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lunedì 20 ottobre 2014

Emergenza Lavoro in Italia


Emergenza lavoro: 
secondo l'Istat la disoccupazione in Italia
 è al massimo storico dal 1977. 
Il tasso raggiunge il 13,6%

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Maurizio Landini (FIOM) - Che tempo che fa (19... di .



 DISOCCUPAZIONE  in ITALIA |

L'emergenza lavoro in Italia continua ad essere un problema all'ordine del giorno. Secondo l'Istat, il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2014 raggiunge il 13,6%, in più dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta, in base a confronti annui, di un massimo storico, ovvero del valore più alto dall'inizio delle serie trimestrali, partite nel 1977.

Grave anche il livello dei senza lavoro tra i giovani (tra i 15 e i 24 anni), che sale al 46,0%. Passando ai dati destagionalizzati e più aggiornati, forniti sempre dall'Istat (non comparabili con i dati trimestrali grezzi), il tasso di disoccupazione dei giovani under25 ad aprile è al 43,3%. Anche in questo caso si tratta di un massimo storico.

Nel primo trimestre del 2014 il numero delle persone disoccupate sfiora i 3,5 milioni, salendo precisamente a 3 milioni 487mila (in aumento di 212mila su base annua).

Il tasso di disoccupazione ad aprile risulta pari al 12,6%, stabile rispetto a marzo, ma in aumento di 0,6 punti su base annua.

Il dato tocca il suo picco nel Mezzogiorno, dove vola al 21,7% nel primo trimestre del 2014 (dati non destagionalizzati). E tra i giovani (15-24 anni) raggiunge addirittura il 60,9%. Sono 347mila i ragazzi in cerca di lavoro nel Sud, pari al 14,5% della popolazione in questa fascia d'età.

Sono invece 2,5 milioni gli under 30 che non studiano e non lavorano (+4,8%). I ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, i cosiddetti Neet, sono saliti a 2 milioni 442mila nel primo trimestre del 2014. Rispetto all'anno precedente sono cresciuti di 113mila unità (+4,8%). Tra i Neet si ritrovano i giovani disoccupati under 30, nonché gli inattivi, con molti scoraggiati, ovvero ragazzi che si sono rassegnati a stare fuori dal mercato del lavoro. Non mancano tra loro anche le mamme.

SCIOPERO SOCIALE : #SCIOPEROSOCIALE



#SCIOPERIAMOEXPO – ANCHE A MILANO INCROCIAMO LE BRACCIA, INCROCIAMO LE LOTTE.

Laboratorio Milanese

Venerdì 14 novembre sciopero sociale precario nazionale per fermare Jobs Act, austerità, piano casa, legge di Stabilità, decreto Sblocca Italia, contro “la ‘Buona Scuola’ di Renzi e l’entrata dei privati nei luoghi della formazione”.

A Milano l’opposizione sociale organizza la protesta lanciando l’appello #‎ScioperiamoExpo: il mega-evento finanziato con miliardi sottratti alla risorse collettive, sostenuto da manodopera gratuita, sottopagata e sfruttata...CONTINUA A LEGGERE
http://cipiri.blogspot.it/2014/11/sciopero-sociale-scioperosociale.html

Perché #SCIOPERIAMOEXPO?

La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo e le grandi opere diventano volano e simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati.

Quartieri militarizzati per proteggere i cantieri; risorse, territorio, diritti sacrificati alle logiche del megaevento; lavoro gratuito spacciato per opportunità; una città sempre più vetrina, tra sgomberi, speculazioni e spartizioni; mafie che proliferano; dispositivi di governo del territorio e procedure speciali che diventano norma e modello su scala più ampia; corporations del biotech, OGM e marchi globali del cibo spazzatura, grande distribuzione e Eataly, questa la tragicomica marmellata con cui nutrire il Pianeta; numeri sparati a caso su benefici, turisti, biglietti venduti a fronte della concreta realtà di tagli, tasse e beni comuni scippati o privatizzati.

Perchè scioperiamo Expo?

1. Perché dei 70’000 posti di lavoro promessi, ne sono stati attivati quasi 1’000, compresi gli stage formativi. Non è stato in alcun modo preso in considerazione il contratto a tempo indeterminato e svuotato quello a termine dei suoi diritti (impossibilità di scioperare per tutta la durata dell’esposizione che coincide con i mesi di presidenza italiana dell’Unione Europea). Sfruttando il contesto della crisi viene proposto il precariato come unica via per l’ eccezionalità dell’ evento anche oltre la durata dello stesso.

2. Perché avrebbero dovuto essere impiegati 18’500 volontari solo per la gestione del sito di Expo, poi ridotti a 7’000, anche se non si sa chi svolgerà il lavoro delle 10’000 persone che sono state giudicate non necessarie. Sicuramente non sono stati diminuiti i numeri dei volontari per aumentare quello dei lavoratori a contratto. La campagna di reclutamento di giovani è basata sul concetto dell’ ampliamento del curriculum e delle capacità lavorative e ha come fine il rendere possibile la “conoscenza e fruizione del patrimonio sociale, culturale e civile della città ospitante” da parte dell’ affluenza di stranieri.

3. Perché Expo nella sua globalità costerà 1,3 miliardi di soldi pubblici, che arriveranno a 10 miliardi se consideriamo autostrade (pedemontana) e opere collegate (vie d’acqua), oltre alla manutenzione della stessa città.

4. Per la corruzione presente negli alti ranghi dirigenziali di Expo spa che ha dato il via ad una ventina di arresti per tangenti e alla segnalazione di più di 40 imprese implicate con mafia.

5. Per la gestione emergenziale dell’ evento a discapito dei diritti, tra cui la possibilità di muoversi al di fuori dei protocolli sindacali e la possibilità per i paesi stranieri di non rispettare la legislazione italiana all’ interno dei padiglioni.

6. Per l’uso del Commissario unico, con poteri speciali (che possono eludere la normale legislazione giocando sullo stato di emergenza) alla sovraintendenza del mega-evento. Una delle politiche al centro del decreto “sblocca Italia” di Renzi.

8. Perché la retorica del’Esposizione esalta il modello del successo e dell’iniziativa individuale rappresentato da start-up, microimprese e sacrifici. Salario, diritti e dimensione collettiva non sono più elementi costitutivi del lavoro.

9. Perché anche questo megaevento diventa canale comunicativo per riaffermare la dicotomia di genere, funzionale ad un sistema di crisi. Si normalizzano corpi, identità, favolosità, al solo scopo di creare fette di mercato “pink”, invece che decostruire ruoli ed identità statiche.

10. Perché dietro lo slogan vuoto “nutrire il pianeta” si confermano quelle politiche agroalimentari che negano accesso al cibo e all’acqua, impongono modelli alimentari utili solo alle multinazionali, tra i primi sponsor dei sei mesi dell’evento Expo 2015.

Rete Attitudine No Expo
LINK :  https://www.facebook.com/ioNONlavoroGRATISperEXPO

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sabato 26 luglio 2014

Giggin’ ‘a purpetta di Forza Italia


Questo e' il deputato Luigi Cesaro, “Giggin’ ‘a purpetta”, l'autista di Raffaele Cutolo, boss della Nuova Camorra Organizzata. Cesaro e' accusato di concorso esterno in associazione di stampo camorristico e di sostegno (con la sua attività politica) al clan dei casalesi.

Questo soggetto e' un deputato di Forza Italia e la magistratura ne ha chiesto l'arresto. Questi sono i personaggi che vediamo ogni giorno, questi sono i soggetti scelti da Renzi per riformare la costituzione e scelti da Napolitano per riformare la giustizia.

Cesaro sembra (ci sono testimonianze di collaboratori di giustizia) che comprasse voti nei suoi territori. Come? Chiamava tutti quelli disposti a vendere il proprio voto, li schedava registrando nome e numero del seggio. Poi dava meta' banconota a testa. Una meta' prima delle elezioni, l'altra dopo.

Il voto di scambio e' uno dei cancri della nostra repubblica assieme alla corruzione, alla disoccupazione o ai partiti come Forza Italia nati non solo con il beneplacito della mafia ma anche della camorra.

Berlusconi assolto, Berlusconi padre costituente.
Berlusconi non sapeva che Ruby fosse minorenne e la legge Severino ha cambiato il reato di concussione, eliminando la concussione per induzione così il pregiudicato Silvio Berlusconi è stato assolto.
Berlusconi è interdetto dai pubblici uffici e non ha diritto di voto, ma Renzi e la Seracchiani lo ritengono la persona giusta con cui scrivere le regole con le quali tutti gli italiani dovranno votare e modificare la Costituzione. Avevano la possibilità di scegliere le preferenze, di abolire l'immunità di deputati e senatori, di sbattere fuori i condannati dal parlamento. Hanno preferito portare avanti una legge elettorale incostituzionale e una riforma antidemocratica con un condannato in via definitiva. 
Il pregiudicato è molto interessato alla Giustizia, vuole mettere a tacere le toghe rosse che lo perseguitano per tutte le sue malefatte, il Patto del Nazareno è questo, dell'Italia non gli è mai fregato niente.
Tre anni per scrivere la Costituzione, senza contare i morti che hanno dato il loro sangue per la nostra libertà e loro la cancellano in 115 ore facendoci credere che è la via per uscire dalla crisi. IMPEDITELO!!!

TUTTI QUESTI "SIGNORI" SONO
PAGATI DA NOI



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giovedì 1 maggio 2014

L'IMPORTANZA DELLA CELEBRAZIONE DEL PRIMO MAGGIO



L'IMPORTANZA DELLA CELEBRAZIONE DEL PRIMO MAGGIO.

Perché sono dell'idea che sia importante celebrare il primo maggio in ogni piazza nonostante ormai sia legittimo domandarsi che senso abbia festeggiare la festa del lavoro quando lavoro quasi non ce n'è??

Semplice, proprio perché stiamo vivendo una crisi senza precedenti con la disoccupazione alle stelle, con la precarizzazione del lavoro intesa come precarietà della vita, con i diritti dei lavoratori (per chi ha la fortuna di avercelo un lavoro) calpestati quotidianamente, ritengo che sia più che mai doveroso e opportuno ricordare i motivi per cui ogni primo maggio in diverse parti del mondo si festeggia il Lavoro.

La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori viene celebrata il 1º maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare l'impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale, le tante battaglie fatte nel nome della giustizia sociale e dell'equità, per pretendere il rispetto dell'Uomo e della Donna che mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per la collettività e per avere diritto ad una retribuzione che consenta loro una vita dignitosa e non una sopravvivenza stentata.



Ma perché fu scelta proprio questa data?

Il 1° maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei giorni nella capitale francese: "Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi".
 Poi, quando si passa a decidere sulla data, la scelta cade sul 1 maggio. Una scelta simbolica: tre anni prima infatti, il 1 maggio 1886, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, 
era stata repressa nel sangue. A far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket.
 Il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all'ingresso 
della fabbrica di macchine agricole McCormick. 
La polizia, chiamata a reprimere l'assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone
 due e ferendone diversi altri. 
Per protestare contro la brutalità delle forze dell'ordine gli anarchici locali organizzarono una manifestazione da tenersi nell'Haymarket square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò nuovamente sui manifestanti provocando numerose vittime, anche tra i suoi.

L'11 novembre del 1887 a Chicago (USA), quattro operai, quattro organizzatori sindacali e quattro anarchici furono impiccati per aver organizzato il 1º maggio dell'anno precedente lo sciopero 
e una manifestazione per le otto ore di lavoro.

Comprendo bene le difficoltà che noi tutti in questa fase storica particolarmente delicata abbiamo nel "festeggiare" il primo maggio e le ragioni le conosciamo bene, ma è proprio quando vieni atterrato, umiliato, calpestato, deriso e privato di tutto che devi ritrovare la forza di rialzarti e di ricordare le ragioni della tua lotta e di quelli che ti hanno preceduto dando anche la vita per riuscire ad ottenere 
quei diritti che ci stanno ferocemente togliendo.

BUON PRIMO MAGGIO A TUTTI VOI E SOPRATTUTTO
 A CHI NON ABBASSA LA TESTA.


PER NON DIMENTICARE 
 1 Maggio : 1947 A portella della Ginestra muoiono 11 contadini riuniti 
per festeggiare il primo maggio. 
A sparare, per conto dei proprietari terrieri, sono gli uomini di Salvatore Giuliano.
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venerdì 20 aprile 2012

DISOCCUPAZIONE: EUROPA 17,0%, ITALIA 19,8%,





DISOCCUPAZIONE:

 EUROPA 17,0%, ITALIA 19,8%,


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Dal 2011 l’Ufficio statistico dell’Unione europea (Eurostat) ha previsto la diffusione annuale di alcuni indicatori complementari al tasso di disoccupazione, pubblicati dall’Istat per la prima volta il 10 novembre 2011. Gli indicatori sono calcolati sulla base dell’indagine sulle forze di lavoro che ripartisce la popolazione residente in tre gruppi esaustivi e mutualmente esclusivi (occupati, disoccupati, inattivi).
Nel 2011 gli inattivi che non cercano un impiego ma sono disponibili a lavorare sono 2 milioni 897 mila, in aumento del 4,8% (+133 mila unità) rispetto al 2010. Gli inattivi inattivi che non cercano un impiego si sommano ai disoccupati in senso stretto (2 milioni 108 mila nel 2011).
Sempre nel 2011, i sottoccupati part time sono 451 mila unità (+3,9%, pari a 17 mila unità in più rispetto al 2010) e rappresentano l’1,8% del totale delle forze di lavoro. Nell’Unione Europea l’incidenza è pari al 3,6%.

 charat1 DISOCCUPAZIONE REALE (esclusiva per i lettori di RC): EUROPA 17,0%, ITALIA 19,8%, MEZZOGIORNO 33,8%


Gli inattivi disponibili che non cercano lavoro sono in Italia il triplo di quelli europei

In Italia, il valore relativamente più basso del tasso di disoccupazione in confronto alla media dei paesi Ue (l’8,4% contro il 9,6% nel 2011) si affianca a una quota decisamente più elevata della popolazione inattiva più contigua alla disoccupazione: il 12,1% a fronte del 4,6% dell’Ue.
D’altro canto, il numero dei sottoccupati part time italiani rappresenta solo il 5,3% dei circa 8,6 milioni di sottoccupati part time dell’Ue. Di contro, quattro paesi (Francia, Germania, Spagna, Regno Unito) rappresentano da soli oltre il 70% dei sottoccupati part time dell’area. In confronto al 2008 il fenomeno si presenta in crescita (+11,3% in Italia e +15,6% nell’Ue).
Per la Germania vi rimandiamo ad un recente articolo di BLONDET su tema.

 2 DISOCCUPAZIONE REALE (esclusiva per i lettori di RC): EUROPA 17,0%, ITALIA 19,8%, MEZZOGIORNO 33,8%


Dati del Mezzogiorno d’Italia imbarazzanti.
Gli individui che non cercano ma vorrebbero comunque lavorare equivalgono nel Mezzogiorno a circa un quarto delle forze di lavoro, un risultato di oltre sei volte superiore a quello del Nord.

 3 DISOCCUPAZIONE REALE (esclusiva per i lettori di RC): EUROPA 17,0%, ITALIA 19,8%, MEZZOGIORNO 33,8%


Qui trovate i motivi ufficiali che gli inattivi adducono al loro non cercare il lavoro. 

 4 DISOCCUPAZIONE REALE (esclusiva per i lettori di RC): EUROPA 17,0%, ITALIA 19,8%, MEZZOGIORNO 33,8%

Alla ricerca del Tasso di Disoccupazione Reale

Secondo voi, una persona inattiva (non lavora), che non cerca attivamente lavoro nell’ultimissimo periodo, ma che disponibile a lavorare (perche’ scoraggiato o attende esiti di ricerche precedent), cos’e’?  Secondo me e’ un disoccupato.
Secondo voi, una persona inattiva (non lavora), che cerca attivamente lavoro nell’ultimissimo periodo, ma che non e’ disponibile a lavorare, cos’e’?  Secondo me e’ un disoccupato.
Ed infine, un sottoccupato part time, cos’e’? Secondo me e’ generalmente un sussidiato, di fatto un disoccupato.

In base ai dati sopra riportati, andiamo a fare qualche calcolo, per calcolare la disoccupazione reale.
Si badi, che tra l’altro questi calcoli non tengono conto dei “sussidiati full time” (posti di lavoro fasulli, che di fatto sono disoccupati pagati per un posto finto) e dei “cassaintegrati” (fenomeno italiano non del tutto trascurabile).
Altra precisazione: molti diranno che in Italia c’e’ un forte “Lavoro nero” che il calcolo di cui sotto non rileva. Rispondo che e’ vero, ma si badi bene, che dando un’occhio ai dati, ho l’impressione che il grosso dei lavoratori in nero, non si definisca ne’ occupato, ne’ sottoccupato, ne’ inattivo disponibile a lavorare. Credo che si definiscano generalmente inattivi e basta (e cio’m’e’ confernato dal fatto, che il tasso di occupati+sottoccupati+inattivi disponibili rispetto alla popolazione totale tra I 15 e 64 anni nel nostro mezzogiorno, e’ comunque nettamente inferior a quello del centro nord e del resto d’Europa, segnale che conferma l’impressione di cui sopra)

5 650x289 DISOCCUPAZIONE REALE (esclusiva per i lettori di RC): EUROPA 17,0%, ITALIA 19,8%, MEZZOGIORNO 33,8%

In conclusione l’Europa ha un Tasso reale di disoccupazione nel 2011 del 17%, e l’Italia del 19,8%.
L’Italia del Nord, col suo 11,8% ha parametri simili alla Germania che sta al 12,9%.
L’Italia Centrale sta sul 16%, come Francia ed UK.
Il Mezzogiorno sta sul 34%, un po’ peggio della Spagna che sta sul 31%.

Benvenuti nel mondo reale.

GPG Imperatrice

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mercoledì 1 settembre 2010

Disoccupazione, Senza lavoro un giovane su quattro


di Amerigo Rivieccio

Damiano (Pd). “ Una Waterloo sociale”. Fammoni ( Cgil): “Le priorità del governo restano le leggi ad personam”

Il quadro che emerge dalle stime provvisorie dell'Istat su occupati e disoccupati relative al mese di luglio è stato definito da Cesare Damiano, capogruppo del Pd in Commissione lavoro del Senato “una Waterloo sociale", sono "numeri da brivido”.
A livello congiunturale, a luglio il numero di occupati risulta in diminuzione dello 0,1% mentre il tasso di disoccupazione giovanile, pari al 26,8 per cento, registra una riduzione di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e un aumento di 1,1 punti percentuali rispetto a luglio 2009, restando oltre la soglia di un disoccupato ogni quattro giovani.
Nel breve volgere di un anno il tasso di disoccupazione è aumentato di mezzo punto percentuale, arrivando all'8,4%, mentre il numero di occupati è risultato in calo di 172 mila unità (-0,7%).
Preoccupante poi è l’andamento del numero degli inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni, cioè di coloro che sono uscite dal computo delle forze di lavoro in quanto non occupate né in cerca di occupazione, tale numero aumenta a luglio dello 0,5 per cento rispetto a giugno e dell'1 per cento rispetto luglio 2009. Il tasso di inattività, pari al 37,8 per cento, è in aumento sia rispetto al mese precedente (+0,2 punti percentuali) sia rispetto a luglio 2009 (+0,3 punti percentuali).
Ed il senatore Damiano prevede nubi scure all’orizzonte: “l'autunno ci prepara una sorpresa amara: tra licenziamenti già avvenuti e potenziali sono a rischio circa 600mila posti di lavoro. Di questi 400mila nei settori privati mentre 140mila precari perderanno il lavoro nella P.a. Oltre ai 20mila della scuola.
A questi vanno aggiunti i 70mila giovani vincitori di concorso nella P.a. che non troveranno impiego".
Per il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, i dati Istat sull'occupazione "restano molto gravi e non si puo' continuare a rispondere che stiamo meglio della media europea".
Per Fammoni, che ricorda come il ricorso alla "cig nel 2010 superera' il miliardo di ore autorizzate" è necessario approntare un piano di "risposte urgenti" per chi ha già perso il lavoro, scongiurando "che l'enorme platea di lavoratori che attualmente usufruisce di ammortizzatori sociali scivoli verso la disoccupazione", "servirebbe dare stimolo ai consumi per far ripartire la produzione, ma di tutto questo nei cinque punti di verifica di Governo non c'e' traccia e la priorita' restano le leggi ad personam".
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