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lunedì 21 maggio 2018

Italia secondo paese più vecchio al mondo



Declino demografico per il terzo anno consecutivo, che ha portato la popolazione italiana a 60,5 milioni di residenti, e per il nono anno nascite in calo: l'Italia è un paese 'vecchio', il secondo più vecchio al mondo con una stima di 168,7 anziani ogni 100 giovani al 1° gennaio 2018. E' il quadro che emerge dai dati relativi alla popolazione italiana contenuti nel rapporto Istat. Dal 2015 il nostro Paese è entrato in una fase di declino demografico. Al 1° gennaio 2018 si stima che la popolazione ammonti a 60,5 milioni di residenti, 
con un'incidenza della popolazione straniera dell'8,4% (5,6 milioni).

La popolazione totale diminuisce per il terzo anno consecutivo, di quasi 100 mila persone rispetto all'anno precedente. Si accentua contemporaneamente l'invecchiamento della popolazione, nonostante la presenza degli stranieri caratterizzati da una struttura per età più giovane di quella italiana e con una fecondità più elevata. Per il nono anno consecutivo le nascite registrano una diminuzione: nel 2017 ne sono state stimate 464 mila, il 2% in meno rispetto all'anno precedente e nuovo minimo storico. Si diventa genitori sempre più tardi. Considerando le donne, l'età media alla nascita del primo figlio è di 31 anni nel 2016, in continuo aumento dal 1980 (quando era di 26 anni).

OCCUPAZIONE - Nel 2017 - rileva l'Istat - aumenta l'occupazione anche se l'incremento maggiore riguarda il tempo determinato. I lavoratori dipendenti a tempo pieno infatti aumentano di 99 mila unità, +lo 0,8%, i dipendenti a termine +298 mila (+12,3%), mentre continuano a diminuire i collaboratori (-46 mila nell'ultimo anno). Gli occupati part time sono 4,3 milioni, il 18,7% degli occupati, contro il 20,3% nell'Ue, con un'incidenza sul totale degli occupati stabile in entrambi i casi. Le donne sono i tre quarti degli occupati part time, sia in Italia sia nella Ue (73,3 e 73,6%). Dalla fotografia scattata dall'Istituto inoltre si conferma il ruolo dell'istruzione quale fattore protettivo: nel 2017 il tasso di occupazione cresce per tutti i livelli di istruzione, ma l'incremento più elevato è per i laureati, che hanno quasi recuperato il livello del 2008 (-0,3 punti). Nel 2017 risultano occupati quasi otto laureati su dieci, due diplomati su tre e solo quattro persone su dieci con la licenza media. Guardando i settori produttivi, nel 2017 quasi il 90% della crescita dell'occupazione è concentrata nei servizi. Gli occupati aumentano nell'industria in senso stretto ma a ritmo più contenuto rispetto al 2016 mentre per la prima volta dal 2009 la variazione è positiva anche nelle costruzioni (+0,9%). Il settore agricolo registra invece un calo dell'1,4%. Le ore utilizzate di Cassa integrazione guadagni (Cig) diminuiscono in tutti i settori di attività economica. Le posizioni in somministrazione nel 2017 sono 294 mila rispetto alle 238 mila del 2016 (+23,5%); l'aumento è stato del 71,1% tra 2013 e 2017.

NEET - Nel 2017 i giovani tra i 15 e i 29 anni non occupati e non in formazione (Neet) scendono sotto i 2,2 milioni. Dopo il forte calo registrato nel 2016 - spiega l'Istat - la diminuzione risulta più debole nel 2017 (-25 mila, -1,1%), alimentata in gran parte dalle donne. Il segmento più numeroso tra i Neet è comunque costituito da persone in cerca di occupazione (898 mila persone, il 41,0% del totale). La probabilità di trovare un'occupazione in 12 mesi nel 2017 è stata più elevata fra gli uomini, fra i residenti al Nord e fra coloro che possiedono un titolo di studio universitario. Per il quarto anno consecutivo si riducono gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, che nel 2017 sono sotto i 13,4 milioni. Il calo è stato meno intenso rispetto al 2016 ma comunque rilevante (-242 mila unità, -1,8%); rispetto al 2008 se ne contano quasi un milione in meno.


DISOCCUPATI - Nel 2017 - rileva l'Istat - il numero dei disoccupati diminuisce del 3,5% (-105 mila), rafforzando la contrazione già segnalata nel 2016. Questa tendenza si rispecchia nella contestuale diminuzione del tasso di disoccupazione, che passa dall'11,7% del 2016 all'11,2%.

INFLAZIONE - Nel mese di aprile 2018, si stima che l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,1% sul mese precedente e dello 0,5% su base annua (da +0,8% registrato a marzo), confermando la stima preliminare. Secondo l'Istat il rallentamento dell'inflazione, in parte frenato dall'accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari (da +0,5% di marzo a +1,3%), si deve prevalentemente all'inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici regolamentati' (da +5% a -1,2%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,5% a -0,7%), cui si aggiunge quella, meno marcata, 
dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (da +0,4% a -0,7%).

CARRELLO SPESA - I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,4% sul mese precedente e dell'1,2% rispetto ad aprile 2017 (+0,4% a marzo). Lo rileva l'Istat, aggiungendo che i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto salgono dello 0,3% su base mensile e dell'1,4% su base annua (in accelerazione da +0,8% del mese precedente). "Le tensioni su alcuni prodotti di largo consumo hanno determinato un'accelerazione dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto, che incidono per il 40% sulla spesa delle famiglie. I consumatori sperimentano quindi - è il commento dell'Istat - dinamiche dei prezzi contrastanti mentre, dal punto di vista macroeconomico si conferma, rafforzandosi, il contesto di bassa inflazione di fondo che caratterizza ormai da diversi anni la nostra economia".

DISEGUAGLIANZA SOCIALE - Sul fronte della diseguaglianza sociale, Roma, a differenza di Milano, presenta zone di vulnerabilità anche in centro. E' quanto emerge dal rapporto annuale dell'Istat, che ha analizzato tre grandi città, Milano, Roma e Napoli. "Attraverso un indice sintetico di vulnerabilità sociale e materiale e un indicatore di valore immobiliare delle città è possibile mettere in luce le differenze tra le diverse zone urbane", spiega l'Istituto, secondo cui "Milano ha una struttura radiale, che procede per espansioni a partire dal centro storico per cerchi concentrici che si sono via via definiti nel tempo. Le aree più benestanti coincidono con quelle con i più alti valori immobiliari e si addensano soprattutto nel centro geografico della città mentre le zone con più alta vulnerabilità sociale e materiale si trovano tutte al di fuori del nucleo centrale della città". Quanto a Roma, "ha un'articolazione più complessa, dove emergono sia gli sviluppi borghesi di 'Roma nord', sia i più recenti cambiamenti socio-economici di alcuni quartieri a tradizione popolare dovuti al trasferimento in zona di segmenti di popolazione più benestante. Nella capitale zone vulnerabili sono presenti anche nelle aree centrali della città, dove ci sono elevati valori immobiliari, ma la loro concentrazione è massima soprattutto nelle aree prossime al Grande raccordo anulare, a Nord-ovest come ad Est". Napoli, infine, "presenta un evidente contrasto da Ovest, dove si trovano le zone più benestanti e meno vulnerabili, a Est (e all'estremo Nord del territorio comunale), dove accade il contrario".

LEGGI ANCHE
In Europa l'Italia detiene il primato nel consumo individuale di acqua in bottiglia: in media 206 litri pro-capite all'anno, 29 litri in più dei tedeschi (il 16,4% in più), 84 litri in più dei francesi (+68,9%), 85 litri in più degli spagnoli (+70,3%), 173 litri in più rispetto al Regno Unito (+524,4%), 96 litri in più rispetto al valore... http://cipiri6.blogspot.it/2018/05/gli-italiani-bevono-troppa-acqua.html


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martedì 1 maggio 2018

Buona Festa del Lavoro ai Disoccupati



Buona Festa del Lavoro . 
Se Siete in cerca di occupazione ISRIVETEVI , GRAZIE
Disoccupati, si prefigge di portare avanti le istanze dei senza Lavoro IN RETE. 
Sarebbe importante Costituire Finalmente un MOVIMENTO NAZIONALE 
per Richiedere il Reddito di Esistenza a favore di tutti i Cittadini Italiani. 
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venerdì 10 marzo 2017

MDD : Riunione Periodica Lunedì 13-03-2017


Riunione Periodica MDD Lunedì 13-03-2017 dalle ore 15.00 presso c.so Porta Vittoria 43 Camera del Lavoro di Milano secondo piano Sala Fiom. 
Ordine del giorno: Relazioni dagli Incontri con Assessori e Senatori. 
NOTIZIE DAL WEB e Dalle Pagine dei Disoccupati di Tutta Italia. 
Preparazione al Bando per il Tesserino Gratis Mezzi Pubblici ATM Milano. 
 Se sei disoccupato o se conosci dei disoccupati contattaci. 
 Ci riuniamo periodicamente in Camera del Lavoro Milano 
 - Corso di Porta Vittoria 43 - Sala Fiom 2° piano. 
 Scrivici : movdirdisoccupati(@)libero.it
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lunedì 7 novembre 2016

Elezioni Usa: vince Clinton


Secondo un sondaggio Demos, il 77% degli Italiani voterebbe per la candidata democratica, mentre solo l'11% darebbe il proprio consenso al repubblicano che piace soprattutto
 a destra e tra lavoratori autonomi e disoccupati

Alla vigilia del voto presidenziale negli Usa, le previsioni sono divenute più incerte. Almeno, rispetto a un paio di settimane fa. Quando il distacco a favore di Hillary Clinton appariva rilevante. Poi, l'Fbi ha riaperto l'inchiesta sulle mail private di Clinton e l'esito delle elezioni è divenuto più incerto. La distanza fra i due candidati si è ridotta ulteriormente e le stime dei sondaggi, per la prima volta dopo molto tempo, hanno riportato il calcolo dei grandi elettori di Clinton ("sicuri") sotto la soglia necessaria per vincere. In Italia, però, se si votasse per la presidenza americana, secondo un sondaggio condotto da Demos nelle ultime settimane, non cambierebbe nulla.

Certo, valutando le interviste effettuate "dopo" le rivelazioni dell'Fbi, anche da noi la distanza tende a ridursi. Ma resta, comunque, larghissima. Tale da impedire a Trump ogni possibilità di rimonta. Naturalmente, alle elezioni "americane" votano i cittadini "americani". Così, l'orientamento di voto degli italiani d'Italia (non d'America) ha un significato semplicemente "indicativo". In quanto "indica" le preferenze elettorali di un alleato "fedele". Un Paese nel quale, peraltro, sono presenti numerose basi militari, utili, agli Usa, per garantirsi un controllo sul Mediterraneo. Sulle aree critiche del Medio Oriente. Ma anche verso l'Est europeo. 
Visto che l'attenzione nei confronti della Russia di Putin è cresciuta.

D'altra parte, proprio in questi mesi decorre il decennale della decisione di costruire una base militare americana a Vicenza, nell'area dov'era presente l'aeroporto civile Dal Molin. Progetto successivamente realizzato, nonostante manifestazioni durate molti mesi. "No Dal Molin" è uno slogan che resiste ancora. Evocato da un Movimento che si è progressivamente indebolito. Anch'io, peraltro, ho marciato e ri-marciato contro la costruzione della base. Senza risultati concreti, visto che il bersaglio delle proteste è lì. Visibile e appariscente. Una città a due passi dalla città-capoluogo. Vicenza. E da Caldogno, dove abito (talora, vista la mia vita itinerante).

Tuttavia, al di là del Dal Molin e delle altre basi militari americane in Italia - oltre 100 (Air-Force, Navy, Army, NSA) - il sentimento degli italiani nei confronti degli Usa risulta largamente positivo. Condiviso da due persone su tre. Mentre l'attenzione verso le elezioni imminenti resta molto elevata. La quota del campione che si dichiara "incompetente" è, infatti, di poco superiore al 10%. Tutte, o quasi, le persone intervistate dichiarano, invece la loro scelta di voto, meglio: per chi voterebbero, fra i due contendenti. Si tratta di una quota di risposte superiore a quella che emerge quando si indaga sul voto in Italia. E ciò non deve sorprendere. Infatti, è più facile dichiarare le proprie preferenze quando non dobbiamo esprimere le "nostre" scelte di voto e di partito, relativamente alla "nostra" realtà e alla "nostra" competizione politica-nazionale. Inoltre le presidenziali americane sono al centro dell'attenzione dei media, da molti mesi. E l'interesse dell'opinione pubblica in Italia (e non solo) è stato ulteriormente alimentato da Trump. Figura sicuramente "non convenzionale", nella storia e nel panorama politico americano. Per molti versi, coerente con i "nuovi" soggetti politici e antipolitici che si sono affermati in Europa negli ultimi anni.

Presso l'opinione pubblica italiana, però, la storia di queste elezioni sembra già scritta. Almeno, secondo il campione intervistato da Demos. L'85%, infatti, ritiene che Hillary Clinton abbia già vinto. D'altronde, la voterebbe il 77% degli elettori "italiani", se dovesse partecipare al voto presidenziale americano. Solo l'11% voterebbe, invece, per Trump. Mentre i rimanenti (poco più del 10%) non saprebbero che fare. Oppure si asterrebbero. Un notevole grado di sostegno per Clinton, in particolare, viene espresso dai giovani e dagli studenti. Che, a differenza di quanto emerge in Usa, non sembrano aver perso la loro "fede", o meglio, più modestamente: la loro preferenza democratica.

LE TABELLE

Il sostegno per Trump, invece, cresce presso i lavoratori autonomi e, soprattutto, i disoccupati (tra i quali sfiora il 20%). Ma resta, comunque, limitato. Tuttavia, l'aspetto che condiziona maggiormente la scelta di voto (virtuale) - nelle elezioni americane - è, sicuramente, l'orientamento di voto - in Italia. Trump, infatti, verrebbe votato dal 33% degli elettori della Lega. Uno su tre, dunque. Ma anche dal 24% della base dei Fratelli d'Italia. Infine, dal 18% dell'elettorato di Forza Italia. Coerentemente, la sua immagine è più apprezzata fra coloro che esprimono un elevato grado di fiducia verso Salvini (19%) e Berlusconi (18%). In misura più limitata: 
verso Grillo e Meloni, in entrambi i casi intorno al 14%.

Donald Trump, in altri termini, in Italia risulta più popolare a destra. E fra gli elettori che esprimono un sentimento "anti-politico". Tuttavia, il consenso nei suoi confronti appare più limitato rispetto alla base elettorale anti-politica e di centro-destra che si rileva nel nostro paese. Forse perché l'Italia (come ha osservato Marc Lazar) è una sorta di laboratorio politico (oggi, "anti-politico"), che anticipa ed enfatizza quel che, in seguito, si verifica nelle altre democrazie.

Ma oggi lo specchio americano riflette immagini inquietanti e un po' grottesche. Persino per noi. Che pensavamo di essere abituati a tutto. E a tutti. Mentre oggi ci sarebbe difficile cantare, con Vasco: "Non siamo mica gli americani".




  
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domenica 29 maggio 2016

Manifestazione : 1 Giugno, Palazzo Marino, Milano dalle ore 9,30 alle ore 14.00



"Nulla su di Noi senza di Noi"


Il Movimento per i Diritti dei Disoccupati

Invita a Partecipare alla manifestazione di Mercoledì 1 Giugno davanti a Palazzo Marino a Milano
dalle ore 9,30 alle ore 14.00

Contro la legge Fornero a favore di tutte le Fragilità e criticità del mondo del lavoro.
L'invito è rivolto a tutti gli interessati della Lombardia ed in particolare ai :
  • Disoccupati di tutte le età
  • Lavoratori precoci quota 41
  • Opzione Donna
  • Mobilitati
  • Esodati
E' importante farci sentire proprio adesso che il governo ha incontrato il sindacato e incontrerà la confindustria.
Saranno ben accetti Striscioni e cartelli vari.

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CONDIVIDETE , GRAZIE
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sabato 2 aprile 2016

Destinare l'8 per Mille a Pensionati e Disoccupati

 E se destinassimo l'8 per mille alle pensioni più basse ed ai Disoccupati   invece che alla Chiesa?


E se destinassimo l'8 per mille alle pensioni più basse ed ai Disoccupati 
invece che alla Chiesa?
 Di sicuro andrebbe a persone davvero bisognose

Che cos'è l'8 per mille?  L'otto per mille è la quota di imposta sui redditi soggetti Irpef, che lo Stato italiano distribuisce, in base alle scelte effettuate nelle dichiarazioni dei redditi, fra se stesso e le confessioni religiose con cui è stata stipulata un'intesa. Ma chi l'ha deciso?
Con la firma del nuovo concordato (18 febbraio 1984) tra l'allora presidente del Consiglio italiano 
Bettino Craxi e il segretario di stato del Vaticano Agostino Casaroli si stabilì che il sostegno dello Stato alla Chiesa (studiato dall'allora ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino) avvenisse nel quadro della devoluzione di una frazione del gettito totale Irpef, l'otto per mille appunto, da parte dello Stato alla Chiesa cattolica e alle altre confessioni per scopi religiosi o caritativi.

Viste le numerose vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti alti prelati nella gestione dell'8 per mille, tenuto conto che la crisi economica sta rovinando molte famiglie a basso reddito e quelle con pensioni minime, non sarebbe il caso di annullare quell'accordo e destinare l'8 per mille alle fasce più deboli della popolazione? In alternativa, invece di regalare soldi alla Chiesa non sarebbe meglio utilizzarli come Sussidio a Pensionati e Disoccupati?
Cominciando col Risolvere il Problema degli ESODATI.
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sabato 13 febbraio 2016

MDD : i corsi di formazione non funzionano




Il reimpiego dei disoccupati a Milano non funziona. Solo corsi di formazione a casaccio. E le risorse dell'assessorato tutte messe sulle startup tecnologiche. Questo l'atto d'accusa dell'Mdd, il movimento per i diritti dei disoccupati, che ha avanzato una sua proposta, ormai condivisa da molti.

“A un gruppo di futuri licenziati della Nokia, qualche mese fa, fanno fare un corso per certificatori ambientali. Dopo il corso, dicono, potrete fare i consulenti e certificare energeticamente le abitazioni con tutti i crismi. Benissimo. Lo fanno. Poi però a fine corso li avvertono. Guardate che queste certificazioni si trovano su internet a prezzi bassissimi, fra 30 e 50 euro. I proprietari delle case vanno su questi siti fatti da società online, inseriscono i dati catastali dell’appartamento e una settimana dopo ricevono la certificazione a 30 euro. In pratica stanno dicendo loro: tu devi aprire una partita Iva, diventare un libero professionista e andarti a scontrare su un mercato dove tu non puoi far pagare la certificazione meno di 100-150 euro, contro i 30 dell’online. Se mi formi a una professione impossibile quando finisco il corso di reinserimento sono punto e a capo”.

Mario Bonetti ha molti aneddoti da raccontare di questo tipo. Un vero museo degli orrori per lui, disoccupato "senior" dal gennaio del 2011, quando fu licenziato dall’associazione in cui lavorava per incompatibilità politiche. Da allora, cinque anni fa, Bonetti ha diligentemente seguito tutti gli iter di reimpiego previsti dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia. Lui e altri 60 disoccupati over-50 e alcuni di lungo periodo. Inutilmente. Alla fine hanno dato vita all’Mdd, il Movimento per i diritti dei disoccupati con sede provvisoria alla Camera del Lavoro, “ospitati dalla Fiom”.

“Il sistema del ricollocamento al lavoro a Milano e in Lombardia non funziona. Per questo abbiamo cominciato a organizzarci e a ragionarne assieme – dice Bonetti, portavoce del gruppo – E qui faccio un esempio personale. Quando fui licenziato, nel 2011, andai subito al Centro per l'Impiego (ex collocamento) e mi iscrissi a un corso per panificatori. Pensando che fosse una posizione richiesta a Milano. Bene, sono passati cinque anni, ho telefonato innumerevoli volte e la risposta è stata sempre la stessa: non abbiamo ancora raggiunto un numero sufficiente di adesioni”.

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venerdì 5 febbraio 2016

Trasporti gratuiti per disoccupati e precari




BANDO
Milano Viaggia con te



Abbonamenti gratuiti Atm per disoccupati e precari: il bando
Le domande potranno essere presentate dal 18 al 21 febbraio. Tajani: “Un aiuto concreto per agevolare la mobilità di chi ha perso il lavoro o vive in situazioni di precarietà”

Torna per il quarto anno consecutivo “Milano Viaggia con te”, l’iniziativa promossa dall’assessorato alle Politiche per il Lavoro del Comune di Milano che mette a disposizione abbonamenti annuali gratuiti Atm per disoccupati e giovani precari.

Le richieste di partecipazione, utili ad assegnare il numero di pratica per l’inserimento della domanda, potranno essere inoltrate dal 18 al 21 febbraio.

I requisiti per accedere al bando sono: la residenza a Milano per i cittadini italiani, l’attestato di iscrizione anagrafica al Comune di Milano per i cittadini europei e, per i cittadini extraeuropei, l’essere in regola con il permesso di soggiorno.

Chi ha perso il lavoro prima del 21 dicembre 2015 dovrà essere in possesso della certificazione dello stato occupazionale rilasciata dal Centro per l’impiego di Milano. I disoccupati a partire dal 21 dicembre 2015 dovranno richiedere il rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (Did) rilasciata attraverso il sistema informativo regionale.......

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lunedì 1 febbraio 2016

MDD : Movimento per i Diritti dei Disoccupati



MDD : AIUTATECI a Diffondere Questo Gruppo , grazie 
Il Movimento per i Diritti dei Disoccupati, 
si prefigge di portare avanti le istanze dei senza lavoro, nei confronti delle Istituzioni.
 MDD non è un gruppo virtuale, ci riuniamo periodicamente presso
 la Camera del lavoro di Milano.
Sarebbe importante che si formassero altri gruppi in tutte le province lombarde per costituire una 

Federazione Regionale del Movimento, aumentando così la forza contrattuale 
dei disoccupati in Lombardia e volendo anche in altre Regioni ed in
TUTTA ITALIA



Iscrivetevi al Gruppo e Commentate sul BLOG 





giovedì 21 gennaio 2016

Reddito minimo: bisogna fare presto



Reddito minimo: bisogna fare presto

“Siamo in piena emergenza sociale, la povertà in questi anni è raddoppiata, 
occorre subito il reddito 
minimo. Se non adesso, quando?”.


Chiara Saraceno è una delle sociologhe più competenti e stimate in Italia. Ed è soprattutto una donna 
ostinata, che si batte per quello in cui crede. E per lei il reddito minimo, pur non essendo la panacea di tutti i mali, è sicuramente uno strumento molto importante per tutelare i più deboli, per dare respiro a chi non ce la fa, per fare “un po’ di giustizia” in un Paese come il nostro, dove la povertà è passata dal 4 per cento del 2008 all’8 per cento del 2015. Un incremento che si traduce in  persone che non riescono a acquistare i beni essenziali e rinunciano spesso alle cure.

“La crisi – spiega Saracenno- ha colpito particolarmente duro l’Italia, e le diseguaglianze sono 
aumentate: la ricchezza si è concentrata sempre più nelle mani di pochi. Il reddito minimo è un punto 
centrale, ma poi occorre rafforzare le politiche di conciliazione lavoro-famiglia che sono particolarmete importanti per le donne a bassa qualifica e basso reddito. Inoltre serve un’efficace politica abitativa che aiuti chi non riesce a pagare l’affitto”.

In questo contesto, aggiunge la sociologa, “la politica sottovaluta in modo preoccupante il destino dei giovani che vivono periodi lunghi di disoccupazione, di precariato. Si tratta di una povertà giovanile che rischia di rendere i ragazzi, le ragazze di oggi svantaggiati per tutta la vita”.

Professoressa Saraceno, perché secondo lei occorre al più presto un reddito minimo?

Occorre oggi più che mai perché non c’è abbastanza lavoro e spesso non tutti i lavori danno un reddito sufficiente per vivere con dignità, in un contesto in cui la povertà è un’emergenza sociale. E la politica finge di non accorgersene.

Lei che tipo di reddito minimo ha in mente?

Un reddito commisurato all’ampiezza della famiglia. E come quantità almeno vicino alla soglia di 
povertà, ai minimi sociali, quindi tra i 400 e i 500 euro mensili a persona. È il minimo per garantire quello che io chiamo ‘il diritto al consumo’, e va aumentato in base alla composizione familiare.

E per evitare che poi il reddito minimo diventi solo assistenzialismo?

Guardi, le cito l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ndr)che non è certo di estrema sinistra: l’Ocse spiega che è utile avere un reddito minimo ben congegnato.

Con quali caratteristiche?

Un reddito che impedisca a una persona di sedersi, quindi un assistenzialismo attivo che sia da stimolo per cercare un nuovo lavoro, con il supporto di consulenti, con la formazione professionale. Un reddito minimo dignitoso dà tempo e serenità mentale per pensare e agire per il proprio futuro.

Facile -le si obietta- chiedere il reddito minimo, ma costerebbe molto alle casse dello Stato.
 Lei ha fatto dei conti?

Ci sono stime diverse. Dipende da dove mettiamo l’asticella. La stima del Movimento 5Stelle è di circa 16 miliardi a regime, 780 euro al mese a chi ha bisogno. Poi ci sono altre proposte più conservative che ipotizzano una spesa di 7 miliardi.

Sono comunque tanti soldi…

Sono tanti, ma sono meno di quanto costano gli 80 euro mensili per i lavoratori dipendenti a basso 

reddito decisi dal Governo senza colpo ferire (circa 10 miliardi, ndr). Questi soldi sarebbero serviti per un reddito minimo decente; come senza colpo ferire è stata tolta la Tasi e l’Imu (costo oltre 4 miliardi, ndr) favorendo i più benestanti. Come vede è un questione di scelte, di priorità.

Ma Renzi risponde a chi propone il reddito minimo sostenendo che è uno strumento sbagliato perché – dice il capo del Governo- la Costituzione parla di diritto al lavoro e quindi l’obiettivo è combattere la disoccupazione, creando lavoro. Cosa risponde?

A parte il fatto che la nostra Costituzione parla sì di diritto al lavoro, ma parla anche del diritto a una vita decente. E poi io sono del tutto favorevole a creare lavoro – ci mancherebbe-, ma nel frattempo cosa facciamo per chi non ce la fa. Cosa facciamo per i bambini i cui genitori non guadagnano abbastanza? 

E ancora cosa facciamo per chi ha una malattia e non può cercare un lavoro? Infine – e cito ancora 
l’Ocse – cosa facciamo davanti a quei tanti lavori precari, 
squalificati e a basso salario prodotti in questi anni?

Dal Governo rispondono che sono stati stanziati complessivamente 
1 miliardo e 600 milioni per le povertà.

Cioè pochissimo, anche se di più di quanto hanno stanziato i precedenti governi. Come le dicevo 
occorrono almeno 7 miliardi per dare il minimo alle persone in difficoltà.

Come giudica gli effetti del Jobs Act?

Ha reso più flessibile il mercato del lavoro: è piu facile licenziare anche nei contratti a tempo 
indeterminato con l’abolizione dell’Articolo 18 (articolo dello Statuto dei Lavoratori che vieta il 
licenziamento senza giusta causa, ndr). Non a caso la Confindustria è più che soddisfatta.

Ma non è anche più facile e conveniente assumere?

Ma per assumere ci vuole un mercato che funzioni, servono investimenti: Renzi ha sbagliato. Doveva dire alle imprese: “Io ho fatto tutto quello che mi avete chiesto, adesso tocca a voi”. Doveva 
pretenderlo. E poi voglio vedere cosa succederà quando scadranno gli incentivi fiscali alle aziende per assumere, incentivi dati senza contropartite. Le contropartite in genere vengono sempre chieste ai 
poveri e non agli industriali.

Lei si batte da tempo, per il reddito minimo, mi pare dagli anni ’80

Sì, dalla prima Commissione sulle povertà, nel 1986.

E che riflessione fa?

Mi viene da dire: se non adesso, quando? Cosa dobbiamo ancora aspettare dopo gli effetti devastanti 
della crisi? Siamo solo noi e la Grecia a non averlo Invece il reddito minimo non è passato ancora 
nell’agenda del Governo, con delle contraddizioni macroscopiche. La vicesegretaria del Pd, Debora 
Serracchiani, ha fatto il reddito minimo nella sua Regione, il Friuli-Venezia Giulia, dov’è Presidente. Ma nello stesso tempo non si batte perché il suo partito vari il reddito minimo in Parlamento. Ora anche in Puglia è stato approvato il reddito minimo (600 euro al mese, per 60 mila persone, ndr). Insomma una breccia si è aperta. E se il Governo fosse intelligente proporrebbe un fondo comune Stato-Regioni per 
introdurre in Italia il reddito minimo.

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poi c'e' questo 

BLOG

nel quale si possono fare commenti ed aggiugere argomenti di discussione




domenica 15 febbraio 2015

La Svizzera come Robin Hood



La Svizzera come Robin Hood: 
prelievo forzoso sui ricchi per aiutare i disoccupati

Dal prossimo gennaio sarà prelevato l’1% dai redditi superiori a 250mila euro dei cittadini elvetici, per ripianare il fondo che consente il pagamento della assicurazione di disoccupazione destinata a chi resta senza lavoro.

A partire da gennaio in Svizzera dai redditi superiori a 250mila euro sarà trattenuto - attraverso un prelievo forzoso – l’1 percento. Motivo? Cercare di recuperare circa 80 milioni di euro e scongiurare il crac per l’assicurazione garantita dal piccolo stato ai suoi disoccupati. Al momento il fondo per questo ammortizzatore sociale è difatti in profondo rosso: c’è un buco di ben 4 miliardi. In Svizzera il prelievo dai redditi esisteva già, ma paradossalmente non riguardava i ricchi.
 I calcoli del governo elvetico sono quelli di riportare in pareggio i conti dell’assicurazione, grazie al prelievo forzoso, nel giro di tre lustri. “Per anni la disoccupazione in Svizzera, con un tasso inferiore all’1%, non ha rappresentato un problema – si legge su Swissworld.org, il sito del Dipartimento federale degli affari esteri del Paese .
Durante la recessione degli anni ’90, tuttavia, il numero dei senza lavoro è aumentato drammaticamente, fino al tasso record del 5,7%, raggiunto nel febbraio del 1997, in seguito alle numerose ristrutturazioni aziendali che hanno comportato tagli di organico. Dalla fine degli anni ’90, grazie alla graduale ripresa dell’economia e a nuovi metodi di calcolo, il tasso di disoccupazione è sceso, fino ad assestarsi nel 2001 all’1,7%. Da allora il tasso di disoccupazione ha avuto un andamento varibile; alla fine del 2007 si aggirava intorno al 2,8%. Il tasso varia comunque secondo le regioni: nelle aree di lingua francese e italiana la disoccupazione è maggiore che nella Svizzera-tedesca. Le donne sono generalmente più colpite degli uomini e gli stranieri sono più colpiti rispetto agli svizzeri”.

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lunedì 10 novembre 2014

- LAVORO -: SCIOPERO GENERALE il 14 novembre 2014

SCIOPERO GENERALE il 14 novembre al nord 

e 21 novembre al sud





LA POLITICA ECONOMICA DEL GOVERNO RENZI È UN INCUBO PER LAVORATORI, DISOCCUPATI E PENSIONATI E UN SOGNO REALIZZATO PER IL PADRONATO. 

Jobs act = Bad jobs - Piano per il lavoro ovvero lavori inesistenti o scadenti.

- LAVORO -: SCIOPERO GENERALE il 14 novembre 2014: LA POLITICA ECONOMICA DEL GOVERNO RENZI È UN INCUBO PER LAVORATORI, DISOCCUPATI E PENSIONATI E UN SOGNO REALIZZATO PER IL PADRONATO. ...





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SCIOPERO SOCIALE : #SCIOPEROSOCIALE



#SCIOPERIAMOEXPO – ANCHE A MILANO INCROCIAMO LE BRACCIA, INCROCIAMO LE LOTTE.

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Venerdì 14 novembre sciopero sociale precario nazionale per fermare Jobs Act, austerità, piano casa, legge di Stabilità, decreto Sblocca Italia, contro “la ‘Buona Scuola’ di Renzi e l’entrata dei privati nei luoghi della formazione”.

A Milano l’opposizione sociale organizza la protesta lanciando l’appello #‎ScioperiamoExpo: il mega-evento finanziato con miliardi sottratti alla risorse collettive, sostenuto da manodopera gratuita, sottopagata e sfruttata...
leggi :

http://cipiri.blogspot.it/2014/11/sciopero-sociale-scioperosociale.html

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domenica 5 gennaio 2014

- LAVORO -: Bonus per Disoccupati, 700 euro per 6 mesi

Bonus per Disoccupati,

700 euro per 6 mesi



Bonus per Disoccupati, 700 euro per 6 mesi. 

Stanziati 16 milioni di euro, chi può fare domanda ???
leggi tutto....
- LAVORO -: Bonus per Disoccupati, 700 euro per 6 mesi: Bonus per Disoccupati, 700 euro per 6 mesi. Stanziati 16 milioni di euro, chi può fare domanda ? Arrivano i nuovi sussidi str...

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