono arrivato a mezzogiorno e sono andato via alle tre, hanno combattuto ininterrottamente. Stasera sono ritornato per un paio di ore.
Che cosa è successo?
La polizia ha cercato di entrare in piazza senza riuscirci. Così sono intervenuti i militari e hanno «liberato» la piazza, già sette persone avevano perso la vita, adesso, da quello che so, sono dodici, ma il numero è destinato a salire.
Chi è stato, l’esercito o la polizia?
L’esercito.
Che cosa hai visto?
Ho solo visto lacrimogeni da tutte le parti e la polizia ricompattarsi davanti al ministero degli interni. La battaglia si è spostata là, l’aria è irrespirabile da quelle parti.
Ibrahim ha una bottiglia con un liquido bianco, una pozione di acqua e gel. Capisco a cosa serve solo quando un paio di ragazzi portano in braccio un loro compagno che si tiene stretta la faccia. Il liquido argina l’effetto irritante negli occhi dei gas. Infatti Ibrahim lava il viso del ragazzo. La gente è preparata questa volta, la maggior parte indossa mascherine da chirurgo o vere e proprie maschere antigas più piccole di quelle usate da militari. Il via vai delle ambulanze è incessante, il numero delle vittime e dei feriti è destinato a crescere senza ombra di dubbio.
Che cosa ti aspetti ora?
Mi aspetto che la situazione si aggravi nei prossimi giorni.
Pensi che l’esercito possa attaccare da un momento all’altro?
No, non credo, ma la polizia sicuro. Vedremo certamente dei brutti scontri… la mia sensazione è che i militari non sanno quello che devono fare.
Potrebbe diventare come la Libia?
No, non credo, per il momento almeno. Nessuno tra la gente qui in piazza possiede armi, e spero vivamente che nessuno riesca a reperirne, nel caso contrario, allora diventerà una guerra civile.
È abbastanza verosimile che le elezioni, in programma lunedì 28, possano essere posticipate?
Penso di sì.
Ci sarà di nuovo un coprifuoco?
Non so come i militari affronteranno la situazione, se lo imporranno sarà molto rigido e non blando come l’ultima volta.
Sembra che l’esercito non sia appoggiato dalla gente, vero?
No, la gente lo supporta, quello che vedi qua è solo una parte della popolazione, non rappresenta tutto l’Egitto. Ci sono molte persone che rimangono chiuse in casa e che appoggiano l’esercito.
Quindi pensi che i militari riprenderanno il controllo della situazione?
Senza ombra di dubbio, forse imponendo un rigido coprifuoco.
Alla radio c’erano persone che accusavano i salafiti, è vero?
No, i salafiti non c’entrano nulla, loro hanno lasciato la piazza venerdì sera, forse ne sono rimasti uno sparuto numero: duecento, al massimo trecento persone. La polizia li ha attaccati e dispersi immediatamente.
Quindi non hanno nessun coinvolgimento?
No, per niente. Anche ora, quanti salafiti vedi? Ce ne saranno forse una decina.
E i Fratelli Musulmani?
Anche loro si sono tenuti ai margini, quella che vedi qua è gente comune.
È curioso che in mezzo a questo caos totale ci siano persone che si prendono cura della piazza cercando di tenerla il più pulita possibile. Lascio Ibrahim intento a dare consigli a un giovane regista che sta girando un documentario su una tribù di palestinesi nomadi che vive nel Sinai e che non vengono riconosciuti da trent’anni né dallo stato egiziano né da quello israeliano.
Passando per la strada Al Tahrir che si dirige verso la piazza Falaki, è piano di ragazzi che continuano la guerriglia nelle strade che la intersecano. La polizia lancia lacrimogeni e gli spara addosso proiettili di gomma, i manifestanti rispondono con sassaiole e appiccando fuochi improvvisati in mezzo alla strada per impedire alla polizia di avere piena visibilità.
L’impressione è che l’esercito non sia in grado di affrontare situazioni di guerriglia cittadina e più che altro di governare. Nei prossimi giorni si capirà che direzione prenderà l’Egitto, se veramente un processo democratico deve iniziare, o andare avanti, l’unica soluzione è quella che l’esercito incominci lentamente a farsi da parte, come aveva promesso dopo le dimissioni di Mubarak, e che le elezioni abbiano inizio.

VINCENZO MATTEI

Nena News

Questa intervista e’ stata pubblicata il 22 novembre 2011 dal quotidiano Il Manifesto.


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giovedì 16 giugno 2011

E’ in atto un grave furto alle donne italiane





E’ in atto un grave furto alle donne italiane,

FIRMA ANCHE TU!




Luogo
Italia
http://www.pariodispare.org/index.php?option=com_content&view=article&id=111:sottoscrivi-lappello-qquattro-miliardi-erano-tutti-per-noiq

Creato da

Maggiori informazioni
LA PARTECIPAZIONE RICHIESTA è SOTTOSCRIVERE L'APPELLO, dopo che avrete letto di cosa si tratta.

Sono stati dichiarati inammissibili per estraneità con la materia i tre emendamenti al Decreto sviluppo depositati in Commissione Bilancio lunedì che miravano a salvaguardare il tesoretto delle donne. Sono quattro miliardi in dieci anni, che derivano dal risparmio per l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego e che il Governo si è prima impegnato con la legge 122 del 2010 a destinare a misure di conciliazione e per la non autosufficienza per poi fare marcia indietro.
http://www3.lastampa.it/po
litica/sezioni/articolo/ls
tp/406164/
http://www.youfeed.it/rela
ted/141.728904-giu-le-mani-dal-malloppo-battaglia-per-4-miliardi-delle-donne
http://www.elle.it/Sorelle
-Italia/Che-fine-hanno-fatto-i-soldi-delle-donne

E’ in atto un grave furto alle donne italiane, che rischia di passare inosservato.

Il Governo, con l'aumento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego (come da standard europei), si era impegnato ad utilizzare i risparmi che ne derivano - 4 miliardi circa in dieci anni - per interventi dedicati a favorire l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro, per la conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro e per il fondo non autosufficienza.

Quattro miliardi nei primi dieci anni e, dopo, 242 milioni di euro a regime ogni anno: sono cifre che mai le donne italiane hanno potuto anche solo sognare.

Dobbiamo difendere questo tesoro: consentirebbe alle donne italiane e a tutto il Paese di rimettersi in marcia verso gli obiettivi europei, non solo in termini di equiparazione femminile, ma anche di crescita economica. L'Italia stenta a crescere e non può quindi ignorare ciò che è universalmente riconosciuto: il miglior ricostituente per lo sviluppo è un tasso di occupazione femminile elevato.

FIRMATE L'APPELLO!
http://www.pariodispare.or
g/index.php?option=com_content&view=article&id=111%3Asottoscrivi-lappello-qquattro-miliardi-erano-tutti-per-noiq .

lunedì 21 febbraio 2011

Governo italiano tace sulla Libia



“E’ grave che il governo italiano non abbia nulla da dire in merito a quanto sta accadendo in Libia e sulle denunce di Human Rights Watch. Il regime dell’amico Gheddafi ha già provocato la morte di 24 manifestanti e chissà quanto aumenterà il bilancio nel corso delle prossime ore. Nemmeno in quest’occasione Maroni e Berlusconi si assumono le proprie responsabilità per aver foraggiato una dittatura assolutamente indifferente al rispetto dei diritti umani. Il nostro Paese ha bisogno di smarcarsi da Gheddafi e andrebbe immediatamente sciolto il vergognoso patto bilaterale siglato nel 2008. Invece Berlusconi e sodali continuano ad accogliere il colonnello come fosse un eroe democratico, e a difenderlo, rendendosi complici di quanto sta accadendo nelle piazze della Libia”. E’ quanto afferma Sonia Alfano (IdV), membro della Commissione LIBE al Parlamento europeo.
“La smettano quindi di appellarsi all’Europa e di lanciare anatemi per quella che definiscono un’emergenza umanitaria, ovvero gli sbarchi di clandestini sulle nostre coste” dice ancora la Alfano riferendosi al Ministro dell’Interno e al Presidente del Consiglio, e aggiunge “hanno voltato le spalle all’Ue per fare da stampella ad un regime che opprime il popolo libico da oltre quarant’anni e non hanno alcun diritto di attaccare le istituzioni europee, che chiedono soltanto il rispetto delle norme comunitarie e dei diritti umani. Si smarchino da Gheddafi e comincino ad occuparsi seriamente di politica estera e di immigrazione, se vogliono governare questo Paese”. “L’Ue, invece – conclude – faccia molta attenzione ai propri rapporti con le autorità libiche e chiarisca le proprie intenzioni sul paventato accordo quadro di cui si parla, ambiguamente, da mesi”.

http://www.soniaalfano.it/comunicati/2011/02/18/libia-alfano-idv-%E2%80%9Cgrave-che-governo-italiano-non-abbia-nulla-da-dire-sciogliere-patto-immediatamente-cosi%E2%80%99-italia-e%E2%80%99-complice-di-violenze%E2%80%9D/


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