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domenica 19 giugno 2011

Quanto vale il debito pubblico italiano,La politica non conosce crisi


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Il contatore del debito pubblico
Quanto vale il debito pubblico italiano? Sebbene il dibattito pubblico non possa prescindere da questo dato, è spesso difficile “visualizzare” cifre tanto grandi. Con questo “orologio”, l’Istituto Bruno Leoni vuole rendere accessibile a tutti la mostruosità del nostro debito pubblico, che poi dà la misura sia dell’irresponsabilità della nostra classe politica, sia degli oggettivi vincoli di finanza pubblica a cui il nostro paese deve sottostare.

L’orologio aggiorna ogni 3 secondi la nostra stima dello stock di debito, che si basa su – e viene continuamente corretta con – i rapporti mensili della Banca d’Italia. In questo modo vogliamo aiutare i cittadini a capire cosa si intende, quando si dice che siamo gravati di un debito pari a circa il 120 per cento del prodotto interno lordo. Per rendere il concetto ancora più chiaro, basta considerare che questo debito a 13 cifre (valore riferito al 31 luglio 2010) equivale a circa 30.724 euro per ogni italiano, inclusi neonati e ultracentenari, ovvero 80.327 euro per ogni occupato. Tra gennaio e luglio 2010 il debito pubblico è aumentato di 50.100.143.820 euro, più di 7 miliardi al mese, 236 milioni al giorno, quasi 10 milioni di euro all’ora, 164.112 euro al minuto. Ogni secondo, questo debito immenso è cresciuto di 2.735 euro, più di quanto guadagni una famiglia media in un mese.

E il TUO debito?
Se visualizzare l’ammontare complessivo del debito pubblico italiano è difficile, capire a quanto equivale il peso del debito su ciascuno di noi può dare una misura dell’enormità di questo dato. Oggi ogni italiano, da quando lancia il primo vagito in sala parto e senza rispetto per l’età veneranda, ha mediamente una quota di debito pari a oltre 30.000 euro.

Questa somma può essere visualizzata nell’immagine in calce. Le cifre, apparentemente, non si muovono, ma portando il cursore del mouse sul contatore l’aumento continuo del vostro debito personale si paleserà in tutta la sua drammatica inarrestabilità.



(Stima del debito: Luciano Lavecchia; grafica e sviluppo: Alfapi)


La pagina web con il solo contatore è qui:
http://brunoleoni.it/debito.htm


La politica non conosce crisi:

rimborsi elettorali cresciuti del 1100%


Sergio Rizzo, con un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 18 giugno, torna sul tema dei costi della politica e spiega che da queste parti la crisi non esiste. Sono infatti cresciuti del 1100% i rimborsi elettorali. “Giulio Tremonti ha sperimentato direttamente quanto sia difficile entrare con i fatti nella carne viva degli scandalosi costi della politica. Con la manovra finanziaria dello scorso anno aveva provato a tagliare del 50% i generosissimi ‘rimborsi elettorali’, come si chiama ipocritamente il finanziamento pubblico, riconosciuti per legge ai partiti politici, cresciuti fra il 1999 e il 2008 del 1.110%, mentre gli stipendi pubblici aumentavano del 42. Ebbene, il taglio è stato prima ridimensionato al 20%, quindi al 10 per cento. Per non parlare della norma che avrebbe riportato le spese di palazzo Chigi, in alcuni casi letteralmente impazzite, sotto il controllo del Tesoro: saltata come un tappo di champagne”.

Prima o poi però, un taglio dovrà essere fatto spiega il giornalista del Corriere. “Perché qui ci va di mezzo, secondo lo stesso Tremonti, la credibilità della politica e del governo. Se la riforma fiscale le tasse vuole avere una prospettiva minima di serietà, deve passare prima di qua. Fermo restando che i soldi tolti ai privilegi della politica non basteranno certo da soli a tappare il buco che l’eventuale taglio delle tasse (considerato dai capi del centrodestra necessario per arginare l’emorragia di consensi) potrebbe aprire nei conti pubblici”.

“Da dove cominciare? - si chiede Sergio Rizzo – C’è soltanto l’imbarazzo della scelta. “Meno voli blu”, ha detto Tremonti. Una sfida mica da ridere, considerando l’andazzo. Nel 2005 gli aerei di Stato del 31° stormo dell’Aeronautica toccarono il record di 7.723 ore di volo. Due anni dopo, durante il governo Prodi, grazie a una direttiva draconiana del sottosegretario Enrico Micheli erano scesi a 3.902. Tornato Berlusconi, quella direttiva è stata prontamente abrogata e nel 2009 le ore di volo per le sole “esigenze di Stato” sono arrivate a 5.931, ma con un governo ridotto a 61 elementi. Cioè, 97 ore e 15 minuti a testa. Letteralmente stratosferico l’aumento procapite (cioè per ogni componente del governo) rispetto a due anni prima: +154,2%”.

Spiega ancora l’articolo del Corriere: “Ma anche il famoso record del 2005 delle 78 ore e 50 minuti a testa è stato letteralmente polverizzato, con una crescita del 23,3%. Mentre il consumo del cherosene ministeriale, alla faccia della crisi, non si è certamente arrestato. Nel 2009 gli aerei di Stato viaggiavano al ritmo di 494 ore al mese? Nel 2010 si è saliti a 507. Ignoti, ovviamente, i costi. Non sarà facile, per Tremonti. Certo, se si potessero ricondurre i conti di palazzo Chigi sotto il controllo della Ragioneria, com’era prima che nel 1999 il governo di centrosinistra li rendesse completamente autonomi, sarebbe un’altra storia. Si toglierebbero alla politica molti margini di manovra non soltanto sui 3 o 400 milioni l’anno di spese vive della presidenza del Consiglio, ma, per esempio, anche sul miliardo e mezzo di budget della Protezione civile. Meno sprechi, più sobrietà”.

“Peccato che i messaggi arrivati finora siano di segno opposto - spiega Rizzo – . Qualche esempio? Nel 2010 il budget per pagare gli ‘staff’ politici di palazzo Chigi aveva superato di slancio 27,5 milioni, con un aumento del 26 per cento. Mistero fitto sul numero delle persone. Quest’anno le spese per gli affitti degli uffici della presidenza del Consiglio sarebbero lievitate (sempre secondo le previsioni) da 10 a 13,7 milioni. Recentissima poi la notizia che palazzo Chigi ha deciso di dotarsi non di uno, ma di due capi uffici stampa retribuiti al pari di un ‘capo delle strutture generali della presidenza del Consiglio dei ministri’. E i nuovi sottosegretari concessi da Berlusconi ai Responsabili come contropartita per il sostegno alla maggioranza? L’Espresso ha calcolato che costeranno 3 milioni l’anno”.


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8 commenti:

  1. Sarebbe appena il caso di parlare di due miliardi di euro di debito pubblico !!! Vale la pena di arrotondare !!! Di questo passo l'Italia finirà presto e forse è appena il caso di dire che non tutti i mali vengono per nuocere!!! Infatti, quanto prima si riparte dalle fondamenta dell'edificio, meglio è per tutti !!!

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  2. Sarebbe appena il caso di arrotondare a due miliardi di euro di debito pubblico!!! Di questo passo la bancarotta dell'Italia è vicina e non tutti i mali vengono per nuocere, dal momento che prima si riparte dalle fondamenta dell'edificio e meglio è per tutti!!! In ogni caso preferirei fermare il mio debito pubblico personale subito senza esitare !!!

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  3. La crisi della Grecia di fronte all'Italia può essere rapportata per grandezza come alla differenza che corre tra la formica e l'elefante !!! E le responsabilità dei partiti sono evidenti: dal pentapartito della prima Repubblica per finire ai governi del centrosinistra e del centrodestra dei giorni nostri !!!

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  4. PEKKATO KE NON SI POSSA FERMARE QUESTO DEBITO , ,,, SOB

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  5. Non è vero che non si può fermare !!! Una soluzione c'è: è necessario rendere consapevole (cioè responsabile)ogni singolo cittadino italiano, perchè il 99% ignora del tutto il problema; mentre l'1% sa dell'esistenza del debito pubblico e ne profitta perchè è l'artefice della crescita !!!

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  6. GIUSTO CIO KE DICI , MA E' LA POLITIKA KE DEVE COMINCIAREEEEEEEEEE

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  7. Fai circolare al massimo la notizia e vedrai che le cose cambiano!!! Sei proprio Tu che devi cominciare !!!

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  8. linkato su fb e twitter

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