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venerdì 30 ottobre 2015

Pd fa cadere Marino brucio la tessera del Partito



Se il Pd fa cadere Marino brucio la tessera in piazza

Io in questo momento ho la tessera tagliata sul tavolo. Perché non voglio più essere di questo partito. 
Per il partito che fa queste cose. Che vuole evitare di andare in consiglio comunale, che sarebbe stata 
l’unica mossa democratica, ed eventualmente chiedere la sfiducia.

Conosco Renzo Rossellini fin dal No B Day del 2009, quando lo coinvolsi nell’appello promotore. Lui firmò e partecipò convintamente. Poi siamo rimasti in amicizia. Ogni tanto ci sentiamo al telefono, anche adesso che ha deciso di lasciare il cinema. È iscritto al PD ma si è sempre sentito un “Viola” come mi ha ribadito anche ieri  durante la telefonata 
con la quale gli chiedevo una intervista in esclusiva per il 
Post Viola su Marino e l’atteggiamento del suo PD. Intervista che riporto fedelmente:
Ciao Renzo, e adesso che Marino ha ritirato le sue dimissioni come la mettiamo?
La prima cosa che mi viene in mente è che il PD ha fatto una mossa antidemocratica 
e non è la prima. 

E’ il partito che ha levato l’articolo 18, è il partito di sinistra che si è messo contro i lavoratori…
Ma tu sei iscritto al PD, giusto?
Io in questo momento ho la tessera tagliata sul tavolo.
E come mai?
Perché non voglio più essere di questo partito. Per il partito che fa queste cose. Che vuole evitare di 
andare in consiglio comunale, che sarebbe stata l’unica mossa democratica, ed eventualmente 
chiedere la sfiducia. Orfini sa benissimo che non ha i numeri per la sfiducia e che dovrebbe chiedere i voti alla Meloni e al Cinque Stelle, per evitarlo si è inventato questa cosa di far dimettere tutti i 
consiglieri comunali così che non ci sia il numero legale e bisognerà andare alle elezioni.
Ma comunque lo dovrà fare lo stesso in compagnia di coloro che vorrebbe evitare, 
ma in maniera antidemocratica.
Ma tu sei pro o contro Marino?
Io sono pro Marino.
E per quale motivo?
Perché è stato eletto democraticamente. Poi, quando si è scoperchiata Mafia Capitale e per levare dalle prime pagine dei giornali e dalle prime notizie dei TG il coinvolgimento 
del partito nella cupola mafiosa, 

si sono inventati gli scontrini ed è cominciato un linciaggio contro un uomo che in realtà è una vittima. E siccome tra prepotenti e vittime io mi sono sempre schierato con quest’ultime. Mi sembra che sia chiaro con chi schierarsi in questo momento.
Però secondo alcuni Marino ci ha messo anche del suo. Magari problemi caratteriali.
Io non riesco a capire che cosa abbia fatto. È un uomo del PD, votato dal PD e che si trova contro il suo partito, ricordo quando Renzi disse “Deve dimostrare di sapere fare il Sindaco”.
Ma adesso che si fa?
Io spero che tutti gli iscritti del PD, se questo obbliga i suoi consiglieri a dimettersi, scendano in piazza a bruciare le loro tessere.
Ma adesso che la tua tessera è tagliata tu che farai?
E beh porterò i pezzi tagliati.
Ma secondo te sarete molti iscritti a fare questa cosa?
Io spero di sì, cominciando da gli uomini e le donne di cultura e di sinistra che in questi mesi si sono 
spesi dicendo la loro. Serve una rivolta civica contro questo atto antidemocratico. Se non si permette di votare in consiglio comunale l’eventuale sfiducia a Marino sarebbe come fare cadere un governo democraticamente eletto senza un voto di sfiducia.
Una specie di Aventino…
Sì e sappiamo bene che storicamente l’Aventino non ha mai portato fortuna.
Stamattina ho risentito Renzo per avere l’ok sull’intervista che gli avevo mandato. Per tutta risposta ho ricevuto la foto della tessera tagliata, la n. 1220 della gloriosa sezione Enrico Berlinguer. Segno che la sua una non era una metafora, e che tanti, come lui, non se lo faranno ripetere due volte se il PD andrà avanti per la sua strada.

NON CAPISCO PERCHE'  LA SFIDUCIA A MARINO CHE E' STATO ELETTO DAL 68%
DEI CITTADINI ROMANI , PER ANDARE ALLE ELEZIONI E SPERANO DI VINCERE CON CHI ? E CON CHE FACCIA DI ...

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Risolto il mistero degli scontrini di Ignazio Marino. 
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venerdì 9 ottobre 2015

Macchina del Fango Contro Ignazio Marino



CON MARINO STAVAMO RIPORTANDO LA LEGALITÀ, 
TUTTO IN MALORA PER UNA BOTTIGLIA DI VINO 

Sulle dimissioni del sindaco il magistrato ammette: 
non c'erano le condizioni per andare avanti. 

"Non credo che abbia rubato o mentito intenzionalmente ha solo fatto un pò di confusione" .
Troppo onesto!, ha sciacciato i piedi a troppi, chiunque scombussola questo sistema di corrotti e 
mafiosi, ecco perché non lo difendono (PD COMPRESO!)... Come al solito la macchina del fango ha funzionato benissimo! Adesso di mafia Capitale non si ricorda più nessuno? 

"Lui non ha cercato di resistere, ha solo provato a capire se c'erano le condizioni politiche per andare 
avanti. Ma non c'erano, e alla fine ne ha preso atto. Io non ho dovuto convincere nessuno. Capisco che far passare Marino per fesso è diventato uno sport nazionale, ma non lo è per niente". Così l'assessore della Capitale alla legalità Alfonso Sabella spiega al Corriere della Sera come ieri è arrivata la decisione delle dimissioni da parte del sindaco Marino. 

"Stavamo riportando la legalità"
 "La cosa che più mi fa rabbia, a me come a lui" è che sia accaduto per qualche scontrino: "Stavamo 
facendo qualcosa di importante in questa città, stavamo riportando il rispetto delle regole e la legalità, e tutto rischia di andare in malora per una bottiglia di vino da 55 euro". 

"Una leggerezza ma era difficile andare avanti"
 "Certamente - prosegue - si tratta di una leggerezza, non so se di Marino o del suo entourage. E per 
me rimanere al fianco di un sindaco sottoposto a indagine per peculato e falso in atto pubblico, al di là delle cifre irrisorie, era complicato..." e "non perché penso che Marino sia colpevole, ma perché in 
questo momento non è in grado di dimostrare la propria innocenza. 
Una situazione politicamente insostenibile". 

"Non ha rubato, solo molta confusione" 
Sabella ribadisce: "Io non credo che il sindaco abbia rubato o mentito intenzionalmente; credo che 
abbia fatto un pò di confusione, anche perché la scelta di mettere a disposizione gli scontrini è stata 
sua". Una scelta pagata "a caro prezzo". 

MARINO: "PER CACCIARMI MI AVREBBERO MESSO COCAINA IN TASCA"

 Sulle note spese contestate: "Non ero io a compilarle". L'ex primo cittadino, che ha tempo 20 giorni per fare dietro front, dice di temere un ritorno della mafia .

"Ci avevano provato con la Panda rossa, i funerali di Casamonica, la polemica sul viaggio del Papa. Se non fossero arrivati questi scontrini, prima o poi avrebbero detto che avevo i calzini bucati o mi 
avrebbero messo della cocaina in tasca". È lo sfogo del sindaco dimissionario di Roma, Ignazio Marino, in un'intervista a La Stampa. Note spese contestate Sulle note spese contestate, Marino si difende: "Io non so cosa ci hanno scritto sopra. Ho consegnato gli scontrini agli uffici, come si fa in questi casi. Non escludo che possa esserci stata qualche imprecisione da parte di chi compila i giustificativi", e ribadisce di essere "disposto a pagare di persona le mie spese di rappresentanza di questi due anni: 19.704,36 euro. Li regalo al Campidoglio". 

"Rotto le uova nel paniere al consociativismo" 
Marino rivendica di aver "rotto le uova nel paniere del consociativismo politico", ricorda che "Roma sarà parte civile nel processo di Mafia Capitale. Noi abbiamo tagliato le unghie a chi voleva mettere le mani sugli affari" e ora si augura che "chi verrà dopo di me non riporti Roma indietro".

 "Non conosco il giudizio di Renzi" 
Afferma poi che in questa vicenda nel Pd "mi hanno espresso vicinanza in due. Il ministro Graziano 
Delrio e Giovanni Legnini, entrambi molto avviliti per quanto accaduto". E in Comune "dieci consiglieri del Pd su diciannove" piangevano. Su Renzi dice: "Non avendo avuto l'opportunità di parlare col presidente del consiglio, non ho potuto conoscere qual è il suo giudizio". 

20 giorni per ritirare le dimissioni 
Nessuna minaccia - aggiunge - dietro la puntualizzazione di avere 20 giorni per ritirare le dimissioni: 
"Prendo atto che Pd e Sel, due partiti della maggioranza, hanno chiesto le mie dimissioni. E un chirurgo non può restare in sala operatoria senza il suo team". 
Ora "la decisione non è più nelle mie mani. 
E io sono l'ultima persona al mondo che vuole occupare una poltrona". 

FIRMA LA PETIZIONE PER IL RITIRO DELLE DIMISSIONI


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PETIZIONE: Ignazio Marino Ritiri le sue Dimissioni



Marino Sindaco di Roma e dei Romani! Ignazio Marino ritiri le sue dimissioni per favore!

Egregio Sindaco Ignazio Marino, ritiri le sue dimissioni per favore.

Ha ottenuto oltre 50.000 voti alle primarie e 665.000 alle elezioni del 2013. Non può smettere proprio ora che ha iniziato a rivoluzionare Roma.

Lo faccia per tutti i romani che hanno capito il valore di tutto quello che è riuscito a fare in 27 mesi in cui è stato al governo di Roma.

Raccogliamo quante più firme possibile per far capire al Sindaco Ignazio Marino che i romani sono con lui contro tutti gli attacchi mediatici che lo hanno portato a prendere la REVOCABILE decisione di dimettersi dalla carica di Sindaco della Città di Roma.

In quanto a esprimersi di fronte ai mass media non è stato il massimo, e nessuno finora è riuscito a spiegare come sia possibile tutto questo accanimento da parte dei giornalisti nei suoi confronti, e sì, i suoi collaboratori potrebbero aver fatto MOLTO di più per sostenerlo.

È vero, ha tante pecche, ma sarebbe bene ricordare anche alcuni suoi pregi e tutti i risultati raggiunti in due anni che è al governo della città:

1) ha chiamato la Guardia di Finanza il primo giorno che si è insediato 

2) ha risparmiato 120 milioni ogni anno solamente confrontando le spese allegre del comune con i prezzi di mercato come, per esempio, pagare 4800€ ogni pc ai soliti noti 

3) ha portato e continua a portare al Procuratore Pignatone tutta la documentazione in possesso dell’Amministrazione comunale consentendo così di dare una svolta importante alle indagini di Mafia Capitale;

4) ha chiuso Malagrotta dopo 30 anni evitando così pesantissime sanzioni dall'Europa e tornando ad accedere nuovamente ai fondi europei 

5) Ha indetto un bando internazionale per la raccolta rifiuti portando ad oggi la differenziata al 43% (prima sulla carta era la metà, ma di fatto non esisteva dato a Malagrotta si inceneriva tutto) 
6) ha riaperto i cantieri della metro C. Nel 2013 la talpa era ferma, in 2 anni ha 21 fermate in più 

7) ha identificato un nuovo centro per i rifiuti. A settembre apre Rocca Cencia per la trasformazione dell'umido a impatto zero e senza odori 

8) ha messo a capo dei vigli un poliziotto facendo infuriare quella lobby potentissima dei vigili, ha tolto loro i privilegi, li ha denunciati il 31/12 e ha messo la turnazione dei dirigenti comunali 

9) ha cacciato l'AD di AMA poi arrestato con Mafia Capitale 

10) ha cacciato in ATAC (quasi) tutti gli assunti da Alemanno imbucati in ufficio e li ha mandati a fare i controllori 

11) Ha allungato i turni dei dipendenti ATAC e obbligato tutti loro (come già funziona ovunque nel mondo) a timbrare il cartellino a inizio e fine turno 

12) ha messo un magistrato alla trasparenza 

13) ha mandato le ruspe a Ostia liberando gli accessi al mare dove da anni TUTTI facevano finta di non sapere che comandava la mafia degli Spada e dei Fasciani 

14) ha, in soli 6 mesi portato al 90% il raddoppio della Prenestina (in 6 anni avevano realizzato solo il 40%) 

15) ha pedonalizzato i fori e il tridente. (a chi avrebbe creato disagio questo? Io vedo solo un fiume di pedoni che si godono il centro storico);

16) ha eliminato i camion bar dal centro storico restituendo Roma al suo fascino naturale. (facendo un torto alla famiglia Tredicine, mentre tutti quelli saliti prima al Campidoglio hanno sempre temuto sfidare) 

17) ha valorizzato i fori con le luci del premio Oscar Vincenzo Storaro e gli spettacoli multimediali di Piero Angela e Paco Lanciano in attivo già dal primo anno

18) ha riportato in attivo il teatro dell'opera 

19) ha portato ingenti investimenti nella cultura anche da parte dei privati 

20) ha fatto rimuovere migliaia di cartelloni abusivi e ha vietato le pubblicità a sfondo sessista 

21) Sta pagando circa un miliardo di debiti che si è ritrovato appena insediato 

22) ha fatto il bilancio di previsione a inizio anno e non alla fine o addirittura l'anno successivo come avveniva in precedenza 

23) ha stabilito nuove regole più stringenti per il bando degli appalti e l'affidamento di lavori pubblici 

24) ha portato alla riduzione del tempo di apertura degli sportelli della metro, riducendo così il numero di ingressi senza biglietto 

25) ha sperimentato (sulla linea B1) la timbratura del biglietto in uscita dalla metro come ulteriore incentivo a timbrarlo 

26) ha comprato nuovi cassonetti della spazzatura, che quelli che abbiamo ora sono in leasing a un prezzo astronomico 

27) ha iniziato a sostituire l'illuminazione della città con le lampadine al LED [leggi qui];

28) da questa estate sono partiti i lavori per il rifacimento delle principali arterie stradali in previsione del Giubileo [i cantieri stradali sono ovunque, basta farsi un giro nel traffico];

29) ha finanziato il progetto per la realizzazione del GRAB (poi bloccato dall'ultimo assessore Esposito) 

30) ha fatto ristrutturare tutta una serie di monumenti (Colosseo, Fontana di Trevi, Barcaccia, Piazza 4 Fontane, ecc.) [avete fatto una passeggiata in centro negli ultimi 2 anni no?];

31) ha varato un nuovo piano per i ripetitori con lo scopo di ridurre l'inquinamento da elettrosmog 

32) creato per la prima volta il registro unioni civili, trascrizione matrimoni tra persone omosessuali contratti all'estero, progetti contro il bullismo omofobico (d'accordo, facendo infuriare il Vaticano) 

33) ha finalmente varato un nuovo PGTU 

34) ha messo 300 spazzini in più nelle strade 

35) ha messo il gps alle spazzatrici (prima non avevano nemmeno un percorso stabilito da percorrere) 

36) ha indetto una gara europea trasparente mettendo 1000 nuovi appartamenti a disposizione dell'assistenza alloggiativa temporanea 

37) ha cancellato 20 milioni di potenziali metri cubi di cemento per 160 proposte di nuove urbanizzazioni che si sarebbero riversati su 2300 ettari di Agro romano

38) ha cancellato altri 5 milioni di metri cubi di cemento, all’Ex Snia, al Casilino 

39) ha revocato la delibera sulla valorizzazione delle caserme e ridotto i volumi in altre delibere come quella della ex fiera, da 93 mila mq a 67.500 mq 

40) ha individuato 743 occupanti di case pubbliche sprovvisti dei titoli per abitarle perché occupanti abusivi, oppure proprietari di immobili o con redditi superiori ai limiti 

BONUS: http://www.ignaziomarino.it/valutazione-fitch/ - l’Agenzia di rating Internazionale che alza il “punteggio” di Roma da negativo a stabile. In soli due anni.

E si potrebbe andare ancora avanti...se solo riuscissimo a convincerlo 
di restare a governare la nostra città!

Firmate questa petizione e fatela girare il più possibile, abbiamo tempo fino al 28 Ottobre per convincerlo a cambiare idea dimostrandogli che siamo tutti dalla sua parte.

CLICCA E FIRMA QUI

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sabato 3 ottobre 2015

Alemanno Complice in Mafia Capitale



Mafia Capitale: 
«Alemanno complice di Buzzi, 
corrotto con 125 mila euro»

L'ex sindaco in cambio delle somme avrebbe assicurato alla Cupola romana vantaggi e favori. Resta 
comunque indagato anche per l'associazione mafiosa.

Dall’inchiesta madre su Mafia Capitale scaturisce un rivolo che potrebbe portare presto alla sbarra
Gianni Alemanno. In attesa che gli inquirenti decidano che fare dell’indagine a suo carico per
associazione mafiosa, l’ex sindaco ha ricevuto la notifica di una nuovo capo d’accusa: corruzione in
concorso con Salvatore Buzzi, Massimo Carminati e il suo ex braccio destro Franco Panzironi, tutti
imputati nel maxi-processo che si aprirà tra un mese. La contestazione ad Alemanno riguarda il
pagamento di almeno 125.000 euro, a fronte di promesse per cifre ancora maggiori «per la vendita della sua funzione» di primo cittadino, e «per il compimento di atti contrari ai doveri d‘ufficio». Con
l’aggravante del favoreggiamento al sodalizio mafioso per Buzzi, l’ex leader delle cooperative rosse
romane che ha materialmente sborsato il denaro, e per l’ex estremista nero Carminati.

L’avviso di conclusione indagini - firmato dal procuratore Pignatone, dall’aggiunto Prestipino e dai
sostituti Cascini, Ielo e Tescaroli, preludio di un’imminente richiesta di rinvio a giudizio - è uno stralcio del procedimento principale dal quale sono emersi i finanziamenti contestati dalla Procura. Secondo gli inquirenti l’ex sindaco ha ricevuto tra il 2012 e il 2014 (quindi quando governava il Campidoglio ma anche dopo, in una sorta di saldo per i favori assicurati in precedenza), attraverso Panzironi che era d’accordo, 75.000 euro per cene elettorali, altri 40.000 alla fondazione Nuova Italia (che gli inquirenti considerano una sua «cassaforte», e dalla quale avrebbe a sua volta ricevuto soldi per sé), e almeno 10.000 euro in contanti, «a fronte di una originaria promessa di 40.000», che per l’accusa costituiscono anche una forma di finanziamento illecito all’esponente politico.

La contropartita che Alemanno avrebbe assicurato al duo Buzzi-Carminati comprende alcuni fatti
ricostruiti in ogni passaggio nell’indagine principale. Ecco allora il contributo di Alemanno nella nomina dell’avvocato Giuseppe Berti nel consiglio di amministrazione dell’Ama, la municipalizzata per la raccolta dei rifiuti, e di Fiscon come direttore generale della stessa società, due nomi sponsorizzati dal presunto clan; l’aver messo «strutture del suo ufficio a disposizione di Buzzi e Carminati», come quando il capo-segreteria di Alemanno, secondo il racconto di Buzzi, si decise a incontrarlo in tutta fretta solo dopo una telefonata di Carminati; aver favorito i pagamenti del Comune di Roma alla società Eur Spa, che servivano a onorare crediti di «soggetti economici riconducibili a Buzzi e Carminati».

Nella ricostruzione dei pubblici ministeri, Panzironi — recentemente condannato a cinque anni e tre
mesi di carcere per lo scandalo «parentopoli» all’interno dell’Ama — non è soltanto colui che riceveva i soldi da Buzzi e poi li girava ad Alemanno; era anche un «consigliere del sindaco», del quale si sarebbe reso complice nella vendita della funzione. Agli atti del Comune e ora del processo per Mafia Capitale, infatti, c’è una delibera del Giunta comunale guidata da Alemanno (il 2 luglio 2008, subito dopo le elezioni vinte dal centro-destra), nella quale Panzironi, in virtù dei «requisiti personali e professionali» e dei «rapporti eminentemente fiduciari» tra i due, viene nominato collaboratore del sindaco, per il quale «curerà le relazioni esterne e riferirà in via riservata all’onorevole Sindaco». Il tutto «a titolo gratuito», ma secondo i pm i guadagni venivano garantiti attraverso altre vie.
Per esempio i finanziamenti di Buzzi alla fondazione di Alemanno, elargiti sia regolarmente che «in
nero». Per i quali gli inquirenti non credono alla versione fornita dal capo delle cooperative, e cioè che Alemanno sapesse poco o nulla dei soldi girati a Panzironi. «Lei non è credibile», hanno insistito i pm, anche in considerazioni della diversa estrazione politica tra i due, uno di sinistra e l’altro di destra. «Il sindaco si finanziava a prescindere dal colore», è stata la risposta di Buzzi. La nuova imputazione contestata ad Alemanno certifica che la Procura non gli dà alcun credito, e ora considera l’ex sindaco un suo complice.
La replica di Alemanno «L'avviso di conclusione delle indagini preliminari che mi è stato notificato dalla Procura della Repubblica non contiene più i reati previsti dall'articolo 416 bis del codice penale, ovvero l'associazione a delinquere di stampo mafioso» ha scritto in una nota Gianni Alemanno. «Dopo dieci mesi finalmente sono stato liberato dall'accusa infamante di essere partecipe di un'associazione mafiosa. Per me è la fine di un incubo. Rimane la possibilità di una richiesta di rinvio a giudizio per reati di corruzione e finanziamento illecito, accuse che io respingo e da cui mi difenderò in ogni modo, convinto che la Magistratura mi darà giustizia con la stessa onestà intellettuale con cui ha archiviato per me l'ipotesi di reato di associazione a delinquere di stampo mafioso».

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martedì 24 marzo 2015

EXPO 2015 é un CAMOUFLAGE


in Galera i Manager Nominati da Formigoni

CARCERE S. VITTORE

EXPO 2015 E' SOLO UN SET CINEMATOGRAFICO

11mila metri quadrati di EXPO 2015 saranno solo delle enormi scenografie a causa dei ritardi.

Venerdì 13 è partito un bando di gara del valore di 1.100.000 euro
 per appaltare il “camouflage” delle zone incompiute.

In pratica i visitatori, per 32€ d’ingresso, potranno ammirare delle pareti dipinte o qualsiasi altra cosa venga in mente agli scenografi per nascondere il cantiere dietro ancora aperto.

Ad oggi ancora non si sa nulla delle date di consegna. È trapelato che i padiglioni esteri saranno pronti forse il 1 Agosto mentre le vie d’acqua saranno completate, ancora forse, per Ferragosto.

E’ imbarazzante e svilente.
Solo una grande bufala pagata dagli italiani.

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http://cipiri.blogspot.it/2014/11/expo-2015-la-mafia-partecipa-al.html


ED HANNO IL CORAGGIO DI CHIEDERCI DI 
LAVORARE GRATIS ???

se vuoi copia e diffondi questi loghi


Perché NOEXPO ?

La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo e le grandi opere diventano volano e simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati...


LEGGI ANCHE


http://cipiri.blogspot.it/2015/04/expo-2015-tutte-le-colpe-di-formigoni.html



EXPO 2015, TUTTE LE COLPE DI FORMIGONI
E' comprensibile che il presidente Formigoni, di fronte all’opinione pubblica, voglia esaltare e valorizzare un evento come quello di Expo 2015, però, all’interno del consiglio regionale (in cui martedì scorso si è svolta una discussione su questo tema) era bene dirsi le cose per quelle che sono, evitando di presentare la situazione in maniera un po’ troppo ottimistica rispetto alla realtà...

ANCHE
http://cipiri.blogspot.it/2014/06/expo-milano.html



 no grazie

Tutti seduti su sedie immaginarie intorno a una tavola preparata coi piatti non ancora impegnati al Monte, ma vuoti, la famiglia nazionale decide il tutto per tutto: sposare la figlia, accasarla con il possidente ignorante, volgare, ma benestante, in modo ,,,,,


Mose, Expo, Tav: grandi opere, truffe giganti

Speculazione, tangenti e corruzione per Expo 2015 come per il Mose. E tornando indietro nel tempo, per tutte ma proprio tutte le grandi opere del passato più o meno recente. Ogni volta il copione si ripete. Da quando? Da quando ho memoria di giornalista. E lo schema è sempre uguale: prima l’evento con un’attesa mediatica forte, poi la ricchissima speculazione con una spartizione politica e affaristica consociativa (questo è importante). Risultato? Grandi opere inutili o da rottamare in pochi anni, pagate profumatamente con i soldi nostri, realizzate quasi unicamente per foraggiare imprese, arricchire potentati e garantire carriere politiche... 


CON TUTTI QUESTI SOLDI MALEUTILIZZATI SI POTEVA CREARE UN REDDITO MINIMO DI ESISTENZA PER DISOCCUPATI E PENSIONATI 

http://cipiri.blogspot.it/2014/11/reddito-diritti-e-welfare-per-tutti.html



REDDITO, DIRITTI E WELFARE PER TUTTI

La Youth Guarantee dovrebbe essere la risposta europea alla crisi dell’occupazione giovanile,,,

ANCHE

#‎Mafia‬ a #Roma o #sistema #italia : #‎MafiaCapitale


http://cipiri.blogspot.it/2014/12/mafia-roma-o-sistema-italia.html


Due giorni dopo lo scandalo di ‪#‎MafiaCapitale‬ i partiti di maggioranza e minoranza ( Lega in primis) votano compatti per bloccare l'utilizzo da parte della magistratura delle intercettazioni del senatore Azzolini (NCD), accusato di reati gravissimi come frode, associazione a delinquere, 
abuso d'ufficio...

MILANO LA CITTA' DELL' EXPO 2015 
CONOSCIAMOLA
in questo blog trovi tutto cio' 
che riguarda Milano e la Lombardia

http://asiamicky.blogspot.it/2015/02/milano-citta-dell-expo-conosciamola.html

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martedì 16 dicembre 2014

#Olimpiadi a #ROMA



Chissà perché gli italiani si ostinano a non guardare i trailer. Eppure quasi sempre basterebbero quelli per sapere tutto del film che li aspetta, al cine o nella realtà.

Così incurante di quello che successe ad Atene, di quello che è accaduto in Brasile, Renzi, che aveva all’uopo inaugurato la fase dell’annuncio degli annunci: tra due giorni vi rivelerò una grande sorpresa per Roma, ha comunicato ufficialmente la candidatura della Capitale per le Olimpiadi del 2024. E dire che l’unica decisione non riprovevole attribuibile a Monti fu proprio la scelta di rinunciare ai giochi del 2020, motivata oltre che da ragioni economiche, dalla preoccupazione di “governarne” gli effetti collaterali: impatto ambientale, infiltrazioni criminali negli appalti, corruzione.

Ma per lo zerbinotto di Rignano, già appagato di stare al fianco di campionesse e bellocci del Gotha sportivo, sono apprensioni irrilevanti, remore da gufi, allarmi da perdenti, che l’importante è vincere, anche a costo di barare e di truccare i conti, prima e dopo, come d’altra parte successe appunto in Grecia, come avvenne in Brasile, come accade con le grandi opere nazionali, presenti e future, progettate, iniziate, infinite.

Quelli brasiliani sono stati i mondiali più cari della storia, le cattedrali del pallone inquinanti e megalomani cadranno presto in rovina, a cominciare dallo stadio di Rio, con 70 mila posti a perdere, o da quelli di Manè e Garrincha di Brasilia costati circa 600 milioni di euro, in “sicurezza” sono stati investiti altri 600 milioni per prevenire e fronteggiare turbolenze più che legittime. Che le Olimpiadi abbiano contribuito non marginalmente alla crisi greca con i venti miliardi di debito rimasti sul groppone dello Stato, come d’altra parte quelle di Vancouver hanno determinato una perdita cospicua di benessere per la collettività canadese, come la Gran Bretagna che stia scontando la sua vanità nazionale ferita dai costi dei Giochi del 2010, quadruplicati rispetto ai preventivi, pareva essere convinzione condivisa da tutti, ma non dal nostro governo di provinciali che pensano di riguadagnare autorevolezza, credibilità e competitività messe in discussione dalla mafia a Roma, dalla corruzione a Milano e Venezia, dalle piogge genovesi, promuovendo orge di orgoglio nazionale tramite fiere paesane di salsiccia e zucchero filato, ospitando kermesse che non ci possiamo permettere, promettendo che Grandi Eventi portino Grande Ricchezza e Felicità.

Ma senza andare lontano, senza dar retta ai trailer di Grecia, Brasile, Canada, bastava riguardarsi il film di casa nostra, ricordare per gli smemorati, prevedere per chi avesse ancora dei dubbi. Il sistema è stato collaudato con i Mondiali di calcio e poi replicato con successo in innumerevoli altre occasioni: quando le "emergenze" non sono causate da calamità naturali e altri eventi sedicentemente impre­vedibili, se ne creano di nuove, manifestazioni sportive, esposizioni, celebrazioni, esigenze di ordine pubblico, immigrazioni, acque alte che si ripresentano con regolarità, autostrade da lasciare deserte, ponti sdrucciolevoli, scavo di canali superflui e dannosi.

Eh si, tra le "emergenze inventate" merita il podio la calamità territoriale dei Mondiali di calcio del 1990, aggiudicata nel maggio 1984 , ma che ebbe bisogno di un decreto d’urgenza nel 1987 che stanziava in libertà, introduceva deroghe alle procedure sia degli appalti che urbanisti­che, consentiva “necessari” sforamenti della previsione di spesa, passata da 3.550 a 7.320 miliardi di lire, in virtù della “eccezionale urgenza derivante da avvenimenti imprevedibili", come venne detto per designare probabilmente appetiti insaziabili, corruzione diffusa e generalizzata, complicità e correità, trionfi di templi alla superfluità mai finiti, di infrastrutture muscose e cadenti, allora promosse grazie all’istituto straordinario della “conferenza”, oggi largamente superato grazie allo Sblocca Italia, che sancisce il primato della anormalità, dell’atipicità, dell’emergenza lungimirante e preventiva. Se la storia anche recente insegnasse, varrebbe la pena di ricordare che, tanto per fare un esempio, . degli 87 interventi di viabilità previsti solo 33 furono ultimati, che ben 17 opere programmate pur essendo approvate dalla confe­renza dei servizi, vennero appena avviate e poi abbandonate, che più d'una impresa era sotto inchiesta ad opera dei giudici milanesi di Mani Pulite, che lo stadio Marassi venne definito la Caporetto del Calcio, che altri stadi denunciarono problemi di sicurezza, impianti fuori norma, allagamenti, che ristrutturazioni e ampliamenti assorbirono risorse triplicate rispetto ai preventivi. Per non parlare della Corte dei Conti, per non parlare della percezione che quella sia stata una prova generale per nuove Tangentopoli.

Ma i grandi eventi hanno buona stampa, anche il più mediocre dei dittatorelli vuole lasciare un’impronta con la sua piramide, cordate di speculatori, immobiliaristi, cementificatori si fanno la bocca prevedendo profittevoli spartizioni. Come i greci dissero a suo tempo "i giochi pagheranno i giochi" . oggi "l'Expo pagherà l'Expo", domani le Olimpiadi pagheranno le Olimpiadi, senza mettere nel conto i meccanismi di ricatto e intimidazioni esercitati sui candidati, costretti via via ad aumentare la posta per accrescere le loro probabilità di successo, così come le garanzie di Stato che le amministrazioni coinvolte sono chiamate a risarcire in caso di mancata realizzazione degli incassi previsti. Altro che De Coubertin, altro che Renzi: l’importante non è partecipare, l’importante non è vincere. L’importante è evitarle.

Anna Lombroso per il Simplicissimus

http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2014/12/15/giochi-di-prestigio-il-trucco-delle-olimpiadi/

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mercoledì 3 dicembre 2014

#‎Mafia‬ a #Roma o #sistema #italia : #‎MafiaCapitale






Due giorni dopo lo scandalo di ‪#‎MafiaCapitale‬ i partiti di maggioranza e minoranza ( Lega in primis) votano compatti per bloccare l'utilizzo da parte della magistratura delle intercettazioni del senatore Azzolini (NCD), accusato di reati gravissimi come frode, associazione a delinquere, 
abuso d'ufficio.
PD, LEGA NORD E FORZA ITALIA SALVANO ANCORA AZZOLINI (NCD)
Come già avvenuto in Giunta delle Autorizzazioni al Senato, appena adesso il Senato ha salvato nuovamente il Presidente della Commissione Bilancio Azzolini.
Cosa chiedeva la Procura di Trani?

Di poter utilizzare le intercettazioni contro il Senatore Azzolini, indagato per abuso di ufficio, associazione a delinquere, truffa aggravata e falso ideologico, minaccia ad un pubblico ufficiale per gli appalti, da 160 milioni di euro, per il Porto di Molfetta.
vedremo come andra' a finire quest'altra???
#‎Mafia‬ a #Roma

In ogni posto chiave avevano sistemato una persona fidata. Aziende municipalizzate, assessorati, persino il bilancio del Campidoglio erano in grado di modificare. Per riuscire a controllare le commissioni Trasparenza e Anticorruzione hanno fatto carte false, forse convinti che questo li avrebbe salvati.


È una rete di potere autentico quella creata da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, «inserendo nei ruoli decisionali della pubblica amministrazione uomini che, per ragioni diverse di affiliazione o di subordinazione, rispondono direttamente al sodalizio, non sempre con una piena consapevolezza delle sue caratteristiche».

Quando Gianni Alemanno cede la guida di Roma a Ignazio Marino, si concentrano sugli esponenti del Pd che potevano mettersi a disposizione in cambio di favori e tangenti. E riescono ad agganciarli. Nelle intercettazioni che fanno da filo conduttore alle indagini dei carabinieri del Ros guidati dal generale Mario Parente, si parla di appuntamenti chiesti al vicesindaco Luigi Nieri, di incontri con il capo di gabinetto Mattia Stella. Mentre Eugenio Patanè avrebbe preso soldi per «pilotare» appalti alla Regione, del senatore del Pd Lionello Cosentino, segretario della federazione Pd romana, dicono: «È proprio amico nostro».
L'Arresto dell'ex terrorista dei Nar, Massimo Carminati



Alemanno e il ricatto

Ad Alemanno, dipinto dalle carte dell’accusa quasi come un burattino nelle loro mani, pagano le cene elettorali oltre ai contanti versati alla sua Fondazione «Nuova Italia» e portano «comparse» per la claque ai comizi. A far da «cerniera» ci pensa spesso l’assessore Luca Gramazio. Ma alla vigilia delle amministrative di giugno 2013, quando lui tentenna sulla concessione di una proroga alle cooperative, il ricatto di Buzzi è esplicito: «Me la proroghi a sei mesi, arrivi a dopo le elezioni... se li famo tutti in santa pace, qui c’hai pure gente che ti vota... così ci costringi a fare le manifestazioni».

«M’ha prosciugato»
Riccardo Mancini, amministratore delegato di Eur spa è sempre stato uno dei personaggi di riferimento, «espressione dell’amministrazione comunale avendo gestito le campagne elettorali di Alemanno ed essendo considerato una sorta di plenipotenziario nella gestione dei rapporti con gli imprenditori, soprattutto nel settore trasporti». È quello che «deve passa’ i lavori buoni».


Quando finisce sotto inchiesta Buzzi racconta: «Lo semo annati a pija’, gli amo detto cioè “o stai zitto e sei riverito o se parli poi non c’è posto in cui te poi anda’ a nasconde’’». Regolarmente stipendiato con 15 mila euro mensili è Franco Panzironi, ex amministratore delegato di Ama spa, «indicato quale reale dominus della stessa municipalizzata, nonostante non rivestisse più nessun incarico formale». Buzzi è categorico: «M’ha prosciugato tutti i soldi Panzironi... dovevo daje un sacco de soldi, 15 mila euro, gli ultimi glieli do oggi e poi ho finito».

Gli assi nella manica
Con la giunta Alemanno il controllo dell’Ama è totale. Quando arriva Marino, l’organizzazione si attrezza. E in vista della gara per la raccolta del Multimateriale Buzzi appare sicuro: «I nostri assi nella manica per farci vince la gara dovrebbero essere la Cesaretti per conto di Sel, Coratti che venerdì ce vado a prende un bel caffè e metto in campo anche Cosentino».


Parlando del presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti, Buzzi dice «me lo so’ comprato, ormai gioca con me», e il 23 gennaio 2014 racconta di avergli «promesso 150 mila euro se fosse intervenuto per sbloccare un pagamento di 3 milioni sul sociale». L’8 aprile invia un sms a Mattia Stella: «Sono da Coratti». Lui lo chiama immediatamente: «Oh Salvato’ io sto giù da me». Buzzi è pronto: «Appena finisco da Coratti, scendo giù da te». Del resto con i collaboratori più stretti era stato esplicito: «Sto’ Mattia lo dobbiamo valorizzare, lo dobbiamo lega’ di più a noi».

Le primarie Pd
Luca Odevaine, vicecapo di gabinetto del sindaco Walter Veltroni, viene ritenuto un esponente dell’organizzazione e infatti Buzzi conta sulla possibilità che diventi capo di gabinetto di Marino «così ci si infilano tutte le caselle... qualche assessore giusto... ci divertiremo parecchio». L’interesse dell’organizzazione a orientare la politica è palese sin dalla scelta del candidato sindaco.


A ottobre 2012 Carminati si informa con Buzzi: «Come siete messi per le primarie?» e lui risponde: «Stiamo a sostene’ tutti e due... avemo dato 140 voti a Giuntella e 80 a Cosentino che è proprio amico nostro». In realtà a novembre Buzzi annuncia: «Noi oggi alle cinque lanciamo Marroni alle primarie per sindaco eh!». Il possibile cambio in giunta era per loro un’ossessione e il 22 gennaio 2013, analizzando ogni possibilità dice: «È vero, se vince il centrosinistra siamo rovinati, solo se vince Marroni andiamo bene».


Marroni diventa deputato del Pd mentre l’altro «amico» Daniele Ozzimo è nominato assessore alla Casa. Tutti restano comunque inseriti nella «rete» che ha continuato a garantire affari e potere.



Ecco la ‘cupola’ di Roma, si dimettano tutti i coinvolti

ROMA, 2 dicembre 2014 - “Scoperchiata la “Cupola” che ha le mani sulla Capitale e della quale, secondo gli inquirenti, fanno parte esponenti politici di destra e sinistra al servizio di personaggi come l'ex Nar Massimo Carminati. Se hanno un minimo di dignità tutti i coinvolti dovrebbero immediatamente dimettersi dalle proprie cariche pubbliche, così come ha fatto l’assessore PD alla casa Ozzimo”. Così parlamentari e consiglieri del Comune e dei Municipi di Roma in una nota congiunta con i colleghi della Regione Lazio.
“L’operazione ‘Terra di Mezzo’ svela i contorni di un ramificato sistema corruttivo nelle amministrazioni locali del Lazio che, come da noi denunciato più volte in ogni sede istituzionale e giudiziaria, inquina l'assegnazione di incarichi, appalti e finanziamenti pubblici.

L’operazione di stanotte, frutto dell’encomiabile impegno della procura di Roma e delle Forze dell’ordine, ne è l’ennesima dimostrazione, con una lista di indagati e arrestati che abbraccia destra e sinistra, da Alemanno a Luca Odevaine, capo di Gabinetto del sindaco Veltroni e già al ministero dell'Ambiente con la Melandri, l’ex ad dell’ente Eur, Riccardo Mancini e l’ex presidente di Ama Franco Panzironi, nomi messi lì dall’amico sindaco di turno. Il fatto che siano coinvolti nell’indagine anche Eugenio Patanè, consigliere Pd Lazio, il capogruppo di FI Luca Gramazio e il presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko Coratti dimostra a cosa servono veramente le larghe intese”.

Movimento Cinque Stelle di Roma


La Mafia a Roma è capace di infiltrarsi e fare business nella gestione di centri di accoglienza degli immigrati e campi nomadi, finanziare cene e campagne elettorali, come quella dell’ex sindaco di Roma Gianni ‪#‎Alemanno‬, coinvolgere nella loro rete politici di ‪#‎destra‬ e di ‪#‎sinistra‬.
Quello che succede oggi a Roma non è altro che la conferma di quello che il Movimento 5 Stelle sostiene da sempre. L’esistenza del mega-inciucio tra centro-sinistra-destra, tra ‪#‎Stato‬ e #Mafia.

La mafia è negli appalti truccati, nei concorsi truccati, nello scambio di voti, nelle discariche abusive, la mafia è nei Comuni, nelle Regioni ed in ‪#‎Parlamento‬. E' giunto il momento per tutti di cominciare a combattere il comportamento mafioso in tutti i suoi aspetti.
E’ giunto il momento di smetterla di fare ciò che ci conviene per cominciare a fare quello che è GIUSTO!

INTERCETTAZIONE TELEFONICA

Buzzi: “Tu c’hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati? Il traffico di droga rende meno”

Uno dei settori in cui la "cupola" era più influente era quello delle politiche sociali: Luca Odevaine, membro del Tavolo di coordinamento nazionale sull'immigrazione, al telefono spiega: "Avendo questa relazione continua con il Ministero, sono in grado un po’ di orientare i flussi". Il braccio destro di Carminati: "Tu c'hai idea quanto ce guadagno sugli immigrati?"


Operazione Mondo di Mezzo: i nomi degli arrestati
„Nomi noti e meno noti tra gli arrestati dell'operazione Mondo di Mezzo. Centro nevralgico dell'organizzazione è Massimo Carminati, ex Nar ed leader della Banda della Magliana. Dal mondo delle municipalizzate vengono Giovanni Fiscon, ex direttore generale dell'Ama, Franco Panzironi, ex ad della municipalizzata dei rifiuti, Riccardo Mancini, ex Ad di Eur Spa e Luca Odevaine ex capo della polizia provinciale.“


Operazione Mondo di Mezzo: i nomi degli arrestati
„In carcere anche: Riccardo Brugia; Roberto Lacopo; Matteo Calvio; Fabio Gaudenzi; Raffaele Bracci; Cristiano Guarnera; Giuseppe Ietto; Agostino Gaglianone; Salvatore Buzzi; Fabrizio Franco Testa; Carlo Pucci; Sandro Coltellacci; Nadia Cerrito; Claudio Caldarelli; Carlo Maria Guarany; Emanuela Bugitti; Alessandra Garrone; Paolo Di Ninno; Pierina Chiaravalle; Giuseppe Mogliani; Giovanni Lacopo; Claudio Turella; Emilio Gammuto; Giovanni De Carlo. Ai domiciliari sono finiti invece: Patrizia Caracuzzi; Emanuela Salvatori; Sergio Menichelli; Franco Cancelli; Marco Placidi; Raniero Lucci; Rossana Calistri; Mario Schina.“

DA : http://www.romatoday.it/cronaca/nomi-arrestati-oggi-roma.html


"La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.” Giovanni Falcone

#Torino, #TAV,
Venezia, #MOSE,
E' IL SISTEMA ITALIA CHE NON FUNZIONA

non deve essere la dignità del singolo a farlo dimettere,
 ma un preciso ed automatico obbligo di legge. 
Arrestato per certi reati? 
Automatica sospensione da Carica e Stipendio, 
fino a sentenza...

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LEGGI ANCHE  :


Alemanno, sindaco fallito


ALEMANNO, IL SINDACO FALLITO

Scandali. Degrado, Traffico. Criminalità. 
Assunzioni di amici e parenti. 
E trenta milioni di euro
 spesi per i collaboratori esterni. 
Storia e ritratto dell'uomo
 che in quattro anni di Campidoglio
 è riuscito a sbagliare tutto
 A Gianni Alemanno non gliene va dritta una, nemmeno per sbaglio. Sarà la sfiga, come la nevicata del secolo che ha paralizzato la città, l'incapacità sua e dei suoi uomini (dal Gran Premio di Formula Uno all'Eur alla candidatura alle Olimpiadi, non c'è mezza ciambella che gli riesca con il buco) o le inchieste dei magistrati (l'ultima è sulle mazzette intascate dai vigili urbani, ma ne sta arrivando un'altra sugli appalti dei Punti verde qualità), fatto sta che Giovanni detto Gianni, barese di nascita e capitolino d'adozione, dopo quattro anni in Campidoglio è già considerato uno dei peggiori sindaci della storia di Roma. Non solo dai denigratori e dai nemici della sinistra, ma pure nel Pdl girano ormai battute maligne. "A Roma dopo Alemanno non vinciamo nemmeno se .... CONTINUA



Stato Italia ed i Poteri Criminali




Documentario che racconta i rapporti di Berlusconi con la mafia.

LEGGI ANCHE : http://cipiri.blogspot.it/2014/11/expo-2015-la-mafia-partecipa-al.html

La Mafia Partecipa al Banchetto


ED HANNO IL CORAGGIO DI CHIEDERCI DI 
LAVORARE GRATIS ???


se vuoi copia e diffondi questi loghi


Perché NOEXPO ?

La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo e le grandi opere diventano volano e simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati...
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